Conosci il regolamento della Muay Thai in Italia???

Muay Thai

 

LO STATUS DELL’ATLETA

Gli atleti di Muay Thai con il tesseramento accettano in toto lo statuto ed i regolamenti della stessa.

È fatto obbligo a tutti gli atleti di presentarsi alle gare con il Passaporto Sportivo debitamente rinnovato, indicante il grado di cintura e con il certificato di idoneità alla pratica sportiva rilasciato da un centro di medicina sportiva, pena l’espulsione dalla competizione.

 

INQUADRAMENTO DEGLI ATLETI

I tesserati possono partecipare a gare di sport del ring (CONTATTO PIENO) solo dai 16 anni compiuti fino al 40° anno d’età.

Essi sono divisi sulla base della loro esperienza e validità tecnica in quattro serie:

  • DILETTANTI PRIMA SERIE o Classe “A” (oltre il 15° match)
  • DILETTANTI SECONDA SERIE o Classe “B” (dall’ 11° al 15° match compreso)
  • DILETTANTI TERZA SERIE o Classe “C” (dal 6° al 10° match compreso)
  • ESORDIENTI o Classe “N” (dall’esordio al 5° match compreso)

Precisazioni: Se l’atleta passa di serie nel corso di un torneo rimarrà nella categoria in cui si è iscritto fino alla fine del torneo. Si intende per torneo quel lasso di tempo che intercorre dal primo peso ufficiale fino alla fine dell’ultima finale.

 

CATEGORIE:

Junior M/F : Dalla data del compimento del 16° anno d’età (fino al compimento del 19° anno d’età)

Seniores M/F: Dai 19 ai 40 anni. Dal giorno in cui l’atleta compie 19 anni fino al giorno in cui ne compie 41.

Specifiche: Al compimento del 19 anno l’atleta juniores passa automaticamente tra i seniores. L’atleta seniores non può più tornare a gareggiare come juniores.

 

ATLETI PROVENIENTI DA ALTRI ENTI

Se l’atleta proviene da altri Enti di Promozione Sportiva di sport da combattimento il suo inquadramento agonistico verrà stabilito sulla base del record personale pregresso.

 

LE CATEGORIE DI PESO

 

ART. 1 – Le categorie di peso per la K1 si suddividono in:

 

UOMINI SENIORES E JUNIORES

 

 

DONNE SENIORES E JUNIORES

MINIMOSCA -51 kg MOSCA – 48 kg
MOSCA -54 kg PIUMA – 52 kg
PIUMA -57 kg LEGGERI – 56 kg
LEGGERI -60 kg MEDI – 60 kg
WELTER JUNIOR -63.5 kg MEDIO MASSIMI – 65 kg
WELTER -67 kg MASSIMI FINO – 70 kg
MEDIO LEGGERI -71 kg SUPER MASSIMI +70 kg
MEDI -75 kg
MEDIO MASSIMI -81 kg
MASSIMI LEGGERI -86 kg
MASSIMI -91 kg
SUPER MASSIMI +91 kg

 

LUOGO DI GARA

ART. 1 – Il luogo di gara dovrà essere una superficie quadrata da un minimo di 6 ad un massimo di 8 metri di lato. La superficie dovrà essere piatta e liscia, costituita di materiale plastico o gommoso, non delimitata da corde.

Un combattimento di Muay Thai avviene su di un ring, esso deve avere tutti i requisiti regolamentari e deve essere del tutto simile per dimensioni e conformità a quello in uso nel pugilato.

Nel caso in cui lo svolgimento di una competizione preveda l’utilizzo di gabbia (omologata per le M.M.A.), sarà cura del comitato organizzatore verificare l’idoneità della stessa allo svolgimento di combattimenti di K-1 RULES in modo tale da garantire la totale sicurezza degli atleti a riguardo delle strutture utilizzate.

 

 

ABBIGLIAMENTO E PROTEZIONI DEI COMBATTENTI

ART. 1 – Gli atleti di Muay Thai dovranno presentarsi alle gare, muniti della divisa regolamentare composta solo da pantaloncino. L’uniforme può portare il nome del club o dello sponsor del club, dovrà essere pulita, non scucita e non strappata.

ART. 2 – Gli atleti dovranno presentarsi al combattimento con tutte le protezioni indossate. Gli atleti indosseranno sotto i pantaloncini una conchiglia di materiale resistente.

Il paratibia o il paratibia/calzare non può contenere anime dure di plastica o di metallo, deve coprire tutto il piede. Il paratibia ed il calzare o il paratibia/calzare dovranno essere di pelle, similpelle o plastica, morbida e liscia. E’ consentito l’utilizzo di paratibia o paratibia/calzare in stoffa.

Le donne (sia J che S) dovranno portare obbligatoriamente il paraseno. Sia i maschi che le femmine dovranno portare obbligatoriamente il casco protettivo da gara (senza parazigomi).

È obbligatorio per tutte le categorie indossare il paradenti. E’ vietato l’uso di paradenti di colore rosso.

I guantoni dovranno essere a mano chiusa da 10 once, di pelle, similpelle o plastica, morbida

e liscia, con imbottitura uniforme distribuito sul dorso e al livello del polso. I guantoni generalmente saldati ai polsi da materiale elastico protetto da pelle liscia, potranno ulteriormente essere assicurati alle mani da un giro di cerotto ma non di scotch o altro materiale plastico. L’arbitro dell’incontro, a suo insindacabile giudizio, ha sempre la facoltà di ordinare la sostituzione dei guantoni nel caso risultassero troppo deteriorati o irregolari.

Le protezioni dovranno possibilmente portare ben visibile il logo della ditta produttrice, e in ogni caso si possono utilizzare in gara solo materiale omologato.

ART. 3 – Gli atleti avranno cura di tagliarsi le unghie dei piedi ,pena l’allontanamento dalle competizioni

È fatto divieto portare alcun oggetto metallico (catenine, orecchini, orologi,occhiali, ecc.) che possono causare ferite a se o all’avversario. Ogni atleta che si presenti sul quadrato non in regola con le norme degli art. 1, 2 e 3 avrà un minuto e mezzo (90 secondi) di tempo per ovviare. Trascorso tale tempo se l’atleta non si ripresenterà sul quadrato in ordine, verrà squalificato.

ART. 4 – Gli atleti di Muay Thai , a partire dalla terza serie o classe “C” avranno possibilita’ di svolgere la Ram Muay prima dell’inizio del match.

 

 

BENDAGGI

I bendaggi vanno effettuati almeno trenta minuti prima dell’inizio delle competizioni.

I bendaggi verranno verificati e siglati da personale apposito che tramite impianto audio annuncerà’ il controllo bendaggi.

Presentarsi al controllo bendaggi e’ obbligatorio per tutti gli atleti.

Il bendaggio potrà essere formato da una garza o benda elastica della lunghezza di m. 2,50 e larghezza cm. 4,5.

Le garze o le bende debbono fasciare la mano ed essere fissate con opportuni accorgimenti perché non fuoriescono dai guantoni.

E’ ammesso il bendaggio artigianale formato solo ed esclusivamente dai seguenti materiali:

  • Garze
  • Bende orlate
  • Nastro/tessuto adesivo
  • Bende coesive

Tale bendaggio serve esclusivamente alla protezione di polso e nocche dell’atleta e di conseguenza viene assolutamente vietato indurire il bendaggio oppure applicarvi fermagli, spille o unguenti.

Il personale addetto al controllo bendaggi ha la facoltà di togliere agli atleti bendaggi che non risultino idonei.

I bendaggi artigianali devono essere obbligatoriamente uguali per forma e caratteristiche ai bendaggi omologati per il pugilato.

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GARA

ART. 1 – Il tempo di gara è di :

  • JUNIORES M/F tre riprese da 1,5 minuti e intervalli da 1 minuti
  • SENIORES M/F CLASSE “N” tre riprese da 2 minuti e intervalli da 1 minuto
  • SENIORES M/F CLASSE “C” tre riprese da 2 minuti e intervalli da 1 minuto
  • SENIORES M/F CLASSE “B” tre riprese da 2 minuti e intervalli da 1 minuto
  • SENIORES M/F CLASSE “A” cinque riprese da 3 minuti e intervalli da 1 minuto

Se due atleti terminano l’incontro in parità, verrà effettuato un tempo supplementare (extraround) dove previsto di 1 minuto per le finali di 2 minuti. Nel caso gli atleti finissero nuovamente in parità, verrà data la preferenza.

ART. 2 – I combattenti si fronteggeranno in piedi separati da circa due metri, al centro del quadrato di gara, e si scambieranno il saluto inchinandosi o toccandosi i pugni in segno di stretta di mano. Il combattimento potrà iniziare subito dopo l’annuncio da parte dell’arbitro centrale di “Chok” o ” Fight!”. 

ART. 3 – Nella gara di Muay Thai si può attaccare solo la parte frontale e laterale del tronco e del viso, con colpi di pugno, calcio, ginocchio e gomito. È consentito attaccare le cosce dell’avversario con calci circolari, con traiettoria interna o esterna ed e’ consentito attaccare la coscia con calci frontali o laterali o con qualunque altro tipo di calcio. È consentito sferrare ginocchiate con traiettoria frontale, circolare, obliqua, saltata, diretta sia al corpo o al volto. 

ART. 4 – La lotta in clinch verrà giudicata passiva se dal momento iniziale fino ad un tempo di 5 secondi non viene eseguita nessuna tecnica con colpi di ginocchio , gomito e/o sbilanciamenti. In questo caso l’arbitro, allo scoccare del quinto secondo, interromperà il match separando i due atleti. 

ART. 5 – Le spazzate vanno effettuate a favore dell’articolazione. Le spazzate sono valide solo se non sono al di sopra della caviglia (malleolo) e chi le esegue non tocca terra che con i piedi (non è valido nessun altro tipo di appoggio a terra). Si considera atleta atterrato un atleta che tocchi terra con qualsiasi parte del corpo (fatta eccezione dei piedi). 

ART. 6 – Quando il tempo è terminato l’arbitro centrale dovrà essere avvisato con un segnale acustico o altro mezzo.

 

 

GIUDIZIO DI GARA  

ART. 1 – Le decisioni degli arbitri e dei giudici sono definitive e senza possibilità di appello.

ART. 2 – La direzione dell’incontro spetta esclusivamente all’arbitro che in ogni momento deve vigilare affinché siano rispettate le regole del K1. Egli non può tollerare alcuna infrazione al regolamento.

ART. 3 – La vittoria è decretata al termine di ogni incontro da 3 giudici che siedono intorno al quadrato e dovranno compilare un’apposita scheda. Al termine di ogni ripresa, ogni giudice dovrà decretare la vittoria (di quel round) assegnando 10 punti al miglior atleta e 9 o 8 all’avversario (a secondo del divario riscontrato in quel round). Al termine delle riprese previste, il giudice annoterà i punti totalizzati dagli atleti. Vincerà l’atleta che avrà totalizzato più punti.

 ART. 4 – L’arbitro ha facoltà di richiamare e squalificare i contendenti, richiamare o allontanare i secondi dei combattenti. Ha facoltà di sospendere l’incontro quando la condotta del pubblico pregiudichi il regolare svolgimento della gara. Può arrestare il combattimento qualora una protezione risulti fuori posto.

 ART. 5 – Durante lo svolgimento dell’incontro, l’arbitro farà uso degli ordini di “stop” o “Yud”, “break” o “Yak” , “Chok” o “fight” e “tempo”:

 ART. 6 – L’arbitro deve arrestare l’incontro in caso di fallo, o quando uno o entrambi i contendenti siano rei di colpi proibiti, in questo caso dovrà:

  • richiamare verbalmente il colpevole;
  • penalizzarlo di un punto segnalandolo ai giudici;
  • squalificarlo.

L’arbitro potrà adottare uno di questi provvedimenti a seconda della gravità del fallo.

ART. 7 – Per impartire le pene di cui all’art. 17, l’arbitro dovrà interrompere l’incontro con l’ordine di “stop” e si rivolger{ al tavolo della giuria con l’ordine di “tempo”. Richiamer{ ad alta voce il colpevole ricorrendo a segni appropriati in modo che anche il pubblico capisca ciò che sta avvenendo, assegnerà la penalizzazione e se sarà il caso farà riprendere l’incontro con l’ordine di “fight” / “Chok”. L’intervento dell’arbitro dovrà essere tempestivo.

ART. 8 – Quando i due contendenti sono in fase di “clinch” l’arbitro dovrà interrompere il combattimento con l’ordine di “break”/“Yak”battendo nel contempo leggermente la spalla degli atleti con una mano, solo dopo che gli atleti non abbiano sferrato nessun colpo o sbilanciamento entro cinque secondi.

Gli atleti dovranno indietreggiare di un posso a quest’ordine e riprendere a combattere.

L’arbitro non dovrà mai passare tra i contendenti. 

ART. 9 – La gara Muay Thai deve essere arbitrata da un arbitro centrale e tre giudici.

L’arbitro centrale non ha diritto di giudizio, a meno che non venga deciso diversamente dal C.di R.

ART. 10 – L’arbitro, ogni volta che coglie una scorrettezza da parte di un combattente, deve intervenire per reprimere e richiamare il colpevole a parole oppure penalizzandolo di un punto.

L’arbitro ha altresì l’autorizzazione ad arrestare il combattimento se attorno al quadrato di gara avvengono assembramenti che impediscano il regolare svolgimento della competizione, oppure se i secondi degli atleti in gara si comportano scorrettamente, parlando o incitando ad alta voce il proprio atleta o peggio se mancano di rispetto all’arbitro e ai giudici. In questo caso l’arbitro ha la facoltà di squalificare l’atleta. 

ART. 11 – L’arbitro può arrestare l’incontro indicando al tavolo della giuria di fermare il tempo quando:

  • un atleta è a terra ferito oppure colpito da malore;
  • quando il pavimento sia troppo bagnato;
  • quando il combattente esce dal luogo di gara;
  • quando a un combattente è richiesto di riassettare l’uniforme;
  • quando lo ritenga opportuno per qualsiasi ragione.

ART. 12 – In caso d’incidente, l’arbitro fermerà il tempo e chiamerà il medico di servizio.

Spetterà al medico decidere se l’atleta potrà o non potrà continuare l’incontro nel tempo massimo di due minuti. Se entro tale tempo l’atleta trattato dal Medico non è in condizioni di riprendere il combattimento non potrà più combattere.

 

AZIONI PROIBITE

ART.1 – Sono ritenute proibite le seguenti azioni:

  • attaccare con la testa;
  • attaccare o simulare un attacco agli occhi;
  • mordere e graffiare;
  • colpire la gola, la nuca, la parte superiore del capo, la colonna vertebrale;
  • attaccare sotto la cintura (testicoli, pancia, ecc.) ad eccezione delle cosce;
  • eseguire leve articolari;
  • eseguire spazzate in senso contrario all’articolazione;
  • per le classi “N” – “C” – “B” è vietato il pugno girato (Spinning back fist) e qualsiasi tipo di gomitata girata, ammesse solo in classe “A”
  • non si può colpire a mano aperta, ma solo a mano serrata con la parte delle nocche;
  • non è permesso afferrare le corde per colpire l’avversario;
  • non si possono fare sgambetti;
  • non si possono fare proiezioni;
  • usare tecniche di lotta;
  • effettuare la “presa dell’orso”;
  • non è ammesso trattenere la gamba calciante dell’avversario a scopo ostruzionistico, invece è consentita la trattenuta della stessa per portare colpi di pugno, di calcio o di ginocchio, gomito;
  • gridare senza ragione, fare gesti irriguardosi verso l’avversario o verso gli arbitri;
  • venire meno in qualsiasi momento all’etica sportiva;
  • perdere volutamente tempo, quindi evitare volutamente il combattimento;
  • mettersi a posto l’uniforme e le protezioni senza autorizzazione dell’arbitro;
  • parlare durante l’incontro;
  • legare deliberatamente le braccia dell’avversario;
  • non eseguire immediatamente gli ordini dell’arbitro;
  • buttarsi a terra senza ragione o cadere per evitare l’attacco avversario;
  • girare la schiena su azione dell’avversario;
  • lanciare tecniche cieche (si intende per tecnica cieca una tecnica di pugno o di calcio in cui lo sguardo o la fronte non siano diretti contro il bersaglio);
  • commentare, anche solo con gesti o espressioni del viso, l’operato degli arbitri.

Quando l’arbitro coglie una di queste azioni deve intervenire immediatamente.

ART. 2 – Un atleta può in ogni momento, ritirarsi dalla competizione alzando il braccio in segno di resa. In quel caso, l’arbitro chiamerà vicino a se l’altro atleta e gli leverà il braccio al cielo proclamandolo

Vincitore per Abbandono.

 

GIUDIZIO DEL COMBATTIMENTO

ART. 1 – Quando il combattimento è giudicato da tre giudici, l’arbitro centrale dovrà fermare l’incontro con l’ordine di “stop” o “YUD” al segnale acustico di fine tempo, invierà i combattenti ai propri angoli, raccoglierà i fogli dei punti stilati dai giudici e dopo aver controllato che siano stati compilati in ogni parte

pag. 7 e firmati, li consegnerà al tavolo della giuria. Si porterà al centro del quadrato di gara con a fianco i combattenti, li afferrerà per i polsi, attenderà il verdetto dal tavolo della giuria e alzerà il braccio del vincitore pronunciando la parola “Vince”.

ART. 2 – Nel caso un incontro venga giudicato da due giudici l’arbitro centrale ha diritto di giudizio. Questi, al termine del combattimento, dovr{ fermare l’incontro con l’ordine “stop”, invierà gli atleti al proprio angolo e compilerà il proprio cartellino quindi raccoglierà i fogli dei punti dai due giudici e dopo averli controllati li consegnerà al tavolo della giuria. Si porterà al centro del quadrato di gara con a fianco gli atleti, attenderà il verdetto della giuria e alzerà il braccio del vincitore pronunciando lo parola “Vince”. 

ART. 3 – I giudici siederanno ai limiti del quadrato di gara, uno per ogni lato del quadrato e mai davanti al tavolo della giuria, avranno il compito di giudicare l’incontro con la massima imparzialità, correttezza e professionalità .

ART. 4 – In caso che per un giudice l’incontro finisca in parità prima o dopo l’eventuale extra round , dovrà assegnare la vittoria per preferenza, cioè dovrà segnare il punteggio totale di parità e sotto dovrà segnare con un X il vincente. Nell’assegnare la preferenza, il giudice dovrà tenere conto della qualità tecnica espressa, dello stato psico-fisico generale, delle abilità offensive e difensive, della strategia generale utilizzata dagli atleti.

 

AZIONI VALIDE  

ART. 1 – I giudici dovranno giudicare un incontro di Muay Thai in base alla validità delle tecniche e cioè:

  • quando la tecnica è lanciata con forma corretta;
  • quando la tecnica è corretta nelle distanze;
  • quando la tecnica è dinamica, contiene cioè decisione, velocità, precisione e richiamo;

Nel valutare l’incontro il giudice deve tener conto della difesa (se attiva o passiva) delle parate, delle schivate e dell’attacco (se composto o scomposto).

 

 

L’ATLETA – CONTEGNO E TENUTA DI GARA

ART. 1 – L’atleta di Muay Thai è tenuto al massimo rispetto verso il C. di R. e gli ufficiali di gara. Deve astenersi da commenti e da discussioni, osservando sempre le regole del più corretto comportamento anche nei riguardi degli spettatori. Una volta sul quadrato, gli è consentito di conferire soltanto con i suoi secondi a bassa voce durante gli intervalli. Per nessuna ragione potrà parlare con l’arbitro.

ART. 2 – Durante lo svolgimento delle riprese deve osservare il silenzio più assoluto, essendogli solo consentito, quando lo intenda, pronunciare solo la parola “abbandono”.

Deve eseguire con prontezza gli ordini impartiti dall’arbitro e ascoltare rispettosamente le sue osservazioni.

Userà il contegno più cavalleresco nei confronti dell’avversario e dei suoi secondi, astenendosi da qualsiasi gesto o parola che possano apparire irriguardosi nei loro confronti e nei confronti del pubblico.

Invitato dall’arbitro, immediatamente prima e subito dopo la proclamazione del verdetto, stringerà la mano all’avversario.

 

  

IL SECONDO DEL COMBATTENTE  

ART. 1 – I combattenti hanno il diritto di farsi seguire all’angolo da un secondo (es. coach).

Il secondo all’angolo di un combattente deve obbligatoriamente vestire una tuta ginnica e scarpe da tennis, pena l’allontanamento dall’area di gara (tatami o ring).

Può parlare all’atleta assistito solo durante gli intervalli tra una ripresa e l’altra. pag. 8 ART. 2 – Il secondo è tenuto a rispettare ed applicare rigorosamente le norme e le disposizioni impartite dagli ufficiali di gara e dal C. di R.

ART. 2 – È d’obbligo per i secondi assistere il loro atleta negli spogliatoi prima e dopo l’incontro. Sono responsabili del suo comportamento dentro e fuori del quadrato. Debbono vigilare perché ai combattenti non vengano somministrate bevande alcoliche o eccitanti di qualsiasi specie.

Astenersi da ogni commento circa l’operato dell’arbitro e dei giudici, evitando ogni discussione al riguardo.

ART. 3 – Durante lo svolgimento delle riprese, i secondi sono tenuti a seguire il combattimento in silenzio. I secondi che contravvengono alle predette norme, possono essere richiamati dall’arbitro centrale o dal C. di R., ammoniti o allontanati dall’angolo anche per tutta la durata del torneo. L’arbitro può inoltre pronunciare la squalifica del combattente per infrazioni compiute dai suoi secondi.

ART. 4 – Il secondo è autorizzato a gettare la spugna all’interno del ring o tatami qualora si accorga che il suo combattente non è in grado di continuare il combattimento. Ciò arresta immediatamente l’incontro.

 

Ora basta leggere allenati e preparati !!!

Andrea

Sparring con il bastone

Eskrima Kali

Il combattimento con il bastone è qualcosa di incredibilmente divertente e sviluppa degli attributi che sono utili non solo nel combattimento con il bastone.

Se utilizzato correttamente, il bastone migliora le tue capacità di combattimento generale, e ripeto non solo nel combattimento con il bastone. Il Kali è propedeutico.

Forse la forma più efficace di combattimento con il bastone è stato sviluppato nelle Filippine anche se in ogni cultura e paese esistono forme di combattimento utilizzando il bastone.

Ma quello che è andato più in profondità sicuramente è il sistema di arti marziali conosciuto come Eskrima, Kali o Arnis.

Nel 1500, i conquistatori spagnoli armati di coltelli e spade hanno attaccato gli indigeni filippini che hanno combattuto utilizzando “sottili” bastoni di legno.

Il combattimento di bastone è ideale per le situazioni di autodifesa quando un aggressore brandisce un’arma perchè può aumentare le tua probabilità di sopravvivenza se combattendo “dietro” un bastone.

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LA POSIZIONE DELLA TUA MANO

Tieni il bastone lasciando uscire il bastone di circa tre dita (con la parte più lunga verso l’alto). Questo crea nel bastone un’arma con un “doppio attacco”. La parte principale è il lato più lungo che colpisce con forza dalla distanza e l’end point secondario è sotto il pugno che può essere utilizzato nella distanza stretta quando sei molto vicino nella distanza di close combat e la parte lunga del bastone non ha abbastanza energia per sviluppare un impatto distruttivo.

Non tenere il bastone troppo stretto per non sprecare energia e rendere i movimenti troppo rigidi.

Quando sei fuori della distanza di contatto, punta il bastone al volto del tuo avversario, questo distorce la percezione della profondità del bastone ma attenzione tienilo in posizione verticale quando sei più vicino per essere pronto a parare e contrattaccare.

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MOVIMENTO CONTINUO (figura a X e figura a 8)

Oscilla sempre il bastone a “disegnare” nel vuoto una ‘X’ o la forma di otto nel movimento, enfatizzando colpi orizzontali e verticali verso il basso che mirano a livello della clavicola.

La tua mano che oscilla deve essere nella parte anteriore della tua posizione di combattimento con la mano posteriore in guardia vicino al viso.

ATTENZIONE!!! Non tenere la tua mano viva in giro dove non serve a nulla.

Importante se il bastone è nella mano destra la gamba avanzata deve essere la destra e viceversa, questo per avere il massimo allungo nei tuoi colpi.

La stessa forma di movimento a 8 può essere invertita con una notevole enfasi sul movimento di recupero del cambio traiettoria volta a livello del tronco.

Oscilla il bastone anche con i movimenti del tuo corpo che iniziano dai piedi, dalle ginocchia, ai fianchi e continua attraverso le spalle e le braccia. Mantieni i polsi rigidi. Varia il tuo swing dalla figura-otto a movimenti orizzontale, movimenti indietro e in basso volti al livello del ginocchio, al livello medio e livello di testa. Cambia il ritmo e la velocità. Quando si lotta con i bastoni devi tenere sempre il bastone in movimento.

Studia gli angoli di attacco e le sue variazioni!!!

NON STARE MAI FERMO!!!!

Il movimento continuo è importante per i seguenti motivi:

  • Previene la staticità dalla tua posizione durante il combattimento migliorando il tuo footwork.
  • Aumenta la velocità complessiva dei vostri colpi.
  • Minimizza i tuoi movimento e elimina il telegrafare le tue intenzioni, soprattutto prima di colpire con il bastone.
  • Migliora il tuo tempo di reazione nella fase di difesa.
  • Si riduce al minimo l’esposizione della mano quando si combatte.
  • Si migliora in modo significativo il flusso offensivo di attacco.
  • Migliora la tua capacità di “nascondere” la tua reale distanza con il bastone quando è a portata di tiro per il tuo aggressore (fraintendere la distanza).

 

DOVE COLPIRE

Usa i tuoi attacchi continui, resta sempre attivo per cercare di colpire il tuo avversario in aree specifiche del suo corpo, come il lato della testa, il lato del collo, la clavicola, il lato esterno superiore del braccio, il gomito, la coscia, il ginocchio, ecc..

Se si tratta di difesa personale cerca di colpire i bersagli primari: occhi, gola, genitali.

Uno degli obiettivi più importante di queste aree del corpo da attaccare è la mano armata dell’attaccante, quando è possibile, usa il bastone per colpire la sua mano, costringendolo a perdere l’arma.

 

CONSIDERAZIONI

Combattere con un bastone, anche se rafforza le tue capacità offensive e difensive, presenta anche i suoi pericoli. Se perdi il bastone può essere usato contro di te. Devi ridurre al minimo la probabilità di perdere il bastone evitando ampie oscillazioni che compromettono la tua difesa e ti lasciano aperto per contrastare i colpi. Un duro colpo al corpo o alla testa può farti cadere il tuo bastone. Il movimento costante del bastone fa diminuire la probabilità che il tuo aggressore possa colpire la tua mano armata di bastone con un colpo diretto.

 

CATEGORIE STICK SPARRING

  • Bastone Singolo vs Bastone Singolo
  • Bastone Singolo vs Doppio Bastone
  • Doppio Bastone vs Doppio Bastone
  • Bastone Lungo (Stack) vs Bastone Singolo o Doppio Bastone
  • Regole nello stile Nguni

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PUNTEGGIO GENERALE NELLO STICK SPARRING (dipende dai regolamenti ma questo ti serve per allenarti con amici e dare un valore sui colpi):

  • Intercettazione – 5 punti
  • Distruzione – 4 punti
  • Attacco in combinazione – 3 punti
  • Feint Efficace – 2 punti
  • Attacco Singolo Diretto – 1 punto
  • Colpo Doppia (insieme) – 0 punti

 

POSIZIONI STICK SPARRING

In generale ci sono nove posizioni di combattimento con il bastone dove tu e il tuo avversario vi potete trovare:

  • Tu e il tuo aggressore siete in piedi.
  • Tu sei in piedi e il tuo aggressore è in ginocchio.
  • Il tuo aggressore è in piedi e tu sei in ginocchio.
  • Sia tu che il tuo aggressore siete in ginocchio.
  • Tu sei in ginocchio e il tuo aggressore è sdraiato.
  • Il tuo aggressore è in ginocchio e tu sei sdraiato.
  • Tu e il tuo aggressore siete sdraiati.
  • Tu sei in piedi e il tuo aggressore è sdraiato.
  • Il tuo aggressore è in piedi e tu sei sdraiato.

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I VANTAGGI DI FARE STICK SPARRING

  • Migliora la tua fiducia generale.
  • Migliora la tua velocità mentale e fisica.
  • Migliora il senso della posizione del tuo corpo.
  • Migliora il senso della tua posizione nello spazio dove ti muovi.
  • Aumenta la potenza dei tuoi colpi e del braccio.
  • Riduce al minimo i movimenti telegrafici generali nella vostra meccanica del movimento del corpo.
  • Migliora la coordinazione occhio-mano.
  • Migliora la capacità di adattarsi ad attacchi con le armi da angolazioni imprevedibili.
  • Affina e migliora la capacità di muoversi in combattimento.
  • Sviluppa e affina il tuo senso del tempo.
  • Ti insegna la distanza e la gestione della distanza.
  • Rinforza il tuo senso di riconoscimento del bersaglio.

 

Stick Sparring Bastone

Buon Sparring di Stick Fighting!!!.

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Andrea

 

 

 

6 false idee sulle aggressioni da coltello

Knife

Quando si parla di difesa da coltello spesso nell’immaginario si ha l’idea di un duello o di uno scontro schermistico, ma la documentazione video e storica sulle aggressione da coltello dimostrano che le dinamiche vanno in un’altra direzione. Questi semplici 6 punti vogliono spiegarti cosa solitamente avviene e questo significa un cambio totale della tua mentalità riguardo a questo argomento.

Quello di cui voglio parlarti è la falsa illusione che puoi avere di uno che vuole ferirti seriamente o addirittura ucciderti dove non avverrà mai un duello. Quando vedi aggressioni di coltello da strada in realtà sono dinamiche sempre complicatissime ma diverse perché magari tutto è nato da una discussione vi siete colpiti, spintonati e uno dei due o entrambi tirano fuori oggetti contundenti, ma quello di cui ti voglio parlare è una aggressione “nascosta” non di una rapina, una minaccia, o una aggressione di uno che ha un coltello in tasca.

Non è ancora chiaro??? Ti sto parlando che hai fatto un torto a qualcuno e vuole fartela pagare.

Lo studio del coltello è uno degli aspetti delle arti marziali più dibattuto e controverso perché nella semplicità dell’oggetto in realtà si racchiude il più complesso combattimento della storia dell’umanità da sempre, per questo ancora oggi è l’arma che tutti i malavitosi e non tengono in tasca.

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Falsa idea 1

Quello che pensi tu: L’aggressore con il coltello si piazza fuori con voi e ti da il tempo di valutare il suo stile, pianificare le tue mosse o semplicemente prepararti.

Quella che è la realtà: Un esperto di coltello esperto non mostrerà mai la sua lama a te o chiunque altro prima di lui cerca di colpire nei punti vulnerabili del tuo corpo. Lui sta cercando di ucciderti e non pubblicizzare il fatto. La maggior parte delle arti marziali e degli stili militari lavorano con il coltello con sistemi che sono stati sviluppati in una società senza legge o dove il soldato era la legge. La realtà di oggi è che il taglio di qualcuno è illegale e il lavoro di coltello che è venuto fuori delle prigioni nordamericane riflette la realtà. L’agguato e il colpo ventosa sono dove sei tu, non c’è colluttazione o combattimento ma sono colpi a tradimento.

La persona che invece mette il suo coltello davanti alla tua faccia vuole qualcosa da te: la tua paura, i tuoi soldi o per minacciarti di lasciarlo stare. In questa situazione si può avere una risposta tecnica che studi con le  arti marziali o altri sistemi che hai a disposizione, ma se ti piace lavorare su questo aspetto da “duri” è meglio che costruisci delle risposte molto precise ed efficaci, con un lavoro con un aproccio di riflesso istintivo pronto per questo tipo di agguato.

Il lavoro invece legato all’agguato è prima che avvenga, con un lavoro sulla percezione periferica di quello che sta succedendo intorno a te. Se non te ne accorgi diventa difficile perché difficilmente ti attaccherà frontalmente dove se sei ben allenato puoi avere una reazione istintiva che può anche evitare il primo assalto ma considera la furia di una aggressione, devi fare dei lavori mirati come viene fatto in expert fighting.

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Falsa idea 2

Quello che pensi tu: Dopo che ti mostra il coltello e il suo intento l’aggressore utilizza il coltello come un’arma a lungo raggio: vale a dire che terrà la sua mano armata avanti e affondo i suoi colpi o si spinge con il movimento di tutto il corpo verso di te, tendendo in mano il coltello mentre si muove con una parte importante del corpo verso di te.

Quella che è la realtà: E’ molto difficile per un aggressore armato di coltello che vuole mantenere nascoste e segrete le sue intenzioni di uccidere che faccia un duello con te.

Nessuna delle formazioni di coltello delle arti marziali orientali insegnano questo approccio nell’uccidere; è più facile che ti insegnino a tagliare, ferire, prima di finire (questo include arti cinesi, coreane, e gli stili giapponesi). Anche negli stili militari viene insegnato a tagliare in avanti quello che trovi e di tagliare nella via del ritorno, prendendo tutti gli obiettivi e le opportunità che hai lungo la loro “strada”.

Lo stile delle prigioni invece è di shanking con il solo attacco di punta (senza bordo) che di solito è preciso e profondo oppure con una raffica di colpi.

Il Silent Killing non viene mai insegnato ma si ha sempre un approccio schermistico.

Ti sei abituato a vedere nei film o nei racconti dei libri, dove tutto il corpo è in posizione, con stile, con un affondo di attacco elegante, ma questo è stato sviluppato per permetterti di vedere e immaginare quello che stava accadendo sullo schermo, ma questo modo di raffigurare sempre nello stesso modo, così per migliaia di volte nel “fare vedere in questo modo gli attacchi di coltello e per descrivere i combattimenti con il coltello ha creato una falsa cultura di quello che è realmente. Purtroppo devo dire che spesso anche riviste del settore di arti marziali hanno delle tecniche troppo cinematografiche o coreografiche.

Dove si vede questo approccio in un agguato o in un attacco a sorpresa, in cui la distanza supplementare è visto dall’aggressore come qualcosa che non va bene , come una zona di sicurezza per la vittima che gli da più possibilità. Questo approccio può essere usato da qualcuno che si sente sicuro che nessuno lo vede o che è troppo infuriato per preoccuparsi di essere visto ma quando il aggressore combina l’agguato con un attacco con affondo, usando la sua arma più forte per trattenerlo, così la vittima è sorpreso, catturata e messa fuori equilibrio e non essendo in “modalità di combattimento” è molto vulnerabile.

Questo che cosa significa??? Che nella tua formazione deve includere le difese dagli attacchi con affondo a sorpresa. Devi dare molto spazio a questo tipo di preparazione. Ma spessp a causa del fatto che ci sono altri tipi di attacchi possibili e ancora più probabili allora si allenano altri aspetti, però se vuoi un consiglio soprattutto se pensi a un aggressore che vuole nascondere la sua intenzione, applica e studia molto la formazione contro gli altri tipi di attacchi perché deve essere appresa e allenata con migliaia di drill per rendere la risposta istintiva ma anche considerare le aggressioni nascoste da distanza ravvicinata dove tu vieni tirato, afferrato per essere colpito.

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Falsa idea 3

Quello che pensi tu: La mano “sospesa” o la mano che rimane congelata in aria. Questo è uno degli aspetti che più mi fa arrabbiare quando vedo certi video e certi istruttori che insegnano. Questo è in realtà sono due aspetti falsi perché può usare per attaccarti sia la mano con il coltello che la mano libera. Ciò significa che una volta che hanno bloccato la mano con il coltello, l’aggressore la lascia lì ferma tutta per te per applicare tecniche di tutti i tipi e in più non usa neanche la sua mano libera per colpirti o per liberarsi di te, siamo al cinema.

Quella che è la realtà: La lama che tu blocchi ti taglierà nella via del ritorno fuori dalla tua portata con la stessa velocità di come è venuto in avanti per ricaricarsi e ricolpire o volteggiare e tagliare il tuo avambraccio, o andrà “tip-rip” l’altro avambraccio o l’altra mano o il tuo occhio oppure può fornire un taglio o deviazione che provoca un colpo alla gola.

Nei sistemi “orientali” ci sono tre principi di lavoro con il coltello:

* Ipnotizza con la lama, e uccidi con la mano libera

* Fai “lampeggiare” il coltello per ottenere un blocco difensivo per poi tagliarlo

* Colpisci l’obiettivo più vicino, taglia la strada e taglia, ferisci, attendi la perdita di sangue e lo shock, perché lo blocca

Per quanto riguarda gli attacchi nello stile usato nelle prigioni invece, è molto più diretto con meno “flash and slash” senza gli svantaggi dell’attacco da affondo dalla distanza.

Questo metodo lavora molto sul corretto uso della mano libera per catturare/afferrare la vittima e tirarla in una stretta via dove il coltello può essere usato “con discrezione” e in profondità.

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Falsa idea 4

Quello che pensi tu: “Devi stare vicino per combattere contro un aggressore armato di coltello;” o “Devo stare lontano da un aggressore armato di coltello.”

Quella che è la realtà: Il coltello è un’arma a corto raggio e se si sceglie di combattere in quella distanza è molto probabile che perdi o di sicuro vieni tagliato. A meno che non vuoi afferrare il coltello, cosa molto complicata, devi sempre stare lontano dall’arma e combattere dalla lunga distanza con armi a lungo raggio, come sedie, bidoni della spazzatura e oggetti lanciati, cintura, ecc.. Non importa se l’aggressore è addestrato o no, lui deve avvicinarsi a te per tagliarti e una volta che è vicino è lì che ti può tagliare. Proteggi con una maglia il tuo avambraccio per proteggerti dai tagli.

O stai lontano o devi deviare o bloccare l’arma se è vicino (questo è molto difficile)

Non serve molta potenza per tagliare, il coltello ha già tutto il potere, soprattutto se è ben affilato o è pesante. Tutto quello che fa un aggressore di coltello e di avvicinarsi con il coltello muovendolo a una incredibilmente velocità con movimenti casuali per arrivare a tagliarti e a colpirti.

Tu vuoi veramente entrare in quel vortice?. Non farlo mai, se devi entrare aspetta il colpo reale.

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Falsa idea 5

Quello che tu pensi: Mentre mi sta tagliando, io lo uccido oppure posso ricevere un taglio e avere il tempo di ucciderlo

Quello che è la realtà: Il ONE-SHOT KILL è così difficile da tirare fuori su un avversario fresco e determinato che non puoi contare su questo aspetto, come ha dimostrato il combattimento No Holds Barred.

Naturalmente esiste il colpo da ko, ma non è facile se sei ferito e mentre sei all’interno della distanza di taglio e in stato di shock.

Questo è una situazione dove NON ti devi trovare.

Il problema dello shock si riferisce alla reazione naturale del tuo corpo per essere stato invaso da un oggetto estraneo; non ha nulla a che fare con quanto sei duro… un profondo taglio in un posto anche “minore” come l’avambraccio ti può fermare perché può causare delle risposte fisiologiche al di fuori del tuo controllo.

Ho sentito parlare di un insegnante che porta i suoi studenti a rilassarsi in profondità e poi casualmente li colpisce con forza e poi li costringe a difendersi. Questo è un po’ simile alla sensazione di paralisi di uno shock. Lo shock del taglio sull’avambraccio può dare al tuo aggressore la possibilità di affondare il suo pugnale nel tuo intestino.

Se sacrifichi un braccio per evitare un colpo alla gola è una mossa intelligente, ma mai prendere un taglio intenzionalmente solo per impostare un tuo colpo, non importa cosa hanno fatto altri in scontri avvenuti con successo, ogni combattimento è a se con il coltello.

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Falsa idea 6

Quello che tu pensi: Se si è bravi a sparring, si è pronti per il combattimento.

Quello chè è la realtà: Lo sparring è un gioco che è sicuro e non importa quanto lo stai facendo bene se non per la soddisfazione personale, ma non stai combattendo con un’arma vera. Ti insegnerà l’equilibrio, il movimento, la distanza e le aperture, ma non vi preparerà ad affrontare la morte,  l’adrenalina e la brutalità di un coltello.

Un criminale che sta seriamente cercando di ucciderti con un coltello non fa sparring o cerca di fare delle finte per cercare una tua apertura, la sua psicologia è totalmente diversa. Non ha paura, perché si sente sicuro con la sua arma e molto probabilmente lo ha già fatto e si senta forte dei sui successi precedenti, e lui lo vuole fare in fretta così da poter sfuggire all’attenzione della polizia. Si scaglia con una carica furiosa senza alcun riguardo apparente per la sua sicurezza in modo tale da sopraffare la sua vittima.

Se si mette a muovere il coltello e a fare sparring sei fortunato perché hai il tempo di correre o muoverti per prendere un’arma a distanza, o semplicemente per scappare!

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Ora che conosci questi aspetti c’è qualcosa che devi cambiare nel tuo modo di allenare il coltello?. Penso di si

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Andrea

 

Mi hanno preso il machete, perché devi studiare i disarmi!!!

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Partendo dal presupposto che non devi cercare i disarmi, questo non significa che non li devi conoscere o saperli eseguire perfettamente.

Voglio iniziare questa nostra chiacchierata dicendoti una frase che spesso dice Guro Dan Inosanto: “È quasi impossibile disarmare un avversario armato di spada, se quella persona sa come usare una spada”.

Scrivo questo per zittire subito tutte le solite polemiche sterili e saccenti di chi dice che tanto i disarmi non funzionano, ecc. lo sappiamo tutti quindi se non hai da dire niente di nuovo smetti di fare da eco se non hai nulla di nuovo da dire, ma leggi bene la parte finale della frase in arancione fino alla fine, forse scoprirai che anche tu che ti credi esperto non lo sei e puoi essere disarmato.

Agaw è il termine filippino con cui si indica il disarmo.

Andiamo avanti con questo discorso. La complessità della difesa a mani nude contro un arma è qualcosa di una difficoltà incredibile, un’arma da taglio poi ancora peggio perchè è rapida e necessita di pochissimo caricamento già per fare danni importanti. La difficoltà è doppia quando un attaccante ben addestrato è armato con due armi bianche.

Se, tuttavia, l’avversario non è accuratamente addestrato ed esperto nell’uso della sua arma, è possibile prendere o portare lontano da lui l’arma, trovare un istante dove liberarsi o impadronirsi della sua stessa arma.

Molti eskrimadores di Kali filippino trascorrono ore ogni giorno per perfezionare le loro abilità nell’arte time-tested di Agaw (l’arte del disarmo).

Nel società di oggi (che purtroppo è sempre più violenta), l’arte del disarmo è qualcosa che tu ma che ogni artista marziale deve includere nella sua routine quotidiana di allenamento, qualunque arte marziale pratichi.

Senza competenze sui disarmi, la possibilità di sopravvivere ad una lotta con un aggressore armato di armi è praticamente nulla.

Ma se come dice Guro Dan Inosanto, è praticamente impossibile prendere un arma da taglio da un avversario addestrato, perché spendere tutto questo tempo con le teorie e le tecniche nel disarmare? La risposta è nella realtà.

La maggior parte delle situazioni/occasioni della vita reale ti forniscono alternative che non sempre ripetibili nella formazione in palestra. Se il tuo aggressore ben addestrato di regala quella occasione devi sapere cosa fare nella forma più istintiva che conosci.

Guru Bob Breen (un grande esperto di coltello) dice che per sopravvivere a un attacco di coltello devi essere molto fortunato ma se ti alleni molto diventi molto fortunato.

Quando vieni attaccato nella realtà hai due opzioni contro un aggressore armato:

Opzione numero uno: è quello di eludere l’attacco iniziale (qualcosa che è abbastanza possibile), dimenticare di prendere l’arma ed eseguire una fuga come un fulmine.

Opzione numero due: è quello di sopravvivere per quei pochi secondi necessari per afferrare qualcosa come un bastone o una bottiglia e poi continuare la battaglia in forma più paritaria.

Come vedi non ti sto palando di disarmare ma solo di conoscere questa possibilità e di cercare un combattimento di scherma corta.

Con un addestramento costante nel tempo,ben focalizzato e con le corrette metodologie che non sono quelle che spesso si vedono su YouTube e nella maggior parte delle palestre si può essere addestrati al punto da diventare così “fortunati” da sopravvivere una lotta con un avversario armato e forse anche togliere la sua arma.

In ultima analisi, è evidente che anche se sopravvivere è praticamente “Impossibile” non è poi così IMPOSSIBILE dopo tutto ma è chiaro che stiamo parlando di una delle condizioni di combattimento più estreme ed è per questo che ancora oggi il coltello nella sua semplicità è una delle armi che fa più omicidi.

Ora senza dilungarci su argoenti esterni a questo articolo ci sono alcuni disarmi principali che devi conoscere soprattutto per disarmare un bastone. Non vuole essere un trattato sui disarmi perchè se vuoi impararli correttamente contattatmi o presto li vedrai online sui miei corsi ma questo ti serve per iniziare a conoscere dei concetti base sulle possibilità di disarmo:

 

Rompere il dente del serpente

“Rompere il dente del serpente” è una tecnica utilizzata nel Kali filippino per contenere efficacemente e fermare un attacco di un’arma in arrivo. Il concetto è semplice, distruggere direttamente le mani colpendole e quindi contenere l’attacco. Questa tecnica è disponibile in altri nomi come “spostamento” (displacement), che significa invece colpire l’arma o il bastone per bloccare, invece “spostare” (displace) il blocco per colpire le mani invece. Un altro termine comunemente utilizzato è “praksyon” o frazione, i termini deriva dalla velocità che vengono usate per fornire il colpo defanging, vale a dire, una frazione di una sezione. Questi significa che al fine di colpire le mani quando un attacco viene eseguito, si deve colpire più veloce dell’attaccante. Una sorta di anticipo.

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Nel Kali filippino uno dei primi disarmi che si imparano è disarmare con il metodo noto come il “serpente”. Funziona solo contro le armi di senza filo come un bastone o un palo. Il serpente viene eseguito tessendo il braccio intorno al braccio dell’avversario e blocco al corpo. In questo modo l’arma si disimpegna, e di solito finisce nelle mani del difensore.

 

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Successivamente nell’elenco dei disarmi c’è la “vite”, che è simile al serpente, in quanto richiede anche il difensore di applicare potenza d’una leva al braccio dell’avversario e all’arma. La differenza è che la vite gira nella direzione opposta del serpente e manda spesso l’arma involversi e a volare via.

 

Strip

La “strisciata” è una delle maggiori tecniche di disarmo del Kali filippino. Si basa su una leva e sul fare strisciare via l’arma dalla mano dell’aggressore. La strisciata è rapida, efficace e strettamente correlati al quarto e ultimo dei principali metodi di disarmo filippino il “quick release”.

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Quick Release

Fondamentalmente, il “quick release” finisce per fare uno stripping dell’arma liberandola dalla presa dell’avversario e facendola disperdere nell’aria.

 

Il serpente, la vite, la strisciata e tecniche di rilascio rapido sono tutti intercambiabili.

Il massimo livello nella capacità di disarmare è uno in cui tutti i quattro metodi sono miscelati con flusso senza sforzo.

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Andrea

La tua mano è viva (Bantay Kamay)

bloody-hand-print-55a2r7-clipartIl Bantay Kamay chiamata anche mano o mano viva, è l’arma secondaria del Kali filippino, puoi vederla come un’arma ausiliaria da utilizzare in combinazione con l’arma primaria per il controllare, deviare, monitorare, intrappolare, bloccare, disarmare, colpire, tagliare, ecc. Gli esempi includono la mano vuota quando si utilizza un bastone singolo o il pugnale quando si combatte con la spada e pugnale. In una situazione di Solo Baston (bastone singolo), è la mano vuota, il pugnale in mano a Espada Y Daga e ausiliaria nel bastone secondario in Doble Baston (doppi bastoni).

La mano viva è la mano opposta che non contiene l’arma principale. Se siete destro, è la mano sinistra e viceversa se siete mancini. È chiamata viva perché viene utilizzato attivamente nel combattimento per il controllo, per il blocco, per colpire e come supporto per il disarmo e stoppare. In molte delle tecniche, la mano viva è il maggiore contributo al successo della tecnica.

Guro Dan Inosanto spesso nei suoi stage dice spesso che “Se a un buon Escrimador chiedi di sottolineare l’aspetto importante che rende il suo lavoro efficace in combattimento, molto probabilmente lui ti risponderà l’uso della mano viva.“.

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Nel suo tesso libro “The Filipino Martial Arts”, Dan Inosanto si riferisce come “Mano viva” nell’Eskrima parlando soprattutto dei combattimenti contro la spada spagnola dove si legge, “Durante il regno spagnolo nelle Filippine e in situazioni di combattimento dove i filippini antichi ha combattuto contro gli spagnoli a spada singola, la”mano viva” ha giocato una parte importante nel confondere la scherma spagnola.“.

Quando un Eskrimador brandisce armi lunghe e Corte, come nel caso di Espada Y Daga, che è un aspetto tecnico che è stato preso in prestito dalla scherma occidentale, la “mano viva” è la mano che impugna l’arma più corta. In Occidente, storicamente, il pugnale è stato originariamente utilizzato principalmente per parare. Relativi alla tecniche di scherma del XVI secolo, Aldo Nadi nel suo libro “Nadi sulla scherma”, ha scritto, “la maggior parte delle parate sono state fatte con il pugnale, o spostando il corpo fuori dalla linea di attacco.”.

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Molto spesso, la mano viva è quella che tiene la mano armata dell’avversario o il braccio in posizione dopo il movimento difensivo che ha fermato o deviato il colpo ed è, pertanto, uno strumento di close position di quarta. È la transizione tra il movimento difensivo del combattente e il suo contrattacco. Senza la mano viva che tiene la mano dell’avversario in posto “sicuro”, la sua arma facilmente potrebbe essere restituita nuovamente prima che hai il tempo di fare il tuo contrattacco. Durante il regno spagnolo nelle Filippine e in situazioni di combattimento dove i filippini antichi hanno combattuti contro gli spagnoli a spada, la mano viva ha giocato una parte importante nel confondere la scherma spagnola. Questo era dimostrato nelle Filippine meridionali dove sono rimasti i dominatori per 366 anni senza mai cadere sotto il regno spagnolo.

Quando la mano viva non viene utilizzata, è generalmente tenuto vicino al centro del petto.

L’uso della mano viva (Bantay Kamay) è sviluppato durante le esercitazioni di flow drill libero.

Il Bantay Kamay la devi utilizzare per fare molte azioni ed è molto versatile:

  1. Pigil (Jamming) – Stoppare un colpo o un attacco.
  1. Paayon (Flowing – Go with the force) – Deviare o Ridirezionare un colpo.
  1. Suntok-Tusok (Punch or Thrust) – un attacco secondario durante l’attacco di Solo Baston o con altre armi durante il contatto dei bastoni o altre armi. Conosciuto anche come Sogo (attacco di mano a lancia). Può anche essere un colpo di pugno.
  1. Dukot-Batok (Head Lock or Grab) – Una tecnica di grappling o una tecnica di lancio durante lo scontro/contatto dei due Solo Baston. Può anche essere eseguito in situazioni di armi Multiple utilizzando il Punyo (parte finale del bastone o il pomo della spada).
  1. Sampal-Kalawit (Palm Strike or Hook) – un colpo di palmo o una tecnica che conduce un take down durante il contatto dei Solo Baston che si agganciano. Può anche essere eseguito in ambiente di armi Multiple utilizzando la parte di lama (vicino all’impugnatura) del bastone o arma.
  1. Saplit (Centrifuge Disarm) – una tecnica complementare che conduce al disimpegno o disarmare la’rma o le armi dell’avversario.
  1. Concierto (Coordinated – Tandem Weapons – Hands) – un lato cieco o tecnica interna che utilizza l’Bantay Kamay in coordinazione con l’arma primaria per eseguire una contro-attacco simultanea e controllo.
  1. Hawak-Sunggab (Hold or Grab) – il sistema di ritenuta della mano arma dell’avversario per la successiva esecuzione di un contatore o un disarmi. il sistema di trattenimento della mano armata dell’avversario per eseguire un colpo o un disarmo.

 

Ci sono molte altre variazioni e definizioni per quanto riguarda l’uso della Bantay-Kamay, ma te le semplifico in due classificazioni generali:

1) Salisi – (Direzione di partenza)

a. Salising Papasok aka Salisok (Direzione di partenza – Interna, aka Ops-in)

b. Salising Palabas aka Salibas (Direzione di partenza – Esterna, aka Ops-out)

Inoltre i movimenti sono classificati come:

– Planchada (Orizzontale)

– Aldabis or San Miguel (Diagonale)

– Bagsak or Bartikal (Verticale)

2) Concierto (Movimento Coordinato / Tandem)

a. Papasok (Interna)

b. Palabas (Esterna)

 

Queste classificazioni descrivono la relazione del colpo dell’aggressore rispetto a se stesso.

Se il braccio o l’arma dell’aggressore è spinto verso il corpo dello stesso aggressore, è classificato come verso l’interno (inward) e viceversa esterna (Outward).

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Andrea