Srbosjek, il coltello a mani aperte

Oggi vi voglio parlare di un coltello macabro che si è purtroppo creato una triste reputazione per l’uso brutale durante la seconda guerra mondiale per la rapida uccisione di prigionieri nei campi di concentramento.

Non si tratta del coltello da mignolo di Freddy Krueger, il macabro personaggio del film horror Nightmare ma di un oggetto costruito sempre con un guanto e devo dire che la prima volta che ho visto questo tipo di coltello la sensazione che ho avuto senza ancora conoscerne la storia è stata di un retrogusto di sadismo umano, un tremito di orrore, e pur essendo un appassionato di coltelli del sud est asiatico come il Karambit che è una tipologia di “coltello” e strumento funzionale che adoro ma vedere il srbosjek va subito capire che si tratta di qualcosa che aveva dietro una storia umana orribile.

Certo non è lo strumento ma il suo utilizzo ma andando a leggere la sua storia si capisce che la sensazione che ho provato era corretta.

Lo srbosjek (che in croato significa “tagliaserbo”) era un’arma appositamente creata dagli ustaša dello Stato Indipendente di Croazia e fu prodotta dalla ditta tedesca Gebrüder Gräfrath di Solingen su speciale commessa del governo ustaša croato ed era fatta semplificando da un guanto di pelle al quale era fissata una lama di una decina di centimetri.

Una delle caratteristiche di questo coltello è che per la sua conformazione permetteva di avere le mani libere. Il guanto copriva giusto il palmo e il dorso della mano, lasciando libere tutte le cinque dita.

La lama era fissata ad una piastra del guanto, in modo da non rischiare di causare ferite all’utilizzatore, e per non dover maneggiare un coltello a sè stante, il che aumentava la velocità d’uso.

La lama era costruita leggermente ricurva (non come un Karambit) per permettere lo sgozzamento delle vittime con il minore sforzo possibile ed era quindi concepita per uccidere grandi quantità di persone.

Il “tagliaserbo” trovò principalmente utilizzo nel campo di concentramento di Jasenovac contro i prigionieri etnici (sebo, ebrei e rom) e anche contro un gran numero di appartenenti alla resistenza partigiana o presunti tali.

Lo srbosjek è diventato tristemente famoso per le competizioni organizzate dagli ustaša a Jasenovac, in cui veniva premiato colui che riusciva a uccidere il maggior numero di prigionieri nel minor tempo. Uno dei vincitori di queste macabre scommesse fu lo studente Petar Brzica, che la notte del 29 agosto 1942 riuscì a sgozzare 1.360 prigionieri, eccidio che gli valse l’appellativo di “re delle gole tagliate”.

Ps. Psicopatici omicidi al servizio di uomini senza scrupoli.

Ancora una volta uno strumento da lavoro trova una funzione mostruosa nelle mani dell’uomo, alla fine la differenza la fa sempre l’uomo.

Non cambierei mai il Karambit per un oggetto del genere.

Andrea

 

 

 

 

Condizionamento atletico per le arti marziali filippine

Kali Eskcrima

Sviluppare abilità nelle arti marziali filippine (FMA) richiede l’accesso a istruzioni di qualità che purtroppo per la mia esperienza difficilmente si trovano, la complessità di questa arte e le varie aree di competenza richiedono ore di allenamento da solo e con i partner e richiede una vera dedizione al miglioramento.

Spesso come ho già più volte ribadito sul blog molte persone fuori da questa arte hanno una visione molto limitata delle arti marziali filippine pensando che si tratti solo del bastone, un grave errore di percezione.

L’utilizzo delle armi in generale richiede lo sviluppo di coordinazione, tempismo e una varietà di altre abilità specifiche per l’applicazione delle arti marziali filippine che hanno benefici enormi anche a mani nude, considera che le armi hanno una velocità di movimento incredibile se paragonata alla mano nuda.

La vastità del patrimonio marziale filippino con il tempo ti farà prediligere alcune aree che approfondirai di più, come la parte a mano nuda, il dumog, il bastone, spada y daga, doppio bastone, ecc., una selezione necessaria che devi fare e troverai lo stile e l’area che più prediligi andando a creare il tuo stile e il tuo approccio all’arte ma indipendentemente da questo ci sono delle capacità atletiche che vanno allenate e potenziate.

Ora tornando al tema di questo post, il fatto che una buona condizione fisico atletica migliora le tua capacità marziali NON è novità, ma è un aspetto importante e incisivo che spesso però nei praticanti di arti marziali filippine viene trascurato.

Ma perchè????

Questo è un errore!! Perchè il Kali con “la pancia” lo puoi praticare ma non credo che lo renda migliore e efficace.

Se migliori la tua capacità di eseguire movimenti atletici di base (corsa, salto, lancio, ecc.), ci sarà un miglioramento significativo delle tue abilità come eskrimadores e come fighter.

Se sviluppi forza, la vedrai replicata nei colpi, nei takedown, o altre tecniche, perchè più sei forte, coordinato, sciolto, più forza puoi generare e più velocemente ti muovi.

Senza contare che la parte a mano nuda come Panantukan o Sikaran richiedono capacità atletiche come il pugilato o la Muay Thai e che quindi richiedono allenamenti e preparazioni atletiche non diverse da quel tipo di sport, anche per questo le arti marziali filippine sono complesse e richiedono dedizione e integrazione con altri sport da combattimento quando possibile (personalmente ho fatto così per esempio).

Ora anche se è una cosa che si sa e che si da per scontato, mi capita spesso di vedere che ci sono molti praticanti eskrimadores che trascurano troppo la propria capacità atletica che invece incide molto sulla tua capacità di applicare il Kali.

Non è il grasso che rende il Kali più “rotondo”  ma serve una preparazione atletica specifica per sviluppare un tuo fitness atletico a tutto tondo.

Quando ho iniziato con alcune persone che praticano solo l’utilizzo delle armi in particolare a fare un lavoro sulla loro forza e condizionamento ho  subito visto cambiamenti importanti nella applicazione delle tecniche, hanno sviluppato maggiore confidenza e coordinazione nei loro movimenti con miglioramento della propriocezione e dell’equilibrio.

Anche se fai Kali non significa che non devi allenare le capacità atletiche come viene fatto negli sport da combattimento.

Puoi colpire più forte, muoverti più velocemente e risparmiare più tempo senza diminuire le tue  abilità e la tua precisione.

E’ chiaro che un miglioramento della forza e il condizionamento aggiunti sono un eccellente sistema di supporto per l’arte che ti rendono migliore.

Di seguito ti indico le basi di ciò che devi incorporare nelle tue sessioni di allenamento. Nota: i suggerimenti sono molto generali per il fitness perchè non conosco la tua condizione, ma sono tutti suggerimenti tendenzialmente orientati verso le esigenze di performance delle arti marziali filippine.

Il nucleo di ciò che ha funzionato per noi include:

  • la costruzione della forza,
  • lo sviluppo della potenza esplosiva
  • l’aumento della capacità di resistenza.

Tutti e tre questi componenti sono importanti.

Costruisci la forza

Più forza ti aiuterà a colpire più duramente.

La forza è una delle componenti che ti servono ed è la tua capacità di generare potenza nei tuoi colpi ma non solo. Sia che tu colpisca con un’arma o con le tue mani nude, se riesci a colpire con più forza, aumenterai l’efficacia dei tuoi colpi.

La forza ti aiuta nel muoverti più velocemente.

Devi generare alti livelli di forza per spingere il tuo corpo. La forza è necessaria per generare alti livelli di esplosività. Sviluppando più forza, sarai in grado di generare più esplosività e quindi muoverti più velocemente. Sebbene ci sia un limite, in generale, più sei forte, più veloce puoi essere. Questo permette di avere un “gioco” più rapido e colpi più veloci.

Più forza si traduce anche in un migliore controllo del tuo avversario quando usi leve, sbilanciamenti e altri controlli.

Sebbene questi siano in genere strumenti basati su leva, se sei più forte, hai più margine per far funzionare la tecnica, anche quando non sei nell’angolazione o nella posizione perfetta per applicarla. La tua forza ti permetterà di compensare di più quando la tua tecnica non viene eseguita perfettamente. Attenzione!! La buona tecnica è importante e non può sostituirla. Tuttavia, la tecnica richiede forza. Più hai a disposizione, più opzioni hai. Le persone più forti sono più difficili da “uccidere”.

Per costruire la forza, trova un programma a tutto tondo che incorpora push up, squat, stacchi, pull up, dips alle parallele e altri esercizi a corpo libero.

L’allenamento con il bilanciere combinato con esercizi a corpo libero può essere molto efficace nel costruire la forza. Concentrati sull’allenamento progettato per la forza e l’atletica, non il bodybuilding.

C’è molta differenza.

Fai la tua ricerca ma assicurati di utilizzare un programma che produca aumenti misurabili della forza. All’inizio del tuo allenamento di forza, quasi tutto funzionerà, ma col passare del tempo, hai bisogno di un programma ben progettato per continuare a vedere i progressi.

PS. Voglio fare un appunto specifico per le mani, perchè considera che la forza di presa delle tue mani quando maneggi un’arma è qualcosa che non puoi trascurare.

Sviluppo della potenza esplosiva

La potenza esplosiva ti aiuta a eseguire le tue tecniche in modo più efficace.

Se colpisci qualcuno con il tuo bastone, vuoi che il colpo sia efficace. Vuoi essere in grado di fermare il tuo avversario con colpi durissimi. Per fare questo, devi colpirli usando il potere. Il potere non è utile solo quando si esegue un attacco, ma anche quando si eseguono altre tecniche, come lanci e takedown.

Il potenza esplosiva è la capacità di produrre la massima forza in un tempo minimo.

Ciò significa che devi avere forza per avere potere. Una volta che hai sviluppato la tua forza al suo potenziale, concentrati sulla riduzione del tempo necessario per produrre questa forza. Riduci il tempo per sviluppare più energia.

Per sviluppare potenza, usa esercizi che ti consentono di lavorare sulla massima forza di uscita e velocità.

Incorpora nel tuo allenamento stacchi olimpici, scatti, salti, pliometria, tiri con palla medica, kettlebell e altri esercizi esplosivi nel tuo allenamento. Assicurati di sviluppare una buona base di forza prima di provare a sviluppare “il potere”. Iniziare l’allenamento di potenza troppo presto ti porterà a lesioni come tentare di fare questi esercizi senza imparare la forma giusta.

Per essere in grado di produrre energia, sviluppa la forza nel tuo nucleo.

Più il tuo core è stabile, maggiore è la velocità e la forza che puoi usare per muovere gli arti.    Nel movimento atletico, il tuo core deve assorbire e trasferire la forza attraverso il tuo corpo. Immagina come le tue braccia e le tue gambe si muovono mentre fai oscillare un bastone a tutta forza. Quella forza deve essere incanalata dalle tue gambe, attraverso il tuo nucleo, e trasportata attraverso il tuo braccio. Se il tuo core è debole, perderai energia durante il trasferimento interrompendo la catena cinematica.

Gli esercizi per rafforzare il core dovrebbero concentrarsi sulla resistenza alla flessione, all’estensione o alla rotazione spinale. L’utilizzo di barre per trazioni, kettlebell, TRX, varianti di planck,  AB Roll o stacci con bilanciere, battle rope sono alcuni degli esercizi funzionali che devi utilizzare.

Questi esercizi possono essere utilizzati per migliorare la capacità di stabilizzare la colonna vertebrale durante il movimento e quindi aumentare il potenziale per generare energia.

 

Aumenta la tua capacità di resistenza

Le arti marziali filippine includono movimenti esplosivi eseguiti ad alta velocità.

I colpi e le tecniche sono eseguiti con sequenze esplosive di più colpi combinati al movimento e non ti permette di fermarti perchè le armi si muovono molto velocemente.

In un periodo di tempo molto breve, puoi tirare più colpi a piena velocità, sfuggire agli attacchi con un rapido footwork, e magari eseguire uno scatto o un takedown.

Soprattutto se consideri di preparati per più aggressori, questi sforzi combinati ad alta intensità possono verificarsi più volte consecutivamente richiedendo uno sforzo aerobico notevole.

Questo tipo di sforzo fisico deve  essere sviluppato con la tua forza e il tuo condizionamento, diversamente ti ritroverai dopo poco con il fiatone e senza l’energia di muoverti e diventi un bersaglio facile ancora di più con le armi.

Per sviluppare questo livello di output o capacità, è necessario adottare un approccio specifico per l’allenamento a causa del modo in cui il tuo corpo alimenta l’attività.

Diversi tipi di sforzi fisici sono alimentati dal tuo corpo in modo diverso. Il modo in cui il tuo corpo alimenta un jogging lento o un giro in bici occasionale è molto diverso da come alimenta uno sprint a tutto campo, un salto per la massima altezza o un sollevamento davvero pesante. I diversi sistemi che alimentano questi sforzi includono i sistemi aerobici e anaerobici. Le attività che sono alimentate dal sistema aerobico tendono ad essere più moderatamente stimolate, mentre le attività alimentate dai sistemi anaerobici tendono ad essere a ritmi molto veloci o includono sforzi massimali.

Per il fitness generale, è utile un bilanciamento di allenamento sia per i sistemi aerobici che per quelli anaerobici, ma se ti alleni specificamente per ottenere prestazioni migliori nelle arti marziali filippine, dedica più tempo all’addestramento dei sistemi anaerobici.

Eseguire le arti marziali filippine a tutta velocità richiede un maggiore utilizzo dei sistemi ad alto rendimento in cui lavori nelle soglie anaerobiche.

Devi quindi allenare gli stessi sistemi nella tua forza e nel tuo condizionamento.

Questo allenamento può tradursi in erogazione di più colpi a tutta velocità prima sulle gomme quando ti alleni e poi sulla testa/braccio/mani/ecc. del tuo avversario, essendo in grado di applicare continuamente movimenti esplosivi per diversi round in un combattimento, o anche di avere l’energia per combattere più attaccanti.

Per sviluppare questa capacità, utilizzare una combinazione di allenamento ad intervalli e allenamenti ad alta intensità che sono per lo più di 10 minuti o meno ma alta intensità.

Allenamento in circuito, allenamenti in stile AMRAP (come più giri possibili) e altri allenamenti basati su attività temporizzate che si concentrano sul completamento rapido dei set (con una buona forma e un minimo riposo) sono alcuni esempi che potrebbero funzionare per te.

Includi più sforzi massimali con cose come sprint, salti e tiri di palla medica.

Man mano che migliorerai le soglie di quanto veloce, intenso e “lungo” puoi andare prima di cedere e più vedrai migliorare il tuo Kali.

Questo miglioramento ti farà rimanere più a lungo pulito nelle tecniche , veloce, preciso e potente prima che la fatica rovini la tua tecnica durante l’esecuzione del Kali.

In pratica, questo significa che hai una migliore possibilità di vincere una gara sportiva e di sopravvivere a un incontro violento.

Alcuni consigli

  • Utilizza esercizi che incorporano movimenti atletici generali. Non isolare ma fai esercizi che legano le catene muscolari per generare il movimento. Non cercare di farli somigliare ai movimenti di Kali. Anche se nell’addestramento specifico di abilità, questo può essere prezioso, in allenamento di forza e resistenza, questo può davvero rovinare i tuoi “meccanicsmi”.
  • Piuttosto che concentrarsi sullo sviluppo di un singolo muscolo, pensa in termini di coltivare un buon movimento. Per i migliori risultati, utilizzare per lo più esercizi che coinvolgono più articolazioni e gruppi muscolari piuttosto che isolare i muscoli.
  • Allenati per migliorare i tuoi punti deboli. Non perderti nel fare veramente bene le cose che ti piacciono di più. Il punto qui è migliorare la tua performance. Avere un equilibrio funzionale di forza e condizionamento per supportare le tue abilità FMA è importante per la tua performance.
  • Usa la variazione nel tuo allenamento. Per migliorare in modo significativo, hai bisogno di coerenza, ma hai anche bisogno di variazioni. Sviluppa progressivamente forza e potenza, ma evita di abituarti eccessivamente a una singola routine. Varia gli esercizi e le routine che svolgi in modo da evitare di sottoporsi a determinati aspetti di fitness. Attenzione!! Quando introduci la varietà, non eliminare mai i tuoi esercizi primari funzionali.
  • Chiedi aiuto nella progettazione di un programma a un esperto e assicurati di imparare come eseguire correttamente gli esercizi. Una cattiva forma e programmi eccessivamente ambiziosi possono portare a lesioni e scarsi risultati. Ricorda che stai cercando risultati di rendimento, non vantarti diritti o auto-penitenza. Un buon programma ti permetterà di misurare i risultati.
  • Ricordati sempre lo scopo per cui lo fai!. Questo significa che ora non devi fare più fitness che FMA, ti alleni per uno scopo.

Anche se tutto questo è molto semplicee scontato, in realtà è un fondamentale che ti darà un vantaggio sui tuoi avversari e ti renderà più sano allo stesso tempo. Se non stai già facendo lavori di forza e di condizionamento, prova per alcuni mesi e vedrai la differenza tu stesso. Non trascurare questo aspetto, sei sempre un fighter!.

Stay Kali Fit!!

Andrea

Uno a uno con le armi non è mai buono

Quando si tratta di armi, alcuni sconti che puoi farti quando sei a mano nuda vengono annullati.

Armi come il coltello ancora oggi sono una delle più versatili e più insidiose tipologie di tools inventati dall’uomo nonostante siano passati millenni e rimane una delle tematiche più discusse quando si parla di aggressioni di coltello.

Uno dei motivi che mi ha portato a studiare l’uso delle armi è nata proprio dall’osservare che tra i più forti striker che vedevo negli stage in giro per il mondo molti di questi erano anche esperti nel maneggiare armi da taglio.

L’approccio tecnico, fisico e mentale dell’uso delle armi da taglio porta il livello di allenamento verso dei confini che praticando solo la mano nuda (striking per intenderci) non puoi raggiungere.

Con le armi non puoi essere MAI toccato e i colpi di punta sei costretto a gestirli con assorbimenti e schivate portando il livello di footwork all’estremo.

Questo approccio ti porta a un approccio inizialmente psicologico dove anche se è un allenamento non devi essere mai toccato e fisico con la ricerca continua di uscire dalla lezione senza essere stato toccato.

Questo deve essere il tuo obiettivo con l’uso delle armi da taglio. Quindi occhio!!

Questo mantra che rimbomba nella tua testa all’inizio è frustrante perchè vieni toccato molte volte, ma è questa continua ricerca che ti porta a renderti evasivo non solo con le armi ma anche a mano nuda.

Questo approccio mentale ti rende sempre più attento all’ambiente, alla distanza, alla posizione del tuo corpo, al tuo footwork.

E’ uno dei lavori più complicati! ma che racchiude in se soddisfazioni nel tempo per chiunque conosca e inizia a lavorare con questa mentalità.

Il lavoro con le armi è una MENTALITA’.
Il lavoro con le armi richiede una certa mentalità di metodo e di approccio.

Sia che si tratti di armi da fuoco che di armi da taglio, dare un colpo senza preoccuparsi di riceverne un’altro diventa una vittoria inutile.

Il pareggio con le armi non esiste, significa due feriti nella migliore delle ipotesi o due morti.

In generale nel combattimento e ancora di più se incude le armi è importante che hai a mente questo semplice schema:

  • 0 a 0 –> va benissimo
  • 1 a 0 –> per te va benissimo
  • 1 – 1 –> non va bene
  • 0 a 1 –> non te lo devo neanche scrivere, sei stato fregato.

Ora la scherma è un’arte marziale europea, è il residuo di un codice marziale aristocratico di condotta virile tra uomini ma non così purificato da eliminare del tutto i pericoli e nemmeno così aristocratico da evitare i tatticismi o gli imbrogli.

Una volta che ti addentri nello studio di questa forma straordinaria di combattimento rituale e riconosciuta la sua tecnica, inizi ad intuire che è una difesa personale armata.

Ora perché ti parlo di scherm, il motivo è che alcuni cenni su questa arte sono un importante spunto da prendere per parlarti della scherma ma corta, il perchè ti dico questo lo puoi intuire facilmente, il coltello in tasca lo portano in molti una spada no.

Per comprendere meglio il significato di questo articolo voglio che conosci le regole base delle scherma e il suo regolamento, che può essere anche usato come spunto sportivo per la scherma corta nei tuoi allenamenti anche se molte limitazioni se il tuo obiettivo è la difesa personale le devi eliminare o utilizzare per costruire degli esercizi mirati.

Fondamentali della scherma

Gli incontri di scherma consistono in tre segmenti di tre minuti, combattuti su una pedana la cui larghezza dev’essere compresa tra 1,5 e 2 metri. Gli schermidori si aggiudicano i punti quando colpiscono la zona bersaglio del loro avversario, che varia a seconda dell’arma utilizzata. Vince chi si aggiudica più stoccate, e in caso di parità viene disputato un minuto supplementare. Prima del tempo supplementare viene sorteggiato quale dei due atleti vincerà in caso di nuovo pareggio, per obbligare gli schermidori a essere aggressivi.

Penalità
Si possono assegnare penalità in caso di spinte, utilizzo delle mani per deviare i colpi o rifiuto di salutare l’avversario. Gli arbitri assegnano un cartellino giallo e un’ammonizione alla prima infrazione, poi un cartellino rosso e un punto di penalità e alla terza violazione un cartellino nero che indica la squalifica. È vietato respingere la lama con il braccio, ma si tratta di una pratica diffusa: la scherma di alto livello è talmente rapida che difficilmente gli arbitri se ne accorgono.

Armi

  • Fioretto
    La più leggera e flessibile delle spade fu inventata nella Francia del Diciottesimo secolo a scopo di allenamento. Sono validi solo i colpi portati con la punta e solo sul torso.
  • Spada
    Più simile alla tipica arma da duello del Diciannovesimo secolo, la spada può colpire qualsiasi parte del corpo ma solo con la punta; questo perché in origine questo stile era destinato a provocare sangue ma non a uccidere.
  • Sciabola
    Derivata dalle spade dei cavalleggeri e da armi da duello come lo stocco, la sciabola è progettata per tagliare e squarciare più che per colpire di punta. Si può colpire con qualsiasi parte dell’arma qualsiasi parte del corpo, ma solo dalla vita in su (compresa la maschera e la schiena).

Un po’ di tecnica
Quando la stoccata è stata assegnata e l’assalto interrotto, i giudici descrivono l’azione vincente in termini tecnici. Gli stessi termini verranno utilizzati dai telecronisti, quindi tanto vale saperli.

  • Attacco: la prima azione offensiva.
  • Parata: una difesa vincente con deviazione della lama dell’attaccante.
  • Risposta: l’attacco che segue una parata vincente.
  • Rimessa: l’attacco portato, senza ulteriore avanzata, immediatamente dopo un proprio attacco fallito.
  • Raddoppio: l’attacco portato a un avversario che abbia perso la priorità per inazione o lentezza.

Armi e stili

Fioretto
Rigidamente disciplinati dalle regole di priorità, gli assalti nel fioretto sono molto tecnici; movimenti brevi e rapidi sono basilari per assicurarsi un vantaggio.

Spada
Il duello di spada è il più simile nello stile a quello classico: il bersaglio è l’intero corpo, e sono ammesse le collisioni. Il contrattacco è spesso lo stile preferito. Vedrete gli schermidori più intenti a provocare un attacco che non a lanciarlo, per poi rispondere al primo spiraglio utile.

Sciabola
Dato che è permesso colpire con qualsiasi parte della lama e le parate risultano difficili, la difesa nella sciabola è più un lavoro di gambe e di posizione. Potendo colpire sia di taglio che di punta il duello è più spettacolare, ed è inoltre ammessa la flèche o «frecciata»: un attacco nel quale il corpo è decisamente inclinato in avanti con il braccio armato slanciato e l’altro disteso all’indietro.

Una cosa che non ho mai apprezzato eccessivamente nelle gare di scherma è il delay (ritardo) tra il colpo a segno e il colpo dell’avversario che sancisce il punto. Mi spiego meglio.

Chi colpisce chi? La priorità

Se entrambi gli schermidori mettono a segno un colpo contemporaneamente, a chi viene assegnato il punto? Per risolvere questo problema, nel fioretto e nella sciabola esiste la regola della priorità: il duellante che attacca per primo ha la priorità, e in genere si aggiudica il punto.

Chi si difende può ottenere la priorità e diventare attaccante se il colpo dell’avversario fallisce, ma deve esercitarla in fretta altrimenti la perde.

Se non è possibile stabilire a chi spetti la priorità, il punto non viene assegnato.

Nella spada, dove la priorità non esiste, se ci si colpisce contemporaneamente entro un venticinquesimo di secondo il punto viene assegnato a entrambi, a meno che il punteggio sia in parità e manchi un punto alla vittoria: in questo caso, il punto non viene assegnato a nessuno.

Questo approccio sportivo di colpirsi contemporaneamente nella realtà può significare che entrambi gli avversari si sono infilzati e la speranza di uno o dell’altro è nella non gravità della ferita subita.

Perchè questo approccio?. Forse qualcuno ha considerato questo dalay sufficiente per bloccare un avversario?.

Quando ti alleni a mano nuda ma ancora di più con le armi devi sempre considerare l’uscita dal tua attacco.

A mano nuda se hai colpito l’avversario il suo eventuale colpo a segno potrebbe essere scarico nonostante vada a segno portando un danno nullo o molto limitato, ma se nella sua mano c’è un coltello o un machete, questo colpo anche se scarico a bersaglio può creare dei danni incredibili.

Ora non puoi pensare di fare un corretto lavoro con le armi se non consideri correttamente la tua posizione e la tua postura dopo che sei andato a bersaglio o hai mancato il bersaglio.

Tu con le armi “non ci devi mai essere!“.

Essere toccati con le armi significa essere feriti o uccisi e devi abituarti a cercare durante l’allenamento con le armi a non essere mai toccato neanche per gioco, è complesso?. Non devo neanche risponderti.

Come puoi capire da solo stai per entrare in Matrix. Perchè ti dico questo? perchè stai per entrare in uno dei più misteriosi e controversi medodi di combattimento che l’uomo ha creato, l’uso delle armi e in particolare delle armi da taglio.

Purtroppo la cronaca è pieno di episodi di vilenza utilizzando uno degli strumenti più diffusi al mondo, il coltello.

Come avrai letto questa arma è un potente equalizzatore e uomini di forza superiore, fighter esperti di sport da combattimento, pugili, ecc. sono sfortunatamente capitati in questo Matrix dove sono rimasti gravemente feriti se non addirittura uccisi.

Questo deve farti riflettere perchè non si trattava di persone indifese, ma dei veri fighter eppure l’arma da taglio non le ha lasciato scampo.

Perchè?

Prima di tutto spesso le aggressioni di coltello come ho già detto in un post non sono con regole di onore e quindi non c’è nessun duello ma è una vera a propria trappola a cui è difficile uscirne ed è qui che devi conoscere bene e sempre più a fondo quello che è il contesto e la sua analisi, argomento di cui ti ho parlato più volte.

Chiaramente se ricevere un pugno può darti una possibilità di reazione quando si tratta di ferite da taglio diventa tutto sempre più complicato ed è lì che deve cambiare l’approccio formativo e psicologico dell’uso delle armi.

Tendenzialmente l’attacco di coltello è un assalto con un gran numero di colpi a ripetizione che arrivano dallo stesso lato.

No!! non è quello che fa un esperto di coltello, ma rimane nonostante la ripetitività del gesto qualcosa di estremamente pericoloso, pieno di una carica di violenza e aggressività che è la prima cosa che ti può sorprendere ancora prima dell’arma.

Spesso mi capita di vedere incontri di scherma, è qualcosa che seguo regolarmente e anche se non c’è la tridimensionalità della scherma corta (visto l’utilizzo della pedana) è qualcosa di estremamente interessante e propedeutico ma una delle cose che mi ha sempre dato fastidio è che anche se si tratta di sport spesso i due avversari si toccano spesso quasi contemporaneamente assegnado il punto a uno dei due che ha toccato per primo, questo nella realtà significa due feriti, due morti, o un morto e un ferito o due feriti.

Se tu porti questo nella realtà capisci che tu devi essere molto più conservativo perchè colpirsi quasi insieme ed entrambi a bersaglio significa grossi problemi.

Considera inoltre che l’unica arma utilizzabile è la spada o il fioretto e non è possibile usare altre parti del tuo corpo per attaccare, non puoi afferrare e non puoi colpire alcuni parti del tuo avversario, queste limitazioni rendono l’uso di armi nella difesa personale uno dei combattimenti più complessi nel mondo delle arti marziali dove la cura maniacale del dettaglio non è ancora mai sufficiente.

Ora questo post non è contro l’approccio sportivo alla scherma che comunque deve avere delle regole visto che è uno sport ma una riflessione sul fatto che uno a uno con le armi in generale non è mai buono.

Il tuo approccio psicologico all’utilizzo delle armi da taglio deve essere solo uno nei confronti del tuo avversario: NON MI DEVI MAI TOCCARE!

Se si tratti di una rountine, di un drills, di sparring, non importa non ti devi mai fare toccare.

Non è mai un gioco!! anche se stai usando dei coltelli in alluminio con i tuoi compagni di allenamenti.

Ps. Visto che qualcuno me lo ha detto compagni di allenamento non ha nessuna inclinazione politica quindi se stai pensando una cazzata falla subito sparire dalla tua mente e chi mi conosce sa che certi discorsi ideologici con me non funzionano e che mi sta sul cazzo chi si appropria di parole comuni per fini politici e personali, quindi per me qualunqua idea politica tu abbia devi sapere che con me puoi parlare solo di idee e non di ideologie, rispondo solo delle idee!. Se è buona ti appoggio se è una cazzata immagina il mio dito medio davanti alla tua faccia, mi annoiano i fanatici delle ideologie peggio ancora se nostalgiche mentre adoro chi ha idee e progetti che vanno al di là del proprio orticello o fine personale.

Ora torniamo a quello che mi interessa!

Ci sono moltissime ragioni per inziare a praticare l’uso delle armi ma uno importante e che riguarda proprio quello che fai oggi ed è che l’uso delle armi è un turbo per la tua arte marziale.

L’approccio fisico e mentale di lavorare con il concetto di non poter essere mai toccato ti porta a enfatizzare al massimo gli skills evasivi è un senso della distanza incredibile che porta a estremizzare l’utilizzo del footwork, della posizione del tuo corpo e la distribuzione del peso.

Sia che tu pratichi sport da combattimento ma ancora di più se pratichi difesa personale la scherma corta è qualcosa che devi integrare nei tuoi allenamenti in che percentuale è qualcosa di cui ne parleremo in un articolo specifico.

Inizia a usare questo spunto, ascolta il mio consiglio.

Andrea

The Dog Brothers, il combattimento reale con il bastone

Quando si tratta di combattimento con il bastone e di stick fighting i dog brothers occupano un posto di rilievo.

Alcuni di voi hanno avuto l’occasione di conoscerli attraverso la serie di videocassette che i dog brothers hanno girato nel 1994 per la “Panther” intitolata: Real Contact Stick Fighting, ovvero “Lotta reale con bastoni a contatto pieno”. Si tratta essenzialmente di questo, ma limitarci a questa definizione sarebbe troppo banale.

Quando molti anni fa ho avuto dalle mie prime eseprienze di kali filippino la fortuna di poter vedere questo materiale ha immeditamente cambiato il mio approccio all’uso del bastone e al combattimento di stick fighting.

Fin da subito ho iniziato ad avere un rifiuto per l’approccio tipico dove si era completamente schermati e gli avversari si tiravano centinaia di colpi in un vortice assurdo per via del fatto che sanno che non vengono feriti, questo per me non era il vero kali filippino.

Nessuno avrebbe un approccio del genere al combattimento se non avesse quel genere di protezioni.

Per affrontare il combattimento con il bastone con protezioni minime e senza limitazioni del tipo che puoi colpire solo con il bastone e solo in piedi ci vuole veramente una bella dose di coraggio e in qualche modo un macabro gusto e attrazione al combattimento, quasi una ricerca personale di se stessi come uomo come individuo, andare a scoprire le proprie paure, le proprie forze e i propri limiti.

Già nel logo sono indicate delle tre parole: mente, cuore, palle.

I Dog Brothers sono visti da fuori duri ed aggressivi, ma quando ci si avicina si scopre che al loro interno c’è una filosofia, un modo di vivere che aiuta a conoscere se stessi, non si tratta solo di combattimento con il bastone.

Questo gruppo fondato da Marc “Crafty Dog” Denny, co-fondatore dei Dog Brothers e mente del sistema. Il suo soprannome, “Crafty Dog”, significa cane furbo

Durante i suoi anni all’università di New York, Marc aveva praticato il Kung Fu per un breve periodo. Poi si esercitò nel Taekwondo per un anno a Washington, dove lavorava da avvocato.

Per motivi professionali si trasferì a Long Beach, California, entrando in affari con suo fratello minore. Poco tempo dopo s’iscrisse all’Accademia di Dan Inosanto per iniziarsi all’arte del Kali. Da allora non ha mai smesso di praticarlo. Un giorno osservò che un paio di compagni dell’Accademia avevano diversi graffi e contusioni in seguito ad un combattimento con bastoni. Tutti all’accademia di Dan avevano sentito parlare dei “combattimenti alla morte” che si usavano anticamente nelle Isole Filippine. In realtà, questi non erano tanto seri come quelli filippini. Incuriositosi trovò il modo di farsi invitare ad assistere ad una di quelle sessioni. Li conobbe Eric Knaus che fu quello che lo incoraggiò a provare la lotta con i bastoni.

Sin da quel giorno Marc capì che quel sistema di combattimento sarebbe stato il modo per superare i propri limiti.

Attraverso l’allenamento, l’amicizia con Eric cresceva giorno dopo giorno, cosi come il desiderio di trovare nuovi compagni per esplorare gil ampi orizzonti che si aprivano davanti a loro, compito che risultava difficile. Finalmente, Marc convinse Eric ad accompagnarlo all’Accademia di Dan lnosanto, dove sarebbe stato facile trovare gente sufficientemente aperta da voler partecipare al progetto. Poco dopo si era già formato un bel gruppo al quale, per il suo alto livello di disciplina ed impegno, fu permesso di rimanere nell’Accademia per praticare la lotta con i bastoni dopo le lezioni regolari, dando loro le chiavi per poter chiudere la scuola una volta finiti gli allenamenti.

Questo gruppo finì per essere noto come “after midnight group”.

 

Una delle frasi preferite da Marc “Crafty Dog” Denny, co-fondatore del sistema, spiega chiaramente la filosofia dei Dog Brothers:

La violenza è una parte inerente all’essere umano; se non gli si offre un canale nel quale possa fluire in modo costruttivo e naturale, prima o poi esplodere in modo incontrollabile e controproducente. I nostri “dog brothers” hanno, anche se non è l’unico, uno dei modi più diretti per convogliare quell’energia.

Durante i primi combattimenti per proteggere la testa dai pericolosi impatti dei bastoni, all’inizio venivano usati dei duri caschi metallici molto resistenti. Ma, molti nel gruppo pensavano che questo tipo di protezioni creasse un falso sense di sicurezza ed un eccessivo rilassamento nell’avere una protezione in una zona delicata come la testa che poteva rendere il modo di combattere poco reale.

Eric, sempre fedele al realismo, espose subito i suoi dubbi e Marc risolse il problema prendendo una di quelle vecchie maschere da scherma che si stavano rovinando nelle cantine della scuola. La maschera funzionò alla perfezione, proteggendo le zone delicate del viso, ma non troppo, per cui bisognava stare sempre attenti e non vi era la possibilità di rilassarsi e distrarsi.

Kali Eskrima Stick Fighting

Fu allora che si decise di non interrompere i combattimenti una volta che si arrivava al corpo a corpo, sostenendo che se lo sviluppo naturale di una lotta reale fosse arrivato a quel punto, sarebbe stato opportuno continuare a lottare nello stesso modo.

Anche se in quel periodo nessuno aveva nozioni sulle tecniche di lotta al suolo (non era ancora noto il Brazilian Jiu Jitsu), questo non impedì loro di cominciare a fare ricerche su questo tema. Il primo contatto con il Jiu Jitsu brasiliano si ebbe nel 1987, quando Carl Franks, studente di Carlson Gracie alle Hawaii, visitò l’Accademia a volle “giocare” insieme a loro. Rimasero tutti affascinati.

L’ “after midnight group” si chiamò “The Dog Brothers” dal Festival dei Tre Giorni di Lotta nel maggio del 1989. Fu una grande esperienza per tutti gli assistenti. Si tennero circa 20 combattimenti con bastoni, a contatto pieno a senza usare protezioni. Il risultato fu la nascita di un forte legame tra i presenti.

L’origine del nome ha un curioso aneddoto. Sentendosi molto legati in un modo che solo il combattimento a piano contatto può produrre, sorse il bisogno di mantenere questa unione. Era necessaria la creazione di un’organizzazione formale i cui membri partecipassero ad una serie di progetti in comune. Per tal motivo era d’obbligo trovare un nome. Si sarebbero potuti chiamare “i dragoni” o “le tigri”, oppure “i lupi”. Dopo una lunga e stancante giornata d’infinite discussioni, Marc andò a riposarsi per un po’. Fu allora che dando un’occhiata ad un fumetto fu attirato da una frase che “Conan il Barbaro” diceva ai suoi compagni mercenari: “lottate, lottate fratelli cani!”.

I soprannomi (crafty dog, top dog ecc.) sono semplici da spiegare. Nel gruppo originale c’erano quattro o cinque persone chiamate Mark o Marc, occorrevano quindi dei soprannomi per distinguerli.

Nell’estate del 1989, Marc conobbe Punong Guro Edgar Sulite che gli fu presentato dal suo Guro, il leggendario Dan lnosanto, durante un seminario di Pekiti Tirsia, nel Tennessee. Sin da quel momento, Marc cominciò a prendere lezioni private con lo scopo di migliorare il suo livello di combattimento, visto che il sistema Lameco Espor era molto efficace. Marc ottenne il certificato d’istruttore del Sistema Lameco dallo scomparso Edgar Silute. Punong Guro Edgar è morto recentemente nelle Filippine mentre teneva un corso per la divulgazione della sua arte. Vogliamo con ciò dare a questo Maestro il nostro umile omaggio postumo e ricordare a tutti che la nostra bella vita è breve e bisogna cogliere l’attimo. Puong Guro Edgar è scomparso all’età di soli 39 anni lasciando moglie e cinque figli.

Nell’estate del 1990, prima Marc e poi Eric cominciarono a praticare il Ju Jutsu brasiliano sotto la guida dei fratelli Machado e, visti i risultati, hanno continuato ad allenarsi fino ad oggi.

Curiosità: Quando si doveva svolgere il Terzo Campionato dell’ “Ultimate Fighting Championship” (UFC3), proposero ai Dog Brothers di realizzare un esibizione tra le semifinali e le finali, ma l’idea fu scartata all’ultimo momento perché, secondo l’organizzatore, “erano troppo realistici e per via della censura televisiva si rischiava l’annullamento dell’intera trasmissione”. La lettera, firmata dal signor Arthur Davie, finiva dicendo che “forse i Dog Brothers sono troppo avanti rispetto ai tempi”.

Nell’inverno del 1992-93 furono girate le videocassette delta Panther, intitolate “Real Contact Stick Fighting”, che vennero distribuite nell’autunno del 1994. Grazie a questo materiale adesso è molto più facile trovare compagni di allenamento e negli incontri che si tengono con regolarità al parco si radunano tra i 20 e i 30 lottatori di tutto il paese davanti a più di 200 spettatori.

Ora parlando sul presente e sul futuro dei Dog Brothers come loro stessi spiegano, l’unica cosa che vogliono in questo momento “è semplicemente insegnare alla gente a lottare in un modo efficace e realistico, aiutandoli in questo modo a sviluppare I’autostima e la fiducia in se stessi”.

Il sistema che insegnano, che chiamano “Sistema di tanti stili”, è la combinazione delle loro esperienze.

Essi non credono che ci sia un sistema superiore agli altri, che abbia tutte le risposte.

Perciò uno stile può essere più efficace di un altro a seconda del contesto e delle circostanze e per sconfiggere un avversario, è logico usare le tecniche che questi non conosce o andare a lavorare nelle aree dove lui si sente più a disagio.

In questo modo si attua un avvicinamento integrale all’arte del combattimento, tenendo conto di tutte le possibili distanze e delle diverse armi: dall’uso dei pugni, delle gambe, dei gomiti ecc., fino all’uso dei coltelli, dei bastoni e qualsiasi altra arma, passando dal combattimento al suolo, con proiezioni, prese, strangolamenti ecc..

La filosofia del combattimento dei Dog Brothers è basata sui concetti di Jeet Kune Do. Ma bisogna chiarire che il fatto di praticare il JKD non significa che si stia praticando il sistema dei nostri amici “dog brothers”.

Soltanto attraverso il contatto pieno con minime protezioni si può arrivare ai limiti da loro raggiunti.

Inoltre hanno sviluppato un’importante qualità, cioè quella di saper usare il bastone in qualsiasi distanza e situazione.

Questo significa ad esempio che l’avversario può attaccare con un calcio e ricevere un colpo di bastone alla stessa gamba, oppure una bastonata seguita da un pugno, il “Dog Brother” può essere al suolo sul punto di venire strangolato e usare il bastone come leva, non solo per evitare lo strangolamento, ma anche per applicare una tecnica di immobilizzazione contro l’attaccante.

La verità è che qualsiasi tipo di tecnica o situazione di combattimento cambia quando si considerano tutte le possibilità che offre il bastone e le armi.

L’arte del combattimento al suolo è completamente diversa se si è aiutati dal bastone o da un’arma che amplifica le leve e il dolore.

Il sistema dei Dog Brothers è fondato su 5 pilastri:

1. Kali

Al cuore del sistema ci sono sempre le Arti Marziali filippine. Le tre radici principali sono il sistema

  • Inosanto,
  • Pekiti Tirsia e
  • Lameco.

Anche il Silat viene considerato parte del sistema, con o senza armi.

2. Il Dog Brother Grappling

Anche se sono studenti del livello medio del Machado Jiu Jitsu, si considera indispensabile l’abilit? nella lofta corpo a corpo. Riuscire a fario ? parts integrante del “Dog Brother Stick Grappling” nonch? del “Dog Brother Vale Tudo” senza armi che spiegheremo pi? avanti. In questo campo, ci Si rivolse principalmente alla famiglia Machado, che abita vicino alia sede originale dei Dog Brothers a Hermosa Beach, California. Marc dice: “Per quelli che se lo possono permettere, noi consigliamo di allenarsi con i fra- telli Machado.”

3. Krabi Krabong

L’arte della lotta con o senza armi dal quale proviene la Muay Thai. In questo sistema si utilizza la guida di Ajarn Arlan “Salty Dog” Sanford, che è riconosciuto e graduato in Tailandia.

4. Dog Brother Stick Grappling

Come ho spiegato prima, è il loro sistema, originale e non superato, di uso del bastone nella lotta corpo a corpo sia al suolo che in piedi. Durante gli anni di sperimentazione personale, per la sua creazione furono usati elementi del Jiu Jitsu brasiliano, le Arti Marziali filippine e parti del sistema “Bando Python”, del Maestro Dr. M. Gyi, che Marc ringrazia per la sua importante collaborazione.

5. Dog Brother Vale Tudo

E’ il sistema a mani nude che si usa quando si perde l’arma. E’ basato sugli stessi principi del resto del sistema per cui risulta molto originale e sorprendente. Sono comprese tecniche di pugni, gambe, gomiti, ginocchia, prese, proiezioni, lotta al suolo e immobilizzazione al suolo, oltre al Jun Fan Gung Fu.

Ps. Vi faccio notare le scelte dei dog brothers rispetto ai molti post dove insisto su certe tematiche in maniera ossessiva per farvi incuriosire e esplorare una certa mentalità e approccio marziale. La multi disciplinarità è la nuova via marziale.

L’obiettivo principale è aiutare il praticante a sviluppare un livello di pensiero più elevato e una varietà poco comune di tecniche che lo aiutino a migliorare la sua abilità come fighter e come persona.

Più importante di ciò che si apprende è che le conoscenze vengano applicate in un modo integrale e realistico.

Per far parte di questo progetto non c’è bisogno di diventare un Dog Brother, si possono utilizzare queste conoscenze in qualsiasi caso e, quello che è più importante, imparare dall’esperienza degli altri.

Forse uno dei modi migliori di utilizzare l’esperienza degli altri è quello di presentarti ad uno degli “incontri al parco” (“Gathering of the Park”) che si tengono due volte all’anno e vedere cosa fanno.

Ottimo sarebbe partecipare ai suddetti incontri di stick fighting, per avere un’esperienza diretta ma per quelli più conservatori, o semplicemente curiosi, non è una cattiva idea passare a dare un’occhiata a quello che accade lì.

E’ gratuito e inoltre si ha l’opportunità di conoscere i partecipanti e parlare con loro. Dopo ogni combattimento i lottatori scambiano commenti sulla “giocata”. E’ allora che si impara di più, potendo capire come si sentono e che esperienza ha dato loro quel combattimento.

Se non hai l’occasione o la possibilità di spostarti fino a Hermosa Beach, in California, un’altra possibilità che hai sono le videocassette e dvd di cui ti ho parlato prima, che possono essere acquistate per posta o attraverso il “website” dei Dog Brothers a prezzi più economici di quelli della Panther. Il “website” presenta inoltre una serie di tecniche, servizi, biografie e qualsiasi tipo d’informazione.

Vale la pena dargli un’occhiata!

Se avete occasione partecipate a un corso con il Guro Marc “Crafty Dog” Denny.

Come abbiamo detto prima, non c’è bisogno di salire sul campo per far parte di questo interessante mondo di “pazzi sudati che si ammazzano a bastonate” come dicono loro di se stessi con affetto. Si può essere un semplice allievo, utilizzando tutta la propria esperienza come insegnanti, o addirittura si può diventare un “Istruttore Associato” che è il nome dato agli allievi che hanno passato con loro il tempo necessario e che possiedono il “livello tecnico” di un istruttore, ma che non sono interessati a sperimentare le loro conoscenze nel combattimento.

Per chi non conosce questo gruppo di stick fighter il mio consiglio è di fare una ricerca e di studiare il loro approccio al combattimento.

Andrea

Karambit da allenamento.

Karambit Training

Una delle cose importanti nell’allenamento è avere delle attrezzature per effettuare le tecniche in sicurezza.

Il coltello da karambit necessita di molto allenamento e per la sua peculiarità è importante che la riproduzione da training sia fatta correttamente per allenarsi correttamente ed evitare rischi di infortuni per te e per il tuo compagno di allenamento.

Esistono molti modelli di Karambit da allenamento, sia come dimensione, che come tipologia, full tang e folder, e fatti  con materiali differenti.

Quelli da training che ti consiglio sono quelli che riproducono il tuo coltello karambit reale. Non allenarti con qualcosa che non assomiglia come dimensioni e peso al tuo vero knife.

Questa è una regola generale!.

Le varianti di plastica e legno se vuoi possono andare bene per fare dello sparring, perché sono leggere e senza spigoli, ma io consiglio sempre per lo sparring di usare coltelli in alluminio e protezioni simili alla scherma per proteggere la testa e le mani.

Per quanto riguarda l’aspetto tecnico il tuo coltello da training dovrebbe essere il tuo coltello vero sfilato e senza la punta, quindi devi comprarne due, questa è la regola in expertfighting!!.

Solitamente come ti dicevo i materiali sono essenzialmente 4:

  • Acciaio
  • Alluminio
  • Plastici
  • Legno

Questi sono alcuni esempi di coltelli da training e come vedi alcuni sono molto semplici, volendo con un minimo di abilità e di attrezzatura è possibile costruirsi da soli alcuni di questi tools ma mi raccomando alla sicurezza.

Ps. Se hai bisogno di Karambit da training o dei consigli su come farli scrivimi!!

@mail: expert.fighting@gmail.com

Quello che ti consiglio e di studiare le tecniche con un coltello da training ricavato da un karambit reale per avere la stessa dimensione, peso e dinamiche in movimento.

Il karambit come per il coltello butterfly avendo dei movimenti dinamici richiede che abbia un peso e un bilanciamento ben definito che devi imparare a conoscere e gestire.

Esistono moltissimi esercizi che puoi fare con il karambit da training!. Allenati!.

Andrea