Tuttofare o il master in una specialità?

Condividere ti rende migliore

Questa è una domanda che sicuramente ti sei posto. 

Molti diranno che l’unico modo per essere un vero artista marziale è quello di formarsi in tutto. 

Non la metterei proprio in questi termini però ritengo che se vuoi imparare bene devi andare da uno specialista ma il problema è che per fare questo devi dedicarti molto e  iniziare a girare il mondo e per la maggior parte delle persone questo non è realistico.

Considera però che sicuramente non ti basta studiare solo un’arte marziale se vuoi diventare un esperto realmente. Perché ti dico questo?. 

È come per la musica se vuoi diventare bravo non puoi pensare di suonare un solo genere perché anche per diventarlo nel tuo hai comunque la necessità di esplorare i generi fondamentali, questo non vuol dire studiare tutti i generi perché devi anche rispettare il tuo gusto e il tuo piacere ma i fondamentali li devi esplorare.

Nell’arte marziale e la stessa cosa.

Inoltre anche se è giusto praticare con passione e non sarebbe bello obbligarsi a studiare qualcosa che non ci piace ci sono dei passaggi obbligatori per poter completare la tua formazione e intraprendere la strada di chi vuole diventare esperti.

L’arte marziale ha anche a che fare con la nostra psicologia che comunque devi rispettare anche se ti chiedo di uscire dalla tua zona di confort perché non deve essere la paura che detta la tua scelta. 

Specializzarsi e fare solo un’arte marziale in realtà andrebbe bene se parliamo di qualcosa di molto complessa come la medicina dove concordo che devi andare da uno specialista perché la vastità degli argomenti e la delicatezza del tema necessità di questo ma se parliamo di arti marziali in realtà parliamo sempre di un uomo che ha una biologia identica qualunque sia l’arte marziale, quindi è possibile impararne tante e bene perché la realtà è che il livello di apprendimento ha una forte accelerazione rispetto a quando si è principianti. Questo ti permette di studiare più materie contemporaneamente.

Se poi consideri che l’arte marziale in realtà è qualcosa di semplice sono spesso cattivi maestri o persone poco esperte che la complicano anche perché non hanno gli noci e didattici per comunicare in maniera efficace lo studente.

Ora se vuoi un consiglio inizia con una e poi in base alle tue sensazioni e curiosità espandi le tue conoscenze. Questo significa comunque dedicare molte ore e impegnarsi come non hai mai fatto ma questo dipende tutto dalla tua voglia di imparare che deve andare oltre a quanto tempo hai da dedicare. 

Ps. Pensa quante ore passi su Facebook o davanti alla TV/videogiochi, secondo me trovi il tempo per tutto. Quindi come avrai già capito non trovare scuse con me.

La tua voglia come è?. 
Io mi sono allenato tre-quattro ore al giorno sei giorni su sette per anni, è un sacrificio??? SI, ma lo rifarei anzi l’ho fatto con tanta passione e quando alcuni giorni non potevo allenarmi era un momento di disagio, come un senso di colpa. Questo mi ha permesso di studiare più arti marziali e con un alto livello qualitativo. Ancora oggi continuo a studiare perché l’arte non ha una fine ma solo un inizio.

Attenzione!!!. Se devi essere un campione di uno sport non puoi fare questo perché devi focalizzarti se vuoi eccellere perché devi sfruttare al massimo gli anni di forma fisica TOP, anche se oggi alcune discipline come l’MMA (Mixed Martial Arts) hanno rotto questo paradigma di fare un’arte marziale sola dovendo inserire più discipline e anche una preparazione atletica a livelli tale da richiedere sessioni specifiche dell’atletismo olimpico.

Ora tornando al nostro discorso la Boxe, Muay Thai, Wrestling, Jiu-Jitsu, Judo per le competizioni agonistiche, Kali per le armi, e poi le arti marziali basata sulla realtà per autodifesa, e così via tutte sono state testate sotto pressione ed è provata la loro efficacia, non ho nessun dubbio a riguardo ma ci sono due domande importanti che ogni artista marziale che si allena in questo modo deve chiedersi e che anche tu devi chiederti:

1. E molto più utile passare da un’arte all’altra (e spesso a sistema di allenamento diverso ad un altro), che avere una singola arte da cui posso utilizzare tutti i miei attacchi e difese?

2. Può realmente un accumulo di tecniche rendermi un fighter migliore e più forte o potrei trarre più beneficio limitando la quantità di tecniche e strumenti che alleno al fine di affinare ciascuno di queste ad un livello molto più alto?



Il tempo è per ogni essere umano un bene più prezioso. Usalo al meglio con uno scopo ben preciso.

Se si tiene conto che le arti da combattimento come la boxe, wrestling, o il JKD richiedono capacità atletiche che spesso cominciano a scomparire quando si raggiunge la mezza età, l’uso efficiente del tempo per la formazione diventa importante ma anche critica. 
Non hai tempo da perdere oppure se hai già una età orientarti su un arte che ti permette un alto livello di formazione partendo da dove sei.

Quello che non voglio e che ti chiedo e di rinunciare a studiare arti marziali perché pensi che è tardi, non è così, inizia, scrivimi, parliamo, ma non pensare da solo, perché io voglio che tu fai arti marziali perché so che domani mi sarai grato per averti “tirato” dentro a questo mondo. Ti voglio rendere migliore di quello che sei già oggi.

Come posso effettuare le ripetizioni necessarie a diventare un “master” di qualsiasi tecnica che conosco se sto spendendo il mio tempo a nuova formazione e ad aggiungere nuove tecniche o praticare molte arti diverse che utilizzando strutture di combattimento base differenti?
Questo è uno dei motivi per cui la diminuzione giornaliera è un principio importante che molti praticanti anziani iniziano a fare con il tempo. 
Ora tu devi imparare la tecnica funzionale al tuo obiettivo però ricordati che la conoscenza è l’esplorazione delle tecniche è qualcosa di fondamentale per comprendere anche le altre tecniche più devi filtrare per i tuoi obiettivi però per farlo devi conoscere.
Questa fase della diminuzione tecnica è qualcosa che con il tempo i più anziani, veterani, ecc. fanno anzi è un processo naturale che avviene ma dopo aver visto migliaia di tecniche quindi non trovare la scusa che ne imparo poche perché quelle tecniche non servono non è questo il principio di cui ti sto parlando. 

Mettere un filtro alla tua arte marziale quindi è un processo naturale che avviene conseguentemente all’aumentare della tua esperienza e della tua conoscenza ma presuppone un bagaglio tecnico ampio che stai adattando al momento che stai vivendo, alla tua condizione atletica, alla tua età.
Personalmente se fai difesa personale però tornando al discorso di praticare più arti marziali la ritenga una necessità fondamentale perché gli scenari rispetto a uno sport da combattimento non sono definiti di conseguenza devi esplorare diversi settori in piedi a mano nuda, a terra, con mano armata, ecc.
Quindi qual’è la risposta???
Devi praticare nel tempo o contemporaneamente (se ne hai la possibilità) in più arti marziali specializzandoti ugualmente nei diversi settori. Questo non significa che avrai una preferenza tua personale ma la conoscenza deve essere nei vari settori.
Ti ho fatto spesso esempi di grandi maestri e atleti (Dan Inosanto, Eric Paulson, ecc.) che praticano e insegnano la loro arte ma sono anche Black Belt in tanti altri sistemi che apparentemente non c’entrano con il loro sport e la loro arte.
Per me fare tutta la vita la stessa arte marziale è sbagliato la puoi praticare quello sì ma imparandone di nuove. Fare la stessa cosa tutta la vita non è detto che ti renda migliore anzi spesso vedo atleti che mi dicono che è 30 anni che praticano arti marziali ma a me sembra che invece hanno un anno di esperienza ripetuto per 30. 

Applicare e poi filtrare non viceversa.



Devi essere sempre alla ricerca di un modo migliorarti, cercare metodi e strumenti che ti migliorano costantemente andando anche a esaminare le proprie debolezze e lacune per lavorare su di esse. 
La continua ricerca e la sperimentazione di tecniche e metodi sono necessari ma per ottenere il massimo beneficio nei tempi dedicati alla formazione devi comunque avere una conoscenza di una grande quantità di materiale tecnico e metodi di allenamento senza dover per forza allenare tutto. 

“Non è quello che si può imparare, è quello che si può buttare via.” – Bruce Lee




In termini semplici, questo è il modo con cui dovresti analizzare le cose che vedi o del nuovo materiale che hai a disposizione oppure quello che impari durante gli stage, le 4 domande:

Necessità
– Va ad aggiungere qualcosa che manca alla tua formazione?. Va a contestualizzarsi alla tua strategia?.

Struttura
– Dobbiamo cambiare il nostro sistema di attacco per usare la nuova tecnica o lo fa in coerenza con quello che stiamo già facendo? Dobbiamo modificare la nostra guardia?. Dobbiamo modificare il nostro footwork?. 

Un esempio, questo tecnica funziona bene da una posizione di guardia o footwork che usiamo sempre o ci costringe a cambiare la posizione delle mani o il peso al fine di poterla usare e quindi va a negare il vantaggio della mia attuale struttura dominante della mia strategia?.

Adattabilità
– È limitata a un contesto la sua applicazione? Funziona contro diversi tipi e stili di combattenti o è troppo specifica? Contro che metodi diversi di difesa funziona? Funziona in tutte le condizioni?.

Vulnerabilità
– Ci lascia esposti a attacchi?. Rende la nostra strategia efficace o è incoerente con la nostra strategia?. È un vantaggio o può essere più dannoso?. Conosci la difesa da un attacco del genere?. Sapresti come difenderti?. 

Esempio: Se fai pugilato e vuoi aggiungere qualche tecnica di difesa personale non è complicato dalla tua guardia inserire la gomitata diagonale discendente della Muay Thai o la gomitata verticale a salire senza modificare la tua struttura, cosa diversa sarebbe inserire la guardia BaiJong del Wing Chung. Come facile inserire tecniche come il finger Jab oppure Palm Stricke.
Un’altra valutazione però riguarda imparare tecniche di difesa come la parata da calcio ai genitali dove può richiedere una modifica della guardia spesso aperta che si vede in certi sport da combattimento che diventa importante modificare se portata in una condizione di difesa personale.

Scarta, De-enfatizza, o Sostituisci tecniche e metodi di allenamento.
A volte una tecnica che non ti piace molto o che non è utile alla tua strategia non landevi scartare totalmente ma de-enfatizzare perché non puoi totalmente filtrarla perché la questione è che altri la usano e quindi devi conoscere il sistema difensivo e evasivo contro quella tecnica. Diventa quindi necessario mantenere la tecnica anche se solo per la formazione contro e difensiva. Devi rendere anche molto familiare una tecnica che può essere usato contro di noi anche se con uno scopo diverso per questo non puoi non conoscere le tecniche a priori perché il tuo avversario non usa i tuoi stessi filtri.
Se tu sei grasso certe cose non le farai ma il tuo avversario su di conseguenza devi conoscere come difenderti da determinati colpi che tu non userai mai ma che ti tireranno. 

Ora non so se conosci il principio dell’80/20.
Conosciuto anche come il “principio di Pareto,” la regola 80/20 afferma che molto spesso l’80% dei risultati verrà dal 20% dei vostri sforzi. 
Pertanto, per ottenere i massimi risultati, devi spendere 80% del tuo tempo sul 20% dei colpi fondamentali.
Questa è una idea molto utile che è stato applicato con successo a numerose discipline. 
Il trucco è esattamente quali tecniche costituiscono la parte vitale del combattimento sono il 20% delle tecniche che conosci e che ti permetterà di ottenere l’80% dei risultati.
Quando si tratta di combattere per sport come MMA e boxe il compito è un pó più semplice per te o il tuo allenatore a causa delle statistiche dettagliate disponibili. Tipo di colpi, proiezioni, calci, ecc.

Siamo in grado di vedere che per un peso leggero di MMA ci sono più incontri finiti per sottomissione che di KO, in modo che le abitudini (20%) di questi combattenti come tipo formazione necessitano di più skill di lotta. 

L’opposto diventa per la classe dei pesi massimi. 
Inoltre, ci sono anche altri modi di interpretare i dati ad esempio combattenti più piccoli di statura hanno bisogno di lavorare sul loro potere di colpire come stricker e combattenti più alti hanno bisogno di lavorare di più sulla lotta o Submission ma che non è rilevante per la discussione in corso che stiamo facendo però per farti capire che anche le caratteristiche fisiche influiscono anche su che preparazione devi fare e su cui devi focalizzarti per migliorare.
Nel pugilato statisticamente il pugile che tira il maggior numero di colpi di solito vince. 
Il problema nella difesa personale è che non esiste un modo preciso per ottenere questi tipi di statistiche allora come fai a decidere quali tecniche sono le nostre risposte primarie (il 20%) di vitale importanza?
La soluzione a questo problema è questa:
1. Usa i principi della tua arte marziale.

2. Individuazione – Migliora i tuoi punti di forza del tuo sistema e conosci le tue debolezza, lavora sull’ approccio e temperamento.

3. Testing – Imparare dai successi e insuccessi facendo sparring 

Per chi pratica difesa personale viene sempre detto in strada devi evitare di andare a terra a tutti i costi, se fai a terra l’obiettivo è quello di danneggiare o liberarsi dell’avversario e tornare in piedi il più rapidamente possibile. 
Detto questo che è una teoria non realistica è ancora se è altamente auspicabile per noi di mettere l’avversario a terra e calciarlo da una posizione superiore mentre noi restiamo in piedi e infine di sfuggire dalla situazione del tutto la realtà è che non è facile restare in piedi e quindi è fondamentale conoscere delle tecniche di lotta almeno di una cintura blu di Jiu Jitsu.
Diamo un’occhiata a filmati di scontri uno contro uno vedrai che molto spesso finiscono a terra e l’atterramento è anche quelle che spesso successo nell’ MMA.

Qualsiasi fighter che usa completamente e unicamente colpi in piedi deve essere consapevole della sua propria vulnerabilità a terra dove le sue armi non funzionano. 
Ora puoi fare molti allenamenti specifici per migliorare la tua capacità di resistere ad assalti che vogliono portarti a terra o a afferrarti ma questo non esclude la necessità che espandi la tua conoscenza tecnica della lotta a terra.

Certo che se sei un fighter in piedi la lotta viola i tuoi principi strutturali ma non puoi evitare di apprendere queste tecniche e la stessa cosa per un lottatore ha la necessità di apprendere i fondamentali del pugilato e della Muay Thai. 

Ci sono posizioni a terra che devi conoscere per controllare, liberarti, fare reverse, ecc. perché ci sono posizioni e mezze guardie che possono essere molto pericolose con un aggressore infuriato. Devi sapere cosa fare. 

Considera che ci sono momenti in cui può essere necessario prendere un avversario a terra per neutralizzare un vantaggio notevole per esempio (più veloce, più raggiungere, più abili, ecc), ma per noi non ci sono più alternative e modi.

Ricordati che la lotta è un equalizzatore

Il filtro sulle tecniche che conosci e il principio di riduzione lo puoi e lo devi fare periodicamente ed qualcosa che può essere applicatoa qualsiasi tipo di allenamento in tutte le arti marziali, qualunque sia lo stile. Sia che la vostra arte è Muay Thai, Judo, Karate o, e un sistema per l’auto-difesa, spot da combattimento, o entrambe le cose. Ricordati che comunque i fondamentali solidi costringeranno i tuoi avversari a rispettarti e prepararsi con gli strumenti di base ed è sempre un aspetto da non sottovalutare e trascurare mai, perché sono spesso anche i colpi che userai di più, rendere tutti i tuoi attacchi secondari sempre più numerosi se devi massimizzare e ottimizzare il tempo della formazione diventa complicato.
Chiaramente più hai tempo a disposizione per la tua formazione e più hai la possibilità di esplorare, invece se sei un agonista concentrati nella tua specialità e a fine carriera esplora tutte le arti marziali che ti interessano o anche altre forme di arte.

Andrea USOMA 


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