Portachiavi da self defence – Plastic Knuckle

Il, ultra-leggero portachiavi Stinger compatto è l’ultimo strumento di autodifesa. È stato progettato per essere trasportato in ogni momento. Incredibilmente facile da usare, la Stinger può essere implementato ovunque.

La punta dello strumento è in grado di moltiplicare in modo significativo la forza che ci metti dentro, allineandosi con il braccio per un colpo potente. La catena chiave sarà discretamente stare in una tasca, di palma o nella borsa.

EDC self defence stinger è un portachiavi da autodifesa tattico, una attrezzatura per la sicurezza personale come protezione individuale. Un dispositivo da combattimento e sopravvivenza per le ragazze e le donne.

Le caratteristiche e i dettagli del prodotto:

  • compatto e ultra portatile.
  • punta del naso efficacemente si concentra e moltiplica il proprio forza.
  • facile da trasportare e la posizione in modo efficace.
  • dimensioni : 6 x 4 x 1 cm
  • realizzato in materiale plastico composito ad alta resistenza (non metallo).
  • Colori: nero / bianco / blu / caffè / rosso ( scegliere o casuale )
  • Peso : ( 30 g )

Questo portachiavi per la difesa personale è un amplificatore di dolore che devi legare alle chiavi di casa, le chiavi della macchina, la chiavetta del caffè, al telecomando del garage, ecc.

Questi sono strumenti che devono essere sempre disponibili all’uso, buttati dentro una borsa non servono a nulla.

Il prezzo molto contenuto permette un acquisto multiplo per poterlo regalare a più persone e soprattutto poterlo avere con più oggetti che hai sempre con te per averlo sempre pronto all’uso.

Andrea

Difesa personale femminile e non – La tua comunicazione che conta è quella non verbale

La tua comunicazione che conta è quella non verbale quindi non spendere troppe parole perchè non serve.

La tua unica comunicazione deve essere per dissimulare la tua vera intenzione e per distrarre il tuo avversario o attirare l’attenzione intorno quando è possibile.

Hai solo un secondo, si hai capito bene, quando qualcuno sbuca dall’ombra e si avvicina con un pretesto, hai circa un secondo per capire i suoi reali propositi e l’unico indizio rivelatore se sono cattive intenzioni è la lettura del linguaggio del corpo.

Questa interpretazione è fondamentale perchè in base alla lettura ti permette di metterti in tempo utile in uno stato difensivo e psicologico adatto al contesto, andando in allarme rosso e portando tutte le tue difese al massimo livello.

Tutti sanno che non comunichiamo solo con ciò che diciamo, prova a pensare il primo cinema, o la fotografia o quando guardi dei video a volume spento.

Certo, la comprensione è facilitata dall’enfasi mimica degli attori, ma anche e ti sarà capitato alla discussione di due stranieri di cui non conosciamo la lingua, riusci a capire quasi sempre ciò che sta succedendo tra loro, pur non capendo la lettera del discorso, se discutono, se scherzano, se c’è tensione, ecc.

Ma come fai a farlo?.

Anche se non capisci TUTTO il messaggio comunicativo, alcuni aspetti ci appariranno senz’altro chiari ed in particolare:

  •  La relazione che intercorre tra i due
  •  Le emozioni delle due persone
  •  Alcuni tratti del loro carattere
  •  le azioni svolte e quelle che stanno per svolgersi

Tutte queste informazioni ci pervengono attraverso un “canale analogico” che è universalmente noto come la Comunicazione Non Verbale (CNV) o più semplicemente il Linguaggio Del Corpo.

Il linguaggio del corpo è stato molto studiato in tantissimi campi delle scienze umane e non solo ed è qualcosa di affascinanti perchè ti rivela risvolti che possono andare anche in contrasto con quello che le persone dicono svelando intenzioni differenti.

Da chi ha cercato di studiare le misteriose regole che ci fanno innamorare a certe branche della criminologia, tutti hanno tentato di svelare il gesto impercettibile ma incontrollabile, in grado di farci capire le segrete intenzioni dell’altro.

Si, perchè c’è un punto su cui tutti concordano: il corpo dice la verità.

Diversamente dalla parola che viene facilmente usata per dire bugie, alcuni elementi del linguaggio del corpo sono molto difficili da falsificare intenzionalmente.

Ora magari qualcuno tirerà fuori la domanda ma perché lo studio del linguaggio del corpo è così importante per chi vuole apprendere la difesa personale? Non fate questa domanda.

Le cosiddette aggressioni da strada (ma anche le aggressioni in famiglia o in contesti meno casuali non sfuggono alla regola) si svolgono secondo un preciso rituale che vede l’aggressore ridurre in modo inesorabile la distanza psicologica e fisica tra sé e la sua vittima, fino al punto di poterla colpire.

La vittima viene aggredita molto spesso per l’incapacità  di gestire in modo rapido gli aspetti di distanza fisica (uno degli elementi cruciali del linguaggio del corpo), sguardo, atteggiamento dissuasivo e, non ultimo, la capacità  di prevedere che l’altro avrebbe veramente attaccato.

Quest’ultimo punto è veramente cruciale nella difesa personale, ti colpisce quello che non ti aspetti.

Come si è detto, moltissime volte un attacco si verifica dopo un approccio dissimulato: la solita scusa di chiedere l’ora o un’indicazione stradale, si trasforma quindi in un incubo destinato a segnarci l’esistenza.

Altre volte invece, una lite banale, che secondo il nostro modo di vedere doveva “limitarsi alle parole”, si trasforma in un feroce pestaggio.

Da questi esempi risulta fin troppo chiara l’importanza di capire le vere intenzioni di chi abbiamo di fronte, conosciuto o sconosciuto che sia, ed agire di conseguenza, ovvero giocando d’anticipo e portando il tuo stato psicologico al livello di sopravvivenza.

Cosa è la comunicazione non verbale

La comunicazione non verbale è tutto ciò che comunichi senza le parole al di là delle parole stesse.

Puoi anche usare le parole ma è il linguaggio del corpo che le da forza e ne rivela le vere intenzione e la credibilità.

Gli uomini più degli animali, hanno un vastissimo repertorio di “messaggi” che, diversamente dalla lingua parlata, hanno un significato “universale” che spesso va al di là delle culture nonostante alcune differenze. Pensa al sorriso o allo scuotere la testa per dire no, al salutare, all’applaudire, per esempio.

Alcuni degli elementi più significativi del linguaggio del corpo sono:

L’espressione del viso: si tratta del metodo comunicativo primario. Le espressioni naturali di gioia, rabbia, stress, dolore, paura e molte altre emozioni, sono facilmente distinguibili ed interpretabili da qualunque osservatore attento ma si tratta anche di espressioni relativamente facili da dissimulare. Pensiamo per esempio al sorriso, che può manifestare simpatia, ma può essere intenzionalmente “falso”. Gli attori, i politici e i manipolatori di professione in genere, sono un chiaro esempio di come sia possibile artefarre a piacimento questo aspetto comunicativo.

Lo sguardo: come le espressioni del viso, è un potente mezzo di comunicazione in grado di rivelare intenzioni e carattere della persona. Lo sguardo assume una particolare importanza perché, a differenza della mimica facciale è estremamente difficile da alterare coscientemente. Uno sguardo fisso, piuttosto che uno mobile e sfuggente, può farci capire molto delle intenzioni dell’altro ma, ancora di più, ci sono alcuni dettagli quali la dilatazione della pupilla, che sono assolutamente incontrollabili da parte di chiunque. Non è un dettaglio da poco: alcuni stati di paura o di tensione emotiva, per esempio, si traducono in una evidente dilatazione della pupilla che non dovrebbe passare inosservata ad un osservatore attento. Inoltre lo sguardo è più difficile da dissimulare.

La gestualità: il modo di gesticolare è una caratteristica che tutte le culture hanno e racchiudono un significato. La gestualità viene usata per rinforzare e sottolineare ciò che stai dicendo. Inoltre una gestualità  rigida, piuttosto che spontanea e disinvolta, ti dice molto sul carattere e, possibilmente,sulle intenzioni di chi abbiamo di fronte.

La postura e modo di camminare: stare con le braccia conserte, piuttosto che a penzoloni, avere una stazione ben eretta piuttosto che curva, sono tutti elementi rivelatori del nostro carattere e delle nostre debolezze. Il modo di camminare può rivelare decisione o indecisione e, anche in questo caso, si tratta di elementi comunicativi inconsapevoli e, quindi, difficilmente dissimulabili.

La prossemica (distanza interpersonale): quando discutiamo con qualcuno, la distanza che manteniamo è rivelatrice del nostro grado di disposizione verso l’altro: se proviamo affetto e simpatia tendiamo a varcare la soglia dei fatidici quaranta centimetri, la nostra gestualità  si fa più aperta, con le mani che arrivano a toccare l’altro. Al contrario, se chi ci sta di fronte ci sta antipatico e proviamo ostilità  o indifferenza, la distanza fisica tende inconsapevolmente ad aumentare, la gestualità  e la mimica diventano più rigide, con posture più “chiuse”, come braccia conserte o le mani in tasca, ecc.

La prosodica (Ritmo e tono della voce): spesse volte occorre fare più attenzione a come si dice qualcosa piuttosto che a quello che ci viene detto. Un tono di voce troppo alto o troppo basso, un ritmo veloce e concitato anziché calmo, un incespicare nel discorso, un tremolio, un balbettio, ecc. sono tutti elementi che ci dicono moltissimo sullo stato emotivo dell’altro.

L’abbigliamento, acconciature e tatuaggi: tutti sanno che anche il modo di vestire rappresenta un linguaggio. Così è abbastanza difficile avere dubbi sul carattere di qualcuno che si presenta rasato, col classico bomber nero borchiato, una catena da moto a tracolla,  e con una svastica tatuata sulla fronte. Ovviamente uno che si presenta così vuole dirvi “sono cattivo, sono pericoloso, ho queste idee politiche, ecc.”, ma è anche vero che questi elementi sono facilmente  manipolabili. Non per niente si dice che “l’abito non fa il monaco”. E’ tipico che parecchie rapine / violenze sulle donne / ecc. vengono commesse da individui ben vestiti che altro non vogliono se non mimetizzarsi tra la gente comune e apparire per quello che non sono.

L’utilità  di saper ben interpretare il linguaggio del corpo è perchè il linguaggio del corpo, ovvero quella parte di noi che non sa mentire.

Anche se alcuni di questi aspetti li puoi maescherare, l’insieme di tutte le gestualità ti fornisce la risposta corretta.

Come già  detto, se cerchi nelle librerie e su internet troverai molti libri e studi sull’argomento, e quasi tutti vertono sulla caratteristica più notevole di questa forma di comunicazione: la capacità  di far trapelare le vere intenzioni dell’altro (o dell’altra), per svelare chi mente e comprendere e conoscere le reali intenzioni.

Esistono migliaia di libri che vogliono svelarci come riconoscere gli indizi nascosti per farci capire se la ragazza che abbiamo di fronte ci sta veramente, oppure aspetta solo che ci dichiariamo per farci fare una cocente figuraccia, ahahah si si questo è l’argomento più cercato.

Questo vale soprattutto per noi maschietti, perché le donne sono piuttosto abili a capire al volo questi “segnali nascosti” da noi maschietti.

Ora questi studi vengono invece spesso usati per aiutare le forze dell’ordine qualche strumento per capire se il delinquente o il sospetto che si aggira per strada ha brutte intenzioni o meno.

Insomma il linguaggio del corpo interessa soprattutto per utilizzarlo come una sorta di “macchina della verità ” portatile perchè quando lo sconosciuto sbuca dall’ombra e si avvicina per chiederti l’ora, hai più o meno un secondo per capire se gli si è fermato l’orologio oppure dobbiamo scappare o colpirlo per metterlo fuori combattimento. Un errore di interpretazione o un secondo di indecisione in più, possono costarti molto cari.

Saper leggere il linguaggio del corpo, in questi casi, è davvero l’unica possibilità per essere in grado di assumere per tempo un profilo difensivo o, in casi estremi, di cercare la salvezza con la fuga o un attacco preventivo.

Insomma, saper leggere il linguaggio del corpo è uno degli elementi più importanti per sventare il rituale di attacco dell’aggressore che, va ricordato, è quasi sempre subdolo ed ingannevole.

Come nelle relazioni sentimentali, così come negli interrogatori di polizia, c’è un elemento particolare che viene usato per capire se l’altro è sincero: il grado di coerenza tra le intenzioni, ovvero le frasi dichiarate verbalmente, e l’atteggiamento non verbale, definito in termini di mimica facciale, sguardo, postura, distanza, comportamento, etc…

Per esempio, se la solita ragazza vi dichiara amore eterno e poi preferisce andare in vacanza con le amiche, forse è il caso di pensarci su, prima di compromettervi col fatidico “si”…

Tornando all’esempio di prima, se uno sconosciuto si avvicina con un pretesto qualsiasi, può rivelare le sue vere intenzioni tramite il modo con cui usa la distanza fisica: se deve chiederci l’ora può farlo fermandosi a debita distanza oppure continuando ad avvicinarsi mentre guardiamo l’orologio. In quest’ultimo caso esiste una contraddizione evidente tra azione e proposito dichiarato (a meno che il tizio non sia sordo) che deve metterci immediatamente in allarme.

Insomma una corretta lettura del linguaggio del corpo potrebbe darci quel prezioso secondo in più per poter organizzare una qualsiasi tattica difensiva.

Vediamo quindi ciascuno di questi aspetti come possono essere utilizzati per prevenire un attacco:

L’espressione del viso: la mimica facciale si può dissimulare ma non del tutto. Se qualcuno si avvicina sorridendo, qualunque cosa vi dica, fate un rapido check dei dettagli. Tutti conoscono quelle persone che “sorridono solo con la bocca”, un’occhiata allo sguardo può rivelare fissità , mentre i lineamenti stessi possono tradire tensione, tick nervosi, pallore, sudorazione, tutti elementi che possono essere collegati all’azione insopprimibile dell’adrenalina

Lo sguardo: l’adrenalina, l’ormone della paura, non risparmia nessuno, ne’ voi ne’ il vostro aggressore. Un attimo prima di colpire osserveremo in lui dei cambiamenti nella mimica oculare inequivocabili e, del resto, se può colpirci vuol dire che è così vicino che noi possiamo certamente vederli. Sotto l’effetto dell’adrenalina il nostro aspirante carnefice sperimenterà  il cosiddetto effetto tunnel, ovvero la perdita della visuale periferica. Si tratta di un fenomeno fisiologico e quindi incontrollabile che determina la sensazione di vedere il bersaglio (ovvero voi!) come attraverso un cannocchiale. La perdita della visuale periferica è accompagnata da una sensibile dilatazione della pupilla (per fare entrare più luce) e la necessità  di muovere freneticamente lo sguardo a destra e sinistra per controllare che la scena sia libera da testimoni o poliziotti. Quando al cospetto di uno sconosciuto o nel corso di una lite vi accorgete di questi segnali vuol dire che tra un attimo verrete colpiti. Attenzione!!

La gestualità: quando si litiga o si discute la mimica può diventare più frenetica, sottolineando in genere il ritmo delle parole. Quando il solito brutto ceffo si avvicina col pretesto di chiedere l’ora, invece, la mimica può apparire moderata, fin suadente, ma occhio al tentativo di avvicinarsi troppo!! In un caso o nell’altro prestare attenzione agli improvvisi rallentamenti dei gesti, accompagnati da eventuali irrigidimenti nella zona delle spalle: possono essere un preludio al caricamento di un colpo.

La postura: quando si discute pacificamente, anche se in modo animato, ci si pone in modo frontale rispetto all’altro ed ogni parte del corpo è visibile, mani e volto in particolar modo. Diffidate in modo tassativo di chiunque si presenti con posture angolate o non rilassate. Da una parte, una postura angolata può servire a nascondere una mano che impugna un’arma. A volte presentarsi con una mano in tasca o nascosta dietro una gamba serve a nascondere un coltello. D’altra parte una postura angolata è utile a offrire minor bersaglio a una vostra reazione, così come può essere funzionale a sferrare un colpo (in questo caso, di solito, il colpo più forte arriverà  dal braccio o dalla gamba più arretrato rispetto a te) o avventarsi su di te.

La prossemica (distanza interpersonale): chi vuole colpirci deve per forza avvicinarsi. Questo vale sempre, anche se il nostro aggressore possiede un’arma da fuoco. Una pistola anche a pochi metri di distanza diventa molto difficile da usare su un bersaglio in movimento e in condizioni di stress. Chi vuole discutere pacificamente di solito si ferma a qualche distanza da noi e, se non è un nostro amico, difficilmente cerca intenzionalmente il contatto. Chi ha cattive intenzioni, invece, cerca di avvicinarsi a distanza “di tiro”, qualunque sia il mezzo scelto per nuocere.

Occhio alle “contraddizioni” tra contenuto verbale e comportamento. Se state litigando con qualcuno e quello vi dice “non voglio litigare” controllate che nel frattempo non cerchi di avvicinarsi. E’ un segnale che indica tutt’altra intenzione.

La prosodica (Ritmo e tono della voce): negli attimi che precedono un’aggressione, molto spesso si osservano improvvisi rallentamenti, interruzioni del discorso o cambiamenti repentini di tono. Il tizio con cui stiamo discutendo animatamente, per esempio, può diventare improvvisamente muto o rispondere a monosillabi. Attenzione!!. Sembra proprio che sia impossibile sferrare un colpo continuando a parlare normalmente. O si parla o si mena, quindi… Se proprio quello ha deciso di colpirvi è più probabile che lo faccia quando smette di parlare.

 


Difetti e limiti dell’interpretazione del linguaggio del corpo

Se è vero che il linguaggio del corpo è in grado di darci degli indizi rivelatori sulle reali intenzioni dell’altro, è anche vero che solo di indizi si tratta, non di prove, ma in ambito di difesa personale non ti deve interessare ma mettiti immediatamente dalla parte della ragione e se leggi pericolo attua subito tutte le strategie per preservarti, fregatene del giudizio/del pregiudizio / scortesia / maleducazione di chi ti sta di fronte o di quello che può pensare se ti sbagli.

Se uno sconosciuto ti ferma per strada e ti chiede l’ora, non puoi avventarti su di lui e farlo a pezzi, spruzzargli tutta la bomboletta di pepper spray in faccia solo perché hai scorto sul suo viso l’ombra di un tic nervoso e lo hai interpretato come il segnale premonitore di un attacco… non è di questo che sto parlando.

Il linguaggio del corpo mantiene un carattere di ambiguità  notevole, come molti uomini sanno magari proprio dopo aver approcciato una ragazza apparentemente “ben disposta” e si sono sentiti mandare a quel paese alla prima avance.

Quando si interpreta il linguaggio del corpo, l’equivoco è sempre dietro l’angolo perchè non sei capace, non sei abituato a farlo ed è complesso come studio anche se è un argomento che devi approfondire e ti può servire in mille contesti ma sempre attenzione a non costruire pregiudizio infondati sulle persone.

Per ridurre al minimo gli equivoci, quindi, il suggerimento più immediato è quello di allenarsi a scorgere le contraddizioni tra comportamento e intenzioni manifeste.

Analizza te stessa/o perchè anche tu lo fai!! Parti da te.

Il classico esempio nei litigi in strada tra uomini dove c’è chi dichiara di non volere litigare, di non volere guai e, mentre lo fa, si avvicina e tiro un pugno, ecco, questo approccio rappresenta un caposaldo della difesa personale che anche tu devi imparare a usare e a leggere

Insomma, se quello vuole solo parlare, non vuole litigare perché CA..O deve avvicinarsi così? Non può parlare standosene a distanza?

Hai capito bene, non vuole parlare!! 

Ovviamente, mentre i punti interrogativi arrivano come gocce di pioggia in un temporale e sei colta da questi dubbi amletici devi essere brava o in caso di uomini bravo a riprendere e tenere con non-chalance la distanza di sicurezza accettabile e andartene o convincere l’altro a non approcciarsi oltre, e di prendere ognuna direzione opposta.

Usa il tuo linguaggio del corpo per difenderti

L’utilità  di conoscere le tecniche del linguaggio del corpo non è solo per la prevenzione, ma anche per difenderti in modo attivo, dove dovrai usare tecniche di dissuasione e de-escalation in pratica per difendersi ma senza combattere!

Si tratta di un approccio psicologico che è importante conoscere e usare perchè lo capisco che l’ego ti possa portare a spaccare la testa a qualcuno, e che hai ragione ma la scelta migliore è sempre quella che ti mette al sicuro.

Sulla conoscenza della comunicazione non verbale si basano tutte le tecniche di dissuasione e de-escalation di cui abbiamo spesso parlato sul blog perché le tue chance di dissuadere un malintenzionato, dipendono molto poco da ciò che dici in quel momento.

Molto dipende, invece, da come lo diciamo e da cosa non diciamo.

Tutto si decide in base alla tua capacità di far arrivare all’aggressore un messaggio del tipo “ti rispetto, non voglio combattere, ma sono pronto a reagire e a vincere a tutti i costi”. Si tratta di un messaggio nascosto composto essenzialmente da 4 elementi:

  • Lo sguardo,
  • La postura,
  • Il mantenimento della distanza,
  • Il tono di voce.

L’uso del linguaggio del corpo è al servizio di una tua comunicazione di tipo assertivo, quel tipo di comunicazione che viene usata per risolvere la maggior parte dei conflitti, una comunicazione che non esprime aggressività o paura, ma al tempo stesso comunica all’altro che non si è disposti a soccombere o a essere dominati.

Senza aver la pretesa di scrivere in un articolo tutte le tecniche di dissuasione non verbali, voglio però fornirti un elenco di elementi utili sul come comportarti in una situazione di pericolo, cominciando dai comportamenti da non fare e da evitare:

  • Davanti a un soggetto potenzialmente pericoloso, evita per prima cosa errori posturali che potrebbero costarvi cari, come lo stare con le braccia conserte, con le mani in tasca o penzoloni lungo i fianchi. Non ti stancherò ma di ripetertelo ma il corpo è lento a reagire da fermo e in caso di attacco improvviso è difficile difendersi se non hai almeno un assetto idoneo, secondo te perchè il pugile è sempre in movimento e oscilla continuamente?. Ecco dissimulando ma non restare fermo ma allo stesso tempo evita pose angolate o posizioni di guardia tipo pugile, karate o altro. La guardia deve essere nascosta. Le pose difensive di tipo aggressivo, non fanno altro che sfidare l’altro e rendere inevitabile lo scontro. Non pensare di dissuadere l’altro con la paura: se quello sta attaccando briga con te, vuol dire che è sicuro della sua forza, altrimenti non avrebbe perso tempo a rompervi le scatole sfidantoti.
  • Evita di gesticolare troppo o di stare bloccato. Devi sempre avere qualcosa in mezzo tra te e l’altro. Usa le braccia per gesticolare con calma, ma tienile  sempre davanti a te. Questo non provocherà l’altro ma allo stesso tempo ti proteggerà da un attacco improvviso. Tenere le braccia rigide in avanti, come a voler respingere, non serve a molto, perché un aggressore potrebbe afferrarle e tirarvi per sbilanciarti o colpirti con la mano libera. Non devi farti afferrare.
  • Evita in tutti i modi che l’aggressore mentre parlate chiuda la distanza e ti arrivi addosso. E’ normale che litigando quello si avvicini fino a urlarvi sulla faccia. Non permettetelo mai, rispondete con calma ma muoviti, muoviti, muoviti, come se stai camminando sui carboni ardenti, non ti puoi fermare. Allontanati di quel poco che ti serve per stare fuori tiro dalle sue mani e non solo. Questo è ancora più importante e assolutamente vitale se hai di fronte più di una persona. In questo caso è fin troppo facile trovarti circondata/o prima che te ne accorgi.
  • Evita di alzare la voce o comunque di alterare il tuo tono abituale. Se l’altro sta gridando, lasciate che si sfoghi e ricordate che più delle parole, in quel momento conta il tuo atteggiamento, come hai letto fino ad ora.
  • Non fissate l’altro come se vuoi sfidarlo. Uno sguardo duro e fisso negli occhi rappresenta una provocazione irresistibile. Spesso molti litigi partono solo da questo modo di guardarsi figurati se c’è già una discussione/problema intorno. Cerca di mantenere uno sguardo e una mimica facciale il più possibile rilassata. Tra l’altro uno sguardo mobile e vigile ti consente una migliore percezione del campo, permettendovi di individuare per tempo eventuali accerchiamenti da parte di terzi incomodi o complici. Non restare mai con lo sguardo fisso o in una sola direzione. Non guardare per terra ed evita di abbassare gli occhi mentre vieni affronta, in quanto questo gesto viene interpretato come un sicuro segno di paura e arrendevolezza.

Dopo aver detto ciò che è meglio evitare, ecco un elenco di comportamenti “da fare”:

  • Usate una postura non angolata ma tecnicamente idonea a difendervi da un attacco improvviso. Le guardie tipo boxe e karate, a pugni chiusi come già detto, non servono, perché alimentano l’escalation e rendono inevitabile lo scontro. Le pose di guardia da strada non sono quelle che si insegnano in palestra. Ricordalo sempre. Se sei in una posizione da guardia da fighter significa che ormai sei nella fase di combattimento, non c’è più ninete da fare devi “uccidere”.
  • Una volta capito i trucchi di una posizione atta a dissuadere, ricordati di muoverti sempre, mantieni sempre la postura e lo sguardo orientato verso l’aggressore, mani e braccia con naturalezza sempre davanti a voi. Evitate ogni immobilismo, altrimenti il vostro avversario avrà modo e tempo di studiare una attacco improvviso. Devi renderti imprevedibile.
  • Non restare rigido, mantieni una gestualità naturale, muovi le mani come per sottolineare ciò che dite, ma mantinile sempre davanti a te all’altezza del viso o appena al di sotto e sempre ad una certa distanza da voi (non meno di trenta cm). Questo scoraggerà l’altro ad avvicinarsi troppo, a meno che non voglia beccarsi qualche ditata negli occhi con le tue unghie nuove appena fatte dall’estetista.
  • Occhio ai dettagli: mentre stai controllando i movimenti dell’aggressore tieni le punte dei piedi entrambe orientate verso di lui. Una posa con i piedi divaricati (tipo ballerina, tanto per intenderci), oltre a essere poco indicata in combattimento (peso troppo spostato sui talloni e scarsa capacità di scaricare la forza in avanti) indica all’altro la direzione in cui avete intenzione di fuggire. Basta guardare un attimo dove punta il piede più divaricato! Fateci caso. Avere le punte dei piedi che convergono sul “bersaglio”, oltre che essere tecnicamente idoneo alla preparazione di un attacco (specie se il peso del vostro corpo è spostato sugli avanpiedi e le ginocchia non sono rigide, talloni LEGGERMENTE sollovati), è un particolare che non sfugge ad un combattente da strada e fa capire subito che “non sei la prede idonea”.
  • Usa un tono di voce ed un ritmo il più possibile calmo e regolare. Non è importante quello che dici, ma come lo dici. E’ importante evitare un tono di voce troppo alto (anche se è importante che tutti i presenti vi sentano, in modo da attirare l’attenzione e creare disagio al vostro aggressore) o veloce, che potrebbe creare ulteriore stress, ma è anche importante evitare di rallentare troppo. Questo vale per voi come per l’altro. Ricordati sempre che se vieni presa a male parole, un attacco diventa molto probabile se l’altro smette di colpo di parlare. Quando si tratta di menare, sembra proprio che il nostro cervello non riesca a fare due cose assieme. Forse voi donne riuscite 🙂 !!
  • Se puoi mantieni  un’espressione del viso e una postura rilassata, aiutatevi con la respirazione e con un pensiero positivo. Pensare cose del tipo “adesso mi attacca” non solo non ti aiuta, ma peggiorerà la situazione mettendovi nella condizione di prenderle davvero.
  • Usa il tuo sguardo con intelligenza. Guarda l’altro senza fissarlo, e soprattutto non farti mai distrarre da ciò che accade intorno e dai suoi movimenti e sguardi. Molto spesso non sono soli e la sequenza di eventi decisiva potrebbe svolgersi alle tue spalle. Guardate in faccia l’aggressore, ma resta mobile con il corpo e con gli occhi. Se l’altro è abbastanza vicino, attenzione a segni come pallore, tremiti, sudorazione. Tutti segni premonitori di un imminente attacco. Come già detto, un segnale inequivocabile è l’improvvisa dilatazione della pupilla che precede di un attimo il colpo. Se cogliete un segnale del genere, non state a pensarci su, agite in quell’istante.
  •  Ultimo aspetto ma il primo per importanza. Occhio alla distanza. Muoviti sempre come se hai fretta, come se non hai tempo da dedicare al questo scomodo interlocutore.  Ricordati sempre che se vuole colpirti si deve avvicinare quindi non farlo avvicinare. Sfrutta il movimento dissimulato col vostro atteggiamento cortese, per tenere a distanza l’altro. Se possibile scegli spostamenti laterali ed evita di indietreggiare troppo, a meno che non sia indispensabile. Cercate di farlo con naturalezza e senza nervosismo. E’ sicuramente un compito difficile e, se quello cerca comunque di venirvi addosso, a quel punto forse ti converrà attaccare per primi o fuggire, se ne hai la possibilità.
  • Se vedi che la situazione è critica prendi subito un oggetto o se lo hai un pepper spray, un kubotan per colpire, fregatene, tu sei al primo posto.

Una buona conoscenza del linguaggio del corpo è un elemento fondamentale per una donna e per il combattente da strada come un agente di sicurezza, bodyguard, buttafuori e forze dell’ordine.

Nessuno ti salterà addosso dichiarando preventivamente le sue intenzioni.

Le aggressioni da strada avvengono quando meno te lo aspetti e come avrai capito avvengono soprattutto perché non te lo aspetti.

Considera che l’aggressore opera il più delle volte dissimulando fino all’ultimo le sue intenzioni, oppure, anche quando non dissimula un bel niente, rimediamo un occhio nero perché l’altro, magari quello che fino a cinque minuti prima era un “amico”, non pensavamo fosse una vera minaccia, che facesse “sul serio”.

Non sottovalutare mai i segnali e le situazioni.

La chiave per non finire picchiati, feriti o peggio è proprio nella conoscenza e nella corretta lettura del linguaggio del corpo.

Alcuni segni, come abbiamo visto prima sono inequivocabili e non dissimulabili in alcun modo.

Ancora una volta spirito di osservazione e la freddezza, costituiscono un fattore chiave, superiore persino alle capacità tecniche, però lo sviluppo delle capacità tecniche e della consapevolezza di averle ti aiuta nel costruire quella comunicazione e quella attenzione che danno una lettura a un malintenzionato di rinunciare o di cambiare preda (una triste verità).

E’ importante quindi anche acquisire della abilità che vanno oltre all’aspetto tecnico ma la fusione delle due cose ti da alcune chance che possono essere importanti in alcuni contesti dove la psicologia malate di un aggressore non si ferma e la tua preparazione tecnica e strumenti da difesa personale come kubotan, pepper spray, ecc. possono fare la differenza.

Questa capacità sviluppata può salvarti in molti contesti, non solo della difesa personale.

Andrea

Difesa personale femminile: La prima regola dell’autotifesa femminile è non doversi trovare a difendersi.

La prima regola dell’autotifesa femminile è non doversi trovare a difendersi. Lo so sembra un paradosso poi in un blog che tratta temi di difesa personale ma non è così.

La miglior forma di autodifesa è quella di conoscere i “meccanismi” e gli “scenari” per evitare di trovarsi nella situazione di doversi difendere, e per far questo occorre conoscere alcune regole fondamentali:

  • La base della prevenzione, devi evitare quei comportamenti capaci di “attirare” un male intenzionato, uno stalker, ecc.
  • L’attenzione al contesto in cui ti trovi, per farti capire in tempo le situazioni di pericolo.
  • La capacità di riconoscere al volo qualcuno che sia intenzionato ad aggredirvi, e attuare le strategie di comportamento per metterti al sicuro.
  • Le tecniche di dissuasione ed escalation, se vi trovate nelle fasi iniziali di un rituale di attacco, in modo da risolvere, se possibile, la situazione in modo violento.

La realtà è che spesso chi viene aggredito non conosce queste regole fondamentali:

  • per superficialità,
  • per distrazione,
  • per sottovalutazione del luogo e della persona che avevamo davanti,
  • e perché, dopo tutto ciò, non siamo stati in grado di gestire la situazione, dal punto di vista psicologico, emotivo e del comportamento.

Il 90% delle situazioni di rischio fisico può essere risolto in anticipo, prima che il rischio diventi reale.

Ma se ti trovi in quel fatidico 10% di situazioni ingestibili?.

Lo so cosa pensi che per quanto si cerchi di essere attenta e ragionevole, stiamo pur sempre facendo i conti con gente che è astuta, furba: che fare se ci troviamo al cospetto di qualcuno cocciutamente intenzionato a farci la festa?

La mia risposta?. Come già ti ho detto devi dotarti di strumenti per guadagnare tempo e scappare come peperoncino spray, kubotan, ecc.

La parte più difficile è capire se sei già nel 10% e quando è il momento di reagire e quando scegliere il momento opportuno, invece pensi, cavolo è meglio starsene tranquilla, perché magari una reazione peggiora le cose. Ci vuole tanta determinazione e tanto sangue freddo per riuscirci e questo lo devi fare esercitandoti in queste situazioni, perchè se non l’hai già provato tante volte non è semplice, e anche tirare fuori il peperoncino spray dalla borsa in quel momento fingendo di cercare una sigaretta, cosa che in realtà avresti già dovuto avere in posizione comoda e non sto parlando della sigaretta.

Ora se devi combattere, lo fai per sopravvivere, quindi niente paura di fare male, non lo stai facendo per dare una lezione al prepotente di turno, ma è per proteggere il tuo culetto.

Se sei in vena di fare la tamarra probabilmente non è con l’avversario che dovi prendertela, ma con te stessa, con il tuo EGO, con la sopravvalutazione di te stessa, e questo comportamento ti porterà a finire nei guai anche se ti senti sicura perchè fai corsi di difesa o la thai.

Quindi prima cosa: valuta la situazione.

C’è aggressione ed aggressione ed avversario ed avversario, si tratta di difesa personale non c’è un arbitro quindi devi fare le cose quando servono se servono e al momento giusto.

Avere a che fare con un automobilista con la luna storta ed esasperato dal traffico non è la stessa cosa di un rapinatore, uno stupratore incallito, uno stalker impazzito o un branco di teppisti in cerca di una vittima da molestare.

Quindi saper riconoscere le intenzioni dell’aggressore diventa importante. Solo questo può farci decidere se attaccare o startene buona.

Il modo migliore per prevedere queste intenzioni è saper riconoscere i rituali d’attacco dell’aggressore moderno.

Quando percepisci il pericolo allontanati da lui , se possibile. In caso contrario, occorre adottare un profilo tattico ben preciso, per esempio controllare l’aggressore, cercando di parlare con calma, usando posture di tipo dissuasivo, spostandosi continuamente, indietro e di lato, in modo da salvaguardare la distanza fisica di sicurezza, dando meno opportunità all’avversario di colpire e cercare una posizione favorevole per contrattaccare se la situazione precipitasse.

Se hai a che fare con un branco, evita in tutti i modi l’accerchiamento. Se siete in una fase preliminare, la cosiddetta “intervista”, parlate ma non stare ferma. Discuti, tratta, ma con noncuranza muoviti continuamente, evita in tutti i modi che qualcuno ti stia alle spalle.

In ogni caso, se l’aggressore vuole rapinarvi, è inutile e stupido cercare di fare gli eroi, dategli quello che vuole e andate a denunciare l’accaduto.

Se capisci che l’obiettivo è proprio quello di ferirti, violentarti o addirittura ucciderti, allora non resta che passare all’azione, senza più esitare, devi essere disposta a fare quello che non hai mai fatto.

A questo punto, gli scenari possono essere molti e quasi nessuno è a lieto fine ma l’importante è che sia sempre favorevole per te.

Uscirne illesi è l’obiettivo, ma anche così devi mettere in conto traumi, lesioni, escoriazioni, ecchimosi, fratture, tagli, menomazioni, o anche peggio ma l’importante è che è per il tuo aggressore anche se comunque è possibile che dovrai rispondere legalmente ma comunque porta a casa la pelle.

Subire un’aggressione è un evento destinato a produrre comunque un trauma fisico, psicologico,  spesso un ricordo negativo che può anche influenzare il resto della vita.

Ricordati che le statistiche dicono che buona parte degli episodi di violenza avvengono tra persone che si conoscono quindi amici, colleghi, vicini di casa, ex fidanzati, spasimanti, parenti, ecc.

Il classico “non finisce qui”, insomma, potrebbe siglare l’inizio dei vostri problemi e non l’epilogo di cui stiamo parlando ma se ti accorgi che la tua vita è in pericolo, il tuo unico scopo è quello di sopravvivenza. Al dopo ci pensi, ma sopravvivi tu.

Cosa devi fare?

Preparati, non lasciare le cose al caso.

Perché millenni di evoluzione sociale hanno disincentivato e represso l’istinto della lotta per la sopravvivenza, rendendo di fatto l’uomo e la donna comuni più vulnerabili di fronte alle minacce improvvise e considera che per un’autodifesa efficace occorrono requisiti fisici, psicologici e tecnici adatti. Non possederli o possederli in parte significa candidarsi a soccombere.

Le caratteristiche che occorrono per sopravvivere alle aggressioni sono le stesse per la sopravvivenza in natura quindi una fortissima volontà di sopravvivere e una carica di aggressività pronta a scatenarsi sul nemico senza inibizioni o mezze misure.

Questi sono requisiti fondamentali senza i quali ogni tentativo di autodifesa diventa un suicidio se il nostro aggressore è forte e determinato.

Non servirà avere con te un’arma, o avere passato anni ad apprendere tecniche di arti marziali in palestra se non sei psicologicamente pronta a fare realmente male senza esitazione.

Lo so è una condizione psicologica complessa in una società civile ed educata.

Devi sviluppare il cosiddetto “killer instinct” perché se hai una minima esitazione a cavare un occhio al tuo aggressore, potresti perdere la sola chance che hai di sopravvivere, il panico ti bloccherà, rendendoti indecisa, impacciata, tremolante.

Preparazione psicologica!. Si, come stai capendo la preparazione più importante e difficile da conseguire non è quella fisica ma è proprio quella di tipo mentale.

Il tema dell’autodifesa femminile è ampio e complesso, proprio a causa dell’enorme casistica di eventi che possono coinvolgere il sesso femminile ed è per questo che i diversi argomenti vanno affrontati singolarmente:

  • Preparazione psicologica
    Una introduzione agli aspetti di preparazione mentale al combattimento. Da non perdere.
  • Preparazione tecnica
    Vengono elencati gli elementi essenziali per poter affrontare sul piano atletico e tattico le situazioni di rischio fisico.
  • Autodifesa a mani nude
    In questa sezione vengono illustrate le tecniche offensive e difensive statisticamente più idonee per fronteggiare le aggressioni a mani nude.
  • Autodifesa con le armi
    Come sopra, ma con l’attenzione alle problematiche relative all’impiego di armi e mezzi di fortuna intorno a te e che indossi.
  • Autodifesa femminile
    Un capitolo dedicato esplicitamente al problema della violenza sulle donne e alle reali possibilità di autodifesa dei soggetti di sesso femminile.
  • Scenari possibili
    Un riepilogo di quanto riportato in precedenza, analizzando vari possibili scenari di rischio: aggressioni da parte del branco, aggressioni da parte di persone a sfondo sessuale, stalker, violenza maschile in generale ed altro ancora.
  • Implicazioni legali presenti e postume
    Tutto quello che c’è da sapere sull’argomento della legittima difesa e cosa fare se si ha la sfortuna di trovarsi in una situazione di pericolo e aggressione.

Se il motivo che ti ha spinto a leggere queste pagine è la ricerca di qualche suggerimento per imparare a difenderti, spero di esserti stato utile ma è importante instaurare un contatto diretto per imparare praticamente come e cosa fare.

Spero di averti dato delle informazioni utili ma serve anche una tua azione!. Sono qui per renderti in alcuni aspetti migliore e sicura di come sei oggi!.

Andrea

Le 7+1 arti marziali che devi assolutamente conoscere


Ora il panorama delle arti marziali è vastissimo. In questo articolo ti ho elencato le arti marziali esistenti nel mondo divise per aree geografiche, come puoi vedere sono moltissime perchè ogni popolo e nazione in base alla propria cultura e le influenze dei paesi vicino ha sviluppato dei propri sistemi per difendersi. Alcuni sistemi hanno continuato ad evolversi, altri purtroppo si sono persi ma ci sono tra le centinaia di sistemi alcuni che oggi rappresentano una sorta di passaggio obbligato nella tua esperienza se vuoi affrontare a 360 gradi ma per come la vedo io in maniera 3D (tridimensionale) il combattimento e la difesa personale.

Trascurare alcuni aspetti significa avere una lacuna che è plausibile ma voglio che ne sei consapevole e che lavori per colmarla.

Una prima suddivisione importante è tra le arti marziali tradizionali e non tradizionali dove già esiste una grossa distinzione ma la distinzione ancora più importante ritengo che sia tra lo sport e la difesa personale.

Come sai il “taglio” di questo blog non è sulle arti marziali tradizionali ma è sulla difesa personale (nel senso più diretto  e ampio del termine) e sugli sport da combattimento (come la Muay Thai, il pugilato, il Jiu Jitsu e le MMA) ma voglio che anche se tu pratichi sistemi tradizionali segui questo blog perchè sono sicuro che troverai spunti interessanti da applicare nella tua arte e perchè so che indipendentemente da quello che si pensa la grossa differenza sta nel modo con cui alleni le cose.

Spesso le arti marziali più efficaci lo sono non per i tipo di colpi comuni spesso a tutti i sistemi ma nel mondo in cui allenano questi colpi e all’approccio che hanno allo studio e al combattimento.

La parte più complicata per rendere una arte marziale efficace è il metodo, questa è la parte più complicata di un maestro o di un allenatore.

Come ormai sai se segui il blog è inutile parlare di difesa personale senza allenarla realmente e l’unico modo per farlo è passando attraverso lo sport e attraverso l’utilizzo di protezioni ma per quanto una simulazione può essere estremizzata non avrà mai la carica emotiva e adrenalinica di una situazione reale, ma la vera fortuna è allenarla ma non provarla mai.

Ps. In questo articolo ti spiegavo il mio pensiero Street o sport – il falso probema che divide!

Anche se il panorama marziale è enorme, sono consapevole ed è giusto che tu segui il tuo percorso e il tuo interesse, ma ci sono delle arti marziali che non puoi non praticare.

Lo so è impegnativo, ma il tuo percorso marziale deve avere nel tempo dei passaggi obbligati se vuoi veramente progredire.

Quello che ti sto dicendo non è una mia opinione ma è il risultato di una selezione naturale che è avvenuta in scontri reali e che hanno portato a una piccola lista propedeutica se vuoi essere un ottimo fighter sportivo ma ancora in qualche modo “più importante” se vuoi diventare un esperto di difesa personale, un campo ancora più vasto per le variabili in gioco.

Queste sono le specialità che devi imparare:

1 – Muay Thai

2 – Boxing and Dirty Boxing

3 – Jeet Kune Do

4 – Jiu Jitsu

5 – MMA (Mixed Martial Arts – Arti Marziali Miste)

6 – Kali Filippino

7 – Krav Maga 

+1 –> La scherma corta di coltello

Ora come puoi ben capire il percorso è complesso e richiede un impegno importante, ma il percorso marziale dura una vita e tutti i sistemi si fondono insieme, non sono slegati e la curva di apprendimento con il tempo sale perchè le tue capacità migliorano e perchè hai una comprensione delle tue biomeccaniche e dei movimenti più consapevoli.

Questo si traduce in una migliore capacità di apprendimento che ti semplifica il lavoro rispetto a quando sei un principiante. Ora se sei un principiante sai da dove partire senza perdere tempo ma rispetta sempre il tuo gusto ma non restare mai nella tua zona di confort.

Come puoi immaginare l’età non gioca mai a tuo favore in questo tipo di attività quindi il mio consiglio è pratica lo sport da combattimento da giovane (boxing, Muay Thai, Jiu Jitsu, MMA) e nel frattempo approda anche nella difesa personale e crescendo esplora sempre più in profondità i sistemi di difesa personale.

Ps. Nulla vieta di fare diversamente però è importante che dedichi del tempo a queste discipline e te lo dico già, non basta tre volte alla settimana 1,5 ore, ma quando sei più giovane te lo puoi permettere crescendo gli impegni cambiano e capisco che è complicato ma comunque devi partire da dove sei.

Imparare la Muay Thai o il Jiu Jitsu a 40 anni lo puoi fare ma ci sono delle cose che limitano il tuo approccio a meno che tu non sia sempre stato un super sportivo, ma ricordati che anche se sei già “maturo” e il tuo percorso è la difesa personale non puoi non integrare sport come il pugilato e la muay thai, e almeno le tecniche della cintura blu del Jiu Jitsu.

Ora perchè queste 7 arti + 1?. Semplice,  lì trovi tutto quello che ti serve indipendentemente dai tuoi gusti. Attenzione, non significa che non lo puoi trovare in altre arti, ma come metodo ,approccio, specificità lì trovi tutto quello che serve per poter diventare efficace.

Non mi piace l’approccio alle arti marziali cinematografico e con uno studio esagerato della tecnica senza la vera pratica che è il combattimento e lo sparring. Lo studio della tecnica è la base , il principio, l’inzio, anzi per come la vedo io non hai fatto ancora nulla. Troppo spesso vedo un approccio troppo sbilanciato verso la tecnica e poco nell’applicazione pratica anche se tanti sostengono il contrario ma siamo stati tutti nelle palestre e lo vediamo.

Non serve che menti a te stesso.

Non critico chi gestisce la didattica in termini troppo didattici, ma il mio approccio e differente, basato su una didattica e programmazione di allenamenti scritta e programmata in base a livelli, facendo un vero e proprio bilanciamento delle competenze e delle capacità atletiche.

Devo vedere che Tu progredisci e di conseguenza anche io. 

Ps. L’approccio leggero c’è anche per una ragione di sicurezza, dove le palestre non vogliono problemi e non tutte le persone accettano di fare sparring realmente, e questo porta a fare un sbilanciamento delle lezioni troppo verso il “basso” lasciando spazio alla teoria (anche se fatta di pratica) ma che non è combattimento, il mio obiettivo non è renderti bello da vedere ma efficace e anche bello da vedere :-).

Ora le brevi descrizioni che seguiranno non vogliono essere un trattato ma una breve illustrazione del perchè queste 7 + 1 arti sono importanti se le inserisci nel tuo background:

Muay Thai: utilizzi colpi di pugno, di gomito, di ginocchio, di calcio e il famoso clinch.

Boxing: è la scuola per imparare la distanza media, non puoi non fare pugilato.

Jeet Kune Do: è un vero e proprio studio del combattimento perchè non sono i colpi in che contiene l’arte di per se ma il suo approccio, come usarli, le 5 vie di attacco, le strategie, lo studio delle economie di movimento e del timing ( ps. serve una scuola seria). Ci sarebbe da parlare molto ma è una vero e proprio laboratorio di studio degli “ingredienti” marziali.

Jiu Jitsu con Gi e No Gi: i sistemi di lotta a terra in generale, NON li puoi escludere dalla tua formazione. Chi ti dice il contrario non conosce la realtà della difesa personale e non conosce la pericolosità dei sistemi di lotta in più il Jiu Jitsu utilizzando il gi ti permette di imparare a utilizzare gli abbigliamenti a tuo favore per controllare, bloccare, soffocare.

grip Jiu Jitsu

MMA: le arti marziali miste legano tutte le transizioni, in piedi, a terra, le proiezioni, ecc. E’ la cosa che si avvicina di più alla realtà rimanendo nello sport ed escludendo le armi. L’apertura mentale di questo sport ti aiuta ad aumentare la visione tridimensionale del cobattimento.

Kali Filippino: ti permette di esplorare molti dei settori a mano nuda e con le armi, uno dei sistemi marziali più completi per la difesa personale, non è solo bastone ma sicuramente ti permette di comprenderne le sue potenzialità e di esplorarne il combattimento. Le 12 aree del Kali filippino  ti fanno rendere conto della vastità di questo sistema e chi ti dice che il kali è il combattimento con il bastone non sa nulla, è uno dei sistemi di combattimento più completi al mondo.

Krav Maga: ti insegna il maneggio delle armi da fuoco e ti fornisce anche delle conoscenze sulla prevenzione da possibili scenari di violenza evitando di esporti a pericoli e tecniche di de-escalation da aggressori. Allenamenti di drills sotto stress ti abitua a reagire anche in condizioni di sorpresa. Ti fornisce una infarinatura generale dello striking e fa diversi studi situazionali di situazioni di difesa a mano nuda e armata. Inutile se non pratichi e integri anche sport da combattimento.

+1 –> La scherma corta di coltello: E’ qualcosa che devi fare a parte, ho aggiunto appositamente questo +1 perchè il combattimento di coltello è una delle questioni più complesse e controverse quando si parla di difesa personale. Va studiata a parte anche se alcuni sistemi integrano lo studio del coltello ma la complessità richiede uno studio specifico anche se per esempio nel kali è dato molto spazio e ha delle aree specifiche ma ritengo che sia necessario un focus ancora più mirato. Va esplorato con approcci differenti, sul blog trovi diversi articoli sul tema.

Ora come puoi ben capire ognuna di queste ti fornisce delle caratteristiche necessarie che è necessario che tu abbia, non le puoi escludere perchè ti mancherebbe un tassello importante.

Esplora i tuoi interessi e anche altre arti marziali, anche io lo faccio, ma non escludere nel tuo percorso lo studio di queste!!

Buon viaggio, io seguo questo “percorso”, se anche tu vai in quella direzione sono con te!!

Andrea