Le cose che contano veramente poco.

Condividere ti rende migliore

Prova  a chiedere a una persona che conosci quale sia il bene più prezioso?. E’ molto facile che ti risponda “la salute”, “la vita”, ma a questo punto per quanto sia ovvio e scontato dire questo è facilmente dimostrabile che spesso poi le persone nei comportamenti fanno il contrario di quello che hanno detto, con i fatti dimostrano il contrario.

A prescindere dalle abitudini più folli o semplicemente dettate dall’ignoranza, come mangiare cibo spazzatura, fumare, evitare accuratamente ogni sforzo fisco, prendere medicinali inutili e dannosi, drogarsi, ecc. sembra che molti facciano a gara per accorciare in modo cruento la propria esistenza ma se gli fai la domanda ti rispondono come sai.

Nell’uomo è presente un lato autodistruttivo che è insito nella sua natura.

Gli esempi nelle aggressioni e episodi di violenza non mancano:

  • dal padre di famiglia con tanto di prole e consorte al seguito, che si esibisce in gestacci nel traffico,
  • al baldo giovane in discoteca che per una presunta occhiata di troppo alla fidanzatina alterca con un gruppo di giovanotti imbevuti come lui di testosterone,
  • per non escludere l’impiegato di tutti i giorni con la pancetta, che per un parcheggio fregato sotto il naso inizia una escalation senza speranza “per una questione di principio”, magari con un gorilla alto due metri e del tutto privo di senso dell’umorismo.

Questo magari messo in questi termini ti fa sorridere ma accade spesso. Quante volte ti è capitato non solo di assistere, ma anche magari di trovarti in mezzo a situazioni banali che stavano per sfociare in litigi?

Ma se il bene più prezioso è la vita perché mettersi in situazioni a rischio per motivi di NON sopravvivenza?.

Se sei un maschietto, suppongo che ti è capitato, (per te è più facile) magari giocando a pallone dove si sa, il temperamento, il testosterone, l’agonismo, ecc., ma anche se sei una “Lei”, sono certo che anche tu conosca qualche rudimento dell’arte di cacciarsi nei guai magari con qualche contendente, ecc.

E’ umano come comportamento ma è anche stupido ed è la dimostrazione più evidente di quanto siano i principi fondamentali di sopravvivenza non siano considerati, o resi secondari rispetto a modelli cinematografici di maschio “duro” ai quali conformarti (per i maschietti), oppure per l’incapacità di cogliere per tempo i segnali che preludono la trasformazione dell'”amico conosciuto da poco in chat” trasformarsi in uno stalker o in un fidanzato violento.

Uno di questi principi fondamentali che spesso senti dire è quello che “non sai mai che tipo di persona hai di fronte”.

Questa affermazione è vera sempre, sia che ti ritrovi a discutere per strada con uno sconosciuto, sia che tu abbia a che fare con una persona che conosci da più tempo soprattutto nel caso della violenza sulle donne dove se è vero quello che emerge dalle denunce e dalle statistiche gli autori della violenza sulle donne sono più spesso dei conoscenti (anche intimi) che non incontri occasionali.

Se questo principio fosse ben stampato nella mente di tutti, ci si guarderebbe bene dall’intraprendere certi comportamenti capaci di rendere la sopravvivenza questione di fortuna.

Si, di fortuna, perché se è vero che il 90% delle persone, sono di fatto poco propense a fare del male al proprio prossimo, l’imbattersi nella persona sbagliata (o nella persona giusta nel momento sbagliato) è una probabilità non così remota.

Il 10% non e poco!!

Il traffico automobilistico è una fonte inesauribile di occasioni di lite: il caos, la fretta, il reciproco intralcio e una buona dose di maleducazione da parte di tutti, rendono le nostre strade delle autentiche polveriere (non solo in senso ambientale), dove alla frequenza di gesti a volte inconsulti può seguire l’esplosione improvvisa della rabbia, l’alterco, l’aggressione per banali motivi.

In questo aspetto maschietti e femminucce si differenziano meno gli uni dalle altre, esibendo entrambi alla guida una spavalderia e una arroganza che a volte può costare cara come se l’auto li proteggesse come un carro armato.

E’ solo questione di fortuna o del contrario: per strada girano centinaia di soggetti bevuti, impasticcati, o semplicemente in guerra con se stessi ed il mondo, maschilisti, razzisti, ecc.

Un gestaccio, magari istintivo, per una manovra scorretta con la persona sbagliata, può far esplodere contro di te una rabbia tanto repressa quanto distruttiva, cercano solo una scusa per sfogare la rabbia su un malcapitato.

Sempre a proposito di quel 10% (stimato) di autori abituali di problemi, va anche detto che si tratta di persone spesso incattivite dalla “vita” e dal disagio economico, abituate a una delinquenza spiccia, magari alterata da uso abituale di droghe eccitanti oppure semplicemente tipi violenti che a loro volta hanno subito violenze, e che girano solitamente  armate almeno di un arma come un coltello.

Ps. Oggi non escludere da quel 10% persone normali che fanno uso di droghe che alterano lo stato psico fisico, i dati legate all’uso di sostanze eccitanti come la cocaina e meta anfetamine non escludono nessuno dalla lista dei possibili utilizzatori.

E’ ovvio ed evidente che imbattersi in un tipo del genere costituisce un problema di sopravvivenza reale.

Eppure se tutti lo sanno come mai alcune persone con estrema facilità si imbarcano in discussioni inutili per cose banali che degenerano in risse e le risse in accoltellamenti, “criccate o bottigliate” in testa, o peggio, nonostante si sappia i rischi che si corrono e si seguano con attenzione episodi di cronaca.

Ma perché fanno così?

A fronte dei rischi che si corrono anche se hai ragione ma hai spaccato la testa a uno, il semplice buon senso non suggerisce a tutti che è meglio “lasciar perdere e tornare a casa tranquilli” piuttosto che imbarcarsi in discussioni inutili? Lesioni? Processi? Galera? ecc.

Perché invece alla prima occasione quasi tutti (compresi individui solitamente definiti “ragionevoli”) si trasformano in galletti da combattimento pronti a spennarsi a vicenda?

La risposta non può risiedere tutta nella difficoltà che le persone hanno nel dominare la rabbia spontanea e la tempesta ormonale che l’accompagna (adrenalina, testosterone…), ci sono anche motivazioni di tipo culturale e psicologico, prima tra tutte l’autostima delle persone coinvolte, in altre parole il loro EGO.

Si può dire che tanto più è bassa l’autostima di una persona, tanto più è facile che si senta offesa e si senta pertanto in dovere di reagire di fronte ad una provocazione, allo scopo di ripristinare l’onore ferito.

E’ molto difficile che una persona realizzata nella vita ceda all’ira, vivendo come un’umiliazione un insulto occasionale e non dettato da vere considerazioni personali. Semplicemente se ne fregherà perché le parole di quella persona non contano nulla, ha consapevolezza di se stesso e del suo valore. Ha altre cose belle a cui pensare che alle parole di uno sconosciuto.

E’ piuttosto frequente invece il caso contrario, dove delle persone che si sentono intimamente fallite, con una intima convinzione di valere poco, le quali tutto vogliono tranne qualcuno che gli ricordi questo, magari dando loro semplicemente del deficiente o del coglione per strada.

E’ in contesti come questi che la rabbia esplode, quando cioè due contendenti sono impegnati a dimostrare  qualcosa più a se stessi che all’altro: non è vero che non valgo niente, io ho ragione io sono nel giusto, io ho la forza per farmi valere.

Quanto tutto questo sia superfluo e ridicolo di fronte all’eventualità di trovarsi ferito o ucciso con una coltellata è una pensiero e ragionamento che è indispensabile che FAI PRIMA.

L’EGO delle persone è una delle motivazioni più frequenti di escalation a volte tragiche e, come tale, non andrebbe mai sottovalutato: la sua presenza deve essere tenuta ben presente da ciascuno di noi in tutte le situazioni di confronto tra persone sconosciute e non.

Ps. è inutile avere ragione stando sotto due metri di terra o in galera per 15 anni e ciò che conta è rimanere vivi e tutti d’un pezzo.

Magari stai pensando ma in pratica? “Io non vado a  cercarmele, ma che fare se mi ci trovo?”.

E’ vero, non ci sono solo le liti occasionali anche se è uno dei casi più frequenti, ci sono i brutti incontri, o peggio può capitare di avere a che fare con persone violente che per un motivo o per un altro non si possono evitare, magari perché abitano sotto lo stesso tetto, vivono nello stesso quartiere, frequentano la stessa scuola, gli stessi locali, ecc.

Il messaggio che voglio darti non è quello di scappare di fronte ad una situazione critica, anzi, scappare il più delle volte non è una soluzione praticabile in molti casi, vedi le violenze domestiche, o altre situazioni critiche dove le probabilità di essere inseguiti e raggiunti sono molto elevate, ed a quel punto non resta che combattere o prenderle, ma quello che devi capire è che devi farlo solo quando è necessario e non per il tuo ego.

Se non c’è soluzione “uccidi”!!. 

Meglio affrontare la situazione in modo appropriato, avendo come obiettivo primario evitare il combattimento, e solo se necessario combattere.

La grande maggioranza delle occasioni di scontro fisico possono essere risolte in modo incruento, sia che si tratti di rapine o di semplici alterchi.

La sola eccezione vale per gli incontri con soggetti in stato di alterazione psichica, indotta o meno da sostanze, con i quali valgono altre considerazioni.

Chiunque tu abbia di fronte, che sia da solo o in gruppo, che sia armato o meno, che sia o non sia nel pieno possesso delle sue facoltà mentali, lui sta comunicando con te con le parole e con il corpo e tu stai facendo altrettanto con lui, vi state influenzando a vicenda e quello che vi direte determinerà l’esito successivo.

La comunicazione ed il modo di comunicare è l’elemento chiave di quella che chiamo “arte di combattere senza combattere” su cui Geoff Thompson dopo anni di violenza come buttafuori nei peggiori locali londinesi sta spendendo tempo a spiegare dopo aver ripercorso le innumerevoli risse che ha risolto con la violenza e che avrebbe potuto condurre diversamente.

E’ curioso il viaggio diametralmente opposto che sta conducendo Geoff, ammirevole e una presa di coscienza importante.

La violenza non è una soluzione quando può essere evitata.

Andrea

 


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