Come e quante volte devi lavare il tuo BJJ Gi (Kimono)

Ora oltre a lavarti tu, perchè non basta che lavi il tuo kimono, è necessario che mantieni pulito il tuo Gi per evitare di farti cacciare dai tuoi compagni di allenamento e per evitare di riempirti di batteri e possibili infezioni.

Chi gestisce la palestra deve sempre cercare di mantenere il mat igienizzato e pulito ma anche tu per quanto riguarda la tua igiene personale (pulizia, unghie, ecc.) e la tua attrezzatura (BJJ Gi e Cintura, ecc.) devi essere attento per te stesso e per rispetto dei tuoi compagni di allenamento.

Ora pulire un Gi non è qualcosa di complicato e se chiedi consiglio a qualche casalinga, zia, amica sono sicuro che ti può dare ottimi consigli ma ti voglio dare anche io alcune raccomandazioni utili visto che alcuni amici mi hanno chiesto.

La prima cosa come pulizia è la tua, poi il gi e quella necessaria del mat perché dimostra il rispetto che hai nei confronti di tutti compreso te stesso ed è molto meglio a lottave con qualcuno che indossa un kimono pulito che con qualcuno che indossa un gi puzzolente.

Ora considera che in base a quanto ti alleni la situazione cambia, tu sai se ti alleni 3 volte alla settimana, 5 volte alla settimana o chi lo fa due volte al giorno, quindi ogni situazione è diversa.

Se hai una lavatrice a casa come immagino che sia è molto più semplice lavare il tuo Gi, però considera che in alcuni paesi del sud america non tutti hanno una lavatrice in casa e a volte questa operazione è più complicata.

La condizione ideale ma dispendiosa anche se negli anni è qualcosa di molto fattibile (fatti un salvadanaio metti due euro a settimana e a fine anno senza che te ne accorgi hai i soldi per comprarti un bellissimo Gi) è avere diversi kimono da indossare pulito ogni volta che ti alleni, ma questo lo capisco che per qualcuno è dispendioso e non è sempre possibile.

Idealmente, devi lavare il kimono dopo ogni sessione dura di allenamento, quindi quando lasci il kimono bagnato di sudore  e se fai sempre un allenamento con serietà capita tutte le lezioni.

Considera che ogli volta che ti alleni entri in contatto con i germi che sono sul tappeto,  portati  dai tuoi compagni di allenamento, da te stesso, ecc. , ad esempio una cosa schifosissima ci sono quelli che vanno in bagno a piedi nudi e tornano sui tappetini.

Se fai così in palestra fai veramente schifo!! Non sei a casa tua.

Come linea guida possiamo dire che devi lavarlo ogni volta che lo usi perché è meglio essere pulito ormai lo hai capito ma se non è possibile lavarlo dopo ogni lezione puoi usarlo di nuovo ancora una volta però in questo caso devi appenderlo subito all’aperto, preferibilmente al sole o, se puoi utilizza un asciugacapelli perché con il calore uccidi molti germi.

Questi proprio se non puoi lavarlo o se hai una emergenza 🚨 non deve essere una abitudine.

Se utilizzi più di due volte il tuo Gi senza lavarlo sinceramente rientri nella categoria dei puzzino ed è antigienico, prova farlo annusare alla tua fidanzata vediamo cosa ti dice, magari il tuo compagno di allenamento non si osa, ma pensa veramente che fai schifo.

Il mio consiglio è di averne almeno due da fare ruotare, personalmente ne ho 4 che faccio ruotare e di solito mi alleno più volte a settimana.

Durante il fine settimana cerca di lavare insieme o in due volte i tuoi Gi per avere durante la settimana il tuo Gi pulito per allenarti senza puzzare e rispettare i tuoi compagni di allenamento.

RACCOMANDAZIONI SU COOME FARE IL LAVAGGIO

Il gi è fatto di cotone e quindi devi trattarlo come tutti i capi di cotone. Lava i kimono colorati separati dai capi bianchi o altri gi bianchi (se li lavi insieme rischi di avere il kimono bianco macchiato e quelli colorati sbiaditi del colore).

Alcuni usano per i gi colorati l’aceto di mele, personalmente l’ho usato a Cuba perché non avevo i prodotti che ci sono qui nei supermercati per capi colorati ma non lo uso qui in Italia. Usalo invece se è la prima volta che lavi il kimono, questo quando si tratta di uno gi colorato.

Se dimentichi o lasci il kimono per 3 giorni nello borsa sudato dopo averlo usato lo rovinerai, come colore, come batteri, come odore, lo fai marcire.

Il modo più corretto è lavarlo sempre con acqua fredda, usa un  detersivo (liquido) e un pò di ammorbidente dopodiche mettilo ad asciugare fuori  all’aperto.

Attenzione se si utilizzi un essiccatore è probabile che il kimono si restringe le prime due o 3 volte che lo lavi e dopo queste 3 volte, non più. Se non si vuoi che si restringa  devi asciugarlo a temperatura ambiente.

Questo trucchetto lo puoi usare se è leggermente grande il tuo gi.

Non usare il cloro perché crea de danni al tessuto, il 99% dei kimono sono realizzati in 100% cotone e il cloro danneggia il tessuto.

È necessario fare lo sforzo e non solo per gli altri ma anche per te, di prenderti cura della tuapelle, perché è da lì che partono le infezioni sul tatami che possono essere gravi se trascurate, per questo ti ho consigliato sei saponi studiati appositamente.

Ps. Mettere il deodorante o un profumo sul tuo gi o su di te non significa che non puzzi o che è come come il lavaggio!

Quando vai in palestra fai come quando devi uscire con una ragazza o con un ragazzo quindi lavati e mettiti un “vestito” pulito.

Andrea

 

L’unico sapone che devi usare dopo l’allenamento!!

Allenarsi duramente è qualcosa di incredibilmente soddisfacente ed è bellissimo il relax dopo che ti sei fatto una bella doccia.

Il problema è che se come me ti alleni tutti i giorni la doccia la doccia la devi fare con un detergente il più naturale possibile perchè sono sicuro che non vuoi inquinarti con la chimica dei bagnoschiuma da supermercato.

Considera poi che se la tua specialità è la lotta ti troverai spesso a contatto con la tua pelle sul tatami e a contatto con la pelle dei tuoi compagni di allenamento per questo devi usare dei detergenti con delle proprietà disinfettanti e curative per la tua pelle.

Gli ematomi, le bruciature sul tatami, ecc. devi trattarle con un sapone che oltre a lavarti ti aiuta a lenire, disinfettare e chiaramente profumare la tua pelle.

Ps. Anche se non ti alleni devi lavarti tutti i giorni, però è diverso lavarsi quando hai i pori della pelle aperti dal sudore dell’allenamento e hai la pelle sensibile.

Per venire incontro alle pelli più sensibili per sportivi una azienda californiana “The Arm Bar Soap Company”, ha creato una linea di saponi totalmente naturali e piena di ingredienti per aiutare la tua pelle e la cosa spettacolare proprio con un design tutto Jiu Jitsu.

L’azienda Arm Bar Soap Company si è data come missione quella di fornire un prodotto totalmente naturale per atleti “particolari”, direi speciali ed eliminare la concorrenza degli altri produttori di sapone per gli sportivi e diventare il produttore leader di sapone per sport da combattimento.

Con la sua miscela personalizzata di 5 oli essenziali, sono pronti a calpestare il tappeto sempre e ovunque, e andare in “guerra” non solo nella lotta ma contro le più brutte di infezioni della pelle.

Come sai, un pesante senso di misticismo ha sempre circondato il grado di cintura nera, la black belt.

Nell’arte di Jiu Jitsu, una cintura nera porta con se racconti di innumerevoli lezioni e battaglie raggiunte in anni lungo il proprio cammino.

Nel suo sviluppo, “The Arm Bar Soap” ha subito molte trasformazioni, prima di diventare il prodotto finale che è oggi.

Quindi, queste saponette indossano tutte le cinture compresa la nera con orgoglio, e continuano ad allenarsi duramente per la lotta contro i tuoi avversari più difficili tra cui le infezioni funghine.

La pozione originale

Ogni bottiglia per lavare il corpo è stato fatto a mano a San Francisco, in California, utilizzando solo ingredienti migliori, tutto naturale e progettato specificamente per pulire l’atleta full-contact.

  • La pozione originale” contiene la nostra formula altamente considerato il nostro primo lotto di sapone – una delicata miscela di 5 oli essenziali di provenienza locale – di tea tree, eucalipto, menta piperita, citronella, e bergamotto.
  • Uniformemente dispersi per ogni bottiglia c’è una manciata di delicatati esfoliante Bits Noce Shell – tutti di origine made in California.
  • Il sapone per il corpo è stato formulato senza prodotti chimici corrosivi, profumi, conservanti, o coloranti. “La pozione Original” è al 100% Paraben e solfato-libero.
  • Si prega di riciclare la bottiglia dopo l’uso.

 

Il Cocoa Batch

  • Ogni barra di sapone è fatto a mano e progettato in California, con nient’altro che tutti ingredienti naturali. Ogni ingrediente è stato accuratamente combinati per creare una barra di sapone per ripulirti efficacemente dopo allenamenti e combattimenti senza rompere in due il tuo portafoglio.
  • Contiene una miscela personalizzata di 5 oli essenziali tra cui dell’albero del tè, eucalipto, citronella, bergamotto, menta piperita e con esfoliante farina d’avena in briciole e idratante burro di cacao!
  • Adatto anche per le pelli più sensibili

 

The Milk n ‘Honey Batch

  • Ogni barra di sapone è fatto a mano e progettato in California, con nient’altro che tutti ingredienti naturali. Ogni ingrediente è stato accuratamente combinati per creare una barra di sapone per ripulirti efficacemente dopo allenamenti e combattimenti senza rompere in due il tuo portafoglio.
  • Contiene una miscela personalizzata di rosmarino, tea tree e olio di limone con esfoliante semi di papavero e idratante Latte e Miele!
  • Adatto anche per le pelli più sensibili.

 

Il Batch hawaiana

  • Ogni barra è fatto a mano e progettato in California con ingredienti di provenienza direttamente dalle aziende agricole hawaiane locali che praticano metodi di coltivazione responsabili.
  • Riccamente profumato con lavanda Maui di allevamento e combinato con una miscela fungo-combattimento di olio dell’albero del tè e Kaua’i di allevamento e Noni Juice. Ogni barra inoltre contiene un delicato infuso con olio idratante Kuku’i dado, e cosparso di esfoliante 100% motivi di caffè Kona!
  • Adatto anche per le pelli più sensibili

 

Il Peppermint Batch

  • Ogni barra di sapone è fatto a mano e progettato in California, con nient’altro che tutti ingredienti naturali. Ogni ingrediente è stato accuratamente combinati per creare una barra di sapone per ripulirti efficacemente dopo allenamenti e combattimenti senza rompere in due il tuo portafoglio.
  • Contiene una miscela personalizzata di 5 oli essenziali tra cui dell’albero del tè, eucalipto, citronella, bergamotto, menta piperita e con esfoliante guscio di noce Bits e idratante burro di karitè!
  • Adatto anche per le pelli più sensibili

 

Gli ingredienti magici di questo sapone:

Olio dell’albero del tè è spesso definito come “oro liquido” nella comunità di guarigione olistica. Ha proprietà antimicrobiche e anti-fungine sono ineguagliata da qualsiasi altro prodotto di guarigione naturale. E’ stato dimostrato efficace per disinfettare e prevenire tali malattie della pelle come la tigna, acne, piede d’atleta, forfora, e, soprattutto, il temuto Staphylococcus Aureus, o infezione da stafilococco. E’ quasi come se questo olio è stato specificamente messo su questa terra per proteggere e guarire l’atleta di combattimento. Hmmm …

Olio di eucalipto è stato aggiunto al sapone come rinforzo di Tea Tree Oil. Con molte proprietà antisettiche, E’ stato anche dimostrato che promuove la rapida guarigione delle ferite infette e riduce eventuali infiammazioni della pelle come le “bruciature sul mat” che negli sport da combattimento sono molto familiari. Con il suo piacevole aroma terroso, olio di eucalipto si comporta anche come un deodorante tutto naturale.

Olio alla Citronella aiuta a dare al sapone un leggero profumo agrumato. E’ stato usato per secoli come un antibatterico tutto naturale, anti-microbico e preventiva antisettico per la crescita di microrganismi che causano malattie. Quando viene applicato sulla pelle, è stato anche dimostrato che aiutare a diminuire le tensioni muscolari che è comune negli atleti combattimento.

Olio al Bergamotto è derivato da un frutto tropicale, con agrumi e combina molto bene con l’olio Lemon Grass per dare al sapone un profumo unico. Ha anche molte proprietà antibiotiche che aiutano a cessare la crescita di virus e funghi che interessano la pelle. Inoltre, insieme con la sua capacità di eliminare l’odore del corpo, questo olio aiuta anche a proteggere le ferite da infezioni e accelerare il processo di guarigione di quelli esistenti.

Olio di menta piperita è l’ingrediente dentro il sapone che inizia l’intero processo di trattamento. E’ la proprietà del mentolo che permette alla pelle di “respirare” dopo una sessione di allenamento a lungo. In questo modo tutti gli altri oli di guarigione di fluire liberamente nei pori e iniziare a fare lavorare su qualunque organismi brutte avete raccolto durante la sessione di allenamento sudato.

Steel-cut avena sono macinati in briciole e distribuito in modo uniforme nel corso di ogni barra di sapone per aiutare nella fase esfoliante la pelle morta.

Olio di lavanda – Sourced sull’isola di Maui, questo olio stupefacente è stato infuso nella tuo primo “Batch hawaiano”. Usato per secoli come un metodo contro il dolore del tutto naturale e sollievo contro lo stress, un antisettico per abrasioni e graffi, e un antibiotico contro le infezioni della pelle, l’olio di lavanda è l’abbinamento perfetto con grapplers e tutti gli atleti da combattimento allo stesso modo.

Noni Juice – ideale per grapplers – il succo e la polpa del frutto di Noni sono stati tradizionalmente usato nella cultura polinesiana per promuovere la rapida guarigione delle contusioni, graffi, e bolle. E’ un forte antifungini e antisettiche lo rendono un ingrediente ideale per la disinfezione graffi raccolto durante sparring duro.

Olio di Noce Kukui – L’albero di noce di Kukui è l’albero ufficiale dello stato delle Hawaii. In tempi tradizionali, hawaiani potrebbe utilizzare l’olio e semi di dadi per illuminare le torce, tuttavia, l’olio dalla Kukui Dado è anche estremamente utile quando applicato sulla pelle. E’ usato per il trattamento di disturbi come ustioni e tagli e anche creduto per promuovere la guarigione dei sintomi psoriasi ed eczema. Il suo scopo primario nel sapone è nutrire e idratare la pelle dopo che  gli altri oli hanno fatto il loro corso attraverso i pori.

Guscio di noce Bits – usate come un esfoliante in “The Peppermint batch”, questi gusci sono a terra in bit e usato per aiutare esfoliare via la pelle morta.

Kona Coffee Grounds – provenienti dal lato ovest dell ‘isola di Hawaii aka The Big Island, questi terreni sono stati mischiati nel “Batch hawaiano” per comportarsi come un esfoliante e lucidare e buttare fuori la pelle morta. Inoltre, la caffeina nei fondi di caffè agisce anche come vasodilatatore che restringe i vasi sanguigni, permettendo alla pelle di stringersi e ridurre la comparsa di cose come cellulite e vene varicose.

Sito Web: http://www.armbarsoap.com

Vado a farmi la doccia!!

Andrea

Maestri italiani 004 – Danilo Rossi Lajolo (Padova)

Oggi amici del blog abbiamo l’onore e il piacere di intervistare M ° Danilo Rossi Lajolo di Cossano.

Oggi avete l’opportunità di scoprire il grande lavoro sul coltello tradizionale italiano fatto dal Maestro Lajolo che da molti anni si dedica con passione a riscoprire questa arte perduta.

Lajolo oltre che un formidabile atleta di scherma corta sportiva e di difesa personale è anche l’autore di due libri e di un canale YouTube dove potete visionare alcune splendide rivisitazioni storiche oltre che fantastici match di coltello anche con la famigerata scuola di coltello russa con cui ha stretto ormai da anni una amicizia di stima reciproca.

Il Maestro Lajolo è l’unico maestro d’armi certificati da tutte le principali famiglie di coltello italiane per insegnare le arti marziali tradizionali italiani di Scherma di Coltello Italiana e con il Bastone Italiano (Italian Knife & Stick Tradizione) al di fuori dell’Italia.

Danilo Rossi Lajolo di Cossano è un nobile italiano della casa di Lajolo e il figlio e nipote dei conti Lajolo di Cossano del Piemonte, Italia.

All’età di sei anni ha iniziato lo studio delle arti marziali con il Judo, Karate poi, e poi con le discipline del sud-est asiatico. Dal 2003 è un istruttore certificato di Jeet Kune Do, Kali Arnis Escrima, e Pencak Silat Maltese.

Fin dalla tenera età, quando era ancora un bambino, lo zio lo ha spinto allo studio delle arti regionali delle loro famiglie; Pizzica Pugliese (erroneamente conosciuto come danza
delle spade), scherma di coltello Gitana e Barabba Piemontesi.

Con la sua passione per la cultura italiana, trasmesso a lui dal conte Clemente Lajolo
Cossano, nel corso di un periodo di 15 anni ha studiato le arti marziali tradizionali italiani provenienti da varie regioni in tutta Italia.

Durante questo “viaggio” ha scritto un libro sul suo viaggio nello studio tradizionale sistema di arti marziali italiano le sue famiglie fin da bambino, e lo studio della sistemi di coltello e bastone regionali tradizionali provenienti da tutta Italia.

Il libro intitolato “Sul filo di lama” con il sottotitolo “Alla ricerca della tradizione italiana del coltello” è un libro storico sulla scherma di coltello italiana ed è stato pubblicato in Italia in lingua italiana attraverso Montegrappa Italia il 19 dicembre 2014 e successivamente in inglese, francese e russo.

Nel 2007 ha creato la scuola Calix Academy, con l’obiettivo di studio/ricerca continui e la trasmissione degli stili di combattimento italiani insegnato a lui da Grandi Maestri d’Italia di
varie regioni che nelle loro famiglie custodiscono ancora il patrimonio marziale italiano.

Attualmente il Calix World Academy ha rappresentanti in diversi paesi come Russia, Ucraina, Italia, Australia, Stati Uniti, Spagna e Inghilterra.

La scuola è certificata e riconosciuta dalla Federazione Italiana delle arti marziali, le arti marziali Comitato Olimpico Federazione Italiana, la WTKA, e il CISB.

Danilo Rossi Lajolo di Cossano è anche uno specialista di protezione e esperto di sicurezza che ha protetto esecutivo; Johnny Depp, George Clooney, Viggo Mortensen, Matt Damon, e molti altri. Egli è spesso richiesto come il capo della sicurezza dell’evento per film di Hollywood anteprime e altri speciali eventi che si svolgono in Italia.

Con il suo amico e collega Maestro Giovanni Rapisardi, maestro di scherma, ha sviluppato dispositivi di sicurezza per la pratica della armi corte scherma, sia per il combattimento urbano e allenamento sportivo.


Ma ora andiamo a scoprire più nel dettaglio direttamente nella sua storia marziale con M. Lajolo che come vi ho detto inizia a soli 6 anni la frequentazione delle palestre con il Judo e il Karate, ma da subito grazie anche alla spinta da parte della famiglia , prosegue gli studi con la scherma popolare di coltello e bastone e assieme frequenta i corsi di J.K.d e di Kali e Silat con l’AKEA prima e poi con la FISAM con Maurizio Maltese , approda agli sport da combattimento quali Sanda e shoot Boxing con l’insegnante TONY Ligorio (abbiamo un grande maestro in comune e che amici del blog vi ho già presentato), nel 2001 avvia la scuola Calix con sistemi tradizionali Italiani proseguendo a creare il sistema LKFSYSTEM, attualmente in costante evoluzione. Diplomato e certificato FISAM – CSEN – Calix accademia.

 

✔️ Raccontaci chi sei e di quale arti marziali ti occupi in particolare (quali AM insegni)

Master Lajolo: Mi occupo di esportare la tradizione Italiana con il sistema Lajolo , mi occupo sia di tradizione/folklore che di difesa/attacco da armi , ho insegnato in varie parti del mondo, in Russia per 6 anni con frequenza mensile ho dato il via a far conoscere la nostra realtà tutta italiana, in Ukraina così come in Australia ed America sono stato tra i primi a far conoscere l’arte Marziale nostrana , e farla così apprezzare ad un mondo che sino a pochi anni fa non ne conosceva l’esistenza.

 

✔️ Con che arte marziale hai incominciato, qual’è stato il tuo inizio, un maestro o più maestri che ricordi?.

Master Lajolo: I primi approcci sono stati con il Judo , disciplina che negli anni 70/80 faceva da padrone , poi con Maestri quali Maltese e Ligorio ho instaurato un rapporto di stima ed amicizia reciproca, ma che negli anni si è poi assopita dalla distanza e dal lavoro che continuamente mi ha spinto a numerosi viaggi.

 

✔️Cosa pensi del panorama marziale di oggi e sulle competizioni UFC/ecc.?.

Master Lajolo: Credo che si sia persa la realtà è l’essenza dell’arte stessa , purtroppo le competizioni richiedono regole ben precise ed ingaggi che spesso generano nel conflitto reale Aperture spesso svantaggiose , purtroppo il panorama odierno insegna che essere scoperti è rischioso e spesso per esigenze sportive si trascura la realtà. Passando invece alla parte competitiva ed atletica si ha esattamente il contrario, un rinnovamento fondamentale, lo sport è sicuramente importante ma non va mantenuto isolato .

 

✔️Quando hai deciso di insegnare e combattere?.

Master Lajolo: Esattamente nel 1999 , ho preso coscienza che l’inserimento era parte integrante della mia vita, nel 2001 sono diventato professionista, sicuramente il combattimento fa parte del mio essere e continuo a farlo proprio per mantenere alto il mio standard.

✔️Quante ore dedichi all’allenamento (preparazione atletica e altro, come dividi l’allenamento) e se lo ritieni una cosa imprtante?.

Master Lajolo: Mediamente dalle 6/8 ore al giorno suddivise in preparazione fisica e insegnamento, reputo la cosa fondamentale per essere sempre al top , ritengo assurdi gli istruttori con pance e  flosci, l’arte marziale è un atteggiamento mentale importante e doveroso dunque mantenere un comportamento fisico mentale che meglio insegni a chi si avvicina all’arte , mi sembra assurdo quando vedo pancioni che con difficoltà si muovono …, li più che insegnanti di attività marziali mi sembrano insegnanti da tavola.. 

✔️ Quale metodo utilizzi per insegnare ai tuoi allievi, come programmi le tue lezioni?.

Master Lajolo: Suddivido tra allenamento fisico , tattico / strategico, ed infine grande importanza al mentale, se si affronta un allenamento solo tecnico si rischia di intasare la mente e di non arrivare ad affrontare il combattimento reale con l’atteggiamento idoneo ( stress ecc…).

✔️ Chi sono stati i maestri o personaggi che ti hanno ispirato?.

Master Lajolo: Ma in realtà molti e tutti quelli che hanno fatto della loro passione un lavoro, mi ispirano le persone forti di spirito e con una educazione idonea , l’arte essendo tale richiede non solo talento ma tanta cultura ed informazione.

✔️ Che attrezzature preferisci utilizzare per allenarti e allenare

Master Lajolo: Dipende dal tipo di allenamento, quando lo è mentale, preferisco armi vere per una maggior comprensione della pericolosità, aborro chi utilizza simulacri spacciando per Reale l’allenamento, quando invece affronto una preparazione fisica tattica utilizzo materiali atti al preservare lo studente, tutto ciò che evita danni , ricordo che farsi male in palestra non è da uomini veri ma da malati , se si crea un danno .., cosa accade quando lo stesso mi limita poi nella realtà ?

✔️ Una tua esperienza negativa nelle arti marziali?.

Master Lajolo: Di negativo tutto quello che genera invidie , molti non essendo professionisti, screditano in modo quasi parassitario chi lo è, causando incomprensioni a chi vuole approcciarsi a questa o quella disciplina.

Questo mi rattrista , dovrebbero dedicare il loro tempo nel migliorarsi sia nella comunicazione che nella realtà dell’insegnamento.

 

✔️Quali punti di forza nell’arte marziale che pratichi che vuoi comunicare ai nostri ascoltatori?.

Master Lajolo: Punti fondamentali non c’è ne sono, se si vuole migliorare bisogna comprendere la totalità dell’insieme, una buona scuola si preoccupa di dare un educazione approfondita e globale , dalla comunicazione all’ allenamento al modo di confrontarsi con gli altri , passando anche all’immagine, vestizione, dizione ecc… 

Spesso mi accade di trovarmi io stesso in difficoltà, esempio con l’inglese, ma ahimè il tempo è poco e nel poco tempo cerco di migliorarmi con lezioni private , ma spesso si ci ritrova in piccoli lassi di tempo e con la mente altrove , purtroppo questa è una lacuna su cui lavorare.. 

 

✔️ C’è qualcosa che non ripeteresti nel tuo percorso?.

Master Lajolo: Assolutamente no rifarei tutto, magari con una mentalità più congrua, ma l’esperienza la si fa nel tempo, e questo fugge , non ritorna …

✔️ Oggi quale arte marziale stai praticando più di frequente?.

Master Lajolo: Il mio sistema il Lajolo .

✔️Quale altra arte marziale se avessi il tempo vorresti imparare o vuoi imparare?.

Master Lajolo:  oggi il pancrazio, ma solo per un approccio più profondo della nostra tradizione.

 

✔️ Se dovessi dare un consiglio a una persona che vuole iniziare che cosa gli diresti?.

Master Lajolo: Prima di tutto di guardarsi attorno e di scegliere un insegnante che sia equilibrato, una persona che riesca a comunicare passione , poi ogni disciplina è valida , purché come detto ci sia una persona preparata Fisicamente e Mentalmente.

 

✔️ Una abitudine che consigli di avere a chi pratica arti marziali?.

Master Lajolo: Di non vivere nelle abitudini ma di evolvere continuamente, variando sempre ed adattandosi. 

La realtà è poliedrica, così dovrebbe essere anche l’atteggiamento.

✔️ C’è qualche attrezzatura che usi e che consigli che sia utile?.

Master Lajolo: Tutte quelle che servono per non farsi male.

 

✔️ Il miglior consiglio che hai ricevuto?.

Master Lajolo: Quello di non ascoltare i consigli, ma di vivere la vita da protagonista e non da spettatore. (mi sono reso conto di aver dato un consiglio…..ahahah)

✔️ Se dovessi ripartire domani mattina ripartendo da 0 che cosa faresti?.

Master Lajolo: Tutto quello che la vita mi dona , rinnovando sempre e variando con la stessa passione che metto in tutto ciò che faccio , anche nel rispondere alle domande che mi hai posto …

Grazie Danilo per la tua disponibilità, sicuramente gli amici del blog avranno la curiosità di conoscere più a fondo il sistema Lajolo. E soprattutto grazie per il lavoro che stai facendo sia per quanto riguarda mantenere viva la nostra tradizione di coltello italiana e per la ricerca in quello che è la scherma corta e il combattimento di coltello moderno. In fondo alla pagina lascerò le informazioni per approfondire la tua conoscenza e contattarti per venirti a trovare nella tua scuola o per eventuali stage.

Master Lajolo: Vi ringrazio per il tempo dedicato, e vi esorto a leggere ad informarvi , al ricercare sempre le vostre passioni come se non ci fosse un domani… Auguri per tutto a tutti.

 

Contatti Master Danilo Rossi Lajolo di Cossano ( L.di C. )

Difesa personale femminile – Come aiutare una donna maltrattata

La violenza domestica è purtroppo uno dei fenomeni più diffusi ed è per questo utile che tu conosca qualche suggerimento per capire se questo avviene a persone vicino a te e su come aiutare una donna maltrattata:

Molte donne maltrattate non sanno a chi rivolgersi per ottenere aiuto. 

Non girarti mai dall’altra parte, un giorno potresti essere tu, tua sorella, una cara amica, ecc. e il tuo aiuto è importante, ma occorre essere preparati per affrontare una situazione di maltrattamento per offrire il tipo di aiuto adeguato.

Ci sono diversi segnali che indicano la violenza domestica, se sai riconoscerli ti aiuterà a identificare le donne maltrattate e a capire meglio la loro esperienza nella terribile drammaticità e a non sottovalutare nessun aspetto.

Chi fa violenza sulle donne è un vigliacco.

Gli effetti della violenza domestica possono emergere in molti modi diversi:

Lesioni fisiche visibili

  • Contusioni, lacerazioni, bruciature, segni di morsi e fratture – specialmente nella zona degli occhi, naso, denti e mascelle
  • Ferite durante la gravidanza, aborti “spontanei”, nascite premature
  • Inspiegabile ritardo nel cercare assistenza medica per ferite
  • Ferite multiple a diversi stadi di guarigione
  • Malattie che possono insorgere in situazioni di maltrattamento
  • Malattie da stress come mal di testa, mal di schiena, dolori cronici, disordini gastrointestinali, disordini del sonno, disordini alimentari e affaticamento
  • Condizioni legate a stati d’ansia: come palpitazioni cardiache, iperventilazione e attacchi di panico.
  • Meno frequentemente: depressione, pensieri e tentativi di suicidio, uso di alcool e altre droghe

Effetti sul posto di lavoro

  • Perdita di produttività, assenteismo cronico o ritardi molto frequenti, eccessive richieste di tempo libero
  • Incursioni e molestie sul lavoro da parte del maltrattante, di persona o per telefono
  • Cambio frequente di mansioni nel curriculum lavorativo della donna, o perdita dei lavori precedentiRichieste di aiuto
  • Per problemi di “coppia” o “familiari”
  • Per dipendenza da alcool e da droghe
  • Per consulenze legali
  • Per problemi relativi alla “salute mentale”Molte richieste di aiuto mascherano in realtà problemi di violenza domestica.Come faccio a sapere se una donna viene maltrattata?

L’unico modo di sapere se una donna viene maltrattata è CHIEDERE.

Non è vero che le donne maltrattate non vogliono parlare della loro situazione. Molte nascondono i maltrattamenti perché temono il compagno; il loro stato psicofisico ha le difese abbassate perché temono ripercussioni, di sentirsi a disagio, di essere colpevolizzate o di non essere credute.

Per comunicarle il tuo desidero di aiutarla e sostenerla, puoi:

  • Chiedere a lei in modo semplice e diretto, IN PRIVATO,
  • Avere un atteggiamento NON giudicante,
  • Non spingerla a fare niente,
  • Non pretendere che abbia subito FIDUCIA totale in te
  • Se ci sono dei fatti che ti hanno insospettito puoi dire:“Ho notatoche … e mi preoccupo per te. Posso fare qualcosa per aiutarti?”. Oppure “Mi sembra che tu sia sotto pressione e infelice. Se hai bisogno di qualcuno con cui parlarne io sono sempre a disposizione, sarà una cosa riservata fra noi due”. Spesso si esita nell’aiutare una donna in difficoltà perché si ha l’impressione che “non sono fatti miei”. Questa falsa idea ha contribuito notevolmente a costruire l’isolamento delle donne e ad accrescere le difficoltà di prestare aiuto e supporto.Se decidete di chiedere, preparatevi a rispondere in modo supportivo. Cosa prepararsi ad offrire supporto. Ci sono molte cose che puoi fare per prepararti ad offrire sostegno, incoraggiamento e aiuto ad una donna maltrattata.
  • Preparati sul tema della violenza domestica, leggi, parla con operatrici dei centri anti-violenza.
  • Comincia la conversazione in privato e quando hai abbastanza tempo per parlare a lungo.
  • Abbandona le aspettative di trovare una soluzione “pronta e veloce”.
  • Sforzati di capire che la passività della donna può essere la sua strategia disicurezza.
  • Verifica la correttezza dei tuoi atteggiamenti e opinioni sul maltrattamento e senecessario modificale. Le donne maltrattate non subiscono maltrattamenti per una loro mancanza. Sono donne intrappolate in relazioni coercitive a causa dell’uso della violenza e del controllo da parte dei loro partner. Atteggiamenti positivi per fornire sostegno e incoraggiamento.
  • Credile. Diglielo apertamente. Se conosci il suo compagno considera che molti maltrattanti si comportano in pubblico in modo molto diverso da come sono in privato.
  • Ascoltala attivamente, falle domande ma evita di dare giudizi e consigli. Sarà lei stessa a dirti ciò di cui ha bisogno.
  • Alleati con i suoi aspetti forti. Sulla base delle informazioni che vi fornisce e delle vostre osservazioni, individuate attivamente le modalità con cui ha sviluppato strategie per gestire la difficoltà della situazione; come ha risolto problemi e mostrato coraggio e determinazione, anche se gli sforzi non sono riusciti completamente. Aiutatela a costruire su questa forza.
  • Sostieni i suoi sentimenti. E’ comune per le donne in situazioni di maltrattamento di avere sentimenti ambivalenti – amore, paura, colpa e rabbia, speranza e tristezza. Dille che quello che prova è normali e ragionevole.
  • Evita di colpevolizzarla. Ditele che il maltrattamento non è colpa sua. Rinforzateil fatto che il maltrattamento è responsabilità del maltrattante e che è contro lalegge, evitate di parlare male del maltrattante.
  • Prendi sul serio le sue paure. Se sei preoccupata per la sua sicurezza, dillosenza giudizio, “La tua situazione sembra pericolosa e sono preoccupata per la tuasicurezza”.
  • Offriti di aiutarla. Se ti chiede di fare qualcosa che puoi e vuoi fare, fallo. Se non puoi o non vuoi diglielo e aiutala a trovare altri modi per affrontare il bisogno, magari mettendola in contatto con chi può effettivamente aiutarla in quello che chiede.
  • Non dire mai a una persona maltrattata che la aiuti o che fai una cosa e poi ritratti e non la fai, le stai dando il colpo di grazia.
  • Usa creatività nell’aiutare la donna ad elaborare strategie di sicurezza. La chiave alla pianificazione della sicurezza è analizzare il problema, considerare tutte le possibilità e le alternative a disposizione, valutare i rischi ed i benefici e le diverse opinioni e trovare dei modi per ridurre i rischi. Offri idee, informazioni e punti di riferimento.
  • Sostieni le sue decisioni. Ricordati sempre che ci sono sempre rischi legati ad ogni decisione presa da una donna maltrattata. Se vuoi davvero aiutarla devi essere paziente e avere rispetto per le sue decisioni, anche se non sei d’accordo.

Ora fai la tua parte!!

Andrea