6 false idee sulle aggressioni da coltello

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Quando si parla di difesa da coltello spesso nell’immaginario si ha l’idea di un duello o di uno scontro schermistico, ma la documentazione video e storica sulle aggressione da coltello dimostrano che le dinamiche vanno in un’altra direzione. Questi semplici 6 punti vogliono spiegarti cosa solitamente avviene e questo significa un cambio totale della tua mentalità riguardo a questo argomento.

Quello di cui voglio parlarti è la falsa illusione che puoi avere di uno che vuole ferirti seriamente o addirittura ucciderti dove non avverrà mai un duello. Quando vedi aggressioni di coltello da strada in realtà sono dinamiche sempre complicatissime ma diverse perché magari tutto è nato da una discussione vi siete colpiti, spintonati e uno dei due o entrambi tirano fuori oggetti contundenti, ma quello di cui ti voglio parlare è una aggressione “nascosta” non di una rapina, una minaccia, o una aggressione di uno che ha un coltello in tasca.

Non è ancora chiaro??? Ti sto parlando che hai fatto un torto a qualcuno e vuole fartela pagare.

Lo studio del coltello è uno degli aspetti delle arti marziali più dibattuto e controverso perché nella semplicità dell’oggetto in realtà si racchiude il più complesso combattimento della storia dell’umanità da sempre, per questo ancora oggi è l’arma che tutti i malavitosi e non tengono in tasca.

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Falsa idea 1

Quello che pensi tu: L’aggressore con il coltello si piazza fuori con voi e ti da il tempo di valutare il suo stile, pianificare le tue mosse o semplicemente prepararti.

Quella che è la realtà: Un esperto di coltello esperto non mostrerà mai la sua lama a te o chiunque altro prima di lui cerca di colpire nei punti vulnerabili del tuo corpo. Lui sta cercando di ucciderti e non pubblicizzare il fatto. La maggior parte delle arti marziali e degli stili militari lavorano con il coltello con sistemi che sono stati sviluppati in una società senza legge o dove il soldato era la legge. La realtà di oggi è che il taglio di qualcuno è illegale e il lavoro di coltello che è venuto fuori delle prigioni nordamericane riflette la realtà. L’agguato e il colpo ventosa sono dove sei tu, non c’è colluttazione o combattimento ma sono colpi a tradimento.

La persona che invece mette il suo coltello davanti alla tua faccia vuole qualcosa da te: la tua paura, i tuoi soldi o per minacciarti di lasciarlo stare. In questa situazione si può avere una risposta tecnica che studi con le  arti marziali o altri sistemi che hai a disposizione, ma se ti piace lavorare su questo aspetto da “duri” è meglio che costruisci delle risposte molto precise ed efficaci, con un lavoro con un aproccio di riflesso istintivo pronto per questo tipo di agguato.

Il lavoro invece legato all’agguato è prima che avvenga, con un lavoro sulla percezione periferica di quello che sta succedendo intorno a te. Se non te ne accorgi diventa difficile perché difficilmente ti attaccherà frontalmente dove se sei ben allenato puoi avere una reazione istintiva che può anche evitare il primo assalto ma considera la furia di una aggressione, devi fare dei lavori mirati come viene fatto in expert fighting.

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Falsa idea 2

Quello che pensi tu: Dopo che ti mostra il coltello e il suo intento l’aggressore utilizza il coltello come un’arma a lungo raggio: vale a dire che terrà la sua mano armata avanti e affondo i suoi colpi o si spinge con il movimento di tutto il corpo verso di te, tendendo in mano il coltello mentre si muove con una parte importante del corpo verso di te.

Quella che è la realtà: E’ molto difficile per un aggressore armato di coltello che vuole mantenere nascoste e segrete le sue intenzioni di uccidere che faccia un duello con te.

Nessuna delle formazioni di coltello delle arti marziali orientali insegnano questo approccio nell’uccidere; è più facile che ti insegnino a tagliare, ferire, prima di finire (questo include arti cinesi, coreane, e gli stili giapponesi). Anche negli stili militari viene insegnato a tagliare in avanti quello che trovi e di tagliare nella via del ritorno, prendendo tutti gli obiettivi e le opportunità che hai lungo la loro “strada”.

Lo stile delle prigioni invece è di shanking con il solo attacco di punta (senza bordo) che di solito è preciso e profondo oppure con una raffica di colpi.

Il Silent Killing non viene mai insegnato ma si ha sempre un approccio schermistico.

Ti sei abituato a vedere nei film o nei racconti dei libri, dove tutto il corpo è in posizione, con stile, con un affondo di attacco elegante, ma questo è stato sviluppato per permetterti di vedere e immaginare quello che stava accadendo sullo schermo, ma questo modo di raffigurare sempre nello stesso modo, così per migliaia di volte nel “fare vedere in questo modo gli attacchi di coltello e per descrivere i combattimenti con il coltello ha creato una falsa cultura di quello che è realmente. Purtroppo devo dire che spesso anche riviste del settore di arti marziali hanno delle tecniche troppo cinematografiche o coreografiche.

Dove si vede questo approccio in un agguato o in un attacco a sorpresa, in cui la distanza supplementare è visto dall’aggressore come qualcosa che non va bene , come una zona di sicurezza per la vittima che gli da più possibilità. Questo approccio può essere usato da qualcuno che si sente sicuro che nessuno lo vede o che è troppo infuriato per preoccuparsi di essere visto ma quando il aggressore combina l’agguato con un attacco con affondo, usando la sua arma più forte per trattenerlo, così la vittima è sorpreso, catturata e messa fuori equilibrio e non essendo in “modalità di combattimento” è molto vulnerabile.

Questo che cosa significa??? Che nella tua formazione deve includere le difese dagli attacchi con affondo a sorpresa. Devi dare molto spazio a questo tipo di preparazione. Ma spessp a causa del fatto che ci sono altri tipi di attacchi possibili e ancora più probabili allora si allenano altri aspetti, però se vuoi un consiglio soprattutto se pensi a un aggressore che vuole nascondere la sua intenzione, applica e studia molto la formazione contro gli altri tipi di attacchi perché deve essere appresa e allenata con migliaia di drill per rendere la risposta istintiva ma anche considerare le aggressioni nascoste da distanza ravvicinata dove tu vieni tirato, afferrato per essere colpito.

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Falsa idea 3

Quello che pensi tu: La mano “sospesa” o la mano che rimane congelata in aria. Questo è uno degli aspetti che più mi fa arrabbiare quando vedo certi video e certi istruttori che insegnano. Questo è in realtà sono due aspetti falsi perché può usare per attaccarti sia la mano con il coltello che la mano libera. Ciò significa che una volta che hanno bloccato la mano con il coltello, l’aggressore la lascia lì ferma tutta per te per applicare tecniche di tutti i tipi e in più non usa neanche la sua mano libera per colpirti o per liberarsi di te, siamo al cinema.

Quella che è la realtà: La lama che tu blocchi ti taglierà nella via del ritorno fuori dalla tua portata con la stessa velocità di come è venuto in avanti per ricaricarsi e ricolpire o volteggiare e tagliare il tuo avambraccio, o andrà “tip-rip” l’altro avambraccio o l’altra mano o il tuo occhio oppure può fornire un taglio o deviazione che provoca un colpo alla gola.

Nei sistemi “orientali” ci sono tre principi di lavoro con il coltello:

* Ipnotizza con la lama, e uccidi con la mano libera

* Fai “lampeggiare” il coltello per ottenere un blocco difensivo per poi tagliarlo

* Colpisci l’obiettivo più vicino, taglia la strada e taglia, ferisci, attendi la perdita di sangue e lo shock, perché lo blocca

Per quanto riguarda gli attacchi nello stile usato nelle prigioni invece, è molto più diretto con meno “flash and slash” senza gli svantaggi dell’attacco da affondo dalla distanza.

Questo metodo lavora molto sul corretto uso della mano libera per catturare/afferrare la vittima e tirarla in una stretta via dove il coltello può essere usato “con discrezione” e in profondità.

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Falsa idea 4

Quello che pensi tu: “Devi stare vicino per combattere contro un aggressore armato di coltello;” o “Devo stare lontano da un aggressore armato di coltello.”

Quella che è la realtà: Il coltello è un’arma a corto raggio e se si sceglie di combattere in quella distanza è molto probabile che perdi o di sicuro vieni tagliato. A meno che non vuoi afferrare il coltello, cosa molto complicata, devi sempre stare lontano dall’arma e combattere dalla lunga distanza con armi a lungo raggio, come sedie, bidoni della spazzatura e oggetti lanciati, cintura, ecc.. Non importa se l’aggressore è addestrato o no, lui deve avvicinarsi a te per tagliarti e una volta che è vicino è lì che ti può tagliare. Proteggi con una maglia il tuo avambraccio per proteggerti dai tagli.

O stai lontano o devi deviare o bloccare l’arma se è vicino (questo è molto difficile)

Non serve molta potenza per tagliare, il coltello ha già tutto il potere, soprattutto se è ben affilato o è pesante. Tutto quello che fa un aggressore di coltello e di avvicinarsi con il coltello muovendolo a una incredibilmente velocità con movimenti casuali per arrivare a tagliarti e a colpirti.

Tu vuoi veramente entrare in quel vortice?. Non farlo mai, se devi entrare aspetta il colpo reale.

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Falsa idea 5

Quello che tu pensi: Mentre mi sta tagliando, io lo uccido oppure posso ricevere un taglio e avere il tempo di ucciderlo

Quello che è la realtà: Il ONE-SHOT KILL è così difficile da tirare fuori su un avversario fresco e determinato che non puoi contare su questo aspetto, come ha dimostrato il combattimento No Holds Barred.

Naturalmente esiste il colpo da ko, ma non è facile se sei ferito e mentre sei all’interno della distanza di taglio e in stato di shock.

Questo è una situazione dove NON ti devi trovare.

Il problema dello shock si riferisce alla reazione naturale del tuo corpo per essere stato invaso da un oggetto estraneo; non ha nulla a che fare con quanto sei duro… un profondo taglio in un posto anche “minore” come l’avambraccio ti può fermare perché può causare delle risposte fisiologiche al di fuori del tuo controllo.

Ho sentito parlare di un insegnante che porta i suoi studenti a rilassarsi in profondità e poi casualmente li colpisce con forza e poi li costringe a difendersi. Questo è un po’ simile alla sensazione di paralisi di uno shock. Lo shock del taglio sull’avambraccio può dare al tuo aggressore la possibilità di affondare il suo pugnale nel tuo intestino.

Se sacrifichi un braccio per evitare un colpo alla gola è una mossa intelligente, ma mai prendere un taglio intenzionalmente solo per impostare un tuo colpo, non importa cosa hanno fatto altri in scontri avvenuti con successo, ogni combattimento è a se con il coltello.

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Falsa idea 6

Quello che tu pensi: Se si è bravi a sparring, si è pronti per il combattimento.

Quello chè è la realtà: Lo sparring è un gioco che è sicuro e non importa quanto lo stai facendo bene se non per la soddisfazione personale, ma non stai combattendo con un’arma vera. Ti insegnerà l’equilibrio, il movimento, la distanza e le aperture, ma non vi preparerà ad affrontare la morte,  l’adrenalina e la brutalità di un coltello.

Un criminale che sta seriamente cercando di ucciderti con un coltello non fa sparring o cerca di fare delle finte per cercare una tua apertura, la sua psicologia è totalmente diversa. Non ha paura, perché si sente sicuro con la sua arma e molto probabilmente lo ha già fatto e si senta forte dei sui successi precedenti, e lui lo vuole fare in fretta così da poter sfuggire all’attenzione della polizia. Si scaglia con una carica furiosa senza alcun riguardo apparente per la sua sicurezza in modo tale da sopraffare la sua vittima.

Se si mette a muovere il coltello e a fare sparring sei fortunato perché hai il tempo di correre o muoverti per prendere un’arma a distanza, o semplicemente per scappare!

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Ora che conosci questi aspetti c’è qualcosa che devi cambiare nel tuo modo di allenare il coltello?. Penso di si

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Andrea

 


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