Lottare con un pesce grosso

Il peso conta, non puoi fare finta di niente o credere alle favole dei combattimenti nei film, se non fosse così non ci sarebbe questa forte attenzione nelle competizioni per le categorie di peso.

Più la tecnica è “alta” e sempre di più si fa evidente perché l’atleta sa sfruttare il “peso e l’equilibrio” del suo corpo al massimo per mettere come si dice nel gergo “pressione”, così chi è sotto ha l’impressione di avere addosso qualcosa di molto pesante.

Sfruttando insieme il tuo peso corporeo e la tua forza muscolare unite a corretto posizionamento del tuo corpo sull’avversario ed ottieni una straordinaria pressione ma queste due forze, quella di gravità (il tuo peso) e quella di equilibrio (muscolare) devono fare pressione insieme, in alcuni casi separatamente ma non devono mai lavorare in opposizione perché si annullano a vicenda.
Se fai correttamente la tecnica il tuo avversario riceve una pressione come se stesse lottando con una persona molto più pesante.
Nella lotta in generale e nel Jiu Jitsu quando applichi la pressione devi essere a volte come:
  • una tavola da surf (contrai la tua muscolatura e aplichi una pressione concentrata in un’area specifica del corpo del tuo avversario, in modo da avere comunque gli arti liberi di muoversi per attaccare o difenderti)
  • l’onda del mare (rilassi la muscolatura come se si fosse in relax sdraiato sulla spiaggia per aumentare il contatto e usando uno sforzo minimo ed esercitare una pressione di tipo diffusa che distribuisce il tuo peso uniformemente sull’avversario).

Un esperto di lotta passa in maniera naturale e spontanea da una “modalità” all’altra per riuscire a portare la sua finalizzazione.

Per fare questo ci sono almeno 6 cose a cui devi fare attenzione:

1 – Sfrutta la gravità, è gratis, quindi il tuo avversario deve sentire il tuo peso per tutto il tempo.

2 – Tieni tutto il peso sul tuo avversario e appoggiati al tatami lo stretto necessario per mantenere l’equilibrio e la tua posizione.

3 – Resta sempre a contatto. Devi essere come una gomma da masticare appiccicata al jeans, non devi perdere mai il contatto e assolutamente non devi perderlo durante le fasi di transizione il peso si sposta ma deve essere sempre sul tuo avversario, se perdi il contatto hai tolto il peso, anche solo per un istante che il tuo avversario sfrutta per uscire.

4 – La testa, i fianchi e le spalle. Le spinte per le uscite partono da lì quindi concentra la maggiore pressione sui fianchi e sulle spalle per immobilizzare in maniera efficace l’avversario.

  • Controllare la testa –> Devi fare in modo che la colonna non sia in linea, quindi deve essere curva, e questo lo devi fare in base al tipo di posizione, ci sono diverse tecniche.
  • Controllare i fianchi –>Devi chiuderlo con le coscie, il ginocchio e/o il braccio, anche in questo caso in base alla posizione ci sono diverse tecniche.
  • Controllare le spalle –>Devi fare in modo che i gomiti dell’avversario siano lontani dal suo corpo, anche in questo caso in base alla posizione ci sono diverse tecniche.

Ps. Descrivere a parole questo non è semplice!!

5 – Più afferri e meno puoi attaccare o usare i tuoi arti per “allargare” la tua base. Anche se afferrare può aiutarti a tenere bloccato il tuo avversario ha però lo svantaggio di limitare i tuoi movimenti di attacco e diminuisce l’abilità di fare “base” e mentre stai afferrando il tuo avversario rischi di essere ribaltato o sollevato.

6 – Impara a percepire dal contatto quello che farà il tuo avversario. Per impostare la sua difesa o l’uscita  che sta preparando il tuo avversario farà un movimento, anticipalo. Se sposti il peso dalla parte sbagliata ti ribalterà o ti solleverà creandosi lo spazio per uscire o inserire le sue mani o le sue gambe.

Se fai attenzioni a questi punti che si possono considerare di Invisible Jiu Jitsu, quindi tutte quelle cose che non si vedono ma si sentono applicherai una forte pressione

Ps. Per imparare gli Invisible Jiu Jitsu c’è solo un modo, subirli da parte di un esperto. Quando non riesci a muoverti fai molta attenzione a quello che sta succedendo e la posizione del tuo avversario e dove e come è il suo corpo su di te e come porta il peso, “ascolta” il tuo avversario perché stai imparando una importante lezione, e questo ti sarà utile per imparare a applicare questo aspetti invisibili che ti  permette di controllare l’avversario senza l’impiego di troppa forza, qualcosa di molto importante, perché si tratta di imparare a gestire le energie per farle esplodere quando si crea o appare l’opportunità di finalizzare.

Quindi non devi usare i muscoli????

Si, ma li devi usare il meno possibile e solo il necessario.

Perché??

1 – Se sei con i muscoli tesi e rigidi è difficile percepire i movimenti dell’avversario e prima di poter muoverti devi rilassare i muscoli per poter cambiare posizione e spostare continuamente l’equilibrio per compensare i tentativi di uscita e di difesa del tuo avversario.

2 – La forza muscolare deve essere applicata con esplosiva intensità quando si applica una tecnica  e sufficiente allo scopo, oppure va impiegata il giusto per mantenere la necessaria tensione muscolare per tenere la posizione ma le parti del corpo che non non sono impiegate nello sforzo muscolare devono essere rilassate.

3 – Se mantieni sempre i muscoli in tensioni consumi molta energia, devi imparare a usare solo la forza necessaria se vuoi lottare per lunghe sessioni in maniera efficace.

Due esercizi che devi fare per imparare e migliorare la tua capacità di portare peso:

Questa strategia di allenamento è ti serve per sviluppare la capacità di mantenere il controllo dell’avversario sia quando è immobilizzato che quando è in movimento.

Considera che è fondamentale passare da un approccio all’altro continuamente.

Questo approccio lo devi allenare su tutte le posizioni (mount, guard, side control, ecc.)

  1. Con compagno di allenamento statico: Devi essere in grado di tenere il tuo compagno di allenamento in quella posizione, lui tenterà di spingere, uscire, ecc. e tu devi tenerlo bloccato nella posizione scelta. Questo esercizio ti serve nella realtà per mantenere la raggiunta dopodiché per riuscire applicare una leva o un soffocamento devi permettere un leggero movimento al tuo avversario come una piccolo spiraglio di luce, di fuga gli esporre  un arto o il collo a un tuo attacco ma per fare questo devi permettergli un piccolo movimento e questo avviene lasciandogli uno spiraglio che in realtà è una trappola.
  1. Con compagno di allenamento in movimento: In questo esercizio il tuo compagno risulta più esperto quindi essendo più esperto, quindi il controllo non può essere della posizione ma delle posizioni, non può più essere solo una di conseguenza significa mantenere la posizione di vantaggio nelle varie transizioni fino al momento di cogliere, percepire un errore e finalizzare l’avversario. Questo esercizio va fatto in scioltezza quindi non è un gioco di forza, importante.

Una cosa importante che devi capire è che una cosa da evitare e restare in posizioni statiche, cercare di uscire da una posizione di svantaggio richiede energia, ma non ha senso se restate “abbracciati stretti” senza attaccare o difendervi, non è un buona strategia per imparare o un buon modo di allenarsi.

Imparare a portare il peso è qualcosa di importate se vuoi imparare e migliarare la tua lotta!.

Andrea

Il Tap Out nel Jiu Jitsu e nella lotta!.

Qualunque sia l’arte marziale di lotta praticata questo gesto rappresenta la sottomissione del tuo avversario durante le competizioni e lo sparring ed è il modo che si usa durante gli allenamenti per indicare che la leva o il soffocamento è entrata.

Il Tap Out nel lotta è qualcosa di molto importante!!.

Nel momento in cui senti il Tap devi immediatamente fermarti, significa che il tuo avversario ha ceduto e che la leva è entrata. Andare oltre significa ferire il tuo avversario.

E’ un segnale che indica la sottomissione e che indica di fermare la forza della leva, pressione di dolore o dello strangolamento che sta finalizzando il tuo avversario.

Quindi come hai capito il tuo obiettivo è “Ottenere il Tap Out” del tuo avversario.

Essenzialmente, il tap out segnala un’applicazione di successo di una tecnica e un riconoscimento che la pressione continua potrebbe provocare gravi lesioni o perdite di coscienza.

Di tutte le tecniche che impari nella lotta e nel brasiliano Jiu Jitsu, soprattutto se stai iniziando  probabilmente sarà quello che userai più frequentemente.

Di conseguenza, sapere come usare correttamente questa segnalazione è estremamente importante.

Questa deve essere la prima tecnica che impari perché tutela te e i tuoi compagni di allenamento, eppure sorprendentemente, è spesso considerata “buon senso” e trascurata dagli studenti (e talvolta anche da istruttori!) e non viene spiegata.

E se qualcuno si fa male??  “Probabilmente avrebbe dovuto toccare!!”

Ok, però è meglio spiegare questo aspetto prima!!

L’impossibilità tua o del tuo compagno di allenamento o avversario di uscire da una specifica leva o pressione continua vi farà sentire a “disagio” e indica che dovete interrompere immediatamente l’applicazione della tecnica.

Dove fare il Tap Out correttamente:

  • Con le mani sul tuo avversario (condizione ottimale). Se è possibile, tocca il corpo del tuo avversario. Questo è il modo più veloce per far sapere che siete sottomessi. Questo sembra ovvio, ma spesso gli studenti battono sul pavimento o su se stessi (pazzia). Se il tuo avversario non sente il tuo segnale , potrebbe continuare ad applicare pressione soprattutto se non è esperto.
  • Con le mani sul mat (condizione intermedia, se c’è molto rumore non si sente subito).
  • Con i piedi sul Mat (condizione critica significa che hai le mani incastrate non puoi battere). Se non si dispone di un’altra opzione (per esempio si è in una stretta di soffocamento e non sei in grado di dirlo verbalmente, le braccia sono aggrovigliate e non sono in grado di toccare fisicamente il tuo avversario, tocca la stuoia con le gambe più volte. Questa situazione la devi usare solo alla fine se si finisce per essere aggrovigliato e bloccato. Non ti spaventare e certamente non lasciatevi “addormentare”. Basta schiaffeggiare la stuoia più volte GRANDE con i piedi, e il tuo partner lascerà andare.
  • Con la voce (condizione peggiore da usare solo se non hai altra possibilità di fare il tap out). Lascia sapere veramente al tuo avversario che sei stato sottomesso quindi devi dire ad alta voce “TAP !!” Non urlare con rumori casuali o gridolini.
  • Lo scricchiolio delle dita!! Non è un segnale di sottomissione. Spesso si vede in alcuni video di allenamento o didattici usare questo approccio, ma non te lo consiglio anche se onestamente mi capita anche a me di usarlo, ma si tratta di allenamenti tecnici quindi non sparring, agonismo, ecc. Ma un ambiente in relax per fare sapere che la leva o il soffocamento eseguito ripetutamentefunziona. Non usare questo modo di segnalare il Tap!!

Importante!! Tocca più volte ripetutamente. Un singolo tap out può essere facilmente interpretato come un tentativo di uscita o semplicemente un movimento. I tap out multipli sono inequivocabili.

Fai più delle cose che hai visto sopra nello stesso tempo, quindi batti, grida tap out, batti con il piede, in questo modo non esiste alcuna possibilità di una mancata comunicazione.

Ps. Importante comunque che batti con le mani sul corpo del tuo avversario, questa è la condizione migliore e più sicura.

Tutti fanno tap out. Non è imbarazzante, e non è sinonimo di debolezza.

Non lasciare che il tuo ego entri nella tuo modo di allenarti. Fare tap out significa che stai conservando le articolazioni e continuare a progredire con una forma fisica ottimale.

Tentare le uscite è qualcosa di importante ma se non hai possibilità non insistere e ti consiglio di battere, farsi male per orgoglio significa perdere comunque e non potersi allenare per via dell’infortunio.

A volte capita che studenti avanzati o atleti forti non vogliono battere con cinture più basse per ragioni di ego, o con una ragazza, è un grave errore anche perché magari scopri che quella ragazza o ragazzo con la cintura bassa è un talento che un paio di anni dopo vince su tutti i mat del mondo, quindi rilassati e divertiti!!.

E’ una lezione che ti deve servire per imparare.

Quando devi fare il tap??

  • Se non riesci a respirare.
  • Se sei bloccato in uno strangolamento, ma puoi ancora respirare. Questo è estremamente importante!! Lo sai perché? La maggior parte dei choke utilizzate nel jiu jitsu attaccano le arterie della carotide su entrambi i lati del collo provocando il blocco del flusso sanguigno al cervello e provocando una perdita temporanea di coscienza. Taglia il flusso sanguigno al cervello senza bloccare la tua via respiratoria quindi anche se sarai ancora in grado di respirare perderai la coscienza se non fai il tap out.
  • Se senti una leva che sta entrando e quindi un dolore alle articolazioni
  • Se senti un grave disagio di qualsiasi tipo quindi non sto parlando del dolore alle  articolazioni a seguito di una applicate di una leva.

A volte gli studenti si rifiutano ostinatamente di toccare un pò per orgoglio, gravissimo errore , ci sono diversi casi di infortuni perché si rifiutava di battere oppure perché un avversario non sta applicando in fondo con forza una leva anche se è già perfettamente e “correttamente” applicata non capendo che una particolare tecnica è solo da finalizzare ma non c’è uscita. Batti, perché rischi di essere ferito se non lo fai.

Tocca subito e tocca ripetutamente.

Non aspettare che il braccio, la caviglia è in procinto di rompersi o fino a quando non si perderà la coscienza per toccare. Se un avversario aspetta all’ultimo a battere ha già commesso un grave errore.

Non c’è motivo di capire fino in fondo cosa accade se una leva o un soffocamento è applicato in fondo!!

Il tuo obiettivo è fare battere il tuo avversario ma se devi fare Tap Out fallo impara la lezione e inizia a vincere!!

Andrea

La pillola del giorno 044 – Perché non batti??

Non è la prima volta che durante le competizioni succedono incidenti più o meno gravi ma raramente per l’ego degli atleti.

Ma quest’anno nuovamente è accaduto che un atleta si è rifiutato di battere il tap out e la cosa che dispiace è che si tratti di atleti di esperienza.

L’episodio è accaduto al West Coast ADCC Trials di Abu Dhabi il 15 aprile 2017 ma non è il primo episodio, nell ‘UFC 140 due grandi atleti storici delle MMA si sono nuovamente affrontati, Fran Mir con Antonio Rodrigo Nogueira e in una situazione simile Mir ha fatto uscire la spalla con una Kimura a Nogeira che inspiegabilmente non aveva nessuna intenzione di battere anche quando ormai non c’era più nulla da fare sembrava che aspettava la “fine”.

Nel torneo Abu Dabi come nell’UFC un’altro SNAP per non battere?. Ma perché?. Così un nuovo “incidente” dove il braccio del combattente di jiu-jitsu NO GI che si rifiuta di battere e nuovamente SNAPS!!

Il combattente Ethan Crelinsten aveva il suo avversario in un “kimura” armlock quando il suo arto ormai oltre la massima sua corsa improvvisamente si è incrinato e piegato proprio dietro la testa.

Video thumbnail, Shocking moment fighter brutally breaks opponent's arm

Il fighter è rimasto momentaneo sconvolto per aver brutalmente rotto il braccio a un’altro atleta.

Questo terribile momento, in cui un “braccio” si è spezzato, perché nonostante la situazione si è rifiutato di battere il tap out.

Come ti stavo dicendo il fighter Ethan Crelinsten aveva il suo avversario in un “kimura” armlock quando il suo arto improvvisamente è crollato e piegato proprio dietro la testa.

Gli ufficiali di gara hanno subito visto e sono prontamente corsi per aiutare il fighter ferito, mentre Crelinsten si muova innervosito e sembra spaventato dopo il combattimento.

L’incidente è stato filmato ed è raccapricciante.

Bisogna dire che molte persone non hanno avuto alcuna simpatia per la vittima, sostenendo che era colpa sua che non ha battuto. Molti commenti sul post di Crelinsten della brutale sottomissione, alcuni fan hanno scritto:
  • Non si vuole mai vedere che qualcuno si ferisce, ma non ti sentire in colpa, il tizio doveva aver sfruttato il tempo che aveva e battere: è un ragazzo di alto livello, lo sa bene, hai fatto un buon lavoro, Ethan”.
  • “E un altro ha scritto:” Gli incubi sono fatti di quei ragazzini che non sono stati mai intrappolati, doveva essere umile e battere“.

Crelinsten, un atleta canadese della squadra di Kohai (juniores) ha continuato a vincere l’oro nelle prove di ADCC di West Coast e un biglietto ai Campionati del Mondo successivamente quest’anno.

Ha vinto tutti i match con “submission save” per il suo incontro con il compagno di squadra Nicky Ryan. I Campionati Mondiali di Submission di ADCC sono stati creati dagli Usa Sheik Tahnoon Bin Zayed Al Nahyan, figlio del capo Usa Sheik Zayed. Che al momento stava completando gli studi avanzati negli USA.

Fa piacere che nonostante la triste vicenda abbia vinto il torneo ma sicuramente è un episodio che si ricorderà per sempre.

Ora capisco l’agonismo, capisco anche quello che c’è in palio ma questi due episodi che avete letto non sono un bell’esempio se non per il coraggio di tentare di resistere sino alla fine, ma da professionisti così ci si aspetta sempre un valore aggiunto.

Ora in palestra ti può capitare di vedere situazioni del genere specialmente in alcuni casi come:

  • cinture superiori con cinture inferiori
  • Vecchie rivalità
  • uomini contro donne
  • istruttori con allievi

Ok, capisco l’orgoglio ma comunque se sei più bravo viene fuori, ok hai battuto una volta ma se lo fai battere altre 10, è uno sport ci sta, può anche capitare il colpo fortunato o anche una lezione per te dove magari hai peccato di estrema fiducia o hai sottovalutato una situazione.

Resta sempre umile e non sottovalutare nessuno!!

Andrea

 

Ps. Dopo questo articolo un’altro caso durante il mondiale IBJJF 2017

Sul 2 pari e con un vantaggio a suo favore Romulo Barral non batte e preferisce farsi rompere la caviglia. La vittoria viene comunque assegnata al suo avversario.
Purtroppo il regolamento IBJJF non si pronuncia in casi estremi come questi e l’arbitro lascia all’atleta la decisione di battere o di farsi ferire. Un limite?. Può essere.

Barral dopo l’episodio scrive: “mai arredersi!”.

  • Cosa  significa per Barral questa frase?
  • Dove sta la sportività?
  • Il riconoscimento della superiorità dell’avversario?
  • L’accettazione della propria sconfitta, ogni volta che ci si rifiuta di battere?

Costringere il tuo avversario a ferirti un’articolazione fino a spezzarla è una scelta estrema e nel prenderla ci si assume la responsabilità di costringere il proprio avversario ad avere sulla coscienza una grave lesione articolare.

Devo dire che come esperienza ho trovato un compagno di allenamenti che non voleva mai battere l’unica cosa che lo salvava è che visto il contesto di sparring in palestra ho sempre evitato di arrivare a ferirlo per la sua stupidità perchè non ne valeva la pena, ma più volte ho evitato di forzare su una situazione che era palesemente pericolosa!. Dietro questi gesti non c’è solo il coraggio ma un risvolto psicologico legato alla persona che andrebbe copreso e aiutato.

 

Quale tatami devi scegliere?.


Un aspetto importante per la sicurezza in allenamento e non solo è il pavimento che deve essere riverstito, ma in che modo?.

la prima cosa da valutare è se ti serve un tatami per sport da stricking o se ti serve un tatami per eseguire proiezioni e la lotta perché concettualmente cambiano totalmente è chiaramente anche l’investimento che richiede e che devi fare.

Quindi una prima divisione è, tatami per:

  • striking (Boxing, Muay Thai, Kick Boxing, Taekwondo, Karate, ecc.)
  • throwing (Judo, Wrestling, ecc.)
  • grappling (Mixed Martial Arts, Jiu Jitsu, ecc.)

Quindi la tua scelta va orientata in base al tipo di arte o sport da combattimento che vai a fare.

I regolamenti agonistici prevedono in base al tipo di arte marziale o sport da combattimento uno standard di altezza e durezza del tatami, questo è un aspetto molto importante nella scelta.

Questo aspetta determina lo spessore e la tipologia di Mat o Tatami chiamalo come preferisci.

In questi ultimi anni fortunatamente ci sono state molte evoluzioni sui materiali e sulle capacità di assorbimento dei tappeti con soluzioni componibili e fisse.

Questo è un passo importante perché la sicurezza degli atleti è importantissima e permette di eseguire gli esercizi con la giusta enfasi.

Ps. Per la difesa personale va fatto un discorso a parte ma purtroppo vedo troppo spesso una inconsapevolezza incredibile che porta allievi a lavorare in aree di lavoro non adatte esponendo allievi anche inesperti a dei rischi inutili. Se non hai le attrezzature certe cose non le puoi fare o comunque non le puoi eseguire correttamente come andrebbero allenate.

 

I tatami tradizionali

Sono usati soprattutto nelle palestre di Karate, Aikido, Judo, ecc. hanno una dimensione di 2 metri per un metro e con degli spessori dai 2 cm a salire ma considera che oggi molte palestre stanno adottando soluzione più moderne con formati e materiali differenti.

Se non vuoi ricreare un ambiente tradizionale non te li consiglio, oggi ci sono molte più possibilità con performance di sicurezza più elevate.

 

Tatami a incastro

Questa è una delle soluzioni più utilizzate. Anche se è sempre meglio creare delle basi fisse perché smontare e rimontare il tatami continuamente non è una buona scelta perché è scomodo e richiede tempo.

Gli incastri per comporre il tatami sono di varie forme in base alla marca o al modello e sono in tantissimi colori.


Come si vede dalle immagini ci sono versioni a due strati e a tre strati per avere lo strano centrale con una densità più morbida ma più adatta ad assorbire gli urti.

Questa è la misura che io ti consiglio: 40 mm che puoi utilizzare anche per le proiezioni ma se vuoi risparmiare non scendere sotto i 30 mm. Escludi le misure più sottili a meno di usarlo sapendo di fare solo striking.

 

Tatami a Flex Roll Mat

Questo tipologia di tatami rivestiti in PVC che possono essere di diversi colori e con materiale PVC ad alta densità con possibili differenze (40kg/cbm,33kg/cbm) per assorbire le cadute ed è una soluzione che permette di adattarsi facilmente alle metrature delle palestre.

Per unire i tappeti ci sono delle soluzioni diverse come nastri trasparenti o soluzioni a sovrapposizione.

 

Ora l’ideale chiaramente è avere uno spazio dove il tatami può restare fisso e montato sia per la sua stabilità nel tempo che per la comodità. Le soluzioni sono differenti anche come investimento però è un elemento importante per potersi allenare in sicurezza.

 

Le pareti e gli spigoli.

Spesso presi dall’enfasi del combattimento e della lotta non è difficile vedere due persone che si avvicinanopericolosamente al muro o a qualche colonna.

Una cosa importante è rivestire con uno spessore adeguato i muro perimetrali e tutti gli spigoli con uno spessore adeguato.

Per adeguato significa che è da testare in base al materiale che stai utilizzando.

Non improvvisare la sicurezza in allenamento è importante.

Andrea

 

Ps. Questa è una mia area privata di allenamento dove faccio alcuni dei miei studi e come vedi è totalmente rivestita nonostante non sia un ambiente per fare sparring.

Si tratta della black box!. Se avrai la voglia è il piacere di seguirmi con il tempo ti spiego di cosa si tratta.

Le 7+1 arti marziali che devi assolutamente conoscere


Ora il panorama delle arti marziali è vastissimo. In questo articolo ti ho elencato le arti marziali esistenti nel mondo divise per aree geografiche, come puoi vedere sono moltissime perchè ogni popolo e nazione in base alla propria cultura e le influenze dei paesi vicino ha sviluppato dei propri sistemi per difendersi. Alcuni sistemi hanno continuato ad evolversi, altri purtroppo si sono persi ma ci sono tra le centinaia di sistemi alcuni che oggi rappresentano una sorta di passaggio obbligato nella tua esperienza se vuoi affrontare a 360 gradi ma per come la vedo io in maniera 3D (tridimensionale) il combattimento e la difesa personale.

Trascurare alcuni aspetti significa avere una lacuna che è plausibile ma voglio che ne sei consapevole e che lavori per colmarla.

Una prima suddivisione importante è tra le arti marziali tradizionali e non tradizionali dove già esiste una grossa distinzione ma la distinzione ancora più importante ritengo che sia tra lo sport e la difesa personale.

Come sai il “taglio” di questo blog non è sulle arti marziali tradizionali ma è sulla difesa personale (nel senso più diretto  e ampio del termine) e sugli sport da combattimento (come la Muay Thai, il pugilato, il Jiu Jitsu e le MMA) ma voglio che anche se tu pratichi sistemi tradizionali segui questo blog perchè sono sicuro che troverai spunti interessanti da applicare nella tua arte e perchè so che indipendentemente da quello che si pensa la grossa differenza sta nel modo con cui alleni le cose.

Spesso le arti marziali più efficaci lo sono non per i tipo di colpi comuni spesso a tutti i sistemi ma nel mondo in cui allenano questi colpi e all’approccio che hanno allo studio e al combattimento.

La parte più complicata per rendere una arte marziale efficace è il metodo, questa è la parte più complicata di un maestro o di un allenatore.

Come ormai sai se segui il blog è inutile parlare di difesa personale senza allenarla realmente e l’unico modo per farlo è passando attraverso lo sport e attraverso l’utilizzo di protezioni ma per quanto una simulazione può essere estremizzata non avrà mai la carica emotiva e adrenalinica di una situazione reale, ma la vera fortuna è allenarla ma non provarla mai.

Ps. In questo articolo ti spiegavo il mio pensiero Street o sport – il falso probema che divide!

Anche se il panorama marziale è enorme, sono consapevole ed è giusto che tu segui il tuo percorso e il tuo interesse, ma ci sono delle arti marziali che non puoi non praticare.

Lo so è impegnativo, ma il tuo percorso marziale deve avere nel tempo dei passaggi obbligati se vuoi veramente progredire.

Quello che ti sto dicendo non è una mia opinione ma è il risultato di una selezione naturale che è avvenuta in scontri reali e che hanno portato a una piccola lista propedeutica se vuoi essere un ottimo fighter sportivo ma ancora in qualche modo “più importante” se vuoi diventare un esperto di difesa personale, un campo ancora più vasto per le variabili in gioco.

Queste sono le specialità che devi imparare:

1 – Muay Thai

2 – Boxing and Dirty Boxing

3 – Jeet Kune Do

4 – Jiu Jitsu

5 – MMA (Mixed Martial Arts – Arti Marziali Miste)

6 – Kali Filippino

7 – Krav Maga 

+1 –> La scherma corta di coltello

Ora come puoi ben capire il percorso è complesso e richiede un impegno importante, ma il percorso marziale dura una vita e tutti i sistemi si fondono insieme, non sono slegati e la curva di apprendimento con il tempo sale perchè le tue capacità migliorano e perchè hai una comprensione delle tue biomeccaniche e dei movimenti più consapevoli.

Questo si traduce in una migliore capacità di apprendimento che ti semplifica il lavoro rispetto a quando sei un principiante. Ora se sei un principiante sai da dove partire senza perdere tempo ma rispetta sempre il tuo gusto ma non restare mai nella tua zona di confort.

Come puoi immaginare l’età non gioca mai a tuo favore in questo tipo di attività quindi il mio consiglio è pratica lo sport da combattimento da giovane (boxing, Muay Thai, Jiu Jitsu, MMA) e nel frattempo approda anche nella difesa personale e crescendo esplora sempre più in profondità i sistemi di difesa personale.

Ps. Nulla vieta di fare diversamente però è importante che dedichi del tempo a queste discipline e te lo dico già, non basta tre volte alla settimana 1,5 ore, ma quando sei più giovane te lo puoi permettere crescendo gli impegni cambiano e capisco che è complicato ma comunque devi partire da dove sei.

Imparare la Muay Thai o il Jiu Jitsu a 40 anni lo puoi fare ma ci sono delle cose che limitano il tuo approccio a meno che tu non sia sempre stato un super sportivo, ma ricordati che anche se sei già “maturo” e il tuo percorso è la difesa personale non puoi non integrare sport come il pugilato e la muay thai, e almeno le tecniche della cintura blu del Jiu Jitsu.

Ora perchè queste 7 arti + 1?. Semplice,  lì trovi tutto quello che ti serve indipendentemente dai tuoi gusti. Attenzione, non significa che non lo puoi trovare in altre arti, ma come metodo ,approccio, specificità lì trovi tutto quello che serve per poter diventare efficace.

Non mi piace l’approccio alle arti marziali cinematografico e con uno studio esagerato della tecnica senza la vera pratica che è il combattimento e lo sparring. Lo studio della tecnica è la base , il principio, l’inzio, anzi per come la vedo io non hai fatto ancora nulla. Troppo spesso vedo un approccio troppo sbilanciato verso la tecnica e poco nell’applicazione pratica anche se tanti sostengono il contrario ma siamo stati tutti nelle palestre e lo vediamo.

Non serve che menti a te stesso.

Non critico chi gestisce la didattica in termini troppo didattici, ma il mio approccio e differente, basato su una didattica e programmazione di allenamenti scritta e programmata in base a livelli, facendo un vero e proprio bilanciamento delle competenze e delle capacità atletiche.

Devo vedere che Tu progredisci e di conseguenza anche io. 

Ps. L’approccio leggero c’è anche per una ragione di sicurezza, dove le palestre non vogliono problemi e non tutte le persone accettano di fare sparring realmente, e questo porta a fare un sbilanciamento delle lezioni troppo verso il “basso” lasciando spazio alla teoria (anche se fatta di pratica) ma che non è combattimento, il mio obiettivo non è renderti bello da vedere ma efficace e anche bello da vedere :-).

Ora le brevi descrizioni che seguiranno non vogliono essere un trattato ma una breve illustrazione del perchè queste 7 + 1 arti sono importanti se le inserisci nel tuo background:

Muay Thai: utilizzi colpi di pugno, di gomito, di ginocchio, di calcio e il famoso clinch.

Boxing: è la scuola per imparare la distanza media, non puoi non fare pugilato.

Jeet Kune Do: è un vero e proprio studio del combattimento perchè non sono i colpi in che contiene l’arte di per se ma il suo approccio, come usarli, le 5 vie di attacco, le strategie, lo studio delle economie di movimento e del timing ( ps. serve una scuola seria). Ci sarebbe da parlare molto ma è una vero e proprio laboratorio di studio degli “ingredienti” marziali.

Jiu Jitsu con Gi e No Gi: i sistemi di lotta a terra in generale, NON li puoi escludere dalla tua formazione. Chi ti dice il contrario non conosce la realtà della difesa personale e non conosce la pericolosità dei sistemi di lotta in più il Jiu Jitsu utilizzando il gi ti permette di imparare a utilizzare gli abbigliamenti a tuo favore per controllare, bloccare, soffocare.

grip Jiu Jitsu

MMA: le arti marziali miste legano tutte le transizioni, in piedi, a terra, le proiezioni, ecc. E’ la cosa che si avvicina di più alla realtà rimanendo nello sport ed escludendo le armi. L’apertura mentale di questo sport ti aiuta ad aumentare la visione tridimensionale del cobattimento.

Kali Filippino: ti permette di esplorare molti dei settori a mano nuda e con le armi, uno dei sistemi marziali più completi per la difesa personale, non è solo bastone ma sicuramente ti permette di comprenderne le sue potenzialità e di esplorarne il combattimento. Le 12 aree del Kali filippino  ti fanno rendere conto della vastità di questo sistema e chi ti dice che il kali è il combattimento con il bastone non sa nulla, è uno dei sistemi di combattimento più completi al mondo.

Krav Maga: ti insegna il maneggio delle armi da fuoco e ti fornisce anche delle conoscenze sulla prevenzione da possibili scenari di violenza evitando di esporti a pericoli e tecniche di de-escalation da aggressori. Allenamenti di drills sotto stress ti abitua a reagire anche in condizioni di sorpresa. Ti fornisce una infarinatura generale dello striking e fa diversi studi situazionali di situazioni di difesa a mano nuda e armata. Inutile se non pratichi e integri anche sport da combattimento.

+1 –> La scherma corta di coltello: E’ qualcosa che devi fare a parte, ho aggiunto appositamente questo +1 perchè il combattimento di coltello è una delle questioni più complesse e controverse quando si parla di difesa personale. Va studiata a parte anche se alcuni sistemi integrano lo studio del coltello ma la complessità richiede uno studio specifico anche se per esempio nel kali è dato molto spazio e ha delle aree specifiche ma ritengo che sia necessario un focus ancora più mirato. Va esplorato con approcci differenti, sul blog trovi diversi articoli sul tema.

Ora come puoi ben capire ognuna di queste ti fornisce delle caratteristiche necessarie che è necessario che tu abbia, non le puoi escludere perchè ti mancherebbe un tassello importante.

Esplora i tuoi interessi e anche altre arti marziali, anche io lo faccio, ma non escludere nel tuo percorso lo studio di queste!!

Buon viaggio, io seguo questo “percorso”, se anche tu vai in quella direzione sono con te!!

Andrea