La citazione del giorno 052 – Marc “Crafty Dog” Denny Co-Founder Dog Brothers

La citazione del giorno 052 – Marc “Crafty Dog” Denny Co-Founder Dog Brothers

“La violenza è una parte insita nell’essere umano; se non gli si offre un canale nel quale possa fluire in modo costruttivo e naturale, prima o poi esploderà in modo incontrollabile e controproducente. I nostri “dog brothers” hanno, anche se non è l’unico, uno dei modi più diretti per convogliare quella energia”.

(Marc “Crafty Dog” Denny Co-Founder Dog Brothers)

The Dog Brothers, il combattimento reale con il bastone

Quando si tratta di combattimento con il bastone e di stick fighting i dog brothers occupano un posto di rilievo.

Alcuni di voi hanno avuto l’occasione di conoscerli attraverso la serie di videocassette che i dog brothers hanno girato nel 1994 per la “Panther” intitolata: Real Contact Stick Fighting, ovvero “Lotta reale con bastoni a contatto pieno”. Si tratta essenzialmente di questo, ma limitarci a questa definizione sarebbe troppo banale.

Quando molti anni fa ho avuto dalle mie prime eseprienze di kali filippino la fortuna di poter vedere questo materiale ha immeditamente cambiato il mio approccio all’uso del bastone e al combattimento di stick fighting.

Fin da subito ho iniziato ad avere un rifiuto per l’approccio tipico dove si era completamente schermati e gli avversari si tiravano centinaia di colpi in un vortice assurdo per via del fatto che sanno che non vengono feriti, questo per me non era il vero kali filippino.

Nessuno avrebbe un approccio del genere al combattimento se non avesse quel genere di protezioni.

Per affrontare il combattimento con il bastone con protezioni minime e senza limitazioni del tipo che puoi colpire solo con il bastone e solo in piedi ci vuole veramente una bella dose di coraggio e in qualche modo un macabro gusto e attrazione al combattimento, quasi una ricerca personale di se stessi come uomo come individuo, andare a scoprire le proprie paure, le proprie forze e i propri limiti.

Già nel logo sono indicate delle tre parole: mente, cuore, palle.

I Dog Brothers sono visti da fuori duri ed aggressivi, ma quando ci si avicina si scopre che al loro interno c’è una filosofia, un modo di vivere che aiuta a conoscere se stessi, non si tratta solo di combattimento con il bastone.

Questo gruppo fondato da Marc “Crafty Dog” Denny, co-fondatore dei Dog Brothers e mente del sistema. Il suo soprannome, “Crafty Dog”, significa cane furbo

Durante i suoi anni all’università di New York, Marc aveva praticato il Kung Fu per un breve periodo. Poi si esercitò nel Taekwondo per un anno a Washington, dove lavorava da avvocato.

Per motivi professionali si trasferì a Long Beach, California, entrando in affari con suo fratello minore. Poco tempo dopo s’iscrisse all’Accademia di Dan Inosanto per iniziarsi all’arte del Kali. Da allora non ha mai smesso di praticarlo. Un giorno osservò che un paio di compagni dell’Accademia avevano diversi graffi e contusioni in seguito ad un combattimento con bastoni. Tutti all’accademia di Dan avevano sentito parlare dei “combattimenti alla morte” che si usavano anticamente nelle Isole Filippine. In realtà, questi non erano tanto seri come quelli filippini. Incuriositosi trovò il modo di farsi invitare ad assistere ad una di quelle sessioni. Li conobbe Eric Knaus che fu quello che lo incoraggiò a provare la lotta con i bastoni.

Sin da quel giorno Marc capì che quel sistema di combattimento sarebbe stato il modo per superare i propri limiti.

Attraverso l’allenamento, l’amicizia con Eric cresceva giorno dopo giorno, cosi come il desiderio di trovare nuovi compagni per esplorare gil ampi orizzonti che si aprivano davanti a loro, compito che risultava difficile. Finalmente, Marc convinse Eric ad accompagnarlo all’Accademia di Dan lnosanto, dove sarebbe stato facile trovare gente sufficientemente aperta da voler partecipare al progetto. Poco dopo si era già formato un bel gruppo al quale, per il suo alto livello di disciplina ed impegno, fu permesso di rimanere nell’Accademia per praticare la lotta con i bastoni dopo le lezioni regolari, dando loro le chiavi per poter chiudere la scuola una volta finiti gli allenamenti.

Questo gruppo finì per essere noto come “after midnight group”.

 

Una delle frasi preferite da Marc “Crafty Dog” Denny, co-fondatore del sistema, spiega chiaramente la filosofia dei Dog Brothers:

La violenza è una parte inerente all’essere umano; se non gli si offre un canale nel quale possa fluire in modo costruttivo e naturale, prima o poi esplodere in modo incontrollabile e controproducente. I nostri “dog brothers” hanno, anche se non è l’unico, uno dei modi più diretti per convogliare quell’energia.

Durante i primi combattimenti per proteggere la testa dai pericolosi impatti dei bastoni, all’inizio venivano usati dei duri caschi metallici molto resistenti. Ma, molti nel gruppo pensavano che questo tipo di protezioni creasse un falso sense di sicurezza ed un eccessivo rilassamento nell’avere una protezione in una zona delicata come la testa che poteva rendere il modo di combattere poco reale.

Eric, sempre fedele al realismo, espose subito i suoi dubbi e Marc risolse il problema prendendo una di quelle vecchie maschere da scherma che si stavano rovinando nelle cantine della scuola. La maschera funzionò alla perfezione, proteggendo le zone delicate del viso, ma non troppo, per cui bisognava stare sempre attenti e non vi era la possibilità di rilassarsi e distrarsi.

Kali Eskrima Stick Fighting

Fu allora che si decise di non interrompere i combattimenti una volta che si arrivava al corpo a corpo, sostenendo che se lo sviluppo naturale di una lotta reale fosse arrivato a quel punto, sarebbe stato opportuno continuare a lottare nello stesso modo.

Anche se in quel periodo nessuno aveva nozioni sulle tecniche di lotta al suolo (non era ancora noto il Brazilian Jiu Jitsu), questo non impedì loro di cominciare a fare ricerche su questo tema. Il primo contatto con il Jiu Jitsu brasiliano si ebbe nel 1987, quando Carl Franks, studente di Carlson Gracie alle Hawaii, visitò l’Accademia a volle “giocare” insieme a loro. Rimasero tutti affascinati.

L’ “after midnight group” si chiamò “The Dog Brothers” dal Festival dei Tre Giorni di Lotta nel maggio del 1989. Fu una grande esperienza per tutti gli assistenti. Si tennero circa 20 combattimenti con bastoni, a contatto pieno a senza usare protezioni. Il risultato fu la nascita di un forte legame tra i presenti.

L’origine del nome ha un curioso aneddoto. Sentendosi molto legati in un modo che solo il combattimento a piano contatto può produrre, sorse il bisogno di mantenere questa unione. Era necessaria la creazione di un’organizzazione formale i cui membri partecipassero ad una serie di progetti in comune. Per tal motivo era d’obbligo trovare un nome. Si sarebbero potuti chiamare “i dragoni” o “le tigri”, oppure “i lupi”. Dopo una lunga e stancante giornata d’infinite discussioni, Marc andò a riposarsi per un po’. Fu allora che dando un’occhiata ad un fumetto fu attirato da una frase che “Conan il Barbaro” diceva ai suoi compagni mercenari: “lottate, lottate fratelli cani!”.

I soprannomi (crafty dog, top dog ecc.) sono semplici da spiegare. Nel gruppo originale c’erano quattro o cinque persone chiamate Mark o Marc, occorrevano quindi dei soprannomi per distinguerli.

Nell’estate del 1989, Marc conobbe Punong Guro Edgar Sulite che gli fu presentato dal suo Guro, il leggendario Dan lnosanto, durante un seminario di Pekiti Tirsia, nel Tennessee. Sin da quel momento, Marc cominciò a prendere lezioni private con lo scopo di migliorare il suo livello di combattimento, visto che il sistema Lameco Espor era molto efficace. Marc ottenne il certificato d’istruttore del Sistema Lameco dallo scomparso Edgar Silute. Punong Guro Edgar è morto recentemente nelle Filippine mentre teneva un corso per la divulgazione della sua arte. Vogliamo con ciò dare a questo Maestro il nostro umile omaggio postumo e ricordare a tutti che la nostra bella vita è breve e bisogna cogliere l’attimo. Puong Guro Edgar è scomparso all’età di soli 39 anni lasciando moglie e cinque figli.

Nell’estate del 1990, prima Marc e poi Eric cominciarono a praticare il Ju Jutsu brasiliano sotto la guida dei fratelli Machado e, visti i risultati, hanno continuato ad allenarsi fino ad oggi.

Curiosità: Quando si doveva svolgere il Terzo Campionato dell’ “Ultimate Fighting Championship” (UFC3), proposero ai Dog Brothers di realizzare un esibizione tra le semifinali e le finali, ma l’idea fu scartata all’ultimo momento perché, secondo l’organizzatore, “erano troppo realistici e per via della censura televisiva si rischiava l’annullamento dell’intera trasmissione”. La lettera, firmata dal signor Arthur Davie, finiva dicendo che “forse i Dog Brothers sono troppo avanti rispetto ai tempi”.

Nell’inverno del 1992-93 furono girate le videocassette delta Panther, intitolate “Real Contact Stick Fighting”, che vennero distribuite nell’autunno del 1994. Grazie a questo materiale adesso è molto più facile trovare compagni di allenamento e negli incontri che si tengono con regolarità al parco si radunano tra i 20 e i 30 lottatori di tutto il paese davanti a più di 200 spettatori.

Ora parlando sul presente e sul futuro dei Dog Brothers come loro stessi spiegano, l’unica cosa che vogliono in questo momento “è semplicemente insegnare alla gente a lottare in un modo efficace e realistico, aiutandoli in questo modo a sviluppare I’autostima e la fiducia in se stessi”.

Il sistema che insegnano, che chiamano “Sistema di tanti stili”, è la combinazione delle loro esperienze.

Essi non credono che ci sia un sistema superiore agli altri, che abbia tutte le risposte.

Perciò uno stile può essere più efficace di un altro a seconda del contesto e delle circostanze e per sconfiggere un avversario, è logico usare le tecniche che questi non conosce o andare a lavorare nelle aree dove lui si sente più a disagio.

In questo modo si attua un avvicinamento integrale all’arte del combattimento, tenendo conto di tutte le possibili distanze e delle diverse armi: dall’uso dei pugni, delle gambe, dei gomiti ecc., fino all’uso dei coltelli, dei bastoni e qualsiasi altra arma, passando dal combattimento al suolo, con proiezioni, prese, strangolamenti ecc..

La filosofia del combattimento dei Dog Brothers è basata sui concetti di Jeet Kune Do. Ma bisogna chiarire che il fatto di praticare il JKD non significa che si stia praticando il sistema dei nostri amici “dog brothers”.

Soltanto attraverso il contatto pieno con minime protezioni si può arrivare ai limiti da loro raggiunti.

Inoltre hanno sviluppato un’importante qualità, cioè quella di saper usare il bastone in qualsiasi distanza e situazione.

Questo significa ad esempio che l’avversario può attaccare con un calcio e ricevere un colpo di bastone alla stessa gamba, oppure una bastonata seguita da un pugno, il “Dog Brother” può essere al suolo sul punto di venire strangolato e usare il bastone come leva, non solo per evitare lo strangolamento, ma anche per applicare una tecnica di immobilizzazione contro l’attaccante.

La verità è che qualsiasi tipo di tecnica o situazione di combattimento cambia quando si considerano tutte le possibilità che offre il bastone e le armi.

L’arte del combattimento al suolo è completamente diversa se si è aiutati dal bastone o da un’arma che amplifica le leve e il dolore.

Il sistema dei Dog Brothers è fondato su 5 pilastri:

1. Kali

Al cuore del sistema ci sono sempre le Arti Marziali filippine. Le tre radici principali sono il sistema

  • Inosanto,
  • Pekiti Tirsia e
  • Lameco.

Anche il Silat viene considerato parte del sistema, con o senza armi.

2. Il Dog Brother Grappling

Anche se sono studenti del livello medio del Machado Jiu Jitsu, si considera indispensabile l’abilit? nella lofta corpo a corpo. Riuscire a fario ? parts integrante del “Dog Brother Stick Grappling” nonch? del “Dog Brother Vale Tudo” senza armi che spiegheremo pi? avanti. In questo campo, ci Si rivolse principalmente alla famiglia Machado, che abita vicino alia sede originale dei Dog Brothers a Hermosa Beach, California. Marc dice: “Per quelli che se lo possono permettere, noi consigliamo di allenarsi con i fra- telli Machado.”

3. Krabi Krabong

L’arte della lotta con o senza armi dal quale proviene la Muay Thai. In questo sistema si utilizza la guida di Ajarn Arlan “Salty Dog” Sanford, che è riconosciuto e graduato in Tailandia.

4. Dog Brother Stick Grappling

Come ho spiegato prima, è il loro sistema, originale e non superato, di uso del bastone nella lotta corpo a corpo sia al suolo che in piedi. Durante gli anni di sperimentazione personale, per la sua creazione furono usati elementi del Jiu Jitsu brasiliano, le Arti Marziali filippine e parti del sistema “Bando Python”, del Maestro Dr. M. Gyi, che Marc ringrazia per la sua importante collaborazione.

5. Dog Brother Vale Tudo

E’ il sistema a mani nude che si usa quando si perde l’arma. E’ basato sugli stessi principi del resto del sistema per cui risulta molto originale e sorprendente. Sono comprese tecniche di pugni, gambe, gomiti, ginocchia, prese, proiezioni, lotta al suolo e immobilizzazione al suolo, oltre al Jun Fan Gung Fu.

Ps. Vi faccio notare le scelte dei dog brothers rispetto ai molti post dove insisto su certe tematiche in maniera ossessiva per farvi incuriosire e esplorare una certa mentalità e approccio marziale. La multi disciplinarità è la nuova via marziale.

L’obiettivo principale è aiutare il praticante a sviluppare un livello di pensiero più elevato e una varietà poco comune di tecniche che lo aiutino a migliorare la sua abilità come fighter e come persona.

Più importante di ciò che si apprende è che le conoscenze vengano applicate in un modo integrale e realistico.

Per far parte di questo progetto non c’è bisogno di diventare un Dog Brother, si possono utilizzare queste conoscenze in qualsiasi caso e, quello che è più importante, imparare dall’esperienza degli altri.

Forse uno dei modi migliori di utilizzare l’esperienza degli altri è quello di presentarti ad uno degli “incontri al parco” (“Gathering of the Park”) che si tengono due volte all’anno e vedere cosa fanno.

Ottimo sarebbe partecipare ai suddetti incontri di stick fighting, per avere un’esperienza diretta ma per quelli più conservatori, o semplicemente curiosi, non è una cattiva idea passare a dare un’occhiata a quello che accade lì.

E’ gratuito e inoltre si ha l’opportunità di conoscere i partecipanti e parlare con loro. Dopo ogni combattimento i lottatori scambiano commenti sulla “giocata”. E’ allora che si impara di più, potendo capire come si sentono e che esperienza ha dato loro quel combattimento.

Se non hai l’occasione o la possibilità di spostarti fino a Hermosa Beach, in California, un’altra possibilità che hai sono le videocassette e dvd di cui ti ho parlato prima, che possono essere acquistate per posta o attraverso il “website” dei Dog Brothers a prezzi più economici di quelli della Panther. Il “website” presenta inoltre una serie di tecniche, servizi, biografie e qualsiasi tipo d’informazione.

Vale la pena dargli un’occhiata!

Se avete occasione partecipate a un corso con il Guro Marc “Crafty Dog” Denny.

Come abbiamo detto prima, non c’è bisogno di salire sul campo per far parte di questo interessante mondo di “pazzi sudati che si ammazzano a bastonate” come dicono loro di se stessi con affetto. Si può essere un semplice allievo, utilizzando tutta la propria esperienza come insegnanti, o addirittura si può diventare un “Istruttore Associato” che è il nome dato agli allievi che hanno passato con loro il tempo necessario e che possiedono il “livello tecnico” di un istruttore, ma che non sono interessati a sperimentare le loro conoscenze nel combattimento.

Per chi non conosce questo gruppo di stick fighter il mio consiglio è di fare una ricerca e di studiare il loro approccio al combattimento.

Andrea

La pillola del giorno 051 – Interval speed pyramidal a serie o a tempo?.

Ora parlando dell’allenamento di interval speed con alcun amici del gruppo di expert fighting, ma in generale questo approccio può valere per molte tipologie di allenamento, il dilemma spesso è se contare un certo numero di ripetizioni in meno tempo possibile o fare il numero massimo di ripetizioni in un determinato tempo che può essere 30″, 20 “, 10” o 5″ecc. con un certo tempo di recupero.

Entrambi i metodi sono piramidali ma si muovono con principi leggermente differenti, ma qual’è il metodo migliore?.

In realtà entrambi si muovono sullo border line dello stesso principio ma l’utilizzo va fatto in base al contesto. Se ti alleni da solo possono valere entrambi, ma se ti alleni con un compagno di allenamento o un gruppo di persone il lavoro può cambiare perchè nel caso di ripetizioni a serie rischi di avere dei tempi di recupero sfalsati perchè dipende dal tempo che ci mettono gli altri compagni di allenameto.

L’interval speed è un esercizio molto utile perchè va a lavorare su aspetti neuro muscolari portandoli al limite permettendoti di aumentare la tua capacità di volume di colpi.

Vediamo alcune differenze tra i due approcci all’interval speed:

Metodo a serie

Si decide un certo numero di combinazioni e si esegue con questa sequenza:

10-20-30-40-50-60-70-80-90-100 o viceversa

Il tutto eseguito alla massima velocità, quindi si sceglie una tecnica o una combinazione e ci si mette due per sacco e via uno tiene il sacco e l’altro fa l’esercizio.

Chi tiene il sacco non dorme ma conta le ripetizioni effettuate del compagno, lo scopo è quello di finire prima di tutte le altre coppie.

Un lavoro ancora più oggettivo è quello di cronometrarsi.

Metodo a tempo

Si basa su 8 serie eseguite per un certo numero di tempo:

  • 30 secondi x 8 – cambio l’altro tutto questo per 8 volte poi un minuto di pausa
  • 20 secondi x 8 – cambio l’altro tutto questo per 8 volte poi un minuto di pausa
  • 15 secondi x 8 – cambio l’altro tutto questo per 8 volte poi un minuto di pausa
  • 10 secondi x 8 – cambio l’altro tutto questo per 8 volte poi un minuto di pausa
  • 5 secondi x 8 – cambio l’altro tutto questo per 8 volte poi un minuto di pausa

Il tutto alla massima velocità, si sceglie una combinazione e ci si mette due per sacco e via, mi raccomando i cambi velocissimi tra un compagno e l’altro. Chi tiene il sacco non dorme ma conta le ripetizioni effettuate, lo scopo è quello di migliorarsi e quindi aumentare il numero di ripetizioni in quel lasso di tempo.

Ps. In questo tipo di esercizio quello che devi privilegiare è la massima velocità quindi devi fregartene un pochino della tecnica e della precisione. L’obiettivo è fare lavoro neuro-muscolare.

Tipologie di esercizi che puoi fare:

  • Combinazioni da due a tre colpi
  • Combinazioni complesse da 5 colpi
  • Colpi singoli
  • Colpi doppiati
  • Colpi con passi (questo lavoro sul footwork è molto importante)
  • Proiezioni
  • Esercizi di preparazione atletica
  • ecc.

Ora prova entrambe le tipologie di allenamento e mi raccomando un buon riscaldamento prima di iniziare.

Buon interval speed

Andrea

 

La citazione del giorno 050 – Dan Inosanto

”La conoscenza viene dal vostro istruttore, la saggezza proviene dall’interno.”

Guro Dan Inosanto

10 cose che probabilmente non conosci sulle arti marziali filippine.

Oggi ti voglio fare una piccola premessa per raccontarti come iniziato a praticare le arti marziali Filippine.

Stavo praticando la lotta in particolare il CSW di Erik Paulson quando sono rimasto incuriosito dal fatto che fosse anche una Black Belt della Inosanto Academy, quindi un esperto di JKD e di Kali Filippino.

Era incredibile come un atleta e maestro di quel livello fosse così dedito anche alla pratica del Kali, fu una illuminazione, e così inziai a prendere le prime lezioni di Kali per curiosità, per capire di più e sentire in prima persona il perchè di tutto questo.

Il Kali è propedeutico per qualunque arte marziali tu pratichi, anzi espande la tua arte, è una “ginnastica per la mente” per le tutte arti marziali.

La cosa straordinaria è che più ti immergi in questa arte e più ti accorgi che quello che vedi in superficie non è nulla e dal bastone inizi a passare al coltello, alla spada e la daga, alla lotta dumog, al panantukan ( il dirty boxing più approfondito che abbia mai visto) , il sikaran (l’arte di calciare) , le armi improvvisate, ecc., fino al misticismo.

“Ma che cosa è tutto questo?”, “Ma non è solo il bastone il Kali??!!”.

Assolutamente no!!.

anche se è la prima cosa che ti viene insegnata, ma più passava il tempo, più rimanevo affascinato e sbalordito dalla potenzialità che mi dava praticare questa arte che mischiata con le altre che praticavo.

Si “incollavano” perfettamente” e le espandevano.

Ps. Lo stesso Lee studiava kali filippino proprio con Dan Inosanto

Ora per comprendere qualcosa in più ti voglio raccontare 10 cose che probabilmente non consoci sulle arti marziali filippine:

1 – I bastoni sono un’estensione delle mani; Senza le mani, non ci possono essere bastoni.

Anche se i praticanti di molte arti marziali a parole dicono che utilizzano questo principio, solo i praticanti delle arti marziali filippine lo applicano realmente con i fatti facendo le stesse tecniche esatte con e senza armi.

La differenza non la fa l’arma che tieni in mano, ma la differenza la fa l’uomo che tiene l’arma con le sue mani.

Questo principio mi trova molto in accordo e se segui il blog sai come spesso più volte abbia scritto come sia l’uomo a fare la differenza più che l’arte in sè.

Spesso alcuni chiedono:”che serve che ti eserciti a combattere il bastone? Non è come ti porti il  bastone ovunque vai?”. Ma in realtà non hanno compreso l’essenza è il significato propedeutico che c’è dietro il bastone.

Vuoi un consiglio?! Studia il bastone. Migliorerà ogni aspetto della tua arte marziale oltre che espanderà il tup senso della posizione, della distanza e i tuoi riflessi.

Ps. Il bastone va molto molto veloce!! La tua mente e il tuo corpo accellerano.

2 – Le arti marziali filippine (kali, escrima, arnis) insegnano prima le armi, dopo di che vengono le tecniche a mano nuda.

Anche se per  alcuni praticanti e maestri di arti marziali la concezione di insegnare prima le armi può sembrare strana, la maggior parte se non tutte le tecniche di combattimento delle FMA a mano derivano dai principi che sono alla base del movimento con il bastone e con spada.

Una delle caratteristichè del Kalì è anche la rotondità dei suoi movimenti unita alla capacità di entrare lungo linee dirette derivato dal continuo studio di traiettorie di taglio mixate con traiettorie di punta.

Un’altra caratteristicha fondamentale è l’utilizzo della mano viva, quindi una abitudine costante a usare “armi” differenti, di lunghezza differente in modo diverso, questo approccio ti abitua a modificare continuamente la tua posizione a seguito della variazione di distanza tra una tua mano armata e l’altra mano “nuda” esaltando il footwork. Questo approccio abitua la tua mente a far lavorare in maniera funzionale tecniche diverse concatenandole per un’unico scopo.

3 – Le arti marziali filippine rappresentano le tecniche di combattimento più approfondite e pratiche al mondo.

Sono una delle poche arti che vanno ad affrontare e coprire tutte le distanze in cui si svolge il combattimento in maniera approfondita:

  • lunga distanza (calci),
  • media disatanza (pugilato, gomito, ginocchio)
  • e corto distanza(aggrapparsi, colpire, mordere, combattere).

Ps. Considera che sono studiate in maniera così approfondita che alcune specialità come il sikaran alcuni le studiano come se fossero una arte marziale a se.

Sono molto pratiche e moderne in quanto non si concentrano su mosse fantasiose o complicate che potrebbero non riuscire a funzionare in un combattimento reale.

I sistemi filippini sono molto moderni perchè sono una delle poche arti che hanno continuato ad essere tramandate e utilizzate nelle filippine fino ai giorni nostri, con una vera evoluzione del sistema stesso.

Anche le forme utilizzate da alcuni sistemi filippini sono composti da mosse effettive di combattimento, che storicamente erano nascoste in una danza (sayaw) per evitare che i conquistatori stranieri potessero apprendere il Kali.

Personalmente non uso forme, una sorta di kata perchè non è il mio approccio alle arti marziali.

La praticità delle arti filippine è aumentata dalla versatilità delle armi:

  • A lunga distanza, è possibile utilizzare la punta del bastone o della spada;
  • Nella media distanza puoi usare il corpo del bastone o la lama della spada;
  • A breve distanza, è possibile utilizzare la parte inferiore del bastone (punyo) o il manico della spada.

Il concetto simile viene utilizzato anche a mano nuda utilizzando al meglio le armi naturali del corpo in base alla distanza e dando una continuità e una fluidità nel colpire tipica degli stili filippini che enfatizzano la continuità del movimento.

Ps. Molti sistemi al mondo di difesa personale in realtà hanno al loro interno parti prese dal patrimonio delle arti marziali filippine e spesso senza neanche saperlo.

4 – Le arti marziali filippini sono le uniche che possono completare qualsiasi altro stile di combattimento tu stia praticando.

Come ti dicevo all’inizio di questa chiacchierata, tutti i settori del kali non sono mai in conflitto con le altre aree ma le rafforzano e la stessa cosa avviene con altri stili di arti marziale che vengono solo rafforzate. Qualunque arte marziale pratichi studiare il kali filippino portera solo benefici.

Il kali come spero ormai hai capito include le arti di calciare, le arti a mano nuda , le arti pura di autodifesa e le arti da combattere con armi da percussione e da taglio, più anche l’arte di lancire oggetti di diversi tipo, ecc.

 

5 – Il combattimento con il bastone e le armi da taglio è adatto e vantaggioso per tutti.

Per i bambini:

Nel Kali ci sono molti esercizi di movimento e coordinazione come il sinawali. Questa forma di combattimento a doppio bastone rafforza gli arti e sviluppa la coordinazione degli occhicosì come qualsiasi sport.

I bambini inoltre ricevono anche della formazione dei pericoli che si corrono maneggiando le armi (anche se da training perchè sono piccoli) quando imparano a manipolare in modo sicuro le armi potenzialmente pericolose.

Questa impostazione moderna per i bambini è preferibile al vecchio modo usato nelle filippine ma nel mondo in generale compresa l’Italia. Quando ero giovane, mio nonno mi ha insegnato a gestire una lama viva mentre imparava a utilizzarla per la sopravvivenza e l’autodifesa.

Per le donne:

Le arti filippine sono perfette per una donna perché anche se le mani sono piccole possono contenere un coltello e portare colpi in modo mortale. Con una formazione minima, una donna sarà in grado di mantenere a distanza quasi tutti i malintenzionati e se uno è così pazzo da avvicinarsi rischia sicuramente di essere tagliato o ucciso.

Non ci credi?? Prova questo esperimento: Prendi un pennarello a punta grande e dallo alla tua fidanzata o a una amica che conosci, ora indossa gli occhiali protettivi e digli di colpirti con il pennarello ogni volta che provi ad avvicinarti senza entrare.

Non è facile da fare e ancora meno se non hai una formazione di scherma corta.

Una volta che lei ha imparato come portare discretamente i colpi e disegnare con l’arma traiettorie precise, il tuo compito sarà più esponenziale se non quasi impossibile se non sei disposto a tagliarti o se non utilizzi anche tu un arma possibilmente più lunga.

Il Kali non è un gioco!!

Con un arma da taglio appropriata per lei molto probabilmente sarà in grado di proteggersi veramente non solo da un aggressore ma anche contro molti attaccanti.

Per gli uomini e agenti di polizia e per i membri delle forze armate:

Le arti filippine forniscono una serie essenziale di competenze molto utili in ambito di difesa personale visto l’ampio uso di bastoni e di armi da taglio. Gli uomini e chi opera nelle forze dell’ordine hanno bisogno di abilità reali, sia offensive che difensive, e le arti filippine sono tra i pochi sistemi recenti che sono stati testati in conflitti reali.

6 – Le arti marziali filippine ti aiutano a collegare i punti nella tua formazione di autodifesa concentrandosi su concetti versatili piuttosto che su una tecnica diversa per ogni situazione.

Gli istruttori FMA parlano di angoli di attacco piuttosto che attacchi specifici, quindi un approccio differente.

Una volta che sei in grado di distinguere se un attacco proviene dall’interno o dall’esterno e se è da sinistra o da destra, e da altezze diverse hai la base di quello di cui devi occuparti.

Dopo di che, la tua formazione sarà su progressioni e combinazioni che coinvolgono quelle basi andando a costruire possibilità di attacco e difesa su determinati angoli indipendentemente dai colpi.

Se il tuo istruttore è bravo non lo troverai mai a suddividere la tua difesa da un attacco in base al tipo di colpo (un pugno, un calcio, una presa, una spinta, ecc.) perché nelle FMA vengono trattati tutti come gli attacchi diretti da un determinato angolo.

Il Kali è semplificare qualcosa di complicato.

Ps. E’ l’esperinza che ti fa fare dei leggeri adattamenti in base al tipo di arma che ti attacca e che tu hai in mano o se sei a mano nuda,  ma il movimento base, gli skill aquisiti e la biomecccanica del movimento è la stessa.

Knife

 

7 – Il combattimento con il bastone non è solo l’utilizzo della tua arma.

Uno studio importante nelle arti marziali filippine è legata all’uso dell’arma del tuo aggressore contro di lui. Disarmi e restituzioni dell’arma (non intesa come scusa ti ho preso l’arma tieni, tenta di nuovo!!)

Questa capacità raramente si manifesta in pratica ed è spesso tema di dibattiti accesi, ma in realtà lo studio di queste abilità sono propedeuticche per la comprensione di dinamiche importanti e senza contare che se hai la possibilità di disarmare o restituire l’arma (che NON va cercata) devi sapere cosa fare senza il minimo indugio e fottere il tuo aggressore.

Knife Fighting

 

8 – La formazione delle armi filippine va ben oltre l’uso dei bastoni e dei coltelli tradizionali.

Non mi stancherò mai di ripetere come il kali sia qualcosa che va ben oltre lo studio del bastone.

Le 12 aree del Kali rappresentano uno studio così esteso che richiede uno studio che praticamente non ha fine.

I metodi che impari nella FMA lavorano con bastoni e coltelli ma per legge non puoi portare con te questi strumenti  di difesa.

Fortunatamente, puoi applicare le abilità che hai appreso praticamente qualsiasi cosa: una penna, un cellulare, una carta di credito, uno stuzzicadenti, un ombrello o anche una bottiglia d’acqua.

Una delle cose straordinari del kali filippino è proprio la capacità di usare armi improvvisate con la stessa qualità tecnica ed efficacia.

 

9 – Studiare le arti marziali filippine può rinvigorire la tua formazione, sia che tu sia un principiante o un maestro.

Come tu sai se segui il blog tendo molto a stimolare le persone a non praticare una sola arte marziale.

È anche uno dei motivi per cui sono così interessato ai praticanti di altre arti, mi piace se posso liberarli da delle loro prigioni mentali che gli hanno costruito intorno (interessi personali dei maestri) o si sono auto costruiti da soli (zone di confort).

Una volta che hai una solida base, se non c’è una plaestra vicino a casa tua che pratica una determinata arte marziale come il kali oggi per fortuna ci sono molte possibilità.

Puoi imparare comunque molte usando dvd didattici e corsi online con un altro tuo amico esperto ma attenzione non rinunciare mai però all’interazione con un maestro specializzato o a seguire stage quando ci sono le possibilità.

Ricordati che il significato, i principi, l’importanza e la storia dietro le tecniche, le esercitazioni pe sviluppare gli attrbuti e le qualità, sono per la maggior parte nascoste.

Hai bisogno di un vero maestro per aiutarti a interpretarli.

 

10 – Anche se alcuni istruttori si concentrano sullo sport, le arti marziali filippini sono una forma di autodifesa basata sulla realtà e un ottimo esempio di un sistema MMA completo.

Non farti ingannare da quello che vedi nei tornei di bastone o di quello che si sente dire in giro. Il kali non è quello.

Le arti filippine sono un sistema da difesa personale in 4D, sono molto di più che tridimensionali.

Come ti ho detto prima, non fermarti sulla superficie, se continui a guardare in un punto ti perdi tutto quello che c’è intorno.

E’ uno dei sistemi di difesa personale tra i più efficaci al mondo.

Kali Eskcrima

Il kali filippino è movimento quindi esplora!! Vai oltre la tua arte se vuoi scoprirla veramente!!

Andrea