Ung Moon, la forma dei 5 cancelli.

Ung Moon si traduce in “5 porte o cancelli”. Questa forma inventata da Bruce Lee risale ai primi tempi di abbandono del Kung Fu di Lee.

Attenzione, non è considerato parte del JKD, ma del Jun Fan Gung Fu (1960-66).

Anche se l’insegnamento della Ung Moon è stato abbandonato da Bruce Lee ad un certo punto del suo percorso, Dan Inosanto ha ritenuto che la forma fosse ancora utile per la formazione dei nuovi studenti di Jeet Kune Do, e ancora oggi è inserita nel programma Jun Fan Jeet Kune Do Curriculum / Program dell’Inosanto Academy.

Questa Forma non era destinata ad essere una forma statica, ma un modo per eseguire le quattro difese d’angolo e le combinazioni di base di intrappolamento.

Bruce la utilizzava come forma propedeutica per apprendere i metodi di difesa/offesa simultanei.

Che cosa è la forma Ung Moon?

L’Ung Moon è una forma inventata da Bruce Lee attorno al 1964-1965, durante l’epoca del Jun Fan Gung Fu, quindi prima della fondazione di Jeet Kune Do. Il nome “Ung Moon” significa “5 porte o bariere o cancelli”, in quanto, come concetto primario, insegna ad affrontare gli attacchi da cinque angoli

  • alto a sinistra,
  • in alto a destra,
  • in basso a sinistra,
  • in basso a destra,
  • in centro.

Bruce Lee credeva che le sequenze in questa forma era molto utile per i nuovi studenti per imparare alcune delle mosse fondamentali di Wing Chun, come l’attacco e la difesa simunitanei (Lin Sil Die Dar), le variazioni di Biu Jee (dita a lancia) e alcune opzioni per le colpire con le mani dopo il trapping (cattura).

  • Probabilmente ti stai chiedendo ma Bruce Lee non aveva abbandonato le forme?.
  • Perché devo imparare una forma in un’arte che dovrebbe essere” formless ” senza forma?.
  • Bruce Lee stesso sosteneva che le forme sono modelli morti che non portano alla verità in combattimento, quindi perchè?”

Questo tema può innescare sicuramente una lunga discussione sulla comprensione dell’aspetto “formless” del JKD, ma voglio dirti che la Ung Moon è insegnata nel curriculum Jeet Kune Do per motivi storici, poiché la fondazione di JKD è il Jun Fan Gung Fu, ma anche perché ha ancora valori indiscutibili per i principianti (e non solo) ed è per questo che come ti dicevo prima anche se l’insegnamento della Ung Moon è stato abbandonato da Bruce Lee ad un certo punto ma Dan Inosanto ha ritenuto che la forma fosse ancora utile per la formazione dei nuovi studenti di Jeet Kune Do, e ancora oggi è inserita nel programma Jun Fan Jeet Kune Do Curriculum / Program dell’Inosanto Academy.

L’esecuzione della forma Ung Moon

Nell’ Ung Moon ogni movimento viene eseguita prima con il lato sinistro del corpo e poi con quella destra. Prima di iniziare la sequenza effettiva devi eseguire il Gin Lai (saluto), seguito da Yee Chi Kim Jang Ma (posizione neutrale di Wing Chun) e da Bi Jong (posizione di combattimento) con la giusta distribuzione del peso.

Una particolarità dell’Ung Moon è che l’intera forma viene eseguita dicendo i nomi delle mosse, che è un buon modo per memorizzare i nomi, in realtà e personalmente penso che il fatto di aggiungere l’elemento vocale nella sincronizzazione con le mosse aiuta a costruire fiducia nello studente e come insegnante è possibile valutare l’esecuzione della forma anche dal suono vocale, dal livello di voce e dall’empatia. Lo vedo come un modo per esprimere l’interiorizzazione del movimento riflesso nella decisione nel comunicarlo vocalmente. Non è qualcosa di essenziale ma un metodo che preferisco comunicarti e che puoi usare anche in altri contesti.

La sequenza

Ecco la sequenza. La forma è suddivisa in 5 sezioni (ho messo uno spazio e colori differenti per indicare le sezioni). Sono 16 movimenti (Biu Gee – Boang Sao – Lop Sao) è un prefisso per ciascuna delle mosse che seguono.

Le seguenti parole potrebbero essere scritte in modo diverso (è cinese-cantonese e alcuni lo pronunciano in modo diverso rispetto ad altri, ma la fonetica dovrebbe essere la stessa).

1) Tan Sao Da

2) Biu Sao Da

3) Ha Woang Pak Da

4) Goang Sao Da

5) Ha Pak Da

 

6) Loy Woang Pak Biu Jee

7) Noy Woang PakBiu Jee

8) Noy Biu Jee

9) Loy Biu Jee

10) Toy Sao Biu Jee

 

11) Go Lon Sao Da

12) Lon Sao Da

13) Lon Sao Da: Go, Ha, Go

 

14) Pak Sao, Jik Dum Tek

15) Kow Sao, Juk Tek

 

16) Biu Gee – Boang Sao – Lop Sao:

a) Chung Choy

b) Gua Choy

c) Lau Sing Choy

d) Sut Sao

e) Sot Que

f) Gin Choy

g) Jik Jern (or Dim Jern)

h) Juan Jern

 

Questi sono gli elementi essenziali dietro la forma di Ung Moon. Se sei un praticante di Jeet Kune Do, dovresti imparare questa forma. Non è una forma difficile da imparare, e come per tutte le forme, ottiene il suo valore nella ripetizione, quindi anche quando hai assimilato e interiorizzato questa forma continua a praticarla regolarmente.

Considera che si tratta di uno degli studi di Bruce intermedi prima dell’abbandono totale delle forme quando probabilmente sentiva ancora in se i retaggi del Kung Fu, ma si tratta comunque di un approccio interessante per lo studio di un concetto fondamentale di parata e attacco simultaneo.

Sicuramente da conoscere ed esplorare.

Buona Ung Moon

Andrea

6 false idee sulle aggressioni da coltello

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Quando si parla di difesa da coltello spesso nell’immaginario si ha l’idea di un duello o di uno scontro schermistico, ma la documentazione video e storica sulle aggressione da coltello dimostrano che le dinamiche vanno in un’altra direzione. Questi semplici 6 punti vogliono spiegarti cosa solitamente avviene e questo significa un cambio totale della tua mentalità riguardo a questo argomento.

Quello di cui voglio parlarti è la falsa illusione che puoi avere di uno che vuole ferirti seriamente o addirittura ucciderti dove non avverrà mai un duello. Quando vedi aggressioni di coltello da strada in realtà sono dinamiche sempre complicatissime ma diverse perché magari tutto è nato da una discussione vi siete colpiti, spintonati e uno dei due o entrambi tirano fuori oggetti contundenti, ma quello di cui ti voglio parlare è una aggressione “nascosta” non di una rapina, una minaccia, o una aggressione di uno che ha un coltello in tasca.

Non è ancora chiaro??? Ti sto parlando che hai fatto un torto a qualcuno e vuole fartela pagare.

Lo studio del coltello è uno degli aspetti delle arti marziali più dibattuto e controverso perché nella semplicità dell’oggetto in realtà si racchiude il più complesso combattimento della storia dell’umanità da sempre, per questo ancora oggi è l’arma che tutti i malavitosi e non tengono in tasca.

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Falsa idea 1

Quello che pensi tu: L’aggressore con il coltello si piazza fuori con voi e ti da il tempo di valutare il suo stile, pianificare le tue mosse o semplicemente prepararti.

Quella che è la realtà: Un esperto di coltello esperto non mostrerà mai la sua lama a te o chiunque altro prima di lui cerca di colpire nei punti vulnerabili del tuo corpo. Lui sta cercando di ucciderti e non pubblicizzare il fatto. La maggior parte delle arti marziali e degli stili militari lavorano con il coltello con sistemi che sono stati sviluppati in una società senza legge o dove il soldato era la legge. La realtà di oggi è che il taglio di qualcuno è illegale e il lavoro di coltello che è venuto fuori delle prigioni nordamericane riflette la realtà. L’agguato e il colpo ventosa sono dove sei tu, non c’è colluttazione o combattimento ma sono colpi a tradimento.

La persona che invece mette il suo coltello davanti alla tua faccia vuole qualcosa da te: la tua paura, i tuoi soldi o per minacciarti di lasciarlo stare. In questa situazione si può avere una risposta tecnica che studi con le  arti marziali o altri sistemi che hai a disposizione, ma se ti piace lavorare su questo aspetto da “duri” è meglio che costruisci delle risposte molto precise ed efficaci, con un lavoro con un aproccio di riflesso istintivo pronto per questo tipo di agguato.

Il lavoro invece legato all’agguato è prima che avvenga, con un lavoro sulla percezione periferica di quello che sta succedendo intorno a te. Se non te ne accorgi diventa difficile perché difficilmente ti attaccherà frontalmente dove se sei ben allenato puoi avere una reazione istintiva che può anche evitare il primo assalto ma considera la furia di una aggressione, devi fare dei lavori mirati come viene fatto in expert fighting.

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Falsa idea 2

Quello che pensi tu: Dopo che ti mostra il coltello e il suo intento l’aggressore utilizza il coltello come un’arma a lungo raggio: vale a dire che terrà la sua mano armata avanti e affondo i suoi colpi o si spinge con il movimento di tutto il corpo verso di te, tendendo in mano il coltello mentre si muove con una parte importante del corpo verso di te.

Quella che è la realtà: E’ molto difficile per un aggressore armato di coltello che vuole mantenere nascoste e segrete le sue intenzioni di uccidere che faccia un duello con te.

Nessuna delle formazioni di coltello delle arti marziali orientali insegnano questo approccio nell’uccidere; è più facile che ti insegnino a tagliare, ferire, prima di finire (questo include arti cinesi, coreane, e gli stili giapponesi). Anche negli stili militari viene insegnato a tagliare in avanti quello che trovi e di tagliare nella via del ritorno, prendendo tutti gli obiettivi e le opportunità che hai lungo la loro “strada”.

Lo stile delle prigioni invece è di shanking con il solo attacco di punta (senza bordo) che di solito è preciso e profondo oppure con una raffica di colpi.

Il Silent Killing non viene mai insegnato ma si ha sempre un approccio schermistico.

Ti sei abituato a vedere nei film o nei racconti dei libri, dove tutto il corpo è in posizione, con stile, con un affondo di attacco elegante, ma questo è stato sviluppato per permetterti di vedere e immaginare quello che stava accadendo sullo schermo, ma questo modo di raffigurare sempre nello stesso modo, così per migliaia di volte nel “fare vedere in questo modo gli attacchi di coltello e per descrivere i combattimenti con il coltello ha creato una falsa cultura di quello che è realmente. Purtroppo devo dire che spesso anche riviste del settore di arti marziali hanno delle tecniche troppo cinematografiche o coreografiche.

Dove si vede questo approccio in un agguato o in un attacco a sorpresa, in cui la distanza supplementare è visto dall’aggressore come qualcosa che non va bene , come una zona di sicurezza per la vittima che gli da più possibilità. Questo approccio può essere usato da qualcuno che si sente sicuro che nessuno lo vede o che è troppo infuriato per preoccuparsi di essere visto ma quando il aggressore combina l’agguato con un attacco con affondo, usando la sua arma più forte per trattenerlo, così la vittima è sorpreso, catturata e messa fuori equilibrio e non essendo in “modalità di combattimento” è molto vulnerabile.

Questo che cosa significa??? Che nella tua formazione deve includere le difese dagli attacchi con affondo a sorpresa. Devi dare molto spazio a questo tipo di preparazione. Ma spessp a causa del fatto che ci sono altri tipi di attacchi possibili e ancora più probabili allora si allenano altri aspetti, però se vuoi un consiglio soprattutto se pensi a un aggressore che vuole nascondere la sua intenzione, applica e studia molto la formazione contro gli altri tipi di attacchi perché deve essere appresa e allenata con migliaia di drill per rendere la risposta istintiva ma anche considerare le aggressioni nascoste da distanza ravvicinata dove tu vieni tirato, afferrato per essere colpito.

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Falsa idea 3

Quello che pensi tu: La mano “sospesa” o la mano che rimane congelata in aria. Questo è uno degli aspetti che più mi fa arrabbiare quando vedo certi video e certi istruttori che insegnano. Questo è in realtà sono due aspetti falsi perché può usare per attaccarti sia la mano con il coltello che la mano libera. Ciò significa che una volta che hanno bloccato la mano con il coltello, l’aggressore la lascia lì ferma tutta per te per applicare tecniche di tutti i tipi e in più non usa neanche la sua mano libera per colpirti o per liberarsi di te, siamo al cinema.

Quella che è la realtà: La lama che tu blocchi ti taglierà nella via del ritorno fuori dalla tua portata con la stessa velocità di come è venuto in avanti per ricaricarsi e ricolpire o volteggiare e tagliare il tuo avambraccio, o andrà “tip-rip” l’altro avambraccio o l’altra mano o il tuo occhio oppure può fornire un taglio o deviazione che provoca un colpo alla gola.

Nei sistemi “orientali” ci sono tre principi di lavoro con il coltello:

* Ipnotizza con la lama, e uccidi con la mano libera

* Fai “lampeggiare” il coltello per ottenere un blocco difensivo per poi tagliarlo

* Colpisci l’obiettivo più vicino, taglia la strada e taglia, ferisci, attendi la perdita di sangue e lo shock, perché lo blocca

Per quanto riguarda gli attacchi nello stile usato nelle prigioni invece, è molto più diretto con meno “flash and slash” senza gli svantaggi dell’attacco da affondo dalla distanza.

Questo metodo lavora molto sul corretto uso della mano libera per catturare/afferrare la vittima e tirarla in una stretta via dove il coltello può essere usato “con discrezione” e in profondità.

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Falsa idea 4

Quello che pensi tu: “Devi stare vicino per combattere contro un aggressore armato di coltello;” o “Devo stare lontano da un aggressore armato di coltello.”

Quella che è la realtà: Il coltello è un’arma a corto raggio e se si sceglie di combattere in quella distanza è molto probabile che perdi o di sicuro vieni tagliato. A meno che non vuoi afferrare il coltello, cosa molto complicata, devi sempre stare lontano dall’arma e combattere dalla lunga distanza con armi a lungo raggio, come sedie, bidoni della spazzatura e oggetti lanciati, cintura, ecc.. Non importa se l’aggressore è addestrato o no, lui deve avvicinarsi a te per tagliarti e una volta che è vicino è lì che ti può tagliare. Proteggi con una maglia il tuo avambraccio per proteggerti dai tagli.

O stai lontano o devi deviare o bloccare l’arma se è vicino (questo è molto difficile)

Non serve molta potenza per tagliare, il coltello ha già tutto il potere, soprattutto se è ben affilato o è pesante. Tutto quello che fa un aggressore di coltello e di avvicinarsi con il coltello muovendolo a una incredibilmente velocità con movimenti casuali per arrivare a tagliarti e a colpirti.

Tu vuoi veramente entrare in quel vortice?. Non farlo mai, se devi entrare aspetta il colpo reale.

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Falsa idea 5

Quello che tu pensi: Mentre mi sta tagliando, io lo uccido oppure posso ricevere un taglio e avere il tempo di ucciderlo

Quello che è la realtà: Il ONE-SHOT KILL è così difficile da tirare fuori su un avversario fresco e determinato che non puoi contare su questo aspetto, come ha dimostrato il combattimento No Holds Barred.

Naturalmente esiste il colpo da ko, ma non è facile se sei ferito e mentre sei all’interno della distanza di taglio e in stato di shock.

Questo è una situazione dove NON ti devi trovare.

Il problema dello shock si riferisce alla reazione naturale del tuo corpo per essere stato invaso da un oggetto estraneo; non ha nulla a che fare con quanto sei duro… un profondo taglio in un posto anche “minore” come l’avambraccio ti può fermare perché può causare delle risposte fisiologiche al di fuori del tuo controllo.

Ho sentito parlare di un insegnante che porta i suoi studenti a rilassarsi in profondità e poi casualmente li colpisce con forza e poi li costringe a difendersi. Questo è un po’ simile alla sensazione di paralisi di uno shock. Lo shock del taglio sull’avambraccio può dare al tuo aggressore la possibilità di affondare il suo pugnale nel tuo intestino.

Se sacrifichi un braccio per evitare un colpo alla gola è una mossa intelligente, ma mai prendere un taglio intenzionalmente solo per impostare un tuo colpo, non importa cosa hanno fatto altri in scontri avvenuti con successo, ogni combattimento è a se con il coltello.

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Falsa idea 6

Quello che tu pensi: Se si è bravi a sparring, si è pronti per il combattimento.

Quello chè è la realtà: Lo sparring è un gioco che è sicuro e non importa quanto lo stai facendo bene se non per la soddisfazione personale, ma non stai combattendo con un’arma vera. Ti insegnerà l’equilibrio, il movimento, la distanza e le aperture, ma non vi preparerà ad affrontare la morte,  l’adrenalina e la brutalità di un coltello.

Un criminale che sta seriamente cercando di ucciderti con un coltello non fa sparring o cerca di fare delle finte per cercare una tua apertura, la sua psicologia è totalmente diversa. Non ha paura, perché si sente sicuro con la sua arma e molto probabilmente lo ha già fatto e si senta forte dei sui successi precedenti, e lui lo vuole fare in fretta così da poter sfuggire all’attenzione della polizia. Si scaglia con una carica furiosa senza alcun riguardo apparente per la sua sicurezza in modo tale da sopraffare la sua vittima.

Se si mette a muovere il coltello e a fare sparring sei fortunato perché hai il tempo di correre o muoverti per prendere un’arma a distanza, o semplicemente per scappare!

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Ora che conosci questi aspetti c’è qualcosa che devi cambiare nel tuo modo di allenare il coltello?. Penso di si

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Andrea

 

Mi hanno preso il machete, perché devi studiare i disarmi!!!

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Partendo dal presupposto che non devi cercare i disarmi, questo non significa che non li devi conoscere o saperli eseguire perfettamente.

Voglio iniziare questa nostra chiacchierata dicendoti una frase che spesso dice Guro Dan Inosanto: “È quasi impossibile disarmare un avversario armato di spada, se quella persona sa come usare una spada”.

Scrivo questo per zittire subito tutte le solite polemiche sterili e saccenti di chi dice che tanto i disarmi non funzionano, ecc. lo sappiamo tutti quindi se non hai da dire niente di nuovo smetti di fare da eco se non hai nulla di nuovo da dire, ma leggi bene la parte finale della frase in arancione fino alla fine, forse scoprirai che anche tu che ti credi esperto non lo sei e puoi essere disarmato.

Agaw è il termine filippino con cui si indica il disarmo.

Andiamo avanti con questo discorso. La complessità della difesa a mani nude contro un arma è qualcosa di una difficoltà incredibile, un’arma da taglio poi ancora peggio perchè è rapida e necessita di pochissimo caricamento già per fare danni importanti. La difficoltà è doppia quando un attaccante ben addestrato è armato con due armi bianche.

Se, tuttavia, l’avversario non è accuratamente addestrato ed esperto nell’uso della sua arma, è possibile prendere o portare lontano da lui l’arma, trovare un istante dove liberarsi o impadronirsi della sua stessa arma.

Molti eskrimadores di Kali filippino trascorrono ore ogni giorno per perfezionare le loro abilità nell’arte time-tested di Agaw (l’arte del disarmo).

Nel società di oggi (che purtroppo è sempre più violenta), l’arte del disarmo è qualcosa che tu ma che ogni artista marziale deve includere nella sua routine quotidiana di allenamento, qualunque arte marziale pratichi.

Senza competenze sui disarmi, la possibilità di sopravvivere ad una lotta con un aggressore armato di armi è praticamente nulla.

Ma se come dice Guro Dan Inosanto, è praticamente impossibile prendere un arma da taglio da un avversario addestrato, perché spendere tutto questo tempo con le teorie e le tecniche nel disarmare? La risposta è nella realtà.

La maggior parte delle situazioni/occasioni della vita reale ti forniscono alternative che non sempre ripetibili nella formazione in palestra. Se il tuo aggressore ben addestrato di regala quella occasione devi sapere cosa fare nella forma più istintiva che conosci.

Guru Bob Breen (un grande esperto di coltello) dice che per sopravvivere a un attacco di coltello devi essere molto fortunato ma se ti alleni molto diventi molto fortunato.

Quando vieni attaccato nella realtà hai due opzioni contro un aggressore armato:

Opzione numero uno: è quello di eludere l’attacco iniziale (qualcosa che è abbastanza possibile), dimenticare di prendere l’arma ed eseguire una fuga come un fulmine.

Opzione numero due: è quello di sopravvivere per quei pochi secondi necessari per afferrare qualcosa come un bastone o una bottiglia e poi continuare la battaglia in forma più paritaria.

Come vedi non ti sto palando di disarmare ma solo di conoscere questa possibilità e di cercare un combattimento di scherma corta.

Con un addestramento costante nel tempo,ben focalizzato e con le corrette metodologie che non sono quelle che spesso si vedono su YouTube e nella maggior parte delle palestre si può essere addestrati al punto da diventare così “fortunati” da sopravvivere una lotta con un avversario armato e forse anche togliere la sua arma.

In ultima analisi, è evidente che anche se sopravvivere è praticamente “Impossibile” non è poi così IMPOSSIBILE dopo tutto ma è chiaro che stiamo parlando di una delle condizioni di combattimento più estreme ed è per questo che ancora oggi il coltello nella sua semplicità è una delle armi che fa più omicidi.

Ora senza dilungarci su argoenti esterni a questo articolo ci sono alcuni disarmi principali che devi conoscere soprattutto per disarmare un bastone. Non vuole essere un trattato sui disarmi perchè se vuoi impararli correttamente contattatmi o presto li vedrai online sui miei corsi ma questo ti serve per iniziare a conoscere dei concetti base sulle possibilità di disarmo:

 

Rompere il dente del serpente

“Rompere il dente del serpente” è una tecnica utilizzata nel Kali filippino per contenere efficacemente e fermare un attacco di un’arma in arrivo. Il concetto è semplice, distruggere direttamente le mani colpendole e quindi contenere l’attacco. Questa tecnica è disponibile in altri nomi come “spostamento” (displacement), che significa invece colpire l’arma o il bastone per bloccare, invece “spostare” (displace) il blocco per colpire le mani invece. Un altro termine comunemente utilizzato è “praksyon” o frazione, i termini deriva dalla velocità che vengono usate per fornire il colpo defanging, vale a dire, una frazione di una sezione. Questi significa che al fine di colpire le mani quando un attacco viene eseguito, si deve colpire più veloce dell’attaccante. Una sorta di anticipo.

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Nel Kali filippino uno dei primi disarmi che si imparano è disarmare con il metodo noto come il “serpente”. Funziona solo contro le armi di senza filo come un bastone o un palo. Il serpente viene eseguito tessendo il braccio intorno al braccio dell’avversario e blocco al corpo. In questo modo l’arma si disimpegna, e di solito finisce nelle mani del difensore.

 

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Successivamente nell’elenco dei disarmi c’è la “vite”, che è simile al serpente, in quanto richiede anche il difensore di applicare potenza d’una leva al braccio dell’avversario e all’arma. La differenza è che la vite gira nella direzione opposta del serpente e manda spesso l’arma involversi e a volare via.

 

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La “strisciata” è una delle maggiori tecniche di disarmo del Kali filippino. Si basa su una leva e sul fare strisciare via l’arma dalla mano dell’aggressore. La strisciata è rapida, efficace e strettamente correlati al quarto e ultimo dei principali metodi di disarmo filippino il “quick release”.

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Quick Release

Fondamentalmente, il “quick release” finisce per fare uno stripping dell’arma liberandola dalla presa dell’avversario e facendola disperdere nell’aria.

 

Il serpente, la vite, la strisciata e tecniche di rilascio rapido sono tutti intercambiabili.

Il massimo livello nella capacità di disarmare è uno in cui tutti i quattro metodi sono miscelati con flusso senza sforzo.

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Andrea

Colpire a mani nude un aggressore

Mani nude

È un argomento molto complicato anche se ha una regola generale semplice, colpisci le parti dure a mano aperta e colpisci le parti molli a mano chiusa.

Semplificando (palmo della mano) morbida contro rigido (la testa) e duro (pugno) contro morbido (corpo). Si parla di hard / soft, soft / hard per colpire in combattimento. Quello che voglio dire è quando colpisce una superficie dura del corpo (cioè-cranio, costole, ecc), utilizzare una superficie morbida del corpo (i.e.- palmo aperto, etc.) e viceversa; colpire una superficie morbida del vostro avversario con una superficie dura del tuo corpo. Questo aiuta a massimizzare i danni all’avversario e ridurre al minimo i danni a se stessi durante “l’incontro”.

Un mago nel colpire a mano aperta è Bas Rutten che nelle arti marziali miste è stato un maestro di questa tecnica, addirittura colpiva al corpo con il palmo.

Bas Rutten

Considera anche quando hai il tuo attaccante a terra e sei sopra devi utilizzare il colpo di palmo per la testa, perché quando si muove la testa di lato nell’impeto puoi colpire il cemento e romperti la mano.

Una delle prime parate che veniva insegnata nel pugilato antico, quando ancora non si usavano i guantoni era utilizzare la testa per rompere le nocche/dita dell’avversario.

Nel Panantuka del Kali Filippino uno dei sistemi difensivi centrali è l’utilizzo dei gomiti per danneggiare le mani dell’aggressore, un metodo molto efficace che ho studiato molto perché permette di creare un vortice di parate e colpi da inserire in un mix devastante che rende questo sistema di pugilato tra i più efficaci e devastanti.

Gunting di gomito

Tutte le arti marziali hanno costruito dei sistemi e dei metodi per condizionare le mani e renderle più robuste e dure del normale e rendere le mani degli strumenti per colpire con la massima potenza senza rompersi o fratturarsi.

I colpi di pugno vanno modificati per esporre al minimo rischio le parti ossee piccole delle dita.

Il Jab è il Cross va tirato con il pugno in verticale, che può essere anche utile per passare tra la guardia alta dell’aggressore, l’Hook va tirato con il pugno verticale come viene spiegato nel panantukan.

Colpo a mano Aperta vs. Colpo a mano Chiusa, le due opzioni dello Striking con la mano.

Una domanda che spesso viene posta è che cosa è meglio usare in una situazione di autodifesa, se colpire con un colpo con il palmo aperto o con un bel pugno chiuso?.

Già che pensi di fare questa domanda è un buon segno, significa che si sta pensando a due opzioni per colpire che puoi esplorare con i propri pro e contro.

È importante capire che le soluzioni diverse possono essere efficaci per persone diverse.

Fattori come la mentalità, la forza, il condizionamento osseo, la dimensione e la tua formazione marziale devono essere presi in considerazione.

Naturalmente ci sono pro e contro di queste due opzioni che hanno come obiettivo comune di colpire a mano nuda un aggressore.

 

Il lato positivo del pugno chiuso.

• Con un buon pugno si può mettere fuori combattimento l’avversario.

• Il pugno sembra molto naturale per la maggior parte di noi. È come se siamo nati per tirare un pugno. Per passare a un’altra tecnica come a palmo aperto può sembrare innaturale. Questo potrebbe farci esitare e non te lo puoi permettere, non devi pensare ma agire molto meglio.

• Si utilizzano le ossa, le nocche dure. Questo è molto potente.

 

Il lato negativo della pugno chiuso

• Difficile – Molte persone, soprattutto donne o tipi di non combattenti, in realtà non sanno come fare un pugno.

Come istruttore vi posso dire che l’insegnamento a qualcuno per la prima volta su come fare un pugno correttamente è un compito impegnativo.

Sembra strano ma soprattutto con alcune donne non è facile da far comprendere la chiusura del pugno e il corretto allineamento.

A volte mi dico: “impariamo prima con un colpo a palmo aperto, è più facile da imparare”.

Ps. Non sono un maschilista loro sono più brave a imparare altri colpi.
• Mani rotte – Molte persone in situazioni di Street Fighting reale in realtà si rompono le mani mentre colpiscono.

Anche i pugili più esperti hanno rotto le mani in combattimenti di strada.

Senza la protezione di un guanto boxe la mano è piuttosto fragile. Se il vostro pugno incontra la testa dura della persona, ad esempio, il pugno perde e si rompe la mano.

Se vai a bersaglio ma colpendo con la parte del pugno più esterna è facile che ti rompa qualche ossa.

• La scelta dei bersagli corretti, perché utilizzare un pugno a mano nuda nella difesa personale in modo efficace bisogna capire dove può lavorare e dove non può.

Come ormai hai capito, alcune parti del corpo non sono buoni bersagli per i pugni, come la parte superiore della testa, contro le ossa dure.

 

Il lato positivo della mano aperta

• Utilizzando la mano aperta quasi annulli il rischio di lesioni alle mani. Se si colpisce con il palmo della mano non si può rompere le nocche o le dita. Così, è relativamente priva di rischi.

• Quasi ogni parte della testa o del collo può essere un obiettivo efficace e con poco addestramento riesci a utilizzare il colpo di palmo.

 

Il lato negativo del colpo a mano aperta

• Per chi è abituato a tirare pugni può essere difficile da regolare a un attacco a mano aperta. È necessario testare al sacco e ai colpitori per comprendere come colpire con precisione e in maniera efficace.

 

Come condizionare i tuoi pugni.

Ora come avrai intuito per usare il pugno a mano nuda è necessario rafforzare le tue mani e per questo ci sono diversi metodi di allenamento.

✔️Flessioni sui pugni

Assumi la posizione standard per le flessioni. Verifica che la schiena sia dritta e i piedi siano allineati alle spalle.

Esegui questo tipo di allenamento su una superficie morbida all’inizio come la moquette, un materassino per yoga, un tappeto, il tatami o un prato.

Con il tempo, quando queste superfici ti sembreranno comode e non avrai più difficoltà a fare le flessioni sulle nocche, puoi passare a pavimenti duri o al cemento.

Appoggia il peso sulle prime due nocche di ciascuna mano. Mentre ti trovi nella posizione per eseguire le flessioni, chiudi le mani a pugno, una alla volta, e mettile sul pavimento.

Devi usare i pugni al posto dei palmi per sorreggerti.

Concentrati in modo che la maggior parte del peso corporeo sia sostenuta dalle prime due nocche della mano.

Se questo tipo di allenamento è troppo facile per te, puoi appoggiarti sui polpastrelli. Puoi eseguire delle flessioni sulle nocche alternandole a quelle sui polpastrelli.

Ti ricordi Bruce Lee??

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Esegui le flessioni con il peso del corpo che deve essere sempre sostenuto dalle nocche.

Se fai fatica per sostenere il peso sulle nocche usa una superficie più morbida o eseguile sulle ginocchia.

All’inizio è normale che provi un po’ di dolore e che la pelle che riveste le nocche si irrita ma stai facendo un condizionamento;

Esegui più  flessioni che puoi in questa condizione ma inizialmente allenati su una superficie morbida.
Aumenta gradatamente il numero delle ripetizioni man mano che l’allenamento procede e la durezza della superficie.

Se le mani ti fanno molto male, interrompi l’esercizio finché le nocche non saranno guarite.

Se hai bisogno di stabilizzare l’appoggio, puoi usare i tuoi pollici. Appoggiali a terra per mantenere l’equilibrio, se ti accorgi che tendi a ondeggiare o a cadere.

 

✔️Colpire il sacco senza guantoni.

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Fascia le mani. Utilizza delle fasce di cotone pesanti per coprirti le mani ed evitare infortuni.

Non usare mai un sacco pesante (heavy bag) senza prima avere protetto le mani in questo modo, anche se il tuo obiettivo è quello di rafforzare le nocche.

Colpisci il sacco senza guantoni. Così facendo aumenti la pressione sulle ossa della mano e rendi tutta la mano comprese le nocche più resistenti.

Inizia piano e man mano aumenta la potenza ma vai con calma cerca di capire come cambiano le dinamiche a mano nuda e di come devi riadattare molti aspetti quando colpisci.

Inizia con sessioni da pochi minuti al giorno e aumenta gradatamente di settimana in settimana. Per esempio fai un round senza guantoni.

Aggiungi questo esercizio alla tua solita routine di allenamento per cominciare a vedere dei risultati, ma non esagerare. Se senti dolore, concedi una pausa alle tue nocche e non colpire il sacco senza guantoni fino a quando non sarà completamente scomparso il dolore quando colpisci o schiacci le tue nocche con le mani; massaggiale, metti della crema.

Ps. RIPETO!!! Questo esercizio non è da fare sempre e non deve essere una intera sessione di allenamento al sacco. Proteggi le tue mani.

 

✔️Sacco di sabbia o riso appeso al muro.

Questo semplice attrezzo lo devi usare per colpire e rafforzare le tue mani come?? Esempio:

Esercizio1: Di fronte appoggi la punta delle dita al sacco e fai a colpire andando a fare il pugno. Quindi stai colpendo da pochi centimetri.

Esercizio2 : Ora da fermo dalla posizione di guardia tiri il colpo prima con una mano più volte e poi con l’altra. Ora colpisci dalla distanza di guardia. Mi raccomando ascoltati. Inizia piano.

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✔️Secchio con riso o sabbia (o sassi)

image imagePrendi un contenitore che deve essere più ampio della dimensione del tuo pugno di almeno 4 volte o anche di più e profondo a sufficienza per contenere 12,5 cm di riso. Riempilo con del riso crudo.

Cerca i vasi di plastica nei negozi di bricolage o di giardinaggio vanno benissimo.

Infila le mani nel riso e afferralo e ruota le nocche all’interno del recipiente, strofinandole sul cereale. Stringi il riso con molta forza e poi lascialo ricadere nel secchio. Per creare maggiore pressione, puoi spingere il pugno nel riso e girarlo.

Tira dei pugni al riso. Fermati quando provi dolore o se la pelle si rompe. Fallo graduatamente.

Esegui questo tipo di esercizio per pochi minuti come parte integrante della tua routine e completalo con altri metodi di rafforzamento delle nocche, se vuoi ottenere ottimi risultati.

Tieni vicino a dove ti alleni il contenitore con il riso.

Alcuni esperti di arti marziali sostituiscono il riso con la sabbia, ma si tratta di una pratica piu dura e ruvida. Usa il riso, a meno che tu non ti stia allenando sotto la supervisione e la guida di un istruttore professionista che ti consiglia altri materiali.

Infila il pollice in profondità nel riso. Ripeti per ogni dito e ricorda che maggiore è il contatto della mano sul cereale e maggiore sarà la pressione esercitata, quindi rafforzerai sempre di più le nocche. Fai una pausa se noti del sanguinamento o provi un dolore molto forte.

Stringi il riso nelle mani più forte che puoi e poi rilascialo. Afferrane una manciata e chiudi il pugno con tutte le tue forze. Questo esercizio non solo rafforza le nocche, ma tutta la mano; ripetilo più volte e inseriscilo nella tua normale programmazione di allenamento.

Ps. La variante con i sassi si può fare l’esercizio diventa pesante, se vuoi provare però cerca sassi levigati di fiume.

 

✔️Makiwara del karate

Questo strumento molto antico viene usato appositamente per condizionare le nocche della mano da secoli. Per usarlo chiedi consiglio a qualche praticante esperto di Karate.Karate

 

✔️Attrezzi vari

  • Allunga le mani. Distendile con i palmi rivolti verso di te. Piega i polpastrelli di ogni dito, singolarmente, verso il palmo mantenendo la posizione per 30-60 secondi. Se vuoi approfondire guarda cosa fanno per riscaldarsi e rafforzare le mani i praticanti di Chin Na.

 

  • Usa uno strumento a molla per rafforzare la tua presa. Allenati con questo strumento che puoi portare ovunque e allenarti anche mentre aspetti nel traffico. Se la tua mano è più forte, lo sono anche le nocche. Ripeti l’esercizio per ciascuna mano. Questi strumenti semplici e a basso costo sono disponibili in molti modelli e forme diverse; provane alcuni per rafforzare al meglio le tue mani. Scegli la durezza più adatta a te per iniziare.image
  • Afferra un bilanciere e stringilo forte per 90 secondi. Scegline uno e avvolgilo con un asciugamano per evitare di bagnarlo con il sudore e perdere la presa. Tienilo strettamente nelle mani per 90 secondi e poi rilascialo. Ripeti questo esercizio più volte.

 

  • Strizza continuamente una palla di gomma per 90 secondi oppure stringila nella mano per 90 secondi e poi rilascia la presa; esegui tre ripetizioni per ciascuna mano. Utilizza una palla da tennis o eventualmente puoi anche usare del pongo che trovo in cartoleriaimage

 

  • Straccia un quotidiano. Sovrapponi pezzi di giornale uno sopra l’altro e piegali a metà. A questo punto strappali fino a quando non avrai ridotto la carta in pezzettini. Ripeti il processo più volte per stracciare tutto il quotidiano.

 

  • Usa una fascia elastica per rafforzare la mani. Afferrane l’estremità con una sola mano, le dita e il palmo devono essere rivolti verso l’alto. L’altra estremità si trova sotto un piede. Dovresti assumere una posizione per cui il braccio interessato si trovi lungo il fianco, piegato a 90°. Con l’altra mano afferra il polso per sostenerlo mentre pieghi le dita e il polso stesso allungando la fascia elastica. Esegui 4 serie da 10 ripetizioni. Ripeti per entrambe le mani. Questo esercizio ti rafforza anche i polsi.

 

  • Afferra un disco con le dita e tienilo sollevato, quando la mano è stanca lo passi all’altra mano.

 

  • Kettlebell, utilizza le kettlebell. Non aggiungo altro perché questo rafforza le tue mani e i tuoi polsi.image

 

  • Trazione alla sbarra. Presto farò un articolo dove ti spiego come rafforzare la presa così è più facile capire come usare la sbarra anche per rafforzare le tue mani e la tua presa.

Pull Up

Ora importante!!!

✔️Se ti fanno male le nocche, lasciale a riposo finché non saranno più sensibili al tatto.

✔️Se provi un intenso dolore o le mani sanguinano, interrompi immediatamente questo tipo di allenamento, perché stai esagerando, il processo deve essere molto graduale, non devi avere fretta.

✔️Limita la durata dell’allenamento per rafforzare le nocche. Esegui sessioni non più lunghe di 20-25 minuti due volte alla settimana.

✔️Colpisci e rafforza sempre le due nocche esterne; soprattutto quelle del dito medio e indice che sono supportate dai metacarpi più forti.

✔️Non esagerare con l’esercizio, altrimenti finirai col farti male. Ascoltati senza darti fretta.

✔️ Avrai delle mani schifose e perderanno una parte della mobilità.

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Allineamento dei pugni!!!

Errori allineamento pugni
Un ottimo esercizio per trovare il giusto assetto è quello che ti ho detto prima, cioè eseguire i piegamenti sui pugni, avendo l’onestà di appoggiare solo le prime due nocche.
Sempre con gradualità e moderazione, inizia con poche flessioni e su superfici non troppo dure come il tatami o mettendo un tappeto, poi vai su parquet o pavimenti di pietra.
Niente urti violenti ma solo in appoggio.
Il pugno si aggiusta da solo e i muscoli che stabilizzano il polso imparano a lavorare correttamente.

Un consiglio che ti do è anche quello di eseguire i piegamenti sui polsi nelle varie direzioni per rinforzare il polso che è fondamentale se vuoi colpire con il pugno chiuso ma anche con la mano aperta.

Andrea Usoma

Ps. Ti serve veramente tutto questo??. Questo lavoro se fatto senza criterio ricordati che ti esporrà a artriti e forti problemi articolari. Tirare pugni sul muro, agli estintori, agli alberi è da testa di C., ti fai male e basta.

Maestri italiani – Stefano Maurone (Reggio Emilia)

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Oggi amici del blog con grande onore e felicità avete la grande opportunità di conoscere da vicino uno dei maestri italiani che contribuisce da moltissimi anni a diffondere nel nostro paese le arti marziali con lo spirito di diffondere e costruire appassionati e atleti di alto livello.

Vi sto parlando di Stefano Maurone, nato a Reggio Emilia, classe 1969.

Istruttore e formatore nel campo della sicurezza sia per l’esercito e la polizia di stato che per gli addetti civili alla sicurezza e autore di ben tre libri nel settore delle arti marziali per diverse case editrici.

Stefano inizia la pratica delle arti marziali all’età di 6 anni presso la palestra sankaku di Reggio Emilia nell’area del Judo dove pratica assiduamente riscuotendo notevoli successo già da subito vincendo i giochi della gioventù in due categorie di peso.

Non avendo più stimoli nel Judo essendo sempre alla ricerca di nuove conoscenze marziali inizia a praticare il Karate ma dopo solo 2 anni all’età di 14 anni apre la prima scuola di kung fu, arte che lo affascina e che lo porterà a vincere 3 campionati italiani sia di forma che di combattimento libero.

Affamato e sempre alla ricerca continua, studia da prima il Jiu Jitsu e dopo il pugilato, ma la vera grande passione nasce 1991 quando entra a far parte della grande famiglia del Kali Filippino e del Jeet Kune Do di Bruce Lee passando poi attraverso la Shoot Boxing e il Penjak Silat, senza dimenticare mai il suo passato e il suo amore per il Sanda.

Ma ora senza dilungarci troppo nella sua presentazione e nel suo lungo curriculum direttamente dalla sua “voce” una intervista a questo grande maestro Italiano.

 

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✔Ciao Stefano, grazie della opportunità e benvenuto nel Blog Expert Fighting, raccontaci chi sei e di quale arti marziali ti occupi in particolare?.

Ciao Andrea, io sono e mi considero un semplice appassionato che ha deciso di fare della sua passione un mestiere e di provare a lasciare un segno nella curiosità di tutti i praticanti di arti marziali. Attualmente nella mia accademia insegno:

kali filippino, jun fan gung fu / jeet kune do, sanshou sanda, penjak silat, muay thai, mix martial art, difesa personale e addestramento x security e forze dell’ordine tutto questo attraverso corsi regolari o seminari.

 

Davvero un back ground vastissimo, con che arte marziale hai incominciato, qual’è stato il tuo inizio, un maestro o più maestri che ricordi?.

Maestri ce ne sono stati tanti, il mio preferito però è stato colui che mi ha dato la prima formazione di judo il M° Ghizzoni che ricordo con molto affetto e quando lo incontro ancora oggi mi fa sempre un sacco di complimenti e io gli rispondo che è tutto merito suo.

 

Cosa pensi del panorama marziale di oggi sulla difesa personale e sulle competizioni (UFC/MMA/Altro/ecc.?.

Nel 1991 ho fatto il mio primo viaggio in Cina dove sono stato per quasi un mese all’epoca i maestri cinesi ti prendevano e ti allenavano se valevi qualcosa e non se potevi pagare, questo è quello che succede oggi basta che paghi e hai il mondo ai tuoi piedi.

Adoro le competizioni e mi piace mettermi sempre in discussone anche se la mia accademia lo voluta forgiare nell’ambito della difesa personale pura, quindi solo stili da strada.

Tornando a quello che ho detto prima mi delude molto il fatto che in un week end si possa diventare istruttori di un’arte marziale, cosi facendo si prende in giro un sacco di bravi ragazzi.

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Stefano in azione

Quando hai deciso di insegnare?.

Nel 1991 mori il M° jang stu yao e la sua federazione fu smembrata e fatta appezzi dai suoi figli e dai suoi allievi più anziani, io e un altro ragazzo siamo stati l’ultimi a ricevere la cintura nera direttamente dal M° Yao.

Dopo la sua morte e visto quello che stava succedendo ho deciso di dedicarmi al Sanda con un altro grande Maestro che è Antonello Casarella, lui mi indirizzo e mi suggerì di aprire il mio primo corso, avevo gia iniziato a combattere con il judo e con il kung fu, trasportai la mia poca esperienza che avevo sui ring di sanda e free style all’epoca l’MMA si chiama cosi .

 

Stefano quante ore dedichi all’allenamento (preparazione atletica e altro, come dividi l’allenamento) e se lo ritieni una cosa importante.

Da sempre ho ritenuto importante l’allenamento non solo quello marziale ma anche quello della preparazione fisica mi ricordo che a 14 anni mi facevo il frullato proteico di Bruce Lee che avevo ricopiato da una rivista, sono cresciuto e mi sono specializzato come personal trainer, ho insegnato in sala pesi e tutt’ora opero in quel settore.

Mi sento responsabile di quello che dico e insegno, così mi alleno sempre dalle 2 alle 4 ore al giorno alternando la parte fisica da quella marziale.

 

Quale metodo utilizzi per insegnare ai tuoi allievi, come programmi le tue lezioni?.

L’esperienza insegna e quindi il mio metodo è cambiato in base alla mia evoluzione un filo denominatore che c’è sempre stato alla Maurone Academy dove si fa fatica e questo fa paura a tanta gente, io lo uso per tener lontano gli scansa fatiche.

La mia lezione tipo non esiste seguiamo un approccio ludico per passare alle serate sparring o a quelle dove sono gli allievi stessi a decidere quale lezione fare.

Stefano durante una lezione
Stefano durante una lezione

Chi sono stati i maestri o personaggi che ti hanno ispirato?.

I personaggi sono stati tanti da Bruce Lee ad Ali, da elvis a norris poi tutti i susseguirsi di personaggi piu o meno famosi, maestri che dire l’elenco è lungo: Ghizzoni e Castagnetti nel Judo, Ragno nel Karate, Lazzaretti e Casarella nel Kung Fu, Maltese, Bonomelli,Fontana, Aquistapace nel kali – jkd – silat , tanti altri internazionali : Bob Breen, Dan Inosanto, Ron Baliki, Erik Paulson, Cass Magda, Salim Assli, Samuel Dulay Bambyt, Jim Wagner e tanti altri posso dirvi che tutti mi hanno dato tanto e continuerò a lavorare con loro e con altri per tutta la mia vita, voglio rimanere uno studente per sempre.

Stefano con Ron Balicki
Stefano con Ron Balicki
Stefano con Erik Paulson
Stefano con Erik Paulson

Che attrezzature preferisci utilizzare per allenarti e allenare

Personalmente adoro l’allenamento a corpo libero ma non sempre la cosa è fattibile quindi mi alleno e alleno la massa muscolare con le classiche macchine da pesi, anche se ultimamente cioè da 10 anni faccio e faccio fare ai miei allievi molto crossfit. 

Per le arti marziali il sacco, i colpitori e tanto e tanto corpo a corpo tutto al 70/80 % per poterci avvicinare sempre di più alla realtà della strada.

 

Una tua esperienza negativa nelle arti marziali

La mia delusione è quella di vedere troppo lucro intorno alle arti marziali e troppi diplomi facili, questo non fa bene al mondo marziale.

Persone come me e come miei colleghi che stanno dedicando tutta la loro vita si vedono aprire corsi da pivelli che si diplomano in due giorni, questo potrebbe dar fastidio a chiunque.

 

Quali punti di forza nell’arte marziale che pratichi che vuoi comunicare ai nostri ascoltatori.

Io non penso che sia l’arte a far la differenza ma sia l’atleta a farla quindi se ti senti a tuo agio con il karate continua, se ti piace e ti rende sicuro il pugilato fallo, è veramente una cosa stupida e mediatica dire “io faccio questo perché funziona, tu fai quello ma non arriverai mai da nessuna parte”, è inutile e stupido.

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C’è qualcosa che non ripeteresti nel tuo percorso.

Tornassi indietro rifarei tutto, nella mia testa quando non mi alleno scatta una sorta di senso di colpa che mi porta ad allenarmi alle 3 di notte solo perché ho saltato un ciclo, oppure perché mi sono sentito non a mio agio in un allenamento una cosa che mi è sempre stato detto che nessuno ti regala nulla e che l’unico segreto nella arti marziali per diventare bravo è allenarsi .

 

Oggi quale arte marziale stai praticando più di frequente?.

Insegnando più discipline devo essere bene allenato in tutto quelle che faccio, quindi suddivido gli allenamenti lungo tutta la settimana, il cardio non manca mai e incomincio ad invecchiare e odio avere il fiatone.

 

Quale altra arte marziale se avessi il tempo vorresti imparare o vuoi imparare?.

Quando sono stato in Brasile a studiare un po’ di Brazilian Jiu Jitsu ero rimasto affascinato dalla Capoeira, l’ho anche provata ma non come volevo. La mia passione per le arti marziali mi porta a provare e a studiare tutto ciò che è combattimento.

Per avvicinarmi al Kali Filippino mi sono messo a studiare scherma .

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Se dovessi dare un consiglio a una persona che vuole iniziare che cosa gli diresti?.

Un principiante deve per prima cosa capire di cosa ha bisogno e non farsi attirare dalla pubblicità.

Deve sempre chiedere informazioni sull’istruttore e sulla palestra, ci sono due tipi di strada da percorrere quella marziale agonistica o quella marziale tradizionale o se vogliamo da difesa personale.

Nella mia accademia per esempio non si insegue il titolo mondiale ma si insegue la voglia di essere sicuri e tranquilli nel gestire una situazione di pericolo.

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Una abitudine che consigli di avere a chi pratica arti marziali.

Come già detto devi essere bene allenato in tutto quelle che fai, quindi una cosa importante è avere una buona organizzazione degli allenamenti che devi suddividere e organizzare lungo tutta la settimana, soprattutto se pratichi più discipline. La preparazione atletica non deve mancare mai.

 

C’è qualche attrezzatura che usi e che consigli che sia utile?.

Attrezzature che uso? tutte quelle che mi possono sono sempre in continua ricerca dell’esercizio perfetto e sono felice di non averlo ancora trovato per questo mi sprona sempre di più ad allenarmi .. il mio consiglio è quello se potete di allenarvi sempre con un compagno da subito, il sacco e buono anche l’omino di legno è buono ma non si muovono e non reagiscono.

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Il miglior consiglio che hai ricevuto?.

Una cosa che dico sempre ai miei allievi è quella di rispettare il proprio corpo e la propria mente se vi chiede riposo dateglielo, se vi chiede di allenarvi di più fatelo, se le arti marziali sono la vostra passione fate in modo che nessuno vi impedisca di seguire quella passione .

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Stefano durante una lezione di Street Knife Survival
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Stefano durante una lezione di lotta a terra
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Stefano durante uno stage di Silat Indonesiano

Se dovessi ripartire domani mattina ripartendo da 0 che cosa faresti?.

Se dovessi ricominciare domani da zero come già detto rifarei tutto ma proprio tutto, una cosa che vorrei fare ma penso che sarà impossibile affittare un palazzo alto 10 , 15 piano e su ogni piano inserire un’arte marziale creare l’accademia più grande del mondo ma questo rimarrà un sogno e va bene cosi ..

 

Ancora grazie Stefano per questa possibilità e per tutti gli amici del Blog. Davvero una piacevole sorpresa. In fondo alla pagina lascerò i riferimenti per contattarti per potersi iscrivere alla tua palestra o partecipare ai tuoi stage. Grazie ancora per la tua gentile disponibilità.

 

Grazie per questa possibilità che Andrea mi ha dato di potervi parlare di me e della mia esperienza marziale spero di poter aver dato alcuni suggerimenti per iniziare il vostro sogno e se passare da Reggio Emilia vi aspetto presso la Maurone Academy di via Fattori 10 vi auguri un marzialissimo futuro ….

 

✔Amici passate da Reggio Emilia andate a trovare il Maestro Stefano Maurone e se invece siete proprio di Reggio Emilia e dintorni questa è la vostra occasione per imparare le arti marziali più efficaci al mondo e affidarvi a un vero professionista del settore.

 

Dove contattare Stefano Maurone:

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Come contattare Stefano

Curriculum di Stefano Maurone – ESPERIENZE PROFESSIONALI DAL 1974 AD OGGI

Cintura marrone di Judo sotto i Maestri Ghizzoni e Castagnetti

4 volte Campione dei giochi della gioventù campionati Emilia Romagna

Cintura Arancione di Karatè sotto il M° Fassi di Milano

Cintura nera di Kung Fu Shaolin allievo del M° Ghang Dsu Yao

Cintura Nera di Tai Chi Chuan allievo del M° Ghang Dsu Yao

Campione Italiano per 3 Anni imbattuto di Sanda ( Kick Boxing Cinese)

Campione Italiano per 3 Anni di seguito di forme armate e a mano nuda di Kung Fu

Istruttore di difesa personale sotto l’Esercito Italiano dal 1988 al 1989 presso la caserma di Presezzo “ Bergamo “

Cintura Nera e Istruttore diplomato per gli stili di Kung Fu Tang Lang e Sanda Sanshou presso la Federazione Cinese S.T.O.I. con sede a Milano del M°Antonello Casarella

Istruttore diplomato per l’insegnamento del Ju Jitsu rilasciato dall’Accademia delle Scienze Sportive di Sesto Calende

Istruttore diplomato per la divulgazione del Kali Filippino e del Silat Indonesiano e del Jun Fan Jeet Kune Do presso l’A.K.E.A. “Arnis, Kali, Escrima Association” e dall’I.S.A.M. “ Istituto Superiore Arti Marziali “

Scelto per far parte dello Staff del M° Maurizio Maltese unico erede del Gran M° Ketutu Gisir per lo stile Cidepok Silat

Fondatore della Wu Tao Maurone Academy, unica scuola a Reggio Emilia che si occupa dello studio delle Arti Marziali Indonesiane, Filippine, Cinesi e del vero Jun Fan Jeet Kune Do lo stile non stile di Bruce Lee e per ultimo il Brazilian Jiu Jistu

Uno tra i primi fondatori dell’A.R.A.M. l’Associazione che riunisce tutte o quasi le discipline Reggiane

Autore di testate giornalistiche comparse sui quotidiani locali o in riviste specializzate nei vari settori “ Arti Marziali e Armi “

Istruttore della Polizia Municipale di Reggio Emilia

Istruttore della Polizia Municipale Provinciale di Reggio Emilia

Istruttore della Polizia “ reparto anti crimine “ di Reggio Emilia

Collaboratore di svariate Agenzie Investigative Italiane

Guardia del Corpo professionista in Italia e all’Estero

Istruttore D.I.A. “Dipartimento Investigativo Anti Mafia “ e G.I.S. di Milano

Ha studiato con i più famosi maestri del Mondo come Dan Inosanto, Bob Breen, Cass Magda, Salem Assli, Fratelli Vacirca: per studiare con i suddetti Maestri ha viaggiato raggiungendo le loro Accademie in giro per il Mondo

Nel Luglio 1999 Grazie ad uno dei suoi viaggi nelle Filippine, è diventato il primo allievo italiano e unico divulgatore autorizzato del M° Samuel Bambit Dulay per lo stile di Kali Filippino Mano Mano, Tapi Tapi

Organizzatore di corsi per la formazione di validi e seri Istruttori per le svariate discipline in tutta Europa per i settori: Sanda / Sanshou, Kali Filippino, Jun Fan / Jeet Kune Do, Pencak Silat, Difesa Personale e per ultimo, ma non per l’importanza, il progetto Tactical law Defence “ aperto solo alle forze dell’ordine “

Studioso della scherma tradizionale e moderna sotto gli Istruttori del Club Koala di Reggio Emilia

Nel 1999 Diventa tecnico nazionale dell’Associazione Europea Discipline Orientali per il settore Kali, Sanda, Silat, Jeet Kune Do

Inventore e unico divulgatore del Progetto Tactical Law Defence che riunisce svariate tecniche,. Adatte esclusivamente per gli operatori della sicurezza sia privata che pubblica, a tale progetto hanno collaborato esponenti della sicurezza di calibro mondiale che il M°Maurone ha conosciuto nei suoi numerosi viaggi

Ottobre del 1999 Il M°Maurone apre la prima succursale della Maurone Academy a Modena, dove insegnano gli Istruttori Forniti e Reggiani

Nel Maggio 2000 Pubblica il suo primo libro sulle arti marziali Filippine dal titolo “Lezioni di Kali” Volume 1°, mirando alla pubblicazione di altri 4 Volumi nei prossimi Anni

Nel Dicembre 2000 Il M°Maurone diploma la sua prima cintura nera di Sanda / Sanshou l’Istruttore Aquilini Cristian

Dicembre 2000 Gli Istruttori Aquilini e Buratti aprono la prima succursale della Maurone Academy per il settore sanda/Sanshou a Reggio Emilia

Nell’Aprile del 2001 Il M°Maurone crea il “ Martial Art Educational Method” che sarà la prima Accademia delle Arti Marziali; giurisprudenza, primo intervento, studio delle diverse discipline marziali, studio dei più famosi Maestri del Mondo, scienza della comunicazione, psicologia del combattimento, anatomia e fisiologia. Queste solo alcune delle tematiche che si studieranno durante i 3 Anni Universitari, per diventare Educatori a tutti gli effetti, diplomati direttamente dalla Maurone Academy.

Nel Ottobre del 2002 Dopo l’ennesimo viaggio in America, crea e divulga il progetto Self Defence Project. Creato appositamente per la difesa personale, le lezioni non saranno solo ed esclusivamente pratiche ma anche teoriche, toccando punti molto sensibili alle donne e alla società dove viviamo.

Aprile 2004 Pubblica per l’Elica Edizioni il suo 1° libro sulle arti marziali “ Le arti marziali più efficaci a confronto “

Dicembre 2004 Apre i primi corsi di formazione per aspiranti istruttori di Muay Thai seguendo il sistema della Inosanto Academy.

Aprile 2006 Certifica la prima cintura nera nel settore Kali Arnis Escrima Daniele Davoli.

Maggio 2005 Apre i corsi di formazione per aspirati istruttori di Penjak Silat Arte marziale Indonesiana e Malesiana.

Giugno 2006 gli viene conferito l’attestato di socio onorario della associazione Francese di Jun fan Jeet Kune Do e Kali Filippino di Sifu Salem Assli, responsabile Europeo per la Inosanto Academy.

Luglio 2006 la Maurone Academy entra a far parte della W.E.K.AF. federazione mondiale di Kali Arnis Escrima.

Settembre 2006 Diventa titolare della Hunter Security e Investigation Agenzia che si occupa di indagini prive e di sicurezza.

Ottobre 2006 Viene contattato dalla questura di Reggio Emilia per tenere corsi di tecniche operative.

Marzo 2007 Crea grazie alla propria esperienza nelle armi da taglio, il progetto Street Knife Survival divulgandolo con seminari e corsi di formazione.

Marzo 2007 Pubblica con la casa editrice Elika il suo 2° volume intitolato Self Defence Project.

Aprile 2008 Si diploma nel 1° livello di Reality Beasic sotto la guida del sergente Jim Wagner.

Dicembre 2008 Certifica il suo primo istruttore Luca La Rovere nel settore Penjak Silat diventando cosi responsabile del sud Italia.

Febbraio 2009 Certifica il suo primo istruttore Francesco Di Puorto nel settore Muay Thai Tailandese diventando anche responsabile dei corsi all’interno della Maurone Academy

Luglio 2010 Certifica la sua prima Donna con il grado di Cintura Nera nel settore Kali Arnis Escrima Atleta Sara Tondelli

Marzo 2012 Certifica il suo primo istruttore Luigi “Simone”Maurone nel settore Mix Martial Art

Ad oggi in piena attività è sempre alla ricerca.

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Una allieva di Stefano, nella sua palestra praticano diverse ragazze, perché l’arte marziale è per tutti.
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QUESTO È UNO DEI PROGETTI CREATI DA STEFANO MAURONE PER IMPARARE A DIFENDERSI DALLE ARMI DA TAGLIO, UN DETTO FILIPPINO DICE : SE NON SAI USARE UN’ARMA DA TAGLIO COME PUOI ESSERE IN GRADO DI DIFENDERTI DA TALE ARMA ? IN QUESTO PROGETTO SI STUDIA L’USO E LA DIFESA DALLE ARMI DA TAGLIO E DA TUTTE QUELLE ARMI CHE NE DERIVANO COME KUTTER, TAGLIACARTE, ECC… ECC… STUDIANDO I CASI REALI E ALLENANDOSI CON SIMULAZIONI I PROPRI ATLETI SI CERCA DI FARLI AVICINARE IL PIU’ POSSIBILE A QUELLA CHE E’ CONSIDERATA L’ARMA PIU’ PERICOLOSO DEL MONDO DOPO LE ARMI DA FUOCO.