La pillola del giorno 056 – Lottare “senza mani”


La pratica di lotta con alcune limitazioni non è qualcosa di leggendario e di misterioso ma un lavoro concreto per fare comprendere meglio a sentire e a comprendere meglio come sfruttare altre parti del tuo corpo che solitamente siamo abituati a usare meno o per compiti diversi.

Non si tratta di una pratica da film ma semplicemente alcuni round di sparring di lotta fatti in maniera intelligente per sforzarti a lavorare per ampliare le tue capacità.

Qualche post fa ti avevo parlato di praticare a occhi bendati nella pillola del giorno 053 – Lottare con gli occhi chiusi, in questo caso ti dico di lottare “senza mani”.

Che cosa intendi esattamente con lottare “senza mani”?

Iniziamo distinguendo questo lavoro in due:

  • Lotta in piedi (Stricking e Clich)
  • Lotta a terra (Jiu Jitsu, Grappling)


Lotta in piedi:

Il lavoro che devi fare è quello di fare sparring evitando di attaccare ma puoi solo schivare e evadere i colpi del tuo avversario.

Questo modo di lavorare ti permette di concentrarti sul footwork e la distanza, alle schivate e parate.

Inizia a fare questo lavoro in questi tre modi:

  • Wall sparring: ti metti al muro fai un passo avanti e il tuo compagno di allenamento ti prova a colpire e tu puoi parare e schifare senza colpire.
  • Sparring Boxing No Hand: Fai sparring libero di pugilato ma puoi solo muoverti, schivare e parare.
  • Sparring Thay No Hand: Fai sparring libero di pugilato ma puoi solo muoverti, schivare e parare.

Dividi i round su aree di lavoro diverse:

  • 1°Round – Footwork e controllo della distanza + Schivate
  • 2°Round – Footwork e controllo della distanza + Parate
  • 3°Round – Completo

Ps. Chiaramente è un lavoro da fare con intelligenza da parte di entrambi, serve fluidità molti colpi senza grande potenza, considera che l’altro non può colpirti. E’ normale che vieni colpito quindi non preoccuparti e continua a lavorare, ma cerca di vedere un miglioramento altrimenti c’è qualcosa che non va.

Clinch – Il lavoro con il clinch senza mani è un lavoro molto interessante che aiuta molto a sentire come lavora il clinch e a sentire gli spostamenti di forza e cercare di direzionarle per costruire le uscite. Importane un buon riscaldamento e ricordarsi di fare un lavoro in fluidità.

Lotta a terra:

Tranquillo non si tratta di usare qualche forza misteriosa, ma semplicemente di provare ad adattarti a usare meglio alcune parti del tuo corpo come invece sono costrette a fare persone che per loro sfortuna hanno delle limitazioni dovute a malformazioni o traumi gravi.

Uno dei più comuni errori che molti lottatori fanno è quello di provare a spostare l’intero peso dell’avversario con la sola forza delle braccia.

Sfortunatamente, nelle prese, usare solo le braccia è poco efficace.

Questo modo di usare le braccia e le mani è dovuto al fatto sono delle parti più versatili e sensibili dell’anatomia umana e noi siamo semplicemente abituati a usarli per quasi tutti i nostri compiti quotidiani, dal lavoro all’abbracciare, mentre le gambe sono di solito utilizzato esclusivamente per stare in piedi e camminare o correre ma in realtà sono un motore potentissimo anche a terra come per lo Stricking.

Ora ti voglio dare alcuni dati sulla forza che hai, la tua gamba è mediamente tre volte più forte del tuo braccio e il tuo tronco (addominali e schiena) è ancora più forte quindi è fondamentale che impari ad usare questa enorme riserva di forza.

Per un buon lottatore le gambe e i piedi sono agili quanto le braccia e le mani, e li usa per spingere, tirare, sollevare e bloccare l’avversario è applicare le leve e soffocamenti con le mani e le braccia o viceversa, quando usi le mani per controllare e le gambe per soffocare o mettere in leva l’avversario.

Un modo eccellente per insegnare al tuo corpo a ‘pensare’ con le gambe e il tronco invece delle braccia è praticare la lotta senza mani.

  • Se sei un lottatore che pratica con il gi, fai scorrere entrambe le mani attraverso la parte alta del tuo gi oppure afferra le maniche del gi opposte.
  • Se la tua arte scelta è la lotta no gi, incrocia le braccia e afferrare la tua spalla opposta, quindi mano destra su spalla sinistra e mano sinistra su spalla destra.

Importante!, Questo allenamento richiede un compagno di allenamento nello sparring che sia accomodante, deve farti lavorare e inizialmente non deve cercare di sottometterti quando lotta con te in questo modo ma all’inizio il suo obiettivo deve semplicemente essere quello di controllare il tuo corpo.

Una volta che ci si è abituati, può iniziare a cercare la sottomissione.

All’inizio, questo ti sembrerà molto strano e avrai la tendenza a voler allungare istintivamente le tue mani, è una cosa normale ma ritorna a fare subito l’esercizio, devi avere pazienza, perché ti serve per ottienere coordinazione e sensibilità con la parte inferiore del tuo corpo, il tuo modo di lottare  migliorerà, specialmente in certi aspetti della lotta, come la guardia.

Quando poi inizia a fare l’allenamento “standard” dove usi di nuovo le tue braccia, inizierai a usarle diversamente con più efficacia, per guidare il movimento in una direzione ma senza fornire energia ma sono le gambe, i fianchi e la parte bassa della schiena che mettono la spinta.

Un esempio che viene facile comprendere ad esempio è il double-leg take down quindi la proiezione a due gambe dove schematizzando imposti la “direzione” usando (le braccia) afferrando da dietro le gambe del tuo avversario e poi il “motore” (gambe, tronco) forniscono la potenza per sollevare l’avversario, dove è facile capire che non usi le braccia per sollevarlo ma sono le gambe e il tronco a eseguire questo compito, le braccia le usi solo per direzionare la proiezione.

Questa non è una regola che vale sempre perché nella lotta ci sono situazioni inverse dove ci sono molti movimenti che usano quasi esclusivamente la forza delle braccia e delle spalle come molte leve fatte dalla side mount ad esempio ma in generale il principio è lo stesso, solo che le braccia sei abituato a usarle per afferrare e spingere.

Questo esercizio serve per educarti a usare le gambe sgravando moltissimo lavoro alle tue braccia e soprattutto risparmiando energia.

Attenzione!

  • se tu sei il compagno che usa le mani devi essere intelligente e fare un lavoro per costruire delle abilità, quindi le cose vanno fatte per gradi, sia come velocità che come intensità, all’inizio lavora lentamente ma in fluidità.
  • Se tu non usi le mani e sbagli prendendo colpi non preoccuparti continuo a lavorare, ascolta come muovi il tuo corpo e la sua posizione relativa rispetto al tuo compagno di allenamento.

Buon allenamento con le “mani in tasca”!

Andrea

Devi sfidarti, mettiti in gioco, non stare a guardare!.


Perché devi sfidarti?.

Ci possono essere  a questa domanda infinite risposte ma quella che conta è una sola.

Per uscire dalla tua zona di comfort e andare oltre quelle che credi che siano le tue capacità nella tua arte o nel tuo sport.

Pratichiamo arti marziali e la risposta è nel confronto, che si tratti di:

  • fare sparring in palestra con i tuoi compagni di allenamento,
  • fare sparring con amici invitati di un altra palestra,
  • di un torneo,
  • di un match,
  • di un allenamento con un tuo amico
  • ecc.

 la risposta è nel confronto.

Lo so che alcuni puristi dell’arte marziale soprattuto tradizionale potrebbero risentirsi da questa affermazione ma la verità è che se non testi quello che pensi di sapere fare avrai  sempre il dubbio in te e non potrai mai evolvere o accettare il fatto di avere percorso una strada sbagliata e che devi cambiare.

Ora non voglio che esasperi il mio discorso come se tutto deve essere solo combattimento, anzi le arti marziali sono una delle più belle invenzioni per l’educazione del corpo e della mente che l’uomo abbia inventato, sarà perché va alle origine stesse dell’uomo, ma è chiaro che si tratta di qualcosa di speciale ed è per questo che affascina da sempre ogni persona dal praticante, al curioso, uomini e donne, ecc.

Ora, non so che arte marziale o sport da combattimento pratichi ma devi sfidarti e per fare questo devi uscire dalla tua arte e capire dove realmente sei.

Spesso si vedono video di arti marziali contro altre arte marziali, una sfida che posta in questo modo è stupida, non ha senso, non dimostra nulla, è valida solo per chi sta facendo la sfida non per chi sta a guardare che si gode la bellezza di un match ma nulla di più.

Quello che conta è dove sei tu non quello che può fare un altro.

Vedere Buakaw con il Yi Long (monaco Shaolin), vedere quello che fa il Karate con quello di Thai, quello che fa MMA con quello che fa Capoeira, quello che fa Jiu Jitsu con un pugile, ecc. a che serve a parte vedere un bello spettacolo, Buakaw vince anche sugli stessi fighter di Muay Thai, e via dicendo, è uno spettacolo bello da vedere per la diversità , per il confronto particolare che si crea, ma quello che fa la differenza è l’uomo non è l’arte.

Sicuramente non è questo il modo di dimostrare che un’arte è superiore a un’altra perchè è sempre l’uomo che fa la differenza.

Ps. Il regolamento, devi tenere presente che stai usando un regolamento sportivo che va a influenzare il combattimento. Quando si farà il match Floyd Mayweather Jr con Conor Mc Gregor lo faranno nel pugilato o pensi che Mayweather potrebbe fare un match di MMA? E questo cosa dimostrerà? Che vale per qualunque atleta che pratica quell’arte?. Oppure immagina un Thai Boxer che gli dicono che non può usare il clinch, le gomitate e le ginocchiate, che cosa può fare se non la kick, ma gli hai tolto degli aspetti fondamentali.

Tu dove sei?. Questo è quello che conta. Perhè sei tu che fai la differenza non l’arte chè pratichi. L’arte deve essere funzionale a te stesso e non viceversa.

Ed è un insieme di cose, come ti alleni, con chi, in che modo, quanto tempo, come lo fai, il tuo approccio, la tua psicologia, il tuo focus, la tua preparazione fisica e mentale, anche l’arte certo, perché influisce sul tuo approccio al combattimento, ma incide con una percentuale minima anche se sicuramente ci sono alcune arti che per il loro approccio e metodo di allenamento sono più adatta al combattimento reale ma per il “metodo” di allenamento che usano e per l’approccio al combattimento che usano quotidianamente.

Non so in cosa ti alleni, il perché hai scelto quella arte o quello sport, per quale motivo ti alleni, cosa ti spinge a farlo, come trovi la voglia, le energie per andare in palestra o nel dojo ad allenarti.

Quello che so però se sei su questo blog è che hai voglia di MIGLIORARTI, di salire più in alto nel “podio” sportivo o della vita, di andare oltre, fino a dove puoi arrivare.

L’arte marziale è un viaggio che in qualche modo non ha mai fine e che regala grandi soddisfazioni.

Il CONFRONTO è il seme della crescita, il confronto con gli altri e con se stessi.                   Il confronto serve per capire chi sei.

Il confronto senza ossessione, non deve diventare l’unica ragione della pratica di un’arte marziale perché comunque anche se importante non può essere l’unico modo per acquisire la tua consapevolezza delle tue capacità.

Quando ho iniziato questo progetto del blog sapevo di mettermi molto in discussione ma non ho mai pensato a questo o alla paura di confrontarmi con maestri, appassionati, fighter, perché quello che mi guida è la passione per le arti marziali, raccontare la mia esperienza, la mia visione su questo mondo e sulle arti che pratico perché mi piacerebbe scoprire che molti ragazzi grazie a un solo consiglio, qualche suggerimento, migliorano, vincono un match, o trovano la strada che fa per loro, il resto non mi importa, in fondo se non ti piace quello che scrivo basta che non leggi, non è presunzione ma credo che anche se sei un “fenomeno” qualcosa lo troverai che ti sorprende.

Avere dei riferimenti a cui mirare, avere degli esempi d’altri che si cimentano nella stessa arte, sport o passione, ascoltare esperienze, percorsi sportivi e marziali è il miglior modo per crescere.

Le sfide a cui a cui devi parteciperete devono permetterti di fare un percorso per mostrarti il tuo livello ma oltre a questo ti permetterà  di ricalibrare il tuo programma di allenamento e il tuo modo di allenarti, scoprire i tuoi anelli più deboli per rafforzarli o su cui lavorare, che è quello che ti permetterà di salire di livello e accettare sfide più grandi.

Ok, ma fino a quando? Finchè avrai voglia di “spingerti” e cambiando e evolvendo in base alla tua età, alle tue capacità, alla tua stessa natura, ma tutto dipende da te anche se sono qui per aiutarti altrimenti non avrei fatto questo blog ma.. tutto ha un prezzo ma non sono io a chiederti il conto!

Devi essere pronto al sacrificio, a impegnarti e a seguire passo dopo passo o suggerimenti che il tuo maestro e anche io cercherò di darti.

In questo mondo (quello marziale) non ci sono sconti! e chi pensa di averli o li riceve li paga a caro prezzo sono delle illusioni, degli inganni.

Che si tratti di  leggere il blog o scrivere dei suggerimenti, delle opinioni, delle schede di allenamento che ti hanno fatto migliorare, qui hai la possibilità di dare e ricevere consigli tecnici e non di imparare da chi è migliore di te e insegnare a chi è ancora indietro.

In questo mondo marziale ognuno di noi sarà sempre in qualche modo maestro e allievo allo stesso tempo.

Se ognuno dà il suo contributo, fa squadra, allora ognuno potrà arrivare più lontano, perchè sarà motivato dagli altri, non cederà alla fatica dell’allenamento perchè dovrà dare l’esempio agli altri allievi e compagni di allenamento soprattutto i principianti e i più giovani, non ti allenerai a caso ma cercherai un percorso in continua evoluzione per permettere ad altri di seguirlo e vedere il miglioramento come tu hai seguito a suo tempo le orme di qualcun altro.

Più condividi i trucchetti (con la tua squadra) più sarai obbligato a cercarne di nuovi e di evolvere.

Io faccio un blog in cui condivido molte informazioni e spero che tu apprezzi questo lavoro che mi costa molto impegno e anche soldi che non ti chiedo.

Ricordati che più la tua squadra è forte e più tu sarai forte perché allenarti con quelli scarsi magari appaga il tuo ego ma non cambia la realtà che se trovi un avversario forte ti fa il culo.

Mi alleno per battere il più forte non per farmi bello in una palestra di scarsoni.

Se hai voglia di essere pro attivo, di far parte di qualche cosa di più grande, di dare oltre che a ricevere scrivimi qui sul blog.

METTITI IN GIOCO!!

Le arti marziali sono “dure” non solo perché si tratta di combattimento ma perché sei solo tu e il tuo avversario non è uno sport di squadra, tutta la responsabilità è su te stesso, certo hai una squadra di compagni di allenamento e un allenatore che ti supporta ma sei tu che hai il controllo.

In questo blog nessuno è giudicato, nessuno è maestro, nessuno è allievo, ma quello che deve unire è la passione per questo mondo.

Devi sfidarti, mettiti in gioco, non stare a guardare!.

Andrea

Ps. E’ chiaro che ognuno di noi ha un suo curriculum marziale con cinture, livelli, gare vinte, ecc. ma non è questo lo spirito di questo blog ma la diffusione e l’evoluzione di se stessi e della sua arte marziale portando ognuno a suo modo il suo contributo.