Perchè devi studiare il Chin Na se fai difesa personale

Il Chin Na puà essere considerato il Chinese Grappling, il mio avvicinamento a conoscere questa arte è stato grazie al mio maestro del tempo (ma che per me è ancora il mio maestro Tony Ligorio).

Ero rimasto incuriosito dalle manipolazioni delle dita con cui controllando la testa (il pollice) e la coda (il mignolo) del drago si riusciva a controllare tutto il corpo.

Da questa curiosità ho poi iniziato a fare degli stage per approfondire e anche se è vero che i tratta di una arte marziale, il mio consiglio personale è che dovete considerarlo un settore da integrare nel vostro stile, qualcosa da studiare parallelalemente e insieme alle altre arti marziali che praticate, non ha senso fare solo Chin Na.

Dalle leve alle dita delle mani la mia curiosità vista anche la mia forte passione per la lotta è andata oltre per trovare nello studio del Chin Na le altre leve soprattutto per approfondire e vedere alcune differenze tecniche sulle stesse leve che studiavo nel Kali perchè in fondo il corpo umano è biomeccanicamente e biologicamente sempre lo stesso.

Ora se il tuo interesse è la difesa personale e la sicurezza la manipolazione in piedi ma non solo di una persona è importante soprattutto quando per te è necessario evitare di colpirlo (forte intendo) e di immobilizzarlo.

Per me la leva è una integrazione al combattimento qualcosa di inserire nella catena dell’azione non è sempre possibile finalizzare con una leva perchè la leva per funzionare deve:

  • In azione (durante lo scambio di colpi) –> deve essere sempre fatta dopo aver colpito, se provi a fare la leva come prima cosa vieni colpito.
  • In statica ( tipica situazione da minaccia) –> idem, colpisci e poi fai la leva

Quindi la regola è sempre colpire prima di fare la leva!

Personalemente mi è capitato di fare una leva senza prima colpire in una situazione reale ma non è qualcosa che si può programmare è successo, quindi non è qualcosa di impossibile ma ti dico SEMPRE prima colpire, è necessario anche per “distrarre” l’aggressore non facendo irrigidire l’arto a cui si vuole applicare la leva.

Ora, sempre in ottica di difesa personale ho iniziato ad approfondire questo argomento frequentando stage e studiando alcune didattiche del Dr. Yang, Jwing-Ming e alcuni libri fatti molto bene su questo argomento provando le tecniche con dei compagni di allenamento di cui alcuni veri appassionati di questa arte.

Il termine cinese Chin Na o Qin Na descrive le tecniche di blocco articolare utilizzate nelle arti marziali cinesi per controllare o bloccare le articolazioni di un avversario o muscoli o tendini in modo che non possa muoversi, neutralizzando così l’abilità di combattimento dell’avversario.

Chin Na Su si traduce letteralmente come tecnica di cattura e chiusura in cinese.

Alcune scuole usano semplicemente la parola Na per descrivere le tecniche.

Chin Na presenta sia tecniche di presa in piedi che a terra, per questo si può considerare un vero grappling cinese.

Alcuni istruttori di arti marziali cinesi si concentrano maggiormente sulle loro tecniche di Chin Na rispetto ad altri, questo è uno dei tanti motivi per cui il Chin Na di una scuola può differire da quello di un’altra.

Tutte le arti marziali contengono tecniche di Chin Na in una certa misura.Il Chin Na nelle arti marziali cinesi

Le arti marziali della Cina meridionale hanno tecniche di Chin Na più sviluppate rispetto ai sistemi marziali della Cina settentrionale.

Le arti marziali meridionali hanno molto più affidamento sulle tecniche di manipolazione che fanno sì che il praticante si trovi più vicino al loro avversario.

Ci sono oltre 700 tecniche tradizionali Chin Na che trovi in tutte le arti marziali.

Nello stile White Crane non-Temple ci sono solo le tecniche Chin Na da 150-200. Insieme a Fujian gru bianca, stili come Artiglio dell’aquila del nord (Ying Jow Pai) e Artiglio di tigre (Fu Jow Pai) hanno il Chin Na come loro obiettivo marziale e tendono a fare affidamento su queste tecniche avanzate.

Poiché la cultura cinese ha influenzato paesi come il Giappone e la Corea, le arti marziali cinesi hanno influenzato anche i loro stili indigeni.

L’Aikido e il Jiu Jitsu sviluppati in Giappone, e poi l’Hapkido trovati in Corea, avevano preso le loro tecniche di Chin Na dalle arti marziali cinesi.

Si può vedere che molte delle originali tecniche cinesi di Chin Na assomigliano a quelle che si trovano in altre arti basate sul grappling come anche il Jiu Jitsu brasiliano.

A seconda della scuola e dell’insegnante, Chin Na è “assemblato” in diversi modi.

Alcuni sistemi Chin Na assomigliano al Jiu Jitsu brasiliano a causa della loro attenzione per le prese e le leve a terra.

Un altro stile può essere più simile al Judo a causa della loro attenzione per la posizione di Rou Dao (le tecniche morbide di Chin Na).

La prossima scuola potrebbe sembrare più simile all’ Hapkido a causa della loro attenzione al polso e alle piccole leve articolari.

Non esiste una forma sistemizzata universalmente accettata di Chin Na, ogni scuola varia a seconda dell’allenamento dell’istruttore e della preferenza personale di messa a fuoco.

Le Tecniche

Mentre le tecniche di Chin Na sono allenate in una certa misura dalla maggior parte delle arti marziali in tutto il mondo, molte arti marziali cinesi sono famose per la loro specializzazione in questa specialità ma come ti ho detto ti consiglio di integrare questa arte non di praticare solo chin na. Stili come Eagle Claw, che comprende le 108 tecniche Chin Na, Praying Mantis, le tecniche Tiger Claw di Hung Gar e Shuai Jiao sono esempi ben noti.

Chin Na può essere generalmente classificato (in cinese) come:

1) “Fen jin” o “zhua jin” (dividendo il muscolo / tendine, afferrando il muscolo / tendine). Fen significa “dividere”, zhua è “afferrare” e jin significa “tendine, muscoli, tendini”. Si riferiscono a tecniche che fanno a pezzi i muscoli oi tendini dell’avversario.

2) “Cuo gu” (errato posizionamento dell’osso). Cuo significa “sbagliato, disordine” e gu significa “osso”. Cuo gu quindi si riferisce a tecniche che mettono le ossa in posizioni sbagliate e di solito sono applicate specificamente alle articolazioni.

3) “Bi qi” (sigillatura del respiro). Bi significa “chiudere, sigillare o chiudere” e qi, o più specificamente kong qi, che significa “aria”. “Bi qi” è la tecnica per impedire all’opponente di inalare. Ciò differisce dal mero strangolamento in quanto può essere applicato non solo direttamente alla trachea ma anche ai muscoli che circondano i polmoni, presumibilmente per scioccare il sistema in una contrazione che altera la respirazione.

4) “Dian mai” o “dian xue” (sigillare la vena / arteria o la cavità della digitopressione). Simile al dim dimk cantonese, queste sono le tecniche per sigillare o colpire vasi sanguigni e punti chi.

5) “Rou dao” o “rou shu dao” (tecniche morbide) che generalmente si riferisce alle tecniche ritenute sicure per lo sparring e / o per scopi di allenamento.

Chin significa afferrare o intrappolare, Na significa bloccare o spezzare, e solitamente quelle azioni sono molto spesso eseguite proprio in questo ordine (trap e blocco / intr e spez), le azioni possono essere eseguite distintamente in allenamento e autodifesa: una trappola non è sempre seguito da un blocco o un’interruzione e un blocco o una interruzione non è necessariamente impostato da una trappola.

“Chin Na” significa “Controllo Sequestro”

Ps. Di seguito troverai i nomi di molte tecniche e chiaramente e capisco che se non hai mai visto e frequentato uno stage di Chin Na questi termini ti suoneranno strani non associandoli a nessun significato e tecnica ma l’obiettivo di questo articolo e avvicinarti a questa disciplina per iniziare a integrarla.

Pee chi pratica Kali filippino molte di queste leve fanno parte delle 30 leve che ci sono che partono dalla testa alle dita delle mani, ed è interessante trovare similitudini e approcci. Come ti dicevo le leve del Chin Na le trovi in tutte le arti marziali che utilizzano le leve e le manipolazioni.

Ora come vedi ci sono centinaia di tecniche ma il mio consiglio è di iniziare a imparare il Chin Na (Qin Na) per controllare e neutralizzare i tuoi avversari con queste 34 tecniche alle dita, mani e tecniche di bloccaggio congiunto.

  • La gru bianca annuisce con la testa
  • La gru bianca torce il collo
  • Solleva il gomito
  • La gru bianca copre la sua ala
  • Le mani abbracciano una chitarra
  • Tenute per dita singole e multiple
  • La farfalla attraverso i fiori
  • Doppio dito diviso
  • Piccolo avvolgimento della mano
  • Piccolo avvolgimento della mano 2
  • Pressione del polso in avanti
  • Premere il polso verso l’alto
  • Girando intorno a cielo e terra
  • Girando il gomito del corpo
  • Gomito di svolta in avanti
  • Due bambini adorano il Buddha
  • La grande roccia torce la sua ala
  • Impacchi di braccio intorno al collo
  • Premendo la spalla con un dito e allungando il collo per l’acqua
  • La gru bianca attraversa il cespuglio
  • Il grande pitone ne gira il corpo
  • Ruotare il cielo
  • Pressa per dita basse
  • Svolta verso l’alto
  • Blocca e gira il giunto
  • Piccolo avvolgimento delle dita
  • Grande mano di avvolgimento
  • Pressa da polso interna bassa
  • Perdonami per non andare con te
  • Il bambino adora il Buddha
  • Avvolgi il gomito al contrario
  • Pressa del gomito verso l’alto
  • Il leone scuote la testa
  • Una mano per sostenere il paradiso

 

Ora affina il tuo arsenale di Chin Na!

Poi impara queste tecniche sono utili per controllare e neutralizzare il tuo avversario con 30 tecniche sempre alle dita, mani e tecniche di bloccaggio ma questa volta congiunto.

  • Premere il pollice
  • Piccolo gancio per le dita
  • Torcere le piccole dita
  • Dito uncinato
  • Back Wrap Hand
  • Pressa da polso verso l’esterno bassa
  • Il signore feudale invita a cena
  • Pollo pazzo si rompe la sua ala
  • L’eroe mostra cortesia
  • Porta un polacco sulla spalla
  • Mani che tengono un fascio largo
  • In avanti verso l’alto
  • L’uomo anziano porta il pesce sulla schiena
  • Guarda i cieli e grida
  • Forza di inchinarsi
  • Divisione di dita
  • Dividere il gancio superiore
  • Dividere il gancio inferiore
  • Pressa da polso inversa
  • Pollo selvaggio diffonde le sue ali
  • Spingere la barca per seguire il flusso
  • Avvolgi il gomito stretto
  • Avvolgi il gomito largo
  • Sostieni il gomito in su
  • Il paradiso si gira e la terra ruota
  • Torcere verso l’alto all’indietro
  • Torna indietro per afferrare l’ape
  • Anatra alla pechinese arrosto
  • Tira la testa per uccidere un pollo
  • La mano afferra la testa del drago

 

Ora studia e impara queste tecniche che servono per controllare e neutralizzare il tuo avversario con 43 tecniche di contrattacco di mano, gamba e mento.Controlla la testa del drago

  • Controlla la coda del drago
  • Manda il diavolo in paradiso
  • Gira il corpo per afferrare la scimmia
  • Cammina con me
  • Avvolgi il gomito verso l’alto
  • Schiaccia il gomito in basso
  • Il vechio vecchio uomo promosso Generale
  • Gomito a croce destra sinistra
  • L’uomo anziano si inchina educatamente
  • Entrambe le mani catturano l’assassino
  • Torci il braccio e premi il collo
  • Il braccio tiene la testa del drago
  • 20 Tecniche di controllo delle gambe e tecniche di lotta
  • 10 Tecniche di Chin Na contro tecniche di Chin Na

Ora per riuscire ad applicare e per far funzionare il tuo Chin Na (Qin Na) in una situazione reale, devi padroneggiare la tecnica in modo che diventi un immediato riflesso naturale.

Non è qualcosa di semplice e che richiede molto allenamento per sviluppare la capacità di usarla nel giusto contesto.

In una situazione di autodifesa o di sparring, non c’è tempo per pensare prima di reagire, e il tuo avversario non coopererà con te.

Scegli un piccolo numero di tecniche pratiche e comprendi completamente la loro applicazione, solo così risponderai ad un avversario con un Chin Na efficace quando arriverà il momento.

Deve diventare un riflesso naturale!

Le tecniche che ti ho inserito sono oltre 150 e inserite al loro volta in diverse centinaia di applicazioni per ogni tipo di situazione.

Questo programma si concentra sull’intercettazione, intrappolando e sigillando l’avversario e mantenendo un senso di distanza per evitare un contrattacco, eseguendo con successo il Chin Na più pratico. 

  • Avvoglere il braccio intorno al collo del drago
  • La farfalla attraverso i fiori
  • Tornitura posteriore, pressione sul polso in avanti
  • Pressa da polso verso l’alto
  • Pressa da polso interna bassa
  • Le mani propno un fascio largo
  • Sostieni il gomito in su
  • Il re del paradiso sostiene la pagoda
  • Pressa del gomito verso l’alto
  • Il grande pitone ne gira il corpo
  • Il leone adora il Buddha
  • Gomito largo
  • Pressa da polso verso l’esterno bassa
  • Luo Han si inchina
  • Piccolo gomito
  • Vecchio promosso Generale
  • Una mano per sostenere i cieli
  • Premendo la spalla con un solo dito e allungando il collo per l’acqua
  • Il drago spirituale ondeggia la coda
  • Avvolgere il gomito al contrario
  • Spingere la barca per seguire il flusso
  • Il leone scuote la testa
  • Manda il diavolo in paradiso
  • Piccola mano a capo
  • Lo sparviero (falco) scuote la sua ala
  • Tornitura verso l’alto all’indietro
  • Il vecchio porta il pesce sulla schiena
  • Torcere le ali con entrambe le mani
  • In avanti verso l’alto
  • La gru bianca annuisce con la testa
  • La gru bianca stravolge la testa
  • Due bambini adorano il Buddha
  • Il pollo selvaggio spezza le sue ali
Alcune curiosità del Taiji Chin Na e le applicazioni marziali

C’è un po’ di sovrapposizione tra la teoria e la tecnica di Chin Na con i rami della medicina tradizionale cinese conosciuta come Tui Na e l’uso del QiGong offensivo e difensivo come aggiunta all’allenamento di Chin Na in alcuni stili.

Molto spesso il Chin Na è legato alla pratica del Taijiquan che anche se oggi ha assunto un aspetto terapetico fu originariamente sviluppato per il combattimento nei tempi antichi.

La sua teoria di combattimento consiste nell’usare il morbido contro il duro e utilizzare il cerchio per neutralizzare il quadrato .

Per raggiungere questo obiettivo, il corpo deve essere morbido e i movimenti devono essere lisci e naturali.

Il Taijiquan (Tai Chi) sottolinea anche la coltivazione del Qi, o energia interna.

In Italia ci sono diversi rappresentanti di altissimo livello di questa disciplina e sull’utilizzo dei sistemi energetici come il M° Flavio Daniele.

La mente concentrata porta il Qi a circolare nel corpo. Per questo motivo, il Taijiquan può essere usato per mantenere la salute e migliorare la longevità.

È per questo che, dal 1940, il Taijiquan è diventato pubblicamente accettato come una delle migliori pratiche di Qigong per la salute.

Sfortunatamente, a mio parere per questa disciplina, probabilmente a causa dell’eccessiva enfasi dei suoi aspetti di salute, l’essenza delle applicazioni marziali di creazione del Taijiquan è stata gradualmente ignorata.

Più volte ho parlato di questo con la mamma della mia compagna che è una insegnate di Tai Chi all’Havana in una delle scuole più grandi di Cuba durante una delle lezioni che praticavo con lei.

È molto sconvolgente vedere che, anche nella Cina moderna, la maggior parte dei praticanti di Taijiquan non comprende questa essenza marziale del Taijiquan.

Naturalmente, non capiscono il potere marziale (Jin) e la teoria dell’uso della mente per condurre il Qi a dare energia al massimo.

Di conseguenza, le applicazioni marziali di ciascun movimento hanno cominciato a scomparire lentamente.

Per rendere completa l’arte del Taijiquan, credo che sia nostra responsabilità e obbligo studiare nuovamente le sue applicazioni marziali. Solo da questo studio saremo in grado di recuperare la sua essenza perduta e trovare la radice della sua creazione.

Solo allora i suoi benefici per la salute possono essere completamente compresi.

Un tipo di applicazioni marziali di Taijiquan è proprio il Qin Na (擒拿).

Spero che, attraverso questo breve articolo, i praticanti di Taijiquan generali saranno ispirati e incoraggiati a discutere e trovare la vera essenza della loro arte che rimane comunque una arte marziale.

Il mio approccio nello studio del Chin Na è sempre stato per imparare tecniche di controllo e rottura articolare non per imparare una danza, ed è bellissimo lo studio terapeutico dell’arte marziale ma questo è un risvolto di quel tipo di pratica e bisogna sempre rispettare la sua essenza.

Che cosa è il Qin Na legato a tutto questo

Come ti dicevo prima il “Qin” (Chin) in cinese significa “afferrare o catturare”, nel modo in cui un’aquila si impadronisce di un coniglio o un poliziotto cattura un assassino (Qin Xiong). “Na” significa “tenere e controllare”.

Pertanto, Qin Na può essere tradotto come “afferrare e controllare”.

In generale, per avere capacità di combattimento efficaci ed efficienti, quasi tutti gli stili marziali cinesi includono quattro categorie di tecniche.

  • La prima categoria comprende le tecniche di colpire, perforare, spingere, premere, ecc.
  • La seconda categoria consiste nell’utilizzare la gamba per calciare, spazzare, calpestare o inciampare. In queste tecniche, il tempo di contatto tra te e il tuo avversario deve essere molto breve, e il potere di attacco è solitamente esplosivo e dannoso.
  • La terza categoria è chiamata “Shuai Jiao” (wrestling), e contiene le abilità per distruggere la radice e l’equilibrio dell’avversario, gettandolo di conseguenza verso il basso. Spesso queste tecniche sono mescolate con lo spazzare o lo sgambetto della gamba, e il corpo oscilla o addirittura lancia.
  • La quarta e ultima categoria è il Qin Na, contenente tecniche di afferraggio specializzate nel controllo o nel blocco delle articolazioni, dei muscoli o dei tendini dell’avversario.

Tuttavia, dovresti capire un fatto importante. In una situazione di combattimento, le tre categorie di cui sopra sono spesso applicate insieme e non possono essere realmente separate.

Ad esempio, mentre una delle tue mani sta afferrando e controllando il tuo avversario, l’altra mano è usata per colpire una cavità vitale.

Un altro esempio di questo è che spesso usi il grabbing per bloccare le articolazioni dell’avversario mentre lo lanci per un ulteriore attacco.

Per questo motivo, a volte è molto difficile discriminare chiaramente tra loro in una situazione reale.

In realtà, molti artisti marziali cinesi credono che, dal momento che ci sono molte altre tecniche non afferranti, come premere o colpire le cavità o i nervi, che possono rendere l’avversario intorpidito in una parte del corpo (o addirittura renderlo incosciente) fornendo quindi il controllo dell’avversario, queste tecniche dovrebbero anche essere riconosciute come Qin Na.

Potete vedere che, fintanto che le tecniche sono in grado di immobilizzare un avversario, non importa se la causa è un blocco delle articolazioni, intorpidimento o perdita di coscienza – tutti possono essere classificati come Qin Na.

In sintesi, le tecniche di presa del Qin Na controllano e bloccano le articolazioni o i muscoli / tendini dell’avversario in modo che non possa muoversi, neutralizzando così la sua capacità di combattimento.

Premendo le tecniche del Qin Na si usano per intorpidire gli arti dell’avversario, facendogli perdere conoscenza o addirittura morire.

Premendo Qin Na viene solitamente applicato alle cavità Qi per interrompere la normale circolazione Qi agli organi o al cervello.

Anche le tecniche di pressatura sono spesso utilizzate sulle terminazioni nervose per causare dolore estremo e perdita di coscienza.

Le tecniche di attacco di Qin Na sono applicate ai punti vitali e possono essere molto letali. Le cavità sui canali Qi possono essere attaccate o determinate aree vitali colpite da arterie di rottura.

Tutte queste tecniche servono a “afferrare e controllare” l’avversario.

Pertanto, le tecniche Qin Na possono essere generalmente classificate come:

  1. “Fen Jin” (dividere i muscoli/tendini)
  2. “Cuo Gu” (mettere fuori posto o spezzare le ossa)
  3. “Bi Qi” (bloccare il respiro)
  4. “Dian Mai” (Dim Mak, in Cantonese) (interruzione delle vene / arterie) or “Duan Mai” (interruzione o bloccaggio delle vene / arterie)
  5. “Dian Xue” (pressione delle cavità) or “Dian Mai” (Dim Mak, in Cantonese) (pressione dei canali primari del Qi)

All’interno di queste categorie, Fen Jin include anche “Zhua Jin” (afferrando il muscolo / tendine) e Dian Xue include anche “Na Xue” (afferrando o premendo le cavità).

In generale, la divisione del muscolo / tendine, l’errato posizionamento dell’osso e alcune tecniche di impermeabilizzazione del respiro sono relativamente facili da apprendere e la teoria alla base è facile da capire.

Di solito richiedono solo forza muscolare e pratica per rendere il controllo efficace.

Quando queste stesse tecniche vengono utilizzate per rompere le ossa o ferire articolazioni o tendini, di solito è necessario utilizzare Jin (il potere marziale). 

Sigillare la vena / l’arteria e premere le cavità richiede una conoscenza dettagliata della posizione e della profondità delle cavità; i tempi della circolazione del Qi; sviluppo di Yi (mente), Qi (energia interna) e Jin (potere marziale); e forme e tecniche speciali per le mani.

Questo di solito richiede l’istruzione formale di un maestro qualificato, non solo perché la conoscenza è profonda, ma anche perché la maggior parte delle tecniche sono apprese dal rilevamento e dal sentimento.

Molte delle tecniche possono facilmente causare la morte, e per questo motivo un master normalmente passerà questa conoscenza solo agli studenti che sono morali e affidabili.

Ora il mio consiglio è quello di iniziare ad imparare il Chin Na perchè come la lotta ti insegna a controllare e manipolara un avversario a terra, ma lo studio del Chin Na è molto propedeutica per imparare a manipolare una persona in piedi e a individuare i punti di controllo e di sbilanciamento.

Questo studio è molto importante se ti occupi di sicurezza, di difesa personale o sei un praticante di Kali filippino e il dumog è un settore del Kali che ti appassiona.

Buon allenamento!

Andrea

Dumog, il submission wrestling nelle arti marziali filippine

 

Dumog

Il dumog del Kali filippino e del Silat indonesiano

Spesso durante le fasi di combattimento corpo a corpo succede che vieni afferrato o tu afferri la mano, il braccio, il collo o altre parti del tuo aggressore e lui fa la stessa cosa, ti afferra, ti prende per la maglia, ecc.

Queste situazioni sono le classiche situazione dove poter applicare le leve articolari.
Ora nel Kali filippino il dumog otre che nella fase in piedi è visto come un sistema di lotta che va anche a completarsi a terra ma visto che è pensato contro attaccanti multipli non viene visto come nel Jiu Jitsu come una vera lotta a terra ma un completamento di una tecnica che ha portato a terra l’avversario per completare una seconda leva in un istante e ritrovarsi nella sequenza di nuovo in piedi o comunque in una situazione di controllo dell’area.

Questo è un dettaglio molto importante perché la fase a terra è la finalizzazione di un “movimento” o sequenza di movimenti che si conclude con l’aggressore a terra.

In generale in piedi ti posso dire che dalla mano fino al collo hai la possibilità di applicare 30 leve articolari.

Ora una bella notizia è che per ogni leva esiste oltre alle tecniche di leva esiste una controleva.

Nel mio metodo oltre a studiare le 30 leve sala mano al collo hai da studiare due contro leve per ognuna di esse e hai anche da studiare le relative applicazioni. A questo devi aggiungere per ogni leva il metodo per portare a terra l’aggressore partendo da quella leva.

Un importante lavoro ma che ti permette di acquisire una buona conoscenza della bio meccanica umana e i relativi sbilanciamenti legati al controllo del corpo sfruttando le leve articolari.

Considera che ci sono arti marziali cinesi come il Chi Na dove il sistema è totalmente strutturato sulle leve articolari.

Alcuni pensano erroneamente che l’arte di applicare le leve articolari sia esclusivo retaggio del Jiu Jitsu, così come i soffocamenti ma non è così.

Addirittura nella nostra scherma medioevale erano presenti leve articolari per disarmare e sbilanciare gli avversari.

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Ora per tornare al dumog del Kali filippino che è quello di cui ti voglio parlare.

In questi ultimi anni molte arti marziali che non integravano le leve articolari si sono resi conto che sono il mezzo per eseguire i disarmi di armi come coltelli e bastoni comprendendo che oltre a essere utile nel combattimento a mano nuda diventa invece essenziale se devi disarmare un arma o controllare un aggressore.

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Spesso si sente dire che le leve articolari non funzionano in combattimento ma sicuramente chi dice questo non conosce i corretti metodi di allenamento e soprattutto non comprende che la leva articolare non va cercata ma è semplicemente una corretta risposta a uno stimolo.

Sicuramente se vuoi cercare una leva significa che non hai capito nulla su come applicarle e come funziona perché se puoi cercare una leva con un aggressore vuol dire che hai trovato un pollo o hai trovato uno che pesa la metà di te.

Purtroppo quando si tratta di lavori così tecnici come le leve articolari o come può essere la scherma di coltello il maestro inizia a contare moltissimo perché sono necessari un livello di competenza e metodi di allenamento che non puoi improvvisare.

Oggi la diffusione delle arti marziali anche grazie ai nuovi mezzi di comunicazione ha portato una grande opportunità ma anche una grande confusione soprattutto da chi si è improvvisato a spiegare argomenti senza averne le dovute competenze ma ripeto che comunque per la conoscenza delle arti marziali questo è il periodo più fiorente mai esistito perché i mezzi comunicatici permettono di trovare e vedere maestri anche dall’altra parte del mondo, una volta ero costretto ad andarli a cercare con i piedini dopo ore di aereo.

Dopo questa breve parentesi, tornando al dumog, ci sono almeno 4 funzioni principali che ha una leva:

✔️Rompere o lussare l’articolazione 


La leva è un colpo secco portato sull’articolazione del polso, del gomito, o della spalla in un punto preciso con una forte azione di spinta oltre il limite fisiologico dell’articolazione.

L’obiettivo consiste quindi nel limitare o impedire la mobilità funzionale dell’aggressore con una azione che spezza in due la sua articolazione.

Il principio è quello della leva quindi per funzionare deve avere un fulcro e una forza da applicare.

 

✔️Disarmare l’aggressore


Le leve articolari sono uno dei metodi per disarmare un aggressore armato di un qualsiasi tipo di arma che si tratti di un coltello, di un bastone. Le tecniche di leva articolare sono necessarie per togliere l’arma all’avversario in modo efficace e nel modo più veloce e meno rischioso possibile.

 

✔️Portare a terra l’aggressore
In questo caso la leva applicata non avviene con un colpo secco sull’arto dell’aggressore ma una pressione decisa e costante con una forza adeguata a fare sentire la leva che lo porta a seguire la direzione della pressione che solitamente lo indirizza a terra dove lo si può immobilizzare facilmente.

La proiezione può anche essere violenta e spesso l’aggressore si muove cadendo per evitare la frattura dell’articolazione, quindi va a terra non per tua volontà ma ma per sfuggire alla pressione, per questo ci sono degli accorgimenti sulle leve e sul controllo con i tuoi piedi per limitare i suoi movimenti di uscita.

Si tratta di trucchi per rendere la vita ancora più difficile al tuo aggressore.

Spesso le tecniche di leva usate per portare al suole qualcuno sono usate dalle forza dell’ordine per portare a terra e immobilizzare un criminale.

 

✔️Trapping, inteso però come intrappolare l’aggressore in una posizione scomoda per un momento allo scopo di colpirlo possibilmente mi bersagli primari o nella aree di Ko.

La puoi utilizzare per abbassare la sua testa e colpirlo con il ginocchio o con un calcio al viso.

Provocare la apertura delle sue gambe per colpirlo facilmente ai genitali.

Sbilanciarlo all’indietro per colpirlo alla gola o con una gomitata diretta al viso

Ecc. Ecc.

Quindi la leva la puoi anche usare per aprire la guardia dell’aggressore per poterlo colpire con testate, pugni, gomitate, calci o ginocchiate, oppure ancora afferrarlo in una tecnica di proiezione di lotta.
Ora devi allenare le leve con un metodo progettato per allenare le corrette risposte in caso di scontro reale perché la leva non va mai cercata ma è sempre una risposto a uno stimolo.
Come funziona in linea di principio la leva articolare senza andare nel dettaglio di un ortopedico.

Se osservi il tuo braccio vedrai che ci sono delle parti che possono muoversi, il tuo polso, il tuo gomito e la tua spalla. Tralasciamo le dita anche se sulle dita serberebbe un articolo specifico che probabilmente farò.

Osserva adesso il tuo polso, è una articolazione molto mobile, che permette una rotazione prossima ai 360° con una apertura della mano nelle varie direzioni con angoli diversi.

Prova con una mano a piegare l’altra tua mano nella direzione dell’avambraccio o in qualunque punto del vostro polso, scoprirete che ogni posizione ha un limite e forzando oltre incominci a sentire dolore e se continui a spingere danneggi l’articolazione del polso lussandolo o rompendolo.

Ora osserva la zona del gomito e ti accorgi che si piega in una sola direzione mentre quando lo distendiamo non è possibile proseguire per piegarlo nella direzione opposta.

Qualunque forzatura nella direzione che non piega porta al dolore acuto fino rottura del capi articolari.

Ora fai la stessa cosa sollevando tutto il tuo braccio e piegandolo indietro verso la schiena vedrai che c’è anche qui sulla spalla un limite oltre il quale il nostro arto si blocca e qualunque forma di forza ulteriore in quella direzione provoca un forte dolore e il danneggiamento dell’articolazione della spalla.

Quelle che ti ho appena elencato sono le tre zone che devi usare per applicare le leve dumog in piedi ma anche a terra.

Quindi le zone su cui applicare la leva sono il
Polso, il Gomito, e la Spalla. Poi ok ci sono le dita, il collo, ma tutte le ossa e articolazioni del corpo umano però ora il focus è sul dumog in piedi e sulle trenta leve che vanno dal polso alla spalla.

Ora le leve articolari agiscono sulla estensione oltre il limite fisiologico della articolazione ma ci sono delle leve complesse che agiscono invece su più principi oltre che alla extra rotazione anche sulla torsione delle ossa.

Ora vediamo alcune fasi per imparare le leve articolari.

Uno dei metodi più usati è quello di studiare le leve in fasi.

 

La Fase 1:
Studia tutte le trenta tecniche di leva, una alla volta con un compagno di allenamento. Senza fretta e soprattutto fai il tapout quando la leva sta realmente entrando.

Questa fase con il compagno è importante perché se tu o il tuo compagno di allenamento battete prima in realtà essendo ancora poco esperti non vi rendete conto che la leva non è ancora entrata.

Quando invece diventi più esperto in realtà lo sentì sul l’articolazione del tuo compagno che non sei ancora a fondo corsa o nella prima fase di extra corsa.

Lo sai da solo se la leva è entrata senza che il tuo compagno batte perché lo sentì oltre che dalla leva anche dalla rigidità che cambia del corpo del tuo compagno di allenamento.

 

La Fase 2:
Ora concatena le tecniche di leva eseguendole nell’ordine dalla 1 alla 30 e viceversa aggiungendo quella nuova solo quando le precedenti le sai applicare.

Lo devi fare in questo modo:

Esegui la leva 1 e 2 poi la 1 di nuovo 
Esegui la leva 1 – 2 e 3 poi la 2 e la 1
Esegui la leva 1 – 2 -3 e 4 poi la 3 – 2 e la 1
continua secondo questo schema fino ad arrivare ad eseguire tutte le 30 leve.

In pratica devi fare andata e ritorno delle 30 leve.

Ps. Una cosa importante NON fare il robot, devi essere fluido perchè la fluidità di esecuzione e concatenamento dalla leva n. 1 alla leva n. 30 sono importanti.

 

La Fase 3:
Esegui le leve andata e ritorno sul braccio destro del tuo compagno di allenamento e sul braccio sinistro.

È importante che le sai eseguire indipendentemente che si tratti del braccio destro o sinistro.

 

La Fase 4:
Una volta che conosci la leva provala con persone diverse, come struttura fisica, altezza, peso, costituzione, ecc. scoprirai che con alcuni di loro devi adattare i tuoi movimenti a quelli del nuovo compagno.

Scoprirai che esistono dei casi “clinici” dov’è alcune leve sono inapplicabili perché alcune persone non patiscono alcune leve articolari perché la loro mobilità è oltre la normalità.

In questo caso è inutile insistere e devi capire subito questo e passare velocemente a un’altra soluzione di attacco o un’altra leva articolare.

Tranquillo sono casi rari ma esistono poi considera che magari su quella determinata leva non patiscono con un altra invece entra prima di quanto avviene normalmente.

Quello che ti dico è che se la persona ha una articolazione del polso molto elastica devi subito cambiare tecnica magari sempre al polso ma combinata che va ad agire su un angolo diverso del polso.

Non fissarti su una leva se non entra cambia immediatamente con una leva al gomito o alla spalla.

Oppure ci sono leve che agiscono contemporaneamente su una pressione dolorosa e alla leva al polso come la leva 7 la 8 e la 9 che spiego nel mio metodo.

Una tecnica usata nelle arti marziali Filippine consiste nell’“ammorbidire” il muscolo con colpi di pugno o di gomito per addormentare il muscolo perché su persone forti muscolarmente e quindi particolarmente resistenti, di solito chi ha un tessuto connettivo molto forte resiste di più alle forte pressione di una leva e anche alle rotazioni dell’articolazione, ma dei colpi alla muscolatura permettono di eliminare il problema. Per questo vengono spesso usati gunting e colpi diretti di pugno e di gomito ai muscoli delle braccia e delle spalle.

 

La Fase 5:

Esegui le 30 leve bendato sia sul braccio destro che sul braccio sinistro del tuo compagno d’allenamento.

Questa è una fase molto importante perché stai imparando a utilizzare il senso cinestesico e quindi per sentire hai sempre bisogno di mantenere il contatto con il tuo aggressore per sentire e riconoscere la sua posizione.

Questa è una fase molto importante perché ti insegna a non staccarti mai quindi a mantenere sempre una certa pressione e controllo del tuo avversario una fase fondamentale quando passi da una leva all’altra.

 

La Fase 6:
Metti in mano un’arma un bastone o un coltello in alluminio (no cazzate di gomma o legno) al tuo compagno di allenamento e prova ad usare le tecniche di leva che avete appreso per disarmarlo.

Anche inquesto caso scoprirete che dovrete fare diversi adattamenti perche’ la tecnica riesca con successo.

Anche questa fase è importante e ti farà scoprire molti aspetti delle leve che hai studiato e imparato.

Come scoprirai come sfruttare l’arma per usarla nella leva come fulcro o come forza

 

La Fase 7:
Visto che stiamo parlando di Kali filippino e SIlat indonesiano sicuramente devi praticare gli esercizi di sensibilità come l’hubud (cadena de mano) del Kali filippino e del pencak silat indonesiano, il chi sao (l’esercizio delle mani aderenti) del Wing Chung e del Jeet Kune Do o ancora l’esercizio sulle spinte del tai chi chuan o di qualche altra arte marziale, prova a inserire le tecniche di leva all’interno di questi esercizi di sensibilità.

Fai questo con il tuo compagno di allenamento perché qui scopri la tua capacità di eseguire efficacemente le leve articolari durante una azione in movimento e questo esercizio migliorerà in modo esponenziale la tua capacità di applicare una leva.

Inoltre hai la possibilità di applicarle adattandole al contesto inserendo il numero di leva che più si adatta a quella determinata situazione.

 

La Fase 8:
Adesso viene il bello, la fase di sparring di. Le leve, questo lo puoi fare solo quando hai veramente assimilato è compreso il loro funzionamento.

Dopo una serie di colpi pugilistici, di Muay Thai , o Grappling devi inserire dei controlli e delle leve.

Qui è molto importante la capacità del controllo perché si rischia di fare dei danni al tuo compagno di allenamento.

Se impari bene questa fase nella realtà dovresti trovarti meglio perché il tempo di applicazione della leva è racchiuso in un istante con una forza che va controllata cosa che non devi fare nella realtà dove applichi la forza massima in un istante.

Questa capacità di controllo è più difficile è dovrebbe renderti più efficace nella realtà però a volte l’abitudine a controllare porta alcune persone a fare la stessa cosa nella realtà dando troppo tempo all’aggressore che può trovare il tempo per liberarsi o reagire con un colpo.

 

Attenzione!! Mia opinione personale ma anche testata, quindi seguo quello che ti dico.
La leva va applicata sempre dopo un colpo. Perché devi riempire lo spazio temporale della non reazione dell’aggressore a seguito di un colpo per mettere la tua leva. Se la applichi senza colpire lui in quel listante ti sferra un colpo.

 

I dettagli importanti

Ci sono dei dettagli importanti che devi curare in forma maniacale nella realtà se vuoi che la leva funzioni a tuo vantaggio e per allenarle correttamente senza fare danni ai tuoi compagni:

 

L’equilibrio
Per eseguire le trenta leve articolari usi le tue mani e le tue braccia ma non basta, perché per permettere alle tue mani e alle tue braccia di controllare con efficacia l’arto del tuo aggressore, devi far sì che l’intera postura e equilibrio del corpo sia perfetta.

L’equilibrio è estremamente importante, se sei sbilanciato non puoi applicare correttamente la forza e anche il tuo fulcro può essere precario e poco stabile cosa che impedisce una corretta esecuzione della leva. L’equilibrio è un aspetto importante per rendere efficace la tecnica.

Essendo che nella realtà c’è una reazione difficilmente la presa sarà perfetta e spesso devi ricercare nel difetto della presa l’ esecuzione perfetta non soltanto nel modo in cui hai afferrato l’aggressore ma anche e soprattutto nella posizione che hai del tuo corpo e quella fatto assumere al tuo aggressore.

Per questo è necessario conoscere perfettamente il funzionamento e la bio meccanica del corpo per sentire e adattare nell’istante stesso la tecnica della leva.

 

✔Stai nascosto e guarda sempre il tuo aggressore
Quando applichi una leva presta attenzione costante a cosa fa il tuo aggressore, testa questa cosa durante gli allenamenti. Verifica cosa può fare con l’altro braccio, la testa e la sua gamba, osserva la tua posizione e verifica cosa può fare con tutte le parti libere con le quali può colpirti per impedirti di eseguire la leva.

Controlla sempre la linea centrale del tuo aggressore (quella linea immaginaria che divide in due parti il suo corpo in senso longitudinale).

Fai in modo da essere sempre fuori dalla portata dei suoi attacchi, sia rimanendo distante, sia cercando di raggiungere sempre il suo fianco o quello che viene chiamato il punto cieco, cioè il punto da cui il tuo avversario non può colpirti senza dover cambiare la sua posizione.

Questo è molto imortante!!!

Una cosa importante da fare è anche ruotare la sua testa di lato per non farvi vedere, deve sentire che ci sei ma non deve vedere direttamente con esattezza la tua posizione e dove siete.
Difficoltà nel fare entrare la leva.
Qualora si incontrasse difficoltà nell’esecuzione di una leva perché la posizione non è buona o l’aggressore ha reagito non insistere neppure un attimo più del necessario ma passa alla leva seguente, meglio se nella direzione opposta alla resistenza dell’aggressore per sfruttare la sua stessa energia.
✔️La forza necessaria
Presta attenzione allo sforzo che fai per eseguire la leva. Se senti che stai facendo uno sforzo esagerato come quando giochi a un gioco di forza allora c’è qualcosa che non va nella esecuzione.

Analizza il modo con cui hai afferrato il tuo compagno di allenamento, dove hai messo il fulcro, dove applichi la forza, la tua pozione e come hai distribuito il peso, la distanza tra te e il tuo compagno. Non deve mai esserci spazio tra voi due, deve sempre sentire la pressione.

Ricordati che solo un’analisi critmica e attenta ti permette di migliorare le tecniche fino ad avvicinarti alla perfezione.

 

✔️Il punto di non ritorno della leva è personale.
Ricordati che tutte le leve articolari hanno un punto di non ritomo diverso per ciascun individuo.

Fino a quando non hai raggiunto il punto di non ritorno dell’aggressore lui potrà reagire alla tua presa e capovolgere la situazione liberandosi, colpendoti, eseguendo una contro leva.
Una leva articolare quando viene applicata in piedi non può esser mantenuta a lungo per immobilizzare l’aggressore.

Se applichi la leva allo scopo di immobilizzare il tuo aggressore scoprirai che non potrai mantenere a lungo la leva per controllare il tuo aggressore perché la tua capacità di mantenere la tensione sulla leva e la tua attenzione nel tempo varia allentando la forza della presa senza che te ne accorgi e in questo istante il tuo aggressore che sente meno dolore può approfittare per uscire dalla presa.

Non usare mai le tecniche di leva per l’immobilizzazione in piedi ma solo per un passaggio temporaneo, per portare l’aggressore a terra, per un disarmo o altro ancora. È vero per esempio che dicono che la manetta cinese viene usata per il controllo in piedi della persona però non abusate di questo.
✔️Sbilancia il tuo aggressore.
Una cosa che rende la leva ancora più efficace è lo sbilanciamento dell’avversario. Se il tuo aggressore è sottoposto alla leva ed è anche sbilanciato l’organizzazione della sua
reazione sarà del tutto scombussolata e resa inefficace. Deve stare scomodo nella sua base così non avrà forza.

 

 

✔️Respira.
La respirazione aiuta l’esecuzione della leva. Anche nel Jiu Jitsu e la stessa cosa.
Impara a produrre una lunga e costante espirazione mentre applichi la tecnica di leva; questo ti permetterà di rilassare l’intero vostro apparato muscolare e faciliterà l’esecuzione fluida della tecnica. Puo‘ essere utile anche emettere un suono costante e di uguale intensità.

 

✔️In allenamento e nella realtà.
Quando hai imparato ad eseguire la tecnica di leva con sufficiente sicurezza e padronanza puoi delicatamente portarla ad un’alto grado di pressione senza danneggiare l’articolazione del compagno.

Attenzione!!! Non abusare mai di questa sicurezza.

Ricordati di non compiere mai scatti sia nell’applicazione che nel rilascio della presa; infatti spesso in palestra il danneggiamento del compagno avviene nella fase di rilascio della leva, che deve avvenire lentamente in maniera graduale perché ricordati che i tendini sono elastici.

Nella realtà invece deve essere un istante non deve esserci una applicazione graduale della forza.
✔️Colpisci
Prima di fare la leva devi colpire l’aggressore, non fissarti sulla leva senza colpire prima perché devi eliminare per lui un tempo e usarlo per applicare la leva, diversamente non funziona mai una leva in un contesto non cooperante.
Buon allenamento con le leve articolari!!!

Andrea

Perché devi praticare il Kali filippino anche a casa se vuoi migliorare velocemente.

Kali eskrima Stick fighting

Non esiste un bastone magico che ti fa imparare il Kali filippino ma esiste un approccio, un metodo che ti permette di progredire molto velocemente, ma per fare questo serve il tuo impegno e applicare i miei consigli.

Ora se segui questi consigli puoi migliorare molto e più velocemente di quanto fai oggi ma devi applicare.

Se tu vai a fare Kali tre volte alla settimana un ora in una palestra normale ricevi delle istruzioni di volta in volta, ma questo é solo un un libro di esercizi, per sviluppare realmente la capacità hai bisogno di praticare ore quel singolo movimento migliaia di volte e solo la pratica a casa può farti sviluppare le tue capacità nel Kali rapidamente.

Non bastano quelle 30 o 50 ripetizioni che fai in palestra. Questo nessuno te lo dirà mai e quelli bravi non si allenano solo in palestra e non te lo diranno mai.

Anche se frequenti la palestra regolarmente, in realtà non acceleri il tuo apprendimento, perché le lezioni in classe non sono strutturate solo per te e le tue esigenze specifiche le puoi curare solo tu, e fino a quando non inizi la pratica regolare a casa per lavorare sui tuoi anelli più deboli o esercitarti su tutto quello che puoi fare da solo allora non metterai mai il turbo alla tua arte marziale.

Per questo ti dico e mi raccomando di praticare la tua abilità a casa tra una lezione e l’altra. Scriviti i tuoi appunti, ripeto i tuoi appunti.

Ti ho spiegato in un articolo come memorizzare la tua arte marziale cercalo sul blog.

In realtà questa pratica autoguidata da te stesso ti fa sforzare a comprendere le tecniche e il materiale che studi in palestra.

Il processo per cercare di ricordare e mettere in pratica ti costringe ad analizzarlo. Non hai nessuno da guardare e copiare, quindi è necessario utilizzare la tua memoria e capacità di pensiero critico.

Devi essere cosciente se c’è qualche cosa che non va nel tuo equilibrio, il tuo peso, la tua posizione, la tua energia, la tua velocità, la tua fluidità, la tua precisione.

Quanto più si pratica a casa, più rapidamente impari in palestra. È essenziale che tu ricordi i movimenti, le tecniche e le sequenze che hai imparato e fai uno sforzo per perfezionarli fuori della palestra.

Questo ti permette di sviluppare la tua immagine mentale di quello che devono essere i movimenti.

Inizia a sviluppare il Kali nella tua mente, ricordati che tutto parte da lì anche se poi in combattimento avviene inconsciamente.

Più questa immagine nella tua testa è nitida e chiara, più il tuo movimento sarà preciso ed efficace. Se a questo aggiungi la ripetizione allora sarà un successo.

Ricordati che la ripetizione rende anche i movimenti più complessi semplici.

Piuttosto che spendere il tempo in palestra che è più prezioso a fare ripetizione di un coordinamento o di una sequenza fallo a casa, devi andare in palestra a imparare cose nuove e pronto ad andare avanti con le competenze che hai sviluppato a casa.

Certo in palestra devi sfruttare il fatto che hai dei compagni di allenamento, che puoi praticare lo sparring che per me è una cosa fondamentale nel Kali se vuoi essere in grado di applicare le tecniche che impari.

Di seguito trovi alcuni suggerimenti su come devi strutturare la tua pratica di Kali a casa se vuoi realmente diventare un escrimador.

Kali

Focus sulle abilità con il maggiore impatto.

Se vuoi mettere il turbo nel Kali devi iniziare da subito a determinare quali sono le competenze più importanti che si dove avere in pratica in questo momento e quelle che ti serviranno nel futuro.

Le competenze necessarie per sviluppare la prima parte che è essenziale sono quelle che ti permetteranno di imparare molte delle tecniche che imparerai in futuro.

Chiedi al tuo maestro cosa praticare a casa, in modo da poter fare qualcosa inerente alle lezioni e coordinare lo studio.

Sarà probabilmente un mix di fondamentali e alcune cose che stai studiando in palestra e che puoi fare a casa.
Ti consiglio che capire la combinazione 5497 di Kali che hai visto fare da uno studente anziano dopo la lezione, può essere anche bello ma davvero devi prima lavorare in maniera pratica sulle tue competenze perché questo ti darà il miglior ritorno su te stesso al tuo livello di oggi, lo so che è bello da vedere ma lui sta facendo il tuo stesso lavoro per il suo livello raggiunto.

Queste abilità con il proprio livello di esperienza sono bellissime e piacciono a tutti, ma i fondamentali sono quelli che ti salvano la vita.

Non tralasciare mai i fondamentali per studiare tecniche viste fare da studenti avanzati, fai il tuo percorso.

Ora tornando al discorso di prima, ricordati che alcune delle abilità più importanti che puoi sviluppare a casa sono la bio meccanica del corpo, il gioco di gambe con il coordinamento dei tuoi colpi.

Indipendentemente dalla tecnica che stai imparando, è necessario essere in grado di colpire e muoversi allo stesso tempo. Il Kali è il corpo in movimento.

In le sessioni di allenamento a casa, inizia separando il vostro gioco di gambe e le tue abilità manuali per la pratica concentrata su ciascuno.

Pratica il movimento dei piedi prima. Non usare il bastone tienilo in mano in guardia ma non usarlo, ascolta il tuo corpo come si muove, se fai passi o movimenti inutili, se ti senti bene, fluido, in equilibrio.

Lo so che ti diverti di più a colpire ma stai imparando e questa fase non può essere sempre divertente, ma per esempio il movimento dei piedi è una delle fasi più critiche per ottenere una vera capacità. Il movimento delle mani non conta nulla se non sei nel posto giusto (la via del footwork), devi imparare prima il movimento dei tuoi piedi prima che usare il bastone.

Dopo che hai praticato molto il gioco di gambe, praticare i colpi, devi affinare i colpi per sviluppare accuratezza, precisione, velocità e potenza. E anche qui puoi isolare per andare a studiare il colpo senza “muoverti”.

Poi, unisci le due cose nel movimento completo in modo che stai facendo il tuo gioco di gambe e i colpi nello stesso tempo.

Assicurati di dedicare abbastanza tempo a queste fasi, per ottenere tutti i movimenti del corpo che lavorano insieme. Ascoltati!!!.

 

Devi essere organizzato nel tuo approccio allo studio e alla formazione del Kali

Dividi i movimenti in tanti step. Se stai imparando una combinazione spesso è meglio iniziare con la ripetizione in piccole porzioni prima di farlo completo.

Devi analizzare ogni fase. Devi essere a tuo agio con ogni parte poi aggiungere un po’ di più fino a completare la sequenza completa e renderla unica.

Ciò ti consente di identificare e di concentrarti sulle aree che hanno bisogno di più attenzione.

Se siete alle prese con una parte, separarlo dalla combinazione. Risolvi il problema con la pratica, poi collega i movimenti con le altre parti in combinazione.

Includi i fondamentali in ogni sessione.

I combattimenti sono in genere vinti sulla base dei fondamentali solidi. Assicurati di praticare regolarmente i fondamentali, in modo che continui a migliorarli ogni sessione.

Dopo molti anni di pratica del Kali, inizio tutti i miei allenamenti con il footwork e i colpi di base.

Le sessioni multiple, anche se breve, sono meglio di una lunga. La frequenza quotidiana è la chiave. Prova a praticare un po’ ogni giorno, piuttosto che fare una sola sessione lunga.

Le sessioni multiple permettono alla tua mente di non distrarti o perdere la concentrazione durante l’apprendimento e sei più focalizzato e più mirato se le sessioni sono più brevi. Pratica più sessioni tutti i giorni. Memorizza.

Tieni un quaderno con le tue sessioni di pratica. Mantenendo un diario, si permettere una migliore continuità tra le sessioni di allenamento. Segna tutto, quello dove sei migliorato, quello che stai studiando, e ciò che si vuoi allenare domani e nei prossimi mesi.

Scrivi i tuoi obiettivi e tutto ciò che ti può aiutare a raggiungerlo.

domande di registrazione che hai per il tuo istruttore e la consulenza si può avere da altri compagni di allenamento esperti.

Un quaderno ti aiuta a rimanere focalizzato e e ti permette di avere un piano di azione di volta in volta e ti accorgi subito se ti fermi e non progredisci così puoi riadattare il tuo programma per risolvere questo problema.

 

“Ora come devi strutturare una sessione di allenamento??”

Ti consiglio questo semplice schema per la allenarti a casa:

 

1. Appunti – Scrivi quello che hai fatto nella lezione precedente di formazione. Determinare ciò che è necessario rivedere per capire meglio, scrivi se vuoi chiedere o rivedere qualcosa. Scrivi le note sul quaderno sul tuo allenamento. Includi anche informazioni su come ti sentivi quel giorno, anche l’ora e cosa hai mangiato (poi ti spiego perché). Scrivi quello che hai fatto, e le cose che hai fatto male e su cui vuoi migliorare. Scrivi abbastanza non tre parole in modo che quando rileggo anche dopo del tempo non perdi tempo a ricordare ciò che si voleva dire o fare. Scrivi quello che vuoi praticare e che vuoi imparare. Annota le tecniche, fai dei disegni non serve che sei un pittore. Poi su un altro quaderno ti consiglio fatti i tuoi appunti in bella copia delle tecniche, un tuo libro personale.

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2. Riscaldamento – Aumentare la temperatura corporea a basso impatto, i movimenti motori. Fai lenti e grandi movimenti. Se possibile, invece di fare movimenti “a caso” utilizza quelli dei fondamenti o una combinazione che hai appena imparato o che stai studiando.
3. Revisione dei Fondamentali – Come ti ho detto i fondamentali sono le basi su cui ti appoggi , spendi sempre un certo tempo per perfezionare i tuoi fondamentali. Questo non deve prendere molto tempo e può essere anche fatto durante il riscaldamento. Pratica il footwork e i colpi separati e insieme.

Mi piace fare ripetizioni multipli di 500. Lo so che spesso in palestra sono di 30 o di 50 secondo te perché ti dico che devi allenarti a casa???

Ora alcuni usano come metodo contare o altri impostano un timer, presta attenzione e trova cose è meglio per te ma credo che sono due approcci validi ma che vanno usati in contesti di allenamento differenti.
4. Pratica tecnica – Passa un po’ di tempo a lavorare sulle combinazioni o sulle tecniche specifiche che vuoi migliorare o comprendere meglio. Studia le varianti.

Drills, footwork, disarmi, passing, colpi, movimenti, evasioni, schivate, ecc.

Questo può essere qualcosa che hai appena imparato in palestra, una debolezza che vuoi migliorare, o semplicemente qualcosa a cui vuoi dare più attenzione.

Scegli solo 1 o 2 elementi, in modo da poter dare ad ogni attenzione focalizzata.

Attenzione devi anche allenarti con la tua mano viva.

Durante alcune lezioni private ho trovato un allievo che si chiama Alessandro che è mancino e per me era assurdo fargli imparare con la sua mano più “debole” perché in combattimento avrebbe usato la sua mano più forte, così si è studiato tutto io con la mano mancina ma nelle fasi si sparring o comunque dei colpi tirati con intenzione per capire le dinamiche reali in condizioni di mano sinistra e mano destra armate.

Ora è fondamentale che pratichi con entrambe le mani e con le asimmetrie di un avversario perché tutte le tue tecniche che impari vanno modificate e riadattate.
5. Prestazioni da campione – devi fare qualcosa che ti ostacola a eseguire la vostra tecnica correttamente.

L’ostacolo può essere la velocità massima che hai, pratica una o più combinazioni per ripetizioni multiple a piena velocità per sviluppare la velocità e la resistenza.

Colpisci i pneumatici per sviluppare la potenza.

La fatica, combina esercizi diversi in un breve intervallo di allenamento per sviluppare le basi del fitness insieme con le vostre abilità Kali.

Ricordati che il combattimento richiede energie e se sei stanco non ti muovi e diventi un bersaglio fermo.

Inoltre se pratichi competizioni con le protezioni dovresti allenarti anche con le armature perché hanno un peso e ti tolgono energie.

Questa sfida non solo aiuterà a migliorare la tua capacità di applicare queste capacità, ma sarà anche utile a identificare dove le cose si rompono.

Questo ti aiuta anche a pianificare quello che ti serve praticare per migliorarti.

Eskrima Kali
6. Sparring – Questo per me è fondamentale.

Saper applicare tecniche che studi in un contesto non cooperante. Inutile sapere le tecniche se non sai applicarle in combattimento.

Parate, disarmi, colpi, schivate, ecc se non sai applicarli nel caos del combattimento tanto vale che vai a fare danza. Il combattimento non è coreografia.

Se vuoi fare l’attore di arti marziali va bene ma non è il mio obiettivo quindi questo non è il posto giusto per te.

Ora dedica del tempo allo sparring, non ti spiego qui come farlo e come renderlo efficace il più possibile. Ci sono anche qui molti metodi per fare sparring per sviluppare al meglio le caratteristiche necessarie in combattimento.

Sparring Kali Eskrima Knife

Conclusione

Per l’apprendimento del Kali filippino, avere un compagno di allenamento è molto importante, ma ci sono anche molti esercizi che devi e puoi fare da solo a casa. Quindi niente scuse.

Anzi, la formazione da solo è necessario se vuoi progredire rapidamente nel kali filippino.

Anche se non si dispone di nessuno a casa per dare un feedback immediato, non si deve lasciare che sia un ostacolo per ottenere qualcosa di fatto.

È meglio praticare qualcosa che saltare del tutto e ci sono tantissimi esercizi che puoi fare da solo e questo non solo per il Kali vale per tutto.

In generale non aspettare le condizioni ideali per fare pratica è allentarti, fallo e basta, impara a fare le cose con quello che hai oggi.

Concentrati su quello che è più importante per migliorare le tue debolezze.

Lavora sul tuo anello più debole.

Devi sempre organizzare il tuo lavoro se vuoi vedere un miglioramento in un breve periodo di tempo ma questo avviene perché ti stai facendo “culo”.

Tieni un blocchetto degli appunti, pensa a quello che puoi fare. Se hai bisogno di un dummy costruisciti la tua attrezzatura che ti serve.

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Ora vai ad allenarti anche se sei da solo.

Andrea USOMA

Il movimento dei colpi nello stick fighting


Oggi ti parlo di alcuni movimenti che devo conoscere nello stick Fighting.
Indipendentemente dalla tua guardia che sia abierta (aperta) o serada (chiusa) puoi eseguire una serie di colpi che a un occhio non esperto sono bastonate ma che in realtà sono dei colpi con scopi e funzioni ben precise.

Iniziamo…


Lobtik– Il lungo arco o colpo staccato, simile al movimento di una spada che tagliando attraverso qualcosa. Si tratta di uno colpo pieno – molto carico che è diretto attraverso una destinazione desiderata con grande forza.

E’ un colpo passante per colpire con forza e decisione.

Questo metodo di colpire non si ferma a metà  ma si deve fermare nel punto di impatto; Questo colpo segue il suo percorso dall’inizio alla fine. 

Questo colpo non si ferma fino a quando non si trova alla fine del suo moto, a meno che non Ha incontrato una resistenza o è bloccato. 

Una variante di questo movimento è il mezzo colpo un “un lobtik con meno colpo”, un arco accorciato o staminali meno soffiare che i sono tirato verso l’interno a metà strada attraverso lo swing. 
 
  


Witik– Il “rap”, che è un colpo che restituisce lungo lo stesso percorso che esso è andato. 

È un colpo frustato che quindi ritorna a caricarsi immediatamente per colpire di nuovo.

Questo metodo di colpire comporta retrazione, che è utile quando si vogliono variare gli angoli di attacco. 

Il vantaggio di questo colpo è la sua velocità e incertezza che da al tuo aggressore da dove verrà il colpo successivo. 

Simula delle manovre e colpisce di più sono tutti eseguiti nel modulo witik.


  

Saksak– La spinta o jab. Spinta attacchi soprattutto andare a destra verso il basso al centro, ma possono verificarsi a qualsiasi angolo. Ci sono due tipi di energia che vanno in un movimento di Spinta.

Il primo è molto simile a un jab con l’estremità dell’arma. Come un jab in euguale enfasi è data da movimenti veloci che sorprendono e retrattili perché una volta colpito devi tornare subito in guardia. I

l movimento della spinta trafittivo è molto simile a quella della witik dove il flusso del movimento di retrazione porta al movimento successivo. Il bastone deve sempre fluire.

Il secondo tipo di energia è la pugnalata che suggerisce un’arma con l’estremità appuntita come una spada o il pugnale. 

La Spinta lancinante è una mossa di uccisione pienamente impegnata, consegnata come una grazia de coupe. 

L’unico posto che potrebbe essere utilizzato in caso contrario è come un corpo sparato con un’arma smussata pesante o lunga. 

 

 

Abaniko– il colpo abaniko è un movimento rotatorio che è fatto con il bastone. 
È uno colpo witik che passa angoli d’attacco. L’ abaniko può essere eseguito in orizzontale, diagonale o in verticale. 

È importante che il corpo e le braccia muovano in sincronia per fornire la corretta meccanica necessaria per un movimento potente frustate. 
Molte volte l’ abaniko viene utilizzato per falsificare o set-up il tuo avversario, consentendo di scegliere la zona di destinazione desiderata. 



Arko– L’arko è la base Escrima twirl o cerchio del bastone. Il bastone può essere roteato in un movimento verso l’alto o verso il basso. Rilassare la mano, ma tenere le dita afferrando il bastone. C’è un trucco ma non te lo svelo qui.



Bantay – Kamay Bantay Kamay è la “mano viva” o la mano vuota. 

Questa è la mano responsabile per il controllo o monitoraggio della mano del tuo avversario o la stessa arma. 

Serve anche per disarmare, colpire, spingere con un coltello e passare e deviare. 

Eventualmente ha anche la funzione di una parata in sacrificio


  


Specifiche di impressionante moto

Fondamentalmente, ci sono quattro proposte sorprendenti che possono verificarsi in qualsiasi attacco. (Vedi diagramma).

1. Lobtik – l’arco lungo o colpo staccato.

2. Lobtik – arco accorciato o stemless colpo che viene tirato verso l’interno a metà strada attraverso l’oscillazione.

3. Witik – rap che è un colpo che restituisce lungo lo stesso percorso che è andato fuori.

4. Saksak – colpo di punta o jab.

  Il colpo può essere portato con più movimentio del tuo corpo

1. Di polso, è un colpo di studio non ha molta potenza e deve essere preciso, va diretto aglio occhi al naso e alla bocca.

2. Di Spalla e polso, è un colpo più forte che sfrutta la rotazione della spalla e del polso aumentando la potenza

3. Di Gambe spalla e polso, è il colpo più forte perchè sfrutta tutto il peso del tuo corpo e aumentare il peso del colpo aumentato la forza distruttiva

Questi tre modi di portare i colpi vanno combinati e indipendentemente dalla tipologia i colpi vanno tirati a bersagli primari (occhi gola genitali) e nelle giunture del corpo perchè il bastone anche se è vero che fa male se colpisci i muscoli ma diventa devastante sulle parti ossee scoperte come il cranio, gomito, mani, ginocchio, piede.  


La durata di un colpo:

Uno colpo dovrebbe prendere meno di 2/10 di secondo. 

 

Lo Stick Fighting è una palestra per la tua mente 

Andrea USOMA 

Striking Motions

Le 12 aree del Kali filippino

⭐⭐⭐LE DODICI AREE DEL KALI- SILAT⭐⭐⭐

IL metodo LACOSTE / INOSANTO delle arti marziali filippine è il sistema di combattimento più completo sulla faccia della terra.

Spesso chi non è dentro questa arte marziale non conosce realmente la vastità al suo interno immaginando qualcosa che non corrisponde alla realtà.

Questo patrimonio comprende l’intero spettro delle armi e dei suoi sofisticati sistemi di combattimento  a mano nuda.

Di seguito ti ho fatto uno schema dove sono riportati i 12 settori e i set di abilità inclusi nel metodo di Lacoste-Inosanto.

Kali Filippino
Ora voglio che dai una rapida occhiata delle 12 aree di Kali per avere subito una visione migliore di quanto vasto è il patrimonio delle arti marziali filippine.

Sono stufo di sentire, “ah pratichi Kali, quello con il bastone” perché è vero che c’è il bastone ed è anche centrale nell’insegnare l’utilizzo delle altre armi ma troppo troppo generico.

Non ti rendi conto fino a quando lo vedi scritto tutto insieme e poi rendersi conto non basta ancora perché ci vuole un tempo enorme di formazione per esplorare tutti i settori.

Anche ora che lo vedi in uno schema, in una immagine sola, il Kali è così vasto che ancora non sei in grado di capire realmente la sua vastità!

Qui ci sono le 12 aree di Kali (arti marziali filippine).

E ‘importante notare che non tutti gli stili di Kali vanno a coprire il materiale in tutte le 12 aree e gli altri stili possono comunque avere altre aree che studiano che sono al di fuori di questo schema generale.

Questa è una guida generale.

1. Il bastone singolo comprende anche la spada singola, la singolo ascia e tutti le altre armi a medio e lunga lunghezza.

2. Bastone doppie che include anche le doppie spade, doppia ascia, spada e ascia e altre variazioni di 2 metà per armi lunghe ma di uguale lunghezza.

3. Espada Y Daga (o Long & Short) è comunemente rappresentato dalla spada / bastone e coltello / pugnale tuttavia, questo può essere una qualsiasi combinazione di armi lunghe e corte. Può essere anche un ombrello lungo e uno corto o la tua scarpa.

4. La lama singola è qualunque arma corta che puoi utilizzare con un grip in hammer o Ice Peak che può perforare o tagliare.

5. Fare doppio Knives è simile al settore 4, ma hai un’arma corta in tutte e due le mani.

6. short short-short o di estrema può essere bastoni tasca / palma, una roccia tenuto in mano o in tempi moderni un telefono cellulare di piccola torcia tascabile.

7. Pangamut / Dumog o le competenze a mani nude. In Kali usiamo sia la mano aperta e chiudere con colpi di pugno insieme, gomiti, avambracci, spalle, ginocchia, testate e una grande varietà di calci, chiavi articolari, strattoni, sbilanciamenti e le tecniche di grappling.

8. Le armi lunghe o le doppie armi includono qualsiasi arma che richiede 2 mani per tenerla, come lunghe spade, mazze da baseball e altre armi pesanti / strumenti. Le armi in questo settore grandi, lunghe o pesanti che richiedono 2 mani per utilizzare in modo efficace.

9. Le armi flessibili comprendono la frusta, la cinghia, corda, catena, bandana, t-shirt, cavo elettrico e qualsiasi altra cosa che è super bendy e flessibile.

10. Le armi da lancio possono tecnicamente essere qualsiasi cosa si può lanciare da rocce, a una lancia, coltello, monete, ecc. Si allena a come lanciare ogni arma per capire come farlo e con efficacia. Anche utilizzare oggetti improvvisati.

11. Le armi a proiettile sono qualcosa che va da un arma da fuoco, l’arco e freccia con pistole di soffiaggio e colpi di fionda in mezzo. Questa è una zona molto importante del Kali.

12. La guarigione e la mediazione è l’ultima area. Fare una formazione per il benessere fisico, mentale ed emotivo nel Kali per rendere il tuo corpo e la tua mente più forte e il corpo e la mente come alleato è importante nel combattimento e anche nel Kali si fanno “lavori” di miglioramento e di cura di questi aspetti. Si pratica attività fisica e mentale, sostiene una dieta sana e nutriente e ti abitua a prendere cura di te stesso per promuovere la longevità nella formazione e nella vita in generale.

Ricordati, il Kali è la vita, non la morte!

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Qui ci sono le 12 aree di Kali (arti marziali filippine)

1st Area Single Weapon

1) Single Stick

2) Single Sword

3) Single Axe

4) Single Cane

2nd Area Double Weapon

1) Double Stick

2) Double Sword

3) Double Axe, Etc…

3rd Area Long & Short Weapon

1) Stick & Dagger

2) Long Stick & Short Stick

3) Sword & Dagger

4) Sword & Shield

5) Axe & Shield

4th Area Double Short Weapon

1) Double Dagger

2) Double Short Stick

5th Area Single Short Weapon

1) Single Dagger

2) Single 12″ or 15″ Stick

6th Area Double-End Short Weapons

1) Palm Stick

2) Double-End Dagger

7th Area Empty Hands

1) Boxing

2) Kicking

3) Grappling

4) Trapping

5) Bite & Pinch

8th Area Long Weapons

1) Staff

2) Oar

3) Spear

4) Spear & Shield

5) Spear & Stick

6) Spear & Sword

7) Spear & Dagger

8) Heavy Stick (Two-handed method)

9) Long Stick (Two-handed method)

9th Area Flexible Weapons

1) Sarong

2) Belt

3) Whip

4) Rope

5) Chain

6) Scarf

7) Head Band

8) Handkerchief

9) Olisi Toyok

10) Tabak Toyok (nunchaku)

11) Yo-Yo

10th Area Throwing Weapons

1) Spear

2) Dagger

3) Stone / Rock

4) Sand / Mud / Dirt

5) Pepper

11th Area Projectile Weapons

1) Bow and Arrow

2) Blow Gun

3) Sling Shot

4) Portable Cannon/Firearms

12th Area Mental/Spiritual/Emotional Training

1) Healing Arts

2) Spiritual Arts

3) History, Philosophy, Ethics & Traditions

4) Music & Rhythm Training

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Ora hai molti spunti su cui riflettere

Buon allenamento nei 12 settori del Kali

Andrea