La frusta verde di Bruce Lee non è la bacchetta magica di Harry Potter.

La frusta verde di bambù di Bruce Lee che lui ha usato per spiegare in maniera efficace come rompere il ritmo, il famoso Broken Rhythm.

Dato che JKD è un sistema senza posizioni fisse, Bruce voleva dimostrare vividamente attraverso l’uso di armi non convenzionali che non era affiliato ad alcuno stile o filosofia di arti marziali tradizionali.

La frusta, in questo caso, diventa una metafora della velocità, della flessibilità, dell’elusività e dell’imprevedibilità.

Fatta a mano per le esatte specifiche di Bruce Lee dei Golden Harvest Studios di Hong Kong, la frusta di bambù verde “Broken Rhythm” è una delle armi storiche più simboliche mai utilizzate nella storia del cinema nelle arti marziali

Questa unica frusta flessibile è stata progettata per aiutare a illustrare i principi fondamentali del suo rivoluzionario sistema di arti marziali, Jeet Kune Do.

La tecnica di Bruce Lee è chiaramente visibile durante la sua celebre sequenza di combattimento nella pagoda dove nel primo piano ha lo scontro con Guro Dan Inosanto nel film Game of Death.

Prima di affrontare nel film Dan Inosanto che è armato con due bastoni di Kali filippino rossi, Bruce fa dei commenti sulla frusta, dicendo: “Sai tesoro, questo Bamboo è più lungo, più flessibile e molto vivo … e quando la tua routine appariscente non posso stare al passo con la velocità e l’elusività di questa cosa qui, tutto quello che posso dire è che sarai nei guai “. Questo è quasi direttamente in linea con la sua affermazione che l’uomo è più importante di qualsiasi stile o sistema, un pezzo di legno morto che va contro un’arma flessibile che è “molto viva”.

Poi continua a “spiegare” al suo avversario mentre combatte, ma uno “strumento” usato per educare il pubblico e per sconfiggere il suo avversario, abbattendo la sua sicurezza che a sua volta lo rende meno aggressivo.Bruce Lee menziona anche il “Broken Rhythm”, un modo potente per confondere un avversario cambiando frequentemente il ritmo o il tempismo di un combattimento per lanciare un avversario alla sprovvista.

Straordinario! quello che faceva vedere in un “semplice” film che usava per fare conoscere la filosofia della sua arte.

La frusta di bambù è lunga 105 cm (45,5 pollici).

Bruce Lee era un vero innovatore in tutti i sensi, e quest’unica arma di bambù, rinforzata con un rivestimento protettivo gommato, è un esempio lampante della sua capacità di illustrare principi complessi attraverso mezzi visivi dinamici.

Bruce Lee adorava la Bamboo Whip così tanto che il titolo del suo prossimo film doveva essere Green Bamboo Warrior, e doveva essere centrato attorno a quest’arma.

La frusta di Bruce Lee è simile alla frusta Sjambok!

Il Sjambok o Litupa è una frusta di cuoio pesante ed è tradizionalmente costituita da una pelle di ippopotamo adulto (o rinoceronte), ma è anche comunemente realizzato in plastica.

Una striscia della pelle dell’animale viene tagliata e intagliata in una striscia lunga da 0,9 a 1,5 metri (da 3 a 5 piedi), che si assottiglia da uno spessore di circa 25 mm (1 in) al manico a circa 10 mm (3/8 in) al mancia. Questa striscia viene quindi arrotolata fino a raggiungere una forma cilindrica rastremata. La frusta risultante è sia flessibile che duratura.

Una versione in plastica è stata creata per la polizia sudafricana e utilizzata in modo efficace per il controllo antisommossa. È possibile acquistare Sjambok sintetico di alta qualità in polipropilene fatto dalla Cold Steel.

Il Sjambok aveva una varietà di usi, la più comune è la guida al bestiame, era molto usato dai Voortrekker che guidavano i loro buoi mentre migravano dal Capo di Buona Speranza ma ancora oggi, il Sjambok è usato dai mandriani per guidare il bestiame. Sono ampiamente disponibili in Sud Africa, da commercianti informali a negozi regolari da una varietà di materiali, lunghezze e spessori.

E’ un’arma efficace per uccidere i serpenti e allontanare i cani e altri aggressori e sono ancora portati in pubblico da molti neri sudafricani per l’autodifesa.

Molte famiglie sudafricane hanno in casa un Sjambok.

Un pò di storia

Il nome sembra essersi originato come Cambuk in Indonesia, dove era il nome di un’asta di legno per punire gli schiavi, in cui era probabilmente derivato dal Chabouk persiano. Quando gli schiavi malesi arrivarono in Sud Africa nel 1800, lo strumento e il suo nome furono importati insieme a loro, il materiale fu cambiato per nascondersi e il nome fu infine incorporato in afrikaans, scritto come Sjambok.

Lo strumento è anche conosciuto come Imvubu (ippopotamo in Zulu), Kiboko (ippopotamo in Swahili) e Mnigolo (ippopotamo in Malinké). Nelle colonie africane portoghesi e nello stato libero del Congo si chiamava Chicote, dalla parola portoghese per la frusta.

Nel Congo Belga, lo strumento era noto anche come Fimbo ed era usato per forzare il lavoro dalla popolazione locale attraverso la fustigazione, a volte fino alla morte. La tariffa ufficiale per la punizione in questo caso fu abbassata nel tempo da venti colpi a otto, poi (nel 1949) sei, e progressivamente quattro e due, fino a quando la fustigazione fu completamente bandita nel 1955. Nel Nord Africa, in particolare in Egitto, venne chiamata la frusta un Kurbash, dopo l’arabo per la frusta. Il termine Shaabuug è usato nella lingua somala; può anche riferirsi a una frusta di cuoio generica.

Il messaggio di Bruce nella sua metafora è molto importante perchè racchiude degli insegnamenti fondamentali se vuoi evolvere nel combattimento.

Andrea

La citazione del giorno 054 – Tecumseh l’indiano Shawnee che un giorno disse

In questi giorno studiando alcune cose di tomahawk (Piccola ascia a testa ovale o sferica, di pietra o di legno massiccio, e successivamente di ferro, con immanicatura in legno, usata come strumento di lavoro e come arma da combattimento dagli Indiani delle praterie nordamericane) mi sono imbattuto in questa citazione di Tecumseh un indiano della tribù degli Shawnee che un giono disse:

“Vivi la tua vita in maniera tale che la paura della morte non possa mai entrare nel tuo cuore.

Non attaccare nessuno per la sua religione; rispetta le idee degli altri, e chiedi che essi rispettino le tue.

Ama la tua vita, migliora la tua vita, abbellisci le cose che essa ti da.

Cerca di vivere a lungo e di avere come scopo quello di servire il tuo popolo.

Prepara una nobile canzone di morte per il giorno in cui ti incamminerai verso la grande separazione.

Rivolgi sempre una parola o un saluto quando incontri un amico, anche se straniero, in un posto solitario.

Mostra rispetto per tutte le persone e non umiliarti davanti a nessuno.

Quando ti svegli al mattino ringrazia per il cibo e per la gioia della vita.

Se non trovi nessun motivo per ringraziare, la colpa giace solo in te stesso.

Non abusare di niente e di nessuno, perché farlo cambia le cose sagge in quelle sciocche e priva lo spirito delle sue visioni.

Quando arriverà il tuo momento di morire, non essere come quelli i cui cuori sono pieni di paura, e quando arriverà il loro momento essi piangeranno e pregheranno per avere un’altro poco di tempo per vivere la loro vita in maniera diversa.

Canta la tua canzone della morte e muori come un eroe che sta tornando alla casa.”

L’arte marziale è un percorso, uno stile di vita che ti può rendere migliori se riesci a lasciarti andare veramente e liberarti delle paure, vivile per come sono, vivile per come sei.

Rispetta te stesso e rispetta gli altri!

“La vita senza paura ti rende subito meglio il doppio di quello che sei oggi.”

Andrea

La citazione del giorno 058 – Rafael Lovato Jr.

“Per me, questa è la differenza tra un “combattente” e un “artista marziale”. Il modo in cui ti poni e sei di esempio è tutto. Le arti marziali ci insegnano come essere versioni migliori di noi stessi.”

(Rafael Lovato Jr.)

La citazione del giorno 057 – Helio Gracie

Dai sempre per scontato che il tuo avversario sia più grande, più forte e più veloce di te:
è così che si impara a fare affidamento sulla tecnica, e a sfruttare i tempi piuttosto che la forza bruta.

(Helio Gracie)

 

La citazione del giorno 056 – Andrea


Inizia a fare con quello che hai oggi, usa quello che hai, non aspettare di avere tutto quello che serve altrimenti non partirai mai.

Un passo alla volta, con costanza, strada facedo troverai tutto quello che ti serve e butterai quello che non serve, resta leggero, essenziale, non c’è un modo diverso per imparare le arti del combattimento che sia in piedi, a terra o con le armi.

Le arti marziali sono ogni giorno, vivile.

Andrea

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