I 5 tipi di aggressore che puoi incontrare

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Chi è il tuo “aggressore“? Conosci il tuo “nemico“?. Chi è e come è fatto questa persona che si muove tra le nostre strade, cammina nelle nostre vie, che alimenta le tue paure più nascoste?.

Esistono tanti tipi di aggressione e tanti tipi di aggressore e conoscerli è un aiuto indispensabile per evitarli e per difendersi da loro, per attuare subito il giusto approccio.

Elencare i vari tipi di aggressore è complesso ed è spesso collegato a una tipologia di possibile tipo di vittima, perchè spesso non è casuale la scelta, anche nel caso di aggressioni gratuite.

La prima cosa che devi sapere è che l’aggressore spesso non è uno sconosciuto che sbuca di nascosto, le aggressioni provengono solo raramente da un brutto incontro, la maggior parte dei problemi provengono da persone in qualche modo “vicine” alla vittima, a volte vicinissime.

La maggior parte dei delitti avviene in famiglia o nella cerchia delle persone conosciute, come amici, pretendenti, ex fidanzati, ecc. con violenze derivate da situazione malsane che durano da mesi o anni con intimidazioni e violenze, l’evento drammatico scaturisce in modo non preventivato da conflitti occasionali.

Oggi l’utilizzo di social come chat con profili falsi, rende ancora più complesso e subdolo alcune tipologie di aggressione perchè molte di queste persone sono abili manipolatrici e si nascondono facilmente in questa tipologia di siti di incontri.

Questo rende il problema complesso perchè un aggressore può essere chiunque:

  • Uno sconosciuto (non lo conosci, non lo hai mai visto)
  • Uno conosciuto (amici, parenti, colleghi, fidanzati, ex corteggiatori,ecc.)
  • Uno sconosciuto che pensi di conoscere (Social e Chat)

Considera che l’aggressione da parte di uno sconosciuto è più facile da prevenire ed evitare, visto che sicuramenti se tu vedi uno sconosciuto che ti osserva, ti segue o che non ti convince inizi ad avere comportamenti più diffidenti e più accorti rispetto a quando incontri un tuo conoscente di cui ti fidi o che vedi spesso, peggio ancora con parenti o ex fidanzati.

L’aggressione da parte di una persona conosciuta ti coglie quasi sempre impreparato/a e anche se sei preparato ti mette in difficoltà perché devi denunciare o reagire per difendersi contro una persona che in teoria vuoi bene e da cui non ti aspetteresti mai una cosa del genere.

E quindi, come devo fare?.Non sottovalutare mai nessuno, nemmeno chi credi di conoscere bene, ora sai che è più semplice che tu venga aggredito/a da una perona vicina alla tua cerchia di amici e parenti.

Gli episodi di cronaca hanno dimostrato come con la scusa dell’ultimo incontro per avere un chiarimento ci sono stati invece omicidi o aggressioni gravissime pianificate in anticipo, quindi sai già cosa fare se ti viene chiesto, fregatene dei sensi di colpa, del fatto che ti dispiace, e se devi proprio farlo, in un posto molto affollato con delle tue amiche e ti fai venire a prendere da altre tue amiche che hai avvisato precedentemente, non andare via con lui o fuori a fumare, ecc.

Niente, niente di niente!!

Ora non vivere nella paranoia, ma presta attenzione e non sottovalutare dei segnali che possono essere importanti senza dare nulla per scontato quando si ha a che fare con qualcuno che ha atteggiamenti strani e ci sono episodi di conflitto che crescono.

Se semplifichiamo al massimo esistono due circostanze tipiche in cui si genera un’aggressione:

  • Casuali o fortuite: una scenata in famiglia, una lite per motivi di traffico, magari tra persone che in condizioni abituali non hanno particolari tendenze violente
  • Con intento criminoso, per una rapina, un rapimento, una molestia, uno stupro, l’aggressione del branco, oppure come è avvenuto anche in italia il gioco del Ko dove uno sconosciuto tira un colpo a un passante a caso, naturalmente alla vigliacca.

Sulla base di questi due scenari, voglio che tu conosca almeno queste “5 tipologie di aggressore”:

  • Persone conosciute con le quali la vittima aveva precedenti motivi di rancore o una storia pregressa di intimidazioni e minacce.
    E’ purtroppo il caso più frequente quando si parla di violenza sulle donne o sui minori, dove il violento, quasi sempre il marito, ex marito, ex fidanzato o parente, esercita per lunghi periodi la sua prepotenza, con episodi più o meno frequenti di violenza fisica e psicologica.
    E’ anche il caso delle innumerevoli tragedie in ambito condominiale, dove la forzata convivenza o vicinanza con individui brutali, porta prima o poi allo scontro e ai suoi imprevedibili sviluppi, fornendo abbondante materiale per giornali e tribunali.
  • Persone conosciute o sconosciute solitamente pacifiche, la cui aggressività si manifesta in modo fortuito, a causa di provocazioni o di stati emotivi transitori.
    E’ il caso del familiare o del conoscente che aggredisce in modo non preventivato, per esempio a seguito di una lite tra le mura domestiche. Oppure può essere il caso del tranquillo impiegato che, dopo aver avuto una “pessima giornata”, esplode in modo imprevedibile a seguito di una lite per traffico o una coda al supermercato.
  • Persone sconosciute animate da tendenze sociopatiche o psicopatiche.
    Si tratta di persone che agiscono da sole o in gruppo, spesso già noti alla legge ma, malgrado ciò, immancabilmente liberi di imperversare e minacciare l’esistenza altrui.
    Rientrano in questo gruppo buona parte delle tifoserie violente ed un certo numero di aggressori occasionali, spesso per “futili motivi”.
  • Persone sconosciute che agiscono per fini politici, religiosi, ideologici con violenza per esempio con atti di terrorismo.                                                                       Purtroppo in molti paesi del mondo avvengono queste cose e anche l’Europa in questi anni ha conosciuto l’attacco di terroristi senza scrupoli che hanno agito senza badare troppo a bersagli precisi.
  • Persone sconosciute che agiscono semplicemente per delinquere.
    In questa categoria appartengono i ladri, gli scippatori, i rapinatori, gli stupratori, tutti coloro che agiscono abitualmente con un fine criminoso.

Come vedi non è semplice per esempio nei primi due gruppi, quindi conoscenti, come fai a individuare un aggressore tipico visto che può essere chiunque?.

Il marito, il fratello, il collega, il vicino, ignorante o istruito, povero o ricco.

Hai capito bene, può essere chiunque.

Cosa fare, quindi, per non farsi sorprendere?

Valgono a questo proposito i principi di prevenzione e agli stili di comportamento più appropriati, questi accorgimenti, uniti ad un adeguato grado di attenzione al contesto e alla persona che ci si trova davanti, rappresenterebbero da soli la soluzione a una moltitudine di problemi.

Per quanto riguarda, invece, le altre tre categorie, le normali procedure di prevenzione, prudenza e buon senso, potrebbero non bastare.

Mentre nelle prime due categorie di aggressori, il pretesto più o meno occasionale gioca un ruolo essenziale e lavorando sui pretesti con prevenzione e atteggiamenti corretti, molto spesso è possibile bloccare la violenza sul nascere, la situazione è ben diversa se ci si trova a che fare con persone determinate a far del male, come un:

  • sociopatico,
  • il terrorista,
  • il delinquente abituale
  • un gruppo di disadattati (quelli vi puntano, probabilmente non c’è prevenzione che tenga: non siete stati voi a cercarli, sono loro che vi hanno trovato).

Ps. Per queste categorie la prevenzione non serve, non c’è prevenzione che tenga contro chi vuole fare un danno appositamente, ti hanno puntato senza una ragione plausibile se non quella della follia che hanno nella loro testa quindi ATTENZIONE!!.

Ma vediamo le domande che certamente interessano i più:

  • Chi è questo aggressore?
  • Come agisce?
  • Come riconoscerlo?

In pratica: conosci il tuo nemico.

Ora, se tu sai chi è , il perché, dove vuole aggredirti e come lo farà è più probabile che tu non venga attaccato, questa conoscenza ti aiuti a evitare queste situazioni, oppure a prepararti ad affrontarle.

Ci sono parecchi tipi di aggressore, e di aggressioni:

  • Aggressioni per rapinare,
  • Aggressioni per rapimento o stupro,
  • Aggressioni gratuite, solo per fare del male e di sfogare così la loro carica di violenza.

Alcuni aggressori colpiscono:

  • a sangue freddo, nel senso che pianificano meticolosamente i loro attacchi prima di compierli.
  • in modo opportunistico, ovvero colpiscono solo se si presenta una situazione per loro favorevole e ragionevolmente esente da rischi.

Purtroppo ogni giorno uomini, donne e bambini vengono aggrediti indistintamente per ragioni diverse, perfino in zone altamente frequentate, dove i presenti, apparentemente intimoriti o indifferenti, si nascondono dietro il paravento del “non sono affari miei…”, “non voglio immischiarmi…”, ecc.

Purtroppo il sistema giudiziario anche se prendi la difesa di una vittima sembra quasi più a favore del criminale che della vittima e a volte la tendenza a farsi i fatti propri è comprensibile però è sempre necessario avvisare le forze dell’ordine e comunque è sempre possibile attirare l’attenzione di più persone.

L’aggressore dei nostri giorni spesso è una persona che non ama rischiare, è un vigliacco e spesso per trovare la forza e il coraggio di attaccare ha bisogno di alcol e/o droghe e lo fa quasi sempre con l’aiuto di un’arma, oppure un complice, o entrambe le cose.

Con l’eccezione di certi stupratori, i quali spesso operano nella presunzione di essere fisicamente in vantaggio sulle loro vittime, la maggior parte degli “abituali” agiscono con uno o più complici.
Come detto, più volte, l’aggressore di questo tipo cerca una VITTIMA e non certo qualcuno con cui combattere. Per questo cerca di individuare qualcuno in “codice bianco”, o qualche ragazza che si allontana dai suoi amici.

Geoff Thompson un esperto di difesa personale Londinese che ha lavorato per oltre 30 anni come buttafuori nei locali più malfamati della sua città dice che una contromisura sicuramente efficace è quella che  chiama “target hardening“, rendere il bersaglio più “duro” da colpire, e quindi meno appetibile. Quella è la migliore prevenzione.

Se applicati i suggerimenti di prevenzione di cui ti ho parlato, attuando le dovute contromisure di attenzione al contesto, è probabile che questa gente non vi attraversi neanche la strada.

Se vi attaccano e tu reagisci ferocemente con colpi ben mirati ed efficaci, probabilmente il tuo aggressore scappa e si da alla fuga.

Ricordati però che la risposta violenta è una tattica estrema, che devi applicare con forza e decisione quando la situazioni è chiaramente pericolosa ma se decidi di attaccare devi sapere come mettere fuori combattimento il tuo aggressore in modo da infliggergli un danno sufficiente a bloccarlo o a darvi il tempo di fuggire.

Molti attacchi sono preceduti da pedinamenti (il cosiddetto “stalking”) e/o da una sorta di “intervista”, sotto forma di un dialogo ingannevole o intimidatorio.

Molti aggressori usano proprio il dialogo come prima arma.

Oltre alla capacità di difenderti è importante che riconosci questi segnali perchè sono gli istanti, i secondi che precedono l’attacco, se sei attento e pronto a cogliere i primi segnali del rituale di attacco, è molto probabile che non vieni mai “selezionato” come una delle possibile vittime.

Se impari a  gestire efficacemente quei primi momenti aumenti probabilità le probabilità di avere la meglio nel momento in cui l’attacco vero e proprio inizia.

Un consiglio attacca per primo.

Questo è assolutamente il fattore più importante nella vita reale ed è troppo spesso un aspetto sorvolato dai guru dell’autodifesa.

Questo utilizzo di “domande” da parte dell’ aggressore prevede l’uso del linguaggio del corpo così come della parola: se riuscite a decifrarlo e ad agire per tempo, potete fermare il crimine.

Devi imparare a decifrare il linguaggio della strada.

Buona parte del discorso dell’aggressore viene usato quasi in maniera istintiva, come “innesco” per la violenza e/o per distrarre la mente della potenziale vittima prima dell’attacco, un modo di caricarsi.

Una chiara interpretazione di questo “linguaggio” vi svelerà i segni premonitori di un attacco.
Il rituale avrà delle differenze a seconda del tipo di attacco, così come “il tipo di domanda”.

Del resto, se vuoi essere una vittima designata avventurati di notte nel parco della città, oppure ti lasci sorprendere in qualche viottolo buio e deserto, in questo caso è possibile che l’aggressore non abbia bisogno di attuare particolari manovre diversive con delle domande.

Qualora la situazione sia questa, come spesso avviene, molti attacchi diventeranno fisici e violenti quasi immediatamente.

Il rituale di avvicinamento, viene usato generalmente come trucco diversivo verso la vittima, allo scopo di aumentarne la vulnerabilità. Se la vittima designata si è già posta per conto suo nello stato di vittima designata, verrà attaccata  senza ulteriore preavviso, quindi nessuna domanda.

Per accorgervi dei rituali e dei trucchi del vostro futuro aggressore, dovete essere nel giusto stato di attenzione e con gli occhi bene aperti, altrimenti ne subirete le conseguenze, voi o chi per voi.

Se l’intento è la rapina o lo stupro, la domanda che ti viene rivolta sarà “disarmante” o casuale come:

  • “hai da accendere?…”,
  • “può indicarmi la strada per la stazione?…”

L’aggressore in questo modo tenta di sviare l’attenzione della vittima prima dell’attacco e più grave è il crimine e più questo approccio diventa sofisticato.

Ci sono stati casi dove certi assassini o violentatori che traevano in inganno le loro vittime inviando loro mazzi di fiori o inviti galanti.

 

Gli attacchi gratuiti o senza motivazione apparente

La violenza gratuita ed insensata, spesso nasce da episodi da poco, come un parcheggio rubato, da uno sguardo di troppo in un bar o in discoteca, da una discussione in riunione condominiale, ecc..
Molto spesso, specialmente in ambienti affollati come le discoteche, dove la musica è a tutto volume e girano droghe e alcol, basta un semplice contatto oculare con la persona sbagliata per trovarsi nei guai.
Non hai fatto nulla di sbagliato con questo tipo di aggressori, l’unica colpa è quella di trovarsi lì ed in quel momento, lui esce e va in questi locali per attaccare briga.

Non c’è una logica quindi non perdere tempo a cercare di trovare un motivo in quel momento appari subito deciso e se puoi vattene immediatamente.
In quegli istanti di indecisione si può essere pestati e/o derubati. Non c’è logica in questo quindi vai via o attacca.

Essere in “codice giallo” rappresenta un pre requisito fondamentale come prima difesa in queste situazioni, in modo da cogliere il pericolo fin dalle prime manifestazioni.

Nei bar, nelle discoteche o per strada, molto spesso è possibile individuare l’aggressore per motivi gratuiti, il classico attacca brighe:

  • Se cammina per strada ha un’andatura che esprime sicurezza e tracotanza, con una sorta di sobbalzo delle spalle a ogni passo.
  • Il suo atteggiamento esprime aggressività e voglia di attaccar  briga.
  • I suoi gomiti sporgono in fuori, le nocche delle mani girate in avanti, come se portasse due secchi d’acqua.
  • Ha il consueto labbro superiore arricciato in una smorfia truce e, molto probabilmente, si comporta in modo brusco e maleducato con chiunque gli si avvicini.
  • Se è in compagnia, appare rumoroso, volgare ed esuberante nei gesti.
  • Si guarda in giro cercando il contatto oculare e, se qualcuno ha la sfortuna di rimanerne “agganciato”, cominciano i guai: “che c’é? Che c…o guardi?…”

Resta in “codice giallo”, questo ti permette di accorgerti di un tipo così lontano un miglio e quindi girargli al largo.

Nel caso di un attacco gratuito, dove l’intenzione è quello di colpire solo per il gusto di farlo, il dialogo è probabile che sia più aggressivo, per esempio “ma che cazzo hai da guardarmi? Sei per caso finocchio?…” Il dialogo viene utilizzato per sviare l’attenzione ed impegnare la mente dell’altro prima di attaccare. In generale, si può dire che maggiore è il crimine da commettere, maggiore sarà il carattere insidioso ed ingannevole della domanda. Esempio: Al fondo della scala del locale, l’aggressore gratuito ingaggerà la vittima designata brutalmente, apostrofandola con frasi del tipo “Stronzo, hai guardato la mia donna…”, oppure “Testa di cazzo! Vuoi litigare?…”

 

Gli attacchi da parte di malviventi.

In questo caso parliamo dell’aggressore “abituale”, il delinquente che fa quello di mestiere.

Come ti ho già spiegato, un tipo così non cerca un combattimento, ma una vittima, non vuole correre il rischio di farsi male o di attirare l’attenzione.

Per facilitarsi le cose, fa ricorso all’inganno e alla tattica prima di ricorrere alla forza, se può fa le cose senza rischi.

Questo tipo ti persona cerca attivamente le persone che si pongano loro stesse nella condizione di vittima, il cosiddetto “codice bianco”, persone che non fanno attenzione, che sono deboli, ecc.

Questo tipo di aggressore, è solitamente differente da un palesato energumeno ed è raro che appaia come un potenziale aggressore.

Questo tipo di persone si nascondono tra la gente comune, ma comunque anche lui utilizza dei rituali prima di attaccare quindi conoscerli è un pre-requisito importante per evitare di essere una vittima di questo tipo di aggressore.

Non apparire mai un codice “bianco”.

Gli aggressori abituali che tipicamente puoi incontrare sono di quattro tipi:

  • Lo scippatore “mordi e fuggi”, ti segue di nascosto e ti strappa la catenina, la borsa di dosso e scappa a piedi o in motorino.

  • Il rapinatore degli androni, dei pianerottoli e dei garage, il quale sbuca dall’ombra senza apparente preavviso con un coltello o una arma per prenderti la borsa.

  • Il temerario che ti attacca senza alcun preambolo ne’ precauzione, privo di qualsiasi timore della legge, semplicemente perché ti sei imbattuti in lui e gli servono soldi per la droga o altro (come può essere farsi una serata).

  • Il malvivente professionale, il quale pianifica meticolosamente i suoi attacchi e utilizza solitamente l’inganno per colpire la vittima di sorpresa.

Il modo migliore per ridurre i rischi di imbattersi con aggressori sconosciuti è il controllo dell’ambiente, ma per quanto riguarda l’aggressore conosciuto è importante che tu impari a conoscere e comprendere il rituale di attacco.

Come già detto, l’aggressore cerca una vittima e la vittima ideale è quella in “codice bianco”, mentalmente o perché si è cacciata in un ambiente sfavorevole: per esempio quelli che circolano con la testa tra le nuvole o, più metaforicamente, le pecorelle lontane dal gregge.

La “selezione” spesso si verifica in zone buie e/o scarsamente frequentate, dato che il malvivente non vuole interferenze mentre passa all’azione.
Di solito vengono preferiti luoghi isolati e tranquilli come parchi, parcheggi, strade deserte, androni dei palazzi, ecc.

Questo non significa che le persone siano al sicuro in luoghi affollati: spesso il malvivente “punta” le sue vittime pedinandole fino ad un qualche luogo propizio all’aggressione, come un parcheggio, per esempio.

Prima di attaccare è probabile che l’aggressore segua la vittima scelta fino a che la “preda” non  aumenti la propria vulnerabilità mentale o ambientale entrando in un parcheggio poco frequentato, in una via deserta, o nell’androne di casa.

Se l’aggressore sta seguendo una donna che esce dal supermercato, allora è probabile che entri in azione quando lei cercherà di caricare la spesa nel bagagliaio dell’auto. Oppure colpirà nel momento in cui lei cercherà di entrare nella macchina.

E’ in momenti come questi che anche persone normalmente vigili abbassano la guardia, magari solo per qualche secondo.

Questo è quello di cui il malvivente ha bisogno e che tu non devi fare.

Quando avete le mani occupate da buste della spesa, o quando state cercando di fare entrare i bambini in macchina, potreste non accorgervi che siete stati seguiti.
Spesso chi attacca attraversa l’intero parcheggio senza essere notato e aggredisce in modo così rapido che nemmeno altre persone eventualmente presenti si accorgono di quanto è successo.

In questi particolari momenti, quindi, occorre essere particolarmente attenti. Evitare di cercare le chiavi nella borsa, ma presentarsi davanti all’auto o alla porta di casa avendole già in mano.
Una volta entrati, bloccare subito la serratura.

Spesso, soprattutto se l’aggressore non ha ancora deciso se attaccare o meno, può verificarsi un approccio “esplorativo” generalmente abbinato ad un dialogo fuorviante ed ingannevole.
Questo, oltre alla necessità di sviare l’attenzione della vittima, serve all’aggressore per capire se la persona è realmente ignara di quanto sta per succederle in modo da poter attaccare con il massimo della sorpresa.

In questi casi è molto importante seguire il proprio istinto e sviluppare le proprie capacità di lettura del linguaggio del corpo. Anche per i malviventi più incalliti, è molto difficile nascondere i segni dell’adrenalina che monta prima dell’attacco come:

  • Un movimento rapido degli occhi,
  • Un cambiamento di espressione,
  • Un cambiamento nel tono della voce,

fanno capire che si sta preparando per  aggredire.

Se l’aggressore capisce che l’effetto sorpresa non ha funzionato ed è fallito, può succedere che  cambio idea e non passi all’azione, cercando una vittima più vulnerabile.
In caso contrario attaccherà o più semplicemente minaccerà di attaccare proprio nel momento in cui la sua vittima è impegnata a rispondere a una domanda per distrarre che gli aveva appena fatto tipo:

  • che ore sono?…”,
  • Sai indicarmi qual’è la strada per la stazione?….
  • ecc.

Domande comuni, banali.

A volte, queste domande ingannevoli riescono a distrarre anche delle persone vigili fino a quel momento. Un aggressore “esperto” usa l’inganno per fare abbassare le difese psicologiche delle sue vittime.

L’aggressore “professionista” spesso colpisce senza attaccare veramente la sua vittima, limitandosi all’intimidazione e alla minaccia.
In questi casi molto spesso la minaccia è sottolineata con un coltello, un arma da fuoco o un complice o con entrambe le cose.
La minaccia si manifesta in modo aggressivo e convincente, creando la paralisi da adrenalina nella vittima designata. La minaccia viene spesso reiterata con maggior forza e violenza, provocando ulteriore panico e incapacità di reagire: “fuori i soldi…Subito!!” “dammi il portafoglio o t’ammazzo!!…”

Alcuni aggressori a questo punto passano a vie di fatto, colpendo la loro vittima. In alcuni casi l’attacco sarà minimo, con il solo scopo di intimidire ulteriormente, in altri casi le conseguenze saranno più gravi.

Alcuni aggressori abituali, poi, saltano completamente il rituale delle minacce, passando all’azione subito dopo avere distratto l’attenzione della vittima designata.

In questo caso colpiranno subito in modo inatteso ed energico lasciando il malcapitato steso al tappeto, alleggerito di portafoglio ed orologio e con una mascella rotta.

In casi come questo, una qualsiasi possibilità di difesa diversa da un contrattacco ugualmente energico e feroce sarà inefficace.

Ora hai visto alcuni comportamenti utilizzati dagli aggressori, se conosci come si comporta un malvivente, sai come evitarlo ma ricordati sempre che a parte in rari casi (è veramente stupido) questi individui agiscono con l’inganno, quindi evitatali ad ogni costo, cerca di allontanarti non appena riconosci i primi segnali del loro rituale di attacco.

Se ti rendi conto che non riesci ad allontanarti e uscire da questa situazione, preparati ad attuare subito qualche tecnica di dissuasione e de-escalation, ma se vedi che non serve non pensare troppo e attacca, l’dea di pensare alla soluzione di difendervi dopo che lui ha fatto la “prima mossa” non è una buona strategia, ascoltami attacca per primo se capisci che non c’è possibilità di abbassare la “tensione”.

Spesso nelle palestre di arti marziali l’approccio che viene insegnato è il più delle volte inutile se non lavori sul principio di anticipare e prevenire un aggressore, lasciare a lui la prima mossa è la cosa più sbagliata che puoi fare perché quello che sta per fare chissà quante volte lo ha provato e fatto.

Il tuo gioco è d’anticipo, attacca! attacca! attacca! con determinazione.

Andrea


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