Costruisci la tua strategia di combattimento (Fallo con un foglio di carta e le mappe mentali) 

Startegia Ora quello di cui ti voglio parlare è qualcosa che solitamente non viene mai fatto nelle palestre ma voglio che tu inizi a costruire la tua strategia di combattimento e devi farlo con un foglio di carta.

Mentre ti alleni per prendere livelli, cinture, riconoscimenti, ecc. devi iniziare davvero a capire la tua personalità, la tua strategia, il tuo approccio, diventare importante per trovare il tuo stile proprio e poi costruire da lì la “tua arte marziale”, la tua espressione marziale.

ATTENZIONE!!! Non vuol dire che crei una arte marziale ma semplicemente che in quella arte esprimi la tua forma.

Anche se devi costruire la tua strategia ora non significa che non devi allenare i fondamentali, non fare gli esercizi e non seguire le istruzioni del tuo maestro come drills, combinazioni, ecc. ma costruire il tuoi fondamenti prima di tutto e anche esplorare la tua strategia personale.

Ps. IN PRATICA NON FARE DI TESTA TUA ALL’INIZIO MA DOPO ESPLORA NUOVE VIE MA SEMPRE SEGUITO, CON UMILTA’ E CON IL GIUSTO SENSO CRITICO.

Questo approccio che vado a spiegarti ti aiuta anche a migliorare e persino a prevenire (se non eliminare) alcuni alti e bassi che a tutti capita di avere durante l’allenamento e la formazione.

Strategy

Crea il tuo stile!
Lo scopo del “”Costruire il tuo “piano di gioco” su un foglio”” è quello di aiutarti a capire come anche tu devi iniziare a costruire il tuo stile personale. Lo so che lo fai già quando fai sparring, ma quello che ti chiedo è di usare una strategia a tavolino e testarla per vedere come funziona.

Come ti alleni, in che modo e vedere se con quel sistema ottieni una miglioramento è qualcosa che superata la fase di principiante comincia a diventare importante per costruire il proprio stile e fare degli allenamenti e esercizi che sono funzionali per te e non solo fare quello che fanno tutti gli altri, perché tu puoi avere delle esigenze diverse.

Questo è ciò che rende ed è una vera e propria “arte” marziale, una forma di arte, una espressione umana.

Una volta che inizi a costruire il tuo stile e la tua strategia inizi a capire quelle che sono le cose che funzionano per te. Inizi veramente a eccellere.

Una cosa molto comune che accade è che lo studente viene messo in palestra a fare tecniche e combinazioni, metodi di allenamento comuni,ecc. Ma l’apprendimento e l’aggiunta di tutto quello che il loro allenatore/maestro ti insegna in classe, non si deve fermare lì, ma è un lavoro che devi fare tu.

Ora come ti ho detto non devi mai disturbare la didattica del tuo maestro, ma c’è un motivo che è importante. Lui non insegna solo a te e quindi deve fare il bilanciamento delle competenze di conseguenza devi trovare un metodo che si adatta a tutte le persone che sono presenti nella palestra e ci sono palestre che hanno 50 60 allievi a lezione, il lavoro di cui ti sto parlando sarebbe impossibile da proporre a una classe così numerosa ma è un lavoro assolutamente necessario per chi pratica agonismo e sport da combattimento.

Non mi sono dimenticato di te che pratichi difesa personale anche tu devi fare una strategia di attacco ben precisa, anche i delinquenti hanno una tattica quando vanno a rompere le balle a qualcuno che si tratti di provocare o di rapinare.
Tu se vuoi fare un vero salto di qualità devi evitare questa condizione, perché poi si inizia a diventare tutti una copia dell’altro ci si aspetta le stesse strategie e combinazioni diventando prevedibili. Non devi essere la copia di nessuno ma te stesso.

Trova quello che ti piace in quello che il tuo allenatore ti insegna in classe e quello che ti trovi bene usalo per inserirlo nella tua strategia, sicuramente ti insegna delle cose molto utili.

 

Non essere un “Collezionista di Tecniche”, non ti serve a nulla, quello che serve è una strategia nelle arti marziali dove inserire le tecniche.

 

Chiaramente la tua strategia si deve contestualizzare al tipo di aggressore o avversario che sia.

 

Ora per fare questo ti voglio fare come esempio l’utilizzo di uno schema che anche tu puoi utilizzare per costruire la tua strategia.

Questa tipologia di schema si chiama mappa mentale che è un argomento molto interessante è che ti aiuta a visualizzare su un foglio solo tutto il tuo processo mentale che fai in maniera naturale quando studi anche la tua arte marziale.

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Se vuoi e devi approfondire questo argomento cerca Tony Buzan che è un luminare in questo campo.

 

Come “Costruire la tua strategia?.” Usa le mappe mentali.

1. INIZIA DA IN PIEDI – Quindi la fase in piedi. Da qui la puoi dividere in una strategia in piedi e una strategia a terra. Questo lo devi fare in base al tipo di avversario e alla tua strategia che dovrebbe essere lei a comandare altrimenti sei tu che ti adatti allo stile del tuo avversario, che va bene ma dovresti tu dirigere il gioco.
Quindi quando inizi a scrivere devi iniziare dalla sezione “Standing” nel mezzo del tuo foglio perché non peso che vuoi partire da terra a meno che tu non stia scrivendo una strategia di lotta, ma anche questa in teoria parte da in piedi. In teoria tutti gli incontri partono da in piedi anche se per la difesa personale ci vorrebbe una sezione a parte perché potresti essere in macchina, seduto, ecc.
Ora devi avere almeno due strategie in piedi, indipendentemente se sei bravo a proiettare o no. Puoi decidere una strategia in piedi o portando a terra, puoi inserire una proiezione che ti piace o modi diversi per bucare la guardia come una finta, o una presa in clinch, ecc …

 

2. COSTRUISCI LA FASE IN PIEDI – Una volta che hai la tua lista di cose che ti piace fare partendo da “in piedi” inizia a riempire le sezione che sono delle situazioni e poi inserisci che colpi vuoi inserire in quella sezione.
Per esempio sei in piedi colpisci con un pugno di Hook e vai in Clinch (altra sezione), da questa posizione che colpi tiro (ginocchiata, Gomitata, Testata) poi vado a proiettare con uno sgambetto e vado in side control e da qui ( soffocamento, leva in figura 4 ) oppure passo in Mount e faccio ( soffocamento, colpi , altro) inserisci tre alternative.
Devi immaginare una sequenza di lotta ipotetica, lo so che è probabile che non accada quello ma tu devi costrire una strategia con delle variabili e con dei cambi che però ti portano alla soluzione che hai iò pensato.
Per esempio sei andato in side control, ti ribalta allora cerchi di alzarti in piedi oppure andare in guardia e da qui.. ecc.
Lo scopo di voi Facendo in questo modo è quello di aiutarvi effettivamente a pensare a come creare situazioni di attacco e creare la tua Tattica di combattimento creandola nella tua mente durante la scrittura, non deve limitarsi a caso ma devi vivere il combattimento con la tua mente.
Questa cosa la fai quando pratichi lo shadow boxing, ma voglio che lo fai anche sulla carta perché devi rendere la tua mente più veloce e con una strategia.
Io sono molto di più per il fluire e sentire il ritmo del combattimento, ma questo approccio non lo puoi avere all’inizio di conseguenza questo metodo ti aiuta a sviluppare cosa?. Sapere cosa fare quando devi combattere e non stare a pensare troppo mentre sei sul ring su cosa fare perché hai già una strategia.

 

3. COSTRUISCI UNA STRATEGIA ALTERNATIVA – Se cambia qualcosa devi sapere cosa fare – Una volta compilato in sezioni che derivava dalla tua sequenza di attacco dove tu vinci, devi tirare fuori le sezione dove l’avversario ti attacca o ti proietta e immaginare che cosa fare e vai a vedere se puoi tornare alla tua strategia di attacco che è fallita o una alternativa diversa.
Oppure anche se vinci, devi pensare alla strategia alternativa cioè hai attaccato di calci , ora solo pugni, oppure proietti, ecc. cioè cambi approccio al combattimento perché immagini che hai tirato molto di pugilato e invece ora attacchi di combinazione di calci, per sorpredere il tuo aggressore.

 

4. AGGIUNGI SOLO LE COSE CHE TI PIACE FARE – inserisci le cose fai bene e che ottieni buoni risultati (colpi, proiezioni, leve,ecc.) e cose sai che non sei perfetto tecnicamente ma hanno il potenziale la tua strategia. Lo scopo di fare in questo modo è che altrimenti ti fai prendere le mano e mi scrivi tecniche invece voglio impedirti di scrivere una lista enorme in ogni sezione che non ha senso.
Una cosa che può essere utile è che se ti accorgi che ci sono delle sezioni dove non sai che tecniche inserire significa che hai delle aree deboli tecnicamente è che devi concentrarti a svilupparle, studiando.

 

Non basta aggiungere qualcosa per riempire lo spazio devi averne la conoscenza.
Un altro motivo per cui non si devi fare questo è perché anche se hai solo una tecnica da inserire nell’elenco della sezione anche sforzarti di trovare qualcosa che possa integrare o sostituire quel tipo di approccio è cosa su cui puoi costruire fuori da quella sezione un tuo sistema.
Esempio non usi il clinch quella sezione è vuota ma puoi avere l’alternativa delle proiezioni

Significa che non usi quella strategia nel corpo a corpo ma cerchi solo di proiettare a terra.

Come se non conosci la lotta a terra proietterai ma non andrai mai a terra una volta proiettato.
Questo ti aiuta anche a visualizzare i tuoi lati vuoti, dove tecnicamente hai delle lacune.

 

5. AGGIUNGI ALTRI SISTEMI – Visto che devi inserire le tecniche che senti tue o familiari allora devi e puoi inserire anche colpi che non sono della tua arte marziale ma che ti vengono spontanee.

Se ti piace fare il calcio saltato, o il clinch della Muay Thai, o una tecnica di Judo, ecc. Inseriscila perché va benissimo.

 

6. NON C’E’ BISOGNO DI RIEMPIRE TUTTE LE AREE – In relazione alla “Fase 4” dove ti parlavo delle tecniche anche in questo modulo 6, non c’è bisogno di riempire tutti gli spazi con tecniche solo perché ci sono spazi per scrivere, ci possono essere delle aree che non fanno parte della tua strategia.
Devi avere almeno 2 o 3 opzioni in ogni sezione come un generale regola ma assicurarsi di non forzare la cosa mettendo qualsiasi cosa serva a riempire spazi anche se sono tecniche che non usi e non conosci (esempio Gomitate, o proiezioni, ecc.) Leggi Fase 4. Naturalmente con il tempo aumentando il tuo bagaglio tecnico le riempirai.

 

7. PER OGNI STILE FAI UNA STRATEGIA DI COMBATTIMENTO SEPARATO – Se ci si allena in piedi fai una strategia per il pugilato o la Muay Thai, o Kickboxing. Se ci si allena a terra fai una strategia per questo stile. Fai per ogni situazione una strategia e le sue varianti. Nota bene che mi piace mantenere anche lo stesso approccio, intendo dire che se sei aggressivo resta così sia in piedi che a terra se invece sei più difensivo/incontrista allora mantieni questo secondo approccio ma nulla ti vieta di essere più incontrista in piedi e più aggressivo a terra. No limits.

 

8. SEMPLICITÀ – devi capire che con la tua strategia deve essere semplice anche nella forma scritta sul foglio, scrivi ad le tecniche senza descrizioni o solo descrizioni semplici solo dove servono perché in realtà scrivendolo tu sai già il contenuto la semplice parola ti ricorda cosa devi fare.
Proprio come la tua formazione non voglio rendere il tuo apprendimento più difficile quindi ha bisogno di essere semplice anche la tua strategia perché deve essere snella veloce fluida. Se la rendi complessa da subito allora si blocca e diventa non funzionale.
Dal momento che sei tu a scrivere queste aree (possibilmente con l’aiuto del tuo allenatore o un esperto all’inizio) e queste liste sono riempite con aspetti che ti piacciono e che vuoi inserire nella tua strategia non scrivere tanto perché ti ricorderai bene indipendentemente dalle descrizioni semplificate che inserisci perché è la tua mappa mentale

 

 

9. CONTINUITÀ (FAI FLUIRE TUTTI INSIEME)

Crea come delle linee di collegamento tra una sezione e l’altra come fosse una diretta conseguenza. Una buona idea è quella di utilizzare matite colorate per rendere le cose più facili da leggere.

Poi studia come ogni sezione confluisce nell’altra per vedere se ha un senso logico e lavora su quello.
Es. attacco di Jab Cross Hook Sx (Stricke) ➡️vado a proiettare a terra ➡️ Vado in side control ➡️ Leva alla spalla.
Puoi inserire delle varianti, doppi attacchi, delle difese e quindi cambi di colpi o di guardia, cambi di controllo, leve, puoi fare sbucare delle armi, più avversari, ecc.
Devi partire dall’inizio fino alla fine. Quello che stai facendo è scrivere delle strategie, stai combattendo con la tua mente.
PS. Se ti è utile dai un nome alla sequenza di tecniche, perché se la conosci nella tua testa il sol nome ti fa partire tutta la sequenza di tecniche in fila. Es combo punch , Kick Power, ecc.

 

 

10. LA PRATICA

Ora questa è una fase fondamentale pratica la tua tattica di combattimento!.

QUserò e il vero test, non basta fare tutto questo lavoro scritto e non utilizzarlo, anzi ti dico che questa è la fase più importante che ti fa capire se funziona la tua strategia.

Pratica queste situazioni centinaia di volte. Rompere il vostro piano di gioco verso il basso nelle sezioni e poi forare loro.

Concatena le varie aree e sezioni e abituati ad ogni sezione vino a sentirla unica, deve diventare qualcosa di continuo e spontaneo, un tutt’uno non una singola tecnica ma tutte insieme funzionali alla tua strategia.
Parla al tuo allenatore spiegagli la tua strategia e lascia che il tuo allenatore guardi che cosa vuoi fare e spiega e analizza con il tuo maestro/allenatore.
Mi raccomando pratica questo dopo la lezione, non devi andare a disturbare il programma della tua scuola.

Esegui attraverso il flusso che hai costruito le tecniche, all’inizio spacchetta la sequenza di attacco e poi rendila unica dall’inizio alla fine, quando si esegue il drill curare il dettaglio footwork, guardia, peso, ecc.

 

 

11. SCHEMATIZZA

L’obiettivo è di creare un sistema d’attacco SU MISURA per te stesso.
Un sistema e strategia che funziona per te più e più volte.

Una volta che ti senti molto bene con questo sistema poi allora vai a costruire altre mini strategie fuori da questo tuo schema.
Espandi sempre il tuo gioco.
Aggiungere a ciascuna sezione, ma si può abbattere più di tali come abbattere ogni elemento della lista singola sotto ogni sezione.
Devi immaginare di trovare una soluzione o risposta ad ogni ostacolo che si può verificare con una lista delle azioni in ogni sezione, in piedi (di pugno, di calcio, gomitata, ginocchiata) e a terra (colpi e strangolamento e leve articolari, sottomissioni varie).
Pensa ai tuoi fondamentali come il tronco di un albero e il vostro piano di gioco sezioni come i rami che crescono dall’albero e rametti crescente da ciascun ramo più grande e così via.
Devi come immaginare e vivere dentro di tè il combattimento, questo schema ti aiuta anche quando devi fare il vuoto o la shadow boxing, o shadow MMA.

 

 

12. RIVISITAZIONE

Questa è una cosa che devi fare sempre perché cambia il tuo livello tecnico e la tua esperienza e per alcuni anche la forma fisica.

Rivisita il tuo schema di gioco costantemente.

Anche se non stai cambiando completamente la tua strategia ci sono sempre delle modifiche da apportare.
Le persone che sono abili nel combattimento spesso hanno tante opzioni e movimenti che hanno usato e testato, perché erano principianti o cintura bianca o cinture blu, ma da subito non hanno mai smesso di fare e creare i loro SISTEMI intorno a loro stessi, utilizzando le poche o tante tecniche che conoscevano in base alla loro conoscenza di quel momento è nel tempo hanno continuato a inserire aggiustamenti.

Non hanno cercato altre tecniche ma usato quelle che conoscono per inserirle nel loro modo di combattere per renderle poche o tant’è che siano funzionali alla loro strategia.

Anche per questo son diventati bravi, perché hanno usato la tecnica in maniera funzionale a se stessi e al loro modo di combattere e alle loro caratteristiche fisiche sfruttandole al meglio.

 

13. TEST (LA TUA STRATEGIA)

Costruisci dei drills con dei pattern da applicare in base alla tipologia di aggressore/avversario.

Ma ora devi farlo no come drill ma applicarli all’interno di sessioni di sparring.

È qui che vedi cosa funziona di più e di meno e cosa modificare per fare funzionare le tecniche e soprattutto costruisci i corretti attributi.

Attenzione non ti scoraggiare all’inizio sbaglierai molto, continua, insisti, non si può imparare tutto con poche ripetizioni.

 

STOP!!! FERMATI!!! Ora basta leggere a inizia a costruire la tua strategia!.

Andrea USOMA

Dumog, il submission wrestling nelle arti marziali filippine

 

Dumog

Il dumog del Kali filippino e del Silat indonesiano

Spesso durante le fasi di combattimento corpo a corpo succede che vieni afferrato o tu afferri la mano, il braccio, il collo o altre parti del tuo aggressore e lui fa la stessa cosa, ti afferra, ti prende per la maglia, ecc.

Queste situazioni sono le classiche situazione dove poter applicare le leve articolari.
Ora nel Kali filippino il dumog otre che nella fase in piedi è visto come un sistema di lotta che va anche a completarsi a terra ma visto che è pensato contro attaccanti multipli non viene visto come nel Jiu Jitsu come una vera lotta a terra ma un completamento di una tecnica che ha portato a terra l’avversario per completare una seconda leva in un istante e ritrovarsi nella sequenza di nuovo in piedi o comunque in una situazione di controllo dell’area.

Questo è un dettaglio molto importante perché la fase a terra è la finalizzazione di un “movimento” o sequenza di movimenti che si conclude con l’aggressore a terra.

In generale in piedi ti posso dire che dalla mano fino al collo hai la possibilità di applicare 30 leve articolari.

Ora una bella notizia è che per ogni leva esiste oltre alle tecniche di leva esiste una controleva.

Nel mio metodo oltre a studiare le 30 leve sala mano al collo hai da studiare due contro leve per ognuna di esse e hai anche da studiare le relative applicazioni. A questo devi aggiungere per ogni leva il metodo per portare a terra l’aggressore partendo da quella leva.

Un importante lavoro ma che ti permette di acquisire una buona conoscenza della bio meccanica umana e i relativi sbilanciamenti legati al controllo del corpo sfruttando le leve articolari.

Considera che ci sono arti marziali cinesi come il Chi Na dove il sistema è totalmente strutturato sulle leve articolari.

Alcuni pensano erroneamente che l’arte di applicare le leve articolari sia esclusivo retaggio del Jiu Jitsu, così come i soffocamenti ma non è così.

Addirittura nella nostra scherma medioevale erano presenti leve articolari per disarmare e sbilanciare gli avversari.

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Ora per tornare al dumog del Kali filippino che è quello di cui ti voglio parlare.

In questi ultimi anni molte arti marziali che non integravano le leve articolari si sono resi conto che sono il mezzo per eseguire i disarmi di armi come coltelli e bastoni comprendendo che oltre a essere utile nel combattimento a mano nuda diventa invece essenziale se devi disarmare un arma o controllare un aggressore.

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Spesso si sente dire che le leve articolari non funzionano in combattimento ma sicuramente chi dice questo non conosce i corretti metodi di allenamento e soprattutto non comprende che la leva articolare non va cercata ma è semplicemente una corretta risposta a uno stimolo.

Sicuramente se vuoi cercare una leva significa che non hai capito nulla su come applicarle e come funziona perché se puoi cercare una leva con un aggressore vuol dire che hai trovato un pollo o hai trovato uno che pesa la metà di te.

Purtroppo quando si tratta di lavori così tecnici come le leve articolari o come può essere la scherma di coltello il maestro inizia a contare moltissimo perché sono necessari un livello di competenza e metodi di allenamento che non puoi improvvisare.

Oggi la diffusione delle arti marziali anche grazie ai nuovi mezzi di comunicazione ha portato una grande opportunità ma anche una grande confusione soprattutto da chi si è improvvisato a spiegare argomenti senza averne le dovute competenze ma ripeto che comunque per la conoscenza delle arti marziali questo è il periodo più fiorente mai esistito perché i mezzi comunicatici permettono di trovare e vedere maestri anche dall’altra parte del mondo, una volta ero costretto ad andarli a cercare con i piedini dopo ore di aereo.

Dopo questa breve parentesi, tornando al dumog, ci sono almeno 4 funzioni principali che ha una leva:

✔️Rompere o lussare l’articolazione 


La leva è un colpo secco portato sull’articolazione del polso, del gomito, o della spalla in un punto preciso con una forte azione di spinta oltre il limite fisiologico dell’articolazione.

L’obiettivo consiste quindi nel limitare o impedire la mobilità funzionale dell’aggressore con una azione che spezza in due la sua articolazione.

Il principio è quello della leva quindi per funzionare deve avere un fulcro e una forza da applicare.

 

 
✔️Disarmare l’aggressore


Le leve articolari sono uno dei metodi per disarmare un aggressore armato di un qualsiasi tipo di arma che si tratti di un coltello, di un bastone. Le tecniche di leva articolare sono necessarie per togliere l’arma all’avversario in modo efficace e nel modo più veloce e meno rischioso possibile.

 

 
✔️Portare a terra l’aggressore
In questo caso la leva applicata non avviene con un colpo secco sull’arto dell’aggressore ma una pressione decisa e costante con una forza adeguata a fare sentire la leva che lo porta a seguire la direzione della pressione che solitamente lo indirizza a terra dove lo si può immobilizzare facilmente.

La proiezione può anche essere violenta e spesso l’aggressore si muove cadendo per evitare la frattura dell’articolazione, quindi va a terra non per tua volontà ma ma per sfuggire alla pressione, per questo ci sono degli accorgimenti sulle leve e sul controllo con i tuoi piedi per limitare i suoi movimenti di uscita.

Si tratta di trucchi per rendere la vita ancora più difficile al tuo aggressore.

Spesso le tecniche di leva usate per portare al suole qualcuno sono usate dalle forza dell’ordine per portare a terra e immobilizzare un criminale.

 

✔️Trapping, inteso però come intrappolare l’aggressore in una posizione scomoda per un momento allo scopo di colpirlo possibilmente mi bersagli primari o nella aree di Ko.

La puoi utilizzare per abbassare la sua testa e colpirlo con il ginocchio o con un calcio al viso.

Provocare la apertura delle sue gambe per colpirlo facilmente ai genitali.

Sbilanciarlo all’indietro per colpirlo alla gola o con una gomitata diretta al viso

Ecc. Ecc.

Quindi la leva la puoi anche usare per aprire la guardia dell’aggressore per poterlo colpire con testate, pugni, gomitate, calci o ginocchiate, oppure ancora afferrarlo in una tecnica di proiezione di lotta.
Ora devi allenare le leve con un metodo progettato per allenare le corrette risposte in caso di scontro reale perché la leva non va mai cercata ma è sempre una risposto a uno stimolo.
Come funziona in linea di principio la leva articolare senza andare nel dettaglio di un ortopedico.

Se osservi il tuo braccio vedrai che ci sono delle parti che possono muoversi, il tuo polso, il tuo gomito e la tua spalla. Tralasciamo le dita anche se sulle dita serberebbe un articolo specifico che probabilmente farò.

Osserva adesso il tuo polso, è una articolazione molto mobile, che permette una rotazione prossima ai 360° con una apertura della mano nelle varie direzioni con angoli diversi.

Prova con una mano a piegare l’altra tua mano nella direzione dell’avambraccio o in qualunque punto del vostro polso, scoprirete che ogni posizione ha un limite e forzando oltre incominci a sentire dolore e se continui a spingere danneggi l’articolazione del polso lussandolo o rompendolo.

Ora osserva la zona del gomito e ti accorgi che si piega in una sola direzione mentre quando lo distendiamo non è possibile proseguire per piegarlo nella direzione opposta.

Qualunque forzatura nella direzione che non piega porta al dolore acuto fino rottura del capi articolari.

Ora fai la stessa cosa sollevando tutto il tuo braccio e piegandolo indietro verso la schiena vedrai che c’è anche qui sulla spalla un limite oltre il quale il nostro arto si blocca e qualunque forma di forza ulteriore in quella direzione provoca un forte dolore e il danneggiamento dell’articolazione della spalla.

Quelle che ti ho appena elencato sono le tre zone che devi usare per applicare le leve dumog in piedi ma anche a terra.

Quindi le zone su cui applicare la leva sono il
Polso, il Gomito, e la Spalla. Poi ok ci sono le dita, il collo, ma tutte le ossa e articolazioni del corpo umano però ora il focus è sul dumog in piedi e sulle trenta leve che vanno dal polso alla spalla.

Ora le leve articolari agiscono sulla estensione oltre il limite fisiologico della articolazione ma ci sono delle leve complesse che agiscono invece su più principi oltre che alla extra rotazione anche sulla torsione delle ossa.

Ora vediamo alcune fasi per imparare le leve articolari.

Uno dei metodi più usati è quello di studiare le leve in fasi.

 

La Fase 1:
Studia tutte le trenta tecniche di leva, una alla volta con un compagno di allenamento. Senza fretta e soprattutto fai il tapout quando la leva sta realmente entrando.

Questa fase con il compagno è importante perché se tu o il tuo compagno di allenamento battete prima in realtà essendo ancora poco esperti non vi rendete conto che la leva non è ancora entrata.

Quando invece diventi più esperto in realtà lo sentì sul l’articolazione del tuo compagno che non sei ancora a fondo corsa o nella prima fase di extra corsa.

Lo sai da solo se la leva è entrata senza che il tuo compagno batte perché lo sentì oltre che dalla leva anche dalla rigidità che cambia del corpo del tuo compagno di allenamento.

 

La Fase 2:
Ora concatena le tecniche di leva eseguendole nell’ordine dalla 1 alla 30 e viceversa aggiungendo quella nuova solo quando le precedenti le sai applicare.

Lo devi fare in questo modo:

Esegui la leva 1 e 2 poi la 1 di nuovo 
Esegui la leva 1 – 2 e 3 poi la 2 e la 1
Esegui la leva 1 – 2 -3 e 4 poi la 3 – 2 e la 1
continua secondo questo schema fino ad arrivare ad eseguire tutte le 30 leve.

In pratica devi fare andata e ritorno delle 30 leve.

Ps. Una cosa importante NON fare il robot, devi essere fluido perchè la fluidità di esecuzione e concatenamento dalla leva n. 1 alla leva n. 30 sono importanti.

 

La Fase 3:
Esegui le leve andata e ritorno sul braccio destro del tuo compagno di allenamento e sul braccio sinistro.

È importante che le sai eseguire indipendentemente che si tratti del braccio destro o sinistro.

 

La Fase 4:
Una volta che conosci la leva provala con persone diverse, come struttura fisica, altezza, peso, costituzione, ecc. scoprirai che con alcuni di loro devi adattare i tuoi movimenti a quelli del nuovo compagno.

Scoprirai che esistono dei casi “clinici” dov’è alcune leve sono inapplicabili perché alcune persone non patiscono alcune leve articolari perché la loro mobilità è oltre la normalità.

In questo caso è inutile insistere e devi capire subito questo e passare velocemente a un’altra soluzione di attacco o un’altra leva articolare.

Tranquillo sono casi rari ma esistono poi considera che magari su quella determinata leva non patiscono con un altra invece entra prima di quanto avviene normalmente.

Quello che ti dico è che se la persona ha una articolazione del polso molto elastica devi subito cambiare tecnica magari sempre al polso ma combinata che va ad agire su un angolo diverso del polso.

Non fissarti su una leva se non entra cambia immediatamente con una leva al gomito o alla spalla.

Oppure ci sono leve che agiscono contemporaneamente su una pressione dolorosa e alla leva al polso come la leva 7 la 8 e la 9 che spiego nel mio metodo.

Una tecnica usata nelle arti marziali Filippine consiste nell’“ammorbidire” il muscolo con colpi di pugno o di gomito per addormentare il muscolo perché su persone forti muscolarmente e quindi particolarmente resistenti, di solito chi ha un tessuto connettivo molto forte resiste di più alle forte pressione di una leva e anche alle rotazioni dell’articolazione, ma dei colpi alla muscolatura permettono di eliminare il problema. Per questo vengono spesso usati gunting e colpi diretti di pugno e di gomito ai muscoli delle braccia e delle spalle.

 

La Fase 5:

Esegui le 30 leve bendato sia sul braccio destro che sul braccio sinistro del tuo compagno d’allenamento.

Questa è una fase molto importante perché stai imparando a utilizzare il senso cinestesico e quindi per sentire hai sempre bisogno di mantenere il contatto con il tuo aggressore per sentire e riconoscere la sua posizione.

Questa è una fase molto importante perché ti insegna a non staccarti mai quindi a mantenere sempre una certa pressione e controllo del tuo avversario una fase fondamentale quando passi da una leva all’altra.

 

La Fase 6:
Metti in mano un’arma un bastone o un coltello in alluminio (no cazzate di gomma o legno) al tuo compagno di allenamento e prova ad usare le tecniche di leva che avete appreso per disarmarlo.

Anche inquesto caso scoprirete che dovrete fare diversi adattamenti perche’ la tecnica riesca con successo.

Anche questa fase è importante e ti farà scoprire molti aspetti delle leve che hai studiato e imparato.

Come scoprirai come sfruttare l’arma per usarla nella leva come fulcro o come forza

 

La Fase 7:
Visto che stiamo parlando di Kali filippino e SIlat indonesiano sicuramente devi praticare gli esercizi di sensibilità come l’hubud (cadena de mano) del Kali filippino e del pencak silat indonesiano, il chi sao (l’esercizio delle mani aderenti) del Wing Chung e del Jeet Kune Do o ancora l’esercizio sulle spinte del tai chi chuan o di qualche altra arte marziale, prova a inserire le tecniche di leva all’interno di questi esercizi di sensibilità.

Fai questo con il tuo compagno di allenamento perché qui scopri la tua capacità di eseguire efficacemente le leve articolari durante una azione in movimento e questo esercizio migliorerà in modo esponenziale la tua capacità di applicare una leva.

Inoltre hai la possibilità di applicarle adattandole al contesto inserendo il numero di leva che più si adatta a quella determinata situazione.

 

La Fase 8:
Adesso viene il bello, la fase di sparring di. Le leve, questo lo puoi fare solo quando hai veramente assimilato è compreso il loro funzionamento.

Dopo una serie di colpi pugilistici, di Muay Thai , o Grappling devi inserire dei controlli e delle leve.

Qui è molto importante la capacità del controllo perché si rischia di fare dei danni al tuo compagno di allenamento.

Se impari bene questa fase nella realtà dovresti trovarti meglio perché il tempo di applicazione della leva è racchiuso in un istante con una forza che va controllata cosa che non devi fare nella realtà dove applichi la forza massima in un istante.

Questa capacità di controllo è più difficile è dovrebbe renderti più efficace nella realtà però a volte l’abitudine a controllare porta alcune persone a fare la stessa cosa nella realtà dando troppo tempo all’aggressore che può trovare il tempo per liberarsi o reagire con un colpo.

 

Attenzione!! Mia opinione personale ma anche testata, quindi seguo quello che ti dico.
La leva va applicata sempre dopo un colpo. Perché devi riempire lo spazio temporale della non reazione dell’aggressore a seguito di un colpo per mettere la tua leva. Se la applichi senza colpire lui in quel listante ti sferra un colpo.

 

I dettagli importanti

Ci sono dei dettagli importanti che devi curare in forma maniacale nella realtà se vuoi che la leva funzioni a tuo vantaggio e per allenarle correttamente senza fare danni ai tuoi compagni:

 

L’equilibrio
Per eseguire le trenta leve articolari usi le tue mani e le tue braccia ma non basta, perché per permettere alle tue mani e alle tue braccia di controllare con efficacia l’arto del tuo aggressore, devi far sì che l’intera postura e equilibrio del corpo sia perfetta.

L’equilibrio è estremamente importante, se sei sbilanciato non puoi applicare correttamente la forza e anche il tuo fulcro può essere precario e poco stabile cosa che impedisce una corretta esecuzione della leva. L’equilibrio è un aspetto importante per rendere efficace la tecnica.

Essendo che nella realtà c’è una reazione difficilmente la presa sarà perfetta e spesso devi ricercare nel difetto della presa l’ esecuzione perfetta non soltanto nel modo in cui hai afferrato l’aggressore ma anche e soprattutto nella posizione che hai del tuo corpo e quella fatto assumere al tuo aggressore.

Per questo è necessario conoscere perfettamente il funzionamento e la bio meccanica del corpo per sentire e adattare nell’istante stesso la tecnica della leva.

 

✔Stai nascosto e guarda sempre il tuo aggressore
Quando applichi una leva presta attenzione costante a cosa fa il tuo aggressore, testa questa cosa durante gli allenamenti. Verifica cosa può fare con l’altro braccio, la testa e la sua gamba, osserva la tua posizione e verifica cosa può fare con tutte le parti libere con le quali può colpirti per impedirti di eseguire la leva.

Controlla sempre la linea centrale del tuo aggressore (quella linea immaginaria che divide in due parti il suo corpo in senso longitudinale).

Fai in modo da essere sempre fuori dalla portata dei suoi attacchi, sia rimanendo distante, sia cercando di raggiungere sempre il suo fianco o quello che viene chiamato il punto cieco, cioè il punto da cui il tuo avversario non può colpirti senza dover cambiare la sua posizione.

Questo è molto imortante!!!

Una cosa importante da fare è anche ruotare la sua testa di lato per non farvi vedere, deve sentire che ci sei ma non deve vedere direttamente con esattezza la tua posizione e dove siete.
Difficoltà nel fare entrare la leva.
Qualora si incontrasse difficoltà nell’esecuzione di una leva perché la posizione non è buona o l’aggressore ha reagito non insistere neppure un attimo più del necessario ma passa alla leva seguente, meglio se nella direzione opposta alla resistenza dell’aggressore per sfruttare la sua stessa energia.
✔️La forza necessaria
Presta attenzione allo sforzo che fai per eseguire la leva. Se senti che stai facendo uno sforzo esagerato come quando giochi a un gioco di forza allora c’è qualcosa che non va nella esecuzione.

Analizza il modo con cui hai afferrato il tuo compagno di allenamento, dove hai messo il fulcro, dove applichi la forza, la tua pozione e come hai distribuito il peso, la distanza tra te e il tuo compagno. Non deve mai esserci spazio tra voi due, deve sempre sentire la pressione.

Ricordati che solo un’analisi critmica e attenta ti permette di migliorare le tecniche fino ad avvicinarti alla perfezione.

 

✔️Il punto di non ritorno della leva è personale.
Ricordati che tutte le leve articolari hanno un punto di non ritomo diverso per ciascun individuo.

Fino a quando non hai raggiunto il punto di non ritorno dell’aggressore lui potrà reagire alla tua presa e capovolgere la situazione liberandosi, colpendoti, eseguendo una contro leva.
Una leva articolare quando viene applicata in piedi non può esser mantenuta a lungo per immobilizzare l’aggressore.

Se applichi la leva allo scopo di immobilizzare il tuo aggressore scoprirai che non potrai mantenere a lungo la leva per controllare il tuo aggressore perché la tua capacità di mantenere la tensione sulla leva e la tua attenzione nel tempo varia allentando la forza della presa senza che te ne accorgi e in questo istante il tuo aggressore che sente meno dolore può approfittare per uscire dalla presa.

Non usare mai le tecniche di leva per l’immobilizzazione in piedi ma solo per un passaggio temporaneo, per portare l’aggressore a terra, per un disarmo o altro ancora. È vero per esempio che dicono che la manetta cinese viene usata per il controllo in piedi della persona però non abusate di questo.
✔️Sbilancia il tuo aggressore.
Una cosa che rende la leva ancora più efficace è lo sbilanciamento dell’avversario. Se il tuo aggressore è sottoposto alla leva ed è anche sbilanciato l’organizzazione della sua
reazione sarà del tutto scombussolata e resa inefficace. Deve stare scomodo nella sua base così non avrà forza.

 

 

✔️Respira.
La respirazione aiuta l’esecuzione della leva. Anche nel Jiu Jitsu e la stessa cosa.
Impara a produrre una lunga e costante espirazione mentre applichi la tecnica di leva; questo ti permetterà di rilassare l’intero vostro apparato muscolare e faciliterà l’esecuzione fluida della tecnica. Puo‘ essere utile anche emettere un suono costante e di uguale intensità.

 

✔️In allenamento e nella realtà.
Quando hai imparato ad eseguire la tecnica di leva con sufficiente sicurezza e padronanza puoi delicatamente portarla ad un’alto grado di pressione senza danneggiare l’articolazione del compagno.

Attenzione!!! Non abusare mai di questa sicurezza.

Ricordati di non compiere mai scatti sia nell’applicazione che nel rilascio della presa; infatti spesso in palestra il danneggiamento del compagno avviene nella fase di rilascio della leva, che deve avvenire lentamente in maniera graduale perché ricordati che i tendini sono elastici.

Nella realtà invece deve essere un istante non deve esserci una applicazione graduale della forza.
✔️Colpisci
Prima di fare la leva devi colpire l’aggressore, non fissarti sulla leva senza colpire prima perché devi eliminare per lui un tempo e usarlo per applicare la leva, diversamente non funziona mai una leva in un contesto non cooperante.
Buon allenamento con le leve articolari!!!

Andrea USOMA

Perché devi praticare il Kali filippino anche a casa se vuoi migliorare velocemente.

Kali eskrima Stick fighting

Non esiste un bastone magico che ti fa imparare il Kali filippino ma esiste un approccio, un metodo che ti permette di progredire molto velocemente, ma per fare questo serve il tuo impegno e applicare i miei consigli.

Ora se segui questi consigli puoi migliorare molto e più velocemente di quanto fai oggi ma devi applicare.

Se tu vai a fare Kali tre volte alla settimana un ora in una palestra normale ricevi delle istruzioni di volta in volta, ma questo é solo un un libro di esercizi, per sviluppare realmente la capacità hai bisogno di praticare ore quel singolo movimento migliaia di volte e solo la pratica a casa può farti sviluppare le tue capacità nel Kali rapidamente.

Non bastano quelle 30 o 50 ripetizioni che fai in palestra. Questo nessuno te lo dirà mai e quelli bravi non si allenano solo in palestra e non te lo diranno mai.

Anche se frequenti la palestra regolarmente, in realtà non acceleri il tuo apprendimento, perché le lezioni in classe non sono strutturate solo per te e le tue esigenze specifiche le puoi curare solo tu, e fino a quando non inizi la pratica regolare a casa per lavorare sui tuoi anelli più deboli o esercitarti su tutto quello che puoi fare da solo allora non metterai mai il turbo alla tua arte marziale.

Per questo ti dico e mi raccomando di praticare la tua abilità a casa tra una lezione e l’altra. Scriviti i tuoi appunti, ripeto i tuoi appunti.

Ti ho spiegato in un articolo come memorizzare la tua arte marziale cercalo sul blog.

In realtà questa pratica autoguidata da te stesso ti fa sforzare a comprendere le tecniche e il materiale che studi in palestra.

Il processo per cercare di ricordare e mettere in pratica ti costringe ad analizzarlo. Non hai nessuno da guardare e copiare, quindi è necessario utilizzare la tua memoria e capacità di pensiero critico.

Devi essere cosciente se c’è qualche cosa che non va nel tuo equilibrio, il tuo peso, la tua posizione, la tua energia, la tua velocità, la tua fluidità, la tua precisione.

Quanto più si pratica a casa, più rapidamente impari in palestra. È essenziale che tu ricordi i movimenti, le tecniche e le sequenze che hai imparato e fai uno sforzo per perfezionarli fuori della palestra.

Questo ti permette di sviluppare la tua immagine mentale di quello che devono essere i movimenti.

Inizia a sviluppare il Kali nella tua mente, ricordati che tutto parte da lì anche se poi in combattimento avviene inconsciamente.

Più questa immagine nella tua testa è nitida e chiara, più il tuo movimento sarà preciso ed efficace. Se a questo aggiungi la ripetizione allora sarà un successo.

Ricordati che la ripetizione rende anche i movimenti più complessi semplici.

Piuttosto che spendere il tempo in palestra che è più prezioso a fare ripetizione di un coordinamento o di una sequenza fallo a casa, devi andare in palestra a imparare cose nuove e pronto ad andare avanti con le competenze che hai sviluppato a casa.

Certo in palestra devi sfruttare il fatto che hai dei compagni di allenamento, che puoi praticare lo sparring che per me è una cosa fondamentale nel Kali se vuoi essere in grado di applicare le tecniche che impari.

Di seguito trovi alcuni suggerimenti su come devi strutturare la tua pratica di Kali a casa se vuoi realmente diventare un escrimador.

Kali

Focus sulle abilità con il maggiore impatto.

Se vuoi mettere il turbo nel Kali devi iniziare da subito a determinare quali sono le competenze più importanti che si dove avere in pratica in questo momento e quelle che ti serviranno nel futuro.

Le competenze necessarie per sviluppare la prima parte che è essenziale sono quelle che ti permetteranno di imparare molte delle tecniche che imparerai in futuro.

Chiedi al tuo maestro cosa praticare a casa, in modo da poter fare qualcosa inerente alle lezioni e coordinare lo studio.

Sarà probabilmente un mix di fondamentali e alcune cose che stai studiando in palestra e che puoi fare a casa.
Ti consiglio che capire la combinazione 5497 di Kali che hai visto fare da uno studente anziano dopo la lezione, può essere anche bello ma davvero devi prima lavorare in maniera pratica sulle tue competenze perché questo ti darà il miglior ritorno su te stesso al tuo livello di oggi, lo so che è bello da vedere ma lui sta facendo il tuo stesso lavoro per il suo livello raggiunto.

Queste abilità con il proprio livello di esperienza sono bellissime e piacciono a tutti, ma i fondamentali sono quelli che ti salvano la vita.

Non tralasciare mai i fondamentali per studiare tecniche viste fare da studenti avanzati, fai il tuo percorso.

Ora tornando al discorso di prima, ricordati che alcune delle abilità più importanti che puoi sviluppare a casa sono la bio meccanica del corpo, il gioco di gambe con il coordinamento dei tuoi colpi.

Indipendentemente dalla tecnica che stai imparando, è necessario essere in grado di colpire e muoversi allo stesso tempo. Il Kali è il corpo in movimento.

In le sessioni di allenamento a casa, inizia separando il vostro gioco di gambe e le tue abilità manuali per la pratica concentrata su ciascuno.

Pratica il movimento dei piedi prima. Non usare il bastone tienilo in mano in guardia ma non usarlo, ascolta il tuo corpo come si muove, se fai passi o movimenti inutili, se ti senti bene, fluido, in equilibrio.

Lo so che ti diverti di più a colpire ma stai imparando e questa fase non può essere sempre divertente, ma per esempio il movimento dei piedi è una delle fasi più critiche per ottenere una vera capacità. Il movimento delle mani non conta nulla se non sei nel posto giusto (la via del footwork), devi imparare prima il movimento dei tuoi piedi prima che usare il bastone.

Dopo che hai praticato molto il gioco di gambe, praticare i colpi, devi affinare i colpi per sviluppare accuratezza, precisione, velocità e potenza. E anche qui puoi isolare per andare a studiare il colpo senza “muoverti”.

Poi, unisci le due cose nel movimento completo in modo che stai facendo il tuo gioco di gambe e i colpi nello stesso tempo.

Assicurati di dedicare abbastanza tempo a queste fasi, per ottenere tutti i movimenti del corpo che lavorano insieme. Ascoltati!!!.

 

Devi essere organizzato nel tuo approccio allo studio e alla formazione del Kali

Dividi i movimenti in tanti step. Se stai imparando una combinazione spesso è meglio iniziare con la ripetizione in piccole porzioni prima di farlo completo.

Devi analizzare ogni fase. Devi essere a tuo agio con ogni parte poi aggiungere un po’ di più fino a completare la sequenza completa e renderla unica.

Ciò ti consente di identificare e di concentrarti sulle aree che hanno bisogno di più attenzione.

Se siete alle prese con una parte, separarlo dalla combinazione. Risolvi il problema con la pratica, poi collega i movimenti con le altre parti in combinazione.

Includi i fondamentali in ogni sessione.

I combattimenti sono in genere vinti sulla base dei fondamentali solidi. Assicurati di praticare regolarmente i fondamentali, in modo che continui a migliorarli ogni sessione.

Dopo molti anni di pratica del Kali, inizio tutti i miei allenamenti con il footwork e i colpi di base.

Le sessioni multiple, anche se breve, sono meglio di una lunga. La frequenza quotidiana è la chiave. Prova a praticare un po’ ogni giorno, piuttosto che fare una sola sessione lunga.

Le sessioni multiple permettono alla tua mente di non distrarti o perdere la concentrazione durante l’apprendimento e sei più focalizzato e più mirato se le sessioni sono più brevi. Pratica più sessioni tutti i giorni. Memorizza.

Tieni un quaderno con le tue sessioni di pratica. Mantenendo un diario, si permettere una migliore continuità tra le sessioni di allenamento. Segna tutto, quello dove sei migliorato, quello che stai studiando, e ciò che si vuoi allenare domani e nei prossimi mesi.

Scrivi i tuoi obiettivi e tutto ciò che ti può aiutare a raggiungerlo.

domande di registrazione che hai per il tuo istruttore e la consulenza si può avere da altri compagni di allenamento esperti.

Un quaderno ti aiuta a rimanere focalizzato e e ti permette di avere un piano di azione di volta in volta e ti accorgi subito se ti fermi e non progredisci così puoi riadattare il tuo programma per risolvere questo problema.

 

“Ora come devi strutturare una sessione di allenamento??”

Ti consiglio questo semplice schema per la allenarti a casa:

 

1. Appunti – Scrivi quello che hai fatto nella lezione precedente di formazione. Determinare ciò che è necessario rivedere per capire meglio, scrivi se vuoi chiedere o rivedere qualcosa. Scrivi le note sul quaderno sul tuo allenamento. Includi anche informazioni su come ti sentivi quel giorno, anche l’ora e cosa hai mangiato (poi ti spiego perché). Scrivi quello che hai fatto, e le cose che hai fatto male e su cui vuoi migliorare. Scrivi abbastanza non tre parole in modo che quando rileggo anche dopo del tempo non perdi tempo a ricordare ciò che si voleva dire o fare. Scrivi quello che vuoi praticare e che vuoi imparare. Annota le tecniche, fai dei disegni non serve che sei un pittore. Poi su un altro quaderno ti consiglio fatti i tuoi appunti in bella copia delle tecniche, un tuo libro personale.

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2. Riscaldamento – Aumentare la temperatura corporea a basso impatto, i movimenti motori. Fai lenti e grandi movimenti. Se possibile, invece di fare movimenti “a caso” utilizza quelli dei fondamenti o una combinazione che hai appena imparato o che stai studiando.
3. Revisione dei Fondamentali – Come ti ho detto i fondamentali sono le basi su cui ti appoggi , spendi sempre un certo tempo per perfezionare i tuoi fondamentali. Questo non deve prendere molto tempo e può essere anche fatto durante il riscaldamento. Pratica il footwork e i colpi separati e insieme.

Mi piace fare ripetizioni multipli di 500. Lo so che spesso in palestra sono di 30 o di 50 secondo te perché ti dico che devi allenarti a casa???

Ora alcuni usano come metodo contare o altri impostano un timer, presta attenzione e trova cose è meglio per te ma credo che sono due approcci validi ma che vanno usati in contesti di allenamento differenti.
4. Pratica tecnica – Passa un po’ di tempo a lavorare sulle combinazioni o sulle tecniche specifiche che vuoi migliorare o comprendere meglio. Studia le varianti.

Drills, footwork, disarmi, passing, colpi, movimenti, evasioni, schivate, ecc.

Questo può essere qualcosa che hai appena imparato in palestra, una debolezza che vuoi migliorare, o semplicemente qualcosa a cui vuoi dare più attenzione.

Scegli solo 1 o 2 elementi, in modo da poter dare ad ogni attenzione focalizzata.

Attenzione devi anche allenarti con la tua mano viva.

Durante alcune lezioni private ho trovato un allievo che si chiama Alessandro che è mancino e per me era assurdo fargli imparare con la sua mano più “debole” perché in combattimento avrebbe usato la sua mano più forte, così si è studiato tutto io con la mano mancina ma nelle fasi si sparring o comunque dei colpi tirati con intenzione per capire le dinamiche reali in condizioni di mano sinistra e mano destra armate.

Ora è fondamentale che pratichi con entrambe le mani e con le asimmetrie di un avversario perché tutte le tue tecniche che impari vanno modificate e riadattate.
5. Prestazioni da campione – devi fare qualcosa che ti ostacola a eseguire la vostra tecnica correttamente.

L’ostacolo può essere la velocità massima che hai, pratica una o più combinazioni per ripetizioni multiple a piena velocità per sviluppare la velocità e la resistenza.

Colpisci i pneumatici per sviluppare la potenza.

La fatica, combina esercizi diversi in un breve intervallo di allenamento per sviluppare le basi del fitness insieme con le vostre abilità Kali.

Ricordati che il combattimento richiede energie e se sei stanco non ti muovi e diventi un bersaglio fermo.

Inoltre se pratichi competizioni con le protezioni dovresti allenarti anche con le armature perché hanno un peso e ti tolgono energie.

Questa sfida non solo aiuterà a migliorare la tua capacità di applicare queste capacità, ma sarà anche utile a identificare dove le cose si rompono.

Questo ti aiuta anche a pianificare quello che ti serve praticare per migliorarti.

Eskrima Kali
6. Sparring – Questo per me è fondamentale.

Saper applicare tecniche che studi in un contesto non cooperante. Inutile sapere le tecniche se non sai applicarle in combattimento.

Parate, disarmi, colpi, schivate, ecc se non sai applicarli nel caos del combattimento tanto vale che vai a fare danza. Il combattimento non è coreografia.

Se vuoi fare l’attore di arti marziali va bene ma non è il mio obiettivo quindi questo non è il posto giusto per te.

Ora dedica del tempo allo sparring, non ti spiego qui come farlo e come renderlo efficace il più possibile. Ci sono anche qui molti metodi per fare sparring per sviluppare al meglio le caratteristiche necessarie in combattimento.

Sparring Kali Eskrima Knife

Conclusione

Per l’apprendimento del Kali filippino, avere un compagno di allenamento è molto importante, ma ci sono anche molti esercizi che devi e puoi fare da solo a casa. Quindi niente scuse.

Anzi, la formazione da solo è necessario se vuoi progredire rapidamente nel kali filippino.

Anche se non si dispone di nessuno a casa per dare un feedback immediato, non si deve lasciare che sia un ostacolo per ottenere qualcosa di fatto.

È meglio praticare qualcosa che saltare del tutto e ci sono tantissimi esercizi che puoi fare da solo e questo non solo per il Kali vale per tutto.

In generale non aspettare le condizioni ideali per fare pratica è allentarti, fallo e basta, impara a fare le cose con quello che hai oggi.

Concentrati su quello che è più importante per migliorare le tue debolezze.

Lavora sul tuo anello più debole.

Devi sempre organizzare il tuo lavoro se vuoi vedere un miglioramento in un breve periodo di tempo ma questo avviene perché ti stai facendo “culo”.

Tieni un blocchetto degli appunti, pensa a quello che puoi fare. Se hai bisogno di un dummy costruisciti la tua attrezzatura che ti serve.

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Ora vai ad allenarti anche se sei da solo.

Andrea USOMA

25 parole usate nella Muay Thai che devi conoscere

Muay Thai

Oggi voglio che conosci le parole chiave usate nella Muay Thai.

Questi termini i thailandesi di base e anche alcuni comandi utilizzati spesso nei campus thai, così se decidi di andare ad allenarti in Thailandia o di partecipare a qualche stage tra inglese e thailandese comprendi meglio che cosa vogliono che tu faccia.

Queste parole sono le principali, quelle più usate e importanti:

1. Block – Bat

2. Clinch – Djab Ko

3. Dodge – Pang Nga

4. Elbow – Sawk

5. Excuse Me/Sorry – Kor Toht

6. Fight – Chok

7. Foot – Tao

8. Gloves – Nuam

9. Good Bye – Laa Gon Na

10. Head – Hua

11. Hello – Sam Wat Dee

12. Hit – Dtee

13. Jump – Kradot

14. Kick – Dtae

15. Knee – Khao

16. Leg – Kaa

17. Nose – Jamook

18. Punch – Mat or Mahd

19. Shin – Na Kaeng

20. Stomach – Tong

21. Stop – Yud

22. Thank You – Kop Kun

23. Throw – Ting

24. Thrust – Teep

25. I numeri della Muay Thai

Ecco i numeri thailandesi di base utilizzati nella Muay Thai, al fine di contare ripetizioni, per lo stretching, i colpi, ecc.

Numeri base della Muay Thai:

  1. One – Neung
  2. Two – Saawng
  3. Three – Saam
  4. Four – Sii
  5. Five – Haa
  6. Six – Hok
  7. Seven – Jet or Ched
  8. Eight – Bpaaet
  9. Nine – Gaao
  10. Ten – Sip

Ora quando vai in palestra non iniziare subito a chiamare ai tuoi compagni di allenamento un Neung Saawng.

Buon allenamento!!!

Andrea