I 20 precetti del Karate

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Chi mi conosce personalmente sa che la mia prima esperienza nelle arti marziali da ragazzino è stata nel karate shotokan e che dopo poco tempo (la cosa mi fa ridere vista la giovane età che avevo parlare di tempo) ho abbandonato questa strada per la mia curiosità verso le arti marziali del sud est asiatico (filippine, Thailandia, Indonesia) e per i sistemi di lotta ( Submission Grappling, Jiu Jitsu), ma ci sono degli aspetti del karate che comunque apprezzo a prescindere dalle mie scelte personali.

L’insegnamento spirituale, morale, etico di questa arte marziale ha la corretta visione dello spirito marziale che va oltre le ore passate in “palestra”, ma è una cutura di vita, una filosofia basata su principi fondamentali per essere un grande essere umano e andare ancora oltre.

Questo approccio è presente anche nelle arti marziali filippine (il 12th settore), nel Jiu Jitsu e in molte altre arti marziali dove la ricerca personale va oltre l’arte marziale stessa ma è qualcosa di più ampio, uno stile di vita.

Chi segue il blog sa che il mio approccio alle arti marziali è senza presunzione e pregiudizio anche se chiaramente ho scelto il mio percorso didattico e formativo personale che non è nelle arti marziali tradizionali, ma allo stesso tempo pur essendo non direttamente interessato non sopporto chi strumentalizza altre arti marziali per dire che solo la sua è bella e funziona o chi mette troppo marketing dentro le arti marziali facendo leva sulle debolezze e le insicurezze della gente.

Questo gioco che sicuramente porta clienti, è pericoloso e poco vicino alla spiritualità marziale.

Ps. “Pericoloso” lo dico anche perchè l’arte marziale è pratica, di coseguenza se devi dimostrare che il tuo sistema è quello che dice servirebbero delle vere e proprie sfide di combattimento, ma la verità è che non esiste nessun sistema, ma un metodo didattico che sviluppa degli attributi con enfasi in base all’arte marziale a delle caratteristiche e enfasi su colpi e strategie.

Gli attributi e le abilità che costruisci per apprendere delle abilità o le tira fuori affilandole perchè nascoste già dentro di te (talento) ma,  questo voglio dirti, spesso per non dire sempre è la persona a fare la differenza non l’arte, e chi è esperto e combatte spesso sul ring o in  sparring sa quanto è vera questa affermazione.

Un buon metodo di allenamento, un programma didattico che tiene conto delle tue caratteristiche fisiche e mentali porta a fare la differenza ma rido quando sento i nomi delle “nuove” arti marziali con i nomi e loghi da film cinematografico.

Purtroppo non esistono nuove arti marziali “illuminanti” come può essere stato il Jeet Kune Do che era un vero e proprio studio del combattimento, qualcosa di scientifico come approccio e innovativo in quel periodo al punto da anticipare i tempi.

Non credete mai a chi dice che solo lui ha la soluzione e il metodo corretto e che gli altri sono dei truffatori, che non sanno, che lui ha il metodo definitivo, ecc., è solo marketing, auto-pubblicità. HAI MAI SENTITO grandi maestri fare questo?. Le persone che sanno fanno senza bisogno di autocelebrarsi. Ti parlo nel mio campo di interesse di persone del calibro di Dan Inosanto, Erik Paulson, i Gracie, ecc. , non hanno mai giocato a denigrare gli altri ma dimostrando e quando hanno denigrato qualuno lo hanno fatto sempre fatto apertamente, sempre mettendosi in prima persona dentro un ring e una gabbia, quindi nuovamente ZERO parole ma solo fatti.

Per accettare questo devi sapere il fatto tuo, ma la certezza che tu devi avere è che le arti marzili, sia che convergano in sport o in difesa personale sono qualcosa di così meravigliosamente semplici e complesso allo stesso tempo che una delle basi è sempre stata l’umiltà, perchè sia chi parla che chi non parla verrà sconfitto.

Chi pratica realmente lo sa bene questo, anche il super campione ha conosciuto la sconfitta, quindi parlare serve solo per fare avvicinare a se gli insicuri o i ricercatori di bacchette magiche ed è per questo che il Karatè è durato centinaia di anni, perchè è basato su valori e non fa leva sulle speranze o le finte certezze che troverai nell’ ultimo metodo o sistema con l’ultimo nome altisonante per farti emozionare, ma ti offre un percorso, TI DA UNA NUOVA DIREZIONE DI VITA.

Ora qualunque arti marziali tu pratichi ci sono dei pensieri e indicazioni presenti in altre arti marziali che sono importanti come valori, come approccio e come spirito anche se non appartengono alla TUA arte marziali. Una di queste sono i 20 precetti del Karate che voglio che tu conosca.

Non serve inventare nuove arti marziali che spiegano cose già presenti nelle altri arti marziali, ci vuole profondo rispetto e umiltà in questo mondo.

I 20 precetti del Karate:

1 – Rei de ajimari no oaru. Il karate comincia e finisce col saluto.

2 – Karate Do ni-sente nashi : Il karate non è mezzo di offesa o di danno. Chi veramente capisce il karate, non si lascia mai trascinare facilmente in un combattimento, perché un solo colpo può essere una questione di vita o di morte.

3 – Il karate è rettitudine e riconoscenza. Chi studia karate non deve solo cercare la perfezione della tecnica.

4 – Il karate è capire se stessi e gli altri. Conosci il nemico e conosci te stesso : in cento battaglie non sarai mai in pericolo. Se conosci te stesso, ma non il nemico, le tue probabilità di vittoria o sconfitta sono pari. Se non conosci né il nemico, né te stesso, in ogni battaglia saraI in pericolo.

5 – Nel karate lo spirito viene prima dell’azione. Una volta che abbiate deciso di battervi per difendere la causa della giustizia, buttatevi con coraggio espresso nel detto: ” Anche cento milioni di nemici, avanti “.

6 – Il karate è via di sincerità, è lealtà e spontaneità.

7 – Il karate insegna che le avversità ci colpiscono quando si rinuncia.

8 – Il karate non si vive solo nel Dojo.

9 – Il karate è una regola per tutta la vita.

10 – Lo spirito del karate deve ispirare tutte le azioni.

11 – Il karate viene tenuto vivo col fuoco dell’anima.

12 – Il karate non è vincere, ma l’idea di non perdere.

13 – Modificare l’attitudine in funzione del proprio avversario.

14 – Concentrazione e rilassamento devono trovare posto al momento giusto.

15 – Mani e piedi sono come spade.

16 – Pensare che tutto il mondo può essere l’avversario, e che fuori dalla vostra porta, cento nemici vi attendono.

17 – Il praticante si mantiene sempre in kamae cioè nella posizione di guardia, mentre la posizione shizen tai in piedi spetta solo ai gradi più alti.

18 – Il kata è perfezione dello stile, la sua applicazione in combattimento reale è un’altra cosa, i suoi movimenti si adatteranno alla necessità.

19 – Come l’arco il praticante deve avere contrazione, espansione e velocità; analogamente rilassamento, concentrazione, dolcezza.

20 – Lo spirito deve tendere sempre al livello più alto.

Ora se molti praticanti di Karatè leggessero veramente i 20 precetti scoprirebbero che il punto 18 le dice qualcosa di molto importante. Chi legge il blog sa di come il mio approccio alle arti marziali sia rivolto a qualcosa di pratico e questo punto è una direzione importante dove un praticante di qualunque arte marziale deve rivolgersi, se dare enfasi allo stile o alla sua efficacia, etrambi è riservato a pochi, da qui la scelta di come dedicare le ore del tuo allenamento.

Andrea


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