Il concetto di intercettare e come fare sparring nella difesa personale

Sicuramente avrai sentito parlare di attributi del fighter, gli attributi sono delle qualità necessarie che devi sviluppare per essere un buon fighter, ma con il termine attributi si va ancora oltre perchè è un termine usato soprattutto per indicare ciò che costituisce il combattente di strada.

Il tuo coraggio, la tua potenza, la tua forza, la tua determinazione, il tuo killer instict (istinto omicida), il tuo timing, ecc. quindi stiamo parlando di caratteristichè che vanno al di là della tecnica.

Senza queste le qualità, le tue tecniche senza queste qualità non significano nulla ed è per questo che Bruce Lee ha enfatizzato gli attributi e ha praticato tecniche “meschine”.

Non basta la tecnica ma serve l’intenzione reale di fare male, sembra brutto dirlo ma si tratta di questo, la tecnica è come avere un arma ma non vuoi usarla perchè sai di fare male o addirittura uccidere, non ti serve a nulla se dietro non c’è un lavoro psicologico che ti fa switchare e diventare un killer nello stesso istante in cui percepisci la minaccia perchè in quella condizione tu hai solo due possibilità scappare o attaccare con la massima forza e violenza (gli animali fanno così).

Il problema non è allenare la tecnica ma gli attributi.

Gli attributi sono quelle cose che permettono di portare i tuoi strumenti (colpi)!

Stai guardando un fighter che tira i colpi, guardi le tecniche che usa e dici “Le conosco anche io, allora posso combattere. “No, non puoi! Devi essere in grado di addestrarti a usare quelle tecniche“.

Questa è la grossa differenza.

Spesso si vedono ragazzi che allenano la tecnica e anche con ottimo stile del gesto tecnico, poi quando “giocano” non riescono ad applicarla e questo perchè non hanno capito come funziona realmente il “gioco”.

Sono gli attributi che fanno funzionare una tecnica.

Allenare la tecnica ogni giorno ha una sua utilità chiaramente, ma imparare a usarla, questo è l’aspetto più importante. Quindi passare tutta la settimana a tirare low kick al sacco non significa che poi sai tirarlo veramente anche se è un pasaggio tecnico fondamentale allenarsi al sacco, ai pao, ecc.

Una delle domande che spesso le persone si chiedono è ma come si fa veramente la difesa personale da un punto di vista non di prevenzione ma di combattimento, quando ormai non c’è più niente da fare?

Una sola parola: INTERCETTARE!

Sicuramente se hai praticato Jeet Kune Do questa parola ti sarà familiare ma si tratta di questo, detto in altre parole anticipare le intenzioni del tuo aggressore.

Per strada se hai capito che quella discussione non può finire non puoi aspettare e lasciare l’iniziativa all’altro e quando hai tentato di fare de-escalation ma vedi che non c’è possibilità devi attaccare tu per primo, anticipando la sua intenzione che è quella di colpirti.

NON devi e NON puoi mai lasciare questo vantaggio!

Questo è il concetto che devi avere in testa, colpire subito e per primo, intercettare l’intenzione, non solo anticipare un colpo del tuo aggressore.

Ci sono persone in questo paese che dicono che stanno allenando lo sparring di difesa personale ma stanno facendo kickboxing e loro dicono che stanno facendo qualcosa di difesa personale, non è così!. Lo sparring della difesa personale non è lo sparring che si fa negli sport da combattimento anche se come più volte ho scritto sul blog, allenare lo sport è un passaggio fondamentale, ma qui ti sto parlando di un lavoro mirato di sparring con un focus diretto alla difesa personale.

Lo sparring da difesa personale è l’arte dell’intercettazione e per intercettare devi entrare nella distanza di cattura.

E devi avere un metodo di allenamento per essere in grado di arrivare a quella distanza di intercettazione per poter intercettare (scusa il gioco di parole). Si hai capito bene una distanza di cui spesso nessuno ti parla.

Esempio, se ci sono 2 persone in un ring che eliminano questa distanza, allora il ragazzo più grande vince, ed è per questo che ci sono le classi di peso.

Se qualcuno ti colpisce per intercettare il suo colpo e prendi in prestito quella frazione di secondo quando è dolorante e disorientato e segui rapidamente una furiosa ondata di pugni o gli butti addosso ginocchia, testa, morsichi e gomiti – ora stai mixando la tecnica.

Se qualcuno per strada è veloce con il jab e ha una buona struttura, è difficile da intercettare ed ecco perché Dan Inosanto ad esempio ha lavorato molto negli anni spiegando continuamente le distruzioni del Kali filippino per distruggere gli arti.

Il tuo aggressore tira un colpo, tu lo intercetti sollevando il gomito colpendo la sua mano e tu distruggi la sua mano, in questo caso si tratta di una distruzione, dopo capirai meglio ma è un livello inferiore dell’intercettazione perchè è una difesa attiva ma comunque di una efficacia incredibile. Con la sua arma distrutta tu ora puoi entrare in modo più sicuro e diretto.

Secondo te perchè nel pugilato non è peresso alzare i gomiti??

Ps. Ho visto video di formatori della CIA che fanno vedere tecniche di difesa attiva con i gomiti insegnati ai corsi di formazione dei loro agenti.

Intercettazione e distruzione, questi sono i due concetti principali che ti permetteranno di passare dallo sport alla difesa personale.

Per intercettare, devi essere nell’intervallo di tempo corretto.

Tutti combattono troppo da vicino: pugili, kickboxer, ecc. Perché è sport e che succede? Il ragazzo/a più grande e più forte vince.

La strategia di questo approccio per riuscire a intercettare è che devi essere un po “più avanti” per vedere il colpo arrivare. Quindi non lo pari solo – quello succede quando sei troppo vicino (sport) – devi essere più lontano per vederlo e intercettarlo.

Quindi un punto fondamentale è che devi capire la distanza, devi essere più lontano. Ora ti chiederai, “ma se sono così lontano, come posso mai colpirlo?

Usa quei 2 passi: step and slide e il pendulum , mescola questi due passi. Devi passare ore e ore per sviluppare e padroneggiare correttamente questi due passi e la loro mescolanza.

Ciò significa che quando l’aggressore ti invade lo spazio cercando di colmare il divario – “boom” – viene intercettato.

Se non puoi intercettare, non puoi entrare, e se non puoi entrare, non puoi fare testa a testa, pugni,  ginocchio o gomito con nessuno peggio ancora se è più grande e forte fisicamente di te.

Bruce pesava 58 kg, e Dan Inosanto non è un gigante, ma queste persone potrebbero passare attraverso un uomo come un coltello caldo attraverso il burro perché hanno la formula

Se ti dicessi di fare sparring con questa ottica senza darti un metodo non servirebbe, inizieresti a fare sport perchè è quello che hai sempre visto fare quindi, invece di chiederti di intercettare, ti scrivo un gioco, un sistema a punti che ti obbliga se vuoi vincere a usare questo, “The Intercepting Game”.

Con questo gioco ti assicuro che imparerai come intercettare senza che te ne accorgi.E’ necessario resettare e ricostruore le priorità nel combattimento da strada perchè non è sport.

The Intercepting Game” trasformerà lo sparring in una partita a scacchi. Se ne fai un gioco, la gente tenderà a tirare colpi e a fare sparring sportivo così come per magia ma se lo trasformi in un gioco a punti e tutti inizieranno a intercettare.

Il motivo per cui questo metodo di allenamento è stato progettato molti anni fa (non da me) è per fare cambiare le tue priorità.

La cosa più grande per te in questo momento è quella di colpire ma prova a farlo con un bestione  gigante di due metri e mezzo incazzato e non si accorge nemmeno che tu lo stai colpendo. Per “tirarlo fuori”, devi entrare nell’intervallo di cattura. Devi portare il tuo ginocchio nel suo inguine o in mezzo alla sua faccia o semplicemente non vincerai. Se non puoi colpirlo nei bersagli primari ma vuoi giocare testa a testa, dimenticalo, stai rischiando grosso.

Ps. L’alternativa è qualcosa di diametralmente opposto che è essere un super esperto di lotta, quello può essere un equalizzatore ma attenzione sei in mezzo alla strada, ti parlerò di di grappling per strada in un approfondimento specifico.

Per accedere all’intervallo di intercettazione, devi intercettarlo. La cosa più importante è intercettare. Questo è la cosa più importante nella scala di punteggio rispetto a colpire per poterti allenare correttamente nella difesa personale.

Devi ricostruire il concetto mentale come approccio al combattimento che conosci e per questo ti serve un metodo di allenamento con delle priorità.

Punti d’azione in questo metodo di allenamento:

  1. Intercettazione – 5 punti
  2. Distruzione: 4 punti
  3. Ingresso – 3 punti
  4. Fake – 2 punti
  5. Colpo – 1 punto

Ora in base al tempo che hai puoi fare il gioco a tempo:

  • 3 Round da 3 Minuti
  • 2 Round da 5 minuti
  • ecc.

Oppure a punti:

  • 20punti
  • 50 punti
  • ecc.

Quando sei fuori dal range (distanza) di cui ti ho parlato e intercetti, ottieni 5 punti che è il massimo punteggio in questo gioco. Ogni volta che il tuo avversario attacca e tu lo intercetti ottieni i tuoi cinque punti.

  • Se fa un passo verso di te, si prende una calcio nello stinco;
  • se lancia un calcio circolare, calcia dritto le palle;
  • se lancia un colpo di haymaker lo intercetti con un colpo di dito verso il suo occhio
  • ecc.

Quindi quando attacca, sente dolore e quando tu lo attacchi sente anche dolore.

Se intercettate 5 punti.

Con l’intercettazione colpisci il tuo avversario ancor prima che il suo attacco si apra completamente. La ferocia dell’attacco è raddoppiata perché prendi in prestito il suo slancio e lo accoppi con il tuo, un colpo di incontro.

Il tuo avversario dovrebbe soffrire abbastanza per essere intercettato e tu prendi in prestito quel secondo per piazzare la tua raffica di colpi. Intercetti e scaricho la tua raffica.

Sfrutta il suo momento di vulnerabilità.

Esempi:

  • Se non l’hai intercettato ma hai invece distrutto un arto, ad es. lui ti lancia un colpo di Jab o cross e tu lo incontri con la punta acuminata di un gomito e gli fai un danno alla mano – ottieni 4 punti.
  • Lo stesso se lancia un calcio alto e lo distruggi con un gomito al suo stinco.
  • Se lancia un calcio circolare basso alla tua coscia, incontri lo stinco con un ginocchio piegato che lo mette in un dolore incredibile.

Tutte le distruzioni degli arti portano 4 punti.

Distruggere un arto lanciato rende molto più facile per te sfruttare il suo momento di debolezza per entrare nella distanza di clinch e trapping in modo da poter usare i tuoi strumenti più barbari – ginocchia, testa e gomiti – per finire il combattimento.

L’intera idea del The Intercepting Game” è JKD ovviamente – è il modo per entrare nella gamma di trapping e di clinch nel modo più economico e sicuro possibile.

Facciamo il massimo danno fisico e psicologico all’avversario per portarlo in una condizione di svantaggio in modo da aprirlo ulteriormente agli strumenti più barbari per finire la lotta.

Dato che il tuo colpo di apertura lo mette in difficoltà inizia e mettersi in una modalità difensiva, hai molto meno da preoccuparti del suo attacco, sei tu a prendere il controllo e puoi iniziare in modo efficiente a usare gli strumenti che hai per colpire: ginocchia, calci alla testa e gomiti.

Solo con una tale strategia puoi combattere fuori dalla tua propria classe di peso. Senza questo approccio, il ragazzo più grosso di solito vincerà.

Se non riesci o non puoi né intercettare il tuo avversario né distruggere il suo arto ma in qualche modo lo hai “misurato” e sei entrato con un colpo dritto o schivando riuscendo ad afferrare il suo collo in clich – guadagni 3 punti.

L’esplosione diretta è un attacco aggressivo, puramente viscerale: una raffica ininterrotta di pugni dritti che sono molto difficili da difendere.

Gli avversari sono di solito senza speranza a raffiche di colpi dove è difficile difendersi soprattutto se non si ha una struttura difensiva.

Afferrandogli il collo/testa in clinch ti lascia con una buona struttura per sferrare colpi di ginocchio, testate o  gomitate.

Poiché sei in una posizione di attacco superiore, nel gioco The Intercepting Game” guadagni 3 punti.

Il fake è un concetto che ti permette di entrare in un intervallo di cattura molto rapidamente – nel Jeet Kune Do si chiama Progressive Indirect Attack (P.I.A.) – un metodo di colpire. Tu “inganni furtivamente” il tuo avversario con una distanza falsa e di copertura – progredisci – e attaccalo sul secondo, o talvolta anche il terzo, su una linea diversa. È indiretto perché la tua vera intenzione non è il primo colpo, un fake. Lo usi per guadagnare distanza per poter lanciare il secondo attacco, al fine di eliminare il tempismo del tuo avversario.

I migliori fighter sono spesso degli eccellenti tiratori di colpi fake perchè non puoi combattere un buon avversario con un semplice diretto, senza inserire qualcosa che lo fa muovere o scoprire dove vuoi tu.

Attack (S.D.A.) o con un Attack by Combination (A.B.C.).

Devi fingere di colpire il tuo avversario in un modo e attaccarlo in un altro modo.

Ad esempio, colpo fake in basso e lo attacchi alto, o viceversa e ottieni 2 punti per un fake o finta.

Infine come punti nell’ The Intercepting Game” ultimo e minimo è uno colpo singolo 1 punto.

Esempio:

  • Se lo hai attaccato dritto con un calcio alla coscia 1 punto.
  • Un pugno dritto in faccia, sempre 1 punto.
  • ecc.

Usando questa scala di punteggio, impari a ridefinire il tuo cervello con uno sparring orientato alla difesa personale.

Stai imparando che la cosa più importante è intercettare sia i colpi che l’intenzione.

Un bestione viene verso di te? Vedi solo il suo paio di palle che arrivano e lo intercetto con un calcio a uncino alle sue palle. Un ragazzo enorme ti da un pugno? Colpisci con le dita l’occhio.

Devi lavorare sui bersagli primari, non puoi fare a pugni come su un ring nella difesa personale dove non ci sono classi di peso, ecc.

Quindi qualcuno ti lancia un attacco pesante su di te, intercetta o distruggi un arto, e ora sei nella posizione di poter entrare – dritto dritto! – e questo con una furia di colpi.

Ps. Ricordate tutte l’intercettazione di ginocchio di Weidman contro il low kick Anderson Silva che le ha provocato addirittura la frattura di tibia e perone?. Questo per dirti che non si tratta solo di intercettare i pugni, si può applicare il metodo per ogni colpo, questo è un approccio molto usato nel Kali Filippino, ma la gente come gà detto più volte lo conosce solo per “ah si quello con il bastone!”

Quindi ora che comprendi il The Intercepting Game”, allenati isolando prima un punteggio alla volta.

Ad esempio:

  • Il tuo compagno di allenamento lancia solo un haymaker (un ampio, oscillante, pugno da strada ) e tu li intercetti con finger Jab (colpi di dita nell’occhio).
  • Poi passi a intercettare calci a turno con calci dritti alle palle.
  • ecc. con i colpi da strada e non solo non metterti dei limiti.

Costruisci una progressione.

Iniziare a intercettare tutti i colpi insieme se stai imparando non ti aiuta a imparare di intercettare tutti gli strumenti possibili in una volta. Semplifica all’inizio.

Isolare, quindi progredire, questa è la chiave.

Quindi impara a colpire i bersagli primari e a fare le rotture poi procedi anche per imparare a distruggere le membra e gli organi.

Puoi passare anche 2 mesi, forse imparando solo a distruggere un jab. Ma puoi star sicuro che alla fine di quel periodo nessun jab ti supererà.

Il modo in cui ti alleni diventa il modo in cui combatti.

Se capisci che per te è importante intercettare, e dovrebbe esserlo se fai difesa personale, devi allenarti in quel modo.

Se fai sempre sparring con un ottica sportiva e poi speri di intercettare, non lo farai mai.

Questo sistema ti insegna come “entrare” con timing in un individuo con una efficacia incredibile, rendendo anche i colpi singoli da un punto molto più efficaci.

E’ un metodo di allenamento e un approccio che ti fa evolvere.

Non sono le tecniche in realtà le cose importanti ma è come lo fai.

Dan Inosanto ha raccontato cosa faceva Bruce Lee quando faceva sparring leggero. “Gli piaceva dare un calcio alla faccia, dare un high kick… Ho visto lui una volta fare una ruota e dare un pugno all’indietro …”

Poi ha  detto che cosa faceva quando era veramente uno sparring serio. “Intercettazione e esplosione diretta.” Tutto il tempo? “Ogni volta che faceva sul serio, che era una volta alla settimana.”

Quindi hai bisogno di un metodo. Le tecniche vengono dalla costruzione di fondamenta, che sono tutto quello che sta dietro la tecnica. Non puoi far funzionare le tecniche se non hai un metodo di allenamento, sono le tue fondamenta.

Devi intercettare e scattare. Questo è il modo che ti permette di capire le fondamenta che stanno dietro la tecnica e non c’è modo migliore dell’intercettazione per mettere qualcuno “fuori uso”.

Le tecniche sono lì solo se si sbaglia l’intercettazione, cosa che accade molte volte. Quindi perché enfatizzare troppo le tecniche? Le “fondamenta”, o metodo di allenamento, o filosofia, o qualsiasi modo con cui scegli di chiamare questa cosa, deve venire prima. Quindi segui questo gioco The Intercepting Game” e segui la regola dei punti che ti ho detto.

Allenati in questo!!

Un modo divertente di imparare e studiare bene come intercettare prima. Se non puoi, distruggi automaticamente gli arti. Non si riescie, è tempo di entrare direttamente. Se l’opportunità non si verifica, usa le finte con il tuo avversario e colpisci. In caso contrario, colpisci direttamente – e ciò conta come un singolo punto.

Alla fine delle sessioni di allenamento analizza cosa è successo. Fai questo.

Ora stai facendo sparring per la difesa personale, non stai facendo più sport.

Ti sei spostato dalla tua classe di peso. Ora puoi fare sparring con un avversario più grande.

ATTENZIONE!! Indossa sempre le attrezzature di protezione per fare sparring una o due volte alla settimana: cascchetto, guantoni da boxe, parastinchi, ginocchiere, cosciali e conchiglia inguinale.

Sparring a piena forza usando la strategia di gioco secondo The Intercepting Game”. .

Questo è un metodo corretto di allenare lo sparring da difesa personale ed è un metodo spesso utilizzato da moltissimi anni nel Jeet Kune Do & Kali anche se spesso molti si perdono dimenticando gli insegnamenti lasciati da Lee e proseguiti con grande capacità da Dan Inosanto.

Usa queste informazioni ma non dimenticarti di me!

Andrea

 

La frusta verde di Bruce Lee non è la bacchetta magica di Harry Potter.

La frusta verde di bambù di Bruce Lee che lui ha usato per spiegare in maniera efficace come rompere il ritmo, il famoso Broken Rhythm.

Dato che JKD è un sistema senza posizioni fisse, Bruce voleva dimostrare vividamente attraverso l’uso di armi non convenzionali che non era affiliato ad alcuno stile o filosofia di arti marziali tradizionali.

La frusta, in questo caso, diventa una metafora della velocità, della flessibilità, dell’elusività e dell’imprevedibilità.

Fatta a mano per le esatte specifiche di Bruce Lee dei Golden Harvest Studios di Hong Kong, la frusta di bambù verde “Broken Rhythm” è una delle armi storiche più simboliche mai utilizzate nella storia del cinema nelle arti marziali

Questa unica frusta flessibile è stata progettata per aiutare a illustrare i principi fondamentali del suo rivoluzionario sistema di arti marziali, Jeet Kune Do.

La tecnica di Bruce Lee è chiaramente visibile durante la sua celebre sequenza di combattimento nella pagoda dove nel primo piano ha lo scontro con Guro Dan Inosanto nel film Game of Death.

Prima di affrontare nel film Dan Inosanto che è armato con due bastoni di Kali filippino rossi, Bruce fa dei commenti sulla frusta, dicendo: “Sai tesoro, questo Bamboo è più lungo, più flessibile e molto vivo … e quando la tua routine appariscente non posso stare al passo con la velocità e l’elusività di questa cosa qui, tutto quello che posso dire è che sarai nei guai “. Questo è quasi direttamente in linea con la sua affermazione che l’uomo è più importante di qualsiasi stile o sistema, un pezzo di legno morto che va contro un’arma flessibile che è “molto viva”.

Poi continua a “spiegare” al suo avversario mentre combatte, ma uno “strumento” usato per educare il pubblico e per sconfiggere il suo avversario, abbattendo la sua sicurezza che a sua volta lo rende meno aggressivo.Bruce Lee menziona anche il “Broken Rhythm”, un modo potente per confondere un avversario cambiando frequentemente il ritmo o il tempismo di un combattimento per lanciare un avversario alla sprovvista.

Straordinario! quello che faceva vedere in un “semplice” film che usava per fare conoscere la filosofia della sua arte.

La frusta di bambù è lunga 105 cm (45,5 pollici).

Bruce Lee era un vero innovatore in tutti i sensi, e quest’unica arma di bambù, rinforzata con un rivestimento protettivo gommato, è un esempio lampante della sua capacità di illustrare principi complessi attraverso mezzi visivi dinamici.

Bruce Lee adorava la Bamboo Whip così tanto che il titolo del suo prossimo film doveva essere Green Bamboo Warrior, e doveva essere centrato attorno a quest’arma.

La frusta di Bruce Lee è simile alla frusta Sjambok!

Il Sjambok o Litupa è una frusta di cuoio pesante ed è tradizionalmente costituita da una pelle di ippopotamo adulto (o rinoceronte), ma è anche comunemente realizzato in plastica.

Una striscia della pelle dell’animale viene tagliata e intagliata in una striscia lunga da 0,9 a 1,5 metri (da 3 a 5 piedi), che si assottiglia da uno spessore di circa 25 mm (1 in) al manico a circa 10 mm (3/8 in) al mancia. Questa striscia viene quindi arrotolata fino a raggiungere una forma cilindrica rastremata. La frusta risultante è sia flessibile che duratura.

Una versione in plastica è stata creata per la polizia sudafricana e utilizzata in modo efficace per il controllo antisommossa. È possibile acquistare Sjambok sintetico di alta qualità in polipropilene fatto dalla Cold Steel.

Il Sjambok aveva una varietà di usi, la più comune è la guida al bestiame, era molto usato dai Voortrekker che guidavano i loro buoi mentre migravano dal Capo di Buona Speranza ma ancora oggi, il Sjambok è usato dai mandriani per guidare il bestiame. Sono ampiamente disponibili in Sud Africa, da commercianti informali a negozi regolari da una varietà di materiali, lunghezze e spessori.

E’ un’arma efficace per uccidere i serpenti e allontanare i cani e altri aggressori e sono ancora portati in pubblico da molti neri sudafricani per l’autodifesa.

Molte famiglie sudafricane hanno in casa un Sjambok.

Un pò di storia

Il nome sembra essersi originato come Cambuk in Indonesia, dove era il nome di un’asta di legno per punire gli schiavi, in cui era probabilmente derivato dal Chabouk persiano. Quando gli schiavi malesi arrivarono in Sud Africa nel 1800, lo strumento e il suo nome furono importati insieme a loro, il materiale fu cambiato per nascondersi e il nome fu infine incorporato in afrikaans, scritto come Sjambok.

Lo strumento è anche conosciuto come Imvubu (ippopotamo in Zulu), Kiboko (ippopotamo in Swahili) e Mnigolo (ippopotamo in Malinké). Nelle colonie africane portoghesi e nello stato libero del Congo si chiamava Chicote, dalla parola portoghese per la frusta.

Nel Congo Belga, lo strumento era noto anche come Fimbo ed era usato per forzare il lavoro dalla popolazione locale attraverso la fustigazione, a volte fino alla morte. La tariffa ufficiale per la punizione in questo caso fu abbassata nel tempo da venti colpi a otto, poi (nel 1949) sei, e progressivamente quattro e due, fino a quando la fustigazione fu completamente bandita nel 1955. Nel Nord Africa, in particolare in Egitto, venne chiamata la frusta un Kurbash, dopo l’arabo per la frusta. Il termine Shaabuug è usato nella lingua somala; può anche riferirsi a una frusta di cuoio generica.

Il messaggio di Bruce nella sua metafora è molto importante perchè racchiude degli insegnamenti fondamentali se vuoi evolvere nel combattimento.

Andrea

Posizione di guardia nell’imminenza di un attacco

Nelle fasi iniziali di un’aggressione fisica, una posizione di guardia appropriata può rappresentare un elemento decisivo per risolvere la situazione.

Andiamo ad affrontare gli aspetti pratici di natura tecnica, psicologica e legale.

Spesse volte ricorre, specialmente tra i cultori delle arti marziali, il dilemma di quale posizione di guardia sia più indicata nell’imminenza di un attacco.

Anche qui ce n’è per tutti i gusti:

  • I pugili e gli stili filippini (panantukan) si presentano con la classica posa con i pugni alzati a coprire il viso, con le gambe leggermente flesse, molto mobili e rapidi nei movimenti.
  • I praticanti di lotta con il loro approccio con le mani avanzate e i piedi appoggiati a terra per intero per avere un baricentro basso
  • I Praticanti di Muay Thai con una guardia alta avanzata e il baricentro alto con i piedi con il tallone sollevato.
  • I marzialisti orientali, di scuola giapponese con le classiche posizioni di Kiba dachi: posizione del cavaliere (alcuni aggiungono “di ferro”),
  • I marzialisti che praticano arti cinese nella forma del loro stile,
  • I praticanti di Wing Chung nella loro tipica guardia, Man-sao, Wu-sao –> Man Sao (“mano che cerca”), la mano più avanzata, Wu Sao (“mano che protegge”), la mano arretrata
  • ecc.

Ps. C’è anche chi ricorre alle pose più o meno fantasiose che certa filmografia ci ha reso familiare.

Ognuno ovviamente sostiene la bontà della propria impostazione motivandola più o meno tecnicamente, ma parlando di difesa personale nell’imminenza di un attacco si tratta di una guardia nascosta, diversamenet è meglio che attacchi perchè mettersi in guardia davanti a qualcuno l’unica cosa che capisce è che vuoi fare a botte.

Quello che però devi capire è che la posizione di guardia è un elemento fondamentale, capace in alcuni casi di decidere la sorte di un’aggressione, per esempio dissuadendo l’energumeno dal procedere nei suoi propositi o mettendoti nella condizione di non venire sorpreso da un attacco improvviso.

La posizione di guardia nell’imminenza di un attacco è costituita da due aspetti:

  • tecnico
  • psicologico

entrambi devi studiarli in ogni dettaglio.

Cominciamo dall’aspetto tecnico: una posizione di guardia, qualunque essa sia, ha lo scopo di rendere agevole l’esecuzione delle varie tecniche, dei vari movimenti o, se si preferisce, di tutte le tattiche offensive e difensive che si è capaci di attuare.

Per questo il pugile, che usa esclusivamente i pugni per colpire, si mette in quella posa funzionale al tipo di azione che deve compiere.

Il praticante di Muay Thai preferisce una postura col baricentro più alto, favorevole all’utilizzo dei calci.

Il praticante di Jiu Jitsu preferisce una postura col baricentro più basso, favorevole all’utilizzo delle proiezioni.

Ulteriori elementi che determinano la posizione di guardia, sono il mantenimento dell’equilibrio (indispensabile per resistere ad un attacco), la necessaria mobilità (indispensabile per attaccare e schivare)  e la protezione dei punti vitali del corpo.

Così, a seconda della disciplina appresa, i marzialisti opteranno per una posizione mobile e relativamente eretta (per esempio come la guardia “alta” dei pugili) o all’estremo opposto per una posizione più rigida, dal baricentro molto basso, come nel Karate Shotokan, dove alla mobilità saettante del pugile si preferisce ricorrere a colpi singoli e devastanti con le braccia e le gambe.

Dal punto di vista psicologico, la posizione di guardia è la rappresentazione in termini di linguaggio corporeo del nostro essere pronti a reagire, e di essere in grado di farlo in modo tecnicamente efficace.

Riassunto, vuoi fare a botte!

Parlando di difesa personale la domanda che devi portu è la seguente: se ti trovi nell’imminenza di un’aggressione, è utile ed opportuno assumere una posa da combattimento, ispirata ad un’arte marziale tradizionale?

La risposta è NO!! , sia per motivazioni psicologiche che tecniche.

La prima considerazione da fare è in termini di adeguatezza al contesto e allo scenario tipico di un’aggressione.

La strada non è la palestra.

Un conto è fare sparring o kumite tra le mura sicure della palestra, un conto è fronteggiare un personaggio subdolo e mutevole come un aggressore moderno.

Si tratta di un mondo senza regole, dove l’unica cosa he devi sapere è… che non ci sono regole.


Non è detto che veniate sfidati in modo aperto dal vostro carnefice, quello potrebbe avvicinarsi con un pretesto per poi colpirvi a tradimento, oppure potrebbe litigare con voi e colpirvi un attimo dopo avervi detto prorpio che non vuole litigare!.

Che veniate o meno sfidati a singolar tenzone, che siate o meno avvicinati con fare sospetto, reagire mettendovi in posa da combattimento è dannoso per una serie di motivi:

Automaticamente si innalza il livello dello scontro, favorendo un’escalation e quindi l’esito cruento.

Se qualcuno si avvicina a te per litigare e voi vi mettete subito in posa da pugile, con i pugni bene in vista, automaticamente l’altro si sentirà sfidato e una banale scaramuccia verbale si trasformerà in un combattimento.

Peggio ancora per le persone che pur non possedendo alcuna preparazione tecnica marziale , si mettono in posa alla Bruce Lee solo perché l’hanno visto fare al cinema. Pazzia, come il presentarsi ad una sparatoria con una pistola giocattolo.

Le donne che praticano arti marziali sono particolarmente a rischio, da questo punto di vista, in quanto il molestatore, o l’aspirante stupratore appena incontrato, potrebbe cogliere l’aspetto di sfida comunicato da una posa da combattimento, in termini di provocazione sul piano del proprio ego virile, attaccando così con tutta la forza di cui è capace perchè davanti non hai una persona per bene e magari è uno a cui piace picchiare le donne, le da piacere, riempie il suo ego.

C’è anche un aspetto di inadeguatezza al contesto normativo di cui tener conto perchè come sai, quasi mai i testimoni (se ci sono) intervengono in difesa di chi ne ha bisogno.

La polizia dal canto suo, nel caso in cui dovesse intervenire, una delle prime cose che fa è proprio quella di identificare i presenti allo scopo di raccogliere la loro versione dei fatti. Immaginate cosa succede se uno di questi testimoni dice “beh, a un certo punto quello lì si è messo in guardia come Tyson e gli ha tirato un pugno…”, alla fine diventi tu l’aggressore!.

Una delle sensazioni che provo, in questi casi, è come agli occhi della Legge nessuno sia più inviso del cittadino che si difende da un criminale: più degli articoli del Codice di Procedura Penale che normano la legittima difesa, quello che sorprende maggiormente è l’interpretazione restrittiva che tendenzialmente ne danno giudici e magistrati.

Non sia mai che si scopra che colui che si è difeso pratica arti marziali: il giudice o magistrato, salterebbe sulla sedia chiedendogli perché mai, avendo un tale addestramento, non ha reso innocuo l’ aggressore con una leggera torsione del braccio, anziché metterlo al tappeto con un pugno sul mento.

Quindi la posizione di guardia da strada, che pure in qualche modo è necessario assumere, deve soddisfare una serie di esigenze in più rispetto a quanto avviene in palestra.

Le arti marziali in genere non offrono soluzioni convincenti, anche se il Jeet Kune Do e il  Krav Maga, che sta diventando di moda in questi ultimi anni, sembra per lo meno prendere in considerazione il problema.

Queste arti marziali o sistemi che si propongo come metodi di combattimento da strada (anche se nel caso del  krav maga le sue origini sono di tipo militare) prevedeono entrambe ma nel caso del Jeet Kune Do è la prima guardia che viene insegnata, una posizione di guardia subdola ed ingannevole, con le mani alte ed aperte, con le palme in avanti, quasi nell’atteggiamento di chi non vuole nuocere.

Ve la ricordate Jennifer Lopez nel suo film “via dall’incubo”? Nella scena madre, affronta il cattivo (nonché marito, nel film) Billy Campbell in un duello mortale dove alcune inquadrature suggestive hanno come protagonista la bella Jennifer in quella strana e contradditoria posizione di guardia.

L’aspetto subdolo e contraddittorio della posa del JKD e del Krav Maga consiste in una sua doppia valenza: di resa apparente (non voglio nuocere) e di prontezza all’azione.

Quelle mani aperte, infatti, possono scattare in avanti repentinamente e colpire bersagli vitali, o capaci di incapacitare in un attimo l’avversario: occhi, gola, per esempio.

Questa illustrazione, ci consente di introdurre uno degli aspetti fondamentali in termini di tattica e strategia, da tenere nell’imminenza di un combattimento: la dissimulazione.

Se vogliamo parlare di quale posizione assumere nell’imminenza di un’aggressione, dobbiamo prima fare un piccolo passo indietro e chiarire che l’aggressione in realtà è un evento quasi sempre suddiviso in fasi.

Difficilmente l’aggressore si materializza dal nulla, a mezzo metro da noi,  e comincia a massacrarci di botte: quasi sempre, invece, si verificano dei rituali di avvicinamento, magari molto rapidi, che in qualche modo sono caratteristici di ciascuna tipologia di aggressore.

Può trattarsi di un pretesto, oppure di un'”intervista” fatta di intimidazioni e minacce.

Comunque vadano le cose, la sequenza di avvenimenti che portano alla violenza, in genere inizia ad una certa distanza, seguita da un progressivo avvicinamento fisico dei contendenti.

Da questo deriva il fatto che, qualunque sia la posizione di guardia che hai scelto, è inutile ed inopportuno mettersi in tale posa quando l’altro è ancora a distanza.

Se l’energumeno è ancora a qualche metro da noi e non sembra ancora deciso ad avvicinarsi, per prima cosa possiamo tentare di fare un po’ di de-escalation  magari utilizzando le tecniche di comunicazione assertiva di cui abbiamo spesso parlato.

Dal punto di vista posturale si tratterebbe semplicemente di attuare un modo corretto di stare di fronte ad un individuo di cui non si conoscono le intenzioni, con una postura rilassata ma pronta ad entrare in azione.

Solo se la situazione precipita e il tuo aggressore si avvicina troppo, allora occorre che assumi immediatamente una posizione di guardia vera e propria, ma con precise caratteristiche e finalità:

  • Cercare di calmare o dissuadere il picchiatore
  • Proteggere il tuo corpo il più possibile
  • Consentire una reazione rapida ed efficace in caso di attacco
  • Consentire un fulmineo “attacco preventivo” qualora si capisca che la situazione non è più gestibile.
  • Comunicare con gli eventuali testimoni i quali, guardando la scena, devono capire al volo che l’aggressore non sei tu.

La “tua” posizione di guardia, deve dissuadere ma non provocare, deve essere eretta, rilassata, con la testa ben indietro, con le braccia e le gambe posizionate in modo da delimitare la distanza che il tuo aggressore non può varcare senza colpirvi (ed essere colpito).

Non stare con le braccia a penzoloni o le gambe larghe per fare vedere che non hai paura e che sei un duro: ti prendi subito un pugno in faccia o un calcio nelle palle.

Non sottovalutare MAI il tuo aggressore o giocare ad avere un atteggiamento da duro.

Tieni le braccia alte, protese in avanti ma non troppo, con i gomiti bassi che proteggono il corpo, con le mani aperte, le dita verso l’alto e all’altezza del viso (ricordate il Papa: “pace e bene” ). Non tenete le braccia tese e rigide, muovetele con un movimento continuo ma lento, su e giù, nel gesto di chi vuol riportare qualcuno alla calma.

Chi ti vede, deve farsi l’idea che stai cercando di calmare e di  tenere a distanza il tuo aggressore.

Le tue mani in avanti in realtà sono la tua protezione (se la postura è corretta l’avversario non riesce a prendere di mira uno dei vostri punti vitali, disturbato anche dal movimento ritmico delle braccia), e sono le tue antenne.

L’aggressore potrebbe scattare in avanti, ma prima di colpirvi dovrebbe prima toccare le vostre  mani o il vostro braccio.

Attenzione alla posizione delle vostre gambe: il peso del corpo deve essere sulla gamba posteriore con la punta nella direzione dell’aggressore mentre quella anteriore che è alleggerita del peso, deve essere pronta  ad alzarsi per stoppare un calcio in arrivo o una carica dell’aggressore con il piede verso l’interno di circa 30 gradi.

Questa posizione delle gambe costituisce una protezione passiva del basso ventre: si noti la vista frontale con la punta del piede avanti ruotata, insieme al ginocchio,  verso il centro del corpo. Questa posizione, pur consentendo ancora un buon equilibrio, costituisce una protezione efficace dai calci all’inguine.

Questa posizione è un dettaglio di una importanza incredibile!. Ricordati che non è sport da combattimento è il calcio nelle palle è qualcosa che spesso viee usata se lasci lo spazio.

Non restare mai frontale all’agressore ma cerca di restare in diagonale dal lato della sua mano e gamba avanzata: lui cercherà di spostarsi e di girarti attorno cercando un bersaglio, ma tu devi a tua volta spostarti, cercando di mantenere la posa “dissuasiva” e, contemporaneamente, cercando di portarti sul suo lato debole (quello del braccio e della gamba avanti come ti dicevo prima), perchè è meno carico rispetto agli arti dietro.

Se lui dovesse avvicinarsi o scattare verso di voi, non appena senti il contatto o vi sfiora, afferra il suo braccio debole quello avanti (sarebbe quello più vicino a te se hai fatto tutto bene) e colpisci con tutta la tua forza, col tuo braccio più valido, possibilmente sulla mandibola, tra il mento e l’orecchio.

Ora non ha senso scrivere cosa fare perchè le variabili sono moltissime, ma quello che voglio dire è NON ESITARE A COLPIRE CON VIOLENZA, PER FARE MALE.

E continua a colpire o scappa lontano più che puoi e vai a denunciare l’accaduto.

La tua regola è salvarti la pelle! Stop, il resto viene dopo.

Andrea

Ung Moon, la forma dei 5 cancelli.

Ung Moon si traduce in “5 porte o cancelli”. Questa forma inventata da Bruce Lee risale ai primi tempi di abbandono del Kung Fu di Lee.

Attenzione, non è considerato parte del JKD, ma del Jun Fan Gung Fu (1960-66).

Anche se l’insegnamento della Ung Moon è stato abbandonato da Bruce Lee ad un certo punto del suo percorso, Dan Inosanto ha ritenuto che la forma fosse ancora utile per la formazione dei nuovi studenti di Jeet Kune Do, e ancora oggi è inserita nel programma Jun Fan Jeet Kune Do Curriculum / Program dell’Inosanto Academy.

Questa Forma non era destinata ad essere una forma statica, ma un modo per eseguire le quattro difese d’angolo e le combinazioni di base di intrappolamento.

Bruce la utilizzava come forma propedeutica per apprendere i metodi di difesa/offesa simultanei.

Che cosa è la forma Ung Moon?

L’Ung Moon è una forma inventata da Bruce Lee attorno al 1964-1965, durante l’epoca del Jun Fan Gung Fu, quindi prima della fondazione di Jeet Kune Do. Il nome “Ung Moon” significa “5 porte o bariere o cancelli”, in quanto, come concetto primario, insegna ad affrontare gli attacchi da cinque angoli

  • alto a sinistra,
  • in alto a destra,
  • in basso a sinistra,
  • in basso a destra,
  • in centro.

Bruce Lee credeva che le sequenze in questa forma era molto utile per i nuovi studenti per imparare alcune delle mosse fondamentali di Wing Chun, come l’attacco e la difesa simunitanei (Lin Sil Die Dar), le variazioni di Biu Jee (dita a lancia) e alcune opzioni per le colpire con le mani dopo il trapping (cattura).

  • Probabilmente ti stai chiedendo ma Bruce Lee non aveva abbandonato le forme?.
  • Perché devo imparare una forma in un’arte che dovrebbe essere” formless ” senza forma?.
  • Bruce Lee stesso sosteneva che le forme sono modelli morti che non portano alla verità in combattimento, quindi perchè?”

Questo tema può innescare sicuramente una lunga discussione sulla comprensione dell’aspetto “formless” del JKD, ma voglio dirti che la Ung Moon è insegnata nel curriculum Jeet Kune Do per motivi storici, poiché la fondazione di JKD è il Jun Fan Gung Fu, ma anche perché ha ancora valori indiscutibili per i principianti (e non solo) ed è per questo che come ti dicevo prima anche se l’insegnamento della Ung Moon è stato abbandonato da Bruce Lee ad un certo punto ma Dan Inosanto ha ritenuto che la forma fosse ancora utile per la formazione dei nuovi studenti di Jeet Kune Do, e ancora oggi è inserita nel programma Jun Fan Jeet Kune Do Curriculum / Program dell’Inosanto Academy.

L’esecuzione della forma Ung Moon

Nell’ Ung Moon ogni movimento viene eseguita prima con il lato sinistro del corpo e poi con quella destra. Prima di iniziare la sequenza effettiva devi eseguire il Gin Lai (saluto), seguito da Yee Chi Kim Jang Ma (posizione neutrale di Wing Chun) e da Bi Jong (posizione di combattimento) con la giusta distribuzione del peso.

Una particolarità dell’Ung Moon è che l’intera forma viene eseguita dicendo i nomi delle mosse, che è un buon modo per memorizzare i nomi, in realtà e personalmente penso che il fatto di aggiungere l’elemento vocale nella sincronizzazione con le mosse aiuta a costruire fiducia nello studente e come insegnante è possibile valutare l’esecuzione della forma anche dal suono vocale, dal livello di voce e dall’empatia. Lo vedo come un modo per esprimere l’interiorizzazione del movimento riflesso nella decisione nel comunicarlo vocalmente. Non è qualcosa di essenziale ma un metodo che preferisco comunicarti e che puoi usare anche in altri contesti.

La sequenza

Ecco la sequenza. La forma è suddivisa in 5 sezioni (ho messo uno spazio e colori differenti per indicare le sezioni). Sono 16 movimenti (Biu Gee – Boang Sao – Lop Sao) è un prefisso per ciascuna delle mosse che seguono.

Le seguenti parole potrebbero essere scritte in modo diverso (è cinese-cantonese e alcuni lo pronunciano in modo diverso rispetto ad altri, ma la fonetica dovrebbe essere la stessa).

1) Tan Sao Da

2) Biu Sao Da

3) Ha Woang Pak Da

4) Goang Sao Da

5) Ha Pak Da

 

6) Loy Woang Pak Biu Jee

7) Noy Woang PakBiu Jee

8) Noy Biu Jee

9) Loy Biu Jee

10) Toy Sao Biu Jee

 

11) Go Lon Sao Da

12) Lon Sao Da

13) Lon Sao Da: Go, Ha, Go

 

14) Pak Sao, Jik Dum Tek

15) Kow Sao, Juk Tek

 

16) Biu Gee – Boang Sao – Lop Sao:

a) Chung Choy

b) Gua Choy

c) Lau Sing Choy

d) Sut Sao

e) Sot Que

f) Gin Choy

g) Jik Jern (or Dim Jern)

h) Juan Jern

 

Questi sono gli elementi essenziali dietro la forma di Ung Moon. Se sei un praticante di Jeet Kune Do, dovresti imparare questa forma. Non è una forma difficile da imparare, e come per tutte le forme, ottiene il suo valore nella ripetizione, quindi anche quando hai assimilato e interiorizzato questa forma continua a praticarla regolarmente.

Considera che si tratta di uno degli studi di Bruce intermedi prima dell’abbandono totale delle forme quando probabilmente sentiva ancora in se i retaggi del Kung Fu, ma si tratta comunque di un approccio interessante per lo studio di un concetto fondamentale di parata e attacco simultaneo.

Sicuramente da conoscere ed esplorare.

Buona Ung Moon

Andrea

La citazione del giorno 051 – Yip Man


“Non combattere con la forza, assorbila, e falla scorrere, usala”.

Yip Man