Il kata della volontà di andare in palestra!!

Condividere ti rende migliore

In questi giorni mentre leggevo alcuni libri del settore mi sono imbattuto su un libro interessante non per il contenuto marziale di per se ma per la metafora che utilizzava legata al mondo delle arti marziali.

“Il Kata Della Volontà (Strategie per acquisire una forza di volontà d’acciaio) di Elle, Armando. E’ un libro che si legge velocemente e anche con leggerezza.

La riflessione che faceva era qulalcosa di legato alla volontà di fare le cose, all’automotivazione, alla crescita e al raggiungimento di obiettivi che sono temi importanti nel mondo delle arti marziali, che ti mettono continuamente alla prova con te stesso sia fisicamente che emotivamente.

Rispetto a uno sport di squadra dove in qualche modo c’è una condivisione di un risultato nel mondo delle arte marziali ci sei solo tu, ok c’è il tuo allenatore, il tuo maestro, i tuoi compagni di allenamento ma quando è il momento di esprimerti in una competizione o in un combattimento anche solo di sparring ci sei solo tu con il mix di coraggio, paure, forza e debolezze.

Questa è anche la bellezza delle arti marziali che ti tempra rendendoti più forte e consapevole,  che ti rende migliore, più forte, più determinato a patto che ti dedichi e realmente ti immergi in questo mondo.

Come sai se leggi il mio blog non sono un amante dei Kata e delle forme pur utilizzando io stesso il principio della ripetizione continua di movimenti e di sequenze di movimenti ma ho sempre cercato di lavorare sulla “lettura” degli stimoli per sviluppare le corrette reazioni.

Il combattimento si fa in due e quindi preferisco enfatizzare questo aspetto, l’immaginazione non è sufficiente perchè le variabili del combattimento vanno oltre l’immaginazione, ricordati che ti colpisce quello che non ti aspetti, altrimenti basterebbe studiare come si para per rendersi invincibili, ma la realtà non è così e non è sufficiente eseguire i movimenti correttamente ma saper leggere i movimenti impercettibili di attacco del tuo avversario per poter rispondere correttamente.

Ora, semplificando il kata nelle arti marziali come il karatè è una serie di movimenti preordinati e codificati che rappresentano tecniche di combattimento. Lo studente di karate li ripete centinaia di volte per renderli automatici e poter applicare le varie tecniche in maniera istintiva.

Quando sono essere eseguiti contro un avversario immaginario o contro uno reale, e in questo caso si chiamano Kata Bunkai.

Quando ero piccolino ho visto come nel film Karate Kid si da una rappresentazione dei Kata particolare e non corrispondente a quello che di solito si vede in palestra ma straordinariamente efficace da per esprimere il perchè dell’esecuzione di questi movimenti.

Se hai visto il film sicuramente ancora ti ricordi come il maestro Miagi fa passare la giornata a Daniel dipingendo la staccionata e lucidando automobili.

Ps. Attenzione un dettaglio importante con movimenti e posizioni precise non come se vernici a caso.

A fine giornata Daniel è demotivato e deluso, oltre che non stanco. Secondo lui non ha imparato nulla di Karate, e il maestro Miagi lo ha fatto lavorare gratis. Quando però il maestro finge di colpirlo, Daniel è in grado di parare i colpi grazie all’applicazione automatica dei movimenti che ha ripetuto allo sfinimento durante la giornata.

All’inizio dello studio di un Kata, il maestro lo esegue davanti agli allievi, mentre essi lo osservano. poi i movimenti che compongono l’intero Kata vengono spiegati e insegnati uno dopo l’altro, fino a che gli allievi ne hanno piena comprensione e sono in grado di eseguirli da soli.

Ora non voglio che tu applichi e impari dei Kata se non è di tuo interesse, io ho voluto comprendere anni fa alcuni principi e ne ho studiati alcuni perchè alcuni miei amici praticano arti marziali tradizionali ma quello che voglio che fai è applicare il principio del kata per sviluppare una volontà di ferro nel fare le cose.

Ecco il Kata della Volontà che viene spiegato in questo libro:

  • Rifletti su come e perché fai quello che fai.
  • Considera le tue azioni come conseguenza di due moventi: istinti/pulsioni e intelligenza/volontà.
  • Impara a conoscere i tuoi istinti e le tue pulsioni, con i loro vantaggi e le loro trappole.
  • Abbraccia la motivazione, quando arriva, ma non farci troppo affidamento.
  • Riconosci le pressioni che ti stanno intorno: imparerai a difendertene.
  • Riconosci il cambiamento per quello che è: un processo e non un evento.
  • Considera la forza di volontà per quello che è: un istinto etico che caratterizza l’uomo, e che è la conseguenza dell’intelligenza.
  • Utilizza la volontà secondo la regola n°1: non sollevare troppo “peso” in una volta sola.
  • Utilizza la volontà secondo la regola n°2: non sollevare troppi “pesi” tutti insieme.
  • Datti piccoli obiettivi intermedi, misurali e celebra ogni successo.
  • Trasforma piccoli atti di volontà in abitudini quotidiane.
  • Fai il topo: crea e fortifica le tue abitudini utilizzando sempre la triade stimoloazionegratificazione.
  • Ripeti da capo.

Ora spero che legga il libro ma la cosa che preme a me in particolare è che tu applichi i principi che ci ha regalato questo autore. Non leggerli tutti di fila come se fosse un elenco ma rifletti su ognuno di questi punti, lentamente, non avere fretta e se puoi sotto ogni “movimento” scrivi i tuoi pensieri la tua riflessione, ti aiuta molto.

Buon Kata non tradizionale

Andrea

Ps. Ho il massimo rispetto per qualunque arte marziale, non c’è pregiudizio perchè ogni persona ha il diritto di esprimersi nel modo che ritiene più utile a se stesso nel rispetto degli altri naturalmente.

Pss. Esci dalla tua zona di confort, attento che questa “zona” potrebbero essere proprio i kata.


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