Srbosjek, il coltello a mani aperte

Oggi vi voglio parlare di un coltello macabro che si è purtroppo creato una triste reputazione per l’uso brutale durante la seconda guerra mondiale per la rapida uccisione di prigionieri nei campi di concentramento.

Non si tratta del coltello da mignolo di Freddy Krueger, il macabro personaggio del film horror Nightmare ma di un oggetto costruito sempre con un guanto e devo dire che la prima volta che ho visto questo tipo di coltello la sensazione che ho avuto senza ancora conoscerne la storia è stata di un retrogusto di sadismo umano, un tremito di orrore, e pur essendo un appassionato di coltelli del sud est asiatico come il Karambit che è una tipologia di “coltello” e strumento funzionale che adoro ma vedere il srbosjek va subito capire che si tratta di qualcosa che aveva dietro una storia umana orribile.

Certo non è lo strumento ma il suo utilizzo ma andando a leggere la sua storia si capisce che la sensazione che ho provato era corretta.

Lo srbosjek (che in croato significa “tagliaserbo”) era un’arma appositamente creata dagli ustaša dello Stato Indipendente di Croazia e fu prodotta dalla ditta tedesca Gebrüder Gräfrath di Solingen su speciale commessa del governo ustaša croato ed era fatta semplificando da un guanto di pelle al quale era fissata una lama di una decina di centimetri.

Una delle caratteristiche di questo coltello è che per la sua conformazione permetteva di avere le mani libere. Il guanto copriva giusto il palmo e il dorso della mano, lasciando libere tutte le cinque dita.

La lama era fissata ad una piastra del guanto, in modo da non rischiare di causare ferite all’utilizzatore, e per non dover maneggiare un coltello a sè stante, il che aumentava la velocità d’uso.

La lama era costruita leggermente ricurva (non come un Karambit) per permettere lo sgozzamento delle vittime con il minore sforzo possibile ed era quindi concepita per uccidere grandi quantità di persone.

Il “tagliaserbo” trovò principalmente utilizzo nel campo di concentramento di Jasenovac contro i prigionieri etnici (sebo, ebrei e rom) e anche contro un gran numero di appartenenti alla resistenza partigiana o presunti tali.

Lo srbosjek è diventato tristemente famoso per le competizioni organizzate dagli ustaša a Jasenovac, in cui veniva premiato colui che riusciva a uccidere il maggior numero di prigionieri nel minor tempo. Uno dei vincitori di queste macabre scommesse fu lo studente Petar Brzica, che la notte del 29 agosto 1942 riuscì a sgozzare 1.360 prigionieri, eccidio che gli valse l’appellativo di “re delle gole tagliate”.

Ps. Psicopatici omicidi al servizio di uomini senza scrupoli.

Ancora una volta uno strumento da lavoro trova una funzione mostruosa nelle mani dell’uomo, alla fine la differenza la fa sempre l’uomo.

Non cambierei mai il Karambit per un oggetto del genere.

Andrea

 

 

 

 

Attacchi di coltello, cosa dicono le statistiche.

Knife Attack

Il campo delle arti di combattimento e della difesa personale è afflitto da una grave sindrome, la percezione falsa e illusoria sulla questione degli attacchi con il coltello.

Oggi grazie alla possibilità di visionare filmati di attacchi di coltello è stato possibile analizzare che cosa accade realmente ed è qualcosa che voglio approfondire perchè è una responsabilità molto importante per un istruttore di difesa personale che spiega “il coltello” perchè non è un gioco la difesa personale e l’ho già ribadito in un articolo dove c’è un invasione di finti professionisti che hanno riempito la testa alle persone di assurdità mettendole in serio pericolo.

E’ stata fatta una analisi statistiche recenti di oltre 150 veri attacchi di coltello e illustrano la dura realtà:

1 – Il 71,1% degli attacchi con il coltello inizia con l’uso della mano libera dell’aggressore.

Questo cambia drasticamente le dinamiche e gli esiti dell’attacco, oltre a influire negativamente sulla reazione iniziale della vittima.

La reazione iniziale della vittima in difesa ha luogo al primo stimolo visivo che riceve, che è la mano libera dell’attaccante, e non il coltello, che può essere nascosto per l’uso nella seconda volta.

Con la mano libera, l’aggressore riesce a mantenere la vittima a una distanza di sicurezza in modo che non può controllare la mano che impugna il coltello e non sia in una buona posizione per colpirlo, così come cerca con la mano libera di afferrare la vittima rendendo la fuga impossibile.

Ancora, l’aggressore con la mano libera può esercitare molta pressione sul corpo della vittima afferrandolo per la giacca, il suo braccio, i suoi capelli, ecc.

Le statistiche dicono che oltre il 50% delle vittime cade al suolo sotto questa pressione.

Questo tipo di attacco utilizzando la mano libera viene chiamato Prison Yard Rush o  Prison Knife Rush.

ATTENZIONE!! Le arti marziali di solito considerano lo scenario di attacco senza affrontare l’uso primario della mano libera, senza considerare la parte non armata dell’aggressore e senza una vera pressione e violenza del gesto, strattonamento, ecc. lasciano così lo studente dentro questa statistica ma andiamo a vedere il 28,9% dei casi di possibile attacco.

 

2 – La maggior parte degli attacchi con il coltello è eseguita in maniera sleale e non SOLO nella forma.

Un aggressore non ti vuole fare vedere che è armato e mostra raramente il coltello prima dell’attacco a meno che la usi come minaccia, come equalizzatore a scopo di rapina o estorsione.

Un aggressore tiene l’arma in posizione nascosta fino all’ultimo momento.

Le statistiche dicono che l’80% degli aggressori ha un coltello nascosto. Gli aggressori inizialmente distraggono la vittima, costruiscono una “trappola” e poi lanciano un attacco da distanza ravvicinata con la violenza e determinazione.

Il 70,6% degli attacchi con coltello inizia ad una distanza di meno di un metro dalla vittima, lasciando poco spazio di reazione e di solito attacca con un serie di colpi ripetitivi (1-2 colpi al  secondo) principalmente sul lato sinistro del corpo della vittima.

Questo tipo di attacco è chiamato Macchina da cucire o in altro modo Prison Shanking.

Knife

La durata:

Le statistiche dicono che il 55% degli attacchi è molto rapida eseguita con una raffica di colpi, in modo che la vittima non ha tempo di reazione e lo spazio (reazionario Gap) viene annullata.
Gli attacchi dei coltelli non durano a lungo, durano da 14 secondi a un minuto. In media, la maggior parte degli attacchi dura circa 23 secondi.

La dura realtà per il chi si difende:
  • Gli attacchi sono improvvisi e la vittima è sopraffatta dalla paura e dall’aggressione.
  • Probabilmente non vedrà il coltello prima dell’attacco e non sarà in grado di evitare l’attacco o di fuggire in tempo.
  • Ha pochissimo tempo e spazio per reagire e sviluppare un contrattacco.
  • Può non essere in grado di evitare il primo colpo ed è quasi certo che si ferirà.
  • In molti casi potrebbe anche non essere consapevole di essere stato ferito o in misura maggiore.
  • Non ha abbastanza tempo per estrarre un’arma difensiva, è squilibrato e può cadere a terra a causa della pressione.
  • I movimenti fisici sono limitati a causa dello stress, le abilità motorie fini sono perse e sono sostituite dalle abilità motorie grossolane.
  • I movimenti di precisione saranno impossibili e le complesse tecniche di autodifesa non possono essere implementate in modo efficiente.

Ora questi sono i fatti ed è da questo che devi partire!. Come hai letto e ti ripeto spesso non c’è niente di cavalleresco.

Knife Attack

Stay Tuned! Stay Bladed!

Andrea

 

 

 

10 cose che probabilmente non conosci sulle arti marziali filippine.

Oggi ti voglio fare una piccola premessa per raccontarti come iniziato a praticare le arti marziali Filippine.

Stavo praticando la lotta in particolare il CSW di Erik Paulson quando sono rimasto incuriosito dal fatto che fosse anche una Black Belt della Inosanto Academy, quindi un esperto di JKD e di Kali Filippino.

Era incredibile come un atleta e maestro di quel livello fosse così dedito anche alla pratica del Kali, fu una illuminazione, e così inziai a prendere le prime lezioni di Kali per curiosità, per capire di più e sentire in prima persona il perchè di tutto questo.

Il Kali è propedeutico per qualunque arte marziali tu pratichi, anzi espande la tua arte, è una “ginnastica per la mente” per le tutte arti marziali.

La cosa straordinaria è che più ti immergi in questa arte e più ti accorgi che quello che vedi in superficie non è nulla e dal bastone inizi a passare al coltello, alla spada e la daga, alla lotta dumog, al panantukan ( il dirty boxing più approfondito che abbia mai visto) , il sikaran (l’arte di calciare) , le armi improvvisate, ecc., fino al misticismo.

“Ma che cosa è tutto questo?”, “Ma non è solo il bastone il Kali??!!”.

Assolutamente no!!.

anche se è la prima cosa che ti viene insegnata, ma più passava il tempo, più rimanevo affascinato e sbalordito dalla potenzialità che mi dava praticare questa arte che mischiata con le altre che praticavo.

Si “incollavano” perfettamente” e le espandevano.

Ps. Lo stesso Lee studiava kali filippino proprio con Dan Inosanto

Ora per comprendere qualcosa in più ti voglio raccontare 10 cose che probabilmente non consoci sulle arti marziali filippine:

1 – I bastoni sono un’estensione delle mani; Senza le mani, non ci possono essere bastoni.

Anche se i praticanti di molte arti marziali a parole dicono che utilizzano questo principio, solo i praticanti delle arti marziali filippine lo applicano realmente con i fatti facendo le stesse tecniche esatte con e senza armi.

La differenza non la fa l’arma che tieni in mano, ma la differenza la fa l’uomo che tiene l’arma con le sue mani.

Questo principio mi trova molto in accordo e se segui il blog sai come spesso più volte abbia scritto come sia l’uomo a fare la differenza più che l’arte in sè.

Spesso alcuni chiedono:”che serve che ti eserciti a combattere il bastone? Non è come ti porti il  bastone ovunque vai?”. Ma in realtà non hanno compreso l’essenza è il significato propedeutico che c’è dietro il bastone.

Vuoi un consiglio?! Studia il bastone. Migliorerà ogni aspetto della tua arte marziale oltre che espanderà il tup senso della posizione, della distanza e i tuoi riflessi.

Ps. Il bastone va molto molto veloce!! La tua mente e il tuo corpo accellerano.

2 – Le arti marziali filippine (kali, escrima, arnis) insegnano prima le armi, dopo di che vengono le tecniche a mano nuda.

Anche se per  alcuni praticanti e maestri di arti marziali la concezione di insegnare prima le armi può sembrare strana, la maggior parte se non tutte le tecniche di combattimento delle FMA a mano derivano dai principi che sono alla base del movimento con il bastone e con spada.

Una delle caratteristichè del Kalì è anche la rotondità dei suoi movimenti unita alla capacità di entrare lungo linee dirette derivato dal continuo studio di traiettorie di taglio mixate con traiettorie di punta.

Un’altra caratteristicha fondamentale è l’utilizzo della mano viva, quindi una abitudine costante a usare “armi” differenti, di lunghezza differente in modo diverso, questo approccio ti abitua a modificare continuamente la tua posizione a seguito della variazione di distanza tra una tua mano armata e l’altra mano “nuda” esaltando il footwork. Questo approccio abitua la tua mente a far lavorare in maniera funzionale tecniche diverse concatenandole per un’unico scopo.

3 – Le arti marziali filippine rappresentano le tecniche di combattimento più approfondite e pratiche al mondo.

Sono una delle poche arti che vanno ad affrontare e coprire tutte le distanze in cui si svolge il combattimento in maniera approfondita:

  • lunga distanza (calci),
  • media disatanza (pugilato, gomito, ginocchio)
  • e corto distanza(aggrapparsi, colpire, mordere, combattere).

Ps. Considera che sono studiate in maniera così approfondita che alcune specialità come il sikaran alcuni le studiano come se fossero una arte marziale a se.

Sono molto pratiche e moderne in quanto non si concentrano su mosse fantasiose o complicate che potrebbero non riuscire a funzionare in un combattimento reale.

I sistemi filippini sono molto moderni perchè sono una delle poche arti che hanno continuato ad essere tramandate e utilizzate nelle filippine fino ai giorni nostri, con una vera evoluzione del sistema stesso.

Anche le forme utilizzate da alcuni sistemi filippini sono composti da mosse effettive di combattimento, che storicamente erano nascoste in una danza (sayaw) per evitare che i conquistatori stranieri potessero apprendere il Kali.

Personalmente non uso forme, una sorta di kata perchè non è il mio approccio alle arti marziali.

La praticità delle arti filippine è aumentata dalla versatilità delle armi:

  • A lunga distanza, è possibile utilizzare la punta del bastone o della spada;
  • Nella media distanza puoi usare il corpo del bastone o la lama della spada;
  • A breve distanza, è possibile utilizzare la parte inferiore del bastone (punyo) o il manico della spada.

Il concetto simile viene utilizzato anche a mano nuda utilizzando al meglio le armi naturali del corpo in base alla distanza e dando una continuità e una fluidità nel colpire tipica degli stili filippini che enfatizzano la continuità del movimento.

Ps. Molti sistemi al mondo di difesa personale in realtà hanno al loro interno parti prese dal patrimonio delle arti marziali filippine e spesso senza neanche saperlo.

4 – Le arti marziali filippini sono le uniche che possono completare qualsiasi altro stile di combattimento tu stia praticando.

Come ti dicevo all’inizio di questa chiacchierata, tutti i settori del kali non sono mai in conflitto con le altre aree ma le rafforzano e la stessa cosa avviene con altri stili di arti marziale che vengono solo rafforzate. Qualunque arte marziale pratichi studiare il kali filippino portera solo benefici.

Il kali come spero ormai hai capito include le arti di calciare, le arti a mano nuda , le arti pura di autodifesa e le arti da combattere con armi da percussione e da taglio, più anche l’arte di lancire oggetti di diversi tipo, ecc.

 

5 – Il combattimento con il bastone e le armi da taglio è adatto e vantaggioso per tutti.

Per i bambini:

Nel Kali ci sono molti esercizi di movimento e coordinazione come il sinawali. Questa forma di combattimento a doppio bastone rafforza gli arti e sviluppa la coordinazione degli occhicosì come qualsiasi sport.

I bambini inoltre ricevono anche della formazione dei pericoli che si corrono maneggiando le armi (anche se da training perchè sono piccoli) quando imparano a manipolare in modo sicuro le armi potenzialmente pericolose.

Questa impostazione moderna per i bambini è preferibile al vecchio modo usato nelle filippine ma nel mondo in generale compresa l’Italia. Quando ero giovane, mio nonno mi ha insegnato a gestire una lama viva mentre imparava a utilizzarla per la sopravvivenza e l’autodifesa.

Per le donne:

Le arti filippine sono perfette per una donna perché anche se le mani sono piccole possono contenere un coltello e portare colpi in modo mortale. Con una formazione minima, una donna sarà in grado di mantenere a distanza quasi tutti i malintenzionati e se uno è così pazzo da avvicinarsi rischia sicuramente di essere tagliato o ucciso.

Non ci credi?? Prova questo esperimento: Prendi un pennarello a punta grande e dallo alla tua fidanzata o a una amica che conosci, ora indossa gli occhiali protettivi e digli di colpirti con il pennarello ogni volta che provi ad avvicinarti senza entrare.

Non è facile da fare e ancora meno se non hai una formazione di scherma corta.

Una volta che lei ha imparato come portare discretamente i colpi e disegnare con l’arma traiettorie precise, il tuo compito sarà più esponenziale se non quasi impossibile se non sei disposto a tagliarti o se non utilizzi anche tu un arma possibilmente più lunga.

Il Kali non è un gioco!!

Con un arma da taglio appropriata per lei molto probabilmente sarà in grado di proteggersi veramente non solo da un aggressore ma anche contro molti attaccanti.

Per gli uomini e agenti di polizia e per i membri delle forze armate:

Le arti filippine forniscono una serie essenziale di competenze molto utili in ambito di difesa personale visto l’ampio uso di bastoni e di armi da taglio. Gli uomini e chi opera nelle forze dell’ordine hanno bisogno di abilità reali, sia offensive che difensive, e le arti filippine sono tra i pochi sistemi recenti che sono stati testati in conflitti reali.

6 – Le arti marziali filippine ti aiutano a collegare i punti nella tua formazione di autodifesa concentrandosi su concetti versatili piuttosto che su una tecnica diversa per ogni situazione.

Gli istruttori FMA parlano di angoli di attacco piuttosto che attacchi specifici, quindi un approccio differente.

Una volta che sei in grado di distinguere se un attacco proviene dall’interno o dall’esterno e se è da sinistra o da destra, e da altezze diverse hai la base di quello di cui devi occuparti.

Dopo di che, la tua formazione sarà su progressioni e combinazioni che coinvolgono quelle basi andando a costruire possibilità di attacco e difesa su determinati angoli indipendentemente dai colpi.

Se il tuo istruttore è bravo non lo troverai mai a suddividere la tua difesa da un attacco in base al tipo di colpo (un pugno, un calcio, una presa, una spinta, ecc.) perché nelle FMA vengono trattati tutti come gli attacchi diretti da un determinato angolo.

Il Kali è semplificare qualcosa di complicato.

Ps. E’ l’esperinza che ti fa fare dei leggeri adattamenti in base al tipo di arma che ti attacca e che tu hai in mano o se sei a mano nuda,  ma il movimento base, gli skill aquisiti e la biomecccanica del movimento è la stessa.

Knife

 

7 – Il combattimento con il bastone non è solo l’utilizzo della tua arma.

Uno studio importante nelle arti marziali filippine è legata all’uso dell’arma del tuo aggressore contro di lui. Disarmi e restituzioni dell’arma (non intesa come scusa ti ho preso l’arma tieni, tenta di nuovo!!)

Questa capacità raramente si manifesta in pratica ed è spesso tema di dibattiti accesi, ma in realtà lo studio di queste abilità sono propedeuticche per la comprensione di dinamiche importanti e senza contare che se hai la possibilità di disarmare o restituire l’arma (che NON va cercata) devi sapere cosa fare senza il minimo indugio e fottere il tuo aggressore.

Knife Fighting

 

8 – La formazione delle armi filippine va ben oltre l’uso dei bastoni e dei coltelli tradizionali.

Non mi stancherò mai di ripetere come il kali sia qualcosa che va ben oltre lo studio del bastone.

Le 12 aree del Kali rappresentano uno studio così esteso che richiede uno studio che praticamente non ha fine.

I metodi che impari nella FMA lavorano con bastoni e coltelli ma per legge non puoi portare con te questi strumenti  di difesa.

Fortunatamente, puoi applicare le abilità che hai appreso praticamente qualsiasi cosa: una penna, un cellulare, una carta di credito, uno stuzzicadenti, un ombrello o anche una bottiglia d’acqua.

Una delle cose straordinari del kali filippino è proprio la capacità di usare armi improvvisate con la stessa qualità tecnica ed efficacia.

 

9 – Studiare le arti marziali filippine può rinvigorire la tua formazione, sia che tu sia un principiante o un maestro.

Come tu sai se segui il blog tendo molto a stimolare le persone a non praticare una sola arte marziale.

È anche uno dei motivi per cui sono così interessato ai praticanti di altre arti, mi piace se posso liberarli da delle loro prigioni mentali che gli hanno costruito intorno (interessi personali dei maestri) o si sono auto costruiti da soli (zone di confort).

Una volta che hai una solida base, se non c’è una plaestra vicino a casa tua che pratica una determinata arte marziale come il kali oggi per fortuna ci sono molte possibilità.

Puoi imparare comunque molte usando dvd didattici e corsi online con un altro tuo amico esperto ma attenzione non rinunciare mai però all’interazione con un maestro specializzato o a seguire stage quando ci sono le possibilità.

Ricordati che il significato, i principi, l’importanza e la storia dietro le tecniche, le esercitazioni pe sviluppare gli attrbuti e le qualità, sono per la maggior parte nascoste.

Hai bisogno di un vero maestro per aiutarti a interpretarli.

 

10 – Anche se alcuni istruttori si concentrano sullo sport, le arti marziali filippini sono una forma di autodifesa basata sulla realtà e un ottimo esempio di un sistema MMA completo.

Non farti ingannare da quello che vedi nei tornei di bastone o di quello che si sente dire in giro. Il kali non è quello.

Le arti filippine sono un sistema da difesa personale in 4D, sono molto di più che tridimensionali.

Come ti ho detto prima, non fermarti sulla superficie, se continui a guardare in un punto ti perdi tutto quello che c’è intorno.

E’ uno dei sistemi di difesa personale tra i più efficaci al mondo.

Kali Eskcrima

Il kali filippino è movimento quindi esplora!! Vai oltre la tua arte se vuoi scoprirla veramente!!

Andrea

Karambit da allenamento.

Karambit Training

Una delle cose importanti nell’allenamento è avere delle attrezzature per effettuare le tecniche in sicurezza.

Il coltello da karambit necessita di molto allenamento e per la sua peculiarità è importante che la riproduzione da training sia fatta correttamente per allenarsi correttamente ed evitare rischi di infortuni per te e per il tuo compagno di allenamento.

Esistono molti modelli di Karambit da allenamento, sia come dimensione, che come tipologia, full tang e folder, e fatti  con materiali differenti.

Quelli da training che ti consiglio sono quelli che riproducono il tuo coltello karambit reale. Non allenarti con qualcosa che non assomiglia come dimensioni e peso al tuo vero knife.

Questa è una regola generale!.

Le varianti di plastica e legno se vuoi possono andare bene per fare dello sparring, perché sono leggere e senza spigoli, ma io consiglio sempre per lo sparring di usare coltelli in alluminio e protezioni simili alla scherma per proteggere la testa e le mani.

Per quanto riguarda l’aspetto tecnico il tuo coltello da training dovrebbe essere il tuo coltello vero sfilato e senza la punta, quindi devi comprarne due, questa è la regola in expertfighting!!.

Solitamente come ti dicevo i materiali sono essenzialmente 4:

  • Acciaio
  • Alluminio
  • Plastici
  • Legno

Questi sono alcuni esempi di coltelli da training e come vedi alcuni sono molto semplici, volendo con un minimo di abilità e di attrezzatura è possibile costruirsi da soli alcuni di questi tools ma mi raccomando alla sicurezza.

Ps. Se hai bisogno di Karambit da training o dei consigli su come farli scrivimi!!

@mail: expert.fighting@gmail.com

Quello che ti consiglio e di studiare le tecniche con un coltello da training ricavato da un karambit reale per avere la stessa dimensione, peso e dinamiche in movimento.

Il karambit come per il coltello butterfly avendo dei movimenti dinamici richiede che abbia un peso e un bilanciamento ben definito che devi imparare a conoscere e gestire.

Esistono moltissimi esercizi che puoi fare con il karambit da training!. Allenati!.

Andrea

Come portare il Karambit.

Il trasporto e l’estrazione del karambit è una parte integrante dello studio stesso dell’utilizzo dell’arma.

La capacità di estrazione del coltello è una fase fondamentale e molto importante, nella difesa personale perché può fare la differenza.

Ps. come sai trasportare il karambit in Italia è vietato per legge, quindi se hai con te il tuo karambit sei passabile di denuncia.

Il Karambit può essere trasportato in numerose posizioni e la “migliore” è quello più adatto alle tue esigenze e all’uso previsto.

Può essere trasportato:

  • attorno al collo,
  • nascosto o non nascosto,
  • in posizione trasversale,
  • davanti o dietro la cintura,
  • all’interno o all’esterno della cintura,
  • nella parte anteriore o posteriore del tronco, l
  • laterale portante standard (anello verso l’alto),
  • invertito (anello verso il basso),
  • in una rigida coscia
  • o in numerosi altri modi.

Quindi non c’è limiti alla fantasia e ci sono altri metodi naturalmente, ma per tutti gli scopi pratici questi sono i più comuni. Ora la tua scelta dipende molto dallo scopo a cui ti serve il karambit e la tua capacità tecnica e soprattutto quello che ti viene più istintivo e naturale.

Una cosa importantissima, considera che il karambit trasportato deve essere messo in sicurezza perché in movimento rapido, in caso di caduta, in caso di collutazione a mano nuda, ecc. non deve ferirti.

La “custodia” è un aspetto importantissimo e vale per qualunque arma a taglio che trasporti.

Ci sono otto posizioni comuni di trasporto vicine alle mani:

  1. Tasca laterale sinistra
  2. Tasca laterale destra
  3. Tasca posteriore sinistra
  4. Tasca posteriore destra
  5. Cintura anteriore
  6. Cinturino posteriore
  7. Fiano vicino all’osso dell’anca sinistro
  8. Fianco vicino all’osso dell’anca destro

Inoltre, per il trasporto della cintura, e in base alla preferenza di accesso, il coltello può essere posizionato per eseguire l’estrazione a mano o a metà in entrambe le posizioni anteriori o posteriori.

Sembra abbastanza ovvio, ma per logica se sei destro, allora dovresti portare la tua lama posizionata per facilitare l’accesso con la mano destra. Viceversa se sei mancino, dovresti portare la tua lama posizionata per ottimizzare l’accesso con la mano sinistra.

Alcune persone sono veramente ambidextrous e possono utilizzare entrambe le mani in modo efficace come l’altro.

Se sei capace di essere uno di questi dotati naturalmente allora non ha bisogno di preoccuparti di una scelta così importante soprattutto se si tratta di difesa personale.

La clip dei karambit folder è fatta solitamente per essere smontata e avvitata nella posizione che si presta per l’utilizzatore.

Volendo può anche essere posizionata per avere l’anello verso il basso, in questa maniera rimane più nascosto nella tasca perché non si vede l’anello, però non ha senso perché non ti permette di sfruttare il ring per poterlo estrarre già con il grip standard tipico del karambit.

La posizione del karambit fonder nella tasca anteriore posizionato verso il fianco non permette di sfruttare l’ingaggio del gancio ricavato nella forma della lama con la cucitura della tasca del pantalone e che permette di estrarre il karambit già aperto e pronto all’uso.

Questa posizione è sconsigliabile per la difesa personale!!.

Devi posizionarlo nella tasca nella posizione tutta avanti.

Nella immagine di sotto si trova nella tasca posteriore per un destro.

Devi sempre portare il tuo karambit nello stesso posto. Se ti occorre in fretta e sotto stress, non puoi pensare: “Dove ho messo il mio karambit?“.

Immagina di guidare e ogni volta che improvvisamente ti serve frenare ti cambiano la posizione del pedale?. Entreresti nel panico e sarebbe una grande perdita di tempo e non puoi permettertelo.

Stessa cosa con il tuo coltello, una volta che si decide una posizione di trasporto che si adatta al tuo profilo personale e le esigenze di utilizzo, non cambiarla!!

Allenati nella estrazione rapida del tuo coltello.

Il più sicuro e più efficiente estrazione di un qualsiasi strumento è quella che ti permette una transizione diretta, breve e che inizia con una presa sicura, continua attraverso la posizione di guardia e termina con l’attrezzo pronto per l’operazione.

Portare il tuo karambit non è sufficiente devi anche praticare l’estrazione.

Clicca sul link per vedere il video – Alessandro Karambit

Quando si tratta di una versione di Karambit a lama fissa, l’estrazione è più semplice: afferri l’impugnatura e tiri il karambit dalla fondina.

Per i karambit folder (pieghevoli) richiedono un po’ più di più pratica e di test per riuscire a trovare la corretta posizione per poterlo estrarre dalla tasca per quando necessario e soprattutto che esca aperto.

Spendi del tempo a testare le estrazioni con un karambit pieghevole con una clip per assicurare che la tua lama sia sempre pronta per una rapida e sicura implementazione.

Ps. Io un paio di karambit folder li ho “modificati” perché non avevano la zona di appoggio del pollice (guarda qui) che è la zona che deve avere una forma coretta per permette l’ingaggio con il tessuto della tasca in fase di estrazione per permette alla lama di aprirsi che non era adatta a fare quella funzione. Un karambit così è utile come utensile da tutti i giorni ma non è adatto per la difesa personale.

In questi ultimi anni si sono anche visti dei Karambit butterfly, anche questa tipologia di karambit necessità uno studio aggiuntivo molto vasto, direi che è qualcosa da esplorare se sei un utilizzatore di coltello butterfly.

Andrea

(Un giorno di questi vi faccio vedere una felpa modificata!!)