Block drill vs Random drill nella lotta e negli sport da combattimento

Questo post inizia con una storia che mi ha incuriosito e che viene usata da un allenatore di basket di nome Ragan che quando spiega il suo modo di allenaree per farlo usa come esempio due tigri con vite diverse.

Una tigre è una tigre da zoo.

Questa tigre è cresciuta in un recinto, recintato dal mondo esterno. Ogni giorno, il suo cibo gli viene portato. Se piove, può entrare nel calore di un rifugio pre-costruito. Se fa caldo, può fare il bagno nella piscina meticolosamente curata. La vita è facile perché si è preso cura di lui.

L’altra tigre è una tigre della giungla.

Questa tigre è cresciuta nella giungla, se vuole mangiare deve cacciare e inseguire la preda per ogni pasto, percorrendo lunghe distanze per trovare cibo e trovare un riparo. Ogni giorno porta qualcosa di nuovo e deve sempre stare in guardia per non cadere in una trappola o diventare la preda di un cacciatore.

Dopo che Ragan finisce questa storia, pone una domanda: “quale tigre è meglio equipaggiata per la sopravvivenza?La risposta è scontata e unanime, sempre uguale, la tigre della giungla. In effetti, se la tigre dello zoo venisse liberata nella giungla, probabilmente morirebbe se non riescie ad adattarsi rapidamente alla nuova condizione .

Scegli la tua tigre: le basi dell’apprendimento motorio

Il modo in cui ti approcci all’apprendimento determina quale tipo di tigre diventi.

Se vuoi diventare una tigre della giungla, hai bisogno dell’apprendimento motorio, il tuo corpo deve imparare a percepire e rispondere agli stimoli adattandosi al momento, devi fare esercizi che studiano e sviluppano come le persone acquisiscono abilità e in quello studio scoprirai una serie di carenze negli approcci “tradizionali” allo sviluppo delle abilità.

Per questo molte arti non diventano funzionali perchè non sviluppao le abilità ma si limitano all’esecuzione tecnica che non si traduce poi nel “gioco”.

Nell’apprendimento tecnico/motorio, hai bisogno di esercitazioni casuali, simili ai giochi, non di esercizi di blocco prestabiliti e ripetitivi.

Per aiutarti a capire meglio un esempio di drills in blocco può essere tirare una combinazione di jab-cross ai focus pad dallo stesso punto per 30 volte di seguito. In un drills casuale, la distanza e la posizione dei focus pad sarebbero cambiate di continuo, costringendo il fighter a correggere la posizone e la distanza da un punto diverso ognuna delle 30 ripetizioni per trovare la corretta distanza e angolo di attacco.

La ricerca per capire come i fighter apprendono e una cosa che ogni allenatore o atleta deve fare per massimizzare le prestazioni anche se si tratta di una ricerca complessa.

L’apprendimento motorio come metodologia di allenamento è quello che produce tassi più elevati di miglioramento e mantenimento rispetto ad altri approcci.

Il valore delle riproduzioni simili al gioco

Questo modo di approcciarsi ha una conseguenza importante sul processo di coaching ma da improvvisamente un senso nuovo al tuo modo di allenarti.

Chissà a quanti di voi è capitato di titrare forte ai focus pad o al sacco e poi quando hai davanti uno che si muove non riuscire a fare nulla, oppure a fare triangoli a fiumi e poi non riuscire a far fare un ta out a nessuno con un triangolo nella sparring. Nei drills a blocchi lo fai così bene e poi sparring/rolling non riesci. Cosa ti manca?”.

Ora lo sai, almeno dimmi grazie condividendo in maniera etica queste informazioni che trovi sul blog.

Potresti già risponderti dove il drills in blocco esegui la tecnica più volte dallo stesso punto più e più volte sempre uguale ma in uno sparring, match, roll, ecc. ti troverai mai in quella condizione ideale?. La sai già la risposta, il tuo avversario potrebbe spostarsi, essere forte, più snodato, diverso, e devi adattarti se vuoi vincere. In quel momento potresti essere stanco e sudato, che scivoli. La tua ragazza potrebbe essere in tribuna a guardarti con grandi aspettative e tu sentire il peso di lei che ti guarda.

La ripetizione in blocco non fornisce la pratica di nessuna di queste cose, quindi i guadagni che hai nel fare l’esercizio non sono trasferiti nel gioco reale non riuscendo ad andare a bersaglio e a piazzare la tecnica.

“Una delle cose più importanti che la scienza dell’apprendimento motorio ha avuto non riguarda il modo in cui si eseguo l’esercizio in pratica nell’allenmento , ma il modo in cui questo si traduce e come si esegue poi la tecnica in combattimento”.

Questa cosa ha un focus molto importante! ed è per questo che non è semplice lo sviluppo di questo metodo perchè va a vedere come si traduce l’esercizio in reali performance sportive.

“Le prestazioni a cui si rivolge l’attenzione sono sempre quelle che avvengono dopo l’allenamento di un giorno o una settimana o qualsiasi altra cosa, sono le migliori per comprendere se le cose che  fai hanno livelli più alti di performance in gara o nei match”.

Questo è un lavoro complicato per le alte variabili in gioco, ma rimene comunque più adatto per avere dei significativi miglioramenti.

La ripetizione tecnica ha un ruolo fondamentale nell’apprendimento e nel costruire la memoria neuro-muscolare ma non ha una valenza nella realtà di applicazione del “gioco” perchè affronta solo un aspetto della performance quando in realtà gli atleti hanno bisogno di essere esperti in alemeno tre aree:

Queste aree, che riguardano l’interpretazioni e la ricerca sull’apprendimento motorio, sono:

  • Lettura – L’atleta valuta criticamente la situazione e sceglie la risposta giusta per quello scenario.
  • Pianificazione – l’atleta traccia i passaggi necessari per l’esecuzione della risposta, tenendo conto di fattori come i tempi e la potenza.
  • Esecuzione – L’atleta esegue la tecnica scelta con la forma corretta e con i tempi previsti.

Studiare la tecnica (block drills) di un Jab per esempio o di un armbar ti insegna a fare correttamente la tecnica ma non ti sta dando alcuna possibilità di saper leggere l’opportunità di andare a segno, piazzare una leva oppure di pianificare come strategia di gioco quella tecnica o colpo nel caos di un match.

Il lavoro più difficile è proprio quello che riguarda la costruzione della abilità.

A questo punto, spero che tu possa iniziare a intuire come il lavoro di una costruzione di specifici esercizi  sia utile da applicarsi alla tua arte marziale , che si tratti di piglato, di jiu-jitsu, ecc.. per questo l’arte marziale è complicata perchè non basta conoscere la tecnica per riuscire a giocare veramente nel fighting.
  • Quando tiri un Jab nello stricking al pad, ti limiti al risultato finale dell’equazione ma ti manca tutto quello che porta a quel risultato.
  • Quando facciamo un drill di un armbar tradizionale dalla guardia, ti limiti al finale dell’equazione, ma cosa è che ti ha portato a fare quella scelta.

Ps. Non puoi solo affidarti all’esperienza, ma devi sfruttare chi ha l’esperienza per sviluppare quelle caratteristiche necessarie con degli esercizi mirati (random drills) che portano alla costruzione di skill utili al tuo sport.

Avere competenza tecnica è essenziale per avere successo e per acquisire sicurezza, ma se non riusci a fare queste ripetizioni / drills con la giusta lettura e con una pianificazione di allenamenti mirati alla funzionalità, è probabile che il tuo bagaglio tecnico , che le tue armi perdano di efficacia nello sparring, nel live rolling o in una competizione.
Proprio come puoi immaginare è improbabile che il braccio del tuo avversario sia nel punto esatto preciso senza difesa ed è improbabile che finisca con il braccio del tuo avversario nella posizione esatta, senza resistenza, come quando hai esercitato il drills.
Questo approccio del drills in blocco è ciò che ti rende una tigre zoo.
La tua tecnica di armbar mentre fai le tecniche con i tuoi compagni di allenamento appare pulita e fluida mentre sei tra i muri curati della tua palestra, ma quando le cose diventano “non cooperative” di rolling, quando sei nella “jungla” di una lotta, non riesci a piazzare le tecniche che hai visto e studiato durante l’allenamento.
La tecnica è importante, ma come ti ho detto devi assicurarti che questi due elementi, lettura e pianificazione siano presenti e che funzioni in un gioco reale.
 Devi avere una mentalità che ti porta a lavorare senza disegni troppo prestabiliti perché il vero apprendimento e la vera crescita avvengono ai margini delle nostre zone di comfort.

Se non ti sfidi o non siamo disposti ad affrontare sfide, è probabile che non avrai un miglioramento e lavorare su schemi prestabiliti è utile durante lo studio della tecnica ma poi va riadattato e contestualizzato se vuoi realmente imparare a usare la tecnica in un contesto non cooperante.

Questa mentalità è fondamentale nell’apprendimento tecnico/motorio perché accumulare ripetizioni tecniche simili a giochi ma non simili a quello realmente succede durante i combattimenti significa fallire, molto.

Se non commetti errori, non ti stai sfidando abbastanza per sperimentare miglioramenti misurabili nelle tue prestazioni come atleta.

  • Le esercitazioni di blocco limitano la probabilità di fallimento dell’esercizio
  • Le esercitazioni casuali ti costringono ad affrontare e imparare dal fallimento, quindi hai bisogno della giusta mentalità per coglierne i benefici.

Incorpora l’apprendimento motorio nella formazione.

Secondo questo ragionamento se parliamo di lotta e gli studenti di jiu-jitsu eseguono un drills a blocchi di 40 armbar di fila avranno una capacità di eseguirla nella pratica relativamente bassa. Per renderlo più simile al gioco, avremmo bisogno di randomizzare la pratica dove gli studenti:

  • Variare la posizione del braccio target in modo che non si trovi mai nello stesso punto due volte.
  • Chiedi al compagno di allenamento di alternare le braccia destra e sinistra a caso.
  • Rendi casuali gli angoli di pressione e postura che dà il tuo compagno di allenamento.
  • Cambiare periodicamente i partner per offrire esposizioni agli studenti a diversi tipi di corpo.
  • Incorporare nell’allenamento del braccio un drills più grande in cui lo studente deve scegliere tra attaccare un’armbar, un triangolo o un kimura in base a variazioni specifiche della posizione.
  • Isolare la posizione di guardia durante il live rolling e incoraggiare gli studenti a concentrarsi sull’impostazione di una armbar.
  • Ecc.

È importante notare che i drills in blocco semplificati vanno bene per l’introduzione di nuove tecniche, specialmente nel caso di atleti meno esperti, e di fare almeno 20 ripetizioni o un pò meno in modalità di blocco prima di introdurre la randomizzazione.

Quando introduci i random drills le variabili casuali non hanno bisogno di essere estreme, specialmente all’inizio dell’acquisizione di abilità, ma hanno bisogno di dare pratica all’atleta con la lettura e la pianificazione, oltre che a fare la pratica.

Anche se la ricerca sull’apprendimento motorio come metodi di formazione è in continua crescita da diversi anni, pochi allenatori la impiegano nella pratica. L’apprendimento motorizzato sembra in apparenza disordinato, quindi ci vuole una certa fiducia e metodo nella ricerca per credere che gli atleti usciranno dall’altra parte meglio per la sfida.

Anche l’apprendimento motorio richiede più creatività e competenza, conoscenza reale specifica da parte degli allenatori, no nè qualcosa che puoi improvvisare, è qualcosa che si sviluppa da insider, non basta essere un praticante.

I drills a blocchi sono facili da configurare e gestire. I drills casuali che isolano le giuste abilità sono più difficili da progettare.

“È molto facile allenare nel modo in cui sei stato allenato ma solo perché un atleta ha vinto una gara allenandosi con metodi tradizionali non significa che non esistano modi migliori per imparare e allenarsi più adatti a tutti”.

Ci sono persone dotate di natura ma per fare un salto di qualità a certi livelli non basta più utilizzare metodi tradizionali visti e rivisti, ripetitivi, anche in questo c’è una evoluzione non solo nel combattimento.

Ora la persona che “riceve” la tecnica deve fare un lavoro più attivo con questo approccio

Secondo i principi dell’apprendimento motorio, devi riconsiderare alcuni esercizi stricking e di lotta nel tentativo di incorporare più lettura e pianificazione durante le sessioni di allenamento e fare esercizi che sviluppano più skills..

  • Solo shrimping su e giù per il tappeto è un ottimo modo per introdurre l’abilità di base della tecnica, ma a lungo termine non è molto simile a quello che accade nel rolling.
  • Drills di uscite dalla guardia che sono utili per imparare la tecnica ma che se non hanno quella giusta contestualizzazione diventano inutili perchè hanno quella “staticità” che non esiste nella realtà di una lotta.
  • Grandi numeri di drills a blocchi come i drills su un braccio oscillante e le esercitazioni della Kimura side-to-side vanno bene per il fitness ma spesso portano i grapplers in “auto-pilot” mentalmente, lo si fa senza nessuna intenzione, bello da vedere ma richiede poca o nessuna lettura o pianificazione.
  • Lezioni strutturate principalmente da studenti che alternano drills della stessa tecnica avanti e indietro allo stesso tempo e con gli stessi partner non resistenti.
  • ecc.

Questi sono solo alcuni esempi, ma è per farti capire che se fai cose che non hanno gli “ingredienti” del combattimento reale rischiano di farti credere capace di qualcosa che in realtà non sei in grado di fare, andano a finire nella patologia del famoso effetto Dunning Kruger.

Questo argomento è stato affrontato bene da Max De Michelis che sul suo blog maxbjj ha affrontato questo tema per primo in Italia. Vi consiglio se siete appassionati di lotta di andare a leggere i suoi articoli. Ecco il video dove spiega la i block drill vs random drill nel Jiu Jitsu.

Sul blog Max De Michelis scrive: “Ad esempio come applicare questa metodologia se vogliamo allenare delle tecniche per passare la guardia, una tipica situazione di lotta:

  • Prima fase “Block Drill” – L’atleta imparare attraverso la ripetizione un passaggio di guardia. In questa fase l’atleta si concentra solo sulla corretta esecuzione della tecnica, la ripetizione lo aiuta a costruire l’automatismo. Dopo di questo  l’atlete impara le altre tecniche in modo isolato.
  • Seconda fase “Random Drill” – Chi fa la guardia crea alcune difficoltà all’atleta che deve così scegliere la tecnica adatta a quella determinata circostanza.

Chi passa la guardia impara così attraverso i Random Drill a fluire da una tecnica all’altra, perché deve scegliere il passaggio giusto in una situazione caotica molto simile alla realtà dei combattimenti. Accelerazioni, decelerazioni, cambiamenti di direzione e di peso sono tutti fattori che aggiungono un po’ di difficoltà ai drills”.

Al termine dell’intero ciclo di allenamento con questo metodo sicuramente il lavoro è stato più dinamico senza troppi schemi prestabiliti e puoi  vedere i miglioramenti reali essendo che hai allenato le specifiche competenze che servono per fare funzionare la tecnica.

Questo approccio anche se nessuno qui in Italia lo affronta con la dovuta attenzione a parte il lavoro fatto da Max De Michelis nel Jiu Jitsu non è niente di nuovo in altri ambiti come nei sistemi Lameco filippini dove l’uso del flow drills è alla base di molti allenamenti, ma questo approccio richiede uno sviluppo più articolato per costruire le metodologie di allenamento che va costruito e adattato alla tua arte per rendere gli esercizi più contestuali e mirato alla tua arte, forse nel tuo sport non viene usato questo approccio e deve essere più approfondito e gli devi dedicare più tempo.

Ora questo metodo bastato sull’apprendimento tecnico/motorio lo devi utilizzare con dei Drill detti Block drill solo per costruire la memoria muscolare dopo che la tecnica è appresa lavorare solo con i Random Drill.

Che tigre vuoi essere? A te la scelta.

Sono nella Jungla

Andrea