La prima regola dell’autotifesa femminile è non doversi trovare a difendersi.

Condividere ti rende migliore

La prima regola dell’autotifesa femminile è non doversi trovare a difendersi. Lo so sembra un paradosso poi in un blog che tratta temi di difesa personale ma non è così.

La miglior forma di autodifesa è quella di conoscere i “meccanismi” e gli “scenari” per evitare di trovarsi nella situazione di doversi difendere, e per far questo occorre conoscere alcune regole fondamentali:

  • La base della prevenzione, devi evitare quei comportamenti capaci di “attirare” un male intenzionato, uno stalker, ecc.
  • L’attenzione al contesto in cui ti trovi, per farti capire in tempo le situazioni di pericolo.
  • La capacità di riconoscere al volo qualcuno che sia intenzionato ad aggredirvi, e attuare le strategie di comportamento per metterti al sicuro.
  • Le tecniche di dissuasione ed escalation, se vi trovate nelle fasi iniziali di un rituale di attacco, in modo da risolvere, se possibile, la situazione in modo violento.

La realtà è che spesso chi viene aggredito non conosce queste regole fondamentali:

  • per superficialità,
  • per distrazione,
  • per sottovalutazione del luogo e della persona che avevamo davanti,
  • e perché, dopo tutto ciò, non siamo stati in grado di gestire la situazione, dal punto di vista psicologico, emotivo e del comportamento.

Il 90% delle situazioni di rischio fisico può essere risolto in anticipo, prima che il rischio diventi reale.

Ma se ti trovi in quel fatidico 10% di situazioni ingestibili?.

Lo so cosa pensi che per quanto si cerchi di essere attenta e ragionevole, stiamo pur sempre facendo i conti con gente che è astuta, furba: che fare se ci troviamo al cospetto di qualcuno cocciutamente intenzionato a farci la festa?

La mia risposta?. Come già ti ho detto devi dotarti di strumenti per guadagnare tempo e scappare come peperoncino spray, kubotan, ecc.

La parte più difficile è capire se sei già nel 10% e quando è il momento di reagire e quando scegliere il momento opportuno, invece pensi, cavolo è meglio starsene tranquilla, perché magari una reazione peggiora le cose. Ci vuole tanta determinazione e tanto sangue freddo per riuscirci e questo lo devi fare esercitandoti in queste situazioni, perchè se non l’hai già provato tante volte non è semplice, e anche tirare fuori il peperoncino spray dalla borsa in quel momento fingendo di cercare una sigaretta, cosa che in realtà avresti già dovuto avere in posizione comoda e non sto parlando della sigaretta.

Ora se devi combattere, lo fai per sopravvivere, quindi niente paura di fare male, non lo stai facendo per dare una lezione al prepotente di turno, ma è per proteggere il tuo culetto.

Se sei in vena di fare la tamarra probabilmente non è con l’avversario che dovi prendertela, ma con te stessa, con il tuo EGO, con la sopravvalutazione di te stessa, e questo comportamento ti porterà a finire nei guai anche se ti senti sicura perchè fai corsi di difesa o la thai.

Quindi prima cosa: valuta la situazione.

C’è aggressione ed aggressione ed avversario ed avversario, si tratta di difesa personale non c’è un arbitro quindi devi fare le cose quando servono se servono e al momento giusto.

Avere a che fare con un automobilista con la luna storta ed esasperato dal traffico non è la stessa cosa di un rapinatore, uno stupratore incallito, uno stalker impazzito o un branco di teppisti in cerca di una vittima da molestare.

Quindi saper riconoscere le intenzioni dell’aggressore diventa importante. Solo questo può farci decidere se attaccare o startene buona.

Il modo migliore per prevedere queste intenzioni è saper riconoscere i rituali d’attacco dell’aggressore moderno.

Quando percepisci il pericolo allontanati da lui , se possibile. In caso contrario, occorre adottare un profilo tattico ben preciso, per esempio controllare l’aggressore, cercando di parlare con calma, usando posture di tipo dissuasivo, spostandosi continuamente, indietro e di lato, in modo da salvaguardare la distanza fisica di sicurezza, dando meno opportunità all’avversario di colpire e cercare una posizione favorevole per contrattaccare se la situazione precipitasse.

Se hai a che fare con un branco, evita in tutti i modi l’accerchiamento. Se siete in una fase preliminare, la cosiddetta “intervista”, parlate ma non stare ferma. Discuti, tratta, ma con noncuranza muoviti continuamente, evita in tutti i modi che qualcuno ti stia alle spalle.

In ogni caso, se l’aggressore vuole rapinarvi, è inutile e stupido cercare di fare gli eroi, dategli quello che vuole e andate a denunciare l’accaduto.

Se capisci che l’obiettivo è proprio quello di ferirti, violentarti o addirittura ucciderti, allora non resta che passare all’azione, senza più esitare, devi essere disposta a fare quello che non hai mai fatto.

A questo punto, gli scenari possono essere molti e quasi nessuno è a lieto fine ma l’importante è che sia sempre favorevole per te.

Uscirne illesi è l’obiettivo, ma anche così devi mettere in conto traumi, lesioni, escoriazioni, ecchimosi, fratture, tagli, menomazioni, o anche peggio ma l’importante è che è per il tuo aggressore anche se comunque è possibile che dovrai rispondere legalmente ma comunque porta a casa la pelle.

Subire un’aggressione è un evento destinato a produrre comunque un trauma fisico, psicologico,  spesso un ricordo negativo che può anche influenzare il resto della vita.

Ricordati che le statistiche dicono che buona parte degli episodi di violenza avvengono tra persone che si conoscono quindi amici, colleghi, vicini di casa, ex fidanzati, spasimanti, parenti, ecc.

Il classico “non finisce qui”, insomma, potrebbe siglare l’inizio dei vostri problemi e non l’epilogo di cui stiamo parlando ma se ti accorgi che la tua vita è in pericolo, il tuo unico scopo è quello di sopravvivenza. Al dopo ci pensi, ma sopravvivi tu.

Cosa devi fare?

Preparati, non lasciare le cose al caso.

Perché millenni di evoluzione sociale hanno disincentivato e represso l’istinto della lotta per la sopravvivenza, rendendo di fatto l’uomo e la donna comuni più vulnerabili di fronte alle minacce improvvise e considera che per un’autodifesa efficace occorrono requisiti fisici, psicologici e tecnici adatti. Non possederli o possederli in parte significa candidarsi a soccombere.

Le caratteristiche che occorrono per sopravvivere alle aggressioni sono le stesse per la sopravvivenza in natura quindi una fortissima volontà di sopravvivere e una carica di aggressività pronta a scatenarsi sul nemico senza inibizioni o mezze misure.

Questi sono requisiti fondamentali senza i quali ogni tentativo di autodifesa diventa un suicidio se il nostro aggressore è forte e determinato.

Non servirà avere con te un’arma, o avere passato anni ad apprendere tecniche di arti marziali in palestra se non sei psicologicamente pronta a fare realmente male senza esitazione.

Lo so è una condizione psicologica complessa in una società civile ed educata.

Devi sviluppare il cosiddetto “killer instinct” perché se hai una minima esitazione a cavare un occhio al tuo aggressore, potresti perdere la sola chance che hai di sopravvivere, il panico ti bloccherà, rendendoti indecisa, impacciata, tremolante.

Preparazione psicologica!. Si, come stai capendo la preparazione più importante e difficile da conseguire non è quella fisica ma è proprio quella di tipo mentale.

Il tema dell’autodifesa femminile è ampio e complesso, proprio a causa dell’enorme casistica di eventi che possono coinvolgere il sesso femminile ed è per questo che i diversi argomenti vanno affrontati singolarmente:

  • Preparazione psicologica
    Una introduzione agli aspetti di preparazione mentale al combattimento. Da non perdere.
  • Preparazione tecnica
    Vengono elencati gli elementi essenziali per poter affrontare sul piano atletico e tattico le situazioni di rischio fisico.
  • Autodifesa a mani nude
    In questa sezione vengono illustrate le tecniche offensive e difensive statisticamente più idonee per fronteggiare le aggressioni a mani nude.
  • Autodifesa con le armi
    Come sopra, ma con l’attenzione alle problematiche relative all’impiego di armi e mezzi di fortuna intorno a te e che indossi.
  • Autodifesa femminile
    Un capitolo dedicato esplicitamente al problema della violenza sulle donne e alle reali possibilità di autodifesa dei soggetti di sesso femminile.
  • Scenari possibili
    Un riepilogo di quanto riportato in precedenza, analizzando vari possibili scenari di rischio: aggressioni da parte del branco, aggressioni da parte di persone a sfondo sessuale, stalker, violenza maschile in generale ed altro ancora.
  • Implicazioni legali presenti e postume
    Tutto quello che c’è da sapere sull’argomento della legittima difesa e cosa fare se si ha la sfortuna di trovarsi in una situazione di pericolo e aggressione.

Se il motivo che ti ha spinto a leggere queste pagine è la ricerca di qualche suggerimento per imparare a difenderti, spero di esserti stato utile ma è importante instaurare un contatto diretto per imparare praticamente come e cosa fare.

Spero di averti dato delle informazioni utili ma serve anche una tua azione!. Sono qui per renderti in alcuni aspetti migliore e sicura di come sei oggi!.

Andrea


Condividere ti rende migliore