La pillola del giorno 056 – Lottare “senza mani”


La pratica di lotta con alcune limitazioni non è qualcosa di leggendario e di misterioso ma un lavoro concreto per fare comprendere meglio a sentire e a comprendere meglio come sfruttare altre parti del tuo corpo che solitamente siamo abituati a usare meno o per compiti diversi.

Non si tratta di una pratica da film ma semplicemente alcuni round di sparring di lotta fatti in maniera intelligente per sforzarti a lavorare per ampliare le tue capacità.

Qualche post fa ti avevo parlato di praticare a occhi bendati nella pillola del giorno 053 – Lottare con gli occhi chiusi, in questo caso ti dico di lottare “senza mani”.

Che cosa intendi esattamente con lottare “senza mani”?

Iniziamo distinguendo questo lavoro in due:

  • Lotta in piedi (Stricking e Clich)
  • Lotta a terra (Jiu Jitsu, Grappling)


Lotta in piedi:

Il lavoro che devi fare è quello di fare sparring evitando di attaccare ma puoi solo schivare e evadere i colpi del tuo avversario.

Questo modo di lavorare ti permette di concentrarti sul footwork e la distanza, alle schivate e parate.

Inizia a fare questo lavoro in questi tre modi:

  • Wall sparring: ti metti al muro fai un passo avanti e il tuo compagno di allenamento ti prova a colpire e tu puoi parare e schifare senza colpire.
  • Sparring Boxing No Hand: Fai sparring libero di pugilato ma puoi solo muoverti, schivare e parare.
  • Sparring Thay No Hand: Fai sparring libero di pugilato ma puoi solo muoverti, schivare e parare.

Dividi i round su aree di lavoro diverse:

  • 1°Round – Footwork e controllo della distanza + Schivate
  • 2°Round – Footwork e controllo della distanza + Parate
  • 3°Round – Completo

Ps. Chiaramente è un lavoro da fare con intelligenza da parte di entrambi, serve fluidità molti colpi senza grande potenza, considera che l’altro non può colpirti. E’ normale che vieni colpito quindi non preoccuparti e continua a lavorare, ma cerca di vedere un miglioramento altrimenti c’è qualcosa che non va.

Clinch – Il lavoro con il clinch senza mani è un lavoro molto interessante che aiuta molto a sentire come lavora il clinch e a sentire gli spostamenti di forza e cercare di direzionarle per costruire le uscite. Importane un buon riscaldamento e ricordarsi di fare un lavoro in fluidità.

Lotta a terra:

Tranquillo non si tratta di usare qualche forza misteriosa, ma semplicemente di provare ad adattarti a usare meglio alcune parti del tuo corpo come invece sono costrette a fare persone che per loro sfortuna hanno delle limitazioni dovute a malformazioni o traumi gravi.

Uno dei più comuni errori che molti lottatori fanno è quello di provare a spostare l’intero peso dell’avversario con la sola forza delle braccia.

Sfortunatamente, nelle prese, usare solo le braccia è poco efficace.

Questo modo di usare le braccia e le mani è dovuto al fatto sono delle parti più versatili e sensibili dell’anatomia umana e noi siamo semplicemente abituati a usarli per quasi tutti i nostri compiti quotidiani, dal lavoro all’abbracciare, mentre le gambe sono di solito utilizzato esclusivamente per stare in piedi e camminare o correre ma in realtà sono un motore potentissimo anche a terra come per lo Stricking.

Ora ti voglio dare alcuni dati sulla forza che hai, la tua gamba è mediamente tre volte più forte del tuo braccio e il tuo tronco (addominali e schiena) è ancora più forte quindi è fondamentale che impari ad usare questa enorme riserva di forza.

Per un buon lottatore le gambe e i piedi sono agili quanto le braccia e le mani, e li usa per spingere, tirare, sollevare e bloccare l’avversario è applicare le leve e soffocamenti con le mani e le braccia o viceversa, quando usi le mani per controllare e le gambe per soffocare o mettere in leva l’avversario.

Un modo eccellente per insegnare al tuo corpo a ‘pensare’ con le gambe e il tronco invece delle braccia è praticare la lotta senza mani.

  • Se sei un lottatore che pratica con il gi, fai scorrere entrambe le mani attraverso la parte alta del tuo gi oppure afferra le maniche del gi opposte.
  • Se la tua arte scelta è la lotta no gi, incrocia le braccia e afferrare la tua spalla opposta, quindi mano destra su spalla sinistra e mano sinistra su spalla destra.

Importante!, Questo allenamento richiede un compagno di allenamento nello sparring che sia accomodante, deve farti lavorare e inizialmente non deve cercare di sottometterti quando lotta con te in questo modo ma all’inizio il suo obiettivo deve semplicemente essere quello di controllare il tuo corpo.

Una volta che ci si è abituati, può iniziare a cercare la sottomissione.

All’inizio, questo ti sembrerà molto strano e avrai la tendenza a voler allungare istintivamente le tue mani, è una cosa normale ma ritorna a fare subito l’esercizio, devi avere pazienza, perché ti serve per ottienere coordinazione e sensibilità con la parte inferiore del tuo corpo, il tuo modo di lottare  migliorerà, specialmente in certi aspetti della lotta, come la guardia.

Quando poi inizia a fare l’allenamento “standard” dove usi di nuovo le tue braccia, inizierai a usarle diversamente con più efficacia, per guidare il movimento in una direzione ma senza fornire energia ma sono le gambe, i fianchi e la parte bassa della schiena che mettono la spinta.

Un esempio che viene facile comprendere ad esempio è il double-leg take down quindi la proiezione a due gambe dove schematizzando imposti la “direzione” usando (le braccia) afferrando da dietro le gambe del tuo avversario e poi il “motore” (gambe, tronco) forniscono la potenza per sollevare l’avversario, dove è facile capire che non usi le braccia per sollevarlo ma sono le gambe e il tronco a eseguire questo compito, le braccia le usi solo per direzionare la proiezione.

Questa non è una regola che vale sempre perché nella lotta ci sono situazioni inverse dove ci sono molti movimenti che usano quasi esclusivamente la forza delle braccia e delle spalle come molte leve fatte dalla side mount ad esempio ma in generale il principio è lo stesso, solo che le braccia sei abituato a usarle per afferrare e spingere.

Questo esercizio serve per educarti a usare le gambe sgravando moltissimo lavoro alle tue braccia e soprattutto risparmiando energia.

Attenzione!

  • se tu sei il compagno che usa le mani devi essere intelligente e fare un lavoro per costruire delle abilità, quindi le cose vanno fatte per gradi, sia come velocità che come intensità, all’inizio lavora lentamente ma in fluidità.
  • Se tu non usi le mani e sbagli prendendo colpi non preoccuparti continuo a lavorare, ascolta come muovi il tuo corpo e la sua posizione relativa rispetto al tuo compagno di allenamento.

Buon allenamento con le “mani in tasca”!

Andrea

Lottare con il Gi o senza Gi (No Gi)

C’è una citazione di Anibal Braga’s HANGMAN! che mi piace molto e con questa citazione voglio iniziare questo articolo:

“Allenati con il Gi o resti soffocato in strada da qualcuno che lo fa”. (7th Grado BJJ Coral Belt master Anibal Braga’s HANGMAN!)

Ormai da diversi anni c’è in corso un dibattito all’interno della comunità dei lottatori su quale sia lo stile di combattimento di terra migliore.

Gi o No-Gi, questo è il problema?.

Un dubbio “amletico” che attanaglia la comunità ma per me la risposta è semplice “entrambi” o “nessuno dei due è meglio rispetto all’altro“.

I due approcci non sono diametralmente opposti e non si escludono a vicenda.

Si tratta di lotta e credo che a parte chi si deve specializzare per le competizioni e che quindi in base al tipo di torneo deve lavorare con o senza Gi ma si tratta sempre di lotta e devi lavorare con entrambi i metodi soprattutto se il tuo interesse non è solo sportivo ma anche legato alla difesa personale.

Molti grapplers si limitano dogmaticamente o con pregiudizio ad allenarsi esclusivamente con o senza il gi ma questa è una pratica dannosa perché negano a se stessi l’accesso ai benefici dello stile omesso.

Personalmente, ho iniziato il mio allenamento in gi quando ho fatto lotta da ragazzino ma poi crescendo ho iniziato ad allenarmi molto in no-gi, cosa che ho fatto esclusivamente per  molti anni. Successivamente il mio interesse nello sfruttare l’abbigliamento per la lotta mi ha portato per un lungo periodo ad allenarmi con il Gi e quasi tutti i miei allenamenti sono diventati gi-based.

Per questo ti ho citato master Anibal Braga’s HANGMAN! e la sua famosa affermazione “Allenati con il Gi o resti soffocato in strada da qualcuno che lo fa”.

Ma per me, il mio approccio ha accelerato il mio apprendimento nel gioco della lotta in entrambe le condizioni e quando tornavo al mio allenamento no-gi, trovo che anche il puro allenamento con bjj a base di kimono era enormemente migliorato.

Quindi non credo che un metodo o l’altro porti un abbassamento della qualità del lottatore anche se chiaro che va bilanciato nei tuoi allenamenti.

Ho identificato i benefici dell’allenamento in ogni stile e te li ho elencati di seguito anche se si tratta di qualcosa di personale credo che questo approccio faccia bene anche a te.

Allenati con Gi e No Gi perchè entrambi sono GRATIS!! 🙂

Vantaggi con il Gi

– Migliora la forza della parte superiore del corpo

La presa costante delle maniche, dei revers e dei pantaloni del tuo avversario rafforza notevolmente i muscoli, i tendini e i legamenti delle mani, degli avambracci, delle braccia e della schiena, tutti utilizzati in entrambi gli stili di lotta.

– Rallenta il gioco

Dato che il kimono mantiene te e il tuo avversario relativamente asciutti e crea attrito, si ottiene un gioco leggermente più lento rispetto al submission grappling .

Questa rimozione di una quantità di velocità dall’equazione si traduce in un approccio più tecnico e metodico durante la lotta.

Questo è un molto buono se sei troppo dipendente dalla tua esplosività e dalla tua forza bruta per effettuare i loro movimenti andando a costruire un lavoro più tecnico.

– Permette uscite (escape) migliori

Dato che il colletto intorno al tuo collo ti mette in pericolo di strangolamento da molte angolazioni, questo ti crea una maggiore consapevolezza difensiva in generale.

Inoltre, le uscite, le posizioni di standing e le sottomissioni quando il tuo avversario ha una presa salda sul tuo gi è molto più difficile del no-gi.

È molto più difficile tirare un arto avvolto in un gi in un armlock o un leglock facendo affidamento solo sulla velocità e l’esplosività, e quindi sei costretto a usare un approccio più tecnico.

 

Vantaggi No-Gi

Migliora le posizioni di controllo, come portare il peso e il controllo “senza prese”, imparare a mantenere un avversario sudato e scivoloso è molto più difficile che tenere giù qualcuno che indossa un gi.

Quando hai imparato a controllare un avversario che non indossa un gi diventerà facile controllare qualcuno che lo indossa.

Aumenta la velocità del gioco

La ridotta importanza delle impugnature e la riduzione dell’attrito nel gioco no-gi significa che ci si muove quasi sempre a un ritmo più veloce. Esercitarsi a questa velocità più alta migliora i riflessi e aiuta nello sviluppo di un movimento reattivo, a flusso libero che è cruciale durante gli scrambles posizionali.

Quindi, invece di essere presuntuoso dicendo nella tua testa o alle persone “il mio stile è meglio del tuo”, che sia Gi o No Gi, tu devi chiederti “voglio limitarmi?“.

Appunto, la risposta la sai già.

Andrea

La pillola del giorno 053 – Lottare con gli occhi chiusi

Sicuramente ti è capitato in molti casi di vedere qualche film dove venivano studiate tecniche di arti marziali o allenamenti ad occhi chiusi, ora a parte la cinematografia, si stratta realmente di un metodo di lavoro che serve per sviluppare le caratteristiche cinsestetiche e di propriocezione del nostro corpo di percepire la presenza “ascoltando il contatto” della nostra pelle che è molto sensibile nel percepire anche i più piccoli movimenti.

Una piccola premessa su che cosa è la cinestetica e la propriocezione:

– L’intelligenza corporeo-cinestetica consiste nella capacità di usare il proprio corpo in modi molto differenziati e abili, per fini espressivi oltre che concreti: lavorare abilmente con oggetti, tanto quelli che implicano movimenti fini delle dita, quanto quelli che richiedono il controllo dell’intero corpo.

– La propriocezione è la capacità di percepire e riconoscere la posizione del proprio corpo nello spazio e lo stato di contrazione dei propri muscoli, anche senza il supporto della vista.

La tua pelle contiene milioni di recettori della pressione e quando i tuoi occhi sono chiusi diventa molto più facile essere consapevoli dell’input che ricevono.

Questo ti permette di “sentire” di più la tua lotta ce si tratti di contatto in piedi in clinch/trapping o che sia jiu-jitsu (o lotta in generale) e per diventare più sensibile alle sottili variazioni nella distribuzione del peso di te stesso e del tuo avversario, e sentire anche le più piccole variazione di tensione muscolare.

Affrontare un compagno di allenamento a occhi chiusi è un metodo eccellente per acquisire sensibilità, equilibrio e tempismo.

Quando chiudi gli occhi, perdi l’equilibrio che ti è stato concesso dai punti di riferimento visivi che solitamente hai.

Di conseguenza, gli organi dell’orecchio interno responsabili dell’equilibrio del corpo diventano più sintonizzati e aumenta il senso di equilibrio, della posizione e del contatto.

Questo migliora notevolmente la consapevolezza cinestetica o il ‘senso del corpo’.

Anche la consapevolezza spaziale, la capacità di sapere dove si trova il tuo corpo nello spazio, viene enormemente potenziata.

Alti livelli di consapevolezza cinestetica e spaziale sono tratti distintivi di buoni atleti e sono alcuni degli elementi più vitali per un gioco a tutto tondo che si tratti di lotta in piedi o a terra.

Parlando di lotta e di Jiu Jitsu, senza andare a , quando combatti “dall’alto” un aumento della sensibilità ti permetterà di sentire dove sono gli spazi nelle tue posizioni di controllo e tenere la pressione nei punti giusti e invece quando combatti “dal basso” sarà possibile per te sentire dove il tuo avversario sta facendo pressione e dove è fuori equilibrio e suscettibile a sweep e ponti.

Poiché questi dati sensoriali-pressori vengono elaborati molto più rapidamente dei dati sensoriali visivi, puoi insegnare al tuo corpo a usarlo come meccanismo di feedback primario durante la lotta, i tuoi tempi di reazione alla fine miglioreranno notevolmente portando il tuo “gioco” di lotta a un livello superiore.

Un altro vantaggio di praticare in questo modo è che quando i tuoi occhi sono chiusi hai la tendenza a rilassarti, che è vitale per i tuoi progressi nel combattimento. Quindi scegli un compagno di allenamento di cui ti fidi e cogli con gli occhi chiusi per 20-30 minuti a settimana.

Sarai stupito da quanto migliora il tuo gioco sia in piedi che a terra.

Il mio consiglio è di fare questo esercizio che puoi usare per diverse arti marziali, mi spiego meglio:

  • Muay Thai –> Clinch da bendati entrate e uscite con colpi e senza colpi di ginocchio
  • Self Defence (JKD, Eskrima, Wing Chung, Krav Maga, ecc.) –> Chi Sao e Trapping da bendati. Hubad Lubad da bendati nel Kali/Eskrima. Oltre a questo soprattutto se si studiano situazioni con armi da fuoco e con coltello da mnaccia / rapina eseguire questi esercizi da bendati (chiaramente l’arma a contatto). E’ importante sentire la posizione dell’arma e del corpo del tuo aggressore.
  • Jiu Jitsu o Grappling (Lotta in generale) — > Lottare a occhi chiusi facendo sparring è qualcosa che porta il tuo gioco di lotta a un livello superiore, tutto il tuo corpo deve percepire e sentire il tuo avversario.

Attenzione!

  • se tu sei il compagno che non è bendato devi essere intelligente e fare un lavoro per costruire la sensibilità, quindi le cose vanno fatte per gradi, sia come velocità che come intensità, all’inizio lavora lentamente ma in fluidità.
  • Se tu sei bendato e sbagli non preoccuparti lavora, ascolta il tuo corpo, gli stai insegnando una cosa nuova che sai già ma devi imparare ad usarla.

Buon allenamento da bentato, ascolta!

Andrea

La citazione del giorno 058 – Rafael Lovato Jr.

“Per me, questa è la differenza tra un “combattente” e un “artista marziale”. Il modo in cui ti poni e sei di esempio è tutto. Le arti marziali ci insegnano come essere versioni migliori di noi stessi.”

(Rafael Lovato Jr.)

Maestri Italiani – Tony Ligorio (Torino)

Tony Ligorio

Ciao amici del blog oggi abbiamo l’onore di poter intervistare uno dei personaggi della scena marziale in Italia più innovativi e carismatici, sto parlando di Tony Ligorio, un grande maestro e appassionato di arti marziali sempre alla ricerca delle ultime novità a livello mondiale da portare in Italia per restare sempre al passo con i maestri Top nel mondo.

Descrivere Tony in una intervista diventa difficile visto l’ampio Curriculum (lo trovate in fondo all’intervista) e l’ampio palmares sia come agonista che come professionista del settore.

Oltre a essere un grande esperto di arti marziali tradizionali cinesi Tony Ligorio è un grande esperto di arti marziali filippine stringendo amicizie importanti con grandi maestri internazionali come Bob Breen ed è la prima black belt in Italia rilasciata dalla Bob Breen Academy.

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Da sempre attento agli sport da combattimento da ring come la Muay Thai e delle MMA dapprima come agonista e poi costruendo una squadra agonistica molto attiva, la Ligorio Top Team.

Ad oggi Tony collabora con esperti di fama mondiale come Erik Paulson che oltre a essere un allievo storico di Dan Inosanto è un esperto mondiale di combat submission wrestling ed è uno dei preparatori di molti atleti dell’UFC tra cui Brock Lesnar e direttamente da Erik Paulson il maestro Tony Ligorio ha ricevuto riconoscimenti importanti e l’autorizzazione a esporre nella sua scuola il logo della CSW Association.

Questo apprioccio di Tony sempre alla ricerca dei migliori trainer del mondo porta nella sua accademia un approccio moderno e flessibile che porta l’arte marziale a un livello elevatissimo.

Le possibiltà che si hanno di immergersi nel mondo delle arti marziali e degli sport da combattimento alla Ligorio Academy sono vastissime dove si ha la possibilità di esplorare dalle arti tradizionali ai sistemi di difesa personale più moderni con un ampio spazio agli sport da combattimento da Ring dove la scuola vanta anche diversi titoli internazionali con i suoi atleti.

Oltre a un sistema didattico studiato per offrire un percorso a 360 gradi sotto la sua supervisione e il supporto degli allievi avanzati la Ligorio Academy offre una palestra con le attrezzature moderne, dal tatami che copre tutta la superficie della palestra, alle decine di sacchi di forme e misure differenti, al ring, alla gabbia di MMA insomma tutto quello che serve per potersi allenare ad alto livello e in sicurezza.

In fondo alla pagina trovate gli orari con le innumerevoli discipline praticate alla Ligorio Academy, e amici del blog se avete la possibilità di potervi allenare a Torino vi assicuro che è una grande opportunità.

Intanto grazie Tony per questa possibilità che per me ha un doppio valore, il primo perché sei stato e per me sei ancora adesso il mio maestro e poi per il tuo grande valore come esperto di difesa personale e sport da combattimento ma il tuo curriculum è così vasto che è meglio cominciare subito con questa chiacchierata.

 

Tony raccontaci chi sei e di quale arti marziali ti occupi in particolare (queli AM insegni)

La prima passione è stata il Kung fu, la disciplina che mi ha dato la giusta metodologia per insegnare, ma il mio interesse si è ampliato e ad oggi insegno Kung fu e Tai chi e Chinna , Jeet kune do ,Fma (kali)e Ufb Panantukan),kickboxing, muay thai,MMA, Sanda e pugilato.

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Con che arte marziale hai incominciato, qual’è stato il tuo inizio, un maestro o più maestri che ricordi?.

Ho cominciato la pratica a 10 anni, 1978, nello stile Tuei Shou con il M° Agrippino Baglieri.

Due anni dopo, 1980, incontravo un allievo del M° Shin Dae Woung e, tramite lui, ho saputo che c’era una scuola a Novara dove ho iniziato ad allenarmi.

In seguito scoprii che c’era un istruttore cintura nera del M° Dae Woung che insegnava a Vercelli.

Dal momento che intendevo frequentare il corso andai il giorno seguente a provare e caso volle che la lezione fosse tenuta da M° Dae Woung in persona. Rimasi folgorato e mi iscrissi subito.

La pratica era faticosissima ma Mauro Pesenti, all’epoca una delle 4 cinture nere del M° Dae Woung, ti faceva entusiasmare alle lezioni.

Quattro anni più tardi Mauro si laureò ed io ereditai il corso, diventando il più giovane istruttore della scuola in Italia.

Da allora ho continuato a praticare questo sistema cercando di perfezionare i contenuti, attenendomi alla filosofia originaria.

Dal 1985 al 1995 ho insegnato presso le palestre circoscrizionali del comune di Torino.

Nel 1996, con l’apertura della A.S.D. LIGORIO ACADEMY, ho iniziato ad insegnare presso la sua sede, diventandone il direttore Tecnico.

La filosofia del kung fu è legata al suo nome che scomposto significa uomo merito. Per me significa il lavoro duro che migliora l’uomo.

L’essere umano cerca sempre vie facili per vivere e questo può andare bene, ma quando si hanno delle aspirazioni, degli obiettivi, solo il lavoro duro ci aiuta a realizzarli.

Con la scuola del maestro Shin Dae Woung ho partecipato a molti campionati italiani di forma a mano nuda, forma con armi e combattimento promesso, rientrando sempre sul podio, oro, argento, bronzo.

Ho preparato numerosi allievi tra cui 3 campionesse italiane di forma, ciascuna per la propria categoria.

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Cosa pensi del panorama marziale di oggi sulla difesa personale e sulle competizioni (UFC/MMA/Altro/ecc.?.

Per quanto riguarda la difesa personale trovo un po’ buffo il fatto che ci sia una moda di allenarsi con sistemi militari perché per un civile non trovo sia inutile sapersi difendere come una sentinella in un campo di battaglia.

Per quello che concerne le competizioni io considero da sempre le arti marziali miste come il laboratorio scientifico per tutte le arti marziali, i regolamenti permettono l’utilizzo della maggior parte delle tecniche di tutte le arti marziali e quindi danno un’ottimale idea dell’efficacia. Si sfatano molti miti marziali poiché si ha un riscontro reale e si valorizzano tecniche tradizionali che dagli altri sport da combattimento venivano snobbate perché vietate dai regolamenti.

Questo ha dato il via a uno sport molto bello da vedere e veloce.

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Tony a bordo ring con un suo atleta delle Ligorio Top Team
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Tony dentro la gabbia con un suo atleta delle Ligorio Top Team

Quando hai deciso di insegnare e combattere?.

Insegnare è la mia principale passione, mi piace l’idea di entrare nella testa delle persone in modo da capire come pensano e fargli capire cosa voglio insegnare. Ho iniziato a insegnare però per costrizione perché a 16 anni fui costretto dal Maestro Shin Dae Woung perché l’istruttore Mauro Pesenti cambiò lavoro e io divenni la cintura più anziana.

Combattere mi è sempre piaciuto, non considero combattimento i giochi quali submission o le varie arti light che non ho mai praticato, la sfida più importante nel confronto dove si può finire KO per me è sempre stata l’applicazione delle tecniche marziali studiate nelle varie discipline.

img_6749img_6750a6433b219ad0d60f672f150ea69ec367Tony Ligorio con alcuni dei sui allievi

 

Quante ore dedichi all’allenamento (preparazione atletica e altro, come dividi l’allenamento) e se lo ritieni una cosa importante.

In media io sto 50 ore alla settimana in palestra. La maggior parte di queste sono di insegnamento ma almeno la metà di queste ore mi alleno assieme ai miei allievi, oltre a ciò tutti i pomeriggi e a volte le mattine dedico un’ora al mio allenamento personale nelle arti marziali interne. Mi sembra chiaro visto che questa è la mia routine standard da circa 20 anni che per me sia importante l’allenamento. La preparazione atletica è prevista nelle varie lezioni, io cerco di utilizzare il più possibile tecniche marziali anche per lo sviluppo della forza, velocità, coordinazione ecc… per quanto riguarda la forza lo sviluppo con i pesi lo faccio con bilanciere, manubri e Kettlebell e non sono favorevole alle macchine a meno che non servano per il recupero dopo un infortunio.

 

Quale metodo utilizzi per insegnare ai tuoi allievi, come programmi le tue lezioni?.

Nel corso degli anni ho creato un mio sistema di insegnamento, Ligorio System apprezzato dai più grandi maestri incontrati nel mio cammino. Il Ligorio system consiste in una suddivisione su livelli delle varie discipline con difficoltà crescente e lo sviluppo di programmi che si estrinsecano con lezioni di 50 minuti per garantire alta resa e attenzione.

Ogni di disciplina ha un gruppo di lezioni che garantiscono ogni tipo di allenamento con grande attenzione all’apprendimento.

Il Mio obiettivo è insegnare le arti marziali e non solo farle allenare.

 

Chi sono stati i maestri o personaggi che ti hanno ispirato?.

Bruce Lee è stata una grande fonte di ispirazione, molti non lo sanno ma quasi tutto quello che si usa oggi nelle arti marziali e sport da combattimento per allenarsi egli la utilizzava già negli anni 60’. Tanti anni fa ho cominciato ad allenarmi con il suo primo allievo, Guro Dan Inosanto, lui è stato quello che mi ha insegnato l’entusiasmo per l’arte marziale e soprattutto l’amore per la ricerca. Bob Breen mi ha insegnato a focalizzarmi sulla difesa personale efficace. Flavio Daniele e George Xu mi hanno fatto capire che l’abilità e l’efficacia in qualunque tecnica derivano da un lavoro interno che ti fa utilizzare il tuo corpo al meglio.

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Tony Ligorio in azione

Che attrezzature preferisci utilizzare per allenarti e allenare

Io utilizzo moltissimo i sacchi, mi piace cambiare tipologia per allenare le diverse tecniche ma anche per avere obiettivi di peso diverso; utilizzo molto anche gli elastici perché insegnano a ritornare velocemente nella posizione di partenza.

 

Una tua esperienza negativa nelle arti marziali

Ho incontrato un sacco di persone speciali facendo arti marziali, sia da allievo che da insegnante. Negli anni ho visto però anche tante persone che si avvicinano alle arti marziali solo per poter essere importanti, con l’obiettivo di essere considerato senza avere la pazienza e la voglia per praticare seriamente.

 

Quali punti di forza nell’arte marziale che pratichi vuoi comunicare ai ragazzi del blog che leggeranno l’intervista.

Le arti marziali sono bellissime! Se ti avvicini a loro con dedizione impari un sacco di cose e soprattutto ti entusiasmano.

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C’è qualcosa che non ripeteresti nel tuo percorso?.

Mi dispiace solamente di aver praticato relativamente poco con Maestri che adesso sono mancati.

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Tony alla Ligorio Academy con Bob Breen

Oggi quale arte marziale stai praticando più di frequente?.

Quelle che insegno continuo a praticarle tutte, lavoro maggiormente sulle arti marziali interne e mi dispiace averlo capito solo in tarda età, infatti cerco di trovare esercizi da fare eseguire ai miei allievi giovanissimi perché si entusiasmino a queste arti marziali ( Pakua, Xing-Yi, Tai Chi Chuan) e capiscano che l’efficacia in qualunque tecnica deriva dalla conoscenza e sviluppo del massimo potere del proprio corpo.

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Tony Ligorio durante la preparazione in una fiera internazionale sulle arti marziali

Quale altra arte marziale se avessi il tempo vorresti imparare o vuoi imparare?.

Ho avuto l’opportunità e la voglia di allenarmi con molti grandi maestri e in moltissimi stili, sento il bisogno di approfondire alcune tecniche, ma non ho il desiderio di avvicinarmi a nuovi stili.

 

Se dovessi dare un consiglio a una persona che vuole iniziare che cosa gli diresti?.

Mi piacerebbe che le arti marziali fossero per tutti, in realtà non lo sono. Direi a un nuovo praticante di impegnarsi tanto, allenarsi sovente quale sia la disciplina in modo da ottenere dalla pratica i massimi benefici.

 

Una abitudine che consigli di avere a chi pratica arti marziali.

L’abitudine di avere costanza; cominciare un programma di allenamento con poche ore settimanali per incrementarlo in seguito. Cominciare con più di due/tre ore settimanali di allenamento non è utile se ci si allena intensamente per uno che si accosta per la prima volta alle arti marziali è sufficiente. Dopo quattro mesi di pratica costante si può allenare di più.

 

C’è qualche attrezzatura che usi e che consigli che sia utile?.

A seconda delle arti marziali che si praticano ci sono attrezzi che possono essere più o meno utili. Se si pratica sport da combattimento io preferisco le attrezzature Venum.

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Tony Ligorio in azione

Il miglior consiglio che hai ricevuto?.

 Anni fa quand’ero in America Cass Magda seppe che io volevo aprire una palestra solo di arti marziali mi disse di non utilizzare termini come “Gym” ma usare “Academy” o “School” perché questo avrebbe naturalmente fatto una cernita sui possibili clienti.

 

Se dovessi ripartire domani mattina ripartendo da 0 che cosa faresti?.

 Il mio è stato un viaggio fenomenale, rifarei tutto daccapo.

 

Grazie Tony per la tua gentile disponibilità a raccontarti agli amici del blog e per chi volesse contattarti per venire a trovarti alla tua scuola o per partecipare ai tuoi numerosi stage lascio i tuoi riferimenti. Ancora grazie per questa intervista siamo al TOP!!!

 Ringrazio tutti per aver letto questa mia intervista, spero di avervi entusiasmati! Se volete allenarvi con me potete trovarmi sul sito della palestra ( www.ligorioacademy.it ) oppure potete contattarmi tramite Facebook ( sulla mia pagina Tony Ligorio) o telefonicamente allo 011-7497511. Sono inoltre disponibile per tenere seminari in tutta Europa.

http://www.ligorioacademy.it/

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Ligorio Academy Via Garizio, 24/A 10139 Torino (To) tel. 011 749 7511 email info@ligorioacademy.it

CURRICULUM E PALMARES (curriculum , scuola, specialità, agonismo, ecc)

tony

Inizio pratica arti marziali  1979 presso scuola Ryugi di Torino con il Kung fu.

1981

Incontro con il Maestro Cino-Coreano Shin Dae Woung

dal 1982 al 1987

Conquista 7 Titoli Italiani nel Sanda e nelle Forme tradizionali  ( fra cui 2 qualificazioni per i Mondiali).

1986

Conseguimento della Cintura Verde ed inizio dell’insegnamento come rappresentante nella città di Torino. Stili insegnati di Kung Fu:  I Sing, Pakua, Tang  Lang . stili insegnati per il Tai chi : Wudang.

1990

Incontra Bob Breen Maestro e Fondatore della JKD KALI International  a Londra.

1993

Conseguimento del Diploma presso Arnis Kali Escrima Association.

1996 /1998

vince due Titoli Europei di Stickfighting e si qualifica per i CAMPIONATI DEL MONDO A Los Angeles e Cebu city .

1996

Incontra Erik Paulson Campione del Mondo di Submission Wrestling.

Nell’ottobre del 1996 da vita all ASD Ligorio Academy con sede a Torino. Direttore tecnico dell’ASD Ligorio Academy e del Ligorio Top Team(squadra di agonisti) che vanta:

3 Campioni Italiani M.M.A

Partecipazione a: Varese in the Cage 1, Ronin Fc  3 e 4 ,ADCC ITALIA Championship, Oktagon Glory Road e Glory final 8 svoltosi a Roma il 3 Novembre 2012  .

Dal 2000 organizza nell’ambito degli enti di promozione sportiva corsi aspiranti tecnici  di vari livelli per le seguenti discipline marziali.

I TITOLI  DI TONY LIGORIO AD OGGI :

Insegnante di Pugilato dal 2001 con diploma rilasciato dalla Federazione Pugilistica Italiana

Coach Level 3 per la Csw (M.M.A.)del Sensei Erik Paulson e responsabile per l’Italia  della CSW

Maestro K1 Style di Kickboxing e di Muay Thai

Maestro di Sport Da Combattimento FE.NA.SCO.(FIKBMS)

Maestro di Kung Fu negli stili Pakua Tang Lang e I –Sing conseguito presso la scuola del M° Shin Dae Woung

Maestro di Tai Chi Chuan stile Wudang   conseguito presso la scuola del M° Shin Dae Woung

Maestro di Tai chi  stile Chen,QI KUNG, riconosciuto dalla Wacima

Maestro Guru di Arnis Kali Escrima

Maestro di Jeet Kune Do

FULL INSTRUCTOR della Jkd Kali International del Maestro Bob Breen

Unica Black Belt in Italia per la Jkd Kali International del Maestro Bob Breen

Come agonista ha effettuato 81 incontri a contatto pieno nelle seguenti discipline

Kung Fu, Sanda, Kickboxing, Shoot Boxe

7 volte Campione italiano di Kung Fu

2 volte Campione internazionale di Sanda

Vice Campione Europeo di Shoot Boxe

Campione Europeo di Stick Boxing Rappresentante della scuola italiana di Kali per i Campionati del Mondo di Los Angeles del 1996 e Cebu City 1998.

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