La citazione del giorno 063 – Torna con lo scudo o sopra di esso

“Questo è il mio scudo
Lo porto con me in battaglia ma non è solo mio.
Protegge mio fratello sulla sinistra.
Protegge la mia città.
Farò in modo che mio fratello sia sempre sotto la sua ombra
e che la mia città sia sempre al riparo di esso.
Morirò con il mio scudo guardando in faccia il nemico.”

Lo scudo ha un grande valore simbolico per gli Spartani. Un proverbio spartano dice: “Torna con lo scudo o sopra di esso” cioè “torna vivo oppure muori con onore”. Lo scrittore americano Steven Pressfield ha scritto “Le porte di fuoco”, un libro sulla famosa battaglia delle Termopili. Questo è un estratto in cui viene spiegato il rapporto tra un soldato spartano e il suo scudo.

Tecnica:

Gli Spartani combattono evitando i duelli uno contro uno. Utilizzano una nuova tecnica di combattimento chiamata falange oplitica.

Ogni soldato viene equipaggiato con un grosso scudo rotondo, un elmo in bronzo che copre la testa e il viso, una corazza metallica che lascia le braccia libere, due proteggi-stinchi, una lancia in legno con punta di ferro e una spada corta.

I soldati si chiamano opliti e si dispongono fianco a fianco formando delle file compatte. In questo modo formano con gli scudi una muraglia umana, dalla quale spuntano solo le lance.

 

 

La pillola del giorno 054 – L’ultimo della fila a volte è il capo branco

Osservazione: Un gruppo di lupi.

I tre avanti sono vecchi e malati, camminano in avanti per regolare il ritmo del gruppo in caso di corsa, in modo che non rimangano dietro di loro.

I prossimi cinque sono i più forti e i migliori, hanno il compito di proteggere l’avanguardia in caso di attacco.

Il pacchetto in mezzo è sempre protetto contro ogni attacco. I cinque dietro di loro sono anche tra i più forti e i migliori; essi sono incaricati di proteggere il retro in caso di attacco.

L’ultimo e’ il capo. Si assicura che nessuno sia lasciato indietro. Mantiene il pacchetto unificato e sulla stessa strada. E ‘ sempre pronto a correre in qualsiasi direzione per proteggere e servire da “Guardia del corpo” a tutto il gruppo.

Solo nel caso in cui qualcuno volesse sapere cosa significa davvero essere un leader.

Non si tratta di essere davanti. Significa prendersi cura della squadra.

Quando si tratta di arti marziali (AM) e sport da combattimento (SPC) si sa che quando sei sul tatami o sul ring ci sei tu con il tuo avversario e sei “solo” ma non è proprio così.

In realtà dietro questa apparente solitudine c’è tutta una squadra che permette di fornirti oltre un preparazione fisica e tecnica adeguata anche un trainig psicologico che ti permette di arrivare carico e focalizzato al match o alla gara e che ti permette di ottenere certi risultati.

Certe performance non si ottengono solo con la preparazione atletica che è fondamentale ma serve anche un determinazione e una focalizazione che va curata, il tuo corpo e la tua mente devono essere allineati.

Ognuno nel tuo team come nel branco ha un suo ruolo ben preciso e tutti devono sapere cosa fare per arrivare a destinazione e conquistare territori e “prede” che in questo casi sono tornei e trofei.

La storia nello sport ci insegna come grandi campioni inizino inspiegabilmente a accumulare sconfitte dopo un allontanamento da parte di un membro della squadra o del team, che gli forniva quella spinta emotiva, fisica, psicologia per andare oltre se stesso.

Presta sempre attenzione al tuo team, a volte il TUO capo branco è proprio l’ultimo della fila!

Andrea

La citazione del giorno 060 – Manny Paquiao

“L’importante non è quanto tu sia grande e forte, l’importante è che mandi al tappeto il tuo avversario.”

(Manny Pacquaio)