Karambit, l’artiglio della tigre.

Karambit - L'artiglio della tigre

La prima volta che ho visto il Karambit sono rimasto subito affascinato e incuriosito dalla sua forma e dall’approccio al combattimento con questo tipo di coltello.

Dopo pochissimo tempo mi sono reso conto delle sua potenza, versatilità e della sua pericolosità così da semplice curiosità è diventata una vera ricerca , una passione che mi ha portato a uno studio approfondito del bagaglio tecnico di questo antica arma.

Non è semplice trovare dei veri esperti di Karambit ma si tratta di un vero e proprio approccio al combattimento che comporta anche uno studio basico dell’anatomia umana per costruire un sistema tecnico estremamente pericoloso.

Nell’approccio al Karambit non è solo colpire ma come e dove farlo, per rendere la fluidità dei movimenti un cerchio a vortice senza via di uscita.

Il karambit o kerambit (fonetica: karambìt) è un piccolo coltello di origine Sud-Est asiatica (Indonesia e Filippine) caratterizzato da una forma a mezzaluna e un anello alla base dell’impugnatura.

Semplice vero?? Un pò di storia.

La primissima forma del karambit risale al tredicesimo secolo e veniva chiamato Kuku Bima (Artiglio di Bima).

Bima è una divinità induista raffigurata spesso con una piccola lama che brandiva uscendo dal suo pugno serrato.

Con l’arrivo dei mercanti arabi nell’arcipelago asiatico il design della lama è stato ridisegnato secondo il modello del coltello curvo arabo, il janbiya.

Ma la vera forma definitiva del karambit è nata osservando la natura, cercando di riprodurre il kuku macan (l’artiglio della Tigre), animale da sempre temuto e rispettato dalle popolazioni locali, è negli artigli della tigre si è trovata l’ispirazione per ottenere la forma definitiva del Karambit.

Karambit

Il primo prototipo di karambit, molto più grosso rispetto alle dimensioni attuali, nacque come arma da battaglia e veniva chiamata karambit besar (grande karambit).

La lama veniva spesso intrisa di veleno per renderla ancora più letale, mentre la forma ricurva favoriva tecniche dirette a tagliare i vasi sanguigni e a recidere i tendini delle braccia e delle gambe.

Col tempo questa lama venne sempre più rimpicciolita per renderla sempre più maneggevole e flessibile nell’impiego, fino a raggiungere le dimensioni del Karambit “attuale” che lo identificano immediatamente come arma del patrimonio tradizionale indonesiano.

In tempo di pace il karambit venne relegato ad un uso prettamente di lavoro nei campi o nella lavorazione del legno.

Con l’avvento delle armi da fuoco in guerra e nelle battaglie il karambit è diventato solo un’arma secondaria, nel caso si venisse disarmati o per agire di nascosto, un’attrezzo da lavoro e allo stesso tempo un’arma da difesa personale.

Alcuni testi antichi raccontano che il Karambit era essenzialmente uno strumento per i contadini per eseguire lavori sul legno ed altre attività quotidiane.

Alcuni hanno sviluppato tecniche di combattimento corpo a corpo per poterlo utilizzare come efficace e letale arma da difesa personale.

In tempo di guerra il Karambit di dimensioni ridotte era sempre tenuto addosso dai guerrieri come arma “secondaria”, nel caso di disarmo.

Qualcuno afferma che i primi Karambit siano apparsi sul suolo americano alla fine del 1800, ma le prime testimonianze certe si hanno negli anni ’50 tra le comunità americane di emigranti filippini ed indonesiani.

Tra il 1970 ed i primi anni ’90 praticanti delle Arti Marziali del Sud-Est Asiatico iniziano a diffondere le tecniche di combattimento che coinvolgono questa particolare lama.

Attualmente viene usato come arma da difesa personale e utilizzato in varie discipline di arti marziali asiatiche, quali il pencak Silat o il kali ed è attraverso lo studio di queste discipline che ho conosciuto il Karambit.

Karambit Real and Karambit Training

Anche se in apparenza si stratta di un oggetto semplice in realtà racchiude dei tecnicismi che non possono essere trascurati.

Le parti che compongono il karambit.

“Che cosa è il karambit?”. Le basi, ripercorriamo insieme le sue origini:

Il karambit è un incredibile coltello multiuso ideato per la sicurezza, la precisione e l’efficienza di chi la utilizza. Ha una lama curva o a uncino, una maniglia ergonomica e tipicamente almeno un anello di sicurezza.

Il predecessore del karambit moderno è emerso in Indonesia durante l’11 ° secolo come strumento agricolo e lama di utilità. A causa dell’industria commerciale fiorente dell’Indonesia, il karambit si diffuse rapidamente in tutto il sud-est asiatico.

Nonostante la sua origine indonesiana, ha sviluppato forti radici in Malesia e nelle Filippine.

Il disegno del coltello può variare leggermente a seconda dell’origine geografica esatta, ma un karambit avrà sempre una lama arcuata.

Inoltre, un karambit offrirà sempre la sua funzionalità utente ben oltre quella fornita da una lama dritta. Tradizionalmente, il design del karambit si basa sulla forma e sulla curva di un artiglio della tigre.

Come tale, la lama deve essere ottimizzata per strappare, strappare e affettare.

La lama curva del karambit è stata da sempre apprezzata per la sua precisione e stabilità nel suo utilizzo anche come prezioso strumento impiegato in diversi tipi di lavoro prima del proprio aspetto di coltello da combattimento e per le sue applicazioni di autodifesa.

In battaglia, l’arco della lama offre la capacità di attaccare e contrastare fluidamente in un solo movimento e di cambiare facilmente le direzioni di movimento.

Permette inoltre di colpire da più linee di attacco in una sola volta, anche se non è possibile vedere l’angolo in questione perché è dietro l’avversario.

Il design consente facilmente di agganciare, intrappolare e manipolare altrimenti la posizione, gli arti e la direzione della tua forza dell’avversario.

Questo crea un vantaggio combattivo per il combattente con il karambit.

Inoltre, molti Karambit hanno superfici o bordi di taglio multiple disposti in varie configurazioni, ognuna delle quali offre vantaggi differenti sia per l’utilità come attrezzo che per l’uso in combattimento.

Esistono diverse tipologie di Karambit in base a diversi fattori, tecnici, stilistici, funzionali.

Un costruttore di Karambit tra i miei preferisti è un knife maker francese chiamato Bastinelli, vi consiglio di andare a vedere le sue creazioni.

Il Karambit in combattimento

Storicamente, il karambit è stato ampiamente usato come una lama di utilità durante gli interventi di routine di tutti i giorni, è stata considerata la lama “di ogni giorno” o EDC dell’antico sud-est asiatico.

Ancora oggi, nelle remote province filippine e indonesiane, i karambiti si presentano come scelta di “coltello da tasca”.

Le versioni molto originali (disegni del XI e XIV secolo) del karambit filippino e del karambit indonesiano possono o non hanno posseduto un anello di sicurezza, noto anche come anello di ritenzione, ma passati secoli e la funzione, le caratteristiche e l’uso della lama si sono evolute,

L’anello di sicurezza si è trasformato in un requisito di progettazione karambit.

L’anello di sicurezza di karambit è posizionato all’estremità del manico e permette di inserire un dito attraverso l’anello prima di chiudere la mano sul manico del coltello. Alcuni karambits hanno un anello di sicurezza secondario situato sull’albero della maniglia appena sotto la lama stessa, che consente di “stringere” la lama.

L’anello di sicurezza è stato originariamente progettato per impedire la lama di scorrere indietro attraverso la mano dell’utilizzatore lavorando in angoli dispari, in attività difficili o in ambienti specializzati (come sott’acqua o appendendo a testa in giù).

In battaglia, l’anello di sicurezza fornisce una tenuta forte e sicura in tutte le condizioni e attraverso gli stress più inattesi.

L’anello di sicurezza del karambit rende il coltello particolarmente difficile disarmare o rivoltarsi contro il suo utilizzatore e consente anche al wielder di affidarsi alla progettazione della lama per aumentare la conservazione delle armi anziché dipendere dalla sola forza di presa.

Se la mano dell’utilizzatore è aperta o chiusa, in movimento o in posizione immobile, palmare, palmamente o ovunque in mezzo, a causa dell’anello di sicurezza, un coltello di karambit è sempre sicuro e in una posizione ottimale per l’uso.

Infine, la sicurezza dell’impugnatura e la maggiore conservazione delle armi sono particolarmente utili quando il coltello è coperto di polvere, fango, acqua o sangue di una battaglia o quando il karambit viene utilizzato in corrispondenza degli angoli difficili o precisi richiesti nell’applicazione combattiva.

Il Karambit e il test in battaglia!

Ci sono poche armi, lame o attrezzi in grado di creare danni con una facilità impressionante come un karambit al puto che ancora oggi ha una sua “grazia” mortale e un appeal misterioso.

Per un esperto esperto di karambit, la capacità di manovrare senza sforzo la lama in una varietà di posizioni, specialmente durante l’imprevedibilità del combattimento, senza timore di perdere la presa sulla loro arma è inestimabile.

Mentre la lama originariamente serviva esclusivamente come strumento antico di utilità di tutti i giorni nella stessa maniera pensata del moderno “coltello dell’esercito svizzero”, nei villaggi indonesiani e nelle Filippine, il karambit si era velocemente adibito all’uso in battaglia e per la difesa personale.

A un certo punto, il karambit si è intrecciato con Pencak Silat (anche scritto Pentjak Silat), l’arte indigena e inimmaginabile mortale combattimento di close combat indonesiano.

Ora è ampiamente riconosciuta come una delle numerose armi tradizionali comunemente associate al silat e ad altre arti marziali del sud-est asiatico, in particolare il kali filippino.


È difficile dire se l’arte e la battaglia hanno influenzato il design del karambit o i vantaggi combattivi unici del karambit hanno influenzato lo sviluppo tecnico del Pencak Silat, ma indipendentemente da questo il karambit è uno strumento temibile e formidabile di distruzione.

Quando si trova nelle mani di un esperto pesilat (praticante di silat). Un “giocatore” è qualcuno che pratica le arti marziali dell’Asia sud-orientale, tra cui non solo il Pencak Silat indonesiano, ma anche filippino Kali, Arnis, Eskrima, Bersilat malese, arti del brunei e il Kuntao.

È molto raro trovare un esperto di karambit che non pratica anche arti marziali indonesiane, oppure filippine o di altre arti marziali sud-est asiatiche.

L’ortografia esatta di “karambit” può variare a livello regionale e tra le varie arti marziali, ma entrambi “karambit” e “kerambit” sono comunemente accettati come corretti.

Il nome della lama è talvolta errato come “korambit”, “kerambet”, “karambite”, “carambit” o con un’altra combinazione di vocali, ma a prescindere da come viene scritto, la pronuncia è quasi sempre “kah-RAHM-bit”.

Nelle Filippine e in molte delle arti marziali filippine (kali, eskrima, arnis), il karambit è conosciuto come “lihok” o “sanggot”.

Una cosa del coltello karambit è certa, non importa come lo chiami, il karambit è ineguagliabile per la sua capacità di creare danni in combattimento,comprovati vantaggi tattici e la finezza del campo di battaglia.

Come è fatto un karambit.

Ogni karambit condivide diverse parti identificabili del nucleo e per essere considerato un karambit, un coltello deve soddisfare i requisiti di base “anatomia”.

Nuovi stili e variazioni di karambits si aprono tutto il tempo e costruttori di coltelli personalizzati di karambit premiano creativi, ma funzionali, disegni.

Alcuni karambits sembrano abbastanza esotici, ma indipendentemente dal design o dall’aspetto preciso, queste 5 caratteristiche costituiscono la base dell’anatomia del karambit:

  1. Lama curva
  2. Punto
  3. Bordo interno (Concave Edge)
  4. Bordo esterno (Convex Edge)
  5. Maniglia ergonomica

 

Senza ciascuna delle caratteristiche e le parti sopra indicate, un coltello non può essere considerato un karambit.

Il design è semplice, al punto e tempo provato. Molti karambiti tradizionali, in particolare i karambiti meridionali del filipino, soddisfano solo i requisiti di cui sopra – mancano di un anello di sicurezza o di altri attributi comunemente associati a questa lama sudorientale curva. I carambiti moderni hanno in genere almeno alcuni (ma più spesso tutti) delle seguenti parti:

  1. Anello di sicurezza (anello di ritenzione)
  2. Lama posteriore
  3. Freno anteriore
  4. Freno posteriore
  5. Appoggio del pollice

Queste sono le 10 parti fondamentali del karambit che formano la struttura della lama. Tutto il resto sono dei dettagli creativi, delle castomizzazioni, delle preferenze artistiche/tecnico/personali dei costruttore o dell’utilizzatore.

Cambiando il materiale della lama, i materiali del manico, i sistemi per fissare le guancette, gli anelli la forma della lama, le scanalature, l’anello, il filework / edgework o qualunque altra caratteristica del disegno,ecc.

Il design del karambit può avere moltissime variazioni adattandosi ai gusti specifici, preferenze personalo e utilizzi.

Se hai bisogno di un designatore personalizzato di karambit e desideri saperne di più sulle basi di karambit? Contattami!

Ps. Una piccola curiosità per i marzialisti cinofili, nel cinema in questi ultimi anni questo tipo di coltello è salito alla ribalta usandolo in molte scende di film e seriali eccone alcuni esempi:

  • In Ong-Bak 2 – La nascita del dragone un combattente impugna due karambit.
  • In Die Hard 3, Sam Philips interpreta Katya la quale uccide un poliziotto con un karambit.
  • In Io vi troverò Liam Neeson affronta una guardia armata di karambit.
  • In The Man From Nowehere, Ramrowan usa più volte un karambit per combattere o giustiziare qualcuno – compreso il protagonista.
  • Nella serie televisiva Nikita (serie televisiva 2010) viene usato da Roan.
  • Nel videogioco Call of Duty Black Ops il protagonista Mason con Woods uccidono due russi usando un coltello karambit in modalità tradizionale.
  • È usato da un sicario incaricato di uccidere il protagonista nel film La promessa dell’assassino
  • È usato nel film The Punisher.
  • È usato nel film The Raid 2: Berandal.
  • È usato nella serie televisiva Fargo dal sicario Lorne Malvo.
  • Nel videogioco Tom Clancy’s Splinter Cell: Blacklist il protagonista Sam Fisher usa un coltello karambit.
  • Nel videogioco Counter-Strike: Global Offensive è disponibile come skin rara al posto del coltello di default.
  • È usato nella serie televisiva Lucifer da Mazikeen “Maze” Smith

Il Karambit è un oggetto che racchiude in se la ricerca dell’uomo di avere una delle “armi” naturali tra le più efficaci nella natura, l’artiglio della tigre.

Andrea

Mimic T-16 LED training knife

See and hear the result of your training techniquesquesto è il motto di questo coltello da allenamento.

Quello che voglio raccontarti oggi in questo articolo è legato alla ricerca di strumenti alternativi per la formazione del coltello al di la dei sistemi utilizzati come il coltello in alluminio.

Già qualche tempo fa ti ho presentato lo Shock Knife ma oggi ti voglio presentare una alternativa ancora diversa.

Si tratta di uno strumento per la formazione di coltello innovativo per le forse dell’ordine, per le esercitazioni militari, l’autodifesa, le arti marziali, o giocare e competere di scherma corta di coltello con i tuoi compagni di allenamento.

La scherma corta di coltello è un “gioco” simile alla sport della scherma.

Ogni avversario ha un Mimic e sceglie un colore rosso o verde, allora il gioco ha inizio.

  • Scegli un sistema a punti, 5 colpi a segno e si vince per esempio,
  • o semplicemente gioca una partita amichevole per vedere quali metodi sono più efficaci per difenderti a mano nuda e hai subito un feedback sicuro durante il l’allenamento con la ricezione di un feedback dalla luce L.E.D e/o il segnale acustico del Mimic.

Imparerai molto di più sul coltello dopo aver usato il Mimic Knife Training.

A causa della reazione luminosa e sonora del Mimic, che ti da un feedback “la conferma del contatto”, il desiderio di sentire attivare la luce o il suono rende le persone più competitive e desiderose di attivare il LED / beeper con un conseguente miglioramento dell’ atteggiamento.

Questo approccio aumenta la qualità della tua formazione perché ora, il vostro intento è quello di attivare la luce e il suono con il tuo compagno di allenamenti che di risposta aumenta di conseguenza il suo livello di competizione cercando di difendere, evitare, colpire di nuovo o rispondere immediatamente, ecc.

La competizione diventa più intensa.

“La risposta visiva e acustica crea una condizione più sensibile e competitiva accresciuta da effetti sensoriali che porta un componente realistica alla tua formazione.”

Gli attacchi di coltello reali possono essere così rapidi a volte al punto da non vedere mai la lama. Ciò è evidente in alcuni dei video sui canale You Tube. Il design è brevettato Mimics risolve anche questi problemi nella formazione in un modo più sicuro di ogni altro strumento di formazione.

Descrizione del prodotto

Come hai ormai capito introducendo nella tua formazione il coltello Mimic T-16 LED c’è un aumento nella tuo formazione di realismo con un immediato feedback visivo e acustico tramite un segnale acustico di allarme e/o una emissione di luce tramite il LED.

La lama di nichel enfatizza un aspetto più realistico della lama nella formazione per via del colore brillante della lama. La versione di nichel ha un LED meno intenso rispetto al modello trasparente ma in combinazione con il segnale acustico, si ottiene un buon feedback a bersaglio e non vi deluderà.

Quando si eseguono le esercitazioni, il riflesso di nichel più simile a una lama vera ha nel monitoraggio visivo della lama un effetto più realistico rispetto al modello trasparente.

La lama nel modello trasparente permette ai LED una illuminazione più intensa e illuminare l’area di contatto con più intensità rispetto alla lama nichel.

Entrambi i coltelli hanno un look unico e realistico per la tua formazione ma hanno delle differenze.

Ti dico questo per evidenziare le differenze e aiutarti a prendere una decisione corretta su ciò che il modello migliore per il tuo allenamento che devi acquistare.

È possibile visualizzare le differenze in alcuni video disponibili in YouTube.

Mimic T-16 LED training knife. nickel /clear

  • Peso –> 0.37 lbs
  • Dimensione –> 12 x 4 x 1 in
  • Colore della lama –> Nickel plated blade, Clear blade
  • Prezzo –> $41.95$43.95

Presto il video con alcune dimostrazioni!!

Andrea

Il portachiavi da self defence – The Plastic Knuckle

Ultra leggero il portachiavi da difesa personale è uno degli ultimi strumenti compatti di autodifesa uscito in questi ultimi anni negli USA . È stato progettato per essere trasportato in ogni momento. Incredibilmente facile da usare, la Stinger può essere implementato ovunque.

La punta dello strumento è in grado di moltiplicare in modo significativo la forza che ci metti dentro, allineandosi con il braccio per un colpo potente. Lo puoi trasportare in maniera discreta e può  stare in una tasca, legato alle chiavi, o nella borsa.

Il Plastic Knuckle è un portachiavi da autodifesa tattico, una attrezzatura per la sicurezza personale come protezione individuale. Un dispositivo da combattimento e sopravvivenza per le ragazze e le donne ma chiaramente anche da un uomo.

Le caratteristiche e i dettagli del prodotto:

  • compatto e ultra portatile.
  • punta del naso efficacemente si concentra e moltiplica il proprio forza.
  • facile da trasportare e la posizione in modo efficace.
  • dimensioni : 6 x 4 x 1 cm
  • realizzato in materiale plastico composito ad alta resistenza (non metallo).
  • Colori: nero / bianco / blu / caffè / rosso ( scegliere o casuale )
  • Peso : ( 30 g )

Questo portachiavi per la difesa personale è un amplificatore di dolore che devi legare alle chiavi di casa, le chiavi della macchina, la chiavetta del caffè, al telecomando del garage, ecc.

Questi sono strumenti che devono essere sempre disponibili all’uso, buttati dentro una borsa non servono a nulla.

Il prezzo molto contenuto permette un acquisto multiplo per poterlo regalare a più persone e soprattutto poterlo avere con più oggetti che hai sempre con te per averlo sempre pronto all’uso.

Andrea

Ps. Se ti servono scrivimi una mail.

Unbreakable Walking Stick Umbrella che cosa è?.


Oggi voglio farvi conoscere l’esistenza di un ombrello da difesa personale di grande valore per le sue caratteristiche. Si tratta del Unbreakable Walking Stick Umbrella.

Questo oggetto da autodifesa è un ombrello non ti protegge solo contro pioggia, ma anche da aggressori. Fatto e costruito in EU con materiali ad altissima resistenza per poter essere usato per colpire alla massima potenza.

Si tratta di un vero e proprio bastone da difesa personale ma ha il vantaggio di essere uno strumento utile nelle giornate di pioggia e invernali e puoi tenerlo con te ovunque in macchina, in aereo, in qualunque parte senza che risulti visibile e illegale.

In italia in questi anni c’è stato un triste episodio di cronaca dove una ragazza ha ucciso un’altra ragazza con un obbrello, non si trattava di questa tipologia ma di quella tradizionale eppure un oggetto che appare tanto innocuo si è trasformato in una arma.

In realtà il bastone da passeggio e l’ombrello già tra la antica nobiltà non erano solo oggetti ornamentali ma si trattava di un vero oggetto da difesa personale. La robustezza con cui venivano costruiti, gli accessori, i pomelli fino a versioni in cui si nascondeva una lama nel manico erano il chiaro segno di una attenzione alla difesa personale già in tempi passati e un oggetto comune portato ogni giorno era portano anche a scopo difensivo.

Questo oggetto è stato pensato, progettato e costruito per poter colpire alla massima potenza senza rompersi.

Oltre alla protezione dalla pioggia è anche un efficace strumento di difesa, che in qualsiasi momento vista la forma che non desta sospetto può essere utilizzata.

Il suo scopo è per la tua salvaguardia in seguito all’ aumento della criminalità. Mantiene gli aggressori a distanza e puoi colpire con grande potenza. E’ uno strumento efficace da Autodifesa indistruttibile per un uso quotidiano con un peso di soli 700 g è leggero, ma molto resistente.

Si tratta comunque di un ombrello pienamente funzionale, legale, lo puoi portare ovunque e senza suscitare sospetti a chi lo vede, quindi è un oggetto da difesa personale ideale, anche da lasciare in macchina o da portare con te quando piove.

Il manico è in poliammide, particolarmente duro e la punta dell’ombrello in metallo, estremamente stabile.

Questo elegante ombrello con apertura automatica da difesa personale viene fornito con custodia al prezzo di circa 130 euro.

Alcune caratteristiche

  • Colore del prodotto: Nero
  • Manici: diverse versioni
  • Lunghezza: circa 980 mm
  • Peso: solo circa 700 g

 

Umbrella Unbreakable® telescopic

Esiste anche una versione compatta che ha un prezzo decisamente superiore intorno ai 300 euro.

Questi ombrelli Unbreakable® telescopici sono realizzati anche questi artigianalmente in Europe con materiali di altissima qualità e oltre a essere ottimi per la pioggia e il vento, proprio come gli ombrelli da pioggia qualità è uno strumento ad alto potere di impatto da difesa personale.

La struttura degli Unbreakable® telescopici Ombrelli sono con laminati di alluminio ad alta resistenza e poliestere in fibra di vetro fatti a mano. Gli alberi telescopici di questi ombrelli sono in grado di supportare un peso di 70 kg (154 libbre.) quando è completamente esteso. Questo Unbreakable® telescopico sono garantiti nel normale utilizzo con cinque (5) anni di garanzia.


TELESCOPIC (COLLAPSIBLE) UNBREAKABLE® UMBRELLA, MODEL U-212

Telescopic shaft: high-strength aluminum and polyester-fiberglass laminates
Handle: straight, glass reinforced polypropylene
Closed length: 18.5 in/470 mm
Opened length: 27 in/686 mm
Canopy diameter: 43.3 in/1100 mm
Weight: 1 lb. 4.4 oz./580 g
Built-in Emergency Car Window Breaker!

Ps. Vengono venduti pezzi di ricambio per poter sostituire eventuali parti danneggiate.

Pss. Attenzione alle cinesate, sono dei Fake inutili!!

Sito Web: Unbreakable Walking Stick Umbrella

STANDARD–CROOKED HANDLE STANDARD–STRAIGHT HANDLE PREMIUM–CROOKED HANDLE PREMIUM–STRAIGHT HANDLE
Handle Rubber-covered polyamide Rubber-covered polyamide Rubber-covered polyamide Wood
Length 37.50 in/953 mm 37.00 in/940 mm 33.75 in/857 mm 34.00 in/864 mm
Open diameter 47 in/1194 mm 47 in/1194 mm 43 in/1092 mm 43 in/1092 mm
Weight 1 lb. 9.8 oz./730 g 1 lb. 7.0 oz./650 g 1 lb. 10.8 oz./755 g 1 lb. 9.2 oz./715 g
Main rod Proprietary composite–the same in all models Proprietary composite–the same in all models Proprietary composite–the same in all models Proprietary composite–the same in all models
Frame Fiberglass and polyamide Fiberglass and polyamide Steel and high-strength aluminum Steel and high-strength aluminum
Fabric High-density polyester pongee 190T black color High-density polyester pongee 190T black color High-density polyester pongee 190T black color High-density polyester pongee 190T black color
Price $129.95 $119.95 $299.95 $299.95

Se vuoi maggiori informazioni su questo ombrello o su come utilizzarlo per la difesa personale contattami!!

Ora spero che ti sia piaciuto scoprire questa possibilità per la tua difesa personale oltre che uno oggetto elegante per proteggerti dalla pioggia!!

Andrea

Maestri italiani 004 – Danilo Rossi Lajolo (Padova)

Oggi amici del blog abbiamo l’onore e il piacere di intervistare M ° Danilo Rossi Lajolo di Cossano.

Oggi avete l’opportunità di scoprire il grande lavoro sul coltello tradizionale italiano fatto dal Maestro Lajolo che da molti anni si dedica con passione a riscoprire questa arte perduta.

Lajolo oltre che un formidabile atleta di scherma corta sportiva e di difesa personale è anche l’autore di due libri e di un canale YouTube dove potete visionare alcune splendide rivisitazioni storiche oltre che fantastici match di coltello anche con la famigerata scuola di coltello russa con cui ha stretto ormai da anni una amicizia di stima reciproca.

Il Maestro Lajolo è l’unico maestro d’armi certificati da tutte le principali famiglie di coltello italiane per insegnare le arti marziali tradizionali italiani di Scherma di Coltello Italiana e con il Bastone Italiano (Italian Knife & Stick Tradizione) al di fuori dell’Italia.

Danilo Rossi Lajolo di Cossano è un nobile italiano della casa di Lajolo e il figlio e nipote dei conti Lajolo di Cossano del Piemonte, Italia.

All’età di sei anni ha iniziato lo studio delle arti marziali con il Judo, Karate poi, e poi con le discipline del sud-est asiatico. Dal 2003 è un istruttore certificato di Jeet Kune Do, Kali Arnis Escrima, e Pencak Silat Maltese.

Fin dalla tenera età, quando era ancora un bambino, lo zio lo ha spinto allo studio delle arti regionali delle loro famiglie; Pizzica Pugliese (erroneamente conosciuto come danza
delle spade), scherma di coltello Gitana e Barabba Piemontesi.

Con la sua passione per la cultura italiana, trasmesso a lui dal conte Clemente Lajolo
Cossano, nel corso di un periodo di 15 anni ha studiato le arti marziali tradizionali italiani provenienti da varie regioni in tutta Italia.

Durante questo “viaggio” ha scritto un libro sul suo viaggio nello studio tradizionale sistema di arti marziali italiano le sue famiglie fin da bambino, e lo studio della sistemi di coltello e bastone regionali tradizionali provenienti da tutta Italia.

Il libro intitolato “Sul filo di lama” con il sottotitolo “Alla ricerca della tradizione italiana del coltello” è un libro storico sulla scherma di coltello italiana ed è stato pubblicato in Italia in lingua italiana attraverso Montegrappa Italia il 19 dicembre 2014 e successivamente in inglese, francese e russo.

Nel 2007 ha creato la scuola Calix Academy, con l’obiettivo di studio/ricerca continui e la trasmissione degli stili di combattimento italiani insegnato a lui da Grandi Maestri d’Italia di
varie regioni che nelle loro famiglie custodiscono ancora il patrimonio marziale italiano.

Attualmente il Calix World Academy ha rappresentanti in diversi paesi come Russia, Ucraina, Italia, Australia, Stati Uniti, Spagna e Inghilterra.

La scuola è certificata e riconosciuta dalla Federazione Italiana delle arti marziali, le arti marziali Comitato Olimpico Federazione Italiana, la WTKA, e il CISB.

Danilo Rossi Lajolo di Cossano è anche uno specialista di protezione e esperto di sicurezza che ha protetto esecutivo; Johnny Depp, George Clooney, Viggo Mortensen, Matt Damon, e molti altri. Egli è spesso richiesto come il capo della sicurezza dell’evento per film di Hollywood anteprime e altri speciali eventi che si svolgono in Italia.

Con il suo amico e collega Maestro Giovanni Rapisardi, maestro di scherma, ha sviluppato dispositivi di sicurezza per la pratica della armi corte scherma, sia per il combattimento urbano e allenamento sportivo.


Ma ora andiamo a scoprire più nel dettaglio direttamente nella sua storia marziale con M. Lajolo che come vi ho detto inizia a soli 6 anni la frequentazione delle palestre con il Judo e il Karate, ma da subito grazie anche alla spinta da parte della famiglia , prosegue gli studi con la scherma popolare di coltello e bastone e assieme frequenta i corsi di J.K.d e di Kali e Silat con l’AKEA prima e poi con la FISAM con Maurizio Maltese , approda agli sport da combattimento quali Sanda e shoot Boxing con l’insegnante TONY Ligorio (abbiamo un grande maestro in comune e che amici del blog vi ho già presentato), nel 2001 avvia la scuola Calix con sistemi tradizionali Italiani proseguendo a creare il sistema LKFSYSTEM, attualmente in costante evoluzione. Diplomato e certificato FISAM – CSEN – Calix accademia.

 

✔️ Raccontaci chi sei e di quale arti marziali ti occupi in particolare (quali AM insegni)

Master Lajolo: Mi occupo di esportare la tradizione Italiana con il sistema Lajolo , mi occupo sia di tradizione/folklore che di difesa/attacco da armi , ho insegnato in varie parti del mondo, in Russia per 6 anni con frequenza mensile ho dato il via a far conoscere la nostra realtà tutta italiana, in Ukraina così come in Australia ed America sono stato tra i primi a far conoscere l’arte Marziale nostrana , e farla così apprezzare ad un mondo che sino a pochi anni fa non ne conosceva l’esistenza.

 

✔️ Con che arte marziale hai incominciato, qual’è stato il tuo inizio, un maestro o più maestri che ricordi?.

Master Lajolo: I primi approcci sono stati con il Judo , disciplina che negli anni 70/80 faceva da padrone , poi con Maestri quali Maltese e Ligorio ho instaurato un rapporto di stima ed amicizia reciproca, ma che negli anni si è poi assopita dalla distanza e dal lavoro che continuamente mi ha spinto a numerosi viaggi.

 

✔️Cosa pensi del panorama marziale di oggi e sulle competizioni UFC/ecc.?.

Master Lajolo: Credo che si sia persa la realtà è l’essenza dell’arte stessa , purtroppo le competizioni richiedono regole ben precise ed ingaggi che spesso generano nel conflitto reale Aperture spesso svantaggiose , purtroppo il panorama odierno insegna che essere scoperti è rischioso e spesso per esigenze sportive si trascura la realtà. Passando invece alla parte competitiva ed atletica si ha esattamente il contrario, un rinnovamento fondamentale, lo sport è sicuramente importante ma non va mantenuto isolato .

 

✔️Quando hai deciso di insegnare e combattere?.

Master Lajolo: Esattamente nel 1999 , ho preso coscienza che l’inserimento era parte integrante della mia vita, nel 2001 sono diventato professionista, sicuramente il combattimento fa parte del mio essere e continuo a farlo proprio per mantenere alto il mio standard.

✔️Quante ore dedichi all’allenamento (preparazione atletica e altro, come dividi l’allenamento) e se lo ritieni una cosa imprtante?.

Master Lajolo: Mediamente dalle 6/8 ore al giorno suddivise in preparazione fisica e insegnamento, reputo la cosa fondamentale per essere sempre al top , ritengo assurdi gli istruttori con pance e  flosci, l’arte marziale è un atteggiamento mentale importante e doveroso dunque mantenere un comportamento fisico mentale che meglio insegni a chi si avvicina all’arte , mi sembra assurdo quando vedo pancioni che con difficoltà si muovono …, li più che insegnanti di attività marziali mi sembrano insegnanti da tavola.. 

✔️ Quale metodo utilizzi per insegnare ai tuoi allievi, come programmi le tue lezioni?.

Master Lajolo: Suddivido tra allenamento fisico , tattico / strategico, ed infine grande importanza al mentale, se si affronta un allenamento solo tecnico si rischia di intasare la mente e di non arrivare ad affrontare il combattimento reale con l’atteggiamento idoneo ( stress ecc…).

✔️ Chi sono stati i maestri o personaggi che ti hanno ispirato?.

Master Lajolo: Ma in realtà molti e tutti quelli che hanno fatto della loro passione un lavoro, mi ispirano le persone forti di spirito e con una educazione idonea , l’arte essendo tale richiede non solo talento ma tanta cultura ed informazione.

✔️ Che attrezzature preferisci utilizzare per allenarti e allenare

Master Lajolo: Dipende dal tipo di allenamento, quando lo è mentale, preferisco armi vere per una maggior comprensione della pericolosità, aborro chi utilizza simulacri spacciando per Reale l’allenamento, quando invece affronto una preparazione fisica tattica utilizzo materiali atti al preservare lo studente, tutto ciò che evita danni , ricordo che farsi male in palestra non è da uomini veri ma da malati , se si crea un danno .., cosa accade quando lo stesso mi limita poi nella realtà ?

✔️ Una tua esperienza negativa nelle arti marziali?.

Master Lajolo: Di negativo tutto quello che genera invidie , molti non essendo professionisti, screditano in modo quasi parassitario chi lo è, causando incomprensioni a chi vuole approcciarsi a questa o quella disciplina.

Questo mi rattrista , dovrebbero dedicare il loro tempo nel migliorarsi sia nella comunicazione che nella realtà dell’insegnamento.

 

✔️Quali punti di forza nell’arte marziale che pratichi che vuoi comunicare ai nostri ascoltatori?.

Master Lajolo: Punti fondamentali non c’è ne sono, se si vuole migliorare bisogna comprendere la totalità dell’insieme, una buona scuola si preoccupa di dare un educazione approfondita e globale , dalla comunicazione all’ allenamento al modo di confrontarsi con gli altri , passando anche all’immagine, vestizione, dizione ecc… 

Spesso mi accade di trovarmi io stesso in difficoltà, esempio con l’inglese, ma ahimè il tempo è poco e nel poco tempo cerco di migliorarmi con lezioni private , ma spesso si ci ritrova in piccoli lassi di tempo e con la mente altrove , purtroppo questa è una lacuna su cui lavorare.. 

 

✔️ C’è qualcosa che non ripeteresti nel tuo percorso?.

Master Lajolo: Assolutamente no rifarei tutto, magari con una mentalità più congrua, ma l’esperienza la si fa nel tempo, e questo fugge , non ritorna …

✔️ Oggi quale arte marziale stai praticando più di frequente?.

Master Lajolo: Il mio sistema il Lajolo .

✔️Quale altra arte marziale se avessi il tempo vorresti imparare o vuoi imparare?.

Master Lajolo:  oggi il pancrazio, ma solo per un approccio più profondo della nostra tradizione.

 

✔️ Se dovessi dare un consiglio a una persona che vuole iniziare che cosa gli diresti?.

Master Lajolo: Prima di tutto di guardarsi attorno e di scegliere un insegnante che sia equilibrato, una persona che riesca a comunicare passione , poi ogni disciplina è valida , purché come detto ci sia una persona preparata Fisicamente e Mentalmente.

 

✔️ Una abitudine che consigli di avere a chi pratica arti marziali?.

Master Lajolo: Di non vivere nelle abitudini ma di evolvere continuamente, variando sempre ed adattandosi. 

La realtà è poliedrica, così dovrebbe essere anche l’atteggiamento.

✔️ C’è qualche attrezzatura che usi e che consigli che sia utile?.

Master Lajolo: Tutte quelle che servono per non farsi male.

 

✔️ Il miglior consiglio che hai ricevuto?.

Master Lajolo: Quello di non ascoltare i consigli, ma di vivere la vita da protagonista e non da spettatore. (mi sono reso conto di aver dato un consiglio…..ahahah)

✔️ Se dovessi ripartire domani mattina ripartendo da 0 che cosa faresti?.

Master Lajolo: Tutto quello che la vita mi dona , rinnovando sempre e variando con la stessa passione che metto in tutto ciò che faccio , anche nel rispondere alle domande che mi hai posto …

Grazie Danilo per la tua disponibilità, sicuramente gli amici del blog avranno la curiosità di conoscere più a fondo il sistema Lajolo. E soprattutto grazie per il lavoro che stai facendo sia per quanto riguarda mantenere viva la nostra tradizione di coltello italiana e per la ricerca in quello che è la scherma corta e il combattimento di coltello moderno. In fondo alla pagina lascerò le informazioni per approfondire la tua conoscenza e contattarti per venirti a trovare nella tua scuola o per eventuali stage.

Master Lajolo: Vi ringrazio per il tempo dedicato, e vi esorto a leggere ad informarvi , al ricercare sempre le vostre passioni come se non ci fosse un domani… Auguri per tutto a tutti.

 

Contatti Master Danilo Rossi Lajolo di Cossano ( L.di C. )