Vuoi iniziare ad allenare fighter nelle palestre di arti marziali?.

Condividere ti rende migliore


Credo che sia molto importante nelle palestre di oggi e soprattutto le palestre multidisciplinari che ci siano più allenatori. Chiacchierando con allenatori e preparatori sono venuti fuori discorsi interessanti e anche alcune differenze sulle scelte adottate durante le settimane di preparazione ma ci sono alcuni tratti comuni che se vuoi allenare devi conoscere.

Una premessa, non sono un allenatore anche se sono sicuro che avrei molto da dire ma è una esperienza che non ho ancora fatto, ma mi ha sempre incuriosito e rispetto molto chi fa questo ruolo, così quando posso mi piace chiacchierare con chi ha questo difficile compito ed è per questo che ho voluto condividere con te queste chiacchierate tra amici!! che sono sicuro ti possono essere utili se vuoi fare o già fai questo lavoro.

Considera però che i “trucchi” di come preparano i ragazzi hanno delle fasi diciamo “close door”, ma questo lo devi capire perché si tratta della loro esperienza e giustamente lo fanno per tutelare i loro ragazzi ad essere i migliori nei circuiti, svelare il loro metodo non sarebbe consigliabile e anche se mi hanno gentilmente dato l’opportunità di vedere non vi dirò in questa sede quello che ho visto ma è un regalo che ho apprezzato molto e lo rispetto.

La preparazione richiede di curare diversi aspetti già quando si tratta di discipline singole ma ancora di più se si tratta di sport multidisciplinare come le MMA , ma la stessa cosa può valere in altre discipline, suddividendo il lavoro di preparazione atletica, tecnico, strategico a più persone.

Attenzione!! Non voglio che pensi ai soldi che puoi guadagnare facendo l’allenatore ma alla pura passione per lo sport e la tua arte marziale, il piacere di aiutare i tuoi compagni di allenamento a fare delle splendide performance e a vincere tornei a match. L’orgoglio di fare crescere la tua palestra nel senso più ampio!!

Ora ci sono dei suggerimenti utili per i nuovi allenatori di sport da combattimento e se hai la fortuna di poter parlare con un allenatore esperto in una determinata specialità sicuramente può darti maggiori suggerimenti ma ci sono alcuni aspetti di cui devi tenere conto e che sono comuni indipendentemente dalla specialità.

Allenare richiede anche che tu acquisisca delle nuove competenze!!

Fare l’allenatore di ragazzi e di fighter può essere davvero divertente e soddisfacente ed è parte integrante della lotta non è solo come guardare un combattimento ed è per questo che è una responsabilità importante e che richiede molta serietà e attenzione.

Ci sono due cose molto difficili:

  • Come fare le giusto bilanciamento di allenamento senza affaticare inutilmente l’atleta
  • Fare gli aggiustamenti tecnici che contano per compensare delle mancanze e esaltare le sue caratteristiche.
  • Dare le informazioni senza sovraccaricare il tuo atleta.

Ora non voglio dirti che tipo di allenamenti che devi far fare anche perché dipende da tre fattori fondamentali:

  • Di che arte marziale o sport da combattimento si tratta ( gli allenamenti non sono tutti uguali)
  • Lo stato fisico dell’atleta
  • Quanto tempo hai a disposizione

Considera come standard di tempo medio per una buona preparazione 12 settimane, ma dipende molto dallo stato fisico dell’atleta.

 

La realtà

Spesso ci sono ragazzi che arrivano in palestra e vorrebbero subito combattere o affrontare delle specialità pur avendo delle lacune troppo grandi che lo esporrebbero a dei rischi inutili.

Capisco l’entusiasmo e il desiderio ma ogni viaggio dovrebbe iniziare con le giuste aspettative e gli obiettivi realistici in mente, non è un videogioco.

Parla sempre in forma chiara e onesta con il tuo fighter.

  • Che obiettivi ha il tuo fighter?
  • Vuole solo fare qualche incontro per provare?
  • Vuole vincere il titolo?

Ricordati che la sua preparazione fisica e psicologica è importante, perché il tuo fighter deve essere pronto per la battaglia che deve affrontare che vinca o che perda ma una cosa non devi mai fare non inviarlo sul ring per farsi massacrare perché non è pronto o non è ancora all’altezza per affrontare certe tipologie di competizioni o di match.

Anche l’età degli atleti influisce sul percorso da fare, perché come puoi immaginare se hai 35 anni puoi fare qualche match, ma non credo che puoi iniziare a lavorare per vincere il titolo nazionale o mondiale, diverso se hai 15 anni dove puoi intraprendere il percorso dilettantistico e con il tempo se sei bravo puoi toglierti le tue soddisfazioni.

Ps. I talenti fanno una strada a se!! Ma mi piace parlarti della normalità.

 

L’allenamento

La formazione deve essere coerente con le aspettative e gli obiettivi che sia un match amatoriale o una competizione professionale, certo è diverso lavorare ed allenarsi o farlo come lavoro, ma se vuoi “fare bene” c’è solo una regola: devi allenarvi veramente.

Se vuoi “vincere” allora idealmente devi battere tutti in sparring ogni singolo giorno che ti alleni perché non sai chi sarà il tuo avversario nel ring o sul tatami o nell’ottagono, quindi idealmente il tuo fighter deve vincere quasi ogni sessione di sparring.

Questo sarebbe bello ed è il mondo ideale ma la realtà è diversa ed è importante che ti concentri di più sulla sua crescita piuttosto che vincere tutti gli sparring anche se quello è l’ideale.

Quello che devi vedere è un costante progresso, se si ferma qualcosa c’è un problema!!

  • Che tipo di lavoro hai fatto oggi? Gli è servito?
  • Cosa ha imparato?
  • Cosa è capace di fare ora che prima non poteva fare o credeva di non riuscire a fare?
  • Quali altre cose deve migliorare che potrebbero fare differenza?

Come ti dicevo all’inizio la preparazione per un match ha alcune regole di tempo che indicativamente possono essere così schematizzate:

  • La data di un match non può essere oltre di i 6 mesi.
  • Ottimale 3-4 mesi. E’ probabilmente la condizione migliore. Oltre i 3-4 mesi passa troppo tempo per mantenere alta l’eccitazione e la motivazione per il match, ma può anche essere abbastanza tempo se serve per migliorare molto un atleta che si è trascurato fisicamente o è tanto che non si allena.
  • No buono 6 mesi. Può essere un tempo troppo lungo e alcuni combattenti perdono la motivazione rischiando di avere alti e basi durante la preparazione.
  • No buono 1-2 mesi. Pianificare un combattimento in soli 1 o 2 mesi può essere fatto solo se il tuo fighter è sempre in forma top, diversamente è sconsigliabile.

Pratica molto sparring per poter fare le giuste regolazioni in combattimento, perché la realtà è quella è il combattimento è pratica, quindi serve fare sparring.

ATTENZIONE!! Non significa che l’atleta si deve fare male in allenamento (possibilmente neanche dopo) quindi protezioni e attenzione!!

Ora durante lo sparring c’è una fase importante che devi praticare come allenatore.

Durante lo sparring  devi chiedere al combattente di fare cose diverse e apportare modifiche al volo, questa abitudine per i tuoi fighter di fare dei piccoli cambiamenti al volo e sotto lo stress dello sparring è una abilità di squadra tra te e lui che può fare una grande differenza nel giorno del match.

A volte, non c’è tempo per imparare un nuovo concetto o lavorare a una nuova abilità, ma gli dici quello che vedi e il fighter deve essere in grado di adattarsi subito.

Questo ti serve quando vedi un difetto o una caratteristica dell’avversario.

Considera che i catch dei campioni studiano tutti gli incontri degli avversari ma a livello dilettantistico raramente conosci il tuo avversario da poterlo studiare quindi è necessario potersi adattare a determinate situazioni, chiaramente questo non vuol dire stravolgere la tuo strategia di combattimento ma fare degli aggiustamenti che possono fare la differenza.

L’allenamento richiede un passo alla volta e costante, richiede calma ed equilibrio, devi dare al tuo fighter sicurezza e certezza. Devi dirgli cosa, quando e come fare non solo motivazione e eccitazione adrenalinica.

 

Prima del match

La settimana prima del combattimento

Lavora sui punti di forza del tuo fighter. Niente più modifiche e critiche. Costruisci fiducia nel tuo combattente. SEI UN GRANDE!, VINCI! AMMAZZALO! VAI A VINCERE!

Ps. Hai fatto tutto quello che puoi!!.

Ricordati che la perfezione non esiste e può creare a te e a lui frustrazione, avrà sempre delle cattive abitudini, dei difetti ma avrà anche delle buone abitudini. Dagli fiducia per sentirsi incredibile e sicuro di se stesso.

Pochi combattenti non hanno problemi ed è  più probabile che la loro sicurezza che stanno facendo le cose bene e si rendono così determinati che i loro punti di forza compensano i loro errori.

Poi è uno sport si può sempre perdere!!

Se devi correggere o fare degli aggiustamenti al tuo fighter nell’ultima settimana, fai piccoli aggiustamenti semplici e senza mai farlo sentire come se c’è qualcosa che non va, non fargli fare troppe cose altrimenti non si sente pronto.

Cerca di riassumere tutto in 2 o 3 cose o se riesci anche solo una cosa essenziale. Un messaggio per lui inequivocabile.

Ricordati che nessuno nella tensione della battaglia si ricorda troppe cose, deve essere un messaggio semplice che “accende”, che solo lui riconosce.

È importante parlare delle sue paure e “aspettative di combattimento”:

  • Nervi tesi, tensione alle stelle (crea stanchezza, fiatone, ecc.)
  • Avversario difficile (ti è capitato un avversario forte e tremendo per la sua fama)
  • Sfortuna (cattiva stima di se)
  • Crampi muscolari (da sovra-allenamento o da scarsa forma)
  • Non dormire la notte precedente
  • Paradenti scomodo, caschetto o altro attrezzo che deve indossare e che non si sente a suo agio.
  • Non si esegue al meglio qualcosa (non preoccuparti)
  • Ecc.

Tutto ciò che può andare male nella sua testa deve uscire, devi liberarlo da questi pensieri.

Il tuo combattente deve essere pronto per qualsiasi situazione. La cosa importante è che lui vuole salire sul quel ring e vincere , deve essere felice di essere lì.

Lui deve sapere che è ben allenato a combattere e anche se ci sono quelle difficoltà è in grado di gestirle, le paure esistono ma vanno gestite e superate.

 

Il giorno del Combattimento

Il giorno del match è arrivato! La prima cosa da fare è controllare il nervosismo dei tuoi fighter.

  • Alcuni combattenti si sentono nervosi quando si svegliano la mattina.
  • Altri combattenti sembrano al 100% bene e poi schiaffino i pantaloni nel momento in cui stanno per essere chiamati fuori.
  • Altri addirittura riescono a dormire sulla panchina prima del match!

Parla con il tuo fighter!!.

Un fighter perde un pò troppo la testa per la tensione, distrailo e tiralo fuori da quello stato facendogli ripetere la strategia di combattimento come un mantra.

Se un combattente non sembra essere nervoso, fagli comunque ripetere la strategia.

Non puoi impedire ai fighter di diventare nervosi, ma devi aiutarli a ripercorrere il piano di gioco che avete preparato insieme durante ore e ore di allenamento.

Assicurati che il tuo ragazzo / ragazza  faccia un bel match.

Ricordati che è sempre esperienza qualunque siano le sue fisicità, abilità.

A volte  è anche utile sperimentare per fargli prendere più fiducia se vedi che c’è molto potenziale, alcuni ragazzi non hanno consapevolezza delle loro qualità all’opposto alcuni si credono troppo.

Le cose a volte potrebbero non essere sempre giuste ma almeno essere pronti a fare valere la tua opinione se non ti danno un match vincente o essere disposti a rinunciare se ti danno un avversario che sai che è troppo in questo momento per il tuo fighter, non serve farlo ammazzare di botte ora quando magari tra un anno può ammazzarlo di botte lui.

Ricordati che serve anche strategia.

Risultati dubbi e incontri ignoti sono un particolarmente problema in incontri non ufficiali o in piccole federazioni, quando si combatte in palestra di qualcun altro, dove a volte i giudizi arbitrali sono un po’ diciamo di parte.

Una volta che hai il tuo avversario cerca di non concentrarti su di lui ma sul tuo fighter, cerca di non rendere la tua strategia tutta su di lui ma di esaltare di più quelle che sono le peculiarità del tuo fighter perché rischi di condizionare troppo la tua strategia e alla fine troppo il suo gioco.

Se tu riesci a vedere alcuni dei suoi movimenti puoi pensare ad alcune tattiche da provare ma altrimenti continua a lavorare sulla tua strategia, ma importante il tuo fighter NON deve guardare il suo avversario.

Perché ti dico questo?

Ognuno sembra sempre sorprendente quando colpisce i pad o i focus. Il tuo combattente probabilmente non sa nemmeno quanto sia incredibile lui, per cui potrebbe essere terrorizzato se lo fai guardare l’altro ragazzo anche se magari lui tira ancora di più, ma non lo sa.

La maggior parte dei fighter è sempre nervosa e non riesce a dare il 50% di quello che potrebbe dare, con l’esperienza questo passa fino ad arrivare agli eccessi per alcuni come dormire fino a pochi minuti prima del match.

 

La tua strategia deve rispettare la regola degli 80/20:

La legge di Pareto dice che l’80% dei risultati deriva dal 20% delle cause. Quindi quello che ti farà vincere veramente è solo il 20% delle cose che fai nello sparring.

Questo è tutto quello che devi fare.

Solo il 20% del tuo meglio in sparring e vincerai.

La maggior parte dei fighter cercherà giustamente di essere al top esprimenti tutto il suo arsenale tecnico ma questo sotto stress è troppo lavoro.

  • Se cerca di fare il 100%, finisce per ottenere solo il 20%
  • Se cer a di ricordare il 100%, finisce per fare solo il 20%

Deve fidarsi del tuo 20% top invece poche cose ma Top il resto se deve uscire lo farà in maniera naturale. Il tuo corpo è già abituato alla maggior parte di queste cose che vuoi ricordare tutte ma devi solo ricordare alcune cose, deve uscire tutto spontaneamente con un pensiero inconscio.

Ricorda fai le cose semplici, più si tenta di fare e peggio si esegue perché deve uscire non quello che ricorda la tua mente ma quello che ricorda il tuo corpo.

Durante il match fai quello che ti riescie meglio è che funziona, fai quello che ti esce naturale.

 

Riscaldamento

Esegui la tua routine prestabilita di riscaldamento e rimani caldo.

Indossa abiti che ti fanno “troppo caldo”.

In questo modo lo so, starai sudando ma i muscoli sono pronti, se resti solo in maglietta ti raffreddi anche se non senti freddo e non sei caldo.

Rimani caldo e mantieni i muscoli riscaldati, sciolti e pronti per combattere.

 

Durante il combattimento

Ricorda al tuo combattente le poche cose essenziali che avete preparato è tutto, non fargli un elenco di 100 cose, ma solo l’essenziale.

Per quanto riguarda la tensione, ognuno ha il suo metodo per esorcizzare questi momenti ma godetevi l’adrenalina.

Durante i rounds

FATTI SENTIRE SEMPRE!! La tua voce deve uscire in mezzo al frastuono dei tifosi.

Se devi gridare ad alta voce per farti sentire, FALLO!!. Se dovi parlare con calma o in un certo “tono”, si intendo parolacce, fallo.

  • Alcuni allenatori usano un tono di urgenza e serietà.
  • Altri allenatori usano un tono di rabbia.
  • Altri allenatori usano un tono di tranquillo, calmo, perché dicono che il messaggio si perde in tutta l’eccitazione dell’atmosfera.

Alcuni comandi comuni negli sport di striking (per la lotta è qualcosa di diverso):

  • Tenere le su la guardia
  • Combina, non colpi singoli
  • Stai lontano da quel colpo destro / sinistro / etc
  • Continua a muoverti
  • Attacca!!
  • Schiva!!
  • Esci non stare lì!!
  • Imposta le tue combinazioni
  • Colpisci dove vedi libero
  • Colpisci la sua parte del corpo (destra / sinistra / ecc.)
  • Ecc.

 

Il minuto tra i rounds

Ancora una volta, dargli un posto di pace e protezione. In quel minuto deve rifiatare e riallineare il focus sulla sua strategia di combattimento prendendo in considerazioni anche quello che è successo e quindi inserire quei piccoli aggiustamenti che possono fare la differenza.

Cosa fare:

  1. Guardalo negli occhi
  2. Rinfrescarlo con acqua e ghiaccio.
  3. Di fronte a lui eseguire tecniche di mirroring facendogli vedere la respirazione e aiutarlo a rallentare per rifiatare.
  4. Massaggiagli le braccia se vedi tensioni
  5. Curargli le ferite (lo fa uno specialista)

Cosa dirgli:

  1. Motivazione, che sta facendo bene (non dirgli mai in quella fase qualcosa di demotivante)
  2. Cosa fare.

La parte più difficile è quando il tuo combattente sta perdendo e non sta facendo nulla di quello che avete allenato, oppure cosa succede se ha paura o è demotivato?

Alcuni allenatori pensano di urlare e scuoterlo, altri allenatori pensano che calmarlo è meglio.

Questa scelta dipende veramente da te, ma io credo che la scelta non sia univoca ma dipende dalla psicologia del tuo atleta che devi conoscere.

Possono essere valide entrambe le soluzioni e non lo dico per un politico correct, anzi non me ne frega nulla.

 

Dopo il match, l’autovalutazione e il festeggiamento.

Quando la lotta è finita, è il momento di auto valutare la prestazione e festeggiare i successi.

Ma stai dicendo di festeggiare ogni volta che si fa un match?

SI, ASSOLUTAMENTE SI!!

Bisogna sempre festeggiare tutti insieme il duro lavoro, celebrare il coraggio dei tuoi atleti e se vince celebrare la vittoria dopo il match e anche la prima lezione o allenamento in palestra davanti a tutti i ragazzi perché è un esempio importante e motivante.

Questo atteggiamento serve anche quando il tuo combattente perde, non è utile far sentire qualcuno come un perdente o punirlo scaricando la tua responsabilità come allenatore perché non ti ha ascoltato.

Bisogna solo ragionare insieme per capire che cosa è successo, è un combattimento può capitare di perdere, è successo anche a un Top Fighter come Mc Gregor pensi che non può succedere a te??

Alla fine di un match o di un particolare allenamento è sempre importante un auto valutazione tutti insieme perché motiva un lavoro che è duro e complicato e serve anche per capire se si può andare ancora oltre alzando l’asticella.

Ma attenzione a non fare sentire inadeguato il fighter, o deriderlo, ecc. non è utile se perde fiducia sulla sua capacità.

Psicologicamente soprattutto per alcuni, non è davvero facile combattere ed è importante motivare ogni piccolo successo che fanno i tuoi fighter. Questo fa parte della costruzione di un processo di crescita positivo al di là delle vittorie stesse che alla fine arrivano, ma lo stato psico fisico è importante nel combattimento.

Ora buona avventura catch!!

Andrea

 


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