La pillola del giorno 054 – L’ultimo della fila a volte è il capo branco

Osservazione: Un gruppo di lupi.

I tre avanti sono vecchi e malati, camminano in avanti per regolare il ritmo del gruppo in caso di corsa, in modo che non rimangano dietro di loro.

I prossimi cinque sono i più forti e i migliori, hanno il compito di proteggere l’avanguardia in caso di attacco.

Il pacchetto in mezzo è sempre protetto contro ogni attacco. I cinque dietro di loro sono anche tra i più forti e i migliori; essi sono incaricati di proteggere il retro in caso di attacco.

L’ultimo e’ il capo. Si assicura che nessuno sia lasciato indietro. Mantiene il pacchetto unificato e sulla stessa strada. E ‘ sempre pronto a correre in qualsiasi direzione per proteggere e servire da “Guardia del corpo” a tutto il gruppo.

Solo nel caso in cui qualcuno volesse sapere cosa significa davvero essere un leader.

Non si tratta di essere davanti. Significa prendersi cura della squadra.

Quando si tratta di arti marziali (AM) e sport da combattimento (SPC) si sa che quando sei sul tatami o sul ring ci sei tu con il tuo avversario e sei “solo” ma non è proprio così.

In realtà dietro questa apparente solitudine c’è tutta una squadra che permette di fornirti oltre un preparazione fisica e tecnica adeguata anche un trainig psicologico che ti permette di arrivare carico e focalizzato al match o alla gara e che ti permette di ottenere certi risultati.

Certe performance non si ottengono solo con la preparazione atletica che è fondamentale ma serve anche un determinazione e una focalizazione che va curata, il tuo corpo e la tua mente devono essere allineati.

Ognuno nel tuo team come nel branco ha un suo ruolo ben preciso e tutti devono sapere cosa fare per arrivare a destinazione e conquistare territori e “prede” che in questo casi sono tornei e trofei.

La storia nello sport ci insegna come grandi campioni inizino inspiegabilmente a accumulare sconfitte dopo un allontanamento da parte di un membro della squadra o del team, che gli forniva quella spinta emotiva, fisica, psicologia per andare oltre se stesso.

Presta sempre attenzione al tuo team, a volte il TUO capo branco è proprio l’ultimo della fila!

Andrea

La citazione del giorno 060 – Manny Paquiao

“L’importante non è quanto tu sia grande e forte, l’importante è che mandi al tappeto il tuo avversario.”

(Manny Pacquaio)

La citazione del giorno 059 – Tecumseh l’indiano Shawnee che un giorno disse

In questi giorno studiando alcune cose di tomahawk (Piccola ascia a testa ovale o sferica, di pietra o di legno massiccio, e successivamente di ferro, con immanicatura in legno, usata come strumento di lavoro e come arma da combattimento dagli Indiani delle praterie nordamericane) mi sono imbattuto in questa citazione di Tecumseh un indiano della tribù degli Shawnee che un giono disse:

“Vivi la tua vita in maniera tale che la paura della morte non possa mai entrare nel tuo cuore.

Non attaccare nessuno per la sua religione; rispetta le idee degli altri, e chiedi che essi rispettino le tue.

Ama la tua vita, migliora la tua vita, abbellisci le cose che essa ti da.

Cerca di vivere a lungo e di avere come scopo quello di servire il tuo popolo.

Prepara una nobile canzone di morte per il giorno in cui ti incamminerai verso la grande separazione.

Rivolgi sempre una parola o un saluto quando incontri un amico, anche se straniero, in un posto solitario.

Mostra rispetto per tutte le persone e non umiliarti davanti a nessuno.

Quando ti svegli al mattino ringrazia per il cibo e per la gioia della vita.

Se non trovi nessun motivo per ringraziare, la colpa giace solo in te stesso.

Non abusare di niente e di nessuno, perché farlo cambia le cose sagge in quelle sciocche e priva lo spirito delle sue visioni.

Quando arriverà il tuo momento di morire, non essere come quelli i cui cuori sono pieni di paura, e quando arriverà il loro momento essi piangeranno e pregheranno per avere un’altro poco di tempo per vivere la loro vita in maniera diversa.

Canta la tua canzone della morte e muori come un eroe che sta tornando alla casa.”

L’arte marziale è un percorso, uno stile di vita che ti può rendere migliori se riesci a lasciarti andare veramente e liberarti delle paure, vivile per come sono, vivile per come sei.

Rispetta te stesso e rispetta gli altri!

“La vita senza paura ti rende subito meglio il doppio di quello che sei oggi.”

Andrea

La citazione del giorno 058 – Rafael Lovato Jr.

“Per me, questa è la differenza tra un “combattente” e un “artista marziale”. Il modo in cui ti poni e sei di esempio è tutto. Le arti marziali ci insegnano come essere versioni migliori di noi stessi.”

(Rafael Lovato Jr.)

Rose Namajunas ci ha spiegato la differenza tra una fighter e una marzialista

In molti sport da combattimento, dal pugilato alle arti marziali miste, abbiamo visto sempre più spesso scene di trash talking; vengono usate pesanti provocazioni e fatte volare parole grosse al solo scopo di fare show mediatico o di umiliare l’avversario senza una ragione reale, e non è sicuramente di esempio per i giovani che si affacciano allo sport e alle arti marziali.
Ho volutamente lasciato passare alcuni giorni dal match dell’UFC217, in cui l’atleta americana di origini Lituane ha conquistato il titolo contro l’atleta polacca Joanna Jędrzejczyk, che durante tutte le settimane precedenti ha continuato a fare provocazioni e attacchi personali alla sua avversaria, la quale aveva risposto:

“Non ho niente contro di lei, è una grandissima atleta ma nella vita ho combattuto contro cose peggiori; le sue parole non mi hanno scalfita. Ero solita combattere con molta rabbia, ma ho imparato che l’amore è una miglior fonte di energia rispetto all’odio”.

Alla conferenza stampa post match Rose Namajunas, con la cintura del titolo di campionessa UFC, ha così commentato la conquista del Titolo del Mondo UFC nei pesi paglia e la performance of the night:

“Penso che nelle Mixed Martial Art ci sia troppa volgarità e persone che non sono veramente sincere ed oneste con loro stesse, forse è solo perché credono che sia quello che devono fare per divertire ma io sono stufa di tutto l’odio, rabbia e di cose di questo tipo. Sento che come combattenti abbiamo un dovere, quello di provare di essere un esempio migliore.

Le arti marziali hanno a che fare con l’onore e il rispetto… ci vuole molto coraggio per entrare in quella gabbia, e non importa chi sei… io voglio solo provare di essere un esempio in questo senso.

Nel mondo c’è tanta negatività, là fuori, ovunque si guardi, ci sono sempre e solo cose negative… io sto cercando solo di essere il più possibile una luce positiva.

Non sono affatto perfetta, ma forse scopriremo un modo per rendere questo mondo un posto migliore.”

Credo che sia stato un bell’esempio per lo sport in generale e per gli sport da combattimento. Sempre quella sera, il grande ritorno di un atleta che si è sempre definito un artista marziale prima di un fighter, dimostrando grande rispetto per i suoi avversari dentro e fuori dell’ottagono.
Sto parlando di George St Pierre che, riconquistando il titolo di campione dell’UFC dopo il ritiro di qualche anno fa, ha nuovamente dimostrato di essere di ispirazione ed esempio per i giovani e per lo sport.
Nel mondo del Wrestling che è finzione c’è un termine Feud (in italiano Faida) che indica una rivalità creata a tavolino tra due o più wrestler ma lì si tratta di finzione, questo è uno sport vero non qualcosa costruito a tavolino. I feud sono parte delle storyline che vanno in onda in televisione (di fatto continuano sempre nei programmi televisivi della federazione, tranne in alcuni casi particolari), essendo la base sulla quale vengono sviluppati gli angle. Allo studio delle rivalità provvedono i booker, ossia il team creativo costruendo solitamente e nella stragrande maggioranza dei casi un faida che vede opposti un face (“buono”), il beniamino del pubblico, e un heel (“cattivo”), il cattivo della situazione.

Ma ripeto che è una finzione costruita a tavolino non uno vero sport di competizione.

Non essere qualcosa di diverso solo per apparire: rispetta la tua arte, rispetta il tuo sport, anche se forse quello che vuole la gente è lo show… ma non tradire mai la tua origine.

Andrea