Uno a uno con le armi non è mai buono

Quando si tratta di armi, alcuni sconti che puoi farti quando sei a mano nuda vengono annullati.

Armi come il coltello ancora oggi sono una delle più versatili e più insidiose tipologie di tools inventati dall’uomo nonostante siano passati millenni e rimane una delle tematiche più discusse quando si parla di aggressioni di coltello.

Uno dei motivi che mi ha portato a studiare l’uso delle armi è nata proprio dall’osservare che tra i più forti striker che vedevo negli stage in giro per il mondo molti di questi erano anche esperti nel maneggiare armi da taglio.

L’approccio tecnico, fisico e mentale dell’uso delle armi da taglio porta il livello di allenamento verso dei confini che praticando solo la mano nuda (striking per intenderci) non puoi raggiungere.

Con le armi non puoi essere MAI toccato e i colpi di punta sei costretto a gestirli con assorbimenti e schivate portando il livello di footwork all’estremo.

Questo approccio ti porta a un approccio inizialmente psicologico dove anche se è un allenamento non devi essere mai toccato e fisico con la ricerca continua di uscire dalla lezione senza essere stato toccato.

Questo deve essere il tuo obiettivo con l’uso delle armi da taglio. Quindi occhio!!

Questo mantra che rimbomba nella tua testa all’inizio è frustrante perchè vieni toccato molte volte, ma è questa continua ricerca che ti porta a renderti evasivo non solo con le armi ma anche a mano nuda.

Questo approccio mentale ti rende sempre più attento all’ambiente, alla distanza, alla posizione del tuo corpo, al tuo footwork.

E’ uno dei lavori più complicati! ma che racchiude in se soddisfazioni nel tempo per chiunque conosca e inizia a lavorare con questa mentalità.

Il lavoro con le armi è una MENTALITA’.
Il lavoro con le armi richiede una certa mentalità di metodo e di approccio.

Sia che si tratti di armi da fuoco che di armi da taglio, dare un colpo senza preoccuparsi di riceverne un’altro diventa una vittoria inutile.

Il pareggio con le armi non esiste, significa due feriti nella migliore delle ipotesi o due morti.

In generale nel combattimento e ancora di più se incude le armi è importante che hai a mente questo semplice schema:

  • 0 a 0 –> va benissimo
  • 1 a 0 –> per te va benissimo
  • 1 – 1 –> non va bene
  • 0 a 1 –> non te lo devo neanche scrivere, sei stato fregato.

Ora la scherma è un’arte marziale europea, è il residuo di un codice marziale aristocratico di condotta virile tra uomini ma non così purificato da eliminare del tutto i pericoli e nemmeno così aristocratico da evitare i tatticismi o gli imbrogli.

Una volta che ti addentri nello studio di questa forma straordinaria di combattimento rituale e riconosciuta la sua tecnica, inizi ad intuire che è una difesa personale armata.

Ora perché ti parlo di scherm, il motivo è che alcuni cenni su questa arte sono un importante spunto da prendere per parlarti della scherma ma corta, il perchè ti dico questo lo puoi intuire facilmente, il coltello in tasca lo portano in molti una spada no.

Per comprendere meglio il significato di questo articolo voglio che conosci le regole base delle scherma e il suo regolamento, che può essere anche usato come spunto sportivo per la scherma corta nei tuoi allenamenti anche se molte limitazioni se il tuo obiettivo è la difesa personale le devi eliminare o utilizzare per costruire degli esercizi mirati.

Fondamentali della scherma

Gli incontri di scherma consistono in tre segmenti di tre minuti, combattuti su una pedana la cui larghezza dev’essere compresa tra 1,5 e 2 metri. Gli schermidori si aggiudicano i punti quando colpiscono la zona bersaglio del loro avversario, che varia a seconda dell’arma utilizzata. Vince chi si aggiudica più stoccate, e in caso di parità viene disputato un minuto supplementare. Prima del tempo supplementare viene sorteggiato quale dei due atleti vincerà in caso di nuovo pareggio, per obbligare gli schermidori a essere aggressivi.

Penalità
Si possono assegnare penalità in caso di spinte, utilizzo delle mani per deviare i colpi o rifiuto di salutare l’avversario. Gli arbitri assegnano un cartellino giallo e un’ammonizione alla prima infrazione, poi un cartellino rosso e un punto di penalità e alla terza violazione un cartellino nero che indica la squalifica. È vietato respingere la lama con il braccio, ma si tratta di una pratica diffusa: la scherma di alto livello è talmente rapida che difficilmente gli arbitri se ne accorgono.

Armi

  • Fioretto
    La più leggera e flessibile delle spade fu inventata nella Francia del Diciottesimo secolo a scopo di allenamento. Sono validi solo i colpi portati con la punta e solo sul torso.
  • Spada
    Più simile alla tipica arma da duello del Diciannovesimo secolo, la spada può colpire qualsiasi parte del corpo ma solo con la punta; questo perché in origine questo stile era destinato a provocare sangue ma non a uccidere.
  • Sciabola
    Derivata dalle spade dei cavalleggeri e da armi da duello come lo stocco, la sciabola è progettata per tagliare e squarciare più che per colpire di punta. Si può colpire con qualsiasi parte dell’arma qualsiasi parte del corpo, ma solo dalla vita in su (compresa la maschera e la schiena).

Un po’ di tecnica
Quando la stoccata è stata assegnata e l’assalto interrotto, i giudici descrivono l’azione vincente in termini tecnici. Gli stessi termini verranno utilizzati dai telecronisti, quindi tanto vale saperli.

  • Attacco: la prima azione offensiva.
  • Parata: una difesa vincente con deviazione della lama dell’attaccante.
  • Risposta: l’attacco che segue una parata vincente.
  • Rimessa: l’attacco portato, senza ulteriore avanzata, immediatamente dopo un proprio attacco fallito.
  • Raddoppio: l’attacco portato a un avversario che abbia perso la priorità per inazione o lentezza.

Armi e stili

Fioretto
Rigidamente disciplinati dalle regole di priorità, gli assalti nel fioretto sono molto tecnici; movimenti brevi e rapidi sono basilari per assicurarsi un vantaggio.

Spada
Il duello di spada è il più simile nello stile a quello classico: il bersaglio è l’intero corpo, e sono ammesse le collisioni. Il contrattacco è spesso lo stile preferito. Vedrete gli schermidori più intenti a provocare un attacco che non a lanciarlo, per poi rispondere al primo spiraglio utile.

Sciabola
Dato che è permesso colpire con qualsiasi parte della lama e le parate risultano difficili, la difesa nella sciabola è più un lavoro di gambe e di posizione. Potendo colpire sia di taglio che di punta il duello è più spettacolare, ed è inoltre ammessa la flèche o «frecciata»: un attacco nel quale il corpo è decisamente inclinato in avanti con il braccio armato slanciato e l’altro disteso all’indietro.

Una cosa che non ho mai apprezzato eccessivamente nelle gare di scherma è il delay (ritardo) tra il colpo a segno e il colpo dell’avversario che sancisce il punto. Mi spiego meglio.

Chi colpisce chi? La priorità

Se entrambi gli schermidori mettono a segno un colpo contemporaneamente, a chi viene assegnato il punto? Per risolvere questo problema, nel fioretto e nella sciabola esiste la regola della priorità: il duellante che attacca per primo ha la priorità, e in genere si aggiudica il punto.

Chi si difende può ottenere la priorità e diventare attaccante se il colpo dell’avversario fallisce, ma deve esercitarla in fretta altrimenti la perde.

Se non è possibile stabilire a chi spetti la priorità, il punto non viene assegnato.

Nella spada, dove la priorità non esiste, se ci si colpisce contemporaneamente entro un venticinquesimo di secondo il punto viene assegnato a entrambi, a meno che il punteggio sia in parità e manchi un punto alla vittoria: in questo caso, il punto non viene assegnato a nessuno.

Questo approccio sportivo di colpirsi contemporaneamente nella realtà può significare che entrambi gli avversari si sono infilzati e la speranza di uno o dell’altro è nella non gravità della ferita subita.

Perchè questo approccio?. Forse qualcuno ha considerato questo dalay sufficiente per bloccare un avversario?.

Quando ti alleni a mano nuda ma ancora di più con le armi devi sempre considerare l’uscita dal tua attacco.

A mano nuda se hai colpito l’avversario il suo eventuale colpo a segno potrebbe essere scarico nonostante vada a segno portando un danno nullo o molto limitato, ma se nella sua mano c’è un coltello o un machete, questo colpo anche se scarico a bersaglio può creare dei danni incredibili.

Ora non puoi pensare di fare un corretto lavoro con le armi se non consideri correttamente la tua posizione e la tua postura dopo che sei andato a bersaglio o hai mancato il bersaglio.

Tu con le armi “non ci devi mai essere!“.

Essere toccati con le armi significa essere feriti o uccisi e devi abituarti a cercare durante l’allenamento con le armi a non essere mai toccato neanche per gioco, è complesso?. Non devo neanche risponderti.

Come puoi capire da solo stai per entrare in Matrix. Perchè ti dico questo? perchè stai per entrare in uno dei più misteriosi e controversi medodi di combattimento che l’uomo ha creato, l’uso delle armi e in particolare delle armi da taglio.

Purtroppo la cronaca è pieno di episodi di vilenza utilizzando uno degli strumenti più diffusi al mondo, il coltello.

Come avrai letto questa arma è un potente equalizzatore e uomini di forza superiore, fighter esperti di sport da combattimento, pugili, ecc. sono sfortunatamente capitati in questo Matrix dove sono rimasti gravemente feriti se non addirittura uccisi.

Questo deve farti riflettere perchè non si trattava di persone indifese, ma dei veri fighter eppure l’arma da taglio non le ha lasciato scampo.

Perchè?

Prima di tutto spesso le aggressioni di coltello come ho già detto in un post non sono con regole di onore e quindi non c’è nessun duello ma è una vera a propria trappola a cui è difficile uscirne ed è qui che devi conoscere bene e sempre più a fondo quello che è il contesto e la sua analisi, argomento di cui ti ho parlato più volte.

Chiaramente se ricevere un pugno può darti una possibilità di reazione quando si tratta di ferite da taglio diventa tutto sempre più complicato ed è lì che deve cambiare l’approccio formativo e psicologico dell’uso delle armi.

Tendenzialmente l’attacco di coltello è un assalto con un gran numero di colpi a ripetizione che arrivano dallo stesso lato.

No!! non è quello che fa un esperto di coltello, ma rimane nonostante la ripetitività del gesto qualcosa di estremamente pericoloso, pieno di una carica di violenza e aggressività che è la prima cosa che ti può sorprendere ancora prima dell’arma.

Spesso mi capita di vedere incontri di scherma, è qualcosa che seguo regolarmente e anche se non c’è la tridimensionalità della scherma corta (visto l’utilizzo della pedana) è qualcosa di estremamente interessante e propedeutico ma una delle cose che mi ha sempre dato fastidio è che anche se si tratta di sport spesso i due avversari si toccano spesso quasi contemporaneamente assegnado il punto a uno dei due che ha toccato per primo, questo nella realtà significa due feriti, due morti, o un morto e un ferito o due feriti.

Se tu porti questo nella realtà capisci che tu devi essere molto più conservativo perchè colpirsi quasi insieme ed entrambi a bersaglio significa grossi problemi.

Considera inoltre che l’unica arma utilizzabile è la spada o il fioretto e non è possibile usare altre parti del tuo corpo per attaccare, non puoi afferrare e non puoi colpire alcuni parti del tuo avversario, queste limitazioni rendono l’uso di armi nella difesa personale uno dei combattimenti più complessi nel mondo delle arti marziali dove la cura maniacale del dettaglio non è ancora mai sufficiente.

Ora questo post non è contro l’approccio sportivo alla scherma che comunque deve avere delle regole visto che è uno sport ma una riflessione sul fatto che uno a uno con le armi in generale non è mai buono.

Il tuo approccio psicologico all’utilizzo delle armi da taglio deve essere solo uno nei confronti del tuo avversario: NON MI DEVI MAI TOCCARE!

Se si tratti di una rountine, di un drills, di sparring, non importa non ti devi mai fare toccare.

Non è mai un gioco!! anche se stai usando dei coltelli in alluminio con i tuoi compagni di allenamenti.

Ps. Visto che qualcuno me lo ha detto compagni di allenamento non ha nessuna inclinazione politica quindi se stai pensando una cazzata falla subito sparire dalla tua mente e chi mi conosce sa che certi discorsi ideologici con me non funzionano e che mi sta sul cazzo chi si appropria di parole comuni per fini politici e personali, quindi per me qualunqua idea politica tu abbia devi sapere che con me puoi parlare solo di idee e non di ideologie, rispondo solo delle idee!. Se è buona ti appoggio se è una cazzata immagina il mio dito medio davanti alla tua faccia, mi annoiano i fanatici delle ideologie peggio ancora se nostalgiche mentre adoro chi ha idee e progetti che vanno al di là del proprio orticello o fine personale.

Ora torniamo a quello che mi interessa!

Ci sono moltissime ragioni per inziare a praticare l’uso delle armi ma uno importante e che riguarda proprio quello che fai oggi ed è che l’uso delle armi è un turbo per la tua arte marziale.

L’approccio fisico e mentale di lavorare con il concetto di non poter essere mai toccato ti porta a enfatizzare al massimo gli skills evasivi è un senso della distanza incredibile che porta a estremizzare l’utilizzo del footwork, della posizione del tuo corpo e la distribuzione del peso.

Sia che tu pratichi sport da combattimento ma ancora di più se pratichi difesa personale la scherma corta è qualcosa che devi integrare nei tuoi allenamenti in che percentuale è qualcosa di cui ne parleremo in un articolo specifico.

Inizia a usare questo spunto, ascolta il mio consiglio.

Andrea

The Dog Brothers, il combattimento reale con il bastone

Quando si tratta di combattimento con il bastone e di stick fighting i dog brothers occupano un posto di rilievo.

Alcuni di voi hanno avuto l’occasione di conoscerli attraverso la serie di videocassette che i dog brothers hanno girato nel 1994 per la “Panther” intitolata: Real Contact Stick Fighting, ovvero “Lotta reale con bastoni a contatto pieno”. Si tratta essenzialmente di questo, ma limitarci a questa definizione sarebbe troppo banale.

Quando molti anni fa ho avuto dalle mie prime eseprienze di kali filippino la fortuna di poter vedere questo materiale ha immeditamente cambiato il mio approccio all’uso del bastone e al combattimento di stick fighting.

Fin da subito ho iniziato ad avere un rifiuto per l’approccio tipico dove si era completamente schermati e gli avversari si tiravano centinaia di colpi in un vortice assurdo per via del fatto che sanno che non vengono feriti, questo per me non era il vero kali filippino.

Nessuno avrebbe un approccio del genere al combattimento se non avesse quel genere di protezioni.

Per affrontare il combattimento con il bastone con protezioni minime e senza limitazioni del tipo che puoi colpire solo con il bastone e solo in piedi ci vuole veramente una bella dose di coraggio e in qualche modo un macabro gusto e attrazione al combattimento, quasi una ricerca personale di se stessi come uomo come individuo, andare a scoprire le proprie paure, le proprie forze e i propri limiti.

Già nel logo sono indicate delle tre parole: mente, cuore, palle.

I Dog Brothers sono visti da fuori duri ed aggressivi, ma quando ci si avicina si scopre che al loro interno c’è una filosofia, un modo di vivere che aiuta a conoscere se stessi, non si tratta solo di combattimento con il bastone.

Questo gruppo fondato da Marc “Crafty Dog” Denny, co-fondatore dei Dog Brothers e mente del sistema. Il suo soprannome, “Crafty Dog”, significa cane furbo

Durante i suoi anni all’università di New York, Marc aveva praticato il Kung Fu per un breve periodo. Poi si esercitò nel Taekwondo per un anno a Washington, dove lavorava da avvocato.

Per motivi professionali si trasferì a Long Beach, California, entrando in affari con suo fratello minore. Poco tempo dopo s’iscrisse all’Accademia di Dan Inosanto per iniziarsi all’arte del Kali. Da allora non ha mai smesso di praticarlo. Un giorno osservò che un paio di compagni dell’Accademia avevano diversi graffi e contusioni in seguito ad un combattimento con bastoni. Tutti all’accademia di Dan avevano sentito parlare dei “combattimenti alla morte” che si usavano anticamente nelle Isole Filippine. In realtà, questi non erano tanto seri come quelli filippini. Incuriositosi trovò il modo di farsi invitare ad assistere ad una di quelle sessioni. Li conobbe Eric Knaus che fu quello che lo incoraggiò a provare la lotta con i bastoni.

Sin da quel giorno Marc capì che quel sistema di combattimento sarebbe stato il modo per superare i propri limiti.

Attraverso l’allenamento, l’amicizia con Eric cresceva giorno dopo giorno, cosi come il desiderio di trovare nuovi compagni per esplorare gil ampi orizzonti che si aprivano davanti a loro, compito che risultava difficile. Finalmente, Marc convinse Eric ad accompagnarlo all’Accademia di Dan lnosanto, dove sarebbe stato facile trovare gente sufficientemente aperta da voler partecipare al progetto. Poco dopo si era già formato un bel gruppo al quale, per il suo alto livello di disciplina ed impegno, fu permesso di rimanere nell’Accademia per praticare la lotta con i bastoni dopo le lezioni regolari, dando loro le chiavi per poter chiudere la scuola una volta finiti gli allenamenti.

Questo gruppo finì per essere noto come “after midnight group”.

 

Una delle frasi preferite da Marc “Crafty Dog” Denny, co-fondatore del sistema, spiega chiaramente la filosofia dei Dog Brothers:

La violenza è una parte inerente all’essere umano; se non gli si offre un canale nel quale possa fluire in modo costruttivo e naturale, prima o poi esplodere in modo incontrollabile e controproducente. I nostri “dog brothers” hanno, anche se non è l’unico, uno dei modi più diretti per convogliare quell’energia.

Durante i primi combattimenti per proteggere la testa dai pericolosi impatti dei bastoni, all’inizio venivano usati dei duri caschi metallici molto resistenti. Ma, molti nel gruppo pensavano che questo tipo di protezioni creasse un falso sense di sicurezza ed un eccessivo rilassamento nell’avere una protezione in una zona delicata come la testa che poteva rendere il modo di combattere poco reale.

Eric, sempre fedele al realismo, espose subito i suoi dubbi e Marc risolse il problema prendendo una di quelle vecchie maschere da scherma che si stavano rovinando nelle cantine della scuola. La maschera funzionò alla perfezione, proteggendo le zone delicate del viso, ma non troppo, per cui bisognava stare sempre attenti e non vi era la possibilità di rilassarsi e distrarsi.

Kali Eskrima Stick Fighting

Fu allora che si decise di non interrompere i combattimenti una volta che si arrivava al corpo a corpo, sostenendo che se lo sviluppo naturale di una lotta reale fosse arrivato a quel punto, sarebbe stato opportuno continuare a lottare nello stesso modo.

Anche se in quel periodo nessuno aveva nozioni sulle tecniche di lotta al suolo (non era ancora noto il Brazilian Jiu Jitsu), questo non impedì loro di cominciare a fare ricerche su questo tema. Il primo contatto con il Jiu Jitsu brasiliano si ebbe nel 1987, quando Carl Franks, studente di Carlson Gracie alle Hawaii, visitò l’Accademia a volle “giocare” insieme a loro. Rimasero tutti affascinati.

L’ “after midnight group” si chiamò “The Dog Brothers” dal Festival dei Tre Giorni di Lotta nel maggio del 1989. Fu una grande esperienza per tutti gli assistenti. Si tennero circa 20 combattimenti con bastoni, a contatto pieno a senza usare protezioni. Il risultato fu la nascita di un forte legame tra i presenti.

L’origine del nome ha un curioso aneddoto. Sentendosi molto legati in un modo che solo il combattimento a piano contatto può produrre, sorse il bisogno di mantenere questa unione. Era necessaria la creazione di un’organizzazione formale i cui membri partecipassero ad una serie di progetti in comune. Per tal motivo era d’obbligo trovare un nome. Si sarebbero potuti chiamare “i dragoni” o “le tigri”, oppure “i lupi”. Dopo una lunga e stancante giornata d’infinite discussioni, Marc andò a riposarsi per un po’. Fu allora che dando un’occhiata ad un fumetto fu attirato da una frase che “Conan il Barbaro” diceva ai suoi compagni mercenari: “lottate, lottate fratelli cani!”.

I soprannomi (crafty dog, top dog ecc.) sono semplici da spiegare. Nel gruppo originale c’erano quattro o cinque persone chiamate Mark o Marc, occorrevano quindi dei soprannomi per distinguerli.

Nell’estate del 1989, Marc conobbe Punong Guro Edgar Sulite che gli fu presentato dal suo Guro, il leggendario Dan lnosanto, durante un seminario di Pekiti Tirsia, nel Tennessee. Sin da quel momento, Marc cominciò a prendere lezioni private con lo scopo di migliorare il suo livello di combattimento, visto che il sistema Lameco Espor era molto efficace. Marc ottenne il certificato d’istruttore del Sistema Lameco dallo scomparso Edgar Silute. Punong Guro Edgar è morto recentemente nelle Filippine mentre teneva un corso per la divulgazione della sua arte. Vogliamo con ciò dare a questo Maestro il nostro umile omaggio postumo e ricordare a tutti che la nostra bella vita è breve e bisogna cogliere l’attimo. Puong Guro Edgar è scomparso all’età di soli 39 anni lasciando moglie e cinque figli.

Nell’estate del 1990, prima Marc e poi Eric cominciarono a praticare il Ju Jutsu brasiliano sotto la guida dei fratelli Machado e, visti i risultati, hanno continuato ad allenarsi fino ad oggi.

Curiosità: Quando si doveva svolgere il Terzo Campionato dell’ “Ultimate Fighting Championship” (UFC3), proposero ai Dog Brothers di realizzare un esibizione tra le semifinali e le finali, ma l’idea fu scartata all’ultimo momento perché, secondo l’organizzatore, “erano troppo realistici e per via della censura televisiva si rischiava l’annullamento dell’intera trasmissione”. La lettera, firmata dal signor Arthur Davie, finiva dicendo che “forse i Dog Brothers sono troppo avanti rispetto ai tempi”.

Nell’inverno del 1992-93 furono girate le videocassette delta Panther, intitolate “Real Contact Stick Fighting”, che vennero distribuite nell’autunno del 1994. Grazie a questo materiale adesso è molto più facile trovare compagni di allenamento e negli incontri che si tengono con regolarità al parco si radunano tra i 20 e i 30 lottatori di tutto il paese davanti a più di 200 spettatori.

Ora parlando sul presente e sul futuro dei Dog Brothers come loro stessi spiegano, l’unica cosa che vogliono in questo momento “è semplicemente insegnare alla gente a lottare in un modo efficace e realistico, aiutandoli in questo modo a sviluppare I’autostima e la fiducia in se stessi”.

Il sistema che insegnano, che chiamano “Sistema di tanti stili”, è la combinazione delle loro esperienze.

Essi non credono che ci sia un sistema superiore agli altri, che abbia tutte le risposte.

Perciò uno stile può essere più efficace di un altro a seconda del contesto e delle circostanze e per sconfiggere un avversario, è logico usare le tecniche che questi non conosce o andare a lavorare nelle aree dove lui si sente più a disagio.

In questo modo si attua un avvicinamento integrale all’arte del combattimento, tenendo conto di tutte le possibili distanze e delle diverse armi: dall’uso dei pugni, delle gambe, dei gomiti ecc., fino all’uso dei coltelli, dei bastoni e qualsiasi altra arma, passando dal combattimento al suolo, con proiezioni, prese, strangolamenti ecc..

La filosofia del combattimento dei Dog Brothers è basata sui concetti di Jeet Kune Do. Ma bisogna chiarire che il fatto di praticare il JKD non significa che si stia praticando il sistema dei nostri amici “dog brothers”.

Soltanto attraverso il contatto pieno con minime protezioni si può arrivare ai limiti da loro raggiunti.

Inoltre hanno sviluppato un’importante qualità, cioè quella di saper usare il bastone in qualsiasi distanza e situazione.

Questo significa ad esempio che l’avversario può attaccare con un calcio e ricevere un colpo di bastone alla stessa gamba, oppure una bastonata seguita da un pugno, il “Dog Brother” può essere al suolo sul punto di venire strangolato e usare il bastone come leva, non solo per evitare lo strangolamento, ma anche per applicare una tecnica di immobilizzazione contro l’attaccante.

La verità è che qualsiasi tipo di tecnica o situazione di combattimento cambia quando si considerano tutte le possibilità che offre il bastone e le armi.

L’arte del combattimento al suolo è completamente diversa se si è aiutati dal bastone o da un’arma che amplifica le leve e il dolore.

Il sistema dei Dog Brothers è fondato su 5 pilastri:

1. Kali

Al cuore del sistema ci sono sempre le Arti Marziali filippine. Le tre radici principali sono il sistema

  • Inosanto,
  • Pekiti Tirsia e
  • Lameco.

Anche il Silat viene considerato parte del sistema, con o senza armi.

2. Il Dog Brother Grappling

Anche se sono studenti del livello medio del Machado Jiu Jitsu, si considera indispensabile l’abilit? nella lofta corpo a corpo. Riuscire a fario ? parts integrante del “Dog Brother Stick Grappling” nonch? del “Dog Brother Vale Tudo” senza armi che spiegheremo pi? avanti. In questo campo, ci Si rivolse principalmente alla famiglia Machado, che abita vicino alia sede originale dei Dog Brothers a Hermosa Beach, California. Marc dice: “Per quelli che se lo possono permettere, noi consigliamo di allenarsi con i fra- telli Machado.”

3. Krabi Krabong

L’arte della lotta con o senza armi dal quale proviene la Muay Thai. In questo sistema si utilizza la guida di Ajarn Arlan “Salty Dog” Sanford, che è riconosciuto e graduato in Tailandia.

4. Dog Brother Stick Grappling

Come ho spiegato prima, è il loro sistema, originale e non superato, di uso del bastone nella lotta corpo a corpo sia al suolo che in piedi. Durante gli anni di sperimentazione personale, per la sua creazione furono usati elementi del Jiu Jitsu brasiliano, le Arti Marziali filippine e parti del sistema “Bando Python”, del Maestro Dr. M. Gyi, che Marc ringrazia per la sua importante collaborazione.

5. Dog Brother Vale Tudo

E’ il sistema a mani nude che si usa quando si perde l’arma. E’ basato sugli stessi principi del resto del sistema per cui risulta molto originale e sorprendente. Sono comprese tecniche di pugni, gambe, gomiti, ginocchia, prese, proiezioni, lotta al suolo e immobilizzazione al suolo, oltre al Jun Fan Gung Fu.

Ps. Vi faccio notare le scelte dei dog brothers rispetto ai molti post dove insisto su certe tematiche in maniera ossessiva per farvi incuriosire e esplorare una certa mentalità e approccio marziale. La multi disciplinarità è la nuova via marziale.

L’obiettivo principale è aiutare il praticante a sviluppare un livello di pensiero più elevato e una varietà poco comune di tecniche che lo aiutino a migliorare la sua abilità come fighter e come persona.

Più importante di ciò che si apprende è che le conoscenze vengano applicate in un modo integrale e realistico.

Per far parte di questo progetto non c’è bisogno di diventare un Dog Brother, si possono utilizzare queste conoscenze in qualsiasi caso e, quello che è più importante, imparare dall’esperienza degli altri.

Forse uno dei modi migliori di utilizzare l’esperienza degli altri è quello di presentarti ad uno degli “incontri al parco” (“Gathering of the Park”) che si tengono due volte all’anno e vedere cosa fanno.

Ottimo sarebbe partecipare ai suddetti incontri di stick fighting, per avere un’esperienza diretta ma per quelli più conservatori, o semplicemente curiosi, non è una cattiva idea passare a dare un’occhiata a quello che accade lì.

E’ gratuito e inoltre si ha l’opportunità di conoscere i partecipanti e parlare con loro. Dopo ogni combattimento i lottatori scambiano commenti sulla “giocata”. E’ allora che si impara di più, potendo capire come si sentono e che esperienza ha dato loro quel combattimento.

Se non hai l’occasione o la possibilità di spostarti fino a Hermosa Beach, in California, un’altra possibilità che hai sono le videocassette e dvd di cui ti ho parlato prima, che possono essere acquistate per posta o attraverso il “website” dei Dog Brothers a prezzi più economici di quelli della Panther. Il “website” presenta inoltre una serie di tecniche, servizi, biografie e qualsiasi tipo d’informazione.

Vale la pena dargli un’occhiata!

Se avete occasione partecipate a un corso con il Guro Marc “Crafty Dog” Denny.

Come abbiamo detto prima, non c’è bisogno di salire sul campo per far parte di questo interessante mondo di “pazzi sudati che si ammazzano a bastonate” come dicono loro di se stessi con affetto. Si può essere un semplice allievo, utilizzando tutta la propria esperienza come insegnanti, o addirittura si può diventare un “Istruttore Associato” che è il nome dato agli allievi che hanno passato con loro il tempo necessario e che possiedono il “livello tecnico” di un istruttore, ma che non sono interessati a sperimentare le loro conoscenze nel combattimento.

Per chi non conosce questo gruppo di stick fighter il mio consiglio è di fare una ricerca e di studiare il loro approccio al combattimento.

Andrea

Karambit da allenamento.

Karambit Training

Una delle cose importanti nell’allenamento è avere delle attrezzature per effettuare le tecniche in sicurezza.

Il coltello da karambit necessita di molto allenamento e per la sua peculiarità è importante che la riproduzione da training sia fatta correttamente per allenarsi correttamente ed evitare rischi di infortuni per te e per il tuo compagno di allenamento.

Esistono molti modelli di Karambit da allenamento, sia come dimensione, che come tipologia, full tang e folder, e fatti  con materiali differenti.

Quelli da training che ti consiglio sono quelli che riproducono il tuo coltello karambit reale. Non allenarti con qualcosa che non assomiglia come dimensioni e peso al tuo vero knife.

Questa è una regola generale!.

Le varianti di plastica e legno se vuoi possono andare bene per fare dello sparring, perché sono leggere e senza spigoli, ma io consiglio sempre per lo sparring di usare coltelli in alluminio e protezioni simili alla scherma per proteggere la testa e le mani.

Per quanto riguarda l’aspetto tecnico il tuo coltello da training dovrebbe essere il tuo coltello vero sfilato e senza la punta, quindi devi comprarne due, questa è la regola in expertfighting!!.

Solitamente come ti dicevo i materiali sono essenzialmente 4:

  • Acciaio
  • Alluminio
  • Plastici
  • Legno

Questi sono alcuni esempi di coltelli da training e come vedi alcuni sono molto semplici, volendo con un minimo di abilità e di attrezzatura è possibile costruirsi da soli alcuni di questi tools ma mi raccomando alla sicurezza.

Ps. Se hai bisogno di Karambit da training o dei consigli su come farli scrivimi!!

@mail: expert.fighting@gmail.com

Quello che ti consiglio e di studiare le tecniche con un coltello da training ricavato da un karambit reale per avere la stessa dimensione, peso e dinamiche in movimento.

Il karambit come per il coltello butterfly avendo dei movimenti dinamici richiede che abbia un peso e un bilanciamento ben definito che devi imparare a conoscere e gestire.

Esistono moltissimi esercizi che puoi fare con il karambit da training!. Allenati!.

Andrea

Come portare il Karambit.

Il trasporto e l’estrazione del karambit è una parte integrante dello studio stesso dell’utilizzo dell’arma.

La capacità di estrazione del coltello è una fase fondamentale e molto importante, nella difesa personale perché può fare la differenza.

Ps. come sai trasportare il karambit in Italia è vietato per legge, quindi se hai con te il tuo karambit sei passabile di denuncia.

Il Karambit può essere trasportato in numerose posizioni e la “migliore” è quello più adatto alle tue esigenze e all’uso previsto.

Può essere trasportato:

  • attorno al collo,
  • nascosto o non nascosto,
  • in posizione trasversale,
  • davanti o dietro la cintura,
  • all’interno o all’esterno della cintura,
  • nella parte anteriore o posteriore del tronco, l
  • laterale portante standard (anello verso l’alto),
  • invertito (anello verso il basso),
  • in una rigida coscia
  • o in numerosi altri modi.

Quindi non c’è limiti alla fantasia e ci sono altri metodi naturalmente, ma per tutti gli scopi pratici questi sono i più comuni. Ora la tua scelta dipende molto dallo scopo a cui ti serve il karambit e la tua capacità tecnica e soprattutto quello che ti viene più istintivo e naturale.

Una cosa importantissima, considera che il karambit trasportato deve essere messo in sicurezza perché in movimento rapido, in caso di caduta, in caso di collutazione a mano nuda, ecc. non deve ferirti.

La “custodia” è un aspetto importantissimo e vale per qualunque arma a taglio che trasporti.

Ci sono otto posizioni comuni di trasporto vicine alle mani:

  1. Tasca laterale sinistra
  2. Tasca laterale destra
  3. Tasca posteriore sinistra
  4. Tasca posteriore destra
  5. Cintura anteriore
  6. Cinturino posteriore
  7. Fiano vicino all’osso dell’anca sinistro
  8. Fianco vicino all’osso dell’anca destro

Inoltre, per il trasporto della cintura, e in base alla preferenza di accesso, il coltello può essere posizionato per eseguire l’estrazione a mano o a metà in entrambe le posizioni anteriori o posteriori.

Sembra abbastanza ovvio, ma per logica se sei destro, allora dovresti portare la tua lama posizionata per facilitare l’accesso con la mano destra. Viceversa se sei mancino, dovresti portare la tua lama posizionata per ottimizzare l’accesso con la mano sinistra.

Alcune persone sono veramente ambidextrous e possono utilizzare entrambe le mani in modo efficace come l’altro.

Se sei capace di essere uno di questi dotati naturalmente allora non ha bisogno di preoccuparti di una scelta così importante soprattutto se si tratta di difesa personale.

La clip dei karambit folder è fatta solitamente per essere smontata e avvitata nella posizione che si presta per l’utilizzatore.

Volendo può anche essere posizionata per avere l’anello verso il basso, in questa maniera rimane più nascosto nella tasca perché non si vede l’anello, però non ha senso perché non ti permette di sfruttare il ring per poterlo estrarre già con il grip standard tipico del karambit.

La posizione del karambit fonder nella tasca anteriore posizionato verso il fianco non permette di sfruttare l’ingaggio del gancio ricavato nella forma della lama con la cucitura della tasca del pantalone e che permette di estrarre il karambit già aperto e pronto all’uso.

Questa posizione è sconsigliabile per la difesa personale!!.

Devi posizionarlo nella tasca nella posizione tutta avanti.

Nella immagine di sotto si trova nella tasca posteriore per un destro.

Devi sempre portare il tuo karambit nello stesso posto. Se ti occorre in fretta e sotto stress, non puoi pensare: “Dove ho messo il mio karambit?“.

Immagina di guidare e ogni volta che improvvisamente ti serve frenare ti cambiano la posizione del pedale?. Entreresti nel panico e sarebbe una grande perdita di tempo e non puoi permettertelo.

Stessa cosa con il tuo coltello, una volta che si decide una posizione di trasporto che si adatta al tuo profilo personale e le esigenze di utilizzo, non cambiarla!!

Allenati nella estrazione rapida del tuo coltello.

Il più sicuro e più efficiente estrazione di un qualsiasi strumento è quella che ti permette una transizione diretta, breve e che inizia con una presa sicura, continua attraverso la posizione di guardia e termina con l’attrezzo pronto per l’operazione.

Portare il tuo karambit non è sufficiente devi anche praticare l’estrazione.

Clicca sul link per vedere il video – Alessandro Karambit

Quando si tratta di una versione di Karambit a lama fissa, l’estrazione è più semplice: afferri l’impugnatura e tiri il karambit dalla fondina.

Per i karambit folder (pieghevoli) richiedono un po’ più di più pratica e di test per riuscire a trovare la corretta posizione per poterlo estrarre dalla tasca per quando necessario e soprattutto che esca aperto.

Spendi del tempo a testare le estrazioni con un karambit pieghevole con una clip per assicurare che la tua lama sia sempre pronta per una rapida e sicura implementazione.

Ps. Io un paio di karambit folder li ho “modificati” perché non avevano la zona di appoggio del pollice (guarda qui) che è la zona che deve avere una forma coretta per permette l’ingaggio con il tessuto della tasca in fase di estrazione per permette alla lama di aprirsi che non era adatta a fare quella funzione. Un karambit così è utile come utensile da tutti i giorni ma non è adatto per la difesa personale.

In questi ultimi anni si sono anche visti dei Karambit butterfly, anche questa tipologia di karambit necessità uno studio aggiuntivo molto vasto, direi che è qualcosa da esplorare se sei un utilizzatore di coltello butterfly.

Andrea

(Un giorno di questi vi faccio vedere una felpa modificata!!)

Le 3 +1 prese fondamentali del Karambit

Prima di parlarvi delle tre prese fondamentali nell’utilizzo del Karambit voglio farvi una piccola premessa sulle qualità e differenze di un Karambit Vs. Coltello.

  •  Il Karambit è più rapido da estrarre di un coltello tradizionale. Esistono modelli di Karambit folder (con lama chiudibile). Alcuni sono dotati di un sistema di aggancio per permettere tirando l’anello di “ingaggiarsi” con il pantalone ed estrarre il karambit già aperto, diversamente sono troppo lenti da aprire e per questo non sono adatti all’uso da difesa personale.
  •  La forma curva della lama permette di avere una superiore capacità di penetrazione nelle azioni di taglio, sono stati fatti diversi test su gel tattici che hanno evidenziato questo.
  •  La particola ergonomia e l’anello rendono più difficile il disarmo, un aspetto molto importante.
  •  Possibilità di assumere una presa “estesa” che permette di variare il raggio d’azione della lama senza muovere il braccio o il corpo ma sfruttando la proiezione in avanti della lama tenedo il Karambit dall’anello. Significa guadagnare centimetri importanti che possono fare la differenza.

Guardare un esperto qualificato di karambit al lavoro è simile a guardare un movimento impnotico, la lama si tende, i cerchi si formano e e le punte luccicano in un modo che paralizza. È qualcosa che lascia mozzafiato, rimani affascinato e difficile da guardare da lontano, vuoi saperne di più.

Una parte del fascino deriva dai movimenti dell’utilizzatore stesso, ma un parte fluisce direttamente nel movimento intricato del karambit.

A causa del design unico del karambit, un esperto di karambit può variare la presa sulla lama e fluire liberamente da una posizione all’altra a seconda delle funzionalità richiesta.

Mentre è facile per le persone inesperte di trovare inutili le varie posizioni, i grip e le transizioni di karambit come “trucchi” o “inutili”, in realtà, il vero potenziale del karambit come coltello da combattimento non può essere sfruttato senza conoscenza e comprensione delle opzioni e delle funzionalità aggiuntive che sono inerenti al design di karambit.

Nessun altro coltello nel mondo offre la flessibilità di un karambit.

Con una lama dritta, ci sono due modi per tenerla: in avanti (o sak sak) e nella presa (o pikal) più naturalmente le varianti con le posizioni delle dita, ma ne considero due perché le prese devono essere sicure.

Al contrario, quando si tratta di un karambit, ci sono tre scelte comuni di presa, varianti di ciascuna e presa di specialità disponibili.

Queste qualità rendono questo knife davvero efficace in combattimento. Ci sono essenzialmente tre prese fondamentali con il karambit, che è importante che conosci.

Ogni grip di karambit ha un uso ottimale e ognuno offre diversi gradi di sicurezza di presa, di portata, di manovrabilità, di potenza e di efficacia per varie applicazioni.

Quando valuti come tenere un karambit, considerare attentamente quello che stai utilizzando e quali sono i tratti necessari dalla tua lama, per questo la scelta del karambit si deve basare su dei requisiti tecnici personali e strategie di combattimento.

Considera per esempio che alcuni Karambit non hanno il filo di lama esterno, o dei bilanciamenti che richiedono adattamento e condizionamento.

Le tre prese fondamentali del Karambit.

  • Con anello nell’indice impugnato (presa tradizionale).
  • Con anello nel mignolo impugnato (presa istintiva).
  • Con anello nell’indice aperto (presa estesa).

Presa Tradizionale o presa inversa

Infilando l’indice nell’anello e quindi la lama è protesa verso il basso nella porzione inferiore del pugno e hai fatto la presa tradizionale del karambit.

Questa impugnatura permette d’infliggere tagli ascendenti alla porzione inferiore del corpo dell’avversario (genitali, femorale etc…etc…) tanto cari al Silat.

E’ una presa molto forte e permette di effettuare traiettorie di taglio da ogni direzione e stoccate di punta.

Questa presa soprattutto con i karambit di oggi molto piccoli è anche preferita per il fatto che puoi nascondere la lama con il pugno serrato fino all’ultimo.

L’impugnatura inversa è la presa di karambit più comunemente utilizzata, dimostrata e ampiamente riconosciuta. La maggior parte degli utilizzatori di karambit si affidano a questa presa nella maggior parte delle applicazioni.

L’impugnatura inversa è meglio utilizzarla nelle applicazioni tattiche e combative di karambit.

La posiziona della mano destra in modo che sia palma e piatta. Posizionare il karambit sul palmo con la spina dorsale rivolta verso il corpo, anello verso destra e la punta affacciata dal corpo. Far scivolare il dito indice nell’anello di sicurezza e chiudere le dita intorno alla maniglia per fissare il karambit in una presa inversa.

Variante: mantieni il karambit nello stesso orientamento, ma variare la posizione del dito posto nell’anello di sicurezza per ottenere una maggiore portata, considera che le dita più piccole che hai sul manico danno una minore stabilità e potenza.

I punti di forza di questa presa sono la stabilità, leva, manovrabilità, potenza, controllo.

I punti di debolezza di questa presa sono la precisione, e la distanza dal target.

Altri nomi di questa presa sono Pikal, P’kal, Grip di combattimento, Grip tattico, Grip rapido di tiro, Grip regolare di Karambit, Grip retrogradata

 

Presa estesa

Dalla presa tradizionale da questa impugnatura con un semplice movimento del polso si può passare a una presa estesa.

Il karambit ti permette di guadagnare della distanza vitale (a seconda del modello di karambit) istantaneamente e “senza muovere” il corpo od il braccio ma sfruttando la proiezione in avanti della lama tenedo il Karambit dall’anello.

Attenzione!! Questa presa non può essere utilizzata per tecniche di stoccata, ma solo per infliggere sfruttando la rotazione del karambit dei colpi di taglio a sorpresa o per “uncinare” porzioni del corpo dell’avversario, una tecnica spesso utilizzata dagli esperti.

L’impugnatura estesa è il risultato di far scorrere un karambit tenuto in posizione verticale in senso antiorario, in modo che la lama attraversa la parte posteriore della mano dell’utente con l’anello ancora fissato sul dito indice.

L’impugnatura estesa viene raramente utilizzata in quanto ha molte limitazioni ma è invece qualcosa che io uso moltissimo, è molto utile nel combattimento quando è richiesta una maggiore portata o per sfruttare l’applicazione dall’alto verso il basso della forza.

Durante le applicazioni può essere utilizzato per andare dal basso verso l’alto per agganciare e strappare, quindi una condizione che richiede di arrivare da sotto verso un bersaglio.

Con il tuo karambit tenuto in una presa inversa, ruota la lama verso il corpo dell’aggressore, in senso orario sopra il dito indice fino a quando si ferma naturalmente contro la parte esterna delle tue dita, colpisci con la punta della lama.

Variazioni: Permettete che la lama prolunga attraverso le dita con uno o due dita avvolte a stringere  attorno all’anello per fornire una maggiore stabilità.

I punti di forza di questa presa sono distanza, manovrabilità, leva.

I punti di debolezza di questa presa sono precisione, controllo, stabilità, potenza.

Altri nomi: grip estesa, grip verso l’alto

 

Presa Positiva (positive grip) o “Istintiva”

Il modo d’impugnare il karambit con il mignolo infilato dentro l’anello e la lama che protrude da verticalmente sul palmo è detto Presa Positiva (positive grip) o “Istintiva”.

Istintiva perchè quando il karambit è impugnato in questa maniera è come un qualsiasi altro coltello, e le tecniche previlegiate sono quelle su angolo 1 e 2 di taglio (slash), e anche efficaci techiche di gunting.

Il karambit così manipolato è totalmente snaturato del suo concetto tradizionale d’uso, ma è perfetto per chi non deve perdere tempo e difendersi in maniera rapida e risolutiva, senza attingere troppo al patrimonio di tecniche tipiche da karambit.

L’impugnatura in avanti è la seconda presa di karambit più comune.

L’impugnatura in avanti è meglio utilizzata per i lavori domestici, l’uso quotidiano, la funzione utilitaria e le attività che richiedono un controllo e una precisione eccezionali, quindi una presa non utilizzata in combattimento

Posiziona la tua mano in modo che sia con il palmo in su e piatto. Posizionare il karambit sul palmo con la spina dorsale rivolta verso il corpo, girando verso sinistra e la punta verso l’alto e l’esterno del tuo corpo. Far scivolare il tuo dito indice nell’anello di sicurezza e chiudere le dita intorno alla maniglia per fissare il karambit in una impugnatura in avanti.

Variazioni: invece di chiudere il pollice in un pugno, posizionalo sul freno posteriore del karambit per offrire una maggiore stabilità e per ottenere la possibilità di eseguire tagli precisi. Spostare la presa sul karambit in modo da usarlo durante le operazioni che richiedono un controllo del movimento estremamente preciso.

I punti di forza di questa presa sono la precisione, controllo, stabilità, leva.

I punti di debolezze di questa presa sono la manovrabilità, potenza, distanza (ma dipende dalla dimensione del karambit).

Altri nomi: Grip standard, Sak Sak, Utility Grip, Work Grip

 

Ora ti voglio fare vedere una 4 presa, la presa della mantide (mantis grip o Reaper grip)

Simile alla presa inversa, ma la lama è orientata con la punta verso di te anziché all’esterno. Un karambit tenuto in una presa di mantide fornisce una ulteriore leva per tirare e agganciare i movimenti verso il corpo dell’aggressore e può essere particolarmente utile in combattimenti estremamente ravvicinati di close combat.

Io non te la consiglio!!

Capisco e concordo con l’idea di poter dare più forza quando viene tiro e strappi verso di me ma con le angolazioni che si possono creare quando strappo questa presa potrebbe essere pericolosa perchè la punta tante ad andare vicino al tuo polso.

Studia e applica con cautela questa presa con un karambit da training e solo dopo molto pratica con una lama di allenamento.

Mentre come hai visto ci sono solo 3 modi comuni di tenere un karambit, ci sono diversi modi meno frequenti di vedere tenere il karambit. Non stupirti se vedi dei modi unici o sconosciuti di tenere un karambit, specialmente se si studiano arti marziali. Ci sono molte varianti regionali e specifiche del grip di karambit, alcune delle quali sono tenute segrete.

Finché una presa di karambit è sicura per te e fornisce un uso funzionale, non è “sbagliato”. L’unico modo “sbagliato” di tenere un karambit è il modo pericoloso per colui che tiene il coltello.

Se scopri una presa che non conosco, ti chiedo la cortesia di contattarmi e farmi sapere, mi piacerebbe vederla!

Vedere un esperto qualificato di karambit al lavoro è ipnotico, la lama si “tende”, i cerchi che disegna il karambit e il luccichio della punta ti paralizzano e sono mozzafiato, ti affascinano e è difficile non restare incuriositi e stare a guardare lontano.

Una parte del fascino deriva dai movimenti dell’esperto stesso, ma un parte fluisce direttamente dal moto intricato del karambit.

A causa del design unico del karambit in mano a un esperto che può variare la presa sulla lama e fluire liberamente da una posizione all’altra a seconda delle funzionalità richieste rende incredibile questo fluire continuo e costante.

Mentre è facile per le persone inesperte banalizzare e denigrare le varie posizioni, grip e transizioni di karambit come “trucchi” o “inutili”, in realtà, il vero potenziale del karambit come coltello da combattimento non può essere sfruttato senza conoscenza e comprensione delle opzioni e delle funzionalità aggiuntive che sono inerenti al design di karambit.

Nessun altro coltello nel mondo offre la flessibilità di un karambit.

Con una lama dritta, ci sono due modi per tenerla: in avanti (o sak sak / Hammer) e nella presa (o pikal – Ice Peak) mentre con un karambit, ci sono tre scelte comuni di presa, varianti per ciascuna e presa di specialità di stile a tua disposizione.

Ps. Con il coltello ci sono molte varianti di presa ma personalmente considero queste due qualle realmente efficaci e sicure, le altre esistono e vanno studiate, ma sono funzionali ad alcune tipologie di coltello, non puoi usarle con qualunque lama. Prova a testare alcune prese e te ne rendi dubito conto (fai attenzione se fai i test perché rischi che la lama scivoli o scappi il coltello con il rischio di ferirti)

 

Transizioni con il karambit

Parte vantaggio di un karambit è la capacità di variare le impugnature e di raggiungere obiettivi una lama diritta non può fare senza che chi lo tiene modifichi significativamente la sua posizione.

Ad esempio, inserire una coltello a lama dritta nella parte posteriore di “qualcosa” direttamente stando davanti all’aggressore richiede lo spostamento dell’orientamento dalla parte anteriore al lato o alla parte posteriore “dell’oggetto” in modo che il coltello possa essere inserito nel bersaglio. Al contrario, potete stare di fronte ad un “oggetto” e con un semplice scatto del polso, portare la punta del karambit prima nella parte posteriore del bersaglio e poi strappando il karambit andare in profondità.

Molte persone che non conoscono l’uso di karambit usano le transizioni di karambit, le estensioni e il movimento in uso come superflui, inutili e come per fare coreografia ma in realtà rifiutano di riconoscere i vantaggi delle transizioni di karambit limitandosi alle funzioni disponibili da una lama statica ma così non ha senso usare un karambit.

Ci sono molte transizioni disponibili e molte variazioni che si devono studiare e allenare ma come regola generale ogni volta che un karambit è in movimento nella tua mano con l’espresso scopo di andare dal punto A al punto B senza la tua mano o il tuo corpo si muova, anche così andando dal punto A alla B, un karambit sta passando.

Quello che voglio farti capire che il karambit può fare delle transazioni anche se tu stai fermo sfruttando le rotazioni, gli spinning e direzionando la punta verso il bersaglio, per questo serve imparare il controllo nelle transizioni e nel fare gli spinning sia in direzione oraria che anti-oraria.

Tutte le transizioni di karambit dovrebbero essere apprese, dimostrate e praticate con un karambit da training.

Se la lama da training “accidentalmente” viene in contatta con la tua mano, il polso o l’avambraccio in qualsiasi momento durante le transizioni, non sei pronta a praticare con un karambit live.

 

Spinning

La rotazione del Karambit è pericolosa, appariscente e inutile senza una formazione, una pratica e una comprensione dell’applicazione di questa tecnica. Se inizi a usare il karambit non fare lo spinning finché non hai una intima familiarità con la tua lama, il suo equilibrio, il modo in cui si muove nella tua mano nelle varie prese e in movimento.

Il Karambit è molto pericoloso necessita di una formazione con persone qualificate. Il rischio se non conosci le corrette posizioni del tuo corpo, i controlli della rotazione e delle traiettorie del karambit è che la punta “cada” sul tuo avambraccio ferendoti. Osserva la foto!! L’ho fatta apposta per renderti l’idea di quello che può succedere se non sei capace!!

Per un praticante avanzato di karambit, lo spinning dovrebbe essere sempre praticata con un karambit da training fino a quando non hai sviluppato i muscoli della mano e dell’avambraccio per muovere in modo affidabile il karambit da training con precisione e controllo.

Essere in grado di mantenere il controllo del karambit durante tutto il giro in qualsiasi direzione (orizzontale, verticale, avanti e indietro) è vitale e fondamentale per eseguire questa transizione senza lesioni.

Quando impari a “girare”, non stai solo combattendo con la gravità per farlo ruotare, ma stai scoprendo anche le verità sull’equilibrio, sul peso, sullo slancio e sul condizionamento della mano / avambraccio.

Molte persone non usano i muscoli più piccoli nelle mani e ci vuole tempo per costruirli.

La tecnica di spinning viene utilizzata in combattimento per ottenere una maggiore distanza ae raggiungere obiettivi non raggiungibili dalla distanza dove sei ora e per consentire applicazioni devastanti di leva a strappo sfruttando la forma della lama a artiglio di tigre.

Lo spinning di andata e ritorno è il movimento che porta dalla posizione standard del karambit alla posizione estesa e il suo recupero. E’ il classico movimento che sfrutta il filo esterno della lama del karambit.

Guarda le parti che compongono il karambit.

Ad esempio,  puoi ruotare un karambit nel tronco di un aggressore e poi semplicemente tirare la lama nella presa estesa e “strappare”, per via del disegno della lama la punta tante a infilarsi in profondità, inoltre l’estensione in rotazione del karambit ti permette di raggiungere da una distanza che il tuo aggressore valutava fuori target, ma che invece con lo spinning era a distanza di colpo di taglio.

Il combattimento con karambit colpisce con una tipologia di  colpi che le lame dritte non possono replicare proprio per via della sua forma e della posizione ergonomica nella mano.

Come hai visto all’inizio ci sono molti vantaggi nell’usare un karambit in combattimento o in situazioni tattiche, la capacità di raggiungere bersagli dovuto alla curva della lama e la capacità di spostare il coltello senza abbassarlo sono due dei vantaggi più significativi.

 

Cambio di mano

“Ma non puoi passare tra le mani un karambit” è una obiezione spesso detta da coloro che non conoscono questo antico coltello sud-est asiatico ma non solo puoi passare tra una mano e l’altra un karambit, è un processo molto più sicuro di quello di cambio mano eseguito con una lama dritta.

La sequenza non è molto complicata ma necessità di esercizio, il mio consiglio è di eseguirlo al principio con un karambit da training e poi una volta presa la confidenza con un vero karambit, se non hai un karambit da training, rivesti la punta con una gomma e del nastro.

 

Alcune considerazioni

Ogni metodo di impugnatura del karambit offre vantaggi unici e ci sono dei pro e dei contro per  ogni tipologia di impugnatura.

Esplora le varie opzioni e familiarizzacon loro. Allenati con costanza.

Non solo devi praticare le varie impugnature e le transizioni con il tuo karambit, ma devi anche controllarlo per assicurare la presa appropriata e il posizionamento durante l’esecuzione dei colpi.

Potresti non avere sempre il tempo di regolare o di riallineare la tua lama, specialmente se  stai usando il tuo karambit in combattimento o in una situazione di forte stress.

Scopri le varie opzioni di trasporto disponibili per i karambit con sistemi di fissaggio e estrazione e una volta che hai trovato uno che funziona per te, allenati a estrarre il tuo karambit in modo efficiente con una presa sicura fin dall’inizio, per eseguire una estrazione veloce ed efficace che termina con il tuo coltello karambit nella posizione corretta per un uso sicuro e immediato.

Rispetta sempre il tuo karambit, soprattutto quando è in movimento.

È eccezionalmente affilato e possiede una potente e impareggiabile capacità di causare danni devastanti.

Non dimenticare mai il tuo karambit in giro, se non hai alcuna consapevolezza del tuo karambit non ne hai compreso l’enorme potere ancestrale.

Può danneggiare o tagliare qualsiasi cosa la lama possa raggiungere, chi non riesce a rispettare lo spazio e ignora o sottovaluta la sua capacità sta commettendo un grave errore .

Dai ai tuoi compagni di allenamento lo stesso rispetto che hai per te perchè la formazione per il karambit necessita di realismo concentrazione e attenzione, perchè la tua prestazione in allenamento e la tua pratica rispecchia il tuo modo in combattimento.

Se sei sciatto e approssimativo con i tuoi compagni di allenamento, sarai travolto con una lama viva.

Andrea