Posizione di guardia nell’imminenza di un attacco

Nelle fasi iniziali di un’aggressione fisica, una posizione di guardia appropriata può rappresentare un elemento decisivo per risolvere la situazione.

Andiamo ad affrontare gli aspetti pratici di natura tecnica, psicologica e legale.

Spesse volte ricorre, specialmente tra i cultori delle arti marziali, il dilemma di quale posizione di guardia sia più indicata nell’imminenza di un attacco.

Anche qui ce n’è per tutti i gusti:

  • I pugili e gli stili filippini (panantukan) si presentano con la classica posa con i pugni alzati a coprire il viso, con le gambe leggermente flesse, molto mobili e rapidi nei movimenti.
  • I praticanti di lotta con il loro approccio con le mani avanzate e i piedi appoggiati a terra per intero per avere un baricentro basso
  • I Praticanti di Muay Thai con una guardia alta avanzata e il baricentro alto con i piedi con il tallone sollevato.
  • I marzialisti orientali, di scuola giapponese con le classiche posizioni di Kiba dachi: posizione del cavaliere (alcuni aggiungono “di ferro”),
  • I marzialisti che praticano arti cinese nella forma del loro stile,
  • I praticanti di Wing Chung nella loro tipica guardia, Man-sao, Wu-sao –> Man Sao (“mano che cerca”), la mano più avanzata, Wu Sao (“mano che protegge”), la mano arretrata
  • ecc.

Ps. C’è anche chi ricorre alle pose più o meno fantasiose che certa filmografia ci ha reso familiare.

Ognuno ovviamente sostiene la bontà della propria impostazione motivandola più o meno tecnicamente, ma parlando di difesa personale nell’imminenza di un attacco si tratta di una guardia nascosta, diversamenet è meglio che attacchi perchè mettersi in guardia davanti a qualcuno l’unica cosa che capisce è che vuoi fare a botte.

Quello che però devi capire è che la posizione di guardia è un elemento fondamentale, capace in alcuni casi di decidere la sorte di un’aggressione, per esempio dissuadendo l’energumeno dal procedere nei suoi propositi o mettendoti nella condizione di non venire sorpreso da un attacco improvviso.

La posizione di guardia nell’imminenza di un attacco è costituita da due aspetti:

  • tecnico
  • psicologico

entrambi devi studiarli in ogni dettaglio.

Cominciamo dall’aspetto tecnico: una posizione di guardia, qualunque essa sia, ha lo scopo di rendere agevole l’esecuzione delle varie tecniche, dei vari movimenti o, se si preferisce, di tutte le tattiche offensive e difensive che si è capaci di attuare.

Per questo il pugile, che usa esclusivamente i pugni per colpire, si mette in quella posa funzionale al tipo di azione che deve compiere.

Il praticante di Muay Thai preferisce una postura col baricentro più alto, favorevole all’utilizzo dei calci.

Il praticante di Jiu Jitsu preferisce una postura col baricentro più basso, favorevole all’utilizzo delle proiezioni.

Ulteriori elementi che determinano la posizione di guardia, sono il mantenimento dell’equilibrio (indispensabile per resistere ad un attacco), la necessaria mobilità (indispensabile per attaccare e schivare)  e la protezione dei punti vitali del corpo.

Così, a seconda della disciplina appresa, i marzialisti opteranno per una posizione mobile e relativamente eretta (per esempio come la guardia “alta” dei pugili) o all’estremo opposto per una posizione più rigida, dal baricentro molto basso, come nel Karate Shotokan, dove alla mobilità saettante del pugile si preferisce ricorrere a colpi singoli e devastanti con le braccia e le gambe.

Dal punto di vista psicologico, la posizione di guardia è la rappresentazione in termini di linguaggio corporeo del nostro essere pronti a reagire, e di essere in grado di farlo in modo tecnicamente efficace.

Riassunto, vuoi fare a botte!

Parlando di difesa personale la domanda che devi portu è la seguente: se ti trovi nell’imminenza di un’aggressione, è utile ed opportuno assumere una posa da combattimento, ispirata ad un’arte marziale tradizionale?

La risposta è NO!! , sia per motivazioni psicologiche che tecniche.

La prima considerazione da fare è in termini di adeguatezza al contesto e allo scenario tipico di un’aggressione.

La strada non è la palestra.

Un conto è fare sparring o kumite tra le mura sicure della palestra, un conto è fronteggiare un personaggio subdolo e mutevole come un aggressore moderno.

Si tratta di un mondo senza regole, dove l’unica cosa he devi sapere è… che non ci sono regole.


Non è detto che veniate sfidati in modo aperto dal vostro carnefice, quello potrebbe avvicinarsi con un pretesto per poi colpirvi a tradimento, oppure potrebbe litigare con voi e colpirvi un attimo dopo avervi detto prorpio che non vuole litigare!.

Che veniate o meno sfidati a singolar tenzone, che siate o meno avvicinati con fare sospetto, reagire mettendovi in posa da combattimento è dannoso per una serie di motivi:

Automaticamente si innalza il livello dello scontro, favorendo un’escalation e quindi l’esito cruento.

Se qualcuno si avvicina a te per litigare e voi vi mettete subito in posa da pugile, con i pugni bene in vista, automaticamente l’altro si sentirà sfidato e una banale scaramuccia verbale si trasformerà in un combattimento.

Peggio ancora per le persone che pur non possedendo alcuna preparazione tecnica marziale , si mettono in posa alla Bruce Lee solo perché l’hanno visto fare al cinema. Pazzia, come il presentarsi ad una sparatoria con una pistola giocattolo.

Le donne che praticano arti marziali sono particolarmente a rischio, da questo punto di vista, in quanto il molestatore, o l’aspirante stupratore appena incontrato, potrebbe cogliere l’aspetto di sfida comunicato da una posa da combattimento, in termini di provocazione sul piano del proprio ego virile, attaccando così con tutta la forza di cui è capace perchè davanti non hai una persona per bene e magari è uno a cui piace picchiare le donne, le da piacere, riempie il suo ego.

C’è anche un aspetto di inadeguatezza al contesto normativo di cui tener conto perchè come sai, quasi mai i testimoni (se ci sono) intervengono in difesa di chi ne ha bisogno.

La polizia dal canto suo, nel caso in cui dovesse intervenire, una delle prime cose che fa è proprio quella di identificare i presenti allo scopo di raccogliere la loro versione dei fatti. Immaginate cosa succede se uno di questi testimoni dice “beh, a un certo punto quello lì si è messo in guardia come Tyson e gli ha tirato un pugno…”, alla fine diventi tu l’aggressore!.

Una delle sensazioni che provo, in questi casi, è come agli occhi della Legge nessuno sia più inviso del cittadino che si difende da un criminale: più degli articoli del Codice di Procedura Penale che normano la legittima difesa, quello che sorprende maggiormente è l’interpretazione restrittiva che tendenzialmente ne danno giudici e magistrati.

Non sia mai che si scopra che colui che si è difeso pratica arti marziali: il giudice o magistrato, salterebbe sulla sedia chiedendogli perché mai, avendo un tale addestramento, non ha reso innocuo l’ aggressore con una leggera torsione del braccio, anziché metterlo al tappeto con un pugno sul mento.

Quindi la posizione di guardia da strada, che pure in qualche modo è necessario assumere, deve soddisfare una serie di esigenze in più rispetto a quanto avviene in palestra.

Le arti marziali in genere non offrono soluzioni convincenti, anche se il Jeet Kune Do e il  Krav Maga, che sta diventando di moda in questi ultimi anni, sembra per lo meno prendere in considerazione il problema.

Queste arti marziali o sistemi che si propongo come metodi di combattimento da strada (anche se nel caso del  krav maga le sue origini sono di tipo militare) prevedeono entrambe ma nel caso del Jeet Kune Do è la prima guardia che viene insegnata, una posizione di guardia subdola ed ingannevole, con le mani alte ed aperte, con le palme in avanti, quasi nell’atteggiamento di chi non vuole nuocere.

Ve la ricordate Jennifer Lopez nel suo film “via dall’incubo”? Nella scena madre, affronta il cattivo (nonché marito, nel film) Billy Campbell in un duello mortale dove alcune inquadrature suggestive hanno come protagonista la bella Jennifer in quella strana e contradditoria posizione di guardia.

L’aspetto subdolo e contraddittorio della posa del JKD e del Krav Maga consiste in una sua doppia valenza: di resa apparente (non voglio nuocere) e di prontezza all’azione.

Quelle mani aperte, infatti, possono scattare in avanti repentinamente e colpire bersagli vitali, o capaci di incapacitare in un attimo l’avversario: occhi, gola, per esempio.

Questa illustrazione, ci consente di introdurre uno degli aspetti fondamentali in termini di tattica e strategia, da tenere nell’imminenza di un combattimento: la dissimulazione.

Se vogliamo parlare di quale posizione assumere nell’imminenza di un’aggressione, dobbiamo prima fare un piccolo passo indietro e chiarire che l’aggressione in realtà è un evento quasi sempre suddiviso in fasi.

Difficilmente l’aggressore si materializza dal nulla, a mezzo metro da noi,  e comincia a massacrarci di botte: quasi sempre, invece, si verificano dei rituali di avvicinamento, magari molto rapidi, che in qualche modo sono caratteristici di ciascuna tipologia di aggressore.

Può trattarsi di un pretesto, oppure di un'”intervista” fatta di intimidazioni e minacce.

Comunque vadano le cose, la sequenza di avvenimenti che portano alla violenza, in genere inizia ad una certa distanza, seguita da un progressivo avvicinamento fisico dei contendenti.

Da questo deriva il fatto che, qualunque sia la posizione di guardia che hai scelto, è inutile ed inopportuno mettersi in tale posa quando l’altro è ancora a distanza.

Se l’energumeno è ancora a qualche metro da noi e non sembra ancora deciso ad avvicinarsi, per prima cosa possiamo tentare di fare un po’ di de-escalation  magari utilizzando le tecniche di comunicazione assertiva di cui abbiamo spesso parlato.

Dal punto di vista posturale si tratterebbe semplicemente di attuare un modo corretto di stare di fronte ad un individuo di cui non si conoscono le intenzioni, con una postura rilassata ma pronta ad entrare in azione.

Solo se la situazione precipita e il tuo aggressore si avvicina troppo, allora occorre che assumi immediatamente una posizione di guardia vera e propria, ma con precise caratteristiche e finalità:

  • Cercare di calmare o dissuadere il picchiatore
  • Proteggere il tuo corpo il più possibile
  • Consentire una reazione rapida ed efficace in caso di attacco
  • Consentire un fulmineo “attacco preventivo” qualora si capisca che la situazione non è più gestibile.
  • Comunicare con gli eventuali testimoni i quali, guardando la scena, devono capire al volo che l’aggressore non sei tu.

La “tua” posizione di guardia, deve dissuadere ma non provocare, deve essere eretta, rilassata, con la testa ben indietro, con le braccia e le gambe posizionate in modo da delimitare la distanza che il tuo aggressore non può varcare senza colpirvi (ed essere colpito).

Non stare con le braccia a penzoloni o le gambe larghe per fare vedere che non hai paura e che sei un duro: ti prendi subito un pugno in faccia o un calcio nelle palle.

Non sottovalutare MAI il tuo aggressore o giocare ad avere un atteggiamento da duro.

Tieni le braccia alte, protese in avanti ma non troppo, con i gomiti bassi che proteggono il corpo, con le mani aperte, le dita verso l’alto e all’altezza del viso (ricordate il Papa: “pace e bene” ). Non tenete le braccia tese e rigide, muovetele con un movimento continuo ma lento, su e giù, nel gesto di chi vuol riportare qualcuno alla calma.

Chi ti vede, deve farsi l’idea che stai cercando di calmare e di  tenere a distanza il tuo aggressore.

Le tue mani in avanti in realtà sono la tua protezione (se la postura è corretta l’avversario non riesce a prendere di mira uno dei vostri punti vitali, disturbato anche dal movimento ritmico delle braccia), e sono le tue antenne.

L’aggressore potrebbe scattare in avanti, ma prima di colpirvi dovrebbe prima toccare le vostre  mani o il vostro braccio.

Attenzione alla posizione delle vostre gambe: il peso del corpo deve essere sulla gamba posteriore con la punta nella direzione dell’aggressore mentre quella anteriore che è alleggerita del peso, deve essere pronta  ad alzarsi per stoppare un calcio in arrivo o una carica dell’aggressore con il piede verso l’interno di circa 30 gradi.

Questa posizione delle gambe costituisce una protezione passiva del basso ventre: si noti la vista frontale con la punta del piede avanti ruotata, insieme al ginocchio,  verso il centro del corpo. Questa posizione, pur consentendo ancora un buon equilibrio, costituisce una protezione efficace dai calci all’inguine.

Questa posizione è un dettaglio di una importanza incredibile!. Ricordati che non è sport da combattimento è il calcio nelle palle è qualcosa che spesso viee usata se lasci lo spazio.

Non restare mai frontale all’agressore ma cerca di restare in diagonale dal lato della sua mano e gamba avanzata: lui cercherà di spostarsi e di girarti attorno cercando un bersaglio, ma tu devi a tua volta spostarti, cercando di mantenere la posa “dissuasiva” e, contemporaneamente, cercando di portarti sul suo lato debole (quello del braccio e della gamba avanti come ti dicevo prima), perchè è meno carico rispetto agli arti dietro.

Se lui dovesse avvicinarsi o scattare verso di voi, non appena senti il contatto o vi sfiora, afferra il suo braccio debole quello avanti (sarebbe quello più vicino a te se hai fatto tutto bene) e colpisci con tutta la tua forza, col tuo braccio più valido, possibilmente sulla mandibola, tra il mento e l’orecchio.

Ora non ha senso scrivere cosa fare perchè le variabili sono moltissime, ma quello che voglio dire è NON ESITARE A COLPIRE CON VIOLENZA, PER FARE MALE.

E continua a colpire o scappa lontano più che puoi e vai a denunciare l’accaduto.

La tua regola è salvarti la pelle! Stop, il resto viene dopo.

Andrea

Ung Moon, la forma dei 5 cancelli.

Ung Moon si traduce in “5 porte o cancelli”. Questa forma inventata da Bruce Lee risale ai primi tempi di abbandono del Kung Fu di Lee.

Attenzione, non è considerato parte del JKD, ma del Jun Fan Gung Fu (1960-66).

Anche se l’insegnamento della Ung Moon è stato abbandonato da Bruce Lee ad un certo punto del suo percorso, Dan Inosanto ha ritenuto che la forma fosse ancora utile per la formazione dei nuovi studenti di Jeet Kune Do, e ancora oggi è inserita nel programma Jun Fan Jeet Kune Do Curriculum / Program dell’Inosanto Academy.

Questa Forma non era destinata ad essere una forma statica, ma un modo per eseguire le quattro difese d’angolo e le combinazioni di base di intrappolamento.

Bruce la utilizzava come forma propedeutica per apprendere i metodi di difesa/offesa simultanei.

Che cosa è la forma Ung Moon?

L’Ung Moon è una forma inventata da Bruce Lee attorno al 1964-1965, durante l’epoca del Jun Fan Gung Fu, quindi prima della fondazione di Jeet Kune Do. Il nome “Ung Moon” significa “5 porte o bariere o cancelli”, in quanto, come concetto primario, insegna ad affrontare gli attacchi da cinque angoli

  • alto a sinistra,
  • in alto a destra,
  • in basso a sinistra,
  • in basso a destra,
  • in centro.

Bruce Lee credeva che le sequenze in questa forma era molto utile per i nuovi studenti per imparare alcune delle mosse fondamentali di Wing Chun, come l’attacco e la difesa simunitanei (Lin Sil Die Dar), le variazioni di Biu Jee (dita a lancia) e alcune opzioni per le colpire con le mani dopo il trapping (cattura).

  • Probabilmente ti stai chiedendo ma Bruce Lee non aveva abbandonato le forme?.
  • Perché devo imparare una forma in un’arte che dovrebbe essere” formless ” senza forma?.
  • Bruce Lee stesso sosteneva che le forme sono modelli morti che non portano alla verità in combattimento, quindi perchè?”

Questo tema può innescare sicuramente una lunga discussione sulla comprensione dell’aspetto “formless” del JKD, ma voglio dirti che la Ung Moon è insegnata nel curriculum Jeet Kune Do per motivi storici, poiché la fondazione di JKD è il Jun Fan Gung Fu, ma anche perché ha ancora valori indiscutibili per i principianti (e non solo) ed è per questo che come ti dicevo prima anche se l’insegnamento della Ung Moon è stato abbandonato da Bruce Lee ad un certo punto ma Dan Inosanto ha ritenuto che la forma fosse ancora utile per la formazione dei nuovi studenti di Jeet Kune Do, e ancora oggi è inserita nel programma Jun Fan Jeet Kune Do Curriculum / Program dell’Inosanto Academy.

L’esecuzione della forma Ung Moon

Nell’ Ung Moon ogni movimento viene eseguita prima con il lato sinistro del corpo e poi con quella destra. Prima di iniziare la sequenza effettiva devi eseguire il Gin Lai (saluto), seguito da Yee Chi Kim Jang Ma (posizione neutrale di Wing Chun) e da Bi Jong (posizione di combattimento) con la giusta distribuzione del peso.

Una particolarità dell’Ung Moon è che l’intera forma viene eseguita dicendo i nomi delle mosse, che è un buon modo per memorizzare i nomi, in realtà e personalmente penso che il fatto di aggiungere l’elemento vocale nella sincronizzazione con le mosse aiuta a costruire fiducia nello studente e come insegnante è possibile valutare l’esecuzione della forma anche dal suono vocale, dal livello di voce e dall’empatia. Lo vedo come un modo per esprimere l’interiorizzazione del movimento riflesso nella decisione nel comunicarlo vocalmente. Non è qualcosa di essenziale ma un metodo che preferisco comunicarti e che puoi usare anche in altri contesti.

La sequenza

Ecco la sequenza. La forma è suddivisa in 5 sezioni (ho messo uno spazio e colori differenti per indicare le sezioni). Sono 16 movimenti (Biu Gee – Boang Sao – Lop Sao) è un prefisso per ciascuna delle mosse che seguono.

Le seguenti parole potrebbero essere scritte in modo diverso (è cinese-cantonese e alcuni lo pronunciano in modo diverso rispetto ad altri, ma la fonetica dovrebbe essere la stessa).

1) Tan Sao Da

2) Biu Sao Da

3) Ha Woang Pak Da

4) Goang Sao Da

5) Ha Pak Da

 

6) Loy Woang Pak Biu Jee

7) Noy Woang PakBiu Jee

8) Noy Biu Jee

9) Loy Biu Jee

10) Toy Sao Biu Jee

 

11) Go Lon Sao Da

12) Lon Sao Da

13) Lon Sao Da: Go, Ha, Go

 

14) Pak Sao, Jik Dum Tek

15) Kow Sao, Juk Tek

 

16) Biu Gee – Boang Sao – Lop Sao:

a) Chung Choy

b) Gua Choy

c) Lau Sing Choy

d) Sut Sao

e) Sot Que

f) Gin Choy

g) Jik Jern (or Dim Jern)

h) Juan Jern

 

Questi sono gli elementi essenziali dietro la forma di Ung Moon. Se sei un praticante di Jeet Kune Do, dovresti imparare questa forma. Non è una forma difficile da imparare, e come per tutte le forme, ottiene il suo valore nella ripetizione, quindi anche quando hai assimilato e interiorizzato questa forma continua a praticarla regolarmente.

Considera che si tratta di uno degli studi di Bruce intermedi prima dell’abbandono totale delle forme quando probabilmente sentiva ancora in se i retaggi del Kung Fu, ma si tratta comunque di un approccio interessante per lo studio di un concetto fondamentale di parata e attacco simultaneo.

Sicuramente da conoscere ed esplorare.

Buona Ung Moon

Andrea

La citazione del giorno 051 – Yip Man


“Non combattere con la forza, assorbila, e falla scorrere, usala”.

Yip Man

La citazione del giorno 046 – Bruce Lee

L’acqua stagnante imputridisce…
Continua a scorrere amico mio, continua a scorrere

Bruce Lee

Le 7+1 arti marziali che devi assolutamente conoscere


Ora il panorama delle arti marziali è vastissimo. In questo articolo ti ho elencato le arti marziali esistenti nel mondo divise per aree geografiche, come puoi vedere sono moltissime perchè ogni popolo e nazione in base alla propria cultura e le influenze dei paesi vicino ha sviluppato dei propri sistemi per difendersi. Alcuni sistemi hanno continuato ad evolversi, altri purtroppo si sono persi ma ci sono tra le centinaia di sistemi alcuni che oggi rappresentano una sorta di passaggio obbligato nella tua esperienza se vuoi affrontare a 360 gradi ma per come la vedo io in maniera 3D (tridimensionale) il combattimento e la difesa personale.

Trascurare alcuni aspetti significa avere una lacuna che è plausibile ma voglio che ne sei consapevole e che lavori per colmarla.

Una prima suddivisione importante è tra le arti marziali tradizionali e non tradizionali dove già esiste una grossa distinzione ma la distinzione ancora più importante ritengo che sia tra lo sport e la difesa personale.

Come sai il “taglio” di questo blog non è sulle arti marziali tradizionali ma è sulla difesa personale (nel senso più diretto  e ampio del termine) e sugli sport da combattimento (come la Muay Thai, il pugilato, il Jiu Jitsu e le MMA) ma voglio che anche se tu pratichi sistemi tradizionali segui questo blog perchè sono sicuro che troverai spunti interessanti da applicare nella tua arte e perchè so che indipendentemente da quello che si pensa la grossa differenza sta nel modo con cui alleni le cose.

Spesso le arti marziali più efficaci lo sono non per i tipo di colpi comuni spesso a tutti i sistemi ma nel mondo in cui allenano questi colpi e all’approccio che hanno allo studio e al combattimento.

La parte più complicata per rendere una arte marziale efficace è il metodo, questa è la parte più complicata di un maestro o di un allenatore.

Come ormai sai se segui il blog è inutile parlare di difesa personale senza allenarla realmente e l’unico modo per farlo è passando attraverso lo sport e attraverso l’utilizzo di protezioni ma per quanto una simulazione può essere estremizzata non avrà mai la carica emotiva e adrenalinica di una situazione reale, ma la vera fortuna è allenarla ma non provarla mai.

Ps. In questo articolo ti spiegavo il mio pensiero Street o sport – il falso probema che divide!

Anche se il panorama marziale è enorme, sono consapevole ed è giusto che tu segui il tuo percorso e il tuo interesse, ma ci sono delle arti marziali che non puoi non praticare.

Lo so è impegnativo, ma il tuo percorso marziale deve avere nel tempo dei passaggi obbligati se vuoi veramente progredire.

Quello che ti sto dicendo non è una mia opinione ma è il risultato di una selezione naturale che è avvenuta in scontri reali e che hanno portato a una piccola lista propedeutica se vuoi essere un ottimo fighter sportivo ma ancora in qualche modo “più importante” se vuoi diventare un esperto di difesa personale, un campo ancora più vasto per le variabili in gioco.

Queste sono le specialità che devi imparare:

1 – Muay Thai

2 – Boxing and Dirty Boxing

3 – Jeet Kune Do

4 – Jiu Jitsu

5 – MMA (Mixed Martial Arts – Arti Marziali Miste)

6 – Kali Filippino

7 – Krav Maga 

+1 –> La scherma corta di coltello

Ora come puoi ben capire il percorso è complesso e richiede un impegno importante, ma il percorso marziale dura una vita e tutti i sistemi si fondono insieme, non sono slegati e la curva di apprendimento con il tempo sale perchè le tue capacità migliorano e perchè hai una comprensione delle tue biomeccaniche e dei movimenti più consapevoli.

Questo si traduce in una migliore capacità di apprendimento che ti semplifica il lavoro rispetto a quando sei un principiante. Ora se sei un principiante sai da dove partire senza perdere tempo ma rispetta sempre il tuo gusto ma non restare mai nella tua zona di confort.

Come puoi immaginare l’età non gioca mai a tuo favore in questo tipo di attività quindi il mio consiglio è pratica lo sport da combattimento da giovane (boxing, Muay Thai, Jiu Jitsu, MMA) e nel frattempo approda anche nella difesa personale e crescendo esplora sempre più in profondità i sistemi di difesa personale.

Ps. Nulla vieta di fare diversamente però è importante che dedichi del tempo a queste discipline e te lo dico già, non basta tre volte alla settimana 1,5 ore, ma quando sei più giovane te lo puoi permettere crescendo gli impegni cambiano e capisco che è complicato ma comunque devi partire da dove sei.

Imparare la Muay Thai o il Jiu Jitsu a 40 anni lo puoi fare ma ci sono delle cose che limitano il tuo approccio a meno che tu non sia sempre stato un super sportivo, ma ricordati che anche se sei già “maturo” e il tuo percorso è la difesa personale non puoi non integrare sport come il pugilato e la muay thai, e almeno le tecniche della cintura blu del Jiu Jitsu.

Ora perchè queste 7 arti + 1?. Semplice,  lì trovi tutto quello che ti serve indipendentemente dai tuoi gusti. Attenzione, non significa che non lo puoi trovare in altre arti, ma come metodo ,approccio, specificità lì trovi tutto quello che serve per poter diventare efficace.

Non mi piace l’approccio alle arti marziali cinematografico e con uno studio esagerato della tecnica senza la vera pratica che è il combattimento e lo sparring. Lo studio della tecnica è la base , il principio, l’inzio, anzi per come la vedo io non hai fatto ancora nulla. Troppo spesso vedo un approccio troppo sbilanciato verso la tecnica e poco nell’applicazione pratica anche se tanti sostengono il contrario ma siamo stati tutti nelle palestre e lo vediamo.

Non serve che menti a te stesso.

Non critico chi gestisce la didattica in termini troppo didattici, ma il mio approccio e differente, basato su una didattica e programmazione di allenamenti scritta e programmata in base a livelli, facendo un vero e proprio bilanciamento delle competenze e delle capacità atletiche.

Devo vedere che Tu progredisci e di conseguenza anche io. 

Ps. L’approccio leggero c’è anche per una ragione di sicurezza, dove le palestre non vogliono problemi e non tutte le persone accettano di fare sparring realmente, e questo porta a fare un sbilanciamento delle lezioni troppo verso il “basso” lasciando spazio alla teoria (anche se fatta di pratica) ma che non è combattimento, il mio obiettivo non è renderti bello da vedere ma efficace e anche bello da vedere :-).

Ora le brevi descrizioni che seguiranno non vogliono essere un trattato ma una breve illustrazione del perchè queste 7 + 1 arti sono importanti se le inserisci nel tuo background:

Muay Thai: utilizzi colpi di pugno, di gomito, di ginocchio, di calcio e il famoso clinch.

Boxing: è la scuola per imparare la distanza media, non puoi non fare pugilato.

Jeet Kune Do: è un vero e proprio studio del combattimento perchè non sono i colpi in che contiene l’arte di per se ma il suo approccio, come usarli, le 5 vie di attacco, le strategie, lo studio delle economie di movimento e del timing ( ps. serve una scuola seria). Ci sarebbe da parlare molto ma è una vero e proprio laboratorio di studio degli “ingredienti” marziali.

Jiu Jitsu con Gi e No Gi: i sistemi di lotta a terra in generale, NON li puoi escludere dalla tua formazione. Chi ti dice il contrario non conosce la realtà della difesa personale e non conosce la pericolosità dei sistemi di lotta in più il Jiu Jitsu utilizzando il gi ti permette di imparare a utilizzare gli abbigliamenti a tuo favore per controllare, bloccare, soffocare.

grip Jiu Jitsu

MMA: le arti marziali miste legano tutte le transizioni, in piedi, a terra, le proiezioni, ecc. E’ la cosa che si avvicina di più alla realtà rimanendo nello sport ed escludendo le armi. L’apertura mentale di questo sport ti aiuta ad aumentare la visione tridimensionale del cobattimento.

Kali Filippino: ti permette di esplorare molti dei settori a mano nuda e con le armi, uno dei sistemi marziali più completi per la difesa personale, non è solo bastone ma sicuramente ti permette di comprenderne le sue potenzialità e di esplorarne il combattimento. Le 12 aree del Kali filippino  ti fanno rendere conto della vastità di questo sistema e chi ti dice che il kali è il combattimento con il bastone non sa nulla, è uno dei sistemi di combattimento più completi al mondo.

Krav Maga: ti insegna il maneggio delle armi da fuoco e ti fornisce anche delle conoscenze sulla prevenzione da possibili scenari di violenza evitando di esporti a pericoli e tecniche di de-escalation da aggressori. Allenamenti di drills sotto stress ti abitua a reagire anche in condizioni di sorpresa. Ti fornisce una infarinatura generale dello striking e fa diversi studi situazionali di situazioni di difesa a mano nuda e armata. Inutile se non pratichi e integri anche sport da combattimento.

+1 –> La scherma corta di coltello: E’ qualcosa che devi fare a parte, ho aggiunto appositamente questo +1 perchè il combattimento di coltello è una delle questioni più complesse e controverse quando si parla di difesa personale. Va studiata a parte anche se alcuni sistemi integrano lo studio del coltello ma la complessità richiede uno studio specifico anche se per esempio nel kali è dato molto spazio e ha delle aree specifiche ma ritengo che sia necessario un focus ancora più mirato. Va esplorato con approcci differenti, sul blog trovi diversi articoli sul tema.

Ora come puoi ben capire ognuna di queste ti fornisce delle caratteristiche necessarie che è necessario che tu abbia, non le puoi escludere perchè ti mancherebbe un tassello importante.

Esplora i tuoi interessi e anche altre arti marziali, anche io lo faccio, ma non escludere nel tuo percorso lo studio di queste!!

Buon viaggio, io seguo questo “percorso”, se anche tu vai in quella direzione sono con te!!

Andrea