La difesa personale si è rotta nel 2018

La difesa personale nel 2018 si è rotta ma in ExpertFighting trovi il modo per risolvere questo problema ma non solo.

Ma chi è che ha distrutto l’industria della difesa personale e lo ha quasi fatto senza problemi, quasi indisturbato nonostante oggi rispetto a 20 anni fa ci sono molte più informazioni, forse il problema sta anche in questo.

Chi è stato?

Due “individui” in particolare.

Gli istruttori fakers e gli acquirenti in cerca di bacchette magiche, i “primi” che sono coloro che si preoccupano di una cosa e di una cosa soltanto, il loro conto in banca e i secondi di chi vuole trovare la strada breve senza fare fatica e crede ancora nelle bachette magiche (Ps. Continua ancora a credere che serve allenarsi anni nelle molte discipline).

La difesa personale è un cosa seria, si gioca con la vita delle persone e quindi si deve trattare in solo in un modo che è quello di raccontare la cruda realtà del combattimento e di una aggressione nei diversi contesti, senza troppi fronzoli, romanticherie, leggende metropolitane, ecc.

  • Quindi, perché si è permesso che così tante persone improvvisate ricevessero così tanta attenzione?
  • Perchè abbiamo lasciato indisturbati pseudo esperti e maestri da corso istruttori nei weekend?

Il fatto più triste poi per le persone serie del  settore è vedere che oggi il materiale negativo viene condiviso online molto più del positivo e quando si tratta di difesa personale lo è di più.

Ogni settimana ricevo una chiamata, un messaggio whatsapp o un’email di qualche mio amico o collaboratore che mi invia un link con scritto “hai visto cosa hanno messo online adesso?

Per curiosità lo guardo anche perchè ho l’abitudine di cercare di capire e non guardo mai il lavoro fatto da altri in maniera prevenuta ma aggiungo all’attenzione, oggi c’è un esagerazione di informazione dove tutto si mischia spesso perdendosi proprio quello che ti serve realmente.

Facebook e YouTube hanno spogliato il rispetto dall’auto-difesa.

  • Iscriviti alla nostra Newsletter se vuoi diventare un esperto di difesa personale!ù
  • Diventa un esperto di difesa personale in 10 giorni!
  • Diplomi online di difesa personale! Unisciti alla mia avventura in arti marziali e autodifesa e lungo la strada condividerò ciò che ho imparato e così puoi aprire anche tu la tua palestra.
  • Federazioni che speculano offrendo diplomi e certificazioni come fossero caramelle in cambio di soldi per esporre il loro logo senza verificare realemente chi c’è dietro.
  • Instruttori in due weekend! (se non basta uno)!
  • Finti campioni del mondo che fanno corsi di difesa personale!
  • Istruttrici di Kick boxing che fanno corsi di difesa personale femminile!
  • Ecc. la rete e i siti di annunci locali sono pieni di esempi.

Pur riconoscendo la bellezza di poter condividere informanzioni e aiutare le persone, ma tutto questo protratto negli anni ha reso l’industria della difesa personale uno zimbello, qualcosa di poco serio in un settore dove chiunque ha potuto dire la sua anche a chi non sa proprio nulla di difesa personale ma molto di produzione video ma attenzione, si gioca con la vita delle persone perchè di questo si tratta.

Ora, se il male viene condiviso più del bene,  il bene diventa pi difficile da trovare.

Ma qui sta il problema, per ogni video da un serio istruttore di autodifesa i falsi ottengono 1000 visualizzazioni in più dai creduloni e dai bisognosi.

Le persone guardano i video in cerca di “verità” e si innamorano dell’idea che tutti i combattimenti terminano in pochi secondi e che alcune mosse di “FANTASY” impediranno a quel ragazzo di spaccarti la testa.

Il pericolo peggiore è che a loro volta comprano il DVD, prendano la maglietta, prendano le lezioni e diventino istruttori e aprano corsi in altre palestre dopo essersi diplomati in un weekend o un corso intensivo di una settimana.

Questo è l’effetto network marketing dell’autodifesa truffa dove tu ti iscrivi a un corso poi fai il corso istruttore ai tuoi amici o nella tua palestra (a volte anche diplomifici online) e apri a tua volta un corso.

Aiutoooooo!!

Così ora abbiamo un’industria marziale dove ci sono inesperti che conducono inesperti, dove i “veri” ragazzi (e le ragazze) sono ingannati e raggirati da un marketing spinto e promesse e spesso quelli con vere abilità sono bloccati, quelli con il “know how” sono fuori al freddo dalle palestre, affogati da quelli con grandi voci false, social, marketing, abbindolano allievi con la speranza di diventare dei fighter da strada.

Questo blog è iniziato anche per fare sentire direttamente con la mia voce la mia visione in questo mondo marziale, il mio percorso e per gridare “hey che è una cazzata” senza perdere tempo a spiegare e scrivere a gente a cui non piace quello che dico o che le loro affermazioni le chiamassi “stronzate“.

Se segui i forum di discussione e i social (Facebook, Instagram, ecc.) dove si parla di arti marziali troverai migliaia di persone che per loro fortuna non hanno mai sperimentato la realtà della violenza, dicendo a esperti affermati del settore compreso me che avevano torto su tematiche che non conoscono e senza essere mai saliti su un ring anche solo per allenarsi.

Dopo 20 anni allenandomi e collaborando con operatori di polizia e della sicurezza che vedono la vera violenza da vicino, essendo stati feriti, presi a testate, morsicati e aggrediti, e mi è stato detto che avevo torto non da uno ma molti pseudo istruttori che quando gli dici in maniera costruttiva vediamoci, sperimentiamo, SPARISCONO e NON SI FANNO MAI VEDERE.

La tastiera o le minacce di querela è uno strumento che alcuni prediligono rispetto ad allenarsi insieme, forse perchè si suda meno.

Ma la cosa più assurda è che hanno dato la loro opinione e hanno convinto le persone a seguirli e peggio ancora a difenderli a spada tratta come se fossero dei santoni, dei guru.

L’industria marziale si è rotta e la coda dei truffatori scodinzola.

Ma c’è un’alternativa. C’è una scelta che devi fare. Possiamo liberare l’industria di questi fakers, quelli che si preoccupano dei loro saldi bancari e NON per la sicurezza dei loro studenti.

In che modo?

Dobbiamo andare in profondità sugli argomenti.

Costruire dei punti fissi a cui nessuno può scappare e dei percorsi obbligati e questo per i ragazzi e gli allievi che non devono rischiare la vita perchè uno stupido ha deciso che quello è un modo per fare soldi.

Serve un apprendimento profondo nell’autodifesa, devi fare in modo che i truffatori e le frodi messe in atto provino la pressione, bisogna puntargli addosso la luce della verità per fare  vedere  tutti le loro finte ombre proiettate e smascherarli.

E’ solo andando veramente nella profondità dell’argomento dove non ci sono molte vite lì perché c’è poca luce e niente calore, ma l’essenza della difesa personale per quella che è nuda e cruda.

La pressione che sentiranno i facker e agli acquirenti di bacchette magiche a “quella profondità ” lì porterà a tornare ad essere allievi o a tornare a giocare ai videogiochi o a capire che è un lavoro che si costruisce, un processo non qualcosa che puoi comprare in un giorno;

Questa è la direzione dove il settore deve andare, la difesa personale è qualcosa di serio.

Dobbiamo immergerci profondamente nel tema dell’autodifesa e renderlo una battaglia intellettuale, deve scaturire un dibattito di esperti e persone serie per costringere a fare uscire allo scoperto questi subdoli personaggi che con il loro modo di raccontare la difesa personale mettono a rischio la vita dei loro studenti o follwers di YouTube.

Lì i fakers non saranno in grado di sopportare la pressione, i loro argomenti e le loro tecniche si disgregheranno.

È a questa profondità che dobbiamo andare se vogliamo stare davanti e smascherare chi non ha passione e serietà per questi argomenti e ci dedica da anni la propria vita.

Dobbiamo scendere nel profondo abisso dell’autodifesa.

La difesa personale non è l’accumulo infinito di tecniche, ma la più profonda comprensione delle tattiche e strategie del comportamento umano, la parte tecnica è solo un’area di lavoro importante per avere gli strumenti adatti ma non si tratta solo di questo.

È un approccio al combattimento che ha delle dinamiche diverse che vanno al profondo della natura umana in pochi secondi, ma è attraverso le tattiche tecniche e psicologiche  che i “fakers” si disgregano.

Ps. Anche a livello tecnico pratico spesso si vedono delle enormi ma dico ENORMI carenze che fanno capire che non hanno capito nulla di quella tecnica e di come arrivarci o concatenarla in altro, veramente imbecilli presuntuosi e arroganti, scusate il termine ma è quello che sono.

Questo metodo e approccio necessita dedizione per chi lo fa seriamente, impariamo attraverso le nostre esperienze condivise e riscriviamo le regole del settore.

I maestri non sono quelli che hanno pagato i loro canoni per le affiliazioni; i maestri sono quelli che stanno ancora imparando mentre tu li guardi e pensi quello sa tutto.

I maestri sono quelli che hanno “pagato i loro debiti” lavorando, non pagando.

Quindi se hai delle domande sull’autodifesa, se sai che hai ancora molto da imparare (e così continuo a fare io) allora unisciti a me.

Ti dirò di più a breve, ma per ora lascia che i falsari escano dalla stanza. È tempo che i veri e propri loschi ombrosi si alzino in piedi!

  • Hai il dubbio di essere finito in un corso di un “piccolo” truffatore travestito da maestro di arti marziali?
  • C’è qualcosa che proprio non ti torna nella scuola che stai frequentando?
  • Ogni tre x due ti chiedono soldi per qualcosa (magliette, attrezzature, stage per farti vedere cose che solo lì puoi vedere, ecc.)

Può essere che sei capitato in uno dei tanti corsi per spillarti soldi con allietanti promesse e bacchette magiche.

Ora devi pensare che può capitare a tutti di fare gli incontri sbagliati e di finir e in situazioni poco piacevoli, ma nel caso delle arti marziali soprattutto se si tratta di difesa personale può essere davvero un grosso problema.

Non si tratta solo della delusione che proverai per aver dato fiducia a chi non se la meritava, o per aver sprecato tempo e denaro in qualche corso truffa, ma si tratta soprattutto del rischio di riportare traumi inutilmente, dall’infortunio in allenamento per arrivare a cose ben più gravi come le molestie, o sadismo dell’istruttore che picchia principianti, sino ad arrivare a convincerti che certe cose funzionano e farti pestare inutilmente.

Perchè se si tratta di difesa personale rischi perfino la vita se ti sei affidato al maestro sbagliato e sei convinto di avere imparato cose che funzionano, qui non c’è un arbitro e non c’è da scherzare.

Dopo 20 anni trascorsi nel mondo delle arti marziali ne ho viste e sentite davvero tante ma negli ultimi anni forse a seguito anche della crisi che c’è stata in Italia molte persone a spasso hanno visto poteva essere un modo per arrotondare o perchè qulcuno ha visto che c’era da guadagnare ed ecco che sono iniziati ad apparire decine di annunci di corsi in scuole, palestre di fitness, online, ecc. per cercare di beccare dei soldi e aggirare persone che con i giornali che bombardano ogni giorno con notizie di violenza e aggressioni cercano di trovare un pò di sicurezza in questi corsi che hanno l’unico scopo di spillarti i soldi.

Peggio ancora nei casi in cui il maestro ha problemi personali di violenza o di genere dove usa gli allievi per pestarli e sfogare le sue frustrazioni o per apparire un macho e fare presa sulle allieve nei corsi di difesa personale femminile e sfruttare la sua posizione per palpare o molestare le sue allieve come è capitato da poco di sentire in un episodio di cronaca (oltretutto su allieve minorenni).

Chi come me ha passione per le arti marziali prova veramente rabbia contro chi rovina l’esperienza di persone e questo meraviglioso settore rifilando corsi spazzatura e senza un vero contenuto, illudendo gli studenti di imparare qualcosa.

Con questo blog oltre a fornirti gratuitamente informazioni utili alla tua esperienza marziale sto cercando di dare il mio contributo a cambiare le cose fornendo ai migliaia di visistatori le informazioni di cui hai bisogno (soprattutto se sei all’inizio) per evitare le truffee pericoli che stanno letteralmente infestando il mondo marziale per aiutare i veri appassionati o colleghi seri e professioanli a emergere.

Attenzione! che so che molti stanno usando queste informazioni spacciandole per loro, non sono geloso, ma ora sapete da dove arrivano, l’importante per me è che vengano usate con etica e onenstà, altrimenti non le scriverei in questa forma disponibile a tutti, ma se le usi onestamente ti chiedo solo di aiutarmi a fare conoscere questo lavoro che sono certo che ti aiuta ma richiede un impegno e che è sempre giusto premiare che sia mio o di altri. Si tratta di onestà intelletuale!

Più le persone saranno informate e meno spazio ci sarà per i maestri disonesti!

Per questa ragione con il blog Expert Fighting e le persone e palestre che collaborano con me mi sono impegnato per costruire una corretta visione del mondo marziale e della difesa personale e per riportare più onore, onestà intellettuale e quella   professionalità che mi hanno sempre insegnato in questo settore che ha fatto tanto per me.

“Non sono bravo come vorrei essere ma sono bravo almeno il doppio di quello che tu pensi!” per citare la frase di un grande maestro. (Guru Dan Inosanto)

Voglio che con le informazioni e i materiali che metto a tua disposizione sul blog di informarti per il meglio e avere una esperienza positiva nel mondo della arti marziali qualunque esse siano e di cercare di fare conoscere tutti quei bravi maestri ed esperti che lavorano quotidianamente con disciplina e onestà per fare crescere i propri allievi.

Cerchiamo di cambiare “l’industria marziale e della difesa personale” insieme.

Andrea

 

 

 

 

Difesa Personale Femminile – La sicurezza del parcheggio

Tra poco si avvicinano le feste Natalizie e i centri commerciali vengono invasi alla caccia di regali e per fare la spesa.

Mi capita spesso per ragioni personali di essere in orari vari fuori da grossi centri commerciali, in or pomeridiane ma soprattutto serali quindi dopo la chiusura del centro e ti asicuro che mi è capitato spesso di vedere movimenti strani come ubriachi, persone che cercano posti per dormire, sconosciuti passare senza un apparente motivo in mezzo al parcheggio e senza cercare nessuna auto, ecc.

Quello che è impressionante è che spesso molti dipendenti dei centri che sono donne escono da sole la sera alla ricerca della loro auto parcheggiata dove hanno trovato e si muovono sole in mezzo al parcheggio, questo è molto pericoloso e nonostante il servizio di vigilanza spesso questo non è sufficiente ed è corretto che queste persone si premuniscano dei giusti strumenti e attenzioni per preservarsi.

Non c’è niente di più impressionante dello shopping in un mega centro commerciale con più negozi di quanti ne puoi visitare in un anno.

I centri commerciali diventano sempre più grandi ogni anno che passa, con sempre più metratura e sempre più negozi con la conseguenza che arrivano parcheggi sempre più grandi, multipiano, sotterranei, ecc.

I parcheggi più grandi e supermercati pieni significa anche che sempre più clienti devono parcheggiare lontano o in posti più nascosti per poter raggiungere la destinazione finale.

Inoltre considerando gli orari di chiusura serali e se tu aspetti la chiusura per uscire è facile che ti ritrovi ad andare in una zona isolato con pohissima gente in circolazione.

Questa condizione è potenialemente piena di rischi potenziali come:

  • furto,
  • vandalismo,
  • stupro,
  • aggressione,
  • rapina e
  • persino rapimento.

Ps. In questo articolo voglio volutamente omettere le aggressioni per futili motivi come litigare per un parcheggio o cose del genere, che sono argomenti che ho trattato nello specifico sul blog in più di un articolo.

Sfortunatamente, i predatori sbavano al pensiero di vedere una donna da sola a notte fonda in un parcheggio quasi vuoto.

È una tentazione troppo forte per questa gentaglia e una donna in queste circostanze è praticamente indifesa.

Quindi ho pensato di darti alcuni suggerimenti per evitare potenziali problemi di autodifesa delle donne e di sicurezza del parcheggio.

1. Blocca la tua auto all’arrivo, non dimenticare la tua auto aperta. Ps. L’accesso senza chiave con il telecomando è la soluzione migliore per risparmiare tempo sia per entrare che per uscire dall’auto.
2. Parcheggia il più vicino possibile alla tua destinazione.
3. Porta armi di autodifesa non letali come lo spray al peperoncino o una pistola stordente e qualche tipo di allarme personale per attirare l’attenzione. Importante! Tienili in mano mentre vai verso la tua auto o verso il centro commerciale.
4. Prova a fare la maggior parte del tuo shopping durante il giorno, se puoi evita di aspettare la chiusura.
5. Sii consapevole di ciò che ti circonda. Il parcheggio è ben illuminato? Ci sono aree in cui un malintenzionato potrebbe nascondersi?Vedi qualche movimento strano?Guardati intorno.
6. Ascolta la tua voce interiore. È meglio e più saggio essere sicuri e previdenti che dispiaciuti. Se non ti senti a tuo agio, chiedi a una persona del centro o una guardia di sicurezza di accompagnarti. Non vergognarti, ok?.
7. Quando ti avvicini alla tua auto, guarda intorno, dentro, sotto e vicino alla tua auto. La scorsa settimana ho sentito di una donna che aveva il piede leccato da un pervertito mentre cercava di salire sulla sua macchina. Se vedi un furgone vicino alla tua auto muoviti con attenzione e non dare mai le spalle.
8. Una volta dentro l’auto, blocca rapidamente tutte le porte. La maggior parte delle persone abbassa la guardia una volta dentro la propria auto mettendosi a sistemare gli scontrini nella borsa, rispondendo a messaggi, ecc.
9. Se sei sola, aspetta che ci siano altri che camminano in quella direzione e unisciti a loro.
10. Mi dispiace dire questo ma, in quel contesto evita gli estranei (non ho detto stranieri ma estranei), spesso i malintenzionati si avvicinano con scuse banali.

Ps. Per chi lavora nei centri commerciali ed è obbligata ad uscire dopo la chiusura del centro andate con una collega alla macchina e poi insieme all’auto della collega se siete automunite oppure accompagnatevi alla fermata del bus, solidarietà, serve e vi rende migliori.


Sono consapevole che le distrazioni sono molte durante le tue uscite per fare shopping da sola o con le tue amiche e soprattutto con i bambini. Le possibilità di “danno” sembrano crescere più man mano che parcheggi lontano dai negozi e dai centri.

Ps. Idem con i distributori di gasolio/benzina isolati.

Ora non significa diventare paranoici ma di seguire questi consigli.

È così facile impegnarsi in qualcos’altro e non essere consapevole di ciò che ti circonda ma devi fare attenzione a quello che accade intorno a te in particolare in alcune fasi, ti ho parlato spesso di analisi del contesto e del livello di attenzione.

Devi variare la tua attenzione in base al contesto.

Preparati e porta con te alcune armi di autodifesa non letali come lo spray al peperoncino. Anche gli allarmi personali di autodifesa possono essere utili. Lo so che è più facile pensare che non ti accadrà nulla ma tu sii proattiva e prudente.

Ricordati di avere fiducia nel tuo giudizio: non puoi e non devi mai essere troppo cauta. Se hai dei dubbi: ASCOLTALI!

A proposito, buon shopping!

Andrea

Attacchi da aggressioni multiple e il principio del cerchio. Come si combatte contro più aggressori?

Sicuramente molti di voi si sono allenati in un one to one, quindi sono sicuro che ti senti preparato nel modo migliore. Forse prendi lezioni, ti alleni in palestra o con un amico e spero che hai letto i numerosi articoli di di expert fighting sull’autodifesa. Tu non sei Bruce Lee, ma ti senti che potresti tenere testa a un teppistello che vuole infastidirti o minacciarti.

Ma che cosa fai se sei confrontato da due, tre, forse dieci avversari? Ti sei preparato per questo?

Oggi ti voglio dare alcune strategie per contrastare più assalitori.

Prima di parlare di ciò che dovrà accadere nella tua mente per essere in grado di gestire questo scenario, prima di entrare in tattiche specifiche perché quando si tratta di “ingaggiare” un gruppo di avversari, il successo dipende meno da ciò che si fa con i piedi e con i pugni (anche se ciò è importante), e più su come spaventare i tuoi avversari.

Questa forma di combattimento necessita allenamento e esperienza che devi fare simulando degli sparring mirati contro due avversari e poi successivamente contro tre, ecc.

Considera che è qualcosa di estremamente complicato ma anche attaccare in più persone non è semplice se non si hanno delle strategie precise e non si è mai fatto.

Personalmente avendolo allenato diverse volte, intendo in attacco di gruppo con i ragazzi eravamo affiatati che ognuno aveva il suo compito all’interno della strategia di attacco e questo per la per persona che subiva questo attacco multiplo diventava molto più che difficile ma si tratta di esperienze per entrambi che significa che uno sa cosa fare e l’altro cosa cercare assolutamente di fare e non farsi fare.

Il branco che attacca è qualcosa di estremamenmte pericoloso per la logica e la psicologia , di questo ho parlato in altri articoli ma ha anche in se degli enormi punti deboli che sono quelli che devi sfruttare, perchè solitamente è una sicurezza coperta da solo uno di loro, diverso invece se si tratta di un gruppo che è apposta per te, li è un agguato non è una situazione casuale, ma è successo qualcosa prima e sono lì per farti la pelle o darti una lezione, facilmente anche armati di oggetti atti a offendere.

Ricordati che la realtà della difesa personale non ha niente di cavalleresco e di onorevole, ma è subdolo, vigliacco , nascosto, chi può attacca senza avvisarti.

La situazione sensibile – Zanshin

Zanshin è un concetto usato nelle arti marziali giapponesi che si riferisce ad uno stato di consapevolezza ed è simile al concetto di consapevolezza situazionale usata in Occidente.

Il tuo Zanshin cresce mentre si progredisce nella tua formazione come combattente e artista marziale, ei  dettagli fisici dei combattimenti diventano più radicati – quasi una seconda natura.

Una volta arrivati ​​a questo livello di formazione, alcune delle tue capacità mentali che una volta erano state completamente consumate dalla lotta sono liberate per concentrarsi su tattiche di alto livello.

Se sei nelle fasi iniziali di apprendimento delle arti marziali, la tua mente è probabilmente interamente focalizzata sugli aspetti interamente focalizzati del lato fisico del combattimento – che colpi usare, come ci si muove e sulle tecniche e manovre da utilizzare nelle varie situazioni.

La tua concentrazione è completamente assorbita dal tuo unico avversario, e ogni fibra del tuo essere è concentrata sul rimanere in vita; hai la visione a tunnel.

In questa fase, tu probabilmente stai reagendo al tuo avversario invece di pensare in modo proattivo.

Anche se pratichi la consapevolezza situazionale, ti dico già che l’impegno con un avversario può rapidamente distrarti da ciò che accade intorno a te, questo quando ci sono più aggressori o potenziali aggressori è molto pericoloso.

In questa situzione a differenza di essere in uno stato di codice giallo dove puoi passivamente osservare il tuo ambiente mentre fai un compito abitudinario come andare al bar o a prendere la macchina, il bus, ecc. , una volta impegnato in un conflitto devi deviare attivamente la tua attenzione tra ciò che è immediatamente davanti a te (tuo avversario) e il tuo ambiente (che significa anche altri combattenti e passanti, cose pericolose che possono cadere in posizioni tatticamente instabili e potenziali armi a vostra disposizione per citarne alcuni), tutto sotto uno stress estremo e intenso.

Questa cosa è difficilissima!!

Più migliorano le tue  abilità fisiche e le tecniche di combattimento e più aumenta il tuo Zanshin, e la tua capacità di guardare oltre e più sarai in grado di prendere dal tuo ambiente e sarà facile per te spostare l’attenzione a tutto quello che succede intorno e questo ti permette di avere una reazione più corretta e più veloce su come reagire.

Sarai in grado di sentire letteralmente l’intento di un attaccante e di rispondere ad un attacco che non puoi né sentire né vedere arrivare, che è un’abilità cruciale quando si tratta di combattere con più aggressori;

Quando si sta ingaggiando un scontro con più di un aggressore, è necessario conoscere non solo chi e cosa è direttamente davanti a te (minaccia primaria), ma anche degli altri avversari e delle loro azioni e movimenti (minaccia secondaria).

Attenzione che le minaccie primarie e secondarie si possono alternare velocemente in una aggressione multipla ma è la cosa più vicina in quel momento che è il pericolo maggiore che devi evitare o colpire con forza.

Attento sempre a non farti afferrare o bloccare i tuoi movimenti te lo consiglio!!

Quindi fai un punto e concentrati sulla consapevolezza situazionale non solo nella tua vita quotidiana, ma nel caldo del combattimento; quello che notate, osservate e percepite può benissimo salvare la tua vita.

Con questa mentalità come fondamento ora andiamo a vedere le strategie specifiche.

Tattiche per combattere più avversari

Innanzitutto, è generalmente poco consigliabile impegnarsi con più avversari, ed è probabilmente che la strategia migliore è quella di fuggire (se si è prestato attenzione ai dintorni, e di questo ne ho parlato in un articolo specifico legato all’attenzione al contesto, spero che tu abbia già programmato una buona via di fuga prima che si presenta la situazione pericolosa!) .

Tuttavia, questo non è sempre un’opzione. Forse i tuoi aggressori si sono messi proprio tra te e la tua sola fuga o potenziale arma; oppure non sei solo e forse una persona amata (o anche solo un innocente protagonista) è in pericolo, non puoi scappare.

Ma ora per qualsiasi ragione, adesso è necessario che ti impegni in uno scontro con più di un aggressore.

Ora considera che non tutte le lotte multi-avversari iniziano in quel modo per questo motivo è importante mantenere lo Zanshin e la consapevolezza situazionale.

Spesso una persona sola comincerà la lotta e poi i suoi amici che saranno coinvolti nell’aggressione.

Sia che stai combattendo con due persone o con venti, ci sono due principi fondamentali per impegnare contemporaneamente più avversari:

  1. Non posizionarti tra due o più avversari,
  2. Non lasciatevi afferrare e
  3. Non lasciatevi portare a terra.

Utilizzare la tecnica del cerchio per neutralizzare una minaccia alla volta

Una cosa fondamentale, la tua posizione e il posizionamento dei tuoi aggressori è la chiave del tuo successo: il posto meno sicuro e il modo più veloce per perdere una lotta è al centro di molteplici persone che ti vogliono farti del male.

Puoi combattere efficacemente in una sola direzione.

La vita non è un film di kung fu e non metterai ko due persone con un solo calcio volante.

Se ti trovi in ​​una situazione sfortunata di essere in mezzo a molti attaccanti, combatti subito sul bordo della folla con qualcosa alle tue spalle per non essere circondato, se ti trovi in mezzo sei fottuto.

In secondo luogo, puoi combattere efficacemente una persona alla volta.

Quindi, non devi mai essere circondato dai tuoi aggressori e devi metterti sempre in modo che devi combattere solo con un aggressore alla volta.

Come fai a fare questo?

Per realizzare questo, è necessario che i tuoi avversari siano sempre in fila. Quindi, in una situazione in cui combatti due persone, dovrebbe essere davanti a te e l’altra dovrebbe essere dietro quella immediatamente di fronte a te.

In questo modo, mentre si applicano le tue tecniche ad un avversario, l’altro non può danneggiare o disturbare perchè viene intralciato dal suo compagno di risse.

Ora la cosa “divertente” dei “cattivi” è che non fanno davvero quello che vuoi che fanno (senza che ci sia una influenza da parte tua) e non si allineano per combattere uno alla volta.

Ecco perché devi applicare il concetto di “circolazione”.

Quando comincia l’alterazione, scegli l’avversario che si desidera impegnare per primo (in genere  scegli quello che è più vicino a te).

Poi ti muovi intorno a lui in modo che l’altro aggressore sia direttamente dietro a quello che hai scelto per primo.

Poi impegnarti con quello di fronte.

Quando il ragazzo dietro di lui cerca di spostare il suo amico per impegnarsi, cerchi la stessa direzione in cui corre, in modo che il ragazzo che stai combattendo sia sempre tra te e il suo amico che vuole aiutare a raddoppiarsi.

Questa tattica ti permette di combattere con un aggressore alla volta e lo farà scivolare, e potenzialmente può anche causare che il suo amico dietro a quello con cui stai combattendo per tirare uno colpo selvaggio può finire per colpire il suo compagno o aggrovigliarsi con lui .

Ora è molto probabile che alla fine il ragazzo dietro a quello con cui stai combattendo direttamente si stancherà di dare schiaffi in testa al suo amico e correrà intorno a lui per arrivare più velocemente a te di quanto tu non ti possa allontanare da lui, in quel momento devi colpirlo anticipandolo.

Questo va bene perchè ora i ruoli sono commutati e sei direttamente impegnato con la persona che in precedenza era dietro, e il ragazzo con cui stavi combattendo è ora dietro.

Lo stesso principio di allineamento e circolazione vale anche per combattere con più di due aggressori. devi mettere tutti in una ipotetica linea un pò più curva dove si finisce per cercare più allinemento e muoversi più velocemente perché ci sono più persone in movimento.

Devi sempre tenerli in linea.

Il principio del cerchio consente anche di arrivare da qualche parte e in una posizione in cui potresti difendervi più facilmente, come prendere un livello alto o trovare un corridoio per canalizzare i tuoi aggressori.

Può anche consentire di cercare un’arma, come un bastone che hai scoperto nell’angolo, o se la lotta sta accadendo in casa tua, una pistola nascosta o un coltello da cucina.

Inoltre, il principio del cerchio può essere utilizzato per posizionare uno o più avversari da qualche parte dove lo desideri, come una posizione di vantaggio verso una scala, una rampa, un fiume, ecc. dove potrai calciarlo frontalmente o spingerlo giù dalle scale o nel fiume, ecc.

È possibile anche cercare di girare intorno ad un oggetto fisso allo stesso modo in cui cerchi di girare intorno ad un avversario.

Può essere un pilastro, un tavolo robusto, una macchina, tutto ciò che rallenta l’avversario.

Alla fine il tuo avversario sarà stanco di inseguirti e di lasciarti da solo, oppure ti correrà dietro l’angolo per cercare di afferrare o colpirti.

Quest’ultimo è in realtà una buona cosa, perché non appena inseguendoti sbuca dietro l’angolo, probabilmente sarà fuori bilanciamento e non è già in grado di attaccare, in quel momento devi avere uno colpo solido potente pronto per il tuo aggressore appena si avvicinano alla curva uscendo dall’angolo per inseguirti, immagine un tuo improvviso cambio di direzione per anticiparlo.

È importante quando si cerchi di affrontare e colpire l’aggressore che tu sei nella direzione dove il tuo aggressore si sta muovendo verso di te. Non girare mai la schiena sul tuo avversario.

Non lasciatevi prendere e portare a terra

Oltre a mantenervi sempre in linea a due o più avversari usando la tecnica circling, devi anche cercare di evitare di essere afferrato o portato a terra, dove potrai essere colpito da più persone.

Se finisci a terra, devi alzarti il più velocemente possibile e andare subito al bordo della folla in modo da poter iniziare a girare e muoverti di nuovo, oppure se non riesci ad alzarti immediatamente devi rotolare di continuo per uscire dallo stare in mezzo perchè a terra se resti immobile sei un bersaglio facile per delle scariche di calci mentre sei circondato.

Ps. La tecnica di chiudersi a guscio per limitare i danni non è sempre una strategia utilizzabile perchè si tratta di una scelta estrema quando non puoi più fare nulla e con la speranza di limitare i danni e che i tuoi aggressori si fermino, che si limitino alla pesante umiliazione con qualche calcio, ma se ti vogliono fare male veramente e non si fermano sei finito.

Ora questa tecnica della circolazione funzionerà anche se i tuoi avversari sono armati di coltelli, bastoni, persino armi da fuoco in una piccola misura, qualche tempo fa si è visto un video di un delinquente inseguito dalla polizia armato di coltello e nel video si vedeva il balordo armato di coltello correre in mezzo a diversi poliziotti per colpirli e loro che sparavano e non riuscivano a prenderlo, se non dopo diversi tentativi perchè considera che anche sparare è pericoloso per i compagni intorno, quindi il continuo movimento costringeva i polizziotti a riallinearsi continuamente non riusciendo a identificare il bersaglio per spararre e soprattutto vedere dove erano ora i colleghi dopo lo spostamento, una situazione complicata, solo lo stancarsi del balordo ha permesso la cattura.

Ora è chiaro che se sei attaccato da un gruppo la prima cosa da fare però è lavorare velocemente o trovare la fuga perchè l’immobilità in questo caso ti mette in una situazione di grave pericolo perchè verresti accerchiato ed è la fine.

Combattere con più avversari non è facile, anzi è molto complicato e richiede moltissima energia, movimento e abilità ma se utilizzi questa strategia sono sicuro che ti renderà la lotta molto più gestibile e se sei già un combattente decente e ben allenato può farti combattere con più  oppositori multipli facendolo sembrare molto più simile a combattere contro uno.

Questo tipo di approcio chiaramente non si improvvisa ma va studiato con istruttori qualificati e con metodi di allenamento sviluppati a costruire i giusti skill ed esperienze per riuscire a fare i movimenti più corretti in una condizione critica.

Ricordati non è un gioco, rimani al sicuro, rimani intero.

Andrea

Hai preso una denuncia per aggressione, ora che succede?

Sei rimasto o rimasta coinvolta in uno scontro con uno sconosciuta/o, con un condomino, un vicino di casa, una banale lite per un parcheggio, non volevi ma ti sei difeso o hai perso le staffe e ti sei menato con questa persona, ci sono testimoni, è arrivata la polizia e sei stato denunciato.
Ora che cosa ti succede? Quale sarà la tua pena?

La pena dipende dalla gravità delle lesioni procurate. Se sono guaribili in più di 20 giorni, il reato è perseguibile d’ufficio. Quando scatta la prescrizione.

Da insultarsi e offendersi ai fatti (o meglio alle mani) ci vuole un attimo ad aggredirsi soprattutto se non si usano tecniche di de esclalation o non si ha l’intenzione di fare un passo indietro.

Anche se non sempre un’aggressione che comporta delle lesioni personali arriva in seguito ad una rissa, se leggi giornali di cronaca o articoli su internet purtroppo leggerai spesso di episodi in cui senza apparenti ragioni o per futili motivi qualcuno mette le mani addosso ad un altro per non parlare dei casi più gravi in cui, anziché le mani, vengono usati l’acido o un’arma soprattutto in casi di violenza di genere di ex fidanzati.

Che cosa comporta una denuncia per aggressione, in questi casi?

Dipende dalla gravità delle lesioni procurate e dai mezzi utilizzati per l’aggressione stessa.

Cosa comporta un’aggressione con lesioni personali

Mettere le mani addosso a qualcuno e procurargli una lesione personale comporta la reclusione da 6 mesi a 3 anni( Art. 582 cod. pen.).

Il reato è perseguibile d’ufficio, ma se le lesioni riportate nell’aggressione sono guaribili entro i 20 giorni e non ci sono delle aggravanti, il delitto è punibile dietro presentazione di querela da parte della persona offesa.

Quali sono queste aggravanti, ovvero che cosa comporta una denuncia per aggressione con lesioni più serie?

Le lesioni personali diventano gravi quando mettono in pericolo la vita della persona offesa, hanno una prognosi di oltre 40 giorni oppure provocano l’indebolimento permanente di un senso o di un organo (ad esempio calo della vista o dell’udito o fegato compromesso per la violenza dell’aggressione). La pena prevista è la reclusione da 3 a 7 anni(Art. 583 cod. pen.).

Le lesioni personali vengono ritenute gravissime se dall’aggressione derivano una serie di elementi come:

  • una malattia certamente o probabilmente insanabile;
  • la perdita di un senso;
  • la perdita di un arto o la sua mutilazione che lo renda inservibile, la perdita di un organo o l’incapacità di procreare o di parlare;
  • la deformazione o lo sfregio permanente del viso (il tipico caso di aggressione con un coltello o con l’acido).

In questi casi cosa comporta una denuncia per aggressione? La reclusione da 6 a 12 anni.

Oltre a questo ci sono altre circostanze aggravanti di fronte alle quali la pena aumenta da un terzo alla metà come ad esempio, se l’aggressione è avvenuta per futili motivi oppure con premeditazione o contro un pubblico ufficiale.

Aumenta di un terzo anche se l’aggressione avviene per mezzo di armi o sostanze corrosive (l’acido, appunto) oppure da parte di più persone (Art. 585 cod. pen.).

Ti faccio notare che, agli effetti della legge penale, per armi s’intendono:

  • quelle da sparo e tutte le altre la cui destinazione naturale è l’offesa alla persona;
  • qualsiasi strumento atto ad offendere dei quali è vietato il porto in modo assoluto, cioè senza giustificato motivo (ad esempio un tirapugni);
  • le materie esplodenti e i gas asfissianti o accecanti.

Che cosa comporta un’aggressione durante una rissa?

Due persone non litigano se uno non vuole ma capisco che quando la provocazione è insistente, la reazione violenta succede ed ecco che ti ritrovi in una rissa a due o con più persone.

Che cosa comporta la denuncia per aggressione in questo contesto?

Il codice penale punisce chiunque partecipa ad una rissa con una multa fino a 309 euro. Ma se durante la colluttazione qualcuno rimane ucciso o riporta lesioni personali, la pena è la reclusione da 3 mesi a 5 anni solo per aver partecipato alla rissa (Art. 588 cod. pen.).

La stessa pena viene applicata se l’uccisione o la lesione personale avviene immediatamente dopo la rissa e in conseguenza di essa (ad esempio se durante la colluttazione vengono sedati gli animi ma poi uno lo va a cercare qualche ora dopo o lo rincorre per “finire il lavoro”).

L’esito di una denuncia per aggressione non è immediato (possono passare degli anni, specialmente se si arriva in Cassazione) e molto spesso è a rischio in quanto il tempo di prescrizione è fissato tra i 5 ed i 6 anni.

Ora la scelta migliore è sempre evitare e se puoi andare via fallo, perchè ritrovarsi in queste situazioni che tu abbia ragioni o torto significa infilrsi in anni di tormento giuridico e un dispendio di denaro che tu abbia agito con torto o con ragione.

Inoltre la ragione quando si tratta di legge ha dei “comportamenti” diversi a quello che è il senso comune.

Se puoi evitare evita, ti devi difendere solo per salvare la tua vita o quella dei tuoi cari, non cercarti problemi per cose inutili, preserva te stesso.

Andrea

Posizione di guardia nell’imminenza di un attacco

Nelle fasi iniziali di un’aggressione fisica, una posizione di guardia appropriata può rappresentare un elemento decisivo per risolvere la situazione.

Andiamo ad affrontare gli aspetti pratici di natura tecnica, psicologica e legale.

Spesse volte ricorre, specialmente tra i cultori delle arti marziali, il dilemma di quale posizione di guardia sia più indicata nell’imminenza di un attacco.

Anche qui ce n’è per tutti i gusti:

  • I pugili e gli stili filippini (panantukan) si presentano con la classica posa con i pugni alzati a coprire il viso, con le gambe leggermente flesse, molto mobili e rapidi nei movimenti.
  • I praticanti di lotta con il loro approccio con le mani avanzate e i piedi appoggiati a terra per intero per avere un baricentro basso
  • I Praticanti di Muay Thai con una guardia alta avanzata e il baricentro alto con i piedi con il tallone sollevato.
  • I marzialisti orientali, di scuola giapponese con le classiche posizioni di Kiba dachi: posizione del cavaliere (alcuni aggiungono “di ferro”),
  • I marzialisti che praticano arti cinese nella forma del loro stile,
  • I praticanti di Wing Chung nella loro tipica guardia, Man-sao, Wu-sao –> Man Sao (“mano che cerca”), la mano più avanzata, Wu Sao (“mano che protegge”), la mano arretrata
  • ecc.

Ps. C’è anche chi ricorre alle pose più o meno fantasiose che certa filmografia ci ha reso familiare.

Ognuno ovviamente sostiene la bontà della propria impostazione motivandola più o meno tecnicamente, ma parlando di difesa personale nell’imminenza di un attacco si tratta di una guardia nascosta, diversamenet è meglio che attacchi perchè mettersi in guardia davanti a qualcuno l’unica cosa che capisce è che vuoi fare a botte.

Quello che però devi capire è che la posizione di guardia è un elemento fondamentale, capace in alcuni casi di decidere la sorte di un’aggressione, per esempio dissuadendo l’energumeno dal procedere nei suoi propositi o mettendoti nella condizione di non venire sorpreso da un attacco improvviso.

La posizione di guardia nell’imminenza di un attacco è costituita da due aspetti:

  • tecnico
  • psicologico

entrambi devi studiarli in ogni dettaglio.

Cominciamo dall’aspetto tecnico: una posizione di guardia, qualunque essa sia, ha lo scopo di rendere agevole l’esecuzione delle varie tecniche, dei vari movimenti o, se si preferisce, di tutte le tattiche offensive e difensive che si è capaci di attuare.

Per questo il pugile, che usa esclusivamente i pugni per colpire, si mette in quella posa funzionale al tipo di azione che deve compiere.

Il praticante di Muay Thai preferisce una postura col baricentro più alto, favorevole all’utilizzo dei calci.

Il praticante di Jiu Jitsu preferisce una postura col baricentro più basso, favorevole all’utilizzo delle proiezioni.

Ulteriori elementi che determinano la posizione di guardia, sono il mantenimento dell’equilibrio (indispensabile per resistere ad un attacco), la necessaria mobilità (indispensabile per attaccare e schivare)  e la protezione dei punti vitali del corpo.

Così, a seconda della disciplina appresa, i marzialisti opteranno per una posizione mobile e relativamente eretta (per esempio come la guardia “alta” dei pugili) o all’estremo opposto per una posizione più rigida, dal baricentro molto basso, come nel Karate Shotokan, dove alla mobilità saettante del pugile si preferisce ricorrere a colpi singoli e devastanti con le braccia e le gambe.

Dal punto di vista psicologico, la posizione di guardia è la rappresentazione in termini di linguaggio corporeo del nostro essere pronti a reagire, e di essere in grado di farlo in modo tecnicamente efficace.

Riassunto, vuoi fare a botte!

Parlando di difesa personale la domanda che devi portu è la seguente: se ti trovi nell’imminenza di un’aggressione, è utile ed opportuno assumere una posa da combattimento, ispirata ad un’arte marziale tradizionale?

La risposta è NO!! , sia per motivazioni psicologiche che tecniche.

La prima considerazione da fare è in termini di adeguatezza al contesto e allo scenario tipico di un’aggressione.

La strada non è la palestra.

Un conto è fare sparring o kumite tra le mura sicure della palestra, un conto è fronteggiare un personaggio subdolo e mutevole come un aggressore moderno.

Si tratta di un mondo senza regole, dove l’unica cosa he devi sapere è… che non ci sono regole.


Non è detto che veniate sfidati in modo aperto dal vostro carnefice, quello potrebbe avvicinarsi con un pretesto per poi colpirvi a tradimento, oppure potrebbe litigare con voi e colpirvi un attimo dopo avervi detto prorpio che non vuole litigare!.

Che veniate o meno sfidati a singolar tenzone, che siate o meno avvicinati con fare sospetto, reagire mettendovi in posa da combattimento è dannoso per una serie di motivi:

Automaticamente si innalza il livello dello scontro, favorendo un’escalation e quindi l’esito cruento.

Se qualcuno si avvicina a te per litigare e voi vi mettete subito in posa da pugile, con i pugni bene in vista, automaticamente l’altro si sentirà sfidato e una banale scaramuccia verbale si trasformerà in un combattimento.

Peggio ancora per le persone che pur non possedendo alcuna preparazione tecnica marziale , si mettono in posa alla Bruce Lee solo perché l’hanno visto fare al cinema. Pazzia, come il presentarsi ad una sparatoria con una pistola giocattolo.

Le donne che praticano arti marziali sono particolarmente a rischio, da questo punto di vista, in quanto il molestatore, o l’aspirante stupratore appena incontrato, potrebbe cogliere l’aspetto di sfida comunicato da una posa da combattimento, in termini di provocazione sul piano del proprio ego virile, attaccando così con tutta la forza di cui è capace perchè davanti non hai una persona per bene e magari è uno a cui piace picchiare le donne, le da piacere, riempie il suo ego.

C’è anche un aspetto di inadeguatezza al contesto normativo di cui tener conto perchè come sai, quasi mai i testimoni (se ci sono) intervengono in difesa di chi ne ha bisogno.

La polizia dal canto suo, nel caso in cui dovesse intervenire, una delle prime cose che fa è proprio quella di identificare i presenti allo scopo di raccogliere la loro versione dei fatti. Immaginate cosa succede se uno di questi testimoni dice “beh, a un certo punto quello lì si è messo in guardia come Tyson e gli ha tirato un pugno…”, alla fine diventi tu l’aggressore!.

Una delle sensazioni che provo, in questi casi, è come agli occhi della Legge nessuno sia più inviso del cittadino che si difende da un criminale: più degli articoli del Codice di Procedura Penale che normano la legittima difesa, quello che sorprende maggiormente è l’interpretazione restrittiva che tendenzialmente ne danno giudici e magistrati.

Non sia mai che si scopra che colui che si è difeso pratica arti marziali: il giudice o magistrato, salterebbe sulla sedia chiedendogli perché mai, avendo un tale addestramento, non ha reso innocuo l’ aggressore con una leggera torsione del braccio, anziché metterlo al tappeto con un pugno sul mento.

Quindi la posizione di guardia da strada, che pure in qualche modo è necessario assumere, deve soddisfare una serie di esigenze in più rispetto a quanto avviene in palestra.

Le arti marziali in genere non offrono soluzioni convincenti, anche se il Jeet Kune Do e il  Krav Maga, che sta diventando di moda in questi ultimi anni, sembra per lo meno prendere in considerazione il problema.

Queste arti marziali o sistemi che si propongo come metodi di combattimento da strada (anche se nel caso del  krav maga le sue origini sono di tipo militare) prevedeono entrambe ma nel caso del Jeet Kune Do è la prima guardia che viene insegnata, una posizione di guardia subdola ed ingannevole, con le mani alte ed aperte, con le palme in avanti, quasi nell’atteggiamento di chi non vuole nuocere.

Ve la ricordate Jennifer Lopez nel suo film “via dall’incubo”? Nella scena madre, affronta il cattivo (nonché marito, nel film) Billy Campbell in un duello mortale dove alcune inquadrature suggestive hanno come protagonista la bella Jennifer in quella strana e contradditoria posizione di guardia.

L’aspetto subdolo e contraddittorio della posa del JKD e del Krav Maga consiste in una sua doppia valenza: di resa apparente (non voglio nuocere) e di prontezza all’azione.

Quelle mani aperte, infatti, possono scattare in avanti repentinamente e colpire bersagli vitali, o capaci di incapacitare in un attimo l’avversario: occhi, gola, per esempio.

Questa illustrazione, ci consente di introdurre uno degli aspetti fondamentali in termini di tattica e strategia, da tenere nell’imminenza di un combattimento: la dissimulazione.

Se vogliamo parlare di quale posizione assumere nell’imminenza di un’aggressione, dobbiamo prima fare un piccolo passo indietro e chiarire che l’aggressione in realtà è un evento quasi sempre suddiviso in fasi.

Difficilmente l’aggressore si materializza dal nulla, a mezzo metro da noi,  e comincia a massacrarci di botte: quasi sempre, invece, si verificano dei rituali di avvicinamento, magari molto rapidi, che in qualche modo sono caratteristici di ciascuna tipologia di aggressore.

Può trattarsi di un pretesto, oppure di un'”intervista” fatta di intimidazioni e minacce.

Comunque vadano le cose, la sequenza di avvenimenti che portano alla violenza, in genere inizia ad una certa distanza, seguita da un progressivo avvicinamento fisico dei contendenti.

Da questo deriva il fatto che, qualunque sia la posizione di guardia che hai scelto, è inutile ed inopportuno mettersi in tale posa quando l’altro è ancora a distanza.

Se l’energumeno è ancora a qualche metro da noi e non sembra ancora deciso ad avvicinarsi, per prima cosa possiamo tentare di fare un po’ di de-escalation  magari utilizzando le tecniche di comunicazione assertiva di cui abbiamo spesso parlato.

Dal punto di vista posturale si tratterebbe semplicemente di attuare un modo corretto di stare di fronte ad un individuo di cui non si conoscono le intenzioni, con una postura rilassata ma pronta ad entrare in azione.

Solo se la situazione precipita e il tuo aggressore si avvicina troppo, allora occorre che assumi immediatamente una posizione di guardia vera e propria, ma con precise caratteristiche e finalità:

  • Cercare di calmare o dissuadere il picchiatore
  • Proteggere il tuo corpo il più possibile
  • Consentire una reazione rapida ed efficace in caso di attacco
  • Consentire un fulmineo “attacco preventivo” qualora si capisca che la situazione non è più gestibile.
  • Comunicare con gli eventuali testimoni i quali, guardando la scena, devono capire al volo che l’aggressore non sei tu.

La “tua” posizione di guardia, deve dissuadere ma non provocare, deve essere eretta, rilassata, con la testa ben indietro, con le braccia e le gambe posizionate in modo da delimitare la distanza che il tuo aggressore non può varcare senza colpirvi (ed essere colpito).

Non stare con le braccia a penzoloni o le gambe larghe per fare vedere che non hai paura e che sei un duro: ti prendi subito un pugno in faccia o un calcio nelle palle.

Non sottovalutare MAI il tuo aggressore o giocare ad avere un atteggiamento da duro.

Tieni le braccia alte, protese in avanti ma non troppo, con i gomiti bassi che proteggono il corpo, con le mani aperte, le dita verso l’alto e all’altezza del viso (ricordate il Papa: “pace e bene” ). Non tenete le braccia tese e rigide, muovetele con un movimento continuo ma lento, su e giù, nel gesto di chi vuol riportare qualcuno alla calma.

Chi ti vede, deve farsi l’idea che stai cercando di calmare e di  tenere a distanza il tuo aggressore.

Le tue mani in avanti in realtà sono la tua protezione (se la postura è corretta l’avversario non riesce a prendere di mira uno dei vostri punti vitali, disturbato anche dal movimento ritmico delle braccia), e sono le tue antenne.

L’aggressore potrebbe scattare in avanti, ma prima di colpirvi dovrebbe prima toccare le vostre  mani o il vostro braccio.

Attenzione alla posizione delle vostre gambe: il peso del corpo deve essere sulla gamba posteriore con la punta nella direzione dell’aggressore mentre quella anteriore che è alleggerita del peso, deve essere pronta  ad alzarsi per stoppare un calcio in arrivo o una carica dell’aggressore con il piede verso l’interno di circa 30 gradi.

Questa posizione delle gambe costituisce una protezione passiva del basso ventre: si noti la vista frontale con la punta del piede avanti ruotata, insieme al ginocchio,  verso il centro del corpo. Questa posizione, pur consentendo ancora un buon equilibrio, costituisce una protezione efficace dai calci all’inguine.

Questa posizione è un dettaglio di una importanza incredibile!. Ricordati che non è sport da combattimento è il calcio nelle palle è qualcosa che spesso viee usata se lasci lo spazio.

Non restare mai frontale all’agressore ma cerca di restare in diagonale dal lato della sua mano e gamba avanzata: lui cercherà di spostarsi e di girarti attorno cercando un bersaglio, ma tu devi a tua volta spostarti, cercando di mantenere la posa “dissuasiva” e, contemporaneamente, cercando di portarti sul suo lato debole (quello del braccio e della gamba avanti come ti dicevo prima), perchè è meno carico rispetto agli arti dietro.

Se lui dovesse avvicinarsi o scattare verso di voi, non appena senti il contatto o vi sfiora, afferra il suo braccio debole quello avanti (sarebbe quello più vicino a te se hai fatto tutto bene) e colpisci con tutta la tua forza, col tuo braccio più valido, possibilmente sulla mandibola, tra il mento e l’orecchio.

Ora non ha senso scrivere cosa fare perchè le variabili sono moltissime, ma quello che voglio dire è NON ESITARE A COLPIRE CON VIOLENZA, PER FARE MALE.

E continua a colpire o scappa lontano più che puoi e vai a denunciare l’accaduto.

La tua regola è salvarti la pelle! Stop, il resto viene dopo.

Andrea