10 cose che probabilmente non conosci sulle arti marziali filippine.

Oggi ti voglio fare una piccola premessa per raccontarti come iniziato a praticare le arti marziali Filippine.

Stavo praticando la lotta in particolare il CSW di Erik Paulson quando sono rimasto incuriosito dal fatto che fosse anche una Black Belt della Inosanto Academy, quindi un esperto di JKD e di Kali Filippino.

Era incredibile come un atleta e maestro di quel livello fosse così dedito anche alla pratica del Kali, fu una illuminazione, e così inziai a prendere le prime lezioni di Kali per curiosità, per capire di più e sentire in prima persona il perchè di tutto questo.

Il Kali è propedeutico per qualunque arte marziali tu pratichi, anzi espande la tua arte, è una “ginnastica per la mente” per le tutte arti marziali.

La cosa straordinaria è che più ti immergi in questa arte e più ti accorgi che quello che vedi in superficie non è nulla e dal bastone inizi a passare al coltello, alla spada e la daga, alla lotta dumog, al panantukan ( il dirty boxing più approfondito che abbia mai visto) , il sikaran (l’arte di calciare) , le armi improvvisate, ecc., fino al misticismo.

“Ma che cosa è tutto questo?”, “Ma non è solo il bastone il Kali??!!”.

Assolutamente no!!.

anche se è la prima cosa che ti viene insegnata, ma più passava il tempo, più rimanevo affascinato e sbalordito dalla potenzialità che mi dava praticare questa arte che mischiata con le altre che praticavo.

Si “incollavano” perfettamente” e le espandevano.

Ps. Lo stesso Lee studiava kali filippino proprio con Dan Inosanto

Ora per comprendere qualcosa in più ti voglio raccontare 10 cose che probabilmente non consoci sulle arti marziali filippine:

1 – I bastoni sono un’estensione delle mani; Senza le mani, non ci possono essere bastoni.

Anche se i praticanti di molte arti marziali a parole dicono che utilizzano questo principio, solo i praticanti delle arti marziali filippine lo applicano realmente con i fatti facendo le stesse tecniche esatte con e senza armi.

La differenza non la fa l’arma che tieni in mano, ma la differenza la fa l’uomo che tiene l’arma con le sue mani.

Questo principio mi trova molto in accordo e se segui il blog sai come spesso più volte abbia scritto come sia l’uomo a fare la differenza più che l’arte in sè.

Spesso alcuni chiedono:”che serve che ti eserciti a combattere il bastone? Non è come ti porti il  bastone ovunque vai?”. Ma in realtà non hanno compreso l’essenza è il significato propedeutico che c’è dietro il bastone.

Vuoi un consiglio?! Studia il bastone. Migliorerà ogni aspetto della tua arte marziale oltre che espanderà il tup senso della posizione, della distanza e i tuoi riflessi.

Ps. Il bastone va molto molto veloce!! La tua mente e il tuo corpo accellerano.

2 – Le arti marziali filippine (kali, escrima, arnis) insegnano prima le armi, dopo di che vengono le tecniche a mano nuda.

Anche se per  alcuni praticanti e maestri di arti marziali la concezione di insegnare prima le armi può sembrare strana, la maggior parte se non tutte le tecniche di combattimento delle FMA a mano derivano dai principi che sono alla base del movimento con il bastone e con spada.

Una delle caratteristichè del Kalì è anche la rotondità dei suoi movimenti unita alla capacità di entrare lungo linee dirette derivato dal continuo studio di traiettorie di taglio mixate con traiettorie di punta.

Un’altra caratteristicha fondamentale è l’utilizzo della mano viva, quindi una abitudine costante a usare “armi” differenti, di lunghezza differente in modo diverso, questo approccio ti abitua a modificare continuamente la tua posizione a seguito della variazione di distanza tra una tua mano armata e l’altra mano “nuda” esaltando il footwork. Questo approccio abitua la tua mente a far lavorare in maniera funzionale tecniche diverse concatenandole per un’unico scopo.

3 – Le arti marziali filippine rappresentano le tecniche di combattimento più approfondite e pratiche al mondo.

Sono una delle poche arti che vanno ad affrontare e coprire tutte le distanze in cui si svolge il combattimento in maniera approfondita:

  • lunga distanza (calci),
  • media disatanza (pugilato, gomito, ginocchio)
  • e corto distanza(aggrapparsi, colpire, mordere, combattere).

Ps. Considera che sono studiate in maniera così approfondita che alcune specialità come il sikaran alcuni le studiano come se fossero una arte marziale a se.

Sono molto pratiche e moderne in quanto non si concentrano su mosse fantasiose o complicate che potrebbero non riuscire a funzionare in un combattimento reale.

I sistemi filippini sono molto moderni perchè sono una delle poche arti che hanno continuato ad essere tramandate e utilizzate nelle filippine fino ai giorni nostri, con una vera evoluzione del sistema stesso.

Anche le forme utilizzate da alcuni sistemi filippini sono composti da mosse effettive di combattimento, che storicamente erano nascoste in una danza (sayaw) per evitare che i conquistatori stranieri potessero apprendere il Kali.

Personalmente non uso forme, una sorta di kata perchè non è il mio approccio alle arti marziali.

La praticità delle arti filippine è aumentata dalla versatilità delle armi:

  • A lunga distanza, è possibile utilizzare la punta del bastone o della spada;
  • Nella media distanza puoi usare il corpo del bastone o la lama della spada;
  • A breve distanza, è possibile utilizzare la parte inferiore del bastone (punyo) o il manico della spada.

Il concetto simile viene utilizzato anche a mano nuda utilizzando al meglio le armi naturali del corpo in base alla distanza e dando una continuità e una fluidità nel colpire tipica degli stili filippini che enfatizzano la continuità del movimento.

Ps. Molti sistemi al mondo di difesa personale in realtà hanno al loro interno parti prese dal patrimonio delle arti marziali filippine e spesso senza neanche saperlo.

4 – Le arti marziali filippini sono le uniche che possono completare qualsiasi altro stile di combattimento tu stia praticando.

Come ti dicevo all’inizio di questa chiacchierata, tutti i settori del kali non sono mai in conflitto con le altre aree ma le rafforzano e la stessa cosa avviene con altri stili di arti marziale che vengono solo rafforzate. Qualunque arte marziale pratichi studiare il kali filippino portera solo benefici.

Il kali come spero ormai hai capito include le arti di calciare, le arti a mano nuda , le arti pura di autodifesa e le arti da combattere con armi da percussione e da taglio, più anche l’arte di lancire oggetti di diversi tipo, ecc.

 

5 – Il combattimento con il bastone e le armi da taglio è adatto e vantaggioso per tutti.

Per i bambini:

Nel Kali ci sono molti esercizi di movimento e coordinazione come il sinawali. Questa forma di combattimento a doppio bastone rafforza gli arti e sviluppa la coordinazione degli occhicosì come qualsiasi sport.

I bambini inoltre ricevono anche della formazione dei pericoli che si corrono maneggiando le armi (anche se da training perchè sono piccoli) quando imparano a manipolare in modo sicuro le armi potenzialmente pericolose.

Questa impostazione moderna per i bambini è preferibile al vecchio modo usato nelle filippine ma nel mondo in generale compresa l’Italia. Quando ero giovane, mio nonno mi ha insegnato a gestire una lama viva mentre imparava a utilizzarla per la sopravvivenza e l’autodifesa.

Per le donne:

Le arti filippine sono perfette per una donna perché anche se le mani sono piccole possono contenere un coltello e portare colpi in modo mortale. Con una formazione minima, una donna sarà in grado di mantenere a distanza quasi tutti i malintenzionati e se uno è così pazzo da avvicinarsi rischia sicuramente di essere tagliato o ucciso.

Non ci credi?? Prova questo esperimento: Prendi un pennarello a punta grande e dallo alla tua fidanzata o a una amica che conosci, ora indossa gli occhiali protettivi e digli di colpirti con il pennarello ogni volta che provi ad avvicinarti senza entrare.

Non è facile da fare e ancora meno se non hai una formazione di scherma corta.

Una volta che lei ha imparato come portare discretamente i colpi e disegnare con l’arma traiettorie precise, il tuo compito sarà più esponenziale se non quasi impossibile se non sei disposto a tagliarti o se non utilizzi anche tu un arma possibilmente più lunga.

Il Kali non è un gioco!!

Con un arma da taglio appropriata per lei molto probabilmente sarà in grado di proteggersi veramente non solo da un aggressore ma anche contro molti attaccanti.

Per gli uomini e agenti di polizia e per i membri delle forze armate:

Le arti filippine forniscono una serie essenziale di competenze molto utili in ambito di difesa personale visto l’ampio uso di bastoni e di armi da taglio. Gli uomini e chi opera nelle forze dell’ordine hanno bisogno di abilità reali, sia offensive che difensive, e le arti filippine sono tra i pochi sistemi recenti che sono stati testati in conflitti reali.

6 – Le arti marziali filippine ti aiutano a collegare i punti nella tua formazione di autodifesa concentrandosi su concetti versatili piuttosto che su una tecnica diversa per ogni situazione.

Gli istruttori FMA parlano di angoli di attacco piuttosto che attacchi specifici, quindi un approccio differente.

Una volta che sei in grado di distinguere se un attacco proviene dall’interno o dall’esterno e se è da sinistra o da destra, e da altezze diverse hai la base di quello di cui devi occuparti.

Dopo di che, la tua formazione sarà su progressioni e combinazioni che coinvolgono quelle basi andando a costruire possibilità di attacco e difesa su determinati angoli indipendentemente dai colpi.

Se il tuo istruttore è bravo non lo troverai mai a suddividere la tua difesa da un attacco in base al tipo di colpo (un pugno, un calcio, una presa, una spinta, ecc.) perché nelle FMA vengono trattati tutti come gli attacchi diretti da un determinato angolo.

Il Kali è semplificare qualcosa di complicato.

Ps. E’ l’esperinza che ti fa fare dei leggeri adattamenti in base al tipo di arma che ti attacca e che tu hai in mano o se sei a mano nuda,  ma il movimento base, gli skill aquisiti e la biomecccanica del movimento è la stessa.

Knife

 

7 – Il combattimento con il bastone non è solo l’utilizzo della tua arma.

Uno studio importante nelle arti marziali filippine è legata all’uso dell’arma del tuo aggressore contro di lui. Disarmi e restituzioni dell’arma (non intesa come scusa ti ho preso l’arma tieni, tenta di nuovo!!)

Questa capacità raramente si manifesta in pratica ed è spesso tema di dibattiti accesi, ma in realtà lo studio di queste abilità sono propedeuticche per la comprensione di dinamiche importanti e senza contare che se hai la possibilità di disarmare o restituire l’arma (che NON va cercata) devi sapere cosa fare senza il minimo indugio e fottere il tuo aggressore.

Knife Fighting

 

8 – La formazione delle armi filippine va ben oltre l’uso dei bastoni e dei coltelli tradizionali.

Non mi stancherò mai di ripetere come il kali sia qualcosa che va ben oltre lo studio del bastone.

Le 12 aree del Kali rappresentano uno studio così esteso che richiede uno studio che praticamente non ha fine.

I metodi che impari nella FMA lavorano con bastoni e coltelli ma per legge non puoi portare con te questi strumenti  di difesa.

Fortunatamente, puoi applicare le abilità che hai appreso praticamente qualsiasi cosa: una penna, un cellulare, una carta di credito, uno stuzzicadenti, un ombrello o anche una bottiglia d’acqua.

Una delle cose straordinari del kali filippino è proprio la capacità di usare armi improvvisate con la stessa qualità tecnica ed efficacia.

 

9 – Studiare le arti marziali filippine può rinvigorire la tua formazione, sia che tu sia un principiante o un maestro.

Come tu sai se segui il blog tendo molto a stimolare le persone a non praticare una sola arte marziale.

È anche uno dei motivi per cui sono così interessato ai praticanti di altre arti, mi piace se posso liberarli da delle loro prigioni mentali che gli hanno costruito intorno (interessi personali dei maestri) o si sono auto costruiti da soli (zone di confort).

Una volta che hai una solida base, se non c’è una plaestra vicino a casa tua che pratica una determinata arte marziale come il kali oggi per fortuna ci sono molte possibilità.

Puoi imparare comunque molte usando dvd didattici e corsi online con un altro tuo amico esperto ma attenzione non rinunciare mai però all’interazione con un maestro specializzato o a seguire stage quando ci sono le possibilità.

Ricordati che il significato, i principi, l’importanza e la storia dietro le tecniche, le esercitazioni pe sviluppare gli attrbuti e le qualità, sono per la maggior parte nascoste.

Hai bisogno di un vero maestro per aiutarti a interpretarli.

 

10 – Anche se alcuni istruttori si concentrano sullo sport, le arti marziali filippini sono una forma di autodifesa basata sulla realtà e un ottimo esempio di un sistema MMA completo.

Non farti ingannare da quello che vedi nei tornei di bastone o di quello che si sente dire in giro. Il kali non è quello.

Le arti filippine sono un sistema da difesa personale in 4D, sono molto di più che tridimensionali.

Come ti ho detto prima, non fermarti sulla superficie, se continui a guardare in un punto ti perdi tutto quello che c’è intorno.

E’ uno dei sistemi di difesa personale tra i più efficaci al mondo.

Kali Eskcrima

Il kali filippino è movimento quindi esplora!! Vai oltre la tua arte se vuoi scoprirla veramente!!

Andrea

Espada Y Daga – Il metodo di kali filippino di usare insieme la spada e il coltello

Spada y Daga

Espada Y Daga significa “Spada e Coltello”, ma l’espressione è usata dalla maggior parte degli istruttori di Kali filippino per riferirsi ad ogni combattimento in cui una mano tiene un’arma lunga e l’altro un’arma corta.

Solitamente si usa per allenarsi il bastone in rattan e il coltello di alluminio.

Questa idea unica di combattere con un’arma corta e una arma lunga contemporaneamente è un settore della mentalità guerriera filippina! E’ qualcosa di incredibile perché richiede un utilizzo incredibile del footwork per compensare le distanze e una gestione di due armi di lunghezza diversa da controllare.

Guru Dan Inosanto dice che “Si tratta di una esagerazione“, “Nelle Filippine, se l’avversario era a mani vuote tu devi avere un coltello. Se avesse avuto un coltello, devi avere un coltello e un bastone. Se avesse avuto un coltello e un bastone, devi avere un coltello e una spada, e così via “. Devi sempre avere il vantaggio.

inosanto

Ci sono decine di stili filippini, la maggior parte dei quali comprendono una certa variazione dell’uso del “breve e lungo”. Molte diverse combinazioni di armi rientrano in questa voce, compresa la pratica di Espada Y Daga con uno scudo in una mano e una spada nell’altra o il bastone o pugnale nell’altra.

Guru Dan Inosanto insegna ai suoi studenti a esercitare l’arte della Espada Y Daga con diversi combinazioni di armi, tra cui la spada e coltello, il bastone e pugnale, lo scudo e la spada, e lo scudo e coltello. Dan Inosanto dice che “Si può mettere un libro in una mano e un manico di scopa nell’altra e l’arte è sempre in grado ancora lavorare”. Questo approccio è qualcosa di straordinario.

eskrima

Un pochino di Storia ma senza esagerare!!!

La Espada Y Daga è un sistema o di una tecnica che è stata sviluppata e perfezionata nelle Filippine. Il focus di questo metodo di combattimento è quello di essere in grado di andare dentro e fuori delle distanze  lunghe, medie e corte per intrappolare il nemico e uccidere. Anche se, si tratta di un metodo di combattimento indigena nelle Filippine, una delle ispirazioni di questa arte è l’evoluzione si dice della Scherma dell’Europa occidentale, soprattutto spagnola; come si può vedere dal nome spagnolo di “Espada Y Daga”!

Una delle poche influenze culturali e da guerra arrivate fino ad oggi che i conquistadores spagnoli e mercenari italiani (si!!! c’eravamo anche noi) hanno lasciato ai filippini sono i nomi spagnoli ed alcune delle tecniche e dei nomi dei sistemi di combattimento popolarmente conosciuta come Kali o Arnis o Escrima.

I filippini imitato la versione spagnola di Espada Y Daga e presto trovano le debolezze di questo metodo e inseriscono un modo e un approccio per fare delle mosse offensive complicate che gli spagnoli non potevano contrastare perché non abituati.

Per essere in grado di coordinare tali abilità con la spada e coltello insieme consisteva di molte ore di esercitazioni per lo sviluppo dei riflessi corretti e buona fluidità nell’ usare due armi insieme per attaccare, parare, controllare, deviare, schivare, affondare, spingere, colpire di punta e tagliare.

Incluso in questa formazione c’è l’incorporazione del gioco di gambe geometrico, l’aggancio del corpo per la evasività di essere in grado di chiudere in attacco e senza essere uccisi. I blocchi vari, leve articolari, il takedown e il Dumog sono normalmente aggiunti una volta che uno studente ha dimostrato buone capacità di combattimento. Sia la Espada e la Daga sono impiegati allo stesso tempo con una bella trama che che si muove in maniera fluida e in sintonia e rende questo vortice di  movimenti molto ingannevole e veloce per far arrivare un colpo in uscita improvviso e preciso per “finire il lavoro!”

Lo studio di Espada Y Daga migliora le tue capacità nell’uso del bastone singolo, migliorando l’aggressività della mano Alive (o mano libera, mano viva), in quanto il coltello mano Espada Y Daga è addestrato per essere più offensivo. I movimenti di Espada Y Daga si possono trasportare bene e facilmente anche nelle tecniche di doppia lama, sia a Pakal (ice-pick – punta in giù) e Sak-Sak impugnature (hammer – punta in su). Le tecniche di doppia lama poi si possono trasportare in singole tecniche di coltello … ecc…

Espada Y Daga, noto anche come “Punta Y Daga” o “Olisi Y Baraw”, è una disciplina moderna di Kali e delle arti marziali filippine (FMA) che si ritiene sia stato influenzato dalla scherma spagnola, in particolare dallo stile spagnolo di Spada Side & Dagger utilizzato dai conquistadores che hanno invaso le isole filippine nel 16 ° secolo, e non gli stili Rapier e Dagger utilizzati per duellare e per scopi di autodifesa dalle classi superiori spagnoli come un tempo si credeva.

Si ritiene che i popoli indigeni che erano in sintonia con i governanti spagnoli sono stati arruolati nelle forze spagnole per aiutare a respingere le invasioni regolari dai pirati musulmani di Mindanao e Sulu. Una volta reclutati nelle guarnigioni si ritiene frati spagnoli e comandanti hanno insegnato a loro l’abilità di combattimento per le nuove reclute di nativi, che a sua volta hanno adattato questo stile di combattimento e combinato con le proprie abilità di combattimento indigene delle filippine.

Espada Y Daga è un settore del  Kali che si concentra sul coinvolgimento di un avversario (s) in stretta (Corto), Mid (Medio) e Long (Largo) distanza.

In genere la mano più forte o dominante (di solito la mano destra se non sei mancino) tiene l’arma lunga (spada o bastone) e in molti stili servirà come arma primaria. La mano più debole (di solito la mano sinistra se sei destro), o fuori mano, maneggia l’arma corta (pugnale o un coltello) e viene utilizzato sia per offesa (spinta e deviazione) e la difesa (blocco, controllo e chiusura).

La formazione inizia in genere con dei drills che insegnamento il coordinamento delle due armi insieme e controllo delle armi. L’incorporazione del footwork (gioco di gambe), cattura, chiusura, e takedown sono normalmente aggiunti una volta che lo studente ha dimostrato competenza nell’applicazione dei fondamentali modelli / set insegnati.

La formazione di Espada Y Daga è generalmente studiata dopo il Solo Baston (bastone singolo) e / o Doble Baston (doppi bastoni), con Mano Mano (mani vuote) e Dumog (wrestling) e viene insegnato a studenti di livello avanzato. Il numero e la variazione delle discipline insegnate varierà da Guro (insegnante) e dallo stile.

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Aspetti di Espada Y Daga

Espada Y Daga contiene in se sia il coltello e il bastone nei concetti di combattimento. I movimenti sono combinati simultaneamente in un vortice di azione. Si tratta di qualcosa di incredibile  e affascinante nella pratica delle armi da percussione e da taglio.

L’istruttore di Kali Paul Vunak sostiene Espada Y Daga è uno degli aspetti più impegnativi dei sistemi filippini. “Nelle Filippine, se vi è una gerarchia di armi in termini di efficienza e di difficoltà, Espada Y Daga sarebbe proprio lì”, egli osserva. “È una delle più complessa, se non il più intricata, dei metodi di armi”.

Gli stili filippini prestano molta attenzione alle distanze di combattimento. Quando sono senza armi, applicano i seguenti quattro campi di combattimento: calci, pugni, trapping e la distanza di wrestling. Quando però i praticanti di Kali sono armati nella distanza di utilizzo di Espada Y Daga, le distanze per il combattimento si espandono per includere il bastone e il coltello nel combattimento. Si adattano in base alle armi a disposizione.

Un amico Andrea Rollo ( 3 volte campione del mondo di stick figjting) un giorno durante una chiacchierata mi ha fatto questa domanda: “se devi scegliere se avere un coltello o un bastone per combattere cosa sceglieresti?”. La mia risposta non aveva valore perché qualunque cosa avessi detto in realtà la risposta era nessuna delle due perché la differenza la fai tu non l’arma, questo è quello che dicono nelle filippine.

Per questo il Kali filippino è molto formativo per il combattimento della difesa personale perché ti abitua a usare qualunque oggetto come arma.

Un amico Andrea Rollo ( 3 volte campione del mondo di stick figjting) un giorno durante una chiacchierata mi ha fatto questa domanda: “se devi scegliere se avere un coltello o un bastone per combattere cosa sceglieresti?”. La mia risposta non aveva valore perché qualunque cosa avessi detto in realtà la risposta era nessuna delle due perché la differenza la fai tu non l’arma, questo è quello che dicono nelle filippine.

La distanza di bastone inizia dalla distanza in cui i combattenti sono in grado di colpire la mano e le braccia con l’arma. A causa della lunghezza media dei bastoni filippini, questa distanza è considerevole.

La distanza di coltello invece  inizia nel punto più vicino in cui combattenti sono in grado di tagliarsi la mano e il braccia con una lama.

I combattenti armati sia di bastone che di pugnale fanno uso di una terza distanza nota come gamma “hit-and-cut”. La distanza Hit-and-cut è la distanza nella quale un combattente è abbastanza vicino da tagliare il suo avversario con il coltello, ma comunque anche se così vicino ma non tanto al punto che è comunque in grado di colpirlo con il bastone.

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Attributi e funzioni speciali

“È possibile dividere Espada Y Daga in due sezioni, una di formazione e una funzionale”, così diceva Paul Vunak. “Nella categoria della formazione, Espada Y Daga ha più drills  – drills intricati – rispetto a quasi ogni altro aspetto del combattimento filippino”.

Questo è vero soprattutto per il fatto che il praticante Espada Y Daga deve accogliere contemporaneamente due armi diverse e far fronte a tre gamme di combattimento.

Le tecniche di Espada Y Daga sono difficili e richiedono una grande quantità di tempo per padroneggiarle, ma il risultato è un combattente la cui velocità, i tempi e la “flessibilità gamma” sono notevolmente aumentato.

Imparare a gestire insieme armi a breve e lungo raggio allo stesso tempo è pratico per molti modi aspetti. Insegna i movimenti del corpo, il gioco di gambe, quella che viene definita “zoning” (allontanandosi dal nemico e in posizione per un contrattacco), i metodi di evasione, e di attacco che si applicano a molti aspetti del combattimento a mani nude, tra calci, pugni, cattura, e prese.

Lo studio degli stili Filippina e la formazione di Espada Y Daga ti insegna molto velocemente quanto è necessario per schivare la punta mortale e il bordo della lama tagliente dell’avversario.

Una volta che hai imparato a gestire il bastone e a schivare con successo il coltello, uscire da un cross di un pugile dopo un jab diventa relativamente “semplice”.

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3 Metodi di formazione di Espada Y Daga

Gli stili filippini utilizzano molti metodi di formazione per insegnare i principi della Espada Y Daga ma tra i più importanti che voglio che conosci sono questi 3:

  • Contra Sumbrada,
  • Numerada e
  • Cerrada.

Contra Sumbrada è un metodo di allenamento counter-for-counter  quindi colpo per colpo, te lo semplifico, un colpo a testa ti suona più familiare??? .

In questo esercizio, gli studenti partecipano alla pari: uno attacca, uno controattacca, avanti e indietro in rapida successione. Parando, schivando, ecc.dipende dalla sumbrada e ne esistono tantissime.

Contra Sumbrada è un metodo per portarti a un livello di velocità e abilità nel complesso superiore, è una fase molto importante nello studio del kali.

Nel corso del tempo se ti alleni molto con il metodo Contra Sumbrada, è possibile triplicare i tuoi riflessi.

Sicuramente hai conosciuto atleti con calci velocissimi, ma anche se ha incontrato uno dei calci più veloci al mondo, ma il bastone anche di uno un studente medio di Espada Y Daga si muove molto più velocemente.

Per questo che considero come mi suggerì molti anni fa il mio maestro Tony Ligorio che il Kali è propedeutico per qualunque arte marziale.

Numerada significa “solo da un lato”, ed è una parte estremamente importante nella struttura di formazione dell’Espada Y Daga, è un drill molto importante.

L’esercizio Numerada aggiunge elementi di complessità al bastone e all’allenamento di coltello, tra cui la gestione dello spazio e il gioco di gambe.

Perché “solo da un lato???”. Che cosa significa??? Nell’esercizio Numerada, uno dei partner è designato il “formatore” colui che attacca e si trova al centro di un cerchio e “alimenta” lo “studente” con un attacco. Lo studente usa gioco di gambe e la suddivisione in zone per muoversi lungo la circonferenza del cerchio, mentre si difende e contro attacca.

Chi si difende può muoversi in entrambe le direzioni lungo il cerchio, e può spostarsi fino a metà della circonferenza del cerchio. L’allenatore può attaccare con qualsiasi numero di combinazioni bastone e spada, lungo qualsiasi angolazione. “E ‘un ottimo drills per lo sviluppo del gioco di gambe, la suddivisione in zone – le abilità di evasione, e tecniche di cattura (trappole, tie-up, etc.)”, osserva Gibson. “La Numerada insegna anche agli studenti la difesa contro più avversari”.

Il metodo di formazione conosciuto come Cerrada richiede un partner a “nutrire” l’attacco e limita l’altro a una risposta difensiva, senza suddivisione in zone. Il suo scopo è quello di migliorare ulteriormente i riflessi e la velocità di un praticante.

Qualsiasi combinazione di armi può essere utilizzato nella formazione in Contra Sumbrada, Numerada e Cerrada, o con uno qualsiasi degli altri metodi di allenamento usati in altri stili filippini.

Inoltre, i principi complessi che rendono il lavoro di Espada Y Daga molto interessante sono gli stessi concetti universali che governano l’intera arte del Kali filippino, tra cui la lotta a mani nude.

Con questi metodi si imparano le possibilità che puoi esprimere in queste arti, non sempre si imparano risposte a prestabilite, questo è importante se vuoi imparare realmente il combattimento con il bastone.

Cerrada, Numerada e Contra Sumbrada sono metodi di allenamento versatili; ci sono migliaia di tecniche possibili con ogni metodo. Il Kali è un’arte guerriera. Questo è il motivo per cui Espada Y Daga si è evoluto in un tale metodo di alto livello”.

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Come dice Dan Inosanto, “Espada Y Daga non si tratta di fair play; si tratta di vincere e di sopravvivenza a una situazione estrema”. Ed è vero perché immagina che hai un avversario armato fino ai denti.

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Andrea

La pillola del giorno 032 – Il logo del Kali Filippino, che cosa significa?.

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Credo che per un praticante di Kali Filippino sia importante comprendere il significato del simbolo che rappresenta questa incredibile arte marziale, spesso sconosciuta o banalizzata al “semplice” combattimento con il bastone.

Spesso quando ti chiedono, che arte marziale pratichi alla tua risposta dicono “ah ok la conosco combatti con il bastone” andando a escludere la vastità dei 12 settori del Kali e dei suoi sottogruppi.

Ora sicuramente il Kali è anche il combattimento con il bastone che è l’arma usata pee iniziare e per spiegare e arrivare anche tutte le altre armi ma la vastità del suo bagaglio tecnico non si limita alle sole armi.

Ogni aspetto del combattimento viene esplorato nelle arti marziali filippine arrivando a aspetti energetici e esoterici/religiosi quindi ti prego cancella dalla tua testa che il Kali è il combattimento con il bastone perché è come se dicessi a un tuo amico se sa che cosa è il mare e lui ti dice sì quello con le onde, sicuramente è vero che il mare ha le onde ma tutto il resto??.

Quindi preparati a immergerti in una delle arti marziali più complete e micidiali fate dall’uomo.

Ora tornando al logo che rap presenta questa arte marziale questi sono i simboli che lo compongono:

Logo Kali Filippino FMA Escrima Eskrima

Quindi, se vi siete mai chiesti qual è il simbolismo dietro il logo arti marziali filippine utilizzato per il sistema nel sistema Inosanto / Lacoste, eccoti la spiegazione:

✔️Il triangolo rappresenta l’Universo.

✔️Il cerchio rappresenta il Creatore: la forma con continuo movimento .

✔️Il triangolo Kali: l’amore, la compassione, l’umiltà.

✔️Il bastone: il nucleo dell’arte marziale filippina. La prima arma insegnato, da cui imparare tutte le altre armi.

✔️La lama (punti verso l’alto verso “Vita”); la lama viene insegnato dopo il bastone.

✔️Il pugno che rappresenta l’arte della mano vuota delle Filippine.

✔️La mezza luna simboleggia la “metà” delle Filippine (Filippine Sud), che non sono mai stati sotto il dominio spagnolo, e anche il “chiaro di luna”, che era l’unica volta che i praticanti Kali potevano praticare in modo sicuro la loro arte durante la dominazione spagnola.

✔️Le quattro parti del cerchio rappresentano i quattro Santi chiamate dagli Kali.

✔️Praticanti: Saint Michael, San Gabriele, San Uriel e Saint Raphael.

✔️Antica “K” per Kali, Kaliradman.

✔️Antica “E” per Eskrima, estocada e Estoke.

✔️Antica “S” per Silat.

Ora spero che ti sia più semplice leggere il logo che rappresenta la tua arte marziali.

Devi essere consapevole!!

Andrea USOMA

 

Maestri italiani – Stefano Maurone (Reggio Emilia)

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Oggi amici del blog con grande onore e felicità avete la grande opportunità di conoscere da vicino uno dei maestri italiani che contribuisce da moltissimi anni a diffondere nel nostro paese le arti marziali con lo spirito di diffondere e costruire appassionati e atleti di alto livello.

Vi sto parlando di Stefano Maurone, nato a Reggio Emilia, classe 1969.

Istruttore e formatore nel campo della sicurezza sia per l’esercito e la polizia di stato che per gli addetti civili alla sicurezza e autore di ben tre libri nel settore delle arti marziali per diverse case editrici.

Stefano inizia la pratica delle arti marziali all’età di 6 anni presso la palestra sankaku di Reggio Emilia nell’area del Judo dove pratica assiduamente riscuotendo notevoli successo già da subito vincendo i giochi della gioventù in due categorie di peso.

Non avendo più stimoli nel Judo essendo sempre alla ricerca di nuove conoscenze marziali inizia a praticare il Karate ma dopo solo 2 anni all’età di 14 anni apre la prima scuola di kung fu, arte che lo affascina e che lo porterà a vincere 3 campionati italiani sia di forma che di combattimento libero.

Affamato e sempre alla ricerca continua, studia da prima il Jiu Jitsu e dopo il pugilato, ma la vera grande passione nasce 1991 quando entra a far parte della grande famiglia del Kali Filippino e del Jeet Kune Do di Bruce Lee passando poi attraverso la Shoot Boxing e il Penjak Silat, senza dimenticare mai il suo passato e il suo amore per il Sanda.

Ma ora senza dilungarci troppo nella sua presentazione e nel suo lungo curriculum direttamente dalla sua “voce” una intervista a questo grande maestro Italiano.

 

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✔Ciao Stefano, grazie della opportunità e benvenuto nel Blog Expert Fighting, raccontaci chi sei e di quale arti marziali ti occupi in particolare?.

Ciao Andrea, io sono e mi considero un semplice appassionato che ha deciso di fare della sua passione un mestiere e di provare a lasciare un segno nella curiosità di tutti i praticanti di arti marziali. Attualmente nella mia accademia insegno:

kali filippino, jun fan gung fu / jeet kune do, sanshou sanda, penjak silat, muay thai, mix martial art, difesa personale e addestramento x security e forze dell’ordine tutto questo attraverso corsi regolari o seminari.

 

Davvero un back ground vastissimo, con che arte marziale hai incominciato, qual’è stato il tuo inizio, un maestro o più maestri che ricordi?.

Maestri ce ne sono stati tanti, il mio preferito però è stato colui che mi ha dato la prima formazione di judo il M° Ghizzoni che ricordo con molto affetto e quando lo incontro ancora oggi mi fa sempre un sacco di complimenti e io gli rispondo che è tutto merito suo.

 

Cosa pensi del panorama marziale di oggi sulla difesa personale e sulle competizioni (UFC/MMA/Altro/ecc.?.

Nel 1991 ho fatto il mio primo viaggio in Cina dove sono stato per quasi un mese all’epoca i maestri cinesi ti prendevano e ti allenavano se valevi qualcosa e non se potevi pagare, questo è quello che succede oggi basta che paghi e hai il mondo ai tuoi piedi.

Adoro le competizioni e mi piace mettermi sempre in discussone anche se la mia accademia lo voluta forgiare nell’ambito della difesa personale pura, quindi solo stili da strada.

Tornando a quello che ho detto prima mi delude molto il fatto che in un week end si possa diventare istruttori di un’arte marziale, cosi facendo si prende in giro un sacco di bravi ragazzi.

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Stefano in azione

Quando hai deciso di insegnare?.

Nel 1991 mori il M° jang stu yao e la sua federazione fu smembrata e fatta appezzi dai suoi figli e dai suoi allievi più anziani, io e un altro ragazzo siamo stati l’ultimi a ricevere la cintura nera direttamente dal M° Yao.

Dopo la sua morte e visto quello che stava succedendo ho deciso di dedicarmi al Sanda con un altro grande Maestro che è Antonello Casarella, lui mi indirizzo e mi suggerì di aprire il mio primo corso, avevo gia iniziato a combattere con il judo e con il kung fu, trasportai la mia poca esperienza che avevo sui ring di sanda e free style all’epoca l’MMA si chiama cosi .

 

Stefano quante ore dedichi all’allenamento (preparazione atletica e altro, come dividi l’allenamento) e se lo ritieni una cosa importante.

Da sempre ho ritenuto importante l’allenamento non solo quello marziale ma anche quello della preparazione fisica mi ricordo che a 14 anni mi facevo il frullato proteico di Bruce Lee che avevo ricopiato da una rivista, sono cresciuto e mi sono specializzato come personal trainer, ho insegnato in sala pesi e tutt’ora opero in quel settore.

Mi sento responsabile di quello che dico e insegno, così mi alleno sempre dalle 2 alle 4 ore al giorno alternando la parte fisica da quella marziale.

 

Quale metodo utilizzi per insegnare ai tuoi allievi, come programmi le tue lezioni?.

L’esperienza insegna e quindi il mio metodo è cambiato in base alla mia evoluzione un filo denominatore che c’è sempre stato alla Maurone Academy dove si fa fatica e questo fa paura a tanta gente, io lo uso per tener lontano gli scansa fatiche.

La mia lezione tipo non esiste seguiamo un approccio ludico per passare alle serate sparring o a quelle dove sono gli allievi stessi a decidere quale lezione fare.

Stefano durante una lezione
Stefano durante una lezione

Chi sono stati i maestri o personaggi che ti hanno ispirato?.

I personaggi sono stati tanti da Bruce Lee ad Ali, da elvis a norris poi tutti i susseguirsi di personaggi piu o meno famosi, maestri che dire l’elenco è lungo: Ghizzoni e Castagnetti nel Judo, Ragno nel Karate, Lazzaretti e Casarella nel Kung Fu, Maltese, Bonomelli,Fontana, Aquistapace nel kali – jkd – silat , tanti altri internazionali : Bob Breen, Dan Inosanto, Ron Baliki, Erik Paulson, Cass Magda, Salim Assli, Samuel Dulay Bambyt, Jim Wagner e tanti altri posso dirvi che tutti mi hanno dato tanto e continuerò a lavorare con loro e con altri per tutta la mia vita, voglio rimanere uno studente per sempre.

Stefano con Ron Balicki
Stefano con Ron Balicki
Stefano con Erik Paulson
Stefano con Erik Paulson

Che attrezzature preferisci utilizzare per allenarti e allenare

Personalmente adoro l’allenamento a corpo libero ma non sempre la cosa è fattibile quindi mi alleno e alleno la massa muscolare con le classiche macchine da pesi, anche se ultimamente cioè da 10 anni faccio e faccio fare ai miei allievi molto crossfit. 

Per le arti marziali il sacco, i colpitori e tanto e tanto corpo a corpo tutto al 70/80 % per poterci avvicinare sempre di più alla realtà della strada.

 

Una tua esperienza negativa nelle arti marziali

La mia delusione è quella di vedere troppo lucro intorno alle arti marziali e troppi diplomi facili, questo non fa bene al mondo marziale.

Persone come me e come miei colleghi che stanno dedicando tutta la loro vita si vedono aprire corsi da pivelli che si diplomano in due giorni, questo potrebbe dar fastidio a chiunque.

 

Quali punti di forza nell’arte marziale che pratichi che vuoi comunicare ai nostri ascoltatori.

Io non penso che sia l’arte a far la differenza ma sia l’atleta a farla quindi se ti senti a tuo agio con il karate continua, se ti piace e ti rende sicuro il pugilato fallo, è veramente una cosa stupida e mediatica dire “io faccio questo perché funziona, tu fai quello ma non arriverai mai da nessuna parte”, è inutile e stupido.

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C’è qualcosa che non ripeteresti nel tuo percorso.

Tornassi indietro rifarei tutto, nella mia testa quando non mi alleno scatta una sorta di senso di colpa che mi porta ad allenarmi alle 3 di notte solo perché ho saltato un ciclo, oppure perché mi sono sentito non a mio agio in un allenamento una cosa che mi è sempre stato detto che nessuno ti regala nulla e che l’unico segreto nella arti marziali per diventare bravo è allenarsi .

 

Oggi quale arte marziale stai praticando più di frequente?.

Insegnando più discipline devo essere bene allenato in tutto quelle che faccio, quindi suddivido gli allenamenti lungo tutta la settimana, il cardio non manca mai e incomincio ad invecchiare e odio avere il fiatone.

 

Quale altra arte marziale se avessi il tempo vorresti imparare o vuoi imparare?.

Quando sono stato in Brasile a studiare un po’ di Brazilian Jiu Jitsu ero rimasto affascinato dalla Capoeira, l’ho anche provata ma non come volevo. La mia passione per le arti marziali mi porta a provare e a studiare tutto ciò che è combattimento.

Per avvicinarmi al Kali Filippino mi sono messo a studiare scherma .

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Se dovessi dare un consiglio a una persona che vuole iniziare che cosa gli diresti?.

Un principiante deve per prima cosa capire di cosa ha bisogno e non farsi attirare dalla pubblicità.

Deve sempre chiedere informazioni sull’istruttore e sulla palestra, ci sono due tipi di strada da percorrere quella marziale agonistica o quella marziale tradizionale o se vogliamo da difesa personale.

Nella mia accademia per esempio non si insegue il titolo mondiale ma si insegue la voglia di essere sicuri e tranquilli nel gestire una situazione di pericolo.

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Una abitudine che consigli di avere a chi pratica arti marziali.

Come già detto devi essere bene allenato in tutto quelle che fai, quindi una cosa importante è avere una buona organizzazione degli allenamenti che devi suddividere e organizzare lungo tutta la settimana, soprattutto se pratichi più discipline. La preparazione atletica non deve mancare mai.

 

C’è qualche attrezzatura che usi e che consigli che sia utile?.

Attrezzature che uso? tutte quelle che mi possono sono sempre in continua ricerca dell’esercizio perfetto e sono felice di non averlo ancora trovato per questo mi sprona sempre di più ad allenarmi .. il mio consiglio è quello se potete di allenarvi sempre con un compagno da subito, il sacco e buono anche l’omino di legno è buono ma non si muovono e non reagiscono.

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Il miglior consiglio che hai ricevuto?.

Una cosa che dico sempre ai miei allievi è quella di rispettare il proprio corpo e la propria mente se vi chiede riposo dateglielo, se vi chiede di allenarvi di più fatelo, se le arti marziali sono la vostra passione fate in modo che nessuno vi impedisca di seguire quella passione .

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Stefano durante una lezione di Street Knife Survival
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Stefano durante una lezione di lotta a terra
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Stefano durante uno stage di Silat Indonesiano

Se dovessi ripartire domani mattina ripartendo da 0 che cosa faresti?.

Se dovessi ricominciare domani da zero come già detto rifarei tutto ma proprio tutto, una cosa che vorrei fare ma penso che sarà impossibile affittare un palazzo alto 10 , 15 piano e su ogni piano inserire un’arte marziale creare l’accademia più grande del mondo ma questo rimarrà un sogno e va bene cosi ..

 

Ancora grazie Stefano per questa possibilità e per tutti gli amici del Blog. Davvero una piacevole sorpresa. In fondo alla pagina lascerò i riferimenti per contattarti per potersi iscrivere alla tua palestra o partecipare ai tuoi stage. Grazie ancora per la tua gentile disponibilità.

 

Grazie per questa possibilità che Andrea mi ha dato di potervi parlare di me e della mia esperienza marziale spero di poter aver dato alcuni suggerimenti per iniziare il vostro sogno e se passare da Reggio Emilia vi aspetto presso la Maurone Academy di via Fattori 10 vi auguri un marzialissimo futuro ….

 

✔Amici passate da Reggio Emilia andate a trovare il Maestro Stefano Maurone e se invece siete proprio di Reggio Emilia e dintorni questa è la vostra occasione per imparare le arti marziali più efficaci al mondo e affidarvi a un vero professionista del settore.

 

Dove contattare Stefano Maurone:

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Come contattare Stefano

Curriculum di Stefano Maurone – ESPERIENZE PROFESSIONALI DAL 1974 AD OGGI

Cintura marrone di Judo sotto i Maestri Ghizzoni e Castagnetti

4 volte Campione dei giochi della gioventù campionati Emilia Romagna

Cintura Arancione di Karatè sotto il M° Fassi di Milano

Cintura nera di Kung Fu Shaolin allievo del M° Ghang Dsu Yao

Cintura Nera di Tai Chi Chuan allievo del M° Ghang Dsu Yao

Campione Italiano per 3 Anni imbattuto di Sanda ( Kick Boxing Cinese)

Campione Italiano per 3 Anni di seguito di forme armate e a mano nuda di Kung Fu

Istruttore di difesa personale sotto l’Esercito Italiano dal 1988 al 1989 presso la caserma di Presezzo “ Bergamo “

Cintura Nera e Istruttore diplomato per gli stili di Kung Fu Tang Lang e Sanda Sanshou presso la Federazione Cinese S.T.O.I. con sede a Milano del M°Antonello Casarella

Istruttore diplomato per l’insegnamento del Ju Jitsu rilasciato dall’Accademia delle Scienze Sportive di Sesto Calende

Istruttore diplomato per la divulgazione del Kali Filippino e del Silat Indonesiano e del Jun Fan Jeet Kune Do presso l’A.K.E.A. “Arnis, Kali, Escrima Association” e dall’I.S.A.M. “ Istituto Superiore Arti Marziali “

Scelto per far parte dello Staff del M° Maurizio Maltese unico erede del Gran M° Ketutu Gisir per lo stile Cidepok Silat

Fondatore della Wu Tao Maurone Academy, unica scuola a Reggio Emilia che si occupa dello studio delle Arti Marziali Indonesiane, Filippine, Cinesi e del vero Jun Fan Jeet Kune Do lo stile non stile di Bruce Lee e per ultimo il Brazilian Jiu Jistu

Uno tra i primi fondatori dell’A.R.A.M. l’Associazione che riunisce tutte o quasi le discipline Reggiane

Autore di testate giornalistiche comparse sui quotidiani locali o in riviste specializzate nei vari settori “ Arti Marziali e Armi “

Istruttore della Polizia Municipale di Reggio Emilia

Istruttore della Polizia Municipale Provinciale di Reggio Emilia

Istruttore della Polizia “ reparto anti crimine “ di Reggio Emilia

Collaboratore di svariate Agenzie Investigative Italiane

Guardia del Corpo professionista in Italia e all’Estero

Istruttore D.I.A. “Dipartimento Investigativo Anti Mafia “ e G.I.S. di Milano

Ha studiato con i più famosi maestri del Mondo come Dan Inosanto, Bob Breen, Cass Magda, Salem Assli, Fratelli Vacirca: per studiare con i suddetti Maestri ha viaggiato raggiungendo le loro Accademie in giro per il Mondo

Nel Luglio 1999 Grazie ad uno dei suoi viaggi nelle Filippine, è diventato il primo allievo italiano e unico divulgatore autorizzato del M° Samuel Bambit Dulay per lo stile di Kali Filippino Mano Mano, Tapi Tapi

Organizzatore di corsi per la formazione di validi e seri Istruttori per le svariate discipline in tutta Europa per i settori: Sanda / Sanshou, Kali Filippino, Jun Fan / Jeet Kune Do, Pencak Silat, Difesa Personale e per ultimo, ma non per l’importanza, il progetto Tactical law Defence “ aperto solo alle forze dell’ordine “

Studioso della scherma tradizionale e moderna sotto gli Istruttori del Club Koala di Reggio Emilia

Nel 1999 Diventa tecnico nazionale dell’Associazione Europea Discipline Orientali per il settore Kali, Sanda, Silat, Jeet Kune Do

Inventore e unico divulgatore del Progetto Tactical Law Defence che riunisce svariate tecniche,. Adatte esclusivamente per gli operatori della sicurezza sia privata che pubblica, a tale progetto hanno collaborato esponenti della sicurezza di calibro mondiale che il M°Maurone ha conosciuto nei suoi numerosi viaggi

Ottobre del 1999 Il M°Maurone apre la prima succursale della Maurone Academy a Modena, dove insegnano gli Istruttori Forniti e Reggiani

Nel Maggio 2000 Pubblica il suo primo libro sulle arti marziali Filippine dal titolo “Lezioni di Kali” Volume 1°, mirando alla pubblicazione di altri 4 Volumi nei prossimi Anni

Nel Dicembre 2000 Il M°Maurone diploma la sua prima cintura nera di Sanda / Sanshou l’Istruttore Aquilini Cristian

Dicembre 2000 Gli Istruttori Aquilini e Buratti aprono la prima succursale della Maurone Academy per il settore sanda/Sanshou a Reggio Emilia

Nell’Aprile del 2001 Il M°Maurone crea il “ Martial Art Educational Method” che sarà la prima Accademia delle Arti Marziali; giurisprudenza, primo intervento, studio delle diverse discipline marziali, studio dei più famosi Maestri del Mondo, scienza della comunicazione, psicologia del combattimento, anatomia e fisiologia. Queste solo alcune delle tematiche che si studieranno durante i 3 Anni Universitari, per diventare Educatori a tutti gli effetti, diplomati direttamente dalla Maurone Academy.

Nel Ottobre del 2002 Dopo l’ennesimo viaggio in America, crea e divulga il progetto Self Defence Project. Creato appositamente per la difesa personale, le lezioni non saranno solo ed esclusivamente pratiche ma anche teoriche, toccando punti molto sensibili alle donne e alla società dove viviamo.

Aprile 2004 Pubblica per l’Elica Edizioni il suo 1° libro sulle arti marziali “ Le arti marziali più efficaci a confronto “

Dicembre 2004 Apre i primi corsi di formazione per aspiranti istruttori di Muay Thai seguendo il sistema della Inosanto Academy.

Aprile 2006 Certifica la prima cintura nera nel settore Kali Arnis Escrima Daniele Davoli.

Maggio 2005 Apre i corsi di formazione per aspirati istruttori di Penjak Silat Arte marziale Indonesiana e Malesiana.

Giugno 2006 gli viene conferito l’attestato di socio onorario della associazione Francese di Jun fan Jeet Kune Do e Kali Filippino di Sifu Salem Assli, responsabile Europeo per la Inosanto Academy.

Luglio 2006 la Maurone Academy entra a far parte della W.E.K.AF. federazione mondiale di Kali Arnis Escrima.

Settembre 2006 Diventa titolare della Hunter Security e Investigation Agenzia che si occupa di indagini prive e di sicurezza.

Ottobre 2006 Viene contattato dalla questura di Reggio Emilia per tenere corsi di tecniche operative.

Marzo 2007 Crea grazie alla propria esperienza nelle armi da taglio, il progetto Street Knife Survival divulgandolo con seminari e corsi di formazione.

Marzo 2007 Pubblica con la casa editrice Elika il suo 2° volume intitolato Self Defence Project.

Aprile 2008 Si diploma nel 1° livello di Reality Beasic sotto la guida del sergente Jim Wagner.

Dicembre 2008 Certifica il suo primo istruttore Luca La Rovere nel settore Penjak Silat diventando cosi responsabile del sud Italia.

Febbraio 2009 Certifica il suo primo istruttore Francesco Di Puorto nel settore Muay Thai Tailandese diventando anche responsabile dei corsi all’interno della Maurone Academy

Luglio 2010 Certifica la sua prima Donna con il grado di Cintura Nera nel settore Kali Arnis Escrima Atleta Sara Tondelli

Marzo 2012 Certifica il suo primo istruttore Luigi “Simone”Maurone nel settore Mix Martial Art

Ad oggi in piena attività è sempre alla ricerca.

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Una allieva di Stefano, nella sua palestra praticano diverse ragazze, perché l’arte marziale è per tutti.
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QUESTO È UNO DEI PROGETTI CREATI DA STEFANO MAURONE PER IMPARARE A DIFENDERSI DALLE ARMI DA TAGLIO, UN DETTO FILIPPINO DICE : SE NON SAI USARE UN’ARMA DA TAGLIO COME PUOI ESSERE IN GRADO DI DIFENDERTI DA TALE ARMA ? IN QUESTO PROGETTO SI STUDIA L’USO E LA DIFESA DALLE ARMI DA TAGLIO E DA TUTTE QUELLE ARMI CHE NE DERIVANO COME KUTTER, TAGLIACARTE, ECC… ECC… STUDIANDO I CASI REALI E ALLENANDOSI CON SIMULAZIONI I PROPRI ATLETI SI CERCA DI FARLI AVICINARE IL PIU’ POSSIBILE A QUELLA CHE E’ CONSIDERATA L’ARMA PIU’ PERICOLOSO DEL MONDO DOPO LE ARMI DA FUOCO.

 

Parole usate nelle arti marziali filippine

Questa lista è fatta per quanto più precisa possibile ma considera che ci possono essere diverse differenze nella terminologia a causa del gran numero di dialetti presenti nelle Filippine, così come il numero di sistemi FMA che esistono oggi.

La maggior parte di questi termini sono universali nelle arti filippine, mentre altri possono essere trovati solo in alcuni sistemi FMA.

Lettera A

  • Abang…..to wait defensively
  • Abanico……fan; also spelled “abaniko”
  • Abanico sa Itaas…..upper flywheel
  • Abecedario…..”ABC’s”; the basics
  • Abierta…..open position
  • Agaw…..to grab, seize, disarm or take away
  • Agaw-Sandata…..disarming & retrieval of the weapon
  • Aldabis…..diagonal cut, strike or uppercut
  • Alpabeto…..alphabet; the basics
  • Anim…..six
  • Anino…..shadow
  • Antas…..level or degree
  • Antaw…..long range
  • Apat…..four
  • Araw…..sun or day
  • Arnis…..harness; northern philippine martial art
  • Arnisador…..stick fighter
  • Arnis de Mano…..”Armor of the Hand”; system
  • Atras…..retreat or backward
  • Avante…..forward

 

Lettara B

  • Babag…..worry; trouble
  • Bago…..new or before
  • Bagong-Pasok…..entry level student
  • Bagsak…..to drop; overhead strike with down weighing
  • Baguhan…..beginner
  • Bahi…..a Philipine hardwood used for sticks
  • Baitang…..level or stages
  • Bakbakan…..a rumble or free-for-all fight
  • Balaraw…..dagger
  • Baligtad…..reverse or inside out
  • Bali…..break
  • Balik…..return or retreat
  • Balisong…..”butterfly knife”
  • Balitok…..tumble
  • Banatan…..full-contact fighting
  • Bansay-bansay…..training or drills
  • Bantay…..guard or watch
  • Bantay-Kamay…..support or “alive” hand
  • Bara-bara…..wild or formless technique
  • Baraw…..dagger
  • Bartikal…..vertical cut/strike
  • Basag…..broken
  • Baston…..stick
  • Bati-Bati…..using the butt of the stick
  • Batikan…..noteworthy; certified expert
  • Baywang…..the hip
  • Bigay…..to give
  • Bigay-bali…..lock release technique
  • Bigay-galang…..salutation
  • Bihasa…..expert
  • Binahagi…..cut into parts
  • Binali…..break or reverse
  • Bisig…..the arm
  • Bothan…..Martial Arts school
  • Braso…..the arm
  • Buah…..combination of footwork and form; application of technique
  • Buhat…..from or lift
  • Buhat Araw…..an overhead strike
  • Bukas…..open position
  • Buklis…..upward figure 8
  • Bulusok…..powerful overhead or diagonal strike
  • Buno…..takedown or throws
  • Bunot…..to draw a sword; to pluck out
  • Bunot Kaluban…..an upward slash followed by a downward slash; a drawing and slashing technique

 

Lettera C

  • Caballero….techniques from Grandmaster Caballero
  • Carera…..cycling movement or spin
  • Cadena de Mano…..chain of hands
  • Centro…..center
  • Centro Baston…..holding the stick in the middle
  • Cerrada…..close; closed fighting position
  • Cinco…..five
  • Cinco Teros…..”5 strikes”
  • Contra…..counter
  • Contrada…..opposite or counter
  • Corto…..close range
  • Cruzada…..cross-block and strike
  • Crossada…..to cross
  • Cuatro…..four

 

Lettera D

  • Daga…..dagger or short stick
  • Dakop….to catch
  • Dakot…..to scoop
  • Dalawa…..two
  • Dalawampu…..twenty
  • Dalawampu’t Isa…..twenty-one
  • Dalawang…..double
  • Dakip…..capture
  • Dakip-Diwa…..mind-set
  • Damdam…..feel or sensitivity
  • Damdam-Diwa…..sensitivity; being aware
  • de Cadena…..”the chain”
  • de Cuerdas…..”to chord”; system
  • Defundo…..stationary
  • Delikado…..dangerous
  • Depensa…..defense; person taking defensive role in training
  • Dib-dib…..the chest
  • Diin…..to put pressure on
  • Dikitan…..very close or close quarters
  • Diwa…..mind
  • Djuru…..form
  • Doble…..double
  • Doble Baston…..double stick training
  • Doblete…..double or repeat
  • Doce Pares…..”12 pairs or 12 strikes”; system
  • Dos…..two
  • Dos Labahas…..two blades
  • Dos Manos…..two hands
  • Dos Manos Largos…..two hands with long stick
  • Dukop…..to catch
  • Dukot…..to snatch or seize unexpectedly
  • Dukot…..to reach out
  • Dulo…..the tip of the stick
  • Dumog…..filipino grappling art
  • Dungab…..to strike with the fist
  • Dungab…..”heaven” or “hammer” grip
  • Duslak…..thrust

 

Lettera E

  • Elastico…..”rubber band art”; system
  • Enganyo…..fake or feint
  • Entrada…..entry
  • Equis…..”X” or “X” shaped strike
  • Eskrima…..”skirmish”; filipino martial art
  • Eskrimador…..stick fighter
  • Espada…..sword or long stick
  • Espada y Daga…..sword & dagger or long & short stick
  • Estrilla…..star

 

Lettera F

  • No terms found.

 

Lettera G

  • Galang…..respect
  • Galing…..skillfull
  • Gantihan…..exchange of blows
  • Garote…..stick; usually flat to simulate a blade
  • Garote’ng…..itak flat stick
  • Gitna…..center
  • Gunting…..”scissors” or passing block with a limb destruction
  • Guro…..teacher

 

Lettera H

  • Habang…..while; in the meantime
  • Hagad-Hubad…..strikes & counters
  • Hagis…..to throw; a throwing technique
  • Hagibis……whirlwind; throwing & grappling techniques
  • Hakbang…..to step; footwork
  • Hakbang-Paiwas…..full side step/step to avoid strike
  • Halo-Halo…..combination; free flow sparring
  • Hanay…..row or line
  • Han-ay…..form
  • Handa…..”Get ready !”
  • Hapos…..strike or slash
  • Hapsanay…..free sparring
  • Hatak…..to pull
  • Hataw…..a full power strike
  • Hawak…..to hold
  • Hawak-Gitna…..holding the stick in the middle
  • Hawak-Pakal…..reverse or ice-pick grip
  • Hawak-Punyo…..regular hold on weapon with punyo
  • Hawak-Sagad…..regular grip with no punyo
  • Hawak-Saksak…..regular or hammer grip
  • Hawak-Sandata…..methods of holding a weapon
  • Hawak-Susi…..reverse grip; holding at tip of stick
  • Higot…..to tie
  • Hindi…..no or negative
  • Hintay…..wait or pause
  • Hiwa…..to slash or cut
  • Hubad…..to untie or undress; name of a flow drill
  • Hulagpos…..to escape from capture or restraint

 

Lettera I

  • Ibaba…..down or below
  • Ibabaw…..above or on-top
  • Ikot…..turn or about-face
  • Ikot-Hantaw…..spinning strike
  • Ilag…..to evade
  • Ilalim…..under or underneath
  • Ilustrisimo…..techniques from Grandmaster Anotio Ilustrisimo
  • Insayo’ng…..training
  • Ipit…..to lock, trap or jam
  • Ipit-Hagis…..a sacrifice throwing technique
  • Isang…..single
  • Itaas…..above, upper or to the front
  • Itak…..long sword or bolo
  • Isa…..one
  • Isa-pa…..once more; again; one more time
  • Iwas…..to avoid, dodge or duck

 

Lettera J

  • Juego Todo…..anything goes or free-for-all fight

 

Lettera K

  • Kaayusan…..order or organization
  • Kabakas…..partner or assistant
  • Kadena…..chain or series of movements
  • Kadyot…..a shallow, snap thrust
  • Kalahati…..half
  • Kalas…..disengage, release or disarm
  • Kalas-Sandata…..disarming technique
  • Kalasag…..to shield
  • Kali…..a southern Philippine martial art
  • Kalis…..oldest of the Philippino style kris swords; wavey back half, straight front half
  • Kaliwa…..left side
  • Kamagoong…..Philipine iron wood
  • Kamay…..the hand
  • Kamayan…..empty-hand training
  • Kamot…..to punch; hand
  • Kanan…..right side
  • Kapatid…..brother
  • Kasa…..to cock or chamber; to accept a challenge
  • Kasama…..companion/friends
  • Karunungan…..knowledge
  • Katapatan…..loyalty
  • Katawan…..body or torso
  • Katipunan…..organization, association or brotherhood
  • Kenkoy…..derogatory term used for unrealistic or impractical styles of fighting
  • Kilat…..”Lightning Blow”
  • Kilos…..movement
  • Kilos-Paa…..footwork
  • Kina-Iya…..natural
  • Kris…..serpentine blade knife or sword
  • Kunsi…..grappling techniques
  • Kuntao…..”fist way”; system

 

Lettera L

  • Labaha…..blade
  • Labahas…..blades
  • Laban…..to fight
  • Laban-Handa…..ready-stance
  • Laban-Laro…..combat drills or “play fights”
  • Labanang…..to fight
  • Labanang-Dikitan…..close quarters combat
  • Labanang-Malapitan…..medium range combat
  • Labanang-Malayuan…..long range combat
  • Laban-Paluan…..free-fighting
  • Laban-Sanay…..combat-skills training
  • Labas…..the outside
  • Labing-Isa…..eleven
  • Labo-labo…..anything-goes fight
  • La Contra…..to meet a strike
  • Lakan…..an instructor rank equivalent to black belt
  • Langka…..footwork
  • Lansi…..to confuse or misdirect
  • Lansing-Tadyak…..spinning thrust kick
  • Lansing-Sikad…..spinning snap kick
  • Largo…..long
  • Largo Mano…..long range
  • Largos…..long
  • Laro…..to play
  • Laro-laro…..give and take drills or training
  • Larong…..to play
  • La Seguida…..to follow a strike
  • Laslas…..to cut to shreds
  • Lastiko…..a style of arnis that emphasizes bobbing & weaving toavoid strikes
  • Lengua de Fuego…..a fast series of thrust & slash techniques
  • Lihim…..secret
  • Lihis…..to the side or side-step
  • Likos…..twirl
  • Lima…..five
  • Liyad…..to lean away
  • Lock & Block…..training drill from Serrada Eskrima
  • Loob…..the inside
  • Lubud…..to blend
  • Luma…..old
  • Lusob…..attack or partner taking offensive role in the training
  • Lutangto…..float; the unique forward and backward footwork of the Ilustrisimo system

 

Lettera M

  • Mabilis…..fast or speedy
  • Magaling…..highly skilled
  • Magisa…..alone
  • Mag-Olisi…..one who practices stick-fighting
  • Magulang…..parents; shrewd or sly
  • Mahina…..weak or of poor skills
  • Maharlika…..noble or nobility
  • Mahusay…..skillful
  • Malakas…..strong, powerful or influential
  • Malapitan…..near or close
  • Malayuan…..far or distant
  • Mandirigma…..warrior
  • Mano…..hand
  • Mano y Mano…..hand to hand
  • Marami…..many or numerous
  • Maraming Salamat Po…..”Many thanks”
  • Marunong…..knowledgeable
  • Masipag…..earnest or hard working
  • Masugid…..dedicated or loyal
  • Matibay…..strong, durable or lasting
  • Matira…..to be left or to be the last
  • Matira Matibay…..Survival of the Fittest
  • Matulis…..sharply pointed; a style of bolo
  • Mayto…..have
  • May-Alam…..to posses the seeds of knowledge
  • Medio…..medium range
  • Meteorica…..meteoric strike from Grandmaster Caballero
  • Mukha…..the face
  • Muli…..again or one more time

 

Lettera N

  • Nakahanda…..ready
  • Naka-Upo…..seated
  • Nakaw…..to steal
  • Ng…..of

 

Lettera O

  • Olisi…..stick
  • Olisi-hay…..sparring with sticks
  • Opo…..respectful form of saying “yes”
  • Oracion…..a prayer for protection
  • Ordabis…..backhand strike

 

Lettera P

  • Paa…..foot
  • Paayon…..going with the force
  • Paawas…..to parry
  • Pababa…..downward
  • Pag-Galang…..salutation or show of respect
  • Pagsasanay…..training
  • Pagsilang…..birth or sunrise
  • Pagsisisi…..atonement or repentance
  • Pahimsug…..exercises or calisthenics
  • Pahisa…..a slashing motion
  • Paikot…..rotate
  • Paikot…..circular strike
  • Paiwas…..to avoid
  • Pakal…..”ice pick” grip
  • Palad…..palm of the hand
  • Palakas…..strengthening
  • Palakas-Pulso…..wrist-strengthening exercises
  • Palis…..sweep or sweeping parry
  • Palis-Patid…..a sweeping throw
  • Palisut…..to scoop
  • Palisut-sut…..skipping strike
  • Palit…..change or exchange
  • Palit-Kamay…..change or exchange grip
  • Palitan…..alternating
  • Palo…..to strike
  • Paluan…..exchange of strikes
  • Palusut…..to pass through; technique of evading and passing through
  • Pama-a…..footwork
  • Panabas…..ax style weapon
  • Pananandata…..study of the weapons of the Philippines
  • Panastas…..to slash
  • Panata…..a devotion
  • Pangamot…..empty-hand defense
  • Pangandam…..on-guard or ready position
  • Pang-Ikyas evasion or dodge
  • Pangilog…..disarming
  • Pang-Olisi…..stick fighting
  • Pang-Ubot…..hold or grip
  • Panibago…..new or a revival
  • Pani-il…..footwork
  • Panimban…..balance
  • Panipis…..to skim or cut thinly
  • Panukad…..fighting stance
  • Parusa…..punishment
  • Pasada de Contra…..pass and hit
  • Pasok…..to enter, inside or on target
  • Pasulong…..forward
  • Pasungkit…..to thrust upward
  • Pataas…..upward
  • Patalim…..dagger or blade weapon
  • Patalon…..jumping or multi-level strikes
  • Patibong…..to trap
  • Patid…..to trip
  • Patusok…..in a thrusting motion
  • Paulit-ulit…..repetitive
  • Pa-upo…..half side step/sitting down
  • Pauyon…..go-with-the force technique
  • Payong…..umbrella
  • Payong sa Itaas…..upper umbrella block
  • Pekiti…..close range
  • Piga…..to squeeze or wring
  • Piglas…..to struggle or resist
  • Pikon…..one who is easily upset
  • Piktos…..a snap strike
  • Pilay…..sprain or dislocation; lame or crippled at the legs
  • Pinahandog…..diagonal downward strike
  • Pinatag…..horizontal strike
  • Pinasaka…..diagonal upward strike
  • Pinasaka Tuhod…..rising knee strike
  • Pinatindog…..vertical downward strike
  • Pingga…..a long staff fighting system
  • Pinid…..closed position
  • Pintok…..a wrist snap strike
  • Pinuti…..long Visayan sword
  • Pito…..seven
  • Planchada…..a horizontal strike
  • Plansada…..horizontal cut/strike
  • Pluma…..pen
  • Po…..a suffix denoting respect
  • Prakcion…..to react faster than the opponent
  • Pukpok…..to hammer or pummel
  • Pulso…..pulse or wrist
  • Puluhan…..handle or butt
  • Punong Guro…..head teacher & founder of system
  • Punyo…..butt of stick or any weapon

 

Lettera Q

  • No terms found.

 

Lettera R

  • Redonda…..continuous double stick technique
  • Redondo…..circular power strike
  • Retirada…..to retreat
  • Rompida…..an upward and downward slash
  • Ronda…..circular movement of the hands or weapon
  • Ropillon…..a double stick technique or movement

 

Lettera S

  • Sa…..to or of
  • Sabayan…..Simultaneous; to attack or counter at the same time
  • Sablay…..Incomplete or imperfect; a low right to left horizontal…..blow
  • Saboy…..to throw or scatter; an upward right to left diagonal strike
  • Sadang…..reverse position
  • Sagang…..defense
  • Sagasa…..to charge or to overrun
  • Sakay…..to ride or go with the force
  • Sakay-Salag…..eskrima sticky hands; to follow the motion of the blocked/ checked weapon or attack
  • Sakong…..heel
  • Sakong-Palad…..palm-heel
  • Saksak…..to thrust
  • Sasak Hatak…..a technique using fast withdrawal and twisting of the weapon to inflict a cut on the opponents checking or blocking hand
  • Salag…..block or parry
  • Salagba…..downward block
  • Salagbas…..outside dodging and parrying
  • Salag-Bisig…..forearm block
  • Salagsok…..inside dodging and parrying
  • Salagtas…..upward block
  • Salakay…..to charge or attack
  • Salamat…..to thank
  • Salamin…..mirror or reaction drill
  • Salisi…..opposing or opposite direction
  • Salok…..an upward strike with the edge or point
  • Saltik…..a snap strike
  • Salubong…..to meet head-on
  • Sama…..to join or go with
  • Sambut…..combination of footwork & form; application of technique
  • Sampu…..ten
  • Sanay…..training or exposure
  • Sandata…..weapon
  • Sangga…..to block
  • Saplet…..quick disarm
  • Sawali…..interwoven slats of wood use for walls
  • Serada…..closed
  • Serrada…..close quarters or “closing”
  • Sibat…..staff
  • Sibog…..retreat or backward
  • Sikad…..side kick
  • Sikad-Gilid…..side snap kick
  • Sikad-Hataw…..snap roundhouse kick
  • Sikad-Sungkite…..snap hook kick
  • Sikad-Tusok…..front snap kick
  • Sikaran…..a Philippine martial art emphasizing kicking skills
  • Siklod…..to kiss the hand of an elder; a wrist lock
  • Siklod Bangga…..a wrist lock that uses the shoulder as a leverage point
  • Sikmura…..solar plexus
  • Siko…..the elbow
  • Sikot…..push kick
  • Sikwat…..to pry; an upward strike with the punyo
  • Sikwat-Siko…..a come-along lock with the elbow as the primary lock or center of pressure
  • Silat…..to outmaneuver or overpower; an Indonesian martial art
  • Silak…..open-hand system used against a blade (Sayoc Kali)
  • Sinawalli…..to weave; a continuous double stick technique
  • Sinigurato…..make doubly sure; a follow-up trapping or jamming technique (Lameco Eskrima)
  • Sipa…..to kick; also a game
  • Sipalit…..a training drill for alternating kicks
  • Sipang-Hataw…..roundhouse kick
  • Siyam…..nine
  • Sogo…..finger-tip thrust
  • Solo…..single
  • Songab…..finger jab
  • Songkiti…..a hooking movement used to parry or thrust
  • Suklian…..an exchange of strikes
  • Suko…..to surrender or give-up
  • Sulod…..to enter
  • Sulong…..to go forward or go ahead
  • Suliwa…..pass or deflect
  • Sumbalik…..counter
  • Sumbrada…..upper umbrella block; name of a flow drill
  • Sumpa…..a vow or oath
  • Sungkite…..a technique that emphasizes thrusts
  • Sundot…..a jab or quick thrust
  • Suntok…..to punch
  • Suplete…..quick disarm
  • Suwag…..head-butt
  • Suyop…..a go with the force technique

 

Lettera T

  • Tabas Talahib…..a horizontal strike
  • Tabak-Toyok…..nunchaku
  • Tadtad…..full of or multiples of
  • Tadyak…..thrust kick
  • Tadyak-Gilid…..side thrust kick
  • Tadyak-Sakong…..back thrust kick
  • Tadyak-Tusok…..front thrust kick
  • Taga…..to strike or cut
  • Tagang Alanganin…..an outwards horizontal strike aimed at the upper torso region
  • Tagang Buhat Araw…..an overhead strike aimed at the top of the head
  • Tagang Pasumala…..primarily a parry, a sweeping upward diagonal strike used to deflect a weapon
  • Tagang San Miguel…..a diagonal downward and inward strike aimed at the upper torso
  • Tagapagsanay…..trainer or assistant instructor
  • Tagapagturo…..senior assistant instructor
  • Tala…..star
  • Talang Bartikal…..vertical block
  • Talas…..sharp or to sharpen
  • Talas Damdam…..sensitivity training
  • Tapa…..to step on the foot
  • Tapi…..to parry or deflect
  • Tapik…..to nudge, defelct or parry
  • Tapi-on…..to block, parry, defelct or check
  • Tapi-Tapi…..checking; a series of parries & blocks
  • Tapos…..finished or the end
  • Tatlo…..three
  • Tatlumpu…..thirty
  • Tatlumpu’t Isa…..thirty one
  • Tatsulok…..triangle
  • Taub…..facing downward
  • Tayo…..stance
  • Teka…..wait, halt or pause
  • Tiempo…..timing
  • Tigil…..stop or cease
  • Tigpas…..a horizontal strike directed at the knees
  • Tihaya…..facing upward
  • Tiniklink…..footwork drill
  • Tisod…..to stumble
  • Totsada…..to thrust
  • Totsar…..to thrust
  • Trancada…..to lock or locks
  • Tuhod…..the knee
  • Tulisan…..the knife-fighting art of Kali Illustrisimo
  • Tuloy-tuloy…..continuous
  • Tunga-tunga…..medium range
  • Tuo…..to the right
  • Tusok…..to thrust
  • Tuyok…..cycling movement or to spin

 

Lettera U

  • Ulo…..the head
  • Upo…..seat

 

Lettera V

  • No terms found.

 

Lettera W

  • Wala…..to the left; nothing; lost
  • Walis…..to sweep
  • Walo…..eight
  • Warwok…..a weapon hand capture that rebounds the weapon into the attackers body
  • Witik…..wrist snap strike

 

Lettera X

  • No terms found.

 

Lettera Y

  • Yabag…..the sound of footsteps
  • Yabang…..show-off
  • Yakap…..hug, hold, embrace or clinch
  • Yantoc…..rattan stick
  • Yukbo…..salutation
  • Yuko…..to duck or bow

 

Lettera Z

  • No terms found.