Il fumo e le arti marziali

Condividere ti rende migliore

Come puoi immaginare questo post non è un rivolto ai non fumatori ma ai ragazzi e agli atleti che hanno questo vizio.

Non voglio giudicare la tua scelta ma semplicemente aiutarti a darti una motivazione per smettere e per riuscire ad avere un rendimento più alto nella tua arte marziale e nel tuo sport.

Purtroppo gli esempi televisivi, cinematografici dei tipi duri e tosti è sempre associato a una sigaretta in mano e questo stereotipo sembra che piace.

Chi fa sport, e ci tiene a farlo al massimo delle proprie capacità, non può fumare: il fumo, infatti, incidendo negativamente sul fiato e il rendimento muscolare, è causa di un minore rendimento sportivo.

La verità, invece, è che fumo e sport sono inconciliabili, per due ordini di motivi

  • Perché il fumo altera pesantemente ogni performance sportiva
  • Perché l’esercizio fisico non protegge in alcun modo dal rischio di malattie più gravi

Numerose ricerche tuttavia hanno rivelato che la sponsorizzazione pubblicitaria favorisce il reclutamento di nuovi fumatori e aumenta la quantità di fumo assunta da chi ne è già dipendente. E la cosa più grave è che i nuovi arruolati sono quasi sempre giovani e giovanissimi: dai 9 anni in su, senza alcuna distinzione tra Paesi industrializzati e Paesi in via di sviluppo. Bastino alcuni esempi di come siano presenti pubblicità di sigarette in molti eventi anche se sempre meno fortunatamente.

Le case produttrici si difendono sostenendo che la loro pubblicità mira unicamente alla vendita di una marca piuttosto che di un’altra e che non influenza in alcun modo il consumo di tabacco.

TU GIOCA PULITO!!

Sport vuol dire vita. L’esercizio fisico aiuta, infatti, a raggiungere un migliore stato di benessere sia fisico che psichico, ispira libertà e anche bellezza e divertimento.

Al contrario, il fumo di sigaretta e il consumo di tutti i prodotti a base di tabacco sono causa di malattia e di morte. Il fumo di sigaretta, infatti, è oggi la principale causa di malattia e di morte nella maggior parte dei Paesi sviluppati, provocando ogni anno – in tutto il mondo – circa 4 milioni di morti premature.

Le stime dell’OMS prevedono che, per l’anno 2030, il tabacco ucciderà oltre 10 milioni di persone, molte di più delle vittime dell’HIV, della tubercolosi, degli incidenti stradali, dei suicidi e degli omicidi messi insieme.

Solo nel nostro Paese (Italia) i fumatori al di sopra dei 15 anni sono circa 14 milioni, la maggioranza dei quali inizia prima  dei 21 anni e consuma tra le 11 e le 20 sigarette al giorno. In Italia, il tabacco è il responsabile di circa il 30% di tutte le morti per tumore, ovvero 45.000 decessi ogni anno. Ad esse, si sommano 8.000 decessi l’anno per cause legate al fumo passivo, 10.000 morti per bronchite cronica ed enfisema polmonare ed un numero non trascurabile di decessi per infarto miocardico e altre patologie cardio e cerebro-vascolari. Si calcola che in Italia muoiano, complessivamente, ogni anno 83.000 persone per cause legate al fumo e uno ogni sei/sette decessi sia dovuto al tabacco.

Ora come potrai vedere da questo elenco in tutti gli sport sono presenti fumatori e il mondo delle arti marziali non ne è esente:

SPORT PRATICATI FUMATORI
%
EQUITAZIONE 40,6
GOLF 40,5
RUGBY 39,0
BOCCE 38,7
SPORT MOTORISTICI 31,7
BASKET 31,2
CALCIO 25,3
SUB 25,0
PALLAVOLO 24,7
ARBITRI 23,5
ARTI MARZIALI 23,0
TENNIS 21,7
BASEBALL 17,8
CICLISMO 17,5
ATLETICA 16,6
NUOTO 10,6

Come puoi vedere tira 1/4 dei praticanti di arti marziali e sport da combattimento fuma.

SPORT SENZA FUMO!! e visto che una delle cose che mi hanno insegnato le arti marziali è aiutare gli altri voglio dire la mia su questo tema.

Ora non mi fraintendere non voglio fare il moralista o farti la predica, sei adulto e puoi fare quello che vuoi e lo sai già bene come lo sanno tutti che non ha senso fumare e che non fa bene ma voglio solo dirti che se vuoi migliorarti una delle cose che puoi subito fare è smettere di fumare.

L’attività marziale e degli sport da combattimento, ma in generale nello sport non sempre si accompagna a uno stile di vita salutare e corretto. Oltre al fumo anche una alimentazione sbagliata, alcol, vita notturna che si traduce nel dormire poco e non riposare a sufficienza incide sulle tue performance sportive.

Ma parlando del fumo che è il tema di oggi, se è vero che il vizio della sigaretta non è così diffuso tra gli sportivi come tra la popolazione generale, è altrettanto vero che il 26,2% di coloro che praticano sport fuma. Con marcate differenze tra i due sessi: 34,9% di uomini e 17,6% di donne.

Dall’analisi dei dati risulta che in alcuni sport il tabagismo è maggiormente diffuso:

  • quelli di squadra (il calcio, il rugby, il baseball, il basket e la pallavolo). La ragione sarebbe di ordine psicologico: non puntando sulla prestazione fisica del singolo, queste attività sportive permettono alle persone di sentirsi meno responsabili del proprio stato di salute. Si tratta, inoltre, di discipline in cui la componente atletica è meno importante di quella tattica (ragione per cui è più facile trovare un calciatore che fuma piuttosto che un maratoneta o uno sciatore di fondo). Incide anche il ruolo dell’atleta all’interno della squadra (nel calcio, ad esempio, è più probabile che sia il portiere a fumare piuttosto che un centrocampista).

Risultato: il 3% praticava sport di resistenza, il 23% sport di squadra e il 20% altre attività non meglio precisate. Emerge, inoltre, che i fumatori sportivi maschi rappresentavano un terzo della popolazione generale, le femmine un quinto.

  • Ma vi sono anche sport individuali in cui è frequente imbattersi in atleti fumatori: il body building e gli sport da combattimento (Muay Thai, judo, karate, wrestling, sollevamento pesi e simili), ovvero quelle discipline che richiedono minore resistenza, in quanto l’intensità dello sforzo dura meno.

Più si fuma minore è la frequenza dell’esercizio fisico che si riesce a fare.

Tanto che i fumatori abbandonano di più la pratica sportiva, sia quelli abituali (52% di maschi e 61% di femmine) che quelli occasionali (43% di maschi e 39% di femmine). Al contrario, la partecipazione alle competizioni sportive scolastiche è maggiore tra coloro che non hanno mai fumato.

Più fumi meno corri.

Gli effetti sulla prestazione sportiva del fumo sono stati calcolati da uno studio di scienziati che non hanno dubbi: la resistenza alla corsa, ad esempio, è notevolmente inferiore nei fumatori rispetto ai non fumatori.

Studiando la corsa di 6.500 diciannovenni iscritti al servizio di leva è stato possibile stimare che in uno stesso tempo (12 minuti) i fumatori riescono a percorrere una distanza minore di quella coperta dai non fumatori. Nello stesso studio, inoltre, tra 4.100 joggers che avevano preso parte a una gara che si correva sulla distanza di 16 chilometri, è risultato che i fumatori correvano molto più lentamente. Gli studiosi hanno calcolato che per ogni sigaretta fumata il tempo per completare la corsa aumentava di 40 secondi e che fumare 20 sigarette ogni giorno rendeva questi atleti più vecchi di 12 anni quanto a capacità atletiche. In altre parole, chi fuma e ha 30 anni corre come una persona che ne ha 42. Il fumo quindi altera negativamente la perfomance sportiva perché provoca un decremento della capacità polmonare e della forza muscolare.

Un’équipe dell’università di Aarhus in Danimarca guidata da Christian Klausen ha quantificato alcuni di questi effetti su un gruppo di giovani (età media: 24,5 anni) abituati a fumare tra le 5 e le 15 sigarette al giorno. Gli studiosi hanno calcolato le conseguenze di 3 sigarette fumate prima dello svolgimento di un esercizio fisico della durata di 9 minuti e hanno poi confrontato i valori ottenuti con quelli misurati dopo il medesimo sforzo su un campione di controllo (giovani che non avevano fumato).

Questi sono stati i  risultati:

Effetto Valore di riferimento o di controllo Valore riscontrato nei fumatori
Diminuzione della capacità di trasporto dell’ossigeno da parte dell’emoglobina 1,5% 4,5%
Riduzione del tempo di esaurimento delle energie fisiche 8,8 minuti 7,1 minuti
Riduzione del volume massimo di  ossigeno trasportato ogni minuto 3,83 litri 3,54 litri
Riduzione della massima ventilazione polmonare 150 litri al minuto 140 litri al minuto
Riduzione della concentrazione di acido lattico nel sangue 10,3 mM (millesimi di mole) 9,4 mM

Gli effetti del tabacco sono gli stessi nei dilettanti e nei professionisti. Sono però più spiccati nei soggetti non allenati.

Questi risultati derivano principalmente da due componenti: la nicotina e il monossido di carbonio (un gas incolore prodotto dalla incompleta combustione delle foglie di tabacco).

  • La nicotina, che determina l’aroma del tabacco e che è responsabile della dipendenza del fumatore, aggredisce soprattutto l’apparato cardiocircolatorio, provocando una riduzione delle dimensioni dei vasi sanguigni periferici e causando l’aumento della frequenza cardiaca, della pressione arteriosa, dell’eccitabilità del miocardio e quindi dell’incidenza di cardiopatie ischemiche. Per capire gli svantaggi che si riversano su chi pratica sport, basti pensare che l’allenamento (soprattutto quello delle discipline aerobiche) provoca esattamente l’effetto opposto e che esiste un doping basato su farmaci metabloccanti, farmaci cioè che abbassano la frequenza cardiaca. La nicotina, inoltre, non favorisce nemmeno la destrezza e la concentrazione dell’atleta. Per quanto stimoli il sistema simpatico, non agisce al pari di un farmaco psicoattivo. Infatti, a differenza della caffeina, che svolge un’azione specifica di eccitazione sul sistema nervoso centrale, la nicotina colpisce in special modo l’apparato cardiocircolatorio.
  • Il monossido di carbonio: sottrae ossigeno al sangue, inducendo effetti negativi sui tessuti. Una volta inalato, infatti, si combina, a livello alveolare, con grandi quantità di emoglobina, la proteina che trasporta l’ossigeno, formando la carbossiemoglobina e riducendo, perciò, l’ossigeno disponibile. Tanto è vero che, anche in questo caso, esiste una forma di doping a base di farmaci in grado di aumentare la quantità di ossigeno nel sangue. Inoltre, proprio nei tessuti, il monossido di carbonio si lega con la mioglobina, proteina indispensabile alla contrazione muscolare.

Secondo uno studio realizzato da Antonio Todaro, della Società Italiana di Pneumologia dello Sport, nei fumatori il tasso di carbossiemoglobina è in media del 4-5% con picchi subito dopo aver fumato che raggiungono il 9%, con conseguenze negative sulle prestazioni sportive. Bronchiti e infezioni riducono la superficie polmonare deputata agli scambi di ossigeno, in ciò aiutate dalle polveri e dalle componenti solide del tabacco (il catrame, ad esempio, è un dannosissimo agente cancerogeno, la cui azione si esercita principalmente sulle cellule dei polmoni).

Un anno di astensione dal fumo è sufficiente affinché la potenza aerobica, quella anaerobica e il carico di lavoro aumentino. Nel caso, invece, che si smetta definitivamente di praticare sport, ma non di fumare, non ci si può considerare esenti dalle conseguenze del tabacco, in quanto 3-4 mesi di inattività sono sufficienti ad annullare i benefici di anni di esercizio fisico.

Gregory Hirsch della Divisione di Fisiologia Respiratoria e di Medicina presso il Centro Medico dell’università della California, ha studiato gli effetti immediati del fumo di sigaretta sul sistema cardiorespiratorio durante lo svolgimento di un’attività fisica. La ricerca ha sottoposto 9 soggetti di sesso maschile ad esercizi fisici in due giorni separati, invitandoli a fumare tre sigarette prima dello sforzo solo nel secondo giorno. Gli studiosi hanno così calcolato che l’apporto di ossigeno diminuiva del 4% dopo aver fumato. Hanno quindi individuato gli effetti immediati, cosiddetti acuti del fumo: irritazione delle membrane della mucosa con alterazioni del tono dei bronchi, maggiore vasocostrizione e distribuzione regionale non uniforme del flusso ematico, oltre all’aumento della frequenza del respiro, del battito del polso e alla comparsa della tachicardia.

Si può riassumere, a questo punto, operando una distinzione tra gli effetti a breve termine e quelli a lungo termine del fumo di sigaretta.

  • Nel primo caso si tratta di sintomi reversibili dopo alcune settimane dal momento in cui si smette di fumare,
  • Nel secondo invece gli effetti possono essere più duraturi.

Effetti a breve termine del fumo sullo sportivo

  • Maggiore affaticamento. Si riduce infatti il tempo di esaurimento delle energie fisiche in esercizi a sforzo continuato
  • L’ossigeno non riesce a raggiungere i muscoli. Si produce un’intossicazione da monossido di carbonio (CO) e un blocco parziale dell’emoglobina, la proteina che trasporta l’ossigeno ai muscoli
  • Diminuisce il flusso del sangue ai muscoli, ma anche al cervello e all’apparato cardiovascolare
  • Si riduce la ventilazione polmonare, ossia il volume complessivo di aria immessa nei polmoni
  • Sfruttando meno il metabolismo aerobico si deve ricorrere a quello anaerobico: da qui una precoce formazione dell’acido lattico, una specie di “scoria” che intossica i muscoli
  • Si altera il sistema nervoso. La nicotina agisce come una sostanza antistressante, ma altera le condizioni biologiche dell’organismo

Effetti a lungo termine del fumo sullo sportivo

  • Riduzione cronica della funzione respiratoria e possibile ritardo dello sviluppo e della crescita delle funzioni polmonari
  • Infezioni dell’apparato respiratorio, asma e ostruzioni bronchiali causate da un’alterazione dei processi grazie ai quali le cellule dei bronchi riescono a espellere insieme al muco, i virus e gli altri agenti inquinanti
  • Riduzione della capacità di “diffusione” del polmone, ovvero del processo fondamentale della respirazione: il passaggio dei gas respiratori (ossigeno e anidride carbonica) dall’aria al sangue e viceversa
  • Aumento del rischio cardiovascolare
  • Disfunzione della frequenza cardiaca sia a riposo sia sotto sforzo.  Quando è a riposo, infatti, il cuore deve lavorare più duramente per distribuire il sangue a tutto il corpo; durante l’esercizio fisico, invece, il cuore di un fumatore non riesce a pompare efficientemente il nutrimento e l’ossigeno supplementari richiesti dai muscoli
  • Aumento del rischio di cancro al polmone e agli organi dell’apparato respiratorio (una probabilità reversibile in un tempo che va dai 7 ai 10 anni dal momento in cui si smette di fumare)
  • Incremento della tosse, dell’escreato, del respiro ansimante
  • Raddoppia la probabilità di incorrere in infortuni durante gli esercizi
  • Aumenta il tempo di guarigione delle ferite: i fumatori, ad esempio, con fratture della tibia hanno bisogno di 4 settimane in più rispetto ai non fumatori per guarire e, a volte, non guariscono del tutto
  • Difficoltà a controllare il proprio peso. In particolare gli uomini che fumano hanno un dispendio energetico giornaliero minore rispetto ai non fumatori. Inoltre la distribuzione del grasso nel corpo dei fumatori può avere implicazioni avverse sulla salute

Sport aerobici e sport anaerobici: quali conseguenze causa il fumo?

Non tutti gli sport sono uguali, e non tutti sollecitano l’organismo allo stesso modo.

Ci sono attività fisiche caratterizzate da sforzi “leggeri”, prolungati nel tempo. In questo caso il glucosio viene bruciato completamente fornendo molta energia. Tali sport sono detti aerobici.

Al contrario, sottoposto a sforzi brevi e intensi l’organismo brucia il glucosio solo in parte producendo poca energia e molto acido lattico. Si parla in questo caso di sport anaerobici.

Nella pratica di uno sport da combattimento il metabolismo è aerobico durante le fasi lente o le pause di gioco, mentre è anaerobico durante le fasi che richiedono maggiore intensità fisica.

Ora non devi guardare solo la fase di combattimento ma anche tutte le fasi che riguardando l’allenamento e la formazione marziale e al combattimento. Le arti marziali sono un mix del sistema aerobico e anaerobico.

In entrambi i casi il fumo produce dei danni seri e che non vanno sottovalutati.

Conseguenze del fumo negli sport aerobici

SPORT AEROBICI EFFETTI DEL FUMO
Jogging

Footing

Corsa (lenta)

Sci di fondo (lento)

Nuoto 

Ciclismo (lento, in piano)

Danza aerobica

Pattinaggio

Si modifica la resa muscolare:

meno resistenza, 

meno durata.

Più fatica e lentezza

Conseguenze del fumo negli sport anaerobici 

SPORT ANAEROBICI EFFETTI DEL FUMO
Calcio

Tennis

Pallavolo

Basket

Vengono meno la funzione cardiaca e quella respiratoria:

meno fiato e comparsa di un respiro breve e affannoso.

Le arti marziali e gli sport da combattimento sono un mix di questi sue sistemi.

Il mondo dello sport e i segnali positivi contro il fumo, le battaglie dello sport contro il fumo sono iniziate circa 20 anni fa.

Gli eventi sportivi sono importanti strumenti educativi nella prevenzione del tabagismo. Nulla è più efficace soprattutto per sensibilizzare i più giovani.

Ecco, dunque, alcune occasioni in cui lo sport si è apertamente schierato contro il fumo, dalla parte della salute e del benessere:

Fortunatamente nel mondo dello sport sono sempre più banditi gli sponsor delle sigarette nei campionati.

E’ tempo non solo di rifiutare sponsorizzazioni dai produttori di sigarette, ma anche di schierarsi in prima linea nella lotta al tabagismo. Approfittando della popolarità di cui alcuni atleti godono è importante che facciano una campagna di esempio per i più giovani.

Anche gli addetti ai lavori: tecnici, accompagnatori, ecc., obbligati a fumare solo in “zone riservate”.

Proprio fra gli atleti si sta diffondendo una mentalità meno accomodante nei confronti delle sigarette.

Non sono qui a fare un discorso se fa bene o fa male ma una cosa è certa, incide sul tuo rendimento e sulle tue performance quindi il mio consiglio è di smettere, risparmi anche un sacco di soldi che puoi usare per comprarti attrezzature, partecipare a stage, ecc.

Ora hai alcune informazioni in più spero, a te la scelta!. Lo so che c’è anche l’inquinamento, il cibo contaminato, ecc. ma tu fai la tua parte non pensare che c’è sempre qualcosa di più grande perché quello ci sarà sempre, fai il tuo passo verso la tua direzione.

Andrea


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