Le 3 +1 prese fondamentali del Karambit

Prima di parlarvi delle tre prese fondamentali nell’utilizzo del Karambit voglio farvi una piccola premessa sulle qualità e differenze di un Karambit Vs. Coltello.

  •  Il Karambit è più rapido da estrarre di un coltello tradizionale. Esistono modelli di Karambit folder (con lama chiudibile). Alcuni sono dotati di un sistema di aggancio per permettere tirando l’anello di “ingaggiarsi” con il pantalone ed estrarre il karambit già aperto, diversamente sono troppo lenti da aprire e per questo non sono adatti all’uso da difesa personale.
  •  La forma curva della lama permette di avere una superiore capacità di penetrazione nelle azioni di taglio, sono stati fatti diversi test su gel tattici che hanno evidenziato questo.
  •  La particola ergonomia e l’anello rendono più difficile il disarmo, un aspetto molto importante.
  •  Possibilità di assumere una presa “estesa” che permette di variare il raggio d’azione della lama senza muovere il braccio o il corpo ma sfruttando la proiezione in avanti della lama tenedo il Karambit dall’anello. Significa guadagnare centimetri importanti che possono fare la differenza.

Guardare un esperto qualificato di karambit al lavoro è simile a guardare un movimento impnotico, la lama si tende, i cerchi si formano e e le punte luccicano in un modo che paralizza. È qualcosa che lascia mozzafiato, rimani affascinato e difficile da guardare da lontano, vuoi saperne di più.

Una parte del fascino deriva dai movimenti dell’utilizzatore stesso, ma un parte fluisce direttamente nel movimento intricato del karambit.

A causa del design unico del karambit, un esperto di karambit può variare la presa sulla lama e fluire liberamente da una posizione all’altra a seconda delle funzionalità richiesta.

Mentre è facile per le persone inesperte di trovare inutili le varie posizioni, i grip e le transizioni di karambit come “trucchi” o “inutili”, in realtà, il vero potenziale del karambit come coltello da combattimento non può essere sfruttato senza conoscenza e comprensione delle opzioni e delle funzionalità aggiuntive che sono inerenti al design di karambit.

Nessun altro coltello nel mondo offre la flessibilità di un karambit.

Con una lama dritta, ci sono due modi per tenerla: in avanti (o sak sak) e nella presa (o pikal) più naturalmente le varianti con le posizioni delle dita, ma ne considero due perché le prese devono essere sicure.

Al contrario, quando si tratta di un karambit, ci sono tre scelte comuni di presa, varianti di ciascuna e presa di specialità disponibili.

Queste qualità rendono questo knife davvero efficace in combattimento. Ci sono essenzialmente tre prese fondamentali con il karambit, che è importante che conosci.

Ogni grip di karambit ha un uso ottimale e ognuno offre diversi gradi di sicurezza di presa, di portata, di manovrabilità, di potenza e di efficacia per varie applicazioni.

Quando valuti come tenere un karambit, considerare attentamente quello che stai utilizzando e quali sono i tratti necessari dalla tua lama, per questo la scelta del karambit si deve basare su dei requisiti tecnici personali e strategie di combattimento.

Considera per esempio che alcuni Karambit non hanno il filo di lama esterno, o dei bilanciamenti che richiedono adattamento e condizionamento.

Le tre prese fondamentali del Karambit.

  • Con anello nell’indice impugnato (presa tradizionale).
  • Con anello nel mignolo impugnato (presa istintiva).
  • Con anello nell’indice aperto (presa estesa).

Presa Tradizionale o presa inversa

Infilando l’indice nell’anello e quindi la lama è protesa verso il basso nella porzione inferiore del pugno e hai fatto la presa tradizionale del karambit.

Questa impugnatura permette d’infliggere tagli ascendenti alla porzione inferiore del corpo dell’avversario (genitali, femorale etc…etc…) tanto cari al Silat.

E’ una presa molto forte e permette di effettuare traiettorie di taglio da ogni direzione e stoccate di punta.

Questa presa soprattutto con i karambit di oggi molto piccoli è anche preferita per il fatto che puoi nascondere la lama con il pugno serrato fino all’ultimo.

L’impugnatura inversa è la presa di karambit più comunemente utilizzata, dimostrata e ampiamente riconosciuta. La maggior parte degli utilizzatori di karambit si affidano a questa presa nella maggior parte delle applicazioni.

L’impugnatura inversa è meglio utilizzarla nelle applicazioni tattiche e combative di karambit.

La posiziona della mano destra in modo che sia palma e piatta. Posizionare il karambit sul palmo con la spina dorsale rivolta verso il corpo, anello verso destra e la punta affacciata dal corpo. Far scivolare il dito indice nell’anello di sicurezza e chiudere le dita intorno alla maniglia per fissare il karambit in una presa inversa.

Variante: mantieni il karambit nello stesso orientamento, ma variare la posizione del dito posto nell’anello di sicurezza per ottenere una maggiore portata, considera che le dita più piccole che hai sul manico danno una minore stabilità e potenza.

I punti di forza di questa presa sono la stabilità, leva, manovrabilità, potenza, controllo.

I punti di debolezza di questa presa sono la precisione, e la distanza dal target.

Altri nomi di questa presa sono Pikal, P’kal, Grip di combattimento, Grip tattico, Grip rapido di tiro, Grip regolare di Karambit, Grip retrogradata

 

Presa estesa

Dalla presa tradizionale da questa impugnatura con un semplice movimento del polso si può passare a una presa estesa.

Il karambit ti permette di guadagnare della distanza vitale (a seconda del modello di karambit) istantaneamente e “senza muovere” il corpo od il braccio ma sfruttando la proiezione in avanti della lama tenedo il Karambit dall’anello.

Attenzione!! Questa presa non può essere utilizzata per tecniche di stoccata, ma solo per infliggere sfruttando la rotazione del karambit dei colpi di taglio a sorpresa o per “uncinare” porzioni del corpo dell’avversario, una tecnica spesso utilizzata dagli esperti.

L’impugnatura estesa è il risultato di far scorrere un karambit tenuto in posizione verticale in senso antiorario, in modo che la lama attraversa la parte posteriore della mano dell’utente con l’anello ancora fissato sul dito indice.

L’impugnatura estesa viene raramente utilizzata in quanto ha molte limitazioni ma è invece qualcosa che io uso moltissimo, è molto utile nel combattimento quando è richiesta una maggiore portata o per sfruttare l’applicazione dall’alto verso il basso della forza.

Durante le applicazioni può essere utilizzato per andare dal basso verso l’alto per agganciare e strappare, quindi una condizione che richiede di arrivare da sotto verso un bersaglio.

Con il tuo karambit tenuto in una presa inversa, ruota la lama verso il corpo dell’aggressore, in senso orario sopra il dito indice fino a quando si ferma naturalmente contro la parte esterna delle tue dita, colpisci con la punta della lama.

Variazioni: Permettete che la lama prolunga attraverso le dita con uno o due dita avvolte a stringere  attorno all’anello per fornire una maggiore stabilità.

I punti di forza di questa presa sono distanza, manovrabilità, leva.

I punti di debolezza di questa presa sono precisione, controllo, stabilità, potenza.

Altri nomi: grip estesa, grip verso l’alto

 

Presa Positiva (positive grip) o “Istintiva”

Il modo d’impugnare il karambit con il mignolo infilato dentro l’anello e la lama che protrude da verticalmente sul palmo è detto Presa Positiva (positive grip) o “Istintiva”.

Istintiva perchè quando il karambit è impugnato in questa maniera è come un qualsiasi altro coltello, e le tecniche previlegiate sono quelle su angolo 1 e 2 di taglio (slash), e anche efficaci techiche di gunting.

Il karambit così manipolato è totalmente snaturato del suo concetto tradizionale d’uso, ma è perfetto per chi non deve perdere tempo e difendersi in maniera rapida e risolutiva, senza attingere troppo al patrimonio di tecniche tipiche da karambit.

L’impugnatura in avanti è la seconda presa di karambit più comune.

L’impugnatura in avanti è meglio utilizzata per i lavori domestici, l’uso quotidiano, la funzione utilitaria e le attività che richiedono un controllo e una precisione eccezionali, quindi una presa non utilizzata in combattimento

Posiziona la tua mano in modo che sia con il palmo in su e piatto. Posizionare il karambit sul palmo con la spina dorsale rivolta verso il corpo, girando verso sinistra e la punta verso l’alto e l’esterno del tuo corpo. Far scivolare il tuo dito indice nell’anello di sicurezza e chiudere le dita intorno alla maniglia per fissare il karambit in una impugnatura in avanti.

Variazioni: invece di chiudere il pollice in un pugno, posizionalo sul freno posteriore del karambit per offrire una maggiore stabilità e per ottenere la possibilità di eseguire tagli precisi. Spostare la presa sul karambit in modo da usarlo durante le operazioni che richiedono un controllo del movimento estremamente preciso.

I punti di forza di questa presa sono la precisione, controllo, stabilità, leva.

I punti di debolezze di questa presa sono la manovrabilità, potenza, distanza (ma dipende dalla dimensione del karambit).

Altri nomi: Grip standard, Sak Sak, Utility Grip, Work Grip

 

Ora ti voglio fare vedere una 4 presa, la presa della mantide (mantis grip o Reaper grip)

Simile alla presa inversa, ma la lama è orientata con la punta verso di te anziché all’esterno. Un karambit tenuto in una presa di mantide fornisce una ulteriore leva per tirare e agganciare i movimenti verso il corpo dell’aggressore e può essere particolarmente utile in combattimenti estremamente ravvicinati di close combat.

Io non te la consiglio!!

Capisco e concordo con l’idea di poter dare più forza quando viene tiro e strappi verso di me ma con le angolazioni che si possono creare quando strappo questa presa potrebbe essere pericolosa perchè la punta tante ad andare vicino al tuo polso.

Studia e applica con cautela questa presa con un karambit da training e solo dopo molto pratica con una lama di allenamento.

Mentre come hai visto ci sono solo 3 modi comuni di tenere un karambit, ci sono diversi modi meno frequenti di vedere tenere il karambit. Non stupirti se vedi dei modi unici o sconosciuti di tenere un karambit, specialmente se si studiano arti marziali. Ci sono molte varianti regionali e specifiche del grip di karambit, alcune delle quali sono tenute segrete.

Finché una presa di karambit è sicura per te e fornisce un uso funzionale, non è “sbagliato”. L’unico modo “sbagliato” di tenere un karambit è il modo pericoloso per colui che tiene il coltello.

Se scopri una presa che non conosco, ti chiedo la cortesia di contattarmi e farmi sapere, mi piacerebbe vederla!

Vedere un esperto qualificato di karambit al lavoro è ipnotico, la lama si “tende”, i cerchi che disegna il karambit e il luccichio della punta ti paralizzano e sono mozzafiato, ti affascinano e è difficile non restare incuriositi e stare a guardare lontano.

Una parte del fascino deriva dai movimenti dell’esperto stesso, ma un parte fluisce direttamente dal moto intricato del karambit.

A causa del design unico del karambit in mano a un esperto che può variare la presa sulla lama e fluire liberamente da una posizione all’altra a seconda delle funzionalità richieste rende incredibile questo fluire continuo e costante.

Mentre è facile per le persone inesperte banalizzare e denigrare le varie posizioni, grip e transizioni di karambit come “trucchi” o “inutili”, in realtà, il vero potenziale del karambit come coltello da combattimento non può essere sfruttato senza conoscenza e comprensione delle opzioni e delle funzionalità aggiuntive che sono inerenti al design di karambit.

Nessun altro coltello nel mondo offre la flessibilità di un karambit.

Con una lama dritta, ci sono due modi per tenerla: in avanti (o sak sak / Hammer) e nella presa (o pikal – Ice Peak) mentre con un karambit, ci sono tre scelte comuni di presa, varianti per ciascuna e presa di specialità di stile a tua disposizione.

Ps. Con il coltello ci sono molte varianti di presa ma personalmente considero queste due qualle realmente efficaci e sicure, le altre esistono e vanno studiate, ma sono funzionali ad alcune tipologie di coltello, non puoi usarle con qualunque lama. Prova a testare alcune prese e te ne rendi dubito conto (fai attenzione se fai i test perché rischi che la lama scivoli o scappi il coltello con il rischio di ferirti)

 

Transizioni con il karambit

Parte vantaggio di un karambit è la capacità di variare le impugnature e di raggiungere obiettivi una lama diritta non può fare senza che chi lo tiene modifichi significativamente la sua posizione.

Ad esempio, inserire una coltello a lama dritta nella parte posteriore di “qualcosa” direttamente stando davanti all’aggressore richiede lo spostamento dell’orientamento dalla parte anteriore al lato o alla parte posteriore “dell’oggetto” in modo che il coltello possa essere inserito nel bersaglio. Al contrario, potete stare di fronte ad un “oggetto” e con un semplice scatto del polso, portare la punta del karambit prima nella parte posteriore del bersaglio e poi strappando il karambit andare in profondità.

Molte persone che non conoscono l’uso di karambit usano le transizioni di karambit, le estensioni e il movimento in uso come superflui, inutili e come per fare coreografia ma in realtà rifiutano di riconoscere i vantaggi delle transizioni di karambit limitandosi alle funzioni disponibili da una lama statica ma così non ha senso usare un karambit.

Ci sono molte transizioni disponibili e molte variazioni che si devono studiare e allenare ma come regola generale ogni volta che un karambit è in movimento nella tua mano con l’espresso scopo di andare dal punto A al punto B senza la tua mano o il tuo corpo si muova, anche così andando dal punto A alla B, un karambit sta passando.

Quello che voglio farti capire che il karambit può fare delle transazioni anche se tu stai fermo sfruttando le rotazioni, gli spinning e direzionando la punta verso il bersaglio, per questo serve imparare il controllo nelle transizioni e nel fare gli spinning sia in direzione oraria che anti-oraria.

Tutte le transizioni di karambit dovrebbero essere apprese, dimostrate e praticate con un karambit da training.

Se la lama da training “accidentalmente” viene in contatta con la tua mano, il polso o l’avambraccio in qualsiasi momento durante le transizioni, non sei pronta a praticare con un karambit live.

 

Spinning

La rotazione del Karambit è pericolosa, appariscente e inutile senza una formazione, una pratica e una comprensione dell’applicazione di questa tecnica. Se inizi a usare il karambit non fare lo spinning finché non hai una intima familiarità con la tua lama, il suo equilibrio, il modo in cui si muove nella tua mano nelle varie prese e in movimento.

Il Karambit è molto pericoloso necessita di una formazione con persone qualificate. Il rischio se non conosci le corrette posizioni del tuo corpo, i controlli della rotazione e delle traiettorie del karambit è che la punta “cada” sul tuo avambraccio ferendoti. Osserva la foto!! L’ho fatta apposta per renderti l’idea di quello che può succedere se non sei capace!!

Per un praticante avanzato di karambit, lo spinning dovrebbe essere sempre praticata con un karambit da training fino a quando non hai sviluppato i muscoli della mano e dell’avambraccio per muovere in modo affidabile il karambit da training con precisione e controllo.

Essere in grado di mantenere il controllo del karambit durante tutto il giro in qualsiasi direzione (orizzontale, verticale, avanti e indietro) è vitale e fondamentale per eseguire questa transizione senza lesioni.

Quando impari a “girare”, non stai solo combattendo con la gravità per farlo ruotare, ma stai scoprendo anche le verità sull’equilibrio, sul peso, sullo slancio e sul condizionamento della mano / avambraccio.

Molte persone non usano i muscoli più piccoli nelle mani e ci vuole tempo per costruirli.

La tecnica di spinning viene utilizzata in combattimento per ottenere una maggiore distanza ae raggiungere obiettivi non raggiungibili dalla distanza dove sei ora e per consentire applicazioni devastanti di leva a strappo sfruttando la forma della lama a artiglio di tigre.

Lo spinning di andata e ritorno è il movimento che porta dalla posizione standard del karambit alla posizione estesa e il suo recupero. E’ il classico movimento che sfrutta il filo esterno della lama del karambit.

Guarda le parti che compongono il karambit.

Ad esempio,  puoi ruotare un karambit nel tronco di un aggressore e poi semplicemente tirare la lama nella presa estesa e “strappare”, per via del disegno della lama la punta tante a infilarsi in profondità, inoltre l’estensione in rotazione del karambit ti permette di raggiungere da una distanza che il tuo aggressore valutava fuori target, ma che invece con lo spinning era a distanza di colpo di taglio.

Il combattimento con karambit colpisce con una tipologia di  colpi che le lame dritte non possono replicare proprio per via della sua forma e della posizione ergonomica nella mano.

Come hai visto all’inizio ci sono molti vantaggi nell’usare un karambit in combattimento o in situazioni tattiche, la capacità di raggiungere bersagli dovuto alla curva della lama e la capacità di spostare il coltello senza abbassarlo sono due dei vantaggi più significativi.

 

Cambio di mano

“Ma non puoi passare tra le mani un karambit” è una obiezione spesso detta da coloro che non conoscono questo antico coltello sud-est asiatico ma non solo puoi passare tra una mano e l’altra un karambit, è un processo molto più sicuro di quello di cambio mano eseguito con una lama dritta.

La sequenza non è molto complicata ma necessità di esercizio, il mio consiglio è di eseguirlo al principio con un karambit da training e poi una volta presa la confidenza con un vero karambit, se non hai un karambit da training, rivesti la punta con una gomma e del nastro.

 

Alcune considerazioni

Ogni metodo di impugnatura del karambit offre vantaggi unici e ci sono dei pro e dei contro per  ogni tipologia di impugnatura.

Esplora le varie opzioni e familiarizzacon loro. Allenati con costanza.

Non solo devi praticare le varie impugnature e le transizioni con il tuo karambit, ma devi anche controllarlo per assicurare la presa appropriata e il posizionamento durante l’esecuzione dei colpi.

Potresti non avere sempre il tempo di regolare o di riallineare la tua lama, specialmente se  stai usando il tuo karambit in combattimento o in una situazione di forte stress.

Scopri le varie opzioni di trasporto disponibili per i karambit con sistemi di fissaggio e estrazione e una volta che hai trovato uno che funziona per te, allenati a estrarre il tuo karambit in modo efficiente con una presa sicura fin dall’inizio, per eseguire una estrazione veloce ed efficace che termina con il tuo coltello karambit nella posizione corretta per un uso sicuro e immediato.

Rispetta sempre il tuo karambit, soprattutto quando è in movimento.

È eccezionalmente affilato e possiede una potente e impareggiabile capacità di causare danni devastanti.

Non dimenticare mai il tuo karambit in giro, se non hai alcuna consapevolezza del tuo karambit non ne hai compreso l’enorme potere ancestrale.

Può danneggiare o tagliare qualsiasi cosa la lama possa raggiungere, chi non riesce a rispettare lo spazio e ignora o sottovaluta la sua capacità sta commettendo un grave errore .

Dai ai tuoi compagni di allenamento lo stesso rispetto che hai per te perchè la formazione per il karambit necessita di realismo concentrazione e attenzione, perchè la tua prestazione in allenamento e la tua pratica rispecchia il tuo modo in combattimento.

Se sei sciatto e approssimativo con i tuoi compagni di allenamento, sarai travolto con una lama viva.

Andrea

Karambit, l’artiglio della tigre.

Karambit - L'artiglio della tigre

La prima volta che ho visto il Karambit sono rimasto subito affascinato e incuriosito dalla sua forma e dall’approccio al combattimento con questo tipo di coltello.

Dopo pochissimo tempo mi sono reso conto delle sua potenza, versatilità e della sua pericolosità così da semplice curiosità è diventata una vera ricerca , una passione che mi ha portato a uno studio approfondito del bagaglio tecnico di questo antica arma.

Non è semplice trovare dei veri esperti di Karambit ma si tratta di un vero e proprio approccio al combattimento che comporta anche uno studio basico dell’anatomia umana per costruire un sistema tecnico estremamente pericoloso.

Nell’approccio al Karambit non è solo colpire ma come e dove farlo, per rendere la fluidità dei movimenti un cerchio a vortice senza via di uscita.

Il karambit o kerambit (fonetica: karambìt) è un piccolo coltello di origine Sud-Est asiatica (Indonesia e Filippine) caratterizzato da una forma a mezzaluna e un anello alla base dell’impugnatura.

Semplice vero?? Un pò di storia.

La primissima forma del karambit risale al tredicesimo secolo e veniva chiamato Kuku Bima (Artiglio di Bima).

Bima è una divinità induista raffigurata spesso con una piccola lama che brandiva uscendo dal suo pugno serrato.

Con l’arrivo dei mercanti arabi nell’arcipelago asiatico il design della lama è stato ridisegnato secondo il modello del coltello curvo arabo, il janbiya.

Ma la vera forma definitiva del karambit è nata osservando la natura, cercando di riprodurre il kuku macan (l’artiglio della Tigre), animale da sempre temuto e rispettato dalle popolazioni locali, è negli artigli della tigre si è trovata l’ispirazione per ottenere la forma definitiva del Karambit.

Karambit

Il primo prototipo di karambit, molto più grosso rispetto alle dimensioni attuali, nacque come arma da battaglia e veniva chiamata karambit besar (grande karambit).

La lama veniva spesso intrisa di veleno per renderla ancora più letale, mentre la forma ricurva favoriva tecniche dirette a tagliare i vasi sanguigni e a recidere i tendini delle braccia e delle gambe.

Col tempo questa lama venne sempre più rimpicciolita per renderla sempre più maneggevole e flessibile nell’impiego, fino a raggiungere le dimensioni del Karambit “attuale” che lo identificano immediatamente come arma del patrimonio tradizionale indonesiano.

In tempo di pace il karambit venne relegato ad un uso prettamente di lavoro nei campi o nella lavorazione del legno.

Con l’avvento delle armi da fuoco in guerra e nelle battaglie il karambit è diventato solo un’arma secondaria, nel caso si venisse disarmati o per agire di nascosto, un’attrezzo da lavoro e allo stesso tempo un’arma da difesa personale.

Alcuni testi antichi raccontano che il Karambit era essenzialmente uno strumento per i contadini per eseguire lavori sul legno ed altre attività quotidiane.

Alcuni hanno sviluppato tecniche di combattimento corpo a corpo per poterlo utilizzare come efficace e letale arma da difesa personale.

In tempo di guerra il Karambit di dimensioni ridotte era sempre tenuto addosso dai guerrieri come arma “secondaria”, nel caso di disarmo.

Qualcuno afferma che i primi Karambit siano apparsi sul suolo americano alla fine del 1800, ma le prime testimonianze certe si hanno negli anni ’50 tra le comunità americane di emigranti filippini ed indonesiani.

Tra il 1970 ed i primi anni ’90 praticanti delle Arti Marziali del Sud-Est Asiatico iniziano a diffondere le tecniche di combattimento che coinvolgono questa particolare lama.

Attualmente viene usato come arma da difesa personale e utilizzato in varie discipline di arti marziali asiatiche, quali il pencak Silat o il kali ed è attraverso lo studio di queste discipline che ho conosciuto il Karambit.

Karambit Real and Karambit Training

Anche se in apparenza si stratta di un oggetto semplice in realtà racchiude dei tecnicismi che non possono essere trascurati.

Le parti che compongono il karambit.

“Che cosa è il karambit?”. Le basi, ripercorriamo insieme le sue origini:

Il karambit è un incredibile coltello multiuso ideato per la sicurezza, la precisione e l’efficienza di chi la utilizza. Ha una lama curva o a uncino, una maniglia ergonomica e tipicamente almeno un anello di sicurezza.

Il predecessore del karambit moderno è emerso in Indonesia durante l’11 ° secolo come strumento agricolo e lama di utilità. A causa dell’industria commerciale fiorente dell’Indonesia, il karambit si diffuse rapidamente in tutto il sud-est asiatico.

Nonostante la sua origine indonesiana, ha sviluppato forti radici in Malesia e nelle Filippine.

Il disegno del coltello può variare leggermente a seconda dell’origine geografica esatta, ma un karambit avrà sempre una lama arcuata.

Inoltre, un karambit offrirà sempre la sua funzionalità utente ben oltre quella fornita da una lama dritta. Tradizionalmente, il design del karambit si basa sulla forma e sulla curva di un artiglio della tigre.

Come tale, la lama deve essere ottimizzata per strappare, strappare e affettare.

La lama curva del karambit è stata da sempre apprezzata per la sua precisione e stabilità nel suo utilizzo anche come prezioso strumento impiegato in diversi tipi di lavoro prima del proprio aspetto di coltello da combattimento e per le sue applicazioni di autodifesa.

In battaglia, l’arco della lama offre la capacità di attaccare e contrastare fluidamente in un solo movimento e di cambiare facilmente le direzioni di movimento.

Permette inoltre di colpire da più linee di attacco in una sola volta, anche se non è possibile vedere l’angolo in questione perché è dietro l’avversario.

Il design consente facilmente di agganciare, intrappolare e manipolare altrimenti la posizione, gli arti e la direzione della tua forza dell’avversario.

Questo crea un vantaggio combattivo per il combattente con il karambit.

Inoltre, molti Karambit hanno superfici o bordi di taglio multiple disposti in varie configurazioni, ognuna delle quali offre vantaggi differenti sia per l’utilità come attrezzo che per l’uso in combattimento.

Esistono diverse tipologie di Karambit in base a diversi fattori, tecnici, stilistici, funzionali.

Un costruttore di Karambit tra i miei preferisti è un knife maker francese chiamato Bastinelli, vi consiglio di andare a vedere le sue creazioni.

Il Karambit in combattimento

Storicamente, il karambit è stato ampiamente usato come una lama di utilità durante gli interventi di routine di tutti i giorni, è stata considerata la lama “di ogni giorno” o EDC dell’antico sud-est asiatico.

Ancora oggi, nelle remote province filippine e indonesiane, i karambiti si presentano come scelta di “coltello da tasca”.

Le versioni molto originali (disegni del XI e XIV secolo) del karambit filippino e del karambit indonesiano possono o non hanno posseduto un anello di sicurezza, noto anche come anello di ritenzione, ma passati secoli e la funzione, le caratteristiche e l’uso della lama si sono evolute,

L’anello di sicurezza si è trasformato in un requisito di progettazione karambit.

L’anello di sicurezza di karambit è posizionato all’estremità del manico e permette di inserire un dito attraverso l’anello prima di chiudere la mano sul manico del coltello. Alcuni karambits hanno un anello di sicurezza secondario situato sull’albero della maniglia appena sotto la lama stessa, che consente di “stringere” la lama.

L’anello di sicurezza è stato originariamente progettato per impedire la lama di scorrere indietro attraverso la mano dell’utilizzatore lavorando in angoli dispari, in attività difficili o in ambienti specializzati (come sott’acqua o appendendo a testa in giù).

In battaglia, l’anello di sicurezza fornisce una tenuta forte e sicura in tutte le condizioni e attraverso gli stress più inattesi.

L’anello di sicurezza del karambit rende il coltello particolarmente difficile disarmare o rivoltarsi contro il suo utilizzatore e consente anche al wielder di affidarsi alla progettazione della lama per aumentare la conservazione delle armi anziché dipendere dalla sola forza di presa.

Se la mano dell’utilizzatore è aperta o chiusa, in movimento o in posizione immobile, palmare, palmamente o ovunque in mezzo, a causa dell’anello di sicurezza, un coltello di karambit è sempre sicuro e in una posizione ottimale per l’uso.

Infine, la sicurezza dell’impugnatura e la maggiore conservazione delle armi sono particolarmente utili quando il coltello è coperto di polvere, fango, acqua o sangue di una battaglia o quando il karambit viene utilizzato in corrispondenza degli angoli difficili o precisi richiesti nell’applicazione combattiva.

Il Karambit e il test in battaglia!

Ci sono poche armi, lame o attrezzi in grado di creare danni con una facilità impressionante come un karambit al puto che ancora oggi ha una sua “grazia” mortale e un appeal misterioso.

Per un esperto esperto di karambit, la capacità di manovrare senza sforzo la lama in una varietà di posizioni, specialmente durante l’imprevedibilità del combattimento, senza timore di perdere la presa sulla loro arma è inestimabile.

Mentre la lama originariamente serviva esclusivamente come strumento antico di utilità di tutti i giorni nella stessa maniera pensata del moderno “coltello dell’esercito svizzero”, nei villaggi indonesiani e nelle Filippine, il karambit si era velocemente adibito all’uso in battaglia e per la difesa personale.

A un certo punto, il karambit si è intrecciato con Pencak Silat (anche scritto Pentjak Silat), l’arte indigena e inimmaginabile mortale combattimento di close combat indonesiano.

Ora è ampiamente riconosciuta come una delle numerose armi tradizionali comunemente associate al silat e ad altre arti marziali del sud-est asiatico, in particolare il kali filippino.


È difficile dire se l’arte e la battaglia hanno influenzato il design del karambit o i vantaggi combattivi unici del karambit hanno influenzato lo sviluppo tecnico del Pencak Silat, ma indipendentemente da questo il karambit è uno strumento temibile e formidabile di distruzione.

Quando si trova nelle mani di un esperto pesilat (praticante di silat). Un “giocatore” è qualcuno che pratica le arti marziali dell’Asia sud-orientale, tra cui non solo il Pencak Silat indonesiano, ma anche filippino Kali, Arnis, Eskrima, Bersilat malese, arti del brunei e il Kuntao.

È molto raro trovare un esperto di karambit che non pratica anche arti marziali indonesiane, oppure filippine o di altre arti marziali sud-est asiatiche.

L’ortografia esatta di “karambit” può variare a livello regionale e tra le varie arti marziali, ma entrambi “karambit” e “kerambit” sono comunemente accettati come corretti.

Il nome della lama è talvolta errato come “korambit”, “kerambet”, “karambite”, “carambit” o con un’altra combinazione di vocali, ma a prescindere da come viene scritto, la pronuncia è quasi sempre “kah-RAHM-bit”.

Nelle Filippine e in molte delle arti marziali filippine (kali, eskrima, arnis), il karambit è conosciuto come “lihok” o “sanggot”.

Una cosa del coltello karambit è certa, non importa come lo chiami, il karambit è ineguagliabile per la sua capacità di creare danni in combattimento,comprovati vantaggi tattici e la finezza del campo di battaglia.

Come è fatto un karambit.

Ogni karambit condivide diverse parti identificabili del nucleo e per essere considerato un karambit, un coltello deve soddisfare i requisiti di base “anatomia”.

Nuovi stili e variazioni di karambits si aprono tutto il tempo e costruttori di coltelli personalizzati di karambit premiano creativi, ma funzionali, disegni.

Alcuni karambits sembrano abbastanza esotici, ma indipendentemente dal design o dall’aspetto preciso, queste 5 caratteristiche costituiscono la base dell’anatomia del karambit:

  1. Lama curva
  2. Punto
  3. Bordo interno (Concave Edge)
  4. Bordo esterno (Convex Edge)
  5. Maniglia ergonomica

 

Senza ciascuna delle caratteristiche e le parti sopra indicate, un coltello non può essere considerato un karambit.

Il design è semplice, al punto e tempo provato. Molti karambiti tradizionali, in particolare i karambiti meridionali del filipino, soddisfano solo i requisiti di cui sopra – mancano di un anello di sicurezza o di altri attributi comunemente associati a questa lama sudorientale curva. I carambiti moderni hanno in genere almeno alcuni (ma più spesso tutti) delle seguenti parti:

  1. Anello di sicurezza (anello di ritenzione)
  2. Lama posteriore
  3. Freno anteriore
  4. Freno posteriore
  5. Appoggio del pollice

Queste sono le 10 parti fondamentali del karambit che formano la struttura della lama. Tutto il resto sono dei dettagli creativi, delle castomizzazioni, delle preferenze artistiche/tecnico/personali dei costruttore o dell’utilizzatore.

Cambiando il materiale della lama, i materiali del manico, i sistemi per fissare le guancette, gli anelli la forma della lama, le scanalature, l’anello, il filework / edgework o qualunque altra caratteristica del disegno,ecc.

Il design del karambit può avere moltissime variazioni adattandosi ai gusti specifici, preferenze personalo e utilizzi.

Se hai bisogno di un designatore personalizzato di karambit e desideri saperne di più sulle basi di karambit? Contattami!

Ps. Una piccola curiosità per i marzialisti cinofili, nel cinema in questi ultimi anni questo tipo di coltello è salito alla ribalta usandolo in molte scende di film e seriali eccone alcuni esempi:

  • In Ong-Bak 2 – La nascita del dragone un combattente impugna due karambit.
  • In Die Hard 3, Sam Philips interpreta Katya la quale uccide un poliziotto con un karambit.
  • In Io vi troverò Liam Neeson affronta una guardia armata di karambit.
  • In The Man From Nowehere, Ramrowan usa più volte un karambit per combattere o giustiziare qualcuno – compreso il protagonista.
  • Nella serie televisiva Nikita (serie televisiva 2010) viene usato da Roan.
  • Nel videogioco Call of Duty Black Ops il protagonista Mason con Woods uccidono due russi usando un coltello karambit in modalità tradizionale.
  • È usato da un sicario incaricato di uccidere il protagonista nel film La promessa dell’assassino
  • È usato nel film The Punisher.
  • È usato nel film The Raid 2: Berandal.
  • È usato nella serie televisiva Fargo dal sicario Lorne Malvo.
  • Nel videogioco Tom Clancy’s Splinter Cell: Blacklist il protagonista Sam Fisher usa un coltello karambit.
  • Nel videogioco Counter-Strike: Global Offensive è disponibile come skin rara al posto del coltello di default.
  • È usato nella serie televisiva Lucifer da Mazikeen “Maze” Smith

Il Karambit è un oggetto che racchiude in se la ricerca dell’uomo di avere una delle “armi” naturali tra le più efficaci nella natura, l’artiglio della tigre.

Andrea

Mimic T-16 LED training knife

See and hear the result of your training techniquesquesto è il motto di questo coltello da allenamento.

Quello che voglio raccontarti oggi in questo articolo è legato alla ricerca di strumenti alternativi per la formazione del coltello al di la dei sistemi utilizzati come il coltello in alluminio.

Già qualche tempo fa ti ho presentato lo Shock Knife ma oggi ti voglio presentare una alternativa ancora diversa.

Si tratta di uno strumento per la formazione di coltello innovativo per le forse dell’ordine, per le esercitazioni militari, l’autodifesa, le arti marziali, o giocare e competere di scherma corta di coltello con i tuoi compagni di allenamento.

La scherma corta di coltello è un “gioco” simile alla sport della scherma.

Ogni avversario ha un Mimic e sceglie un colore rosso o verde, allora il gioco ha inizio.

  • Scegli un sistema a punti, 5 colpi a segno e si vince per esempio,
  • o semplicemente gioca una partita amichevole per vedere quali metodi sono più efficaci per difenderti a mano nuda e hai subito un feedback sicuro durante il l’allenamento con la ricezione di un feedback dalla luce L.E.D e/o il segnale acustico del Mimic.

Imparerai molto di più sul coltello dopo aver usato il Mimic Knife Training.

A causa della reazione luminosa e sonora del Mimic, che ti da un feedback “la conferma del contatto”, il desiderio di sentire attivare la luce o il suono rende le persone più competitive e desiderose di attivare il LED / beeper con un conseguente miglioramento dell’ atteggiamento.

Questo approccio aumenta la qualità della tua formazione perché ora, il vostro intento è quello di attivare la luce e il suono con il tuo compagno di allenamenti che di risposta aumenta di conseguenza il suo livello di competizione cercando di difendere, evitare, colpire di nuovo o rispondere immediatamente, ecc.

La competizione diventa più intensa.

“La risposta visiva e acustica crea una condizione più sensibile e competitiva accresciuta da effetti sensoriali che porta un componente realistica alla tua formazione.”

Gli attacchi di coltello reali possono essere così rapidi a volte al punto da non vedere mai la lama. Ciò è evidente in alcuni dei video sui canale You Tube. Il design è brevettato Mimics risolve anche questi problemi nella formazione in un modo più sicuro di ogni altro strumento di formazione.

Descrizione del prodotto

Come hai ormai capito introducendo nella tua formazione il coltello Mimic T-16 LED c’è un aumento nella tuo formazione di realismo con un immediato feedback visivo e acustico tramite un segnale acustico di allarme e/o una emissione di luce tramite il LED.

La lama di nichel enfatizza un aspetto più realistico della lama nella formazione per via del colore brillante della lama. La versione di nichel ha un LED meno intenso rispetto al modello trasparente ma in combinazione con il segnale acustico, si ottiene un buon feedback a bersaglio e non vi deluderà.

Quando si eseguono le esercitazioni, il riflesso di nichel più simile a una lama vera ha nel monitoraggio visivo della lama un effetto più realistico rispetto al modello trasparente.

La lama nel modello trasparente permette ai LED una illuminazione più intensa e illuminare l’area di contatto con più intensità rispetto alla lama nichel.

Entrambi i coltelli hanno un look unico e realistico per la tua formazione ma hanno delle differenze.

Ti dico questo per evidenziare le differenze e aiutarti a prendere una decisione corretta su ciò che il modello migliore per il tuo allenamento che devi acquistare.

È possibile visualizzare le differenze in alcuni video disponibili in YouTube.

Mimic T-16 LED training knife. nickel /clear

  • Peso –> 0.37 lbs
  • Dimensione –> 12 x 4 x 1 in
  • Colore della lama –> Nickel plated blade, Clear blade
  • Prezzo –> $41.95$43.95

Presto il video con alcune dimostrazioni!!

Andrea

Maestri italiani 004 – Danilo Rossi Lajolo (Padova)

Oggi amici del blog abbiamo l’onore e il piacere di intervistare M ° Danilo Rossi Lajolo di Cossano.

Oggi avete l’opportunità di scoprire il grande lavoro sul coltello tradizionale italiano fatto dal Maestro Lajolo che da molti anni si dedica con passione a riscoprire questa arte perduta.

Lajolo oltre che un formidabile atleta di scherma corta sportiva e di difesa personale è anche l’autore di due libri e di un canale YouTube dove potete visionare alcune splendide rivisitazioni storiche oltre che fantastici match di coltello anche con la famigerata scuola di coltello russa con cui ha stretto ormai da anni una amicizia di stima reciproca.

Il Maestro Lajolo è l’unico maestro d’armi certificati da tutte le principali famiglie di coltello italiane per insegnare le arti marziali tradizionali italiani di Scherma di Coltello Italiana e con il Bastone Italiano (Italian Knife & Stick Tradizione) al di fuori dell’Italia.

Danilo Rossi Lajolo di Cossano è un nobile italiano della casa di Lajolo e il figlio e nipote dei conti Lajolo di Cossano del Piemonte, Italia.

All’età di sei anni ha iniziato lo studio delle arti marziali con il Judo, Karate poi, e poi con le discipline del sud-est asiatico. Dal 2003 è un istruttore certificato di Jeet Kune Do, Kali Arnis Escrima, e Pencak Silat Maltese.

Fin dalla tenera età, quando era ancora un bambino, lo zio lo ha spinto allo studio delle arti regionali delle loro famiglie; Pizzica Pugliese (erroneamente conosciuto come danza
delle spade), scherma di coltello Gitana e Barabba Piemontesi.

Con la sua passione per la cultura italiana, trasmesso a lui dal conte Clemente Lajolo
Cossano, nel corso di un periodo di 15 anni ha studiato le arti marziali tradizionali italiani provenienti da varie regioni in tutta Italia.

Durante questo “viaggio” ha scritto un libro sul suo viaggio nello studio tradizionale sistema di arti marziali italiano le sue famiglie fin da bambino, e lo studio della sistemi di coltello e bastone regionali tradizionali provenienti da tutta Italia.

Il libro intitolato “Sul filo di lama” con il sottotitolo “Alla ricerca della tradizione italiana del coltello” è un libro storico sulla scherma di coltello italiana ed è stato pubblicato in Italia in lingua italiana attraverso Montegrappa Italia il 19 dicembre 2014 e successivamente in inglese, francese e russo.

Nel 2007 ha creato la scuola Calix Academy, con l’obiettivo di studio/ricerca continui e la trasmissione degli stili di combattimento italiani insegnato a lui da Grandi Maestri d’Italia di
varie regioni che nelle loro famiglie custodiscono ancora il patrimonio marziale italiano.

Attualmente il Calix World Academy ha rappresentanti in diversi paesi come Russia, Ucraina, Italia, Australia, Stati Uniti, Spagna e Inghilterra.

La scuola è certificata e riconosciuta dalla Federazione Italiana delle arti marziali, le arti marziali Comitato Olimpico Federazione Italiana, la WTKA, e il CISB.

Danilo Rossi Lajolo di Cossano è anche uno specialista di protezione e esperto di sicurezza che ha protetto esecutivo; Johnny Depp, George Clooney, Viggo Mortensen, Matt Damon, e molti altri. Egli è spesso richiesto come il capo della sicurezza dell’evento per film di Hollywood anteprime e altri speciali eventi che si svolgono in Italia.

Con il suo amico e collega Maestro Giovanni Rapisardi, maestro di scherma, ha sviluppato dispositivi di sicurezza per la pratica della armi corte scherma, sia per il combattimento urbano e allenamento sportivo.


Ma ora andiamo a scoprire più nel dettaglio direttamente nella sua storia marziale con M. Lajolo che come vi ho detto inizia a soli 6 anni la frequentazione delle palestre con il Judo e il Karate, ma da subito grazie anche alla spinta da parte della famiglia , prosegue gli studi con la scherma popolare di coltello e bastone e assieme frequenta i corsi di J.K.d e di Kali e Silat con l’AKEA prima e poi con la FISAM con Maurizio Maltese , approda agli sport da combattimento quali Sanda e shoot Boxing con l’insegnante TONY Ligorio (abbiamo un grande maestro in comune e che amici del blog vi ho già presentato), nel 2001 avvia la scuola Calix con sistemi tradizionali Italiani proseguendo a creare il sistema LKFSYSTEM, attualmente in costante evoluzione. Diplomato e certificato FISAM – CSEN – Calix accademia.

 

✔️ Raccontaci chi sei e di quale arti marziali ti occupi in particolare (quali AM insegni)

Master Lajolo: Mi occupo di esportare la tradizione Italiana con il sistema Lajolo , mi occupo sia di tradizione/folklore che di difesa/attacco da armi , ho insegnato in varie parti del mondo, in Russia per 6 anni con frequenza mensile ho dato il via a far conoscere la nostra realtà tutta italiana, in Ukraina così come in Australia ed America sono stato tra i primi a far conoscere l’arte Marziale nostrana , e farla così apprezzare ad un mondo che sino a pochi anni fa non ne conosceva l’esistenza.

 

✔️ Con che arte marziale hai incominciato, qual’è stato il tuo inizio, un maestro o più maestri che ricordi?.

Master Lajolo: I primi approcci sono stati con il Judo , disciplina che negli anni 70/80 faceva da padrone , poi con Maestri quali Maltese e Ligorio ho instaurato un rapporto di stima ed amicizia reciproca, ma che negli anni si è poi assopita dalla distanza e dal lavoro che continuamente mi ha spinto a numerosi viaggi.

 

✔️Cosa pensi del panorama marziale di oggi e sulle competizioni UFC/ecc.?.

Master Lajolo: Credo che si sia persa la realtà è l’essenza dell’arte stessa , purtroppo le competizioni richiedono regole ben precise ed ingaggi che spesso generano nel conflitto reale Aperture spesso svantaggiose , purtroppo il panorama odierno insegna che essere scoperti è rischioso e spesso per esigenze sportive si trascura la realtà. Passando invece alla parte competitiva ed atletica si ha esattamente il contrario, un rinnovamento fondamentale, lo sport è sicuramente importante ma non va mantenuto isolato .

 

✔️Quando hai deciso di insegnare e combattere?.

Master Lajolo: Esattamente nel 1999 , ho preso coscienza che l’inserimento era parte integrante della mia vita, nel 2001 sono diventato professionista, sicuramente il combattimento fa parte del mio essere e continuo a farlo proprio per mantenere alto il mio standard.

✔️Quante ore dedichi all’allenamento (preparazione atletica e altro, come dividi l’allenamento) e se lo ritieni una cosa imprtante?.

Master Lajolo: Mediamente dalle 6/8 ore al giorno suddivise in preparazione fisica e insegnamento, reputo la cosa fondamentale per essere sempre al top , ritengo assurdi gli istruttori con pance e  flosci, l’arte marziale è un atteggiamento mentale importante e doveroso dunque mantenere un comportamento fisico mentale che meglio insegni a chi si avvicina all’arte , mi sembra assurdo quando vedo pancioni che con difficoltà si muovono …, li più che insegnanti di attività marziali mi sembrano insegnanti da tavola.. 

✔️ Quale metodo utilizzi per insegnare ai tuoi allievi, come programmi le tue lezioni?.

Master Lajolo: Suddivido tra allenamento fisico , tattico / strategico, ed infine grande importanza al mentale, se si affronta un allenamento solo tecnico si rischia di intasare la mente e di non arrivare ad affrontare il combattimento reale con l’atteggiamento idoneo ( stress ecc…).

✔️ Chi sono stati i maestri o personaggi che ti hanno ispirato?.

Master Lajolo: Ma in realtà molti e tutti quelli che hanno fatto della loro passione un lavoro, mi ispirano le persone forti di spirito e con una educazione idonea , l’arte essendo tale richiede non solo talento ma tanta cultura ed informazione.

✔️ Che attrezzature preferisci utilizzare per allenarti e allenare

Master Lajolo: Dipende dal tipo di allenamento, quando lo è mentale, preferisco armi vere per una maggior comprensione della pericolosità, aborro chi utilizza simulacri spacciando per Reale l’allenamento, quando invece affronto una preparazione fisica tattica utilizzo materiali atti al preservare lo studente, tutto ciò che evita danni , ricordo che farsi male in palestra non è da uomini veri ma da malati , se si crea un danno .., cosa accade quando lo stesso mi limita poi nella realtà ?

✔️ Una tua esperienza negativa nelle arti marziali?.

Master Lajolo: Di negativo tutto quello che genera invidie , molti non essendo professionisti, screditano in modo quasi parassitario chi lo è, causando incomprensioni a chi vuole approcciarsi a questa o quella disciplina.

Questo mi rattrista , dovrebbero dedicare il loro tempo nel migliorarsi sia nella comunicazione che nella realtà dell’insegnamento.

 

✔️Quali punti di forza nell’arte marziale che pratichi che vuoi comunicare ai nostri ascoltatori?.

Master Lajolo: Punti fondamentali non c’è ne sono, se si vuole migliorare bisogna comprendere la totalità dell’insieme, una buona scuola si preoccupa di dare un educazione approfondita e globale , dalla comunicazione all’ allenamento al modo di confrontarsi con gli altri , passando anche all’immagine, vestizione, dizione ecc… 

Spesso mi accade di trovarmi io stesso in difficoltà, esempio con l’inglese, ma ahimè il tempo è poco e nel poco tempo cerco di migliorarmi con lezioni private , ma spesso si ci ritrova in piccoli lassi di tempo e con la mente altrove , purtroppo questa è una lacuna su cui lavorare.. 

 

✔️ C’è qualcosa che non ripeteresti nel tuo percorso?.

Master Lajolo: Assolutamente no rifarei tutto, magari con una mentalità più congrua, ma l’esperienza la si fa nel tempo, e questo fugge , non ritorna …

✔️ Oggi quale arte marziale stai praticando più di frequente?.

Master Lajolo: Il mio sistema il Lajolo .

✔️Quale altra arte marziale se avessi il tempo vorresti imparare o vuoi imparare?.

Master Lajolo:  oggi il pancrazio, ma solo per un approccio più profondo della nostra tradizione.

 

✔️ Se dovessi dare un consiglio a una persona che vuole iniziare che cosa gli diresti?.

Master Lajolo: Prima di tutto di guardarsi attorno e di scegliere un insegnante che sia equilibrato, una persona che riesca a comunicare passione , poi ogni disciplina è valida , purché come detto ci sia una persona preparata Fisicamente e Mentalmente.

 

✔️ Una abitudine che consigli di avere a chi pratica arti marziali?.

Master Lajolo: Di non vivere nelle abitudini ma di evolvere continuamente, variando sempre ed adattandosi. 

La realtà è poliedrica, così dovrebbe essere anche l’atteggiamento.

✔️ C’è qualche attrezzatura che usi e che consigli che sia utile?.

Master Lajolo: Tutte quelle che servono per non farsi male.

 

✔️ Il miglior consiglio che hai ricevuto?.

Master Lajolo: Quello di non ascoltare i consigli, ma di vivere la vita da protagonista e non da spettatore. (mi sono reso conto di aver dato un consiglio…..ahahah)

✔️ Se dovessi ripartire domani mattina ripartendo da 0 che cosa faresti?.

Master Lajolo: Tutto quello che la vita mi dona , rinnovando sempre e variando con la stessa passione che metto in tutto ciò che faccio , anche nel rispondere alle domande che mi hai posto …

Grazie Danilo per la tua disponibilità, sicuramente gli amici del blog avranno la curiosità di conoscere più a fondo il sistema Lajolo. E soprattutto grazie per il lavoro che stai facendo sia per quanto riguarda mantenere viva la nostra tradizione di coltello italiana e per la ricerca in quello che è la scherma corta e il combattimento di coltello moderno. In fondo alla pagina lascerò le informazioni per approfondire la tua conoscenza e contattarti per venirti a trovare nella tua scuola o per eventuali stage.

Master Lajolo: Vi ringrazio per il tempo dedicato, e vi esorto a leggere ad informarvi , al ricercare sempre le vostre passioni come se non ci fosse un domani… Auguri per tutto a tutti.

 

Contatti Master Danilo Rossi Lajolo di Cossano ( L.di C. )

Nelle scuole femminili cinesi si insegna l’arte del coltello!!

Ora il motivo che ha spinto lo stato cinese a prendere questa iniziativa è piuttosto curioso ma in alcune (non tutte) scuole femminili cinesi si insegna l’arte del coltello!!

Quindi attenzione, non si scherza con una donna cinese: Il diploma di scuola superiore insegna alle loro studentesse non solo materie tradizionali ma anche attraverso i passi con drills di coltello con pugnali militari da training (per la sicurezza).

Le ragazze della scuola, di età compresa tra i 16 ei 18 anni, sono sottoposte a un corso intensivo di coltello da combattimento di cinque giorni per imparare l’autodifesa.
• Gli studenti sono addestrati da un ex soldato delle forze speciali chiamato l’ispettore Tan che supervisiona i drills e li corregge.
• Il Liceo integrato 27 marzo Huizhou ha acquistato 250 coltelli con lame retrattili in plastica per la sicurezza delle studentesse. Le 68 ragazze coinvolte nella formazione sono tutti di età compresa tra i 16 ei 18, ma in una concessione per la sicurezza, i coltelli non sono reali.
‘I pugnali sono da training. La scuola li ha acquistato in massa e non presentano pericoli per gli studenti ‘.
• Tuttavia, l’istruttore Tan ha detto che in seguito al suo corso le ragazze saranno in grado di difendersi anche con le bacchette per mangiare il riso.

Queste di seguito sono le incredibili immagini di come le ragazze delle scuole superiori in Cina sono state messe alla prova con drills di pugnale in stile militare.

Ognuna delle ragazze deve gridare le parole “uccidere, pugnalata, slash jab” mentre svolgono ciascuno dei movimenti (otto set) coinvolti nella sessione di coltello di combattimento ad alta intensità.

Ogni studentessa impara qualche forma di formazione di auto-difesa.

Secondo Istruttore Tan: “Se di fronte a reale pericolo le nostre studentesse possono usare qualsiasi oggetto appuntito a portata di mano per gestire l’attaccante. Bacchette e forche per i capelli per esempio”.

Le ragazze di età compresa tra i 16 ei 18 anni ricevono una istruzione intensiva su come usare un coltello da un un ex soldato delle forze speciali.

I coltelli hanno lame retrattili per evitare lesioni, ma alle ragazze vengono insegnate le tecniche che potrebbero salvare loro la vita.

Le prime 68 delle ragazze hanno fatto la loro sessione di formazione di cinque giorni con istruttore Tan al 27 marzo Huizhou Liceo integrato.

Ogni studentessa presso la scuola rivece qualche forma di formazione di auto-difesa con e senza coltello per aiutarle a identificare situazioni di pericolo.

L’istruttore Tan , un ex militare dei corpi speciali cinesi ha detto che le ragazze, una volta addestrate, saranno in grado di utilizzare qualsiasi elemento tagliente per difendersi in futuro tra cui le semplici bacchette per mangiare.

La scuola ha acquistato 250 dei coltelli, che hanno una lama retrattile in plastica e secondo i funzionari sono del tutto sicuri.

Le ragazze sono tutte addestrate con una serie di otto mosse che le consentirà di difendersi contro un attaccante determinato.

Le ragazze sono tutte incoraggiano  durante le sessioni di allenamento a gridare ‘uccidere, pugnalata, slash jab’ mentre lavorano attraverso i vari movimenti di auto-difesa sotto la guida dell’istruttore.

La formazione, che dura cinque giorni, si sta rivelando incredibilmente entusiasmante, con le ragazze che imparano le più recenti tecniche di autodifesa.

Un curioso approccio, ma in italia sarebbe possibile tutto questo?. In una scuola?. La formazione di coltello potrebbe essere qualcosa di non comune per come siamo abituati in europa ma sicuramente sarebbe utile anzi fondamentale fare nelle scuole superiori dei corsi di difesa personale femminile e dei corsi di comportamento/legislatura nei confronti di possibili stolker e ragazzi troppo invadenti.

Per ulteriori informazioni e consigli in questo senso contattatemi.

Andrea